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Bardi va a Bruxelles a... cambiare modello di sviluppo!

Lunedì 4 Giugno 2007, 00:02 in Esperti di

Leggetevi il resoconto che fa Ugo Bardi del suo viaggio a Bruxelles in occasione di una conferenza dove ha presentato l'ormai famoso trattore elettrico del progetto Ramses.

Il quadro, da una parte, è sconfortante: tutti a parlare dell'idrogeno, che ormai si dà per scontato come "il motore del 2000" per citare Lucio Dalla. E peggio ancora, pare scolpito nella pietra che la mobilità individuale non deve cambiare, che non è possibile un'alternativa all'auto che può trasportare una famiglia belga verso la Costa Azzurra in fretta e comodamente. Questo l'inamovibile parametro da cui non ci si discosta a livello europeo, dimentichiamo altre opzioni.

Dall'altra parte, Bardi ha sparigliato le carte (temendo di essere linciato) presentando il trattore, un diverso modello di sviluppo e di mobilità, e sottolineando l'importanza dell'agricoltura. Ma più di tutto...

...Ancora meglio è andata la mia presentazione alla tavola rotonda, dove ho parlato dell’ “Elefante nella stanza” che è il modo di dire in inglese che è equivalente al nostro “Convitato di Pietra”. Ovvero, tutti parlano della riduzione della CO2, cosa importantissima senza dubbio, ma che potrebbe essere meno urgente del problema dell’esaurimento dei fossili. Anche qui, rischiavo di essere visto come il marziano della situazione, ovvero ignorato (mi è successo ad altre conferenze). In realtà, è stato un successo.

Dopo la tavola rotonda, la gente ha fatto a gomitate per vedere un vero "ASPO-man" e per farmi domande su ASPO di cui avevano tanto sentito parlare. Il vicepresidente di una ditta francese impegnata nel campo aerospaziale mi ha detto che la sua ditta da ora in poi produrrà soltanto veicoli stradali elettrici. Un dirigente di una delle maggiori case automobilistiche francesi sapeva tutto del picco del petrolio, forse anche più di me (!).

Sono felice che Ugo ci abbia fatto fare un figurone. Resto basita per il fatto che, in una conferenza sulla trazione elettrica, la mobilità, l'ambiente, sia ancora l'unico a parlare di picco del petrolio. E che, per giunta, faccia scalpore.

Come siamo lontani, ragazzi. Sarà l'onda lunga dell'amarezza...

 

30
30 commenti
30
06 Giu 2007
alle 17:20

riccardo

ma il mulo finchè lavora concima...

29
06 Giu 2007
alle 09:06

la lavandaia di Borgunto

 No, Geppetto: Il mulo ha un eroei, forse, di 1/100.

questione di termodinamica e di rendimento dei processi biochimici.

Certamente, pero', ha un pregio : quando non funziona piu' si mangia. 

In definitiva va ad energia solare, il lungo orecchiuto.

Dato il rendimento, pero' ( teniamo conto che ci sarebbe da considerare anche l'efficienza della conversione delle'enrgia solare in energia biochimica nel filo d'erba...) direi che è meglio il fotovoltaico, in ultima analisi, se si puo' permettercelo. 

28
05 Giu 2007
alle 16:42

Geppetto

Ciao amici,

attaccate al trattore New Holland un bel rimorchio carico di batterie caricate da pannelli fotovoltaici e avete il Ramses gia' bello e pronto.

Il punto della questione (e che mi spinge a pungolarvi) e' che qui si esalta una idea che e' tecnicamente fattibile da una vita: se questa idea non e' stata gia' realizzata ne deduco che attualmente non c'e' il mercato. Un mondo politico (che tutti giudichiamo corrotto e incapace)crea artificialmente un pseudomercato con i soldi dei contributenti: Non conosco nessun progetto di questa fatta che alla fine sia andato in produzione.

E poi continuo anche a chiedermi: che cavolo di impatto vuoi che abbia un trattorino o una 500 elettrica sulla presunta apocalissi-peak-oil sistematicamente pubblicizzata e prevista entro i prossimi anni?

Grazie per l'attenzione e cari saluti.

P.S. Ve lo dico io qual'e' il vero trattore ecologico e ad energia solare: il mulo e l'asino, come gia' sapevano i nostri cari vecchi avi. Quelli si' che hanno l'EROEI ben superiore a 1.

27
05 Giu 2007
alle 13:18

Hydraulics

@ Massimo:

Premesso che trovo il progetto Ramses una buona cosa, andrebbe precisato che di quelle 7-10 calorie spese per caloria di cibo che arriva sulla nostra tavola, la maggior parte dipende da: trasporto, confezionamento, refrigerazione, distribuzione. La spesa energetica potrebbe essere più che dimezzata se acquistassimo meno cibi confezionati e più alimenti prodotti vicino al luogo di vendita (già ora esistono supermercati che offrono prodotti "locali").

Un aumento del prezzo del petrolio, poi, farebbe aumentare comunque i costi del cibo anche se ci fossero solamente trattori elettrici al mondo, perché allo stato attuale delle cose anche questi dipendono dall'oro nero seppure in misura minore.

26
05 Giu 2007
alle 10:10

fausto

Belle le risposte riguardo al presunto adattamento elettrico New Holland, in realtà un mezzo a trasmissione elettrica e motore diesel simile a molte locomotive ferroviarie. Direi che avete già detto il necessario.

In effetti, il fatto che sulla rete non si trovi nulla riguardo a Ramses indispettisce anche me. Non hanno realizzato un sito divulgativo? Mi pare una mancanza seria!

25
04 Giu 2007
alle 23:19

Roberto

PS - E non sono riusciti a scavare un altro parcheggio, in centro, proprio a ridosso del Castello Sforzesco perché dagli scavi è emerso un tratto perfettamente conservato della prima cerchia di bastioni della fortezza interrato, se la memoria non mi inganna, da Napoleone durante la campagna d'Italia Hanno dovuto arrendersi, non sono riusciti a far sparire  nottetempo quei brutti e antiestetici mattoni rinascimentali, hanno richiuso il buco e se ne sono andati.

24
04 Giu 2007
alle 23:15

Roberto

Debora, aneddoto per aneddoto ti posso dire che in piazza Meda, nel cuore della Milano romana (ebbene sì, anche Milano è stata una fiorente città romana) hanno scavato l'ennesimo parcheggio "per fluidificare il traffico" (non fatemi commentare...) e si sono dovuti fermare davanti all'iradiddio di mosaici, botteghe e oggetti rinvenuti. Nonostante tutto questo, c'è stato, anche fra la cosiddetta "opposizione" di cosiddetta sinistra chi ha detto: "Il parcheggio deve essere completato, non ci si può fermare davanti a un po' di vecchiume". E non ti dico del parcheggio previsto in S. Ambrogio. Credenti o meno che si sia, l'area paleocristiana di S. Ambrogio è la seconda in Europa, dopo San Pietro, per importanza storica. C'è la basilica romanica, intorno, proprio dove vorrebbero scavare i parcheggi, ci sono le topmbe dei primi martiri cristiani, equivale né più né meno che a scavare un parcheggio in San Pietro. Niente. Fra i costruttori, per inciso, ci sono il fratello e il padre di Carla De Albertis, assessore "alla Salute" del Comune di Milano, Giunta Moratti (Forza Italia, moglie di Gianmarco Moratti, presidente di Saras, la raffineria la cui controllata Sarlux ha incassato per anni i contributi maggiorati Cip6). E non ci dovremmo augurare che finisca quella melma nera? Ormai ha dato alla testa. Paolo, so benissimo che ci tireranno sotto con loro, ma potremo toglierci lo sfizio di trascinarne qualcuno all'inferno con noi... ;-)

23
04 Giu 2007
alle 22:25

gamma5

Ci credo bene che la mobilità privata non dev'essere toccata neanche per sogno! E' proprio grazie a questa che tutti i governi nazionali si reggono in piedi. L'auto e tutto il suo immenso indotto assicura alle casse di ogni stato una montagna si entrate fiscali, impossibile, inimmaginabile che la situazione possa cambiare per volontà politica.

22
04 Giu 2007
alle 19:38

PIERINO C

Il nuovo medio-evo si sta avvicinando. Si vedono gia' i primi castelli con le mura intorno. Il muro in Palestina, il muro tra gli Stati Uniti e il Messico, i muri nei vari quartieri di Baghdad, i vari muri recintati di molti quartieri di citta', giustificati per la sicurezza e proteggere chi sta meglio da chi sta peggio. Il picco si sta gia' avvertendo per tutti coloro che non riescono ad arrivare a fine mese, sono gli stessi che sognano che verra' un tempo migliore e non si sono resi conto che il tempo migliore e passato e per noi purtroppo c'e' poco futuro. Bisogna prepararsi in famiglia, condividere con i ragazzi che per loro sara' difficile confermare questo tenore di vita. parlarne con gli amici e dare un esempio a rinunciare a qualcosa e passare spesso x spillorcio e pidocchioso, ma solo cosi' potremmo farcela.forza ragazzi!!

21
04 Giu 2007
alle 19:18

Massimo

Per chi ancora non ha ben chiaro il concetto che muove il trattore elettrico a batteria che si ricaricano col sole, grazie all'energia gratuita che funzionerà per almeno 5 miliardi di anni prima che si trasformi in gigante rossa fagocitando la terra e la sua orbita, vorrei suggerire che per una caloria alimentare (cibo volgarmente detto) occorrono da 7 a 10 calorie di una forma di energia per muovere i trattori che arano i campi, l'acqua da pompare, i concimi prodotti et cetera. Se il costo del petrolio aumenta, aumenta di conseguenza il costo del grano, delle pere e via mangiando. Il progetto Ramses non è fare un trattore è rendere praticabile e concreto un sistema replicabile su larga scala. Trattore multifunzionale, ricaricabile col sole e produttivo. Se non si capisce questo sarà difficile capire perchè l'essere umano FA QUALCOSA invece di starsene tranquillo dietro ad una tastiera a criticare e ad aspettare l'orizzonte degli eventi.

20
04 Giu 2007
alle 17:57

riccardo

per fare andare lo stereo anche nelle giornate uggiose!

19
04 Giu 2007
alle 17:46

Hydraulics

@ Geppetto:

Se quello è un "vero" trattore elettrico mi spieghi a cosa gli serve il motore diesel da 7400 cm cubici sovralimentato?

18
04 Giu 2007
alle 17:41

riccardo

il trattore elettrico tedesco eltrac mi sembra piuttosto un'ibrido diesel-elettrico

"Prendi un trattorino gia' esistente, montagli delle ruote adatte ed ecco che hai il trattorino Ramses" funzionante però a gasolio, il che non mi pare una differenza da poco, visto il tema del blog!

per grigolo: forse senza volerlo hai lanciato un'idea davvero originale: "a questo punto uno fa prima a prendere il treno" !!

17
04 Giu 2007
alle 17:30

Geppetto

per fausto:

e cosa ne pensi se nessuno lo vuole il trattorino Ramses?

Su Ramses in Internet non si trova nessun dato tecnico: alla faccia della trasparenza dell'uso dei nostri soldi.

Come al solito solo parole: 

"veicolo leggero e praticabile per usi agricoli. Il veicolo sarebbe, inoltre, utilizzabile per vari tipi di trasporti (vasi, sacchi, prodotti agricoli, ecc…), per l'irrigazione (come pompa solare), per l’applicazione di antiparassitari; inoltre potrebbe funzionare anche come veicolo stradale di bassa velocità per tutti gli usi necessari."

Prendi un trattorino gia' esistente, montagli delle ruote adatte ed ecco che hai il trattorino Ramses.

Un vero trattore elettrico e' per esempio http://www.eltrac.de/ del 1998, e questi qui, fino a prova contraria, di sovvenzioni dello Stato non ne' hanno avuto bisogno.

E chi se ne frega. Tanto paga il contribuente.

16
04 Giu 2007
alle 16:27

Grigolo

al momento sono meglio le batterie a combustibile: 

Favorevole alla trazione elettrica...il problema delle batterie non è tanto quello delle prestazioni...che tra l'altro stanno aumentando sempre di più...il problema sono i tempi di ricarica...

Le batterie a ricarica elettrica, hanno ancora dei tempi di ricarica lunga...sarebbe impensabile oggi ad esempio fermarsi all'utogrill 6 ore a ricaricare l'auto...a questo punto uno fa prima a prendere il treno...

 Invece le batterie a combustibile dette fuel cell, al momento, sembrano essere migliori, in quanto possono essere ricaricate in pochi istanti con idrogeno liquido o altri combustibili... 

15
04 Giu 2007
alle 14:44

fausto

"...Visto che la tecnologia dei trattorini elettrici (vd. google "trattorini elettrici") e' vecchia di cinquant'anni..."

Io ho provato a cercare su google, e tutta la quantità di mezzi che ho trovato assomiglia a qualsiasi cosa meno che ad un trattore agricolo. Si tratta di una messe di carrellini per campi da golf, carrelli industriali, carrelli elevatori. Ma niente che sia in grado di tirare un aratro o un erpice o un'andanatrice.

Ergo, ne deduco che magari il progetto Ramses non è poi così superfluo.

14
04 Giu 2007
alle 13:29

Crystal

Ciao Debora, in questo mondo siamo tutti contro tutti.

Ormai ci sono dei nuovi valori che hanno preso il posto di quelli vecchi sacrosanti.

E così il teatro e l'Acquedotto simboli della cultura, vengono simbolicamente demoliti per far posto alla libertà di parcheggiare.

E le studentesse vanno a scuola a fare le prostitute ed a mettere i video su you tube.(è il triste destino dei nostri figli?)

Con queste premesse, non si va da nessuna parte, ammesso che tutta la comunità riuscirebbe a sapere del picco.

Anzi sai che ti dico?Anche se lo sapessero se ne fregherebbero!

Bisogna recuperare i vecchi valori e le vecchie tradizioni che una volta possedevano gli italiani.

Senza quelle il problema del picco non si risolve, anzi molti di voi già cominciano a percepire che sarà un disastro!

saluti

13
04 Giu 2007
alle 12:55

Debora/Petrolio

Roberto,

giorni fa due conoscenti mi dicevano: "Non se ne può più del traffico sotto casa nostra! C'è quell'accidenti di acquedotto che blocca tutto! Perché diavolo non lo buttano giù, che dà impiccio e basta?"

Erano due medici, quelli che volevano buttar giù l'acquedotto romano per far posto alle macchine. Figurati a questa gente che gliene frega di un teatro.

12
04 Giu 2007
alle 12:31

Geppetto

Visto che la tecnologia dei trattorini elettrici (vd. google "trattorini elettrici") e' vecchia di cinquant'anni, mi chiedevo quale valore aggiunto possa fornire il progetto Ramses.

Mi sembra che il successo di un prodotto lo decide il mercato: se i vivai mediterranei hanno bisongo di un trattorino elettrico ad hoc basta che si rivolgono alle centinaia di aziende europee che si muovono in questo campo e che dimostrino il loro interesse.

Supponiamo invece che i soldi del contribuente investiti in Ramses fruttino e ne nasca un bel trattorino elettrico per vivai. Se la domanda dei vivai mediterranei non e' sufficientemente grande, il prezzo di produzione va alle stelle e nessuno lo acquista.

E chi se ne frega. Tanto anche Ramses lo paga il contribuente.

 

11
04 Giu 2007
alle 11:58

Paolo

Mah, di questo passo Milano(e un po' tutte le metropoli), che già è invivibile ed inguardabile, è destinata a fare la fine di Roma "caput mundi" durante le guerre gotiche, una città quasi o del tutto spopolata.

Tranquillo Roberto, con le premesse attuali questi cialtroni sprofonderanno, ma il guaio è che anche noi gli faremo compagnia...

 

10
04 Giu 2007
alle 11:36

Roberto

Paolo, da vero incosciente qual sono mi auguro sinceramente che sia così. Ma la direzione presa è sbagliata, e te lo dico perché quando due giorni fa è arrivata la notizia che lo storico teatro Ciak di Milano (30 anni di onorata carriera, cioè esiste prima dello Zelig, altro cabaret storico cittadino vampirizzato dalle tv commerciali a riprova che il capitalismo italiano non rischia proprio un bel NULLA e investe solo sul sicuro, cioè sul culo che si son fatti gli altri); quando è arrivata la notizia, dicevo, che il Ciak chiude per far posto a una palazzina con parcheggi di proprietà, sui forum locali si sono letti commenti come: "Era ora, con la fame di posti auto che c'è in zona finalmente si rimedia a 40 anni di immobilismo e intralcio alla mobilità privata". Come non augurarsi che questi cialtroni sprofondino sotto il peso di una crisi strutturale di materie prime? Il problema è che loro stanno semplicemente cercando di mantenere lo stesso modello, perché SANNO che senza la macchinetta in 48 rate per fuggire il venerdì sera e infognarsi in una bruttura altrettanto che sono i condomini di Borghetto S. Spirito (Loano, Liguria), Milano gli si rivela per ciò che è: una città inguardabile e invivibile.

9
04 Giu 2007
alle 10:39

Paolo

La recessione che ci aspetta è di un tipo assolutamente nuovo nella storia dell'uomo.

E' legata alla fine di una risorsa primaria quale è il petrolio(e il gas subito dopo) non rimpiazzabile al 100% in nessun modo.

In passato esaurite le risorse di un territorio l'uomo emigrava, ma oggi tutto il pianeta è colonizzato e nella stessa condizione di penuria di risorse.

Questa recessione ci riguarda Roberto, eccome!

E se non cominciamo a rimboccarci le maniche e a consumare tutti di meno ora, il mondo che ci aspetta sarà quello della teoria di Olduvai...

8
04 Giu 2007
alle 10:38

Crystal

Ciao il problema del parlamento europeo è proprio che è governato dagli Illuminati, ovvero dalla massoneria internazionale.

Infatti se ci fate caso le leggi che vengono sfornate da questi burocrati inadempienti altro non sono che ideali massonici istituzionalizzati.

Con queste premesse lottare contro questo sistema è inutile, perchè lo hanno costituito in modo da renderlo inattaccabile  delle forze inferiori.

Hanno perfino preso il controllo sugli strumenti di autocontrollo del sistema come le unioni dei consumatori e le associazioni sindacaliste.

Dunque occorre assolutamente creare un nuovo sistema che renda obsoleto l'attuale.

Altrimenti ci sarà sempre chi come Marco Travaglio, finto eroe manovrato dai potenti che si prenderà il merito dell'antipolitica, lui che è invece è un infiltrato.

fatemi sapere.

7
04 Giu 2007
alle 10:19

Roberto

Marco, a mio modesto avvisto dobbiamo entrare nell'ottica di muoverci a prescindere dal picco che non sappiamo dove, come e soprattutto quando copirà. Potrebbe perfino non arrivare mai, potremmo ritrovarci con un SUV a idrogeno e 14 chilometri di coda al casello di Genova a Ferragosto, lo stesso noioso lavoro, la stessa quantità di cocaina nell'aria di Roma, gli stessi isterici, lo stesso capufficio, il TFR, Aida Yespica e le nauseabonde letterine di Sivlio e Veronica in prima pagina su un "giornale" che pretende essere "contro". A mio avviso dovremmo frequentare di più i consigli comunali e di meno la tv, Sky, la Champions e Internet se non per informarci e chiedere consigli su come fermare sul campo un termovalorizzatore. La democrazia non è il telesalotto di un ciccione unticcio in prima serata. Prima si discute, poi si passa all'azione (le due cose possono anche coincidere, peraltro). La regola da applicare è quella kennedyana: "Non chiederti cosa può fare il tuo Paese per te..." eccetera.

6
04 Giu 2007
alle 10:13

Roberto

Paolo, non sono un economista ma mi pare che le recessioni siano l'ultimo dei nostri problemi essendo esse recessioni fatte apposta per venire "riassorbite" con "il duro lavoro", "rimobicchiamoci le maniche" e tutto il restante ciarpame che fa tanto Prodi contro Berlusconi, Visco contro Tremonti e altre stronzate dei pennivendoli nostrani che tengono famiglia. Il denaro è niente, è numerario digitale, ha valore di scambio alto ma valore d'uso nullo, non lo puoi bere, non lo mangi. Se vogliamo ragionare in termini di cambiamento sociale, dobbiamo elaborare altre strategie e, duole dirlo, quanto più "loro" avanzano, tanto più "noi" dovremo usare mezzi radicali. Non ti presenti al G8 chiedendo per piacere di prendere benevolmente in considerazione, quando e se mai avessero tempo, se ne hanno piacere e se non reca loro troppo incomodo, con tutto agio e quando ritengono opportuno...

5
04 Giu 2007
alle 10:04

Roberto

L'aureamobile è un feticcio radicato nell'inconscio. A mio modestissimo avviso, anche il Cinquino elettrificato, con tutto il tenero affetto e il grande rispetto che va agli inventori (intendo dire gli inventori in genere) non esce dal cerchio magico dell'equazione "automobile = autodeterminazione dei popoli". Si poteva sperimentare di tutto, un treno solare, un dirigibile a idrogeno, un condizionatore d'aria a vento, una bicicletta elettrica (economica, grazie) da 100 km con una ricarica. Si è scelta un'auto. E secondo me non è un caso.

4
04 Giu 2007
alle 10:04

Paolo

Tra l'altro la miopia di chi governa l'UE è stratosferica!

Ma si sono mai chiesti con quale denaro la gente nel futuro potrà comprarsi altre auto?

Lo sanno incontro a quale drammatica recessione economica il mondo sta andando?

Lo sanno che la prima priorità del futuro sarà combattere la scarsità di cibo?

Lo sanno benissimo, eccome, ma nonostante questo per loro è più importante  vivere unicamente il presente alla maniera della cicala senza preoccuparsi del dopo.

Con questa gente che i popoli europei colpevolmente hanno votato e continuano a votare non andremo da nessuna parte.

Certo, è facile dire che è meglio organizzarsi per conto proprio come ho letto su questo blog, ma mi chiedo cosa succederebbe se le infrastrutture sociali, economiche e politiche della società cominciassero a collassare tra 5, 10 o 20 anni.

Nessuno, nemmeno chi crede di potersi organizzare da ora, potrebbe considerarsi al sicuro! O si cambia sistema di governo adesso o le previsioni più pessimistiche diventeranno realtà.

Prima o poi il dissenso straborderà dal "ghetto" di internet e allora forse qualcosa inizierà a cambiare.

Ieri a LA7, a una trasmissione di cui non ricordo il titolo, era ospite Marco Travaglio e il tema era incentrato sull'antipolitica.

Qualcosa vorrà pur dire se una emittente a livello nazionale inizia a prestare attenzione al dissenso che ribolle in internet... 

3
04 Giu 2007
alle 09:14

Paolo

Crystal, hai dimenticato di aggiungere le lobby automobilistiche!

Comunque è evidentissimo quali siano le priorità dell'Unione Europea, i profitti dei soliti noti.

Vorrei essere un po' meno pessimista sperando in qualche mente illuminata a Bruxelles, ma questo post demolisce le mie già deboli speranze...

 

2
04 Giu 2007
alle 09:11

Marco Pagani

Come dice un altro detto inglese, i fatti sono ostinati nonostante la gente non li voglia vedere. La maggior parte degli economisti, analisti, editorialisti (e anche qualche ambientalista), possono forse ignorare il picco, ma il picco non li ignorerà di sicuro...

1
04 Giu 2007
alle 08:49

Crystal

Ciao Debora, questo fa capire che è che detta la politica nel parlamento europeo: ovvero le lobbies petrolifere.

I discorsi politici a questi eurodeputati sono preparati dall'ufficio pubblicità della Shell o della Esso, gli stessi che preparano le pubblicità sulla benzina verde, sul gasolio senza zolfo ecc.ecc. che quasi quasi sembra di vedere la pubblicità della plasmon...

Ci lamentiamo dei deputati italiani, ma quelli europei sono 10 volte peggio: burocrazia inadempiente.

Siamo nelle mani di nessuno, mettiamocelo in testa.

Non faranno nulla per noi, è ora che ci organizziamo.

saluti

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