Uno sguardo dal picco
Chiedete e vi sarà dato. Ecco un piccolo dizionario per districare la matassa delle riserve, definite in modi spesso molto diversi dalla stampa. Da tenere presente, però, che non sempre la stampa stessa dà definizioni esatte: per un giornalista la parola "potenziale" ha un significato molto diverso da quello che leggerete qui sotto. E quindi... siamo da capo.
Proven reserves - Riserve provate. E' la definizione per petrolio (e gas) che si è ragionevolmente certi di poter estrarre, stante l'attuale tecnologia, i prezzi correnti, gli accordi commerciali e politici. E' detto anche P90, ovvero, ha una possibilità del 90% di essere prodotto.
Probable reserves - Riserve probabili. E' la definizione per petrolio (e gas) che è probabile poter estrarre, stante l'attuale tecnologia, i prezzi correnti, gli accordi commerciali e politici. E' detto anche P50, ovvero, ha una possibilità del 50% di essere prodotto.
Possible reserves - Riserve possibili. Ha la possibilità di essere sviluppato sotto circostante favorevoli. E' detto anche P10, ovvero, ha una possibilità del 10% di essere prodotto.
Potential additional reserves - Riserve potenziali. Riserve già scoperte ma che non sono a tutt'oggi sviluppabili per ragioni tecnologiche o commerciali.
Yet-to-find - Da trovare. Riserve che si presume esistano in determinati luoghi sulla base di studi geologici.
Recoverable oil - Petrolio estraibile. Il quantitativo di petrolio che si può estrarre da un giacimento. Si aggira tra il 10 e il 50% del totale per il petrolio, e tra il 50 e l'80% per il gas.
Matteo, il fatto e' che nei discorsi USA e' nascosto un messaggio rivolto ai cinesi nel quale si chiede proprio di consumare meno... perche' altrimenti a loro non basta!
@cataldo: perchè, se fosse denominato in tenge mi consigli di comperare? e se fosse in stai di grano? ancora meglio forse! :)
Non sono d'accordo con quanto dici, il picco arriverà anche perchè si aggiungeranno cinesi e indiani, non è un affare solo occidentale. Poi è vero che la terminologia usata e fuorviante, ma se una persona normale come me ci è arrivata solo ragionando sulle dichiarazioni dell'AIE, lo può fare chiunque abbia sentito parlare dell'argomento. Per me si tratta di un'ammissione bella e buona, pur se mascherata. Non credo che nessuno dell'AIE si pensi di impedire ai cinesi di acquistare petrolio, o dirgli che dovrebbero consumarne di meno.
Matteo, ciò che cita l'articolo non è la verità del picco, ma proprio il contrario. Il picco viene mimetizzato dalla solita propaganda tipo: "Il petrolio ci sarebbe, sono i cinesi che se lo vogliono prendere tutto".
Purtroppo, come molte altre balle del genere, l'affermazione fa presa. La gente preferisce sempre dare la colpa a qualcuno (e possibilmente qualcuno "diverso") piuttosto che arrendersi alla geologia.
Ciao a tuttivi segnalo le ultime dall'AIE
http://rivoluzioneverde.wordpress.com/2007/09/25/la-verita-del-picco-sommistrata-in-dosi-omeopatiche/
@Riccardo
Il titolo è denominato in dollari ? :-))
giusto a proposito di quanto detto da debora an #5, mi è arrivata stamattina questa pubblicità:
http://www.financial-news.de/ta/070925/TA_070925_Drittversand_IT.html
è tutto da leggere... sposa alcune delle fisse di noi sfigati ecologisti catastrofisti picchisti per spingerti ad investire nei pozzi in louisiana
sono senza parole
Scusate se vado un po' (ma non molto) OT. Ma anche voi avete notato che il 90% delle pubblicità che vedo su internet e sulle riviste sono di SUV... Io non guardo la TV ma temo che anche li sia la stessa cosa. Francamente quando guardo queste pubblicità ma viene un nervoso!!! Anche perchè nonostante gli aumenti dei prezzi della benzina e del gasolio, vedo per le strade sempre più SUV e sempre più grossi. Considerando che queste macchine costano un bel po' e considerando che se fanno 5 Km con un litro e tanto o gli italiani sono diventati tutti ricci o ci sono un bel po' di cretini che comprano a rate il loro bel macchinone e non si rendono conto che dovranno lasciare più della metà del loro stipendio per quella pubblicità tanto carina!!
Si scende:
Petrolio chiude in calo al Nymex
A 80, 78 dollari il barile, - 1%
(ANSA) - NEW YORK, 24 SET - Quotazioni in calo al Nymex di New York per il petrolio: i future chiudono le contrattazioni in calo dell'1%, a 80,78 dollari. I ribassi in scia alla ripresa a pieno regime delle attivita' nell'area del Golfo del Messico, dopo lo stop causato da uragani e tempeste tropicali.
e già che ci siamo, a proposito di nucleare, qualcuno mi vuole commentare queste affermazioni, tratte da fondionline.it:
All’interno dei reattori... si forma il plutonio, elemento chiave nello sviluppo dell’industria nucleare...Il carburante esausto in uscita dal reattore contiene ancora circa l’1% di plutonio, il quale, se riutilizzato in speciali reattori, può sostituire l’U-235 nel processo di arricchimento dell’uranio. Ad oggi circa 1300 tonnellate di plutonio sono presenti nel combustibile scartato, ma solo 370 tonnellate sono state estratte per un nuovo riutilizzo; negli ultimi trenta anni, un terzo del plutonio ottenuto per separazione è stato riciclato nei reattori. Attualmente sono impiegati 8-10 tonnellate di plutonio l’anno: tra i reattori in grado di funzionare completamente con carburante di tipo MOX, ottenuto dal riciclo del plutonio, sono inclusi tre reattori americani, i reattori canadesi ad acqua pesante (CANDU) e 32 reattori presenti in Europa.
I prezzi alti comportano un maggiore appeal per gli investimenti nella prospezione, le varie notizie sulle riserve devono essere inquadrate storicamente, sito per sito, per valutarle sul piano concreto. Sul tema infatti si sono esercitate tutte le manipolazioni possibili, a vario titolo. Una incrementata attività di prospezione, per trasformasi in estrazione commerciale ci metterà molto tempo, lasciando le curve di domanda e offerta reali cosi come sono a breve in ogni caso. La notizia sul sud-atlantico conferma una spirale molto pericolosa, la corsa agli armamenti trova giustificazione nella protezione del territorio di sfruttamento esclusivo. Fare leva su "riserve" di petrolio è il miglior viatico per far digerire all'opinone pubblica questo tipo di politica old fashion.
Solo un dato, che sono sicuro non vi è nuovo: l’80% del petrolio attualmente estratto proviene da giacimenti scoperti prima del 1973... Questo per me dice tutto!
Giustissimo Riccardo. Nelle definizioni ufficiali è esplicitato chiaramente quando si parla di "ragioni commerciali". Negli USA, ad esempio, ci sono moltissimi vecchi pozzetti nei campi che producono ormai non più di uno o due barili al giorno, e che quindi sono stati chiusi. Certo che, qualora estrarre quel barile costi 50$ (non ricordo la cifra esatta), si affretteranno a riaprirli.
Ma è vero anche che il contadino del Texas non ha a disposizione tecnologia norvegese, per cui il suo pozzo sarà sfruttabile al massimo al 20% contro il 40% del Mare del Nord. I limiti tecnologici non sono bypassabili, qualsiasi sia il prezzo del barile...
Riccardo, il problema del petrolio e' che non sai bene quanto effettivamente ne puoi estrarre da un determinato giacimento, fino a quando non hai effettivamente esaurito il giacimento stesso. Fin a quel momento sono solo previsioni.... spesso confuse.... e, purtoppo, effettuate spesso da persone che con la geologia non hanno nulla a che spartire.
Questo e', almeno, il mio punto di vista!
a quanto pare chi si occupa di stimare le riserve di uranio è più furbo, vedi coiante sull'aspo, perchè lega chiaramente l'ammontare delle riserve accertate al prezzo dell'uranio
mi pare ovvio che anche per il petrolio ci sia una correlazione di questo tipo (più vale un barile più fatica posso fare per estrarlo...) ma forse è più difficile da esplicitare?
Schlesinger: un'attacco all'Iran non si può escludere
Alla conferenza ASPO-6 in Irlanda c'era fra gli oratori anche James R. Schlesinger. Nato nel 1929, Schlesinger è stato segretario alla Difesa con Nixon e Ford, come pure direttore della C.I.A. e, più tardi, segretario per l'energia al tempo di Carter. Nella foto, lo vediamo in un momento di relax a una cena dopo la conferenza, seduto accanto a un molto informale Chris Vernon (con la maglietta con il picco di Hubbert), uno degli editori di "The Oil Drum".
Schlesinger non fa più politica attiva da parecchi anni, ma come ex segretario alla difesa e direttore della C.I.A. ho il dubbio che abbia ancora qualche idea di come si prendono le decisioni nelle stanze dei bottoni di Washington. Così, io e Chris Vernon abbiamo portato la conversazione sulla possibilità di un attacco all'Iran. A un certo punto, abbiamo chiesto esplicitamente a Schlesinger che cosa pensava della possibilità di un attacco nel prossimo futuro.
Secondo Schlesinger "un attacco all'Iran non si può escludere", anche se lui "non lo raccomanda". Gli abbiamo allora domandato quali sarebbero le conseguenze per l'Occidente, facendogli notare che si perderebbe l'esportazione di circa tre milioni di barili al giorno su 80 in totale. Schlesinger ha risposto che secondo lui un milione di barili in sostituzione potrebbe arrivare da un incremento della produzione da parte dell'Arabia Saudita, un altro milione si potrebbe risparmiare riducendo la velocità delle macchine in America da 75 miglia all'ora a 55 miglia all'ora (lo stesso provvedimento che aveva preso quando era segretario all'energia con Carter). L'altro milione.....? Schlesinger non l'ha detto esplicitamente, ma mi è parso di capire che aveva chiaro che qualcuno dovrà tirare la cinghia, ma non necessariamente gli americani. Ovvero, il milione extra dovrebbe da altri paesi che tireranno la cinghia molto più degli americani.
E' difficile dire quanto Schlesinger sia ancora connesso con gli ambienti politici attivi della Casa Bianca. La sua generazione era una di persone piuttosto pragmatiche che sono state sostituite nell'ultimo decennio da quella dei neoconservativi (i cosiddetti "neocon") che hanno una visione molto più aggressiva della politica estera degli Stati Uniti. Nonostante i Neocon, tuttavia, tutti, o quasi, dicono che un attacco all'Iran sarebbe una follia politica e strategica. Ma se Schlesinger dice che non lo si può escludere, è probabile che ritenga che i meccanismi decisionali interni al governo americano lo rendono possibile. Ovvero, che l'influenza dei Neocon è sufficientemente forte da rendere possibile una decisione del genere.
Notizie confuse e contraddittorie continuano ad accumularsi sulla questione Iraniana. L'unica cosa certa è che se qualcuno prende la decisione di attaccare c'è da prepararsi a tirare la cinghia, specialmente qui in Italia.
Fonte: http://www.aspoitalia.blogspot.com/
23.09.07
10 e lode +++
alle 13:51
Matteo
Non sono d'accordo con la tua analisi Bernardo. Gli USA non mandano messaggi attraverso AIE, sono molto più diretti!