Uno sguardo dal picco
Doomer porn: qualcuno sa di cosa si tratta? Eppure dovreste! No, niente donnine scollacciate e siti pieni di popup che impallano il pc. Doomer porn è roba per catastrofisti: sono tutte quelle letture che evocano guerre nucleari imminenti, estinzioni di massa, pestilenze geneticamente progettate, e pronosticano file per il pane, assalti alle banche, rivolte per la benzina, migrazioni per il clima, ritorno al medioevo o all'età della pietra.
Il catastrofista ci sguazza, solletica il proprio istinto allarmistico, insomma ne gode. Da qui, la definizione doomer porn.
Esiste persino un sito che se ne occupa, e titola "La fine della civiltà non è mai sembrata così bella".
I peakoilers sono tra i maggiori aficionados del "Collasso generale". Chissà, probabilmente tale insopprimibile morbosa tendenza è collegata a ciò di cui si parlava tempo fa, ovvero le avide letture di fantascienza in epoca giovanile. D'altronde, chiunque abbia letto "Il giorno dei trifidi" o "Cronache del dopobomba" o "Morte dell'erba" ne è rimasto irrimediabilmente segnato.
Ultimamente qualcuno nei commenti lamentava un'eccessiva deriva pornocatastrofista tra i lettori del blog. Per carità, anche a me piacerebbe avere per lettori professori universitari e alti dirigenti petroliferi che dibattono solo di tecniche estrattive o cali di produzione nel Caucaso. Ma qui non siamo su TOD, e malgrado io cerchi di non scivolare sul catastrofista evidentemente chi legge sa cogliere le implicazioni della situazione fino alle eventuali estreme conseguenze. Per cui, ben vengano il cornucopiano, il catastrofista e la via di mezzo.
Io lo so poi, da che parte propendo. Ma non ve lo dirò mai...
Bè. mica c'è bisogno di essere catastrofisti. Date un occhio a questa simulazione, presentata alla fondazione Cini, dal consigliere climatico di Angela Merkel:
http://blogs.it/0100206/2007/09/25.html#a7125
Buona visione, è reale.
Frank, non ti ho mai detto che sono un tuo fan?
Hai ben ragione.
Esiste un catastrofismo morboso, ma esiste anche un (più diffuso) anticatastrofismo semplicistico basato sull'assunzione che non possa succedere nulla di grave.
Questo cresce su un terreno socioculturale che ormai ha scordato che le tragedie planetarie sono possibili, purtroppo.
Sembra che ci si debba preoccupare solo del terrorismo.
E invece dalla peste del 1347 fino al Dust Bowl ne sono successi di casini!
Ehi, a noi piace un mondo senza disastri!
E' per evitarli che dobbiamo essere previdenti.
In prima pagina, su Il Giornale di questa mattina, c'era un riquadro con una news pubblicata a pagina 13 che ha destato il mio interesse. Stando a quando si apprende da fonti affidabili, il raid israeliano del 6 settembre scorso nel territorio siriano ha portato alla distruzione di un sito nel quale si erano concentrate tecnologie e personale tecnico nord-coreano per la realizzazione di un ordigno atomico.
L'informazione e' ancora scarna e molti particolari non si conoscono. Ma se fosse vera.... beh.... preferisco non continuare!
Catilina, considera che il sistema solare, nel suo incessante girovagare nella galassia in un modo circolare attorno al suo ignoto centro galattico, sta per entrare (o e' gia' entrato... non mi ricordo) in una zona di "universo" ricca di detriti, asteroidi, meteoriti e altri corpuscoli piu' o meno sconosciuti. Insomma... le probabilita' di un impatto violento contro un corpo roccioso di generose dimensioni aumenta costantemente con il passare degli anni.
Inoltre c'e' da dire che gia' un corpo metallico di 100 metri di diamtro che impattasse sulla superficie terrestre con velocita' superiore ai 10.000 km/h, provocherebbe talmente tanti disastri da mettere in dubbio la sopravvivenza di diverse centinaia di specie viventi... non solo quella umana!
speriamo di cavarcela!
Bernardo, il planetoide di quel video è molto più grande di quello che credi, l'impatto non sollevverebbe detriti, ma pezzi del mantello e la vita smetterebbe semplicemente di esistere sulla terra dopo un solo giorno.
Per fortuna un impatto di quel tipo è talmente improbabile da
poterlo ritenere non plausibile.
Il catastrofismo è un topos sempiterno.Maestro è Ballard, le catastrofi morali individuali plasmano la realtà, una cinghia di trasmissione onirica tra l'uomo e la natura, profezie che si autoavverano. La crisi finanziaria ormai ha il tono allucinato di mitologie del futuro prossimo. Una fetta del pianetà vivrà per decenni con polvere di uranio nel corpo, e siamo gia ad Akira ed ai maestri giapponesi. Non è che le catastrofi siano da venire, operano gia real time. Detto questo, non è lecito indulgere in voluttà del cupio dissolvi, sarebbe una decadenza autolesiva, impropria rispetto la complessità di analisi dei processi di crisi in corso. Anche il sogno di una Arcadia del dopo, suona stridulo.
Se il corpo impattante fosse effettivamente di quelle dimensioni, una buona parte della superficie terrestre verrebbe spazzata via dalla furia di venti e detriti prima dell'impatto stesso del corpo sulla superficie. La compressione dell'atmosfera fara' aumentare la temperatura dell'aria a valori spropositati e i vento di migliaia di km/h devasterebbe ogni cosa.
I detriti sollevati dall'impatto resterebbero in aria per anni coprendo l'intero pianeta sotto una coltre di nubi spesse e "pesanti" e la temperatura media scenderebbe intorno ai -15/-20 °C.
Il sole non lo vedremmo piu' per anni e anni... niente piu' piogge.... venti.... scambi termici.... luce.... e quindi vita!
L'enorme energia dell'impatto verrebbe trasferita all'intero pianeta riattivando la quasi totalita' dei vulcani e generando terremoti di novetole intensita'.
E sara' tutto buio!
E a proposito di catastrofi...ecco cosa accadrà nel 2036...
http://it.youtube.com/watch?v=wjk-9yJBIG0&mode=related&search=
altro che picco...
ll catastrofismo che pratichiamo noi ha delle radici sane, come dice Antonello.
Potremmo fare un elenco delle ragioni che ci inducono a "pensare catastrofista" in luogo del più popolare "penasare positivo".
A me vengono in mente
- viviamo in un periodo storico che non ha vissuto (almeno nel mondo sviluppato) guerre, carestie e pestilenze da 50 anni a questa parte
- il nostro benessere è sostenuto dal CONSUMISMO, a sua volta sostenuto da FLUSSI ENERGETICI ingenti da IDROCARBURI e URANIO, nonchè da altri METALLI FOSSILI, e produce RIFIUTI che (ad oggi) nessuno vuole
- il benessere e i consumi di cui sopra sono riservati a una minoranza del pianeta, che li "pompa" direttamente dalla maggioranza di sfigati. Se così non fosse, vorrebbe dire che ci sarebbe una fonte di energia potente, economica e distrubuita. Purtroppo così non è, con buona pace degli anti-catastrofisti che sognano cose impossibili
- l'attuale ammontare e il trend della popolazione, in un contesto di fortissima urbanizzazione potrebbero facilmente essere messe in ginocchio dalla diminuzione (o dall'intermittenza) dei flussi enegetici
Personalmente non godo a fare il catastrofista, però in parte il lavoro che faccio ne risente. Lavorando nell'industria del pneumatico, sono quotidianamente a contatto con la cultura del "produrre di più per essere competitivi", con materie prime basate sulla petrolchimica, con centrali a metano. In parte, sento che l'entusiasmo sta assumento altri volti
Debora, ho visto il sito e non c'è confronto con noi. Per non parlare poi di parole appiccicate lì tanto per far subito conoscere le loro origini e i loro "profondi" pensieri filosofici.
No! Debora. Noi siamo unici, fattene una ragione. Il nostro è un "catastrofismo" ragionato basato sugli studi di Meadows, Duncan, Hubbert, ecc. e non solo sulla fantascienza. Si fà spesso riferimento ad ASPO e TOD, sviscerando tutti i pregi e difetti delle teorie e dei vari grafici che ci vengono proposti.
I nuovi arrivati che non leggono l'archivio spesso fanno fatica a seguire le nostre discussioni o capiscono tutt'altro.
alle 09:23
riccardo
bravo beppe
consiglio a tutti un'occhiata al sio blog