Uno sguardo dal picco
Ci va giù pesantissimo Resource Investor, autorevole magazine di investimenti nel campo delle materie prime, con le critiche al dimissionario Tony Blair. In pratica, lo si imputa responsabile della depletion del petrolio del Mare del Nord.
Ecco cosa dice Resource Investor:
Il Regno Unito era uno dei maggiori produttori del mondo di petrolio. "Era". Produceva più di 3 milioni di barili al giorno nel 1999, comparabile con i 4 milioni dell'Iran e i 2 milioni del Kuwait.
Il governo ha però lasciato al mercato la decisione sui quantitativi di produzione, offrendo anche sostanziosi tagli alle tasse alle compagnie private e permettendo che la preziosa risorsa nazionale venissa gestita dagli ingestibili.
Adesso, otto anni dopo, l'U.K. produce 1,3 milioni di barili ed è diventato importatore di petrolio. Cosa è successo? Il mercato ha fatto ciò che sa fare meglio, consumare una risorsa fino in fondo e poi passare oltre. Il governo inglese ha risposto a ciò con un record di permessi alle piccole compagnie petrolifere per raschiare quel che è rimasto. Il declino del Mare del Nord è ormai inarrestabile.
Con simili stupide decisioni e una tale misera politica delle risorse, la signora Thatcher e mr. Blair hanno quindi deciso di andare in Medio Oriente a combattere guerre per controllare il petrolio altrui. Come in Iraq.
Tra cento anni, gli storici guarderanno indietro ad un politico che ha fatto uno splendido lavoro nel tenere le sue vere motivazioni fuori dallo sguardo del pubblico. Ma aver sprecato le risorse del Regno Unito sarà la vera eredità di Blair.
Quando si dice cantargliela chiara. Naturalmente, l'articolo non menziona il problema del picco: le risorse non si esauriscono solo per cattiva politica, ma anche per normale geologia. E' vero altresì che una buona politica, che tenga conto della depletion e sappia far tesoro delle proprie risorse, è in grado di conservare e far durare quello che si ha la fortuna di avere sottoterra o sotto l'oceano. Purtroppo, sembra che nessun politico al mondo sia dotato di tale minima saggezza.
Ciao Max, morto un tiranno se ne fa un altro, è chi ci sta dietro che deve finire sotto processo.
E chi paga alla fine sono sempre i cittadini.
'Oppo bella la foto tessera di Fido Tony!
In quegli anni suonava in una cover band dei Led Zeppelin,lo sapevate? Forse era anche più simpatico!
Sentite a me:tra pochi anni il falso labour qui sopra finirà in tribunale con il compare George,quindi non disperate e restate calmi perchè ci sarà da ridere fino a morire...
danny, da quello che ho capito io il ritmo a cui si riesce ad estrarre dipende anche dalla velocità di sfruttamento utilizzata negli anni precedenti (non è semplice come aprire un rubinetto)
per cui anni di sfruttamento selvaggio finiscono per accelerare la "depletion"
Non per fare l'avvocato del diavolo, ma non ho capito il ragionamento. Cioè, prima il Regno Unito produceva 3 milioni di barili, e dopo la liberalizzazione ne produce solo 1,3 milioni: come dire, la colpa della decadenza produttiva britannica è delle liberalizzazioni. Ma la produzione sarebbe calata comunque, visto l'esaurimento delle riserve. Privatizzazione o no.
Bye
1,7 milioni di barili in meno in 8 anni soltanto, + del 50%, un vero e proprio crollo !!! Se la futura e sempre + probabile depletion mondiale copierà questo ritmo in pochi anni ci troveremo a vivere... "anni interessanti"...che bello!
Se volete capire qualcosa della sbalorditiva decadenza del popolo inglese, basta guardare questa foto del giovane Blair. Sembra la foto di un degenerato vizioso, e pure un pò ebete.
Confrontatela con questa di Winston Churchill all'età di 21 anni.
Bellissima foto simbolo di un
economista-positivista-leader-ammaliatore (e avvocato)
Ricordiamoci di questi attributi quando, alla luce dei fatti, lotteremo con ogni forza per vedere un futuro.
Interessante.
La Thatcher era celebre per varie cose: è proprio dai primi anni ottanta che è decollata seriamente l’estrazione di petrolio inglese. Decisione presa anche per reagire ai recenti shock degli anni settanta. Ed è stata lei a chiudere frettolosamente le residue miniere di carbone inglesi.
Adesso, passato un quarto di secolo, il petrolio inglese se ne va, e con esso la ricchezza di cui hanno goduto gli inglesi (altro che liberismo); ed in Inghilterra si parla di riaprire le miniere di carbone. Proprio quelle. E credo che ai minatori di domani non saranno utili gli slogan ereditati dagli ultimi due decenni.
La cosa che mi colpisce di più è questa: gli inglesi hanno già vissuto nel recente passato un drammatico esaurimento di risorse fossili; dall’inizio del ’900 il loro carbone ha preso a declinare, causando il collasso del loro impero (che funzionava a carbone!). Non hanno imparato niente: hanno commesso lo stesso tragico errore anche col petrolio.
Ah per quanto riguarda il posto ideale dove trasferirti, ti consiglio il Sud Italia, perchè in Lucania c'è il più grande giacimento di petrolio dell'Europa continentale così come in Sicilia ci sono parecchi pozzi.Certo non è l'Arabia Saudita, ma meglio poco che nulla.
Per quanto riguarda invece il cambiamento climatico, io onestamente me ne fregherò, devo prendere una decisione molto importante quindi devo esserne certo.
Oltretutto semmai ci sarà chi mi assicura che colpirà il Sud Italia e magari non 1000 km più a nord?
Se guardi gli ultimi anni,d'altronde, c'è stata una forte siccità al Nord ed un surplus pluviometrico al Sud.
Oltretutto al Sud in TV si da spesso un aspetto siccitoso invece non è vero perchè ci sono moltissime zone ricchissime d'acqua, inoltre la maggiorparte delle acque minerali imbottigliate vengono proprio dal sud e sono pure le più apprezzate.
Cmq se alla fine deciderai per la "Maremma" o qualsiasi altra zona non posso che augurarti buona fortuna.
saluti
Ciao Debora, ti ringrazio per aver messo in luce questa notizia che apre degli scenari oscuri per l'Inghilterra.
Come ben sai la Scozia che si appresta a diventare sempre più indipendente rispetto a Londra(e forse un giorno raggiungerà la completa indipendenza) reclamerà la proprietà dei pozzi petroliferi nel mare del nord.
T'immagini cosa significa questo per gli inglesi che già devono fare i conti con l'esaurimento di questi pozzi, aggiungici anche la cattiva fama che si sono fatti con i principali paesi produttori di petrolio e di gas.
Prevedo una bella crisi per il Regno Unito, che sia questo il motivo delle accuse nel tuo articolo?
saluti
alle 20:12
Marco
Se capisco bene il senso della critica nell’articolo di Resource Investor è questo: invece che estrarre quando il barile di petrolio era a 10 dollari sarebbe stato meglio aspettare che poi sarebbe salito a 60 dollari. L’espressione “spreco di risorse” dunque si deve riferire non al greggio in sé, ma al suo valore. Infatti Blair non ha aperto un buco nei condotti per sversare il greggio in mare, semplicemente poteva importare a 10 dollari e aspettare di consumare il petrolio interno a 60. Ma con questi ragionamenti non si va lontano, perché l’utile è sempre “particulare” come diceva Guicciardini. Anche in queste critiche siamo sempre all’interno del liberismo che non si preoccupa della situazione globale.
Blair ha tradito il motto: accumulare i vantaggi (per gli inglesi) e scaricare gli ammanchi (su tutti gli altri).
Una nota sugli opinion maker (su questo camop come in altri). La critica di Resource Investor è fatta solo anni dopo il picco inglese e quando il premier si ritira. Prima andava tutto bene. Per parte mia credo solo alle critiche fatte per tempo. Quando tutto congiura a demolire i ragionamenti di una persona di responsabilità, forse quello è il segno che quella persona una certa dose di ragione ce l’ha.