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Kashagan, l'elefante dormiente.

Martedì 31 Luglio 2007, 20:58 in Peak Oil di

Via lista Aspo, apprendo una notizia estremamente interessante che merita di essere discussa e studiata.

Riporta la Reuters che Kashagan, l'enorme giacimento petrolifero scoperto qualche anno fa in Kazhakistan e sviluppato dall'ENI, subirà un ulteriore stop.

Kashagan è l'ultimo dei grandi elefanti, i giacimenti giganti come il saudita Ghawar, il kuwaitiano Burgan e il messicano Cantarell. Scoperto nel 2000, è l'ultima grande promessa del sottosuolo terrestre: si presume contenga tra i 9 e i 16 miliardi di barili. Ma il cammino di Kashagan è da sempre tormentatissimo: si presumeva entrasse in produzione nel 2005, poi è slittato al 2008, ed oggi si rimanda nuovamente al 2010.

"Kashagan non produce niente, e forse non produrrà mai niente o poco più" mi aveva detto Ali Samsam Bakhtiari. Profetico come sempre. Non solo Kashagan si trova in un ambiente infame, su un lago salato spesso ghiacciato e con temperature che oscillano tra i -35 e i +40 gradi centigradi, ma ora il governo kazhako ha deciso di sbattere i pugni sul tavolo e pretendere un upgrade della propria quota di petrolio dal 10% ad un consistentissimo 40%. Il governo sembra appunto non aver gradito l'ennesimo ritardo nell'avvio della produzione, accompagnato da un calo nella previsione di produzione giornaliera. Per non parlare dell'enorme lievitare dei costi: anche questo mi aveva preannunciato Bakhtiari...

Oltre alla sensazione un po' pessimistica che ci pervade nell'apprendere che l'unico elefante promettente dei nostri anni non mantiene proprio nulla, è interessante osservare come sempre più governi si lancino nel braccio di ferro con le compagnie petrolifere. Governi che fino a qualche anno fa cedevano diritti di sfruttamento per un boccone di pane, oggi cercano di spremere il più possibile da una ricchezza sempre più rara e sempre più indispensabile. Per loro, e per tutti.

Un altro effetto del picco, insomma. 

19
19 commenti
19
16 Ago 2008
alle 02:07

Davide

Ciao a tutti. Sono finito in questo sito cercando informazioni sul Kazakhstan e sull'area di Atyrau. Mi è stato offerto un lavoro per la ENI. Io sono un Biologo e sono stato contattato per gestire dati ambientai e portare avanti un discorso di monitoraggi sul Caspio.

Mi stavo informando sulla situazione di "vivibilità" della zona e ho letto cose agghiaccianti. Inquinamento dell'aria, acqua non potabile... addirittura terreno contaminato da radiazioni. Insomma, un gran bel posto dove andare a crearsi un futuro.

Spero mi diciate in tanti che le informazioni che ho letto in rete non sono di quella precisa zona (Atyrau).

Grazie.

Davide

18
02 Ago 2007
alle 18:50

Bernardo Mattiucci

Pierluigi, come ha detto Riccardo, ci potrebbero essere problemi strutturali insormontabili o comunque talmente complessi e difficili da risolvere da condizionare la profittabilita' in tempi medio-brevi dell'intero progetto.

Io insisto sul fatto che un tale progetto e' fin troppo complesso per poterlo realizzare. Anche solo a titolo sperimentale... richiede tempi, spazi, tecnologie e fondi che andrebbero destinati ad altre ricerche.

Tra i tanti progetti che secondo me andrebbero finanziati, comunque, c'e' sempre e solo la Fusione Fredda. Ha le stesse potenzialita' del kitegen, ma con la differenza cherichiede molto ma molto meno spazio. Ed attinge alle tecnologie attuali, anche povere.  E non pensate che non ci siano trattati scientifici che ne provino la veridicita' e la fondatezza... perche' non e' cosi'. E' stato dimostrato che gli esperimenti replicati in vari altri stati del mondo sin dall'inizio, hanno dato sempre esito POSITIVO ma poi  ne sono stati falsificati i risultati per ovvi motivi economici.

Chiunque potrebbe arrivare a prodursi la propria energia con una cella opportunamente creata per tale scopo! 

Ma si sa'... creare un sistema per produrre energia GRATIS e' quanto di piu' sbagliato si debba fare in questo ultimo scorcio di esistenza! 

17
02 Ago 2007
alle 14:48

riccardo

a me sembra invece che il kitigen presenti dei problemi STRUTTURALI travi - giostra - moltiplicatore di giri - cuscinetti che non possono essere considerati secondari.

teniamo presente che nel campo della meccanica i progressi sono molto ma molto più lenti  che nell'elettronica-informatica

16
02 Ago 2007
alle 12:22

Pierluigi

A me sembra invece che il kitegen abbia il massimo di complessita' solo nel software di controllo, mentre il resto e' al livello di tecnologia disponibilie persino ai paesi in via di sviluppo, e cioe' argani, corde, generatori e batterie, oltre all'elettronica di base. Paesi come India e Cina secondo me hanno tutto il necessario per fare il kitegen anche in tempi brevissimi. E se le cose dovessero andare come dico io,  saranno proprio questi due paesi a sviluppare il kitegen. All'India ed alla Cina non mancano ne' softweristi di massimo livello, ne' la capacita' di dare il massimo impulso ai progetti.

Mi sa tanto che Ippolito rischia seriamente di diventare l'ennesimo Meucci italiano

Saluti 

15
02 Ago 2007
alle 10:49

Bernardo Mattiucci

Paolo B., non mi stanchero' di ripetere che se un progetto e' troppo complesso e richiede troppi anni per la messa a punto... allora e' fallimentare.

Specialmente adesso che abbiamo un parametro temporale importante fissato sui 3 anni circa.

Tra 3 anni cosa accadra'?

 

Si potrebbe avere un crollo economico con il blocco dei trasporti a livello mondiale e la fine delle produzioni industriali. Questo significa che progetti molto complessi come il Kitegen verrebbero abbandonati!

In 3 anni, pero', una centrale fotovoltaica verrebbe sicuramente allestita... e produrrebbe energia elettrica... cosa che il kitegen ancora in fase di progettazione non farebbe.

E' su questo che insisto!

Oggi abbiamo l'obbligo morale nei nostri confronti e nei confronti dei nostri figli, di investire il denaro in progetti pronti con tecnologie mature e sicure, che occupino poco spazio sul terreno (la centrale fotovoltaica la puoi fare anche sui tetti delle case, cosi' aumenti l'isolamento delle stesse) e che entrino subito in produzione.

Non possiamo piu' permetterci investimenti a medio-lungo termine.

E per riallacciarmi con il discorso dell'astronautica colonizzatrice... io vieterei anche solo il pensarci, oggi.  La colonizzazione di altri pianeti andava avviata entro il 2000. Visto che stiamo nel 2007 e non c'e' ancora un progetto esecutivo, allora tanto vale non pensarci piu' perche' ci sono troppe priorita'. Non si ha il tempo materiale per completare tutto il progetto... e quindi spendere soldi e risorse per un progetto parziale che non serve a nulla e' un gravissimo errore!

14
02 Ago 2007
alle 10:17

Cataldo

Se continuiamo a ragionare in termini di profittabilità, portando nel futuro i parametri attuali di valutazione finanziaria del greggio, credo che non abbiamo capito bene l'importanza del fenomeno "picco". Non penso che tra i fatadici tre anni (ma potranno essere 4 o 8 ) ci sarà un mercato del petrolio come quello attuale.  Il parametro della profittabilità è solo uno dei tanti per le valutazioni  relative a una situazione come quella di  Kashagan.

13
02 Ago 2007
alle 09:14

riccardo

beh, la profittabolità è senza dubbio fortemente influenzata dal prezzo del petrolio (e quindi in generale delle energie)... quindi se nei prossimi anni questi prezzi saliranno (e ne siamo convinti...) molte imprese diventeranno più profittabili... fatevi avanti, inventori coraggiosi!

12
02 Ago 2007
alle 08:20

Paolo B.

Proprio non ti va giù il Kitegen, eh Bernardo?

11
01 Ago 2007
alle 20:40

Bernardo Mattiucci

Che bello... usero la frase "la profittabilità dell'impresa rimane discutibile" anche nel caso del Kitegen! :P

10
01 Ago 2007
alle 18:26

Ugo Bardi

La questione di kashagan è molto complessa. Per chi vuole sapere un po' la storia, potete leggerla nel mio libro "storia petrolifera del bel paese" oppure, anche a

http://www.aspoitalia.net/documenti/bardi/petroliocaspio2004/petroliocaspio2004.html

C'è indubbiamente petrolio estraibile a Kashagan, ma le difficoltà tecnologiche sono immense. La questione della profittabilità dell'impresa rimane discutibile

 

 

9
01 Ago 2007
alle 16:12

Pierluigi

Apocalittico? Che insulto :) Al massimo catastrofista...

In ogni caso, tre anni sono un termine generico. Non trovo particolari attrattive nel numero 1000, piuttosto il mio termine di riferimento e' il 2010.

Saluti 

8
01 Ago 2007
alle 13:56

fandorin

Accanto all'Eni, attraverso Agip KCO, ci sono Total, ExxonMobil, and Shell (18.52%), ConocoPhillips (9.26%), Kazmunaigaz (8.33%), Inpex (8.33%), le riserve geologiche sono stimate fino a 38 miliardi. Parlando con i kazaki qualche mese fa, facevano dei sorrisini (come sempre), oggi vogliono aumentare la loro quota. Boh. Vedemo tra gli apocalittici 1000 giorni...

 

7
01 Ago 2007
alle 11:06

Bernardo Mattiucci

resterebbe da capire se "l'ancora di salvezza" sia effettivamente riferibile al "bel paese" o alla ENI!

Credo piu' la seconda... 

6
01 Ago 2007
alle 10:55

max

scoperto nella seconda metà degli anni Novanta (prego correggere, denghiu!)dalla matteiana Eni il megagiacimento è uno dei motivi per cui oggi l'Eni è l'Eni,risorgendo dopo i traumi dell'èra tangentopoli (enimont docet!).

ergo ammettere che sia una semi perdita di tempo mi pare azzardato nonchè puerile! il centro diretto da Pedde Nicola lo ritiene l'ancora di salvataggio per il futuro del Bel Paese,altro che bluff!

ma in estate ogni eccesso è giustificato...

5
01 Ago 2007
alle 10:52

Paolo B.

Debora, rimarchi spesso le qualità di veggente di Bakhtiari, pienamente confermate dai fatti.

Riguardo la teoria dei tre anni mi sembra che anche qui il grande esperto ASPO iraniano l'abbia enunciata e vista la sua bravura nelle profezie...

 

4
01 Ago 2007
alle 10:42

Debora/Petrolio

pierluigi, non sei l'unico a sostenere la teoria dei 1000 giorni...

3
01 Ago 2007
alle 10:36

Pierluigi

Vabbe' il kashagan e' fornitore della perfetta parabola della disillusione umana: partita l'impresa con mirabolanti storie di un giacimento da almeno 200 miliardi di barili o forse molti di piu', un vero eldorado nero, passato poi per la cocente delusione di vedere questa cifra ridotta a un decimo, e questo decimo che si rivela rognosissimo anche solo da far venire fuori.

Se le stime di flusso che ho visto, di 350mila barili giornalieri (inizialmente erano 450mila) per il 2010 sono confermate, questo giacimento servira' proprio a ben poco per aumentare l'offerta necessaria (secondo i parrucconi aruspici dell'economia mondiale) a soddisfare la domanda attesa.  Anzi, non serviranno nemmeno a livellare la depletion mondiale.

Fra tre anni, aggiungerei, la situazione politica potrebbe peggiorare al punto che di quei 350mila barili non vedremo neppure l'ombra.

A che punto siete con il vostro impianto solare? Con l'orto? Penso che sia meglio convertire quei rettangolini di carta stampata che possediamo in qualcosa di utile, prima che tornino ad essere semplice carta.

Secondo me, abbiamo meno di tre anni

 Saluti 

2
01 Ago 2007
alle 08:34

Paolo B.

A fronte di un consumo globale annuo di petrolio di 24.000 Mbarili, come si può definire "gigante" il giacimento di Kashagan? Durerebbe, agli attuali consumi, si e no un anno.

Un vero nano, altro che gigante! Siamo proprio agli sgoccioli...

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