Uno sguardo dal picco

Ogni tanto qualcuno mi chiede: "Ma come l'hai scoperta questa storia del peak oil?"
Beh, la faccenda risale al 2003. Sono finita, non ricordo certo per quale contorta gimcana di links, su un sito che si chiamava dieoff.org.
E' un sito creato, credo, nel 1998, e i grafici ancora disponibili sono infatti un po' vecchiotti. Ma proprio i grafici mi hanno fatto gelare il sangue. Mi sono letta tutto, sempre più agghiacciata, e poi sono partita alla ricerca delle conferme. E' normale fare così, su Internet: mica si può credere ciecamente a qualunque sito, per quanto credibile e dettagliato. Confesso però che ero praticamente già convinta, visto che il drammatico dieoff.org linkava doverosamente a studi scientifici di mezzo mondo, a studiosi che avrei poi imparato a conoscere bene, come Campbell, Simmons, Laherrere.
Il successivo sito da me scoperto è stato quello di quel pazzoide di Matt Savinar, avvocato californiano che ha buttato la carriera alle ortiche per dedicarsi a diffondere la pessima notizia. Con il suo Life After The Oil Crash credo abbia contribuito più di ogni altro a far crescere la consapevolezza negli USA.
Poi The Wolf At The Door, sito inglese molto ben fatto e con uno spirito più "europeo", e infine l'ASPO. A quei tempi proprio nessuno parlava ancora di peak, il petrolio era a 28 dollari il barile e tutti mi prendevano per matta. Inutile dire che vederlo arrivare, progressivamente, fino a 70 dollari ha fatto miracoli per la mia credibilità... ma a quel punto, il mio compito di Cassandra era finito e cominciava quello di cronista.
Anzi, il libro di Rifkin è del 2002.
> A quei tempi proprio nessuno parlava ancora di peak
Il libro "Economia all'idrogeno" di Rifkin è del 2003. Uno dei pochi meriti di quel testo è proprio quello di illustrare il concetto di peak oil.
evviva quelli che fanno senza pensare la tornaconto!
ciao geppetto hai ragione quando inviti ad essere attenti e critici! peraltro, mi pare che le sovvenzioni dirette e indirette ai sistemi energetici tradizionali (petrolio, carbone, nucleare...) siano incommensurabili se paragonate a quelle di cui parli tu
The formation of oil was made millions of years ago starting off from the same vegetable elements (mainly phytoplankton) under very high pressures, temperatures and in a climate of high seismic and volcanic activity. The bio-degradation of certain organic compounds of vegetable origin (fatty acids and hydrocarbon) gave way to petroleum.
BFS has achieved an accelerator energy conversion system that allows the sustainable mass production of the first existing bio-petroleum in the world. It is a question of a new source of energy, similar to petroleum, it has all the products and advantages but without its inconveniences, it does not increase CO₂ emissions (carbon dioxide), but it reduces them and it does not carry SO₂ (sulfur dioxide), as well as the practical absence of poisonous secondary products (mixture of fossilization) that are found in fossil oil.
Starting off from what BFS call ¨Super Algae¨, algae stems from natural origin but have been subsequently adapted and modified so that they present an increased rate of reproduction and production of energy compounds, BFS´s production of biomass is a lot larger than those achieved with any other system in which land crops are used, (palm, sunflower, rape-seed).
This biofuel substitutes 100% traditional fuel, without needing to be mixed and can be used in whatever type of application.
Dal sito http://www.biofuel-systems.com/
Aspo non prende una lira da nessuno. Al massimo ha in uso una sala del Comune per fare una conferenza di due giorni.
Comunque Geppetto, non ti sfiora proprio il pensiero che qualcuno faccia qualcosa perché crede nelle proprie idee, perché vuole informare gli altri così che non si facciano cogliere impreparati e credano alle frottole televisive. Non ti sfiora che qualcuno si dia molto da fare senza avere un tornaconto.
Probabilmente tu non fai nulla senza tornaconto, e credi che tutti siano come te. Ma ti assicuro che ti sbagli. Poi, continua a pensarla come vuoi, sono stufa di sgolarmi.
Ciao amici,
per Riccardo: gira la tua domanda ad ASPO e Sequoia. Quelli le sovvenzioni hanno saputo come prenderle.
per Debora: ripeto che non c'e' nulla di male nel cavalcare l'onda del peak oil in una qualunque sua forma (blog, libri, articoli, conferenze, etc., etc.). Rivendico pero' anche il mio diritto di osservare che con certi temi si possono coltivare vantaggi personali di piu' svariata natura (non per forza monetaria, ma anche), magari riportando le notizie da angolazioni pessimistiche e catastrofistiche, dicendo e non dicendo, usando il condizionale come l'indicativo, etc. etc. nel migliore stile della propaganda (non e' il caso di Debora, o meglio pochissimo, quasi niente).
per tutti: siate critici e cercate di distinguere sempre le ipotesi dalle verita' accertate e state all'erta da chi - abilmente - riporta le ipotesi come verita' accertate.
Grazie per l'attenzione.
Saluti,
Geppetto
Eppure..... resa altissima dalle alghe, non sottrae nessun tipo di suolo all'agricoltura, una "superficie" (fittizia, perchè in realtà si può coltivare "a piani") di coltivazione di ca. 52000 km quadrati equivarrebbe alla produzione mondiale di petrolio.... e si parla di petrolio, non di carburante, perchè il risultato quello è, o almeno molto simile, implicazioni produttive incluse, come materie plastiche e affini. Uno dei maggiori promotori di studi in tal senso è la Boeing, che ci vuole ovviamente far volare gli aerei da qui all'eternità. Insomma, dalla politica meglio non aspettarsi nulla, ovvio, ma a livello industriale non sono proprio tutti degli idioti patentati. Secondo me sono pienamente coscienti dei problemi. E' solo che spillano fino all'ultima goccia (è il caso di dirlo) di guadagno da quello che c'è....per poi spiattellare la soluzione alla bisogna. Ribadisco, non sono un esperto e potrebbe tranquillamente essere una bufala, ma prima di immaginare scenari alla Blade Runner..... senza macchine volanti ovvio .....:-) .......
Sarebbe davvero carino un post di approfondimento sulla questione, per capire.
geppetto, se per favore mi spieghi come si fa ad avere sovvenzioni statali interessandosi di queste cose... mi ci butto a capofitto!
(sospettiamo tutti che debora, con i lauti proventi della sua propaganda, se ne stia beata ad indottrinarci digitando adagiata al sole in una dorata spiaggia tropicale, con il mouse in una mano ed un cocktail nell'altra, la fresca brezza dell'oceano a carezzarle i capelli!)
:)
Spero certo di trovare lavoro col peakoil, come coltivatrice di zucchine o a fare le consegne in bicicletta.
Quanto all'oggi, Geppetto, ti fai davvero delle fantasie romantiche sui guadagni/lavori altrui.
Io ho cominciato a sentire parlare di peak oil molto tardi (Febbraio 2006) anche se devo dire che, come Alessandro, il concetto di limitatezza delle risorse l'ho sempre "avuto dentro": certo in modo molto vago, ma essendo il sistema Terra un sistema finito, non ho mai capito come si potesse proporre dei modelli di crescita indefinita di qualunque cosa (dovrebbe essere chiaro che non sono un economista).
Il percorso in sintesi è stato: appassionato di meteorologia - problema dei cambiamenti climatici - ASPO - esaurimento delle risorse - Blog petrolio.
Fra l'altro nei siti di meteorologia che ho avuto occasione di frequentare, di cambiamenti climatici e/o esaurimento delle risorse, nella migliore delle ipotesi, non se ne parla proprio.
La "scoperta" del peak oil associata ad un personale pessimismo di fondo (in realtà non è pessimismo e basta, semplicemente cerco di mettere in conto sempre l'ipotesi peggiore, "worst case" lo chiamano nel settore produttivo dove lavoro) mi ha fatto precipitare in una sorta di depressione esistenziale.
E' anche colpa vostra! :-)
Complimenti all'autrice del Blog.
Massimo
Il percorso descritto da Debora e' quello di moltissima gente.
Lei e moltissima altra gente con il peak oil ha trovato un lavoro, sovvenzioni statali, o in qualche caso, pare, una ragione di vita o una spinta alla propria carriera.
Non c'e' nulla di male in tutto questo, sia ben chiaro: anche questo e' un aspetto del peak oil.
Un altro aspetto del peak oil e' l'accetazione acritica, che mi sembra molto diffusa tra i consumatori, cioe' i lettori.
Infine un ultimo aspetto che vorrei mettere in evidenza e' la mole enorme di parole che sono state scritte e dette: sembra quasi una propaganda, un voler convincere e un voler convincersi, piuttosto che una chiara e pacata affermazione di una verita', di una cosa certa.
Il percorso iniziale descritto da Debora e' stato anche il mio, ma poi io, invece di trovare lavoro con il peak oil, ho iniziato a notarene le incongruenze.
Saluti,
Geppetto
Berny il motore a propulsione umana già lo possiedo e morirai d'invidia quando vedrai nel mio garage quattro stanghe svedesi mozzafiato...:-)))
Chi vuol farsi un giro sulla misogino-car???
Allora il discorso biocarburante dalle alghe è l'ennesimo escamotage per salvare la motorizzazione di massa?
Tanta miopia sul futuro è terrificante...
Per me, è stato dieoff la scintilla, assieme a vari altri; in particolare l'iper-catastrofista oilcrash (di cui non amo lo spirito tetro). Mi hanno sempre affascinato i documenti (sparsi ovunque per la rete) relativi alla fine dell'Isola di Pasqua: forse è deformazione professionale, visto che si parla pur sempre di record fossile e rapporti tra comunità umane e contesto ambientale.
Comunque, alla fine è Aspo il riferimento principale. E questo blog è uno degli spazi di discussione più efficienti che conosca.
Colgo l'occasione per ricordare Donella Meadows: è la prima persona che si è presa la briga di quantificare in modo dettagliato la pericolosità dei nostri comportamenti. Ricordo ancora le parole di un mio anziano professore che ne derideva il lavoro, sulla scorta delle leggende riguardo agli errori di quelli del MIT; alla fine chi sa far di conto non sbaglia.
Il discorso delle alghe e' in parte vero... ma il termine giusto da usare non e' "petrolio" inteso come OIL ... ma come "carburante".
Dalle alghe, infatti, e' possibile estrare una quantita' notevole di biocombustibili molto superiore a quella estratta da qualsiasi altra pianta.
Ci sono diversi studi a riguardo ed alcune societa' che in varie parti del mondo stanno operando in tal senso.
In Itala stiamo preparando un progetto sperimentale... ma non so quanto tempo ancora richiedera'... perche' non ci sono molti esperti che se ne occupano!
Dylan, certe notizie richiedono un approfondimento notevole.
Non credo assolutamente che le alghe ci possano garantire un tenore di vita come quello di oggi, ma potrebbero, in sinergia con le altre fonti rinnovabili, assicurarcene uno che comporti una decente sopravvivenza.
Comunque, occhio alle bufale sull'energia, di questi tempi "stranamente" stanno aumentando in modo impressionante.
Vito, purtroppo(visti anche gli esiti climatici del G8) devo concordare con te...
Vito... concordo al 100%
Stesso percorso (dieoff e LATOC) anche se più tardi (2005) segnalo anche il forum su www.peakoil.com, fonte di molte ispirazioni.
Per Bernardo:
Un motto: "Pensare per il meglio ma prepararsi per il peggio".
E poi una considerazione:
"Il pessimista è un'ottimista ben informato"
Ciao a tutti ed un abbraccio alla mitica Debora
...magari in Bicicletta... oppure con il mio veicolo a 4 ruote a propulsione umana (che sto finendo di progettare!)!
@Bernardo
"...noi poi abitiamo in collina... e per qualsiasi cosa, visto che la citta' dista 6km, abbiamo bisogno della macchina. Ed ogni volta... puntuale... mi "punzecchia" dicendomi "ma tu non eri quello che criticava e parlava sempre di carenza di petrolio"?"
La prossima volta che ti punzecchia rispondigli:
Vero! Oggi scendo con la macchina, domani con il mulo!
Deborah, anche io seppure un po' più tardi (inizio 2005), ho seguito lo stesso percorso di consapevolezza (partito da dieoff e approdato ad ASPO di cui seguo sempre con interesse il forum partecipando di rado con il nickname di svicolone1972) . Devo dire che la consapevolezza della finitezza delle risorse è sempre stata un mio patrimonio ma forse a livello inconscio. All'inizio è stato uno shock! Più leggevo e più mi sentivo abbattuto ed impotente. Poi ho accettato la cosa e cerco di cogliere anche gli aspetti positivi della prossima crisi energetica: meno futilità, meno rifiuti, meno automobili per le strade, alle guerre ed alle carestie meglio non pensare.
Complimenti ancora per il blog sempre molto interessante e che seguo con interesse.
bernardo, l'atteggiamento giusto è importante, sapersela cavare ancora di più, ma secondo me ci vorrà soprattutto tanta tanta fortuna (salute, forza fisica, conoscenze, vicini di casa non troppo aggressivi, posizione geografica, orto, acqua, una buona bici, attrezzi da meccanico e da falegname, capacità di buone relazioni e di mediazione, ottimismo, senso pratico, parenti o gruppo affiatato................ ) non a caso hai intitolato il tuo intervento selezione naturale! [attenzione che non sto parlando di me!]
La selezione della specie
Credo sia importante capire quali sono le "peculiarità" delle persone che si salveranno e quali quelle che "periranno".
Personalmente me ne sto facendo una vaga idea considerando le reazioni dei miei genitori a tali domande.
Penso sia tutta una questione di "velocità di elaborazione" del materiale a nostra disposizione. Mi spiego...
Io mi interesso, mi tengo informato, ne parlo, discuto e valuto se e' il caso di emigrare subito o aspettare ancora, se chiudere o meno la P.IVA visto che nessuno mi paga piu' in modo regolare ecc... ecc....
Mio padre e' tutto l'opposto. Per lui, comunque e a prescindere, io come singolo non posso fare assolutamente nulla. Quindi e' inutile informarsi, discuterne, fare previsioni ecc... ecc... perche' tanto non ci si puo' far nulla... e' tempo perso.
Non vi dico come mi sento ogni volta!
Tra i 2 modi di pensare... qual'e' quello piu' "corretto"? Il mio, che mi porta stress, ansia e nervosismo, oppure il suo che tutto tranquillo ignara ogni cosa?
noi poi abitiamo in collina... e per qualsiasi cosa, visto che la citta' dista 6km, abbiamo bisogno della macchina. Ed ogni volta... puntuale... mi "punzecchia" dicendomi "ma tu non eri quello che criticava e parlava sempre di carenza di petrolio"?
Boh...
scusate lo sfogo!
Preparatevi al peggio... almeno a livello morale!
La trasmissione "falò" è già stata segnalata, da me medesimo, che in Svizzera ci abito. :-)
Tra l'altro non è neppure la prima volta che si occupa dell'argomento.
cosa ti fa pensare, maurizio, che siamo rilassati? io al massimo mi concedo qualche sorriso... ma c'è poco da ridere!
Leggo il blog da un pò, forse ho perso qualche anno di discussioni e mi sfugge qualcosa: come mai siete tutti così rilassati? Avete già una casa autonoma energeticamente? Tutti con l'auto elettrica e l'orto pieno di ogni ben di dio? C'è qualcosa che io non so e voi sì???
Vi segnalo questa trasmissione (falo') riguardante il picco del petrolio (probabilmente su questo blog è già stato pubblicato il link)
http://real.xobix.ch/ramgen/tsi/vod_2007/TSI1/falo/ilPiccoDelPetrolio_hs.rm
Qualcuno "del ramo", o Debora stessa, sarebbe così gentile da spiegare la notizia che va diffondendosi relativa alla produzione di "petrolio dalle alghe"? Bufala?... Perchè se quello che ho letto corrisponde a verità, le previsioni catastrofiche stanno a zero, con buona pace degli appassionati dell'apocalisse....
Scusate, non trovo più il link alla notizia, ma google supplisce egregiamente.
Grazie a chi vorrà approfondire.
"...ossessivamente propagandato..."
?
Forse quando tutti diventeranno consapevoli delle conseguenze del picco, daranno la colpa a chi lo aveva ossessivamente propagandato...
Figurati se mi monto la testa. So benissimo che sei tu ad essere esagerato!!! :D
N.B.
Debora però ora non montarti la testa, o mi rimangio tutto! :)
Paolo, Il nome di Debora Billi è già un mito nel web (e non solo) e non mi pare poco anche se il blog in un futuro non troppo lontano non ci sarà più.
In ogni caso questo blog ha contribuito a formare una coscenza civile che stà andando al di là di qualsiasi previsione, e anche questo non mi pare poco.
Forse è anche per questo blog che trasmissioni come "Gaia, il pianeta che vive" hanno molto stimolo. Nel telesette che ho recentemente comprato viene segnalata la seguente trasmissione:
Sabato 16 giugno "Gaia" rai 3, ore 21.00:
Energia: l'ultimo barile.
se le cose andranno malaccio, parleremo di come sopravvivere stando con i vicini di casa attorno al fuoco, o nella stalla...
e non davanti al monitor del PC! :-((
Ti chiedi mai fino a quale momento o avvenimento farai la cronista? A peak oil ufficializzato a tutti gli effetti questo sito avrà ancora motivo di esistere o seguirà il destino di ASPO?
Magari potrebbe diventare un blog sulla sopravvivenza nel dopo picco...:-)
alle 14:47
Andrea.Latina
Ottimo il libro di Rifkin... peccato solo per le conclusioni e i suggerimenti che porta... è lui uno dei principali responsabili della bufala "idrogeno".
(ma bisogna capirlo, un economista non è tenuto a conoscere la fisica)