Uno sguardo dal picco
Ugo Bardi, nel suo blog, giustamente si indispettisce per il solito fuffesco articolo che esce su Business Week. In sintesi: "Ma che crisi del petrolio, la colpa è delle Cassandre, di Chavez, di Putin, dei politici, delle rocce oceaniche, degli astrologi, dei terroristi, che piove troppo e che non piove abbastanza".
Aggiunge anche Ugo:
Ci sono degli evidenti sintomi in giro che l'idea del picco del petrolio sta "sfondando", non fosse altro per la foga con la quale molti commentatori si affannano a negare l'idea.
Ma io ho notato anche un'altra cosa. La copertina. Una bella pipeline, e un titolo a caratteri cubitali: L'ARABIA SAUDITA E' IN CRISI PETROLIFERA? Nessuno degli abituali lettori di BW ci aveva neanche remotamente pensato, ad una simile inquietante possibilità.
Adesso, Business Week gli ha messo la pulce nell'orecchio.
ARGENTINA IN CRISI INDUSTRIA FERMA
Oltre 300 industrie di Buenos Aires sono ferme da giorni per mancanza di energia elettrica e gas, mentre altre 700 funzionano a singhiozzo. Commissariamento pubblico dell'azienda di distribuzione del gas.
Oltre 300 industrie argentine sono ferme da giorni per mancanza di energia elettrica e gas, mentre altre 700 funzionano a singhiozzo. Secondo l'Unione Industriale Argentina pero', i dati ufficiali mascherano una realta' molto piu' grave, e la crisi energetica e' molto piu' grave di quanto ammetta il presidente Kirchner. Ieri il ministro della Pianificazione ha annunciato il commissariamento pubblico dell'azienda di distribuzione del gas Metrogas e la sostituzione del direttore generale.Applausi ulteriori.
grande frank:
Chi ad oggi riduce il proprio consumismo con lo spirito giusto ... è pacifista in automatico
applausi
Giusto Paolo.
E questa visione/versione dei fatti è una buona anticamera per azioni militari verso Paesi dipinti come "cattivi".
Ricordiamocelo, quando e se qualcuno ci chiederà di partecipare a una guerra.
Condizione necessaria, e aggiungerei dominante per impostare un futuro di pace ad oggi, è la decrescita.
Chi ad oggi riduce il proprio consumismo con lo spirito giusto (cioè, non per pura taccagneria) è pacifista in automatico.
Lo scopo dell'articolo non è minimizzare il peak-oil riducendo a cassandra chicchessìa, ma un tantino più subdolo. Il petrolio è una risorsa finita (lo sanno tutti), adesso scarseggia (in America il problema è noto come "dipendenza dall'estero" e il suo effetto più evidente è il prezzo alla pompa di 3$ al gallone contro il dollaro scarso di dieci anni fa) e la colpa è di chi nazionalizza le risorse (Chavez in particolare è il demonio di turno) o comunque impedisce alle (nostre) multinazionali di ottimizzare la produzione in modo da renderla sufficiente al (nostro) fabbisogno attuale. Ciao.
alle 11:26
victor
senza petrolio, futuro incerto uomo pure. scarsità d acqua o non potabile MARE INQUINATO ed iper sfruttato, terreno agricolo impoverito e sovrapopolazione attualmente in crescita ad ritmi vertiginosi ed non piu sopportabili per il nostro pianeta mi fanno pensare che il prssimo venturo sarà un uragano di anemia e catastrfe dove anche gli equilibri ed ordini verranno trasformati. siamo entrati nel cono oscuro della grande emergenza,il picco petrolifero. dio aiutaci amen