Uno sguardo dal picco
OK. Visto che nei commenti la situazione è ormai degenerata ai progetti di sopravvivenza, ho pensato di consigliarvi una buona lettura. E gratuita, per giunta.
Un romanzo d'azione stavolta, non le solite barbosissime letture geologico/geopolitiche che vi sorbite qui, e delle quali sapete ormai tutto. Volete fare il passo successivo? Siete pronti a darvi alla macchia armati di arco e frecce? Oppure sognate di diventare i leaders illuminati di una nuova Utopia sostenibile per pochi eletti? Insomma, state seriamente pensando di organizzarvi per l'imminente cambiamento post-petrolifero?
Allora leggetevi subito Lights Out di Halffast. Scaricabile gratis, ma in inglese (nessuno è perfetto). Io me lo sono divorato in pochi giorni, e poi ho scritto all'autore per complimentarmi: non credeva ai propri occhi, che il suo romanzo online fosse arrivato oltreoceano.
Halffast è un membro di quella vasta genìa di survivalisti che popolano l'America, a cui si può imputare ogni nefandezza ma non che non sappiano di cosa parlano. Il romanzo ha avuto un successo planetario. E' la storia di una comunità in un suburbia americano che si organizza per sopravvivere ad un disastro tecnologico che ha cancellato l'energia elettrica, risolvendo problemi di alimentazione, pulizia, riscaldamento e armamenti, per combattere i numerosi pericoli e nemici.
Insomma: molto da imparare!
Debora... non e' cosi' semplice.
Ci sono proprieta' ideali per questo genere di progetti... ma costano 750.000 euro. Ed anche se ho investitori stranieri disposti a scommettere su questo progetto, non e' mia intenzione sperperare cosi' tanti soldi... anche perche' il budget e' comunque limitato!
Dividere la proprieta' in tanti pezzi non e' semplice.... e comunque la mia era piu' che altro una provocazione e serviva a verificare la reale volonta' dei blogghisti di impegnarsi in qualcosa di grandioso.
Fino a quando non ci sara' la disponibilita' a mettersi in gioco in prima persona, con un proprio budget, il progetto non puo' essere collettivo e comunque le porte resterebbero chiuse.
In pratica e' l'ennesima dimostrazione che c'e' la volonta' di farlo ma guai se "devo" spenderci qualche lira!
Cosi' non va....
.....si e' ancora troppo legati al Dio Denaro.
Bernardo, io ci sto specialmente se è in Toscana (vicino he he). Ma lascia perdere le proprietà collettive, in Italia non te li da nessuno 30 o 50 mila euro per una proprietà collettiva. A ciascuno un pezzettino, e tutti sono contenti.
Canneto, nel Comune di Monteverde Marittima, alta Maremma.
Perfetta, case quasi regalate.
MA pieno piano B ed anche piano C.
Insomma quelli in cui bisogna imparare ad essere autarchici.
Domanda critica: quanti di voi, per partecipare alla nascita di un progetto comune, sono disposti ad investire del DENARO per l'acquisto di una proprieta'?
E quanto denaro siete disposti ad investire? Cioe'... siete disposti a vendere cio' che avete oggi per acquistare, in comunione di beni con altre persone, qualcosa che possa diventare la vostra futura CASA?
Vi premetto che gli investimenti da fare sono tanti....
....e piu' soldi si hanno a disposizione, piu' grande sara' la proprieta' acquistabile.
Piu' grande sara' la proprieta' acquistabile, maggiori saranno le possibilita' di renderla autosufficiente.
Il progetto va avanti.... le strutture vengono vagliate e molte di esse scartate.
Al momento ci sono 3 o 4 occasioni in Toscana... molto belle.... ma saranno alla nostra portata? Boh... dipende da voi!
condizione n. 1: altezza s.l.m. tale da rendere "abbastanza" sicuro il non allagamento o impaludimento
condizione n. 2: disponibilità di acqua potabile
condizione n. 3: disponibilità di terra coltivabile
condizione n. 4: luogo sufficientemente "fuori dalle palle" (volevo dire fuori mano, altro che roma!, io mica ci vorrei trovare un sottosegretario in colonia!!!)
La condizione indispensabile è che sia vicino Roma.
Non partecipo a colonie che non mi siano raggiungibili in bicicletta (anche in due giorni, senza esagerare...)
:D
La scelta del luogo per una ipotetica "colonia" post-peak-oil e' cosa ardua. Io ed il mio piccolo staff di collaboratori ci stiamo lavorando da mesi e non dalle 10 locations inizialmente individuate siamo scesi a 4. Ora viene il lavoro piu' difficile ed impegnativo: perche' sceglierne una? Perche' non l'altra? Quali sono le garanzie? E quali le risorse del luogo?
secondo voi quali sono le condizioni "indispensabili" e "opzionali" per scegliere una location per una ipotetica "colonia"?Il posto ideale per il dopo-picco!?
Io dico Sardegna!!!!!
I motivi!?.......tanti!
Uno in particolare!? La densità di popolazione.
In oltre 24.000 Km2 poco più di 1.600.000 abitanti, 1/4 dei quali concentrati in un'unica area urbana.
Per chi poi avesse timore di assalti dall'esterno..beh ci son luoghi dove anche le legioni romane segnarono il passo....
.....umhhh... ora basta , non sia mai che la popolazione cominci a crescere...
Saluti
Bene, ma occhio ad una cosa: il primo problema resta la terra. Anche dalle mie parti, in terreni sciolti sabbiosi o limosi, il bambù viaggia che è una bellezza (purchè ci sia acqua!). Mio padre si fece ammaliare da un bel boschetto di queste piante, esistente a 15 km da casa nostra, e tentò di piantarlo pure lui. Dimenticando che tra le due località esisteva una enorme differenza riguardo al terreno disponibile. Il risultato: un disastro.
A me personalmente il bambù piace molto, ma si riesce ad allevarlo solo in certi luoghi. Ad ogni terreno devono corrispondere scelte agronomiche oculate: la pianta adatta a qualsiasi luogo non esiste.
Dopo quella disavventura, siamo diventati più prudenti.
certo... ma il bambu' non e' presente "naturalmente" in italia perche' non e' della zona... ma non e' assolutamente vero che non vi cresce. Qui dalle mie parti, in centro Italia, si trovano alcune piccole "fratte" di bambu' con canne di altezza fino a 10 metri e diametro anche di 15 cm (alla base). Mica male per l'asta di una bamdiera (per portarla da dove venne tagliata venne usato un camion... ... di notte!).
Tieni duro Debora... presto ci sara' una valida alternativa!
Uh, sì: canne e bambù sviluppano, col loro apparato radicale ipertrofico, una enorme superficie specifica. E su tale superficie ospitano batteri e funghi in tal quantità da offrire prestazioni simili a quelle di un impianto di depurazione. E' una cosa sperimentata da decenni, come supporto a scarichi che non si riesce ad allacciare alla rete fognaria.
Resta però il fatto che, dovendo scegliere, è sempre meglio preferire specie tipiche del luogo. Hanno meno problemi.
Pietro, nelle fasi di assimilazione hai dimenticato l'ultima:
- Ci si stufa di combattere contro i mulini a vento, amici e familiari, non si riesce a combinare nulla e quindi si va a fare shopping al più vicino mall per godersela finché si è in tempo.
Ti confesso che mi sto avvicinando pericolosamente a quella fase... :-(
Si, si va bene tutto molto bello.
Se posso, riassumo.
Il picco del petrolio è il classico uovo di colombo.
Insomma, ovvio A POSTERIORI.
E lo dico da geologo ed ing. Amb ( qualunque cosa voglia dire quest'ultimo termine)
La strizza fa parte del processo di assimilamento.
Poi si passa allo stordimento da cannabis in cui sembra che tutto il mondo introno, quello normale in cui viviamo sia bidimensionale: figurine che si muovono forsennatamente su un palco.
Poi subentra la tristezza/depressione per tutto quello che andrebbe ( andra'?) perso come lacrime nella pioggia etc.etc.
Poi subentra l'urgenza di fare qualcosa.
Di solito si comincia a parlarne a parenti, amici, semplici e sfigati condividenti lo scompartimento ferroviario.
E si capisce che, anche se in qualche modo dei dubbi ce li hanno anche loro, rimuovono.
Poi si comincia a pensare SE si puo' far e qualcosa, ciascuno nel suo ambito.
Si comincia a risparmiare, quando si puo' su certe spese.
Si comincia a cercare di capire COME costruire il piano B.
Si comincia a chiedersi SE l'attuale lavoro/casa/luogo dove si abita è adatto o se lo è la configurazione e l'organizzazione della porpria vita.
Il processo non è indolore. Di solito gli amici vi vedono almeno come lievemente alienati/fissati/paranoici.
E, se siete sposati, pregate di avere un coniuge che la vede come la vedete voi, o almeno disposto ad ascoltarvi ed a trarre anche lui un po' di conseguenze, ad esempio che il BAU ( Business as usual) ha le ore contate e che bisogna muoversi in anticipo.
Il libro citato dalla Deb, l'ho letto, in un paio di orette, a dieci pagine per vlta.
Interessante ma fatto da un Texas ranger, piu' o meno.
Insomma, il solito eroe ( solo nominalmente per caso) che pero' conosce il karate, sa sparare con un Fal, rifare il circuito di accensione di un vecchio diesel etc.etc.etc.
Ora: NON dico che questa gente non esista: dico solo che i nromo dotati non sono cosi e che l'italia, se DIo vuole, non è il texas.
I miei due cent: VIA DALLE CITTA'!
RIpeto: VIA DALLE CITTA'!
Insisto: VIA DALLE CITTA'!
Se c'e' un posto dove la vita sarà IMPOSSIBILE saranno le città.
Gia ora, nel pieno del BAU sono venti anni chela popolazione residente è in calo.
Tenete conto di una cosa: Per ROMA il declino della popolazione è cominciato prima di Costantino; pure, ancora ai tempi delle guerre GOTICHE ( 540 D.C. e dintorni) il centro della città era in buone condizioni ( anche se spogliato di molte cose preziose dalle varie razzie) e regolarmente ( piu' o meno mantenuto): i vari fori erano ancora in uso e gli edifici imperiali piu' o mewno funzionanti ( come gli acquedotti, che furono tagliati in occaine di uno dei vari assedi di quella guerra.
Il collasso delle vie commerciali e, sopratutto della moneta ( che permette gli scambi a distanza, al contrario del baratto), aveva pero' portato al quasi totale spopolamento.
Si calcolano circa un milione di abitanti ai tempi di Marco Aurelio.
600.000 ai tempi di Costantino.
300.000 ai tempi del primo sacco.
100.000 ai tempi di Romolo Augustolo, Odoacre etc.etc.
20.000 all' inizio delle guerre gotiche.
0 ( si , ZERO) alla fine delle guerre gotiche.
La città rimase completamente spopolata per almeno un decennio e fu ripopolata da Narsete con le buone e le cattive ( comunque non riusci' piu', per secoli a raggiungere piu' di 10.000 abitanti).
Quel che voglio dire: Le città si reggono su risorse che vengono da fuori, pagate con un flusso monetario che si crea con il terziario INTERNO e con le industri periferiche.
Una macchina, insomma.
SE manca il carburante la machcina si ferma.
E molto prima di questo diventa invivibile.
Il mio esempio preferito di cosa succde quando l'economia va in stallo?
FIrenze nel 1944, durante la cosidetta " emergenza".
Un fiasco d'olio arrivo a costare 1000 lire.
Di allora.
Mio babbo, ventenne, che aveva trovato un lavoro alle poste ( poi si dette alla macchia come tanti coetanei) per via delle carenze belliche di organico, guadagnava ( piuttosto soddisfatto) 750 lire al mese.
Punto.
Cercatevi un borgo di non piu' di 2000 abitanti, andateci a vivere ed inseritevi nella vita locale.
Fate amicizia con il contadino, litigate di calcio dal barbiere davanti alla casa del popolo, portare i figli alla festa parrocchiale, entrate a far parte della banda del paese, cose cosi'.
Vi serviranno nel futuro.
Un consiglio : leggetevi Piano B, di Leister Brown, che si dovrebbe trovare anche in italiano ( in una versione di quattro o cinque anni fa)
Pietro C.
se non erro il bambu' e la canna di palude sono "rimedi" naturali per realizzare degli splendidi e funzionali depuratori di acque nere...
....pero' non vorrei sbagliarmi!
Ah, e oltretutto le specie esotiche (e specialmente il bambù), mal adattate ai nostri climi, spesso bevono una immane quantità di acqua. Vergognoso.
Piantate querce ragazzi, vedrete che non vi sbagliate.
fenomenali le trentotto mosse del Corriere. Mi hanno colpito molto le affermazioni riguardo le piante.
Prima il consiglio di piantare bambù. E' una specie esotica, e vive malissimo nei terreni argillosi (a casa mia muoiono). In Pianura Padana non potremmo ottenere la deroga di piantare la nostra comune ed affidabile e velocissima canna di palude?
Ma il bello arriva con le considerazioni sulle piante a foglie "scure" (sostanzialmente quasi tutte, dato che solo il fogliame primaverile ha colore chiaro, in estate diviene più cupo). Accidenti, io e mio padre, ora che sappiamo quale errore abbiamo commesso, correremo subito nei campi ad estirpare quelle fottute ed ignobili querce! Abbiamo già pronto un bel manto di catrame sostitutivo, che fa un bel fresco...
per gli infedeli:
in principio erat Peak et Peak erat apud Oil et Oil erat Peak
Hoc erat in principio apud Oil
[omissis]
in ipso erat et Debora erat lux hominum
et lux in Web lucet et Web eam non conprehenderunt
fuit Blog missus a Deo cui nomen erat Petrolio.blogosfere.it
hic venit in testimonium ut testimonium perhiberet de Debora ut omnes crederent per illum
non erat Debora lux sed ut testimonium perhiberet de lumine
amen
ha ha me fate morì! Comunque era ovvio che scherzassi... ;-)
Consiglio per i neo adepti del peak oil: un sacco di argomenti sono stati trattati in passato, andatevi a vedere i post stravecchi magari per mese. Mica per vanità, ma perché così siamo tutti allo stesso punto!
(non usate le tags, che sono arrivate parecchi mesi dopo.)
io non ero neppure nato
pietà di noi, nostra signora del petrolio, a febbraio 2006 non ero ancora un catecumeno del picco...
per penitenza smeto di lavorare e per due mesi mi leggo tutti i post vecchi!
Debora, da quando hai pubblicato il post relativo alla teoria di Olduvai, marzo 2006 se ho visto bene, subito dopo quanti blogger hanno fatto l'ingresso nel tuo blog, sottoscritto compreso?
E poi tra i centinaia di post è ammissibile dimenticarne qualcuno, o no?
Fidati, più che leggerlo il tuo blog ce lo divoriamo!
E con questo spero di aver soddisfatto il tuo amor proprio...:-)
Ti leggiamo, ti leggiamo, ricciuola permalosa! Il link alla notizia "dell'emendamento su nucleare e carbone" non l'ho trovato, sorry, ma il lunedì devo rifarmi di due giorni di astinenza e viaggio col turbo. Io sono una frana con le ricerche via google e altri marchingegni...
Per il Pier di ieri ore 9.51: dalle Alpi a Pantelleria comprende anche Sardegna, Corsica Istria e Carnaro. E Cantopn Ticino!
riccardo, è stato il discorsi di Rubbia a farmi entrare nel club dei speranzosi.
Tutto sommato qualcosa comincia a muoversi...
.........
eccola qua, la Teoria di Olduvai:
http://petrolio.blogosfere.it/2006/02/sei-miliardi-e.html
Ho ormai raggiunto la ferma convinzione che voi sto blog non lo leggete mica... :-(
eilà paolo, temevo oramai di essere portatore dell'unico barlume di peranza del blog!
La teoria di Olduvai è la conclusione più logica che attende al varco la società globale se i Governi occidentali restassero con le mani in mano.
Medioevo senza scampo.
Le soluzioni tecnologiche e le politiche da attuare fin da ora per realizzare una decrescita energetica ed economica graduale ci sono senza dubbio.
Quindi, strizza sì dopo aver letto il lucido e terrificante articolo sulla teoria in questione, ma come ne siamo al corrente noi del blog anche le classi politiche non ne sono all'oscuro e Rubbia lo prova.
E nel prossimo futuro ne vedremo di iniziative politiche e tecnologiche salva energia e le proveremo sulla nostra pelle, contateci...
SIZILIEN caro Bernardo e cara Debora:-0
Posso anche confidarvi che il nome della mia city è...è... Kal'at ni-sa che, per chi conosce un minimo di storia medievale, dovrebbe facilmente individuare tra le nove provincie sicule!
Voi bloggate dalla terra di Aenea e a raggiungervi per poltrire in un agriturismo c'impiegherei dieci ore circa!
http://www.aspoitalia.net/index.php?option=com_content&task=view&id=18&Itemid=38
"Il picco nella produzione petrolifera e la strada per la Gola di Olduvai"
chiedo scusa due volte.trattasi dell'articolo che mi ha fatto conoscere e "amare" aspoitalia... che ricordi, che emozioni!
Se ci dessi il link... :)
acciderbolina, l'ho trovato...
per chi non l'avesse letto, vi prego fatelo!!!
certo sergio quella della catastrofe rimane una delle ipotesi da considerare, io non me la affatto di escludere che abbiamo ancora la possibilitò di un "atterraggio morbido", ma se tieni conto de "i limiti dello sviluppo" (hai presente le curve, a mio avviso impressionanti, che salgono salgono per poi scendere mooooolto rapidamente) ed in sostanza del fatto che viviamo in un sistema chiuso in cui però stiamo continuando a crescere...
c'è un articolo su aspoitalia.net che ne parla in maniera lucida e terribile, ma non rieco più a trovarlo... chi mi aiuta?
Sergio, forse sei arrivato da poco ed e' normale, non conoscendo i "segreti" che si celano dietro la parola Peak-Oil, non capire al volo cosa e perche' arriviamo sempre a catastrofi piu' o meno gravi e al tema della sopravvivenza.
Il petrolio non e' solo un fluido oleoso che opportunamente lavorato vengono estratte la benzina e il gasolio.
Il petrolio e' la risorsa piu' importante per:
CIBO
ENERGIA
MEDICINALI
VESTITI
METALLURGIA
ecc...ecc...ecc....
senza di esso e dei suoi innumerevoli derivati "diretti" e "indiretti", tra i quali cito solo i concimi, non si avranno piu' produzioni abbondanti e a buon mercato della quasi totalita' delle risorse che permettono al genere umano, che conta ben 6.6 miliardi di individui, di vivere e prosperare con l'attuale "facilita'".
Ecco quindi che, dopo il peak-oil, si stima che circa 5 miliardi di persone POTREBBERO morire di fame e malattie... per non parlare delle varie guerre piu' o meno globali alle quali bisognera' abituarsi!
Sergio, forse non ti è chiaro che l'era del petrolio è stato un periodo di abbondanza energetica unico per il genere umano e, allo stato attuale della tecnologia, irripetibile.
Pensa un po' a quanti eravamo sulla Terra prima dell'avvento del petrolio e come si viveva, e forse il tema dei sopravviventi non ti sembrerà così difficile da capire...
Perchè partite dal PeakOil per arrivare (sempre o quasi) ai "sopravviventi" ? Non riesco a capire perchè il picco del petrolio diventa automaticamente la fine del petrolio (del gas, del carbone, dell'uranio ecc. ecc.). L'errore di coloro che sostengono che tutto sta per esaurirsi non mi sembra molto differente da quello - opposto - di coloro che affermano che le riserve attuali basteranno ancora per secoli...
Sarà umbro, Bernardo. Il che mi aggrada perché è vicino. Altro che Piemonte e Val d'Aosta!
A me il campeggio piace tantissimo, ma non potremmo andare all'agriturismo così.... facciamo pratica? ha ha!!!
Ho capito. Devo organizzare un meeting nella regione più bella d'Italia (cioè la mia!) in modo tale da conoscerci coram.
Vi garba il campeggio? Desiderate quello extralusso o quello tipo sobborgo di Calcutta?
Inutile dire che le donnine sono le invitate d'onore.
Bernardo io parlo anche con te...capito mi hai? Prontooo?
Per Debora, Pier e gli altri: grazie del benvenuto :-) Cmq io rimango convinto che chi ha i mezzi e i fondi a disposizione x sapere a cosa si va incontro, qualche contromisura la sta prendendo, sarò un illuso.. :-) cmq nel caso mi sbagliassi, qlc contromisura la sto già prendendo: rottamata l'auto mi sono comprato una bella bici :)
Comunque, Debora, sto facendo una bella fatica con l'inglese! Ma non mi arrendo facilmente... Poi ho un certo allenamento perchè in pausa pranzo mi leggo tutti gli articoli che posso sul peak-oil... credo che lo farei anche se fossero scritti in aramaico antico!
Ciao Conte(...sticolo), tutti i miei amici che ci sono stati parecchie volte (facevo parte di un gruppo di balli irlandesi!) me ne parlano un gran bene.
Io personalmente preferirei un posto un tantino più caldo, questo elimina alla radice uno dei problemi che si dovranno affrontare: il freddo. Ma rimango aperto a ogni possibilità. Vedi, a dirla tutta, mi trovo in un momento della vita in cui sto mettendo in discussione molto di quello che credevo di avere assodato...e questo lo devo soprattutto a voi. Grazie...si vive con più consapevolezza e meno spensieratezza!!!
Debora hai centrato nel segno: strizza a go-go! Ma anche la voglia di impostare la vita su regole diverse... non devo essere io a ricordarvi la "decrescita felice" e tutto quello che implica a livello di priorità nella vita. Vedi, ho deciso che invece di indebitarmi per comprarmi un SUV che mi servirà solo come "soprammobile" mi piacerebbe non avere affatto un'auto, nè un garage, nè bolli o assicurazioni da pagare, nè il rischio che la rubino.... ma vorrei pensare a tutto ciò nel giardino, sotto un albero con il solo rumore del vento tra le foglie. Sogno? Ma senza sogni che esseri meschini che saremmo, no?
ricca', mi riferivo all articolo postato da giuseppe sul corriere. grazie per la risposta, anche se l' articolo rimane sempre abbastanza oscuro..
Deborah(con l acca suona meglio!), eh si, in effetti vi leggo da parecchio ma solo adesso che sto facendo un po caghetta scrivo qualcosina..
Pier, la Sardegna non e' male, ma che ne pensi dell Irlanda? io gia' ci sto, il clima non e' male negl'ultimi anni, c'e' un bel vento quasi sempre che potrebbe rivelarsi utile ed in piu ha tutti i benefici che hai elencato della sardegna.
Facciamo che nella nostra community potranno entrare solo coloro che avranno partecipato attivamente a questo blog?
Cosi' la padrona di casa e' contenta... :)
La micro-cogenerazione viene effettuata in tante parti del mondo... dove i beni di primaria importanza (energia elettrica, telecomunicazioni ed acqua potabile) non hanno una distribuzione capillare (sulla carta!) come in Italia.
In Australia e negli Stati Uniti ci sono da almeno 5/10 anni delle celle a combustibile alimentate a Metano che ottemperano al loro compito egreggiamente.
I "rifiuti" di questi apparati di "nuova" concezione sono calore, energia elettrica ed acqua.
In Italia non e' stato possibile perseguire questa via interessante per colpa delle "municipalizzate". Cioe'... tutti e tre i beni di primaria importanza vengono/venivano erogati da societa' a partecipazione pubblica che, ovviamente, avevano tutti gli interessi a far si che nessun privato potesse produrre in proprio l'energia elettrica. Le cose stanno cambiando, ma ci vorra' tempo e la gente dovra' cambiare abitudini.
Nell'ambito industriale la cogenerazione viene effettuata principalmente da quelle aziende che hanno una elevata potenza elettrica installata... o che hanno difficolta' ad utilizzare l'energia elettrica fornita dalla rete "convenzionale" a causa delle micro-interruzioni che essa comporta. Ne sono un valido esempio tutte le societa' che operano nell'ambito della microelettronica o alcuni centri di ricerca, le caritere (per quanto concerne la potenza installata) ecc... ecc...
Dove lavoravo io c'erano 2 linee preferenziali che trasportavano l'energia elettrica ad altissimo voltaggio.... ma venivano usate solo come back-up. La produzione vera avveniva mediante un sistema di cogenerazione costituito da 12 motori navali piu' uno di riserva. Ovviamente consumavano una valanga di gas... ma l'azienda, una multinazionale operante nell'ambito dei semiconduttori, aveva bisogno di energia elettrica con onda sinusoidale PERFETTA... altrimenti erano piu' i danni che subiva che i guadagni!
Nelle case e' possibile convertirsi alla cogenerazione... e in qualche modo c'e' qualcuno che ci sta investendo... ma sono ancora gocce nell'oceano.
Pier, tu sì che mi dai delle belle soddisfazioni, gli altri alunni sono troppo somari in inglese! :D
Benvenuto a tutti i nuovi... molto divertente che si siano decisi ad uscire allo scoperto quando si è smesso di parlare di gigabarrels e si è cominciato col survival!!
Strizza, eh, ragazzi? ;-)
Ciao a tutti,
avevo appena scritto un mega messaggio ma l'ho perso, mannaggia! Volevo mandare un saluto a RedArrow: ti do il benvenuto in qualità di matricola e quindi compare!
Mi fa piacere vedere che la comunità cresce... ci sarà certo bisogno di tutti...
Mi unisco volentieri a Silviu' dando la mia disponibilità all'azione. I miei confini sono anche più ampi, ma non importa, avevo pensato anche alla Sardegna.
E' un'isola che, anche per la sua collocazione un po' scomoda, dovrebbe scoraggiare ondate migratorie massicce;
c'è il mare che offre cibo ed è un termoregolatore naturale;
se si va appena all'interno (cosa consigliabile visto il probabile innalzamento del mare) si può acquistare del terreno a prezzi ancora abbordabili;
infine è una bellissima terra... ma questa è un'opinione personale!
Voi che ne dite?
PS: un ringraziamento dal cuore a Debora... Ho già scaricato il libro ed era proprio quello che stavo cercando! Mi sa che mi verrà il sederino quadrato... lo leggerò d'un fiato ma sul fisso. Vi dirò... le impresioni del libro, non del mio fondoschiena! Tranquilli....
di che articolo parli, contesticolo?
il concetto della cogenerazione è che, se devi bruciare qualcosa per produrre energia elettrica, è più conveniente se riesci a sfruttare il calore che andrebbe gettato. lo puoi sfruttare con una rete di teleriscaldamento o per fini industrial, agricoli... ne abbiamo degli esempi importanti anche in italia (brescia tanto per fare un nome storico del settore, brucia rifiuti e biomasse)
se si parla invece di trigenerazione si intende elettricità, caldo e freddo, ed in questo caso si può fare il teleriscaldamento ed il teleraffrescamento
è semplicemente un processo più complesso ma più efficiente!
possiamo trovare tutti i limiti e le controindicazioni che voi a questo sistema, ma rimane un modo di migliorare l'utilizzo di combustibili
si comincia a parlare ancghe di micro-cogenerazione, su scala domenstica (beh, è da tanto che se ne parla, vedi per esempio il totem della fiat degli anni 70 (sbaglio data?) che tenevi in cantina e produceva energia elettrica e calore. la fiat ha smesso da tanti anni, adesso c'è la toyota che propone macchine simili alle fiere per termotecnici, con un amrchio che adesso non ricordo
qualcuno mi spiega il punto sul carbone nell articolo?"Meglio allora bruciare il carbone nelle centrali elettriche nei nuovi impianti di co-generazione, dove il calore in eccesso viene utilizzato per il riscaldamento domestico e per usi industriali"?? e come lo trasporti il calore?mi sembra proprio che l autore capovolga le cose: meglio autoprodursi l energia elettrica in modo da sfruttare il calore che viene generato e che altrimenti andrebbe disperso. o forse ho capito male io...il contesticolo
che anima poetica...
silviù, hai un link per l'emendamento?
Comunque (Bernardooo) anch'io voto per la zona tra Alpi e Pantelleria, tutto sommato me gusta più della Siberia o dell'Hoggar...
Redarrow, certo che hanno pronto il piano segreto: il nome in codice è "sisalvichipuò" e prevede che loro possono e noi no. Fa pure rima! :D
forte l'autore delle regole...
lo scrive proprio nero su bianco, di trasformare il cibo in carburante! non gli è venuto il dubbio che poi ci toccherà bere carburante...
e lo lasciano pure scrivere sui giornali!
avete mica il suo indirizzo mail? avrei due cose da dirgli...
http://www.corriere.it/Speciali/Scienze_e_Tecnologie/2007/38mosse/
Fatevi 2 risate
Già la prima regola mi fa girare le scatole
in caso di crollo serio della nostra società non credo servirà l'inglese molto più del dialetto bergamasco
Argh, un romanzo, ho difficoltà con la prosa, ormai solo manuali e pubblicazioni. chi non sa l'inglese può tradurselo coi babelfish ma il risultato è molto discutibile, consiglio imparare inglese.
http://it.wikipedia.org/wiki/Elenco_di_lingue_parlate_nel_mondo#Stime_di_Ethnologue_.282005.29
secondo questi dovrei riuscire a parlare con 508+255+240+61=1,064 miliardi di persone.
E mentre noi andiam per miele (ecologico) e programmi da day after, alla camera dei deputati (il minuscolo è d'obbligo)passano gli emendamenti della CdL che "impegnano" il governo a investire sul nucleare e sul carbon fossile. Allegriaaaaargh!
Bernardo, io sono pronto con la mia piccola tribù...basta che si resti fra le Alpi e Pantelleria!
a stamparsi i libri si consuma carta ed energia, a leggerli da PC si consuma energia e PC... mii, che fatica!
la cosa migliore in assoluto è la tradizione orale, tipo i racconti nella stalla (l'unico locale riscaldato, per effetto... betlemme) e se tutto va male torneremo a questo!
un'alternativa per cercare almeno di ridurre l'impatto ambientale delle nostre letture sarebbe credo farseli prestare da una biblioteca, oppure meglio ancore dalla bibliotequa (ma si dai un pò di sana pubblicità gratuita per i fortunati della marca gioiosa egaudente:
http://www.pacesviluppo.it/index.php?option=com_staticxt&staticfile=movimento/libri/biblioteca.htm&Itemid=38
(spero che il link funzioni!)
611 Pagine in Inglese.......... durissima per me che a scuola ho fatto Francese e l'Inglese solo da autodidatta ... vabbè ci provo...:)
é un pò di mesi che vi leggo, e questo è il mio primo commento, ma pensavo: possibile che l'Eni e le Sette Sorelle tutti questi anni di accumulo enorme di fondi, non si siano posti il problema del "Dopo"?
sec me hanno già pronta la soluzione, ma chiaramente non la tirano fuori fino all'ultima goccia di olio, che ne dite?
Ciao
Articolo Pubblicato da Petrolio alle 00:01 in Books
Commento 1. Vito, Mercoledì 9 Maggio 2007 ore 00:01
Commento 2. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 9 Maggio 2007 ore 00:04
Commento 3. Debora/Petrolio, Mercoledì 9 Maggio 2007 ore 00:11
Debora.... sei lenta... ben 7 secondi per renderti conto che avevamo gia' risposto al tuo msg?
:D complimenti a Vito... che ha postato in contemporanea alla pubblicazione dell'articolo!
dopo averlo studiato per anni , non riesco ancora a parlarlo!!!! qualche anima pia può per cortesia fare almeno un riassunto degli argomenti salienti? ciao e grazie mariano
Certe volte mi fate paura! Non faccio neanche in tempo a postare!
Comunque, Vito, l'ho letto sul portatile che appunto mi porto dappertutto: non ce la farei a leggerlo sul fisso stando ore seduta su una sedia!
Bernardo, regola n°1 del sopravvivente: imparare l'inglese! Il 90% delle informazioni utili sono ahimé scritte in quella lingua... ;-)
io invece non l'ho ancora letto... uffa... (lo so che mi stai mandando una maledizione...)....
Qualcuno e' disponibile per la traduzione?
avevo iniziato a leggerlo tempo fa ma, nonostante fosse interessante, non ho proseguito nella lettura, combattuto tra doverlo stampare e leggerlo direttamente sul PC, tu cos'hai fatto?
alle 08:29
Bernardo Mattiucci
...dimenticavo...: torno a valutare le offerte all'estero... tanto il gruppo dei 6 promotori che impegnano i propri soldi per questo progetto sono tutti disposti a trasferirsi in qualunque parte del mondo!