Uno sguardo dal picco
Parecchie volte qui sul blog abbiamo menzionato il Kuwait. A proposito di Burgan, ad esempio, il secondo più grande giacimento del mondo ormai da tempo in crisi.
Ma soprattutto a proposito del clamoroso annuncio di un anno e mezzo fa, in cui secondo Petroleum Intelligence Weekly la compagnia petrolifera kuwaitiana aveva segretamente dimezzato le riserve stimate portandole da 99 miliardi di barili a 48. Sei mesi dopo, il ministro del petrolio del Kuwait annunciava che presto si sarebbe fatta chiarezza su questo gossip che stava scuotendo il mondo petrolifero.
Fin qui il riepilogo. Ebbene, è passato un anno e i kuwaitiani hanno finalmente fatto chiarezza: ovvero, hanno annunciato che il Kuwait ha... 100 miliardi di barili di riserve! Insomma, si torna all'antico. Hanno anche rifiutato di rispondere alla domanda se si tratti di riserve "provate" o solo di "speranze", ma hanno aggiunto che contando il petrolio da trovare, quello da supporre, quello che forse è sotto il mare eccetera si potrebbe arrivare addirittura a 233 miliardi di barili.
Non voglio insinuare che si diano numeri a casaccio, figuriamoci se mi metto io a smentire Ministri del petrolio. Però che nel 2007 ancora non si riesca a sapere concretamente quanto petrolio sia stato estratto da un Paese, e quanto ragionevolmente ce ne sia rimasto, offrendo numeri che seppur incerti siano credibili e non ondeggino del 500% è francamente sospetto.
PS Arriverà a 73$ oggi? Si accettano scommesse...
Bluto, ti quoto in pieno "A quel punto i gatti si approprieranno del pianeta e lo governeranno con sapienza". Ma cosa cavolo sono i protisti???
E buone vacanze, alla padroncina di casa in primis e a tutte/i!!!
Scommetto 7 fantastilioni di pollari che il prezzo del petrolio crollerà a ottobre per via dell'annullamento della domanda. Gli uomini saranno tutti contemporaneamente colti dal desiderio di spassarsela e nessuno vorrà più lavorare. L'unica attività che si continuerà a perseguire in maniera intensiva sarà l'accoppiamento sessuale. La fame indurrà qualcuno a sospettare che si stava meglio prima e proverà a proporre di tornare alle vecchie consuetudini, ma verrà subito giustiziato. L'evidente insostenibilità di un tale comportamento generalizzato iniziarà a diventare palese dopo poche settimane, ma ormai sarà troppo tardi. Allora l'insufficienza di cibo falcidierà la popolazione in tutto il mondo, alcuni inizieranno a disquisire se sia etico o meno procacciarsi cibo o se non sia piuttosto più giusto lasciarsi morire per far posto ad altre forme di vita, fra cui alcuni protisti che diverranno molto di moda. Alla fine ognuno si rintanerà in sé stesso costruendosi mondi artificiali variopinti in cui i fiumi sono di miele, sugli alberi crescono coppe del nonno e le caprette ti fanno il dito medio. A quel punto i gatti si approprieranno del pianeta e lo governeranno con sapienza, alcuni addomesticheranno dei buffi primati spelacchiati e li accudiranno con amore. Poi però si stancheranno e li abbandoneranno all'autogrill.
Acronimo: Bernardo ha ragione, ma gia loro stessi sulla front page del report indicano anche AIE..., mi riprometto di utilizzare IEA "a prescindere", come diceva Totò.
elementi "non legati all'offerta
se non ci fosse da piangere, sarebbe proprio il caso di farsi un grassa risata!
AIE, AEI, EIA, EAI, IEA, IAE.
Ma e' cosi' difficile usare l'acronimo giusto?
Si chiama International Energy Agency (IEA) e andrebbe usato lo stesso nome in tutte le sacrosante lingue.
Ca$$o... per essere giornalisti bisogna avere anche una laurea e questo e' il risultato? Ognuno scrive i nomi come vuole?
Ma andiamo... un po di buon senso e precisione... non e' poi cosi' difficile....
UFFAAAAA!
AFX NEWS, su Forbes .com
Il petrolio è previsto stabilmente sopra i 75 $ , in estrema sintesi i principali motivi sarebbero: una sempre più forte speculazione, infiammata anche dal rapporto EIA, nella quale sarebbero ormai stabilmente operativi i fondi; una produzione sotto le aspettative dei produttori di petrolio leggero (Mare del nord, Nigeria) il più facilmente raffinabile, e quindi il più richiesto; una strutturale debolezza della raffinazione, con impianti utilizzati stabilmente al massimo delle capacità e quindi in preda a cicliche manutenzioni straordinarie, viene citato un impianto BP da 250.000 bpd che verrà chiuso per manutenzione staordinaria. E per chiudere l'OPEC annuncia che non ci sarà aumento di produzione perchè i prezzi sono portati in alto da elementi "non legati all'offerta" . In altri termini il prezzo del petrolio è ormai in balia degli eventi e non vi sono attori in grado di razionalizzare il mercato.
ma si tratta di uno scherzo o il parlamento inglese discute veramente di queste cose?
73,19 $ in questo istante.
Ma dopo aver fatto una capatina a 73,42$...
Tutti i futures di ottobre, nomebre e dicembre sono ben sopra i 73$... promette bene.
"PS Arriverà a 73$ oggi? Si accettano scommesse... "
Al mercato del NYMEX il "Light Sweet Crude Oil" (Fut 08/2007) e quotato adesso 73,24 $ ma anche l'estate dell'anno scorso arrivò a circa 75 $ per poi ridiscendere dopo qualche mese a 55$. Questo perchè Il prezzo del petrolio non c'entra solo con il peak oil ma con moltissimi altri fattori politici ed economici, per non parlare poi della questione EROEI.
Se si vuole un buon indicatore che può influenzare la nostra economia bisogna guardare soprattutto il prezzo della benzina e del gasolio, e non soltanto quello del petrolio che preso da solo non dice nulla.
“…Sono ignorante in materia: Vi e' qualche fondato motivo di credere che i paesi 'produttori' mentano (sempre)?...”
E’ il problema, per ora, dei soli aderenti OPEC. Il sistema di quote imposto dall’OPEC prevedeva che fosse possibile produrre annualmente solo una certa frazione delle riserve di ogni singolo produttore. Il risultato? Quasi tutti gli aderenti hanno incrementato le stime delle riserve di botto, nel giro di un anno o due, sovente raddoppiandole; una delle finalità era quella di farsi assegnare subito una più ampia quota di produzione. E tutto questo a fronte di nessuna grande campagna di prospezione e ricerca aggiuntiva.
In anni recenti, anche la Shell (se ricordo bene) è stata travolta da un celebre scandalo: avevano allegramente sovrastimato le loro riserve, al fine di migliorare i rating dell’azienda; quando la cosa fu scoperta ci fu un terremoto finanziario a loro danno, con tanto di raffica di dimissioni tra i dirigenti.
Son cose che capitano.
Come gia scritto in un post recente le riserve del Kuwait ad oggi includono una ampia parte di quelle irachene, attraverso la ridefinizione dei confini del 1992 e le attività di estrazione diretta ed indiretta operata dal Kuwait sul grande campo iracheno di Rumalia. La determinazione di queste riserve è quindi poltica, ben sapendo che il "governo" iracheno attuale non alzerà la voce a smentire gli Emiri sulla loro appropriazione indebita. In ogni caso sono riserve soprastimate. Il vantaggio principale di sovrastimare le riserve è di natura sostanzialemnte finanziaria, ed è legata alla determinazione del grado di rating delle monete nazionali, cosi come delle loro obbligazioni. Giocando al rialzo delle riserve si tutelano dalle conseguenze a medio termine di una effettiva verifica dello status delle loro economie, a partire dai "fondamentali".
Grazie Bernardo per la notizia sul Canada: corrisponde alle informazioni che avevo anch'io.
Per tutti.
Non riesco a capire quale vantaggio possa avere un paese 'produttore' ad ingigantire le stime delle proprie riserve: per tenere il prezzo del petrolio basso forse?
Sono ignorante in materia: Vi e' qualche fondato motivo di credere che i paesi 'produttori' mentano (sempre)?
Anzi, piu' concretamente, sarebbe bene rispondere alla seguente domanda: le agenzie del Kuwait si sono gia' dimostrate bugiarde in passato?
Per quanto ne so io sono 100 anni che le stime delle riserve vengono corrette in meglio ed in un certo senso quelle correzioni erano sempre giuste. Per esempio ai tempi di Hitler si pensava che il petrolio sarebbe durato 20 anni, negli anni '70 30 anni. Fonte: le brochures patinate che mi ha mandato in casa http://www.erdoel-erdgas.de/.
Ugh!
fausto... stavo scherzando....
...comunque a proposito di scisti bituminosi... mi diceva un amico ricercatore che in Canada stanno facendo miliardi a palate con il petrolio dell'Alberta!
"...in Italia ci sono giacimenti di petrolio per almeno 10.000 miliardi di barili..."
Si riferivano per caso ai celebri "scisti bituminosi"? Almeno di quelli siamo riccamente dotati, e ci sono stati tentativi di sfruttamento anche ai tempi del Duce. Peccato che siano inutili, almeno a livello di EROEI.
Forse si tratta di un errore di battitura o di trascrizione? Sarebbero riserve sufficienti al mondo intero per circa tre secoli. Un pò tantino.
Qualche giorno fa aspettavo un amico nel suo ufficio e sulla sua scrivania c'era un documento dell'ENI nel quale si leggeva a chiare lettere che in Italia ci sono giacimenti di petrolio per almeno 10.000 miliardi di barili. Se non lo tirano fuori e' perche' vogliono che continuiamo a pagare la benzina ad oltre 1 euro a litro!
Potrebbe essere... perche' no?
Peccato che e' tutto inventato. Anche la storia degli x miliardi di barili del Kwait.
La realta' e' che sta finendo tutto e loro non hanno il coraggio di ammetterlo. Farlo significherebbe annunciare la fine del lusso sfrenato a cui sono abituati loro e minerebbe l'economia del mondo intero, dando inizio a tutta una serie di problemi e guerre che non finirebbe mai!
Ecco perche' si preferisce dare i numeri. Tanto nessuno osera' mai dire in faccia a questi qua che stanno dicendo stronzate!
alle 12:57
fausto
Spettacolare.
Ecco i protisti su wiki.