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Biomorire di biodiesel.

Venerdì 12 Ottobre 2007, 10:37 in Risorse di

- Cos'è questo libretto verde?

- Credo sia il manuale di istruzioni dell'auto.

- Caramba! Si può usare biomais, biosoia, biopatata, biopalma, biocolza, bioetanolo da zucchero...  Che ne biopensi?

- Che biomorirò di fame 

20
20 commenti
20
14 Ott 2007
alle 20:41

Damiano

per paolo zamparutti :

l'efficenza delle fuel cell attualmente e' bassa , se si riesce a ricavare elettricità dal sole e' molto meglio impiegarla nella sua forma originaria (veicoli batterie) che non convertirla in idrogeno e successivamente ri-convertire l'idrogeno in elettricitò 

19
14 Ott 2007
alle 20:34

Damiano

il biodiesel potrebbe essere molto utile per uso agricolo . penso sia piu' efficente arare i campi con i trattori che con i bui , per il semplice motivo che i  trattori possono essere spenti , i buoi vanno nutriti per tutto l'anno.

http://www.caseih.com/news/newsevents.aspx?navid=57&RL=ITEU&newsid=3435

le macchine agricole a biodiesel , inoltre , si stanno gia' diffondendo ... 

18
13 Ott 2007
alle 14:21

Debora/Petrolio

Ragazzi, c'è una cosa che avete dimenticato: il biodiesel non si incentiva per motivi di peakoil, che a noi sembrano ovvi ma che a governanti e popolazioni sono del tutto ignoti.

Si incentiva esclusivamente per motivi di inquinamento, per fare un po' di propaganda "vedete come siamo bravi?" guadagnandoci su. Chi incentiva biodiesel per inquinare meno, insomma, se ne frega bellamente dell'EROEI. Triste, ma è così.

17
13 Ott 2007
alle 12:58

Cataldo

Sull'uso del terreno e sulle strategie di lungo periodo per l'agricoltura c'è un articolo interessantissimo su Le Scienze di ottobre, sul passaggio dalle colture annuali a quelle perenni, sono cambiamenti importanti dei quali non si parla tanto, ma saranno decisivi sul lungo periodo. Perchè gli stati oggi danno un incentivo governativo all'utilizzo dei biocarburanti ? In apparenza non sembra una gran trovata. Una delle spiegazioni è la ricerca di una linea di rifornimento sicura per gli appaltatori pubblici, militari in primis,  questo permette di inglobare il sistema produttivo primario nell'ambito delle risorse strategiche, estendendo, come conseguenza diretta, la portata del campo di intervento di futuri decisioni  drastiche sui rifornimenti energetici. In questa prospettiva il ritorno è visto sul piano della disponibilità effettiva, non del bilancio energetico complessivo, stante che nella produzione si possono utilizzare input di natura diversa, drenandoli dal sistema generale, mentre l'outpout ha delle caratteristiche certe, (brucia ad un tot, genera tot cavalli per dato motore etc etc). Questo cambiamento di prospettiva, è uno degli indicatori primari dello stato di crisi del sistema. L'incidenza di queste politiche, sull'effettivo status della disponibilità di beni alimentari primari è tutta da valutare. Il primo impatto è in apparenza notevole, con i prezzi che sono volati, ma le dinamiche di prezzo erano gia rigide a causa di una serie di fattori interni, a partire dallo stato di penuria delle riserve.  L'unica cosa certa è che si è avviato un processo di progressivo incremento del valore dei beni primari, una gigantesca spinta proinflattiva, i cui effetti si stanno dispiegando; storicamente questo ha sempre avuto ricadute Malthusiane sul destino dei popoli.

16
13 Ott 2007
alle 12:08

Paolo Zamparutti

sostanzialmente non capisco una cosa:

l'eventuale guadagno energetico, colla produzione dei biocarburanti, da dove viene?

perchè l'uso di tot energia per la coltivazione di piante da utilizzarsi in biocarburanti, dovrebbe rendermi più di quanta ne ho impegnata?

 dal terreno? ma allora dopo pochi raccolti, il terreno non avrebbe alcun che da offrire se non con l'utilizzo di fertilizzanti attraverso un meccanismo che è evidentemente uno spreco energetico assicurato.

attraverso la fotosintesi? beh per quanto ci si impegni, ll'uso della fotosintesi sarà sempre inferiore ad un qualsiasi pannello solare, dunque se dobbiamo usare dell'energia solare per produrre carburanti, allora tanto vale usarne per l'idrolisi e continuare la strada delle celle di idrogeno. pur sempre uno spreco energetico, ma almeno non sfruttiamo il terreno e sopratutto distogliamo il terreno dall'uso alimentare.

15
13 Ott 2007
alle 11:41

Geppetto

Chieppelab: Sandro Kensan mi indico' Wikipedia voce biodiesel, ora io la indico a te. Per favore fatti un giro li' e poi sappici dire se vale ancora il tuo rapporto 3 per 1. Ma dove diavolo l'hai trovato questo 3 per 1?

14
13 Ott 2007
alle 09:13

mark

 

 

18:50  Nuovo record per il barile di petrolio, 84 dollari     (ANSA) - ROMA, 12 OTT - Il petrolio torna a correre segnando a New York un nuovo record a 84 dollari. Secondo la Bloomberg la volata e' dovuta alle preoccupazioni del mercato per l'eventualita' di un attacco della Turchia alle basi dei separatisti curdi del Pkk nel Kurdistan iracheno.
13
13 Ott 2007
alle 08:47

Chieppelab

Ma scusate, ma sti bio-carburanti servono solo a fare propaganda, se ci pensate bene per produrre un litro di biodiesel ne servono 3 di gasolio.

La loro produzione è fin in partenza economicamente svantaggiosa. I fine principale oltre all'aumento dei prezzi degli alimentari c'è anche il discorso politoco e propagandistico.

12
12 Ott 2007
alle 21:35

Fabio80s

Nuovo record del petrolio : 84.05!

11
12 Ott 2007
alle 18:37

Sir

La sinarchia prenderà due piccioni con una fava...continuerà a girare in auto e a bruciare combustibili e otterrà la depopulation del terzo e quarto mondo...

10
12 Ott 2007
alle 17:54

Thomas

Si torna a 84... 100 euri per fine Ottobre.... Thomas

9
12 Ott 2007
alle 15:50

fausto

Attenzione: il set-aside in Europa sta tramontando. Come avevo già segnalato, da questa annata agraria la UE ha autorizzato le grandi aziende a seminare anche sui terreni precedentemente assoggettati al ritiro obbligatorio dalla produzione. La manovra è stata decisa per fronteggiare la carenza di granaglie.

Se la situazione non cambia, non abbiamo più alcuna capacità di riserva in campo agricolo.

E mentre qui si parla di come convertire farina in benzina, dalle mie parti paglia, sterpi, resti di potatura ardono nei campi, illuminando la notte. Qualche giorno fa, osservavo una lama a cingoli accatastare una vigna intera su un enorme falò. Anche mio padre ha fatto lo stesso con una montagna di tralci.

Sono follie complementari.

8
12 Ott 2007
alle 15:33

Paolo B.

L'EROEI del bioetanolo oscilla fra 0,6 e 1(anche se i Brasiliani affermano che con la canna da zucchero sia 7-8 ma senza dimostrarlo rigorosamente) mentre quello del biodiesel arriva fino a 3(cifre di wikipedia).

Oltre a non poter mai sostituire benzina e gasolio se non in piccolissima parte, simili valori dell'EROEI possono giustificare la folle impresa di sottrarre cibo ad un'umanità purtroppo ancora in crescita demografica?

7
12 Ott 2007
alle 15:08

Paolo Zamparutti

che io sappia, i luoghi ove l'eroei è STIMATO > 1, sono esclusivo appannaggio delle zone tropicali

ma appena appena

ma teniamo conto che è pur sempre un attività legata a uso intensivo dei terreni (cioè petrolio)

in sostanza, è un tentativo di sviare i problemi, in sostanza uno di quelle che diventeranno i classici effetti da peak.

fra parentesi, 

 

http://www.psm.uniroma1.it/incendi/Fire Detection.kml

 

bella ed istruttiva estensione di google earth per tenere d'occhio gli incendi.

oggi la situazione è calma, ma vi assicuro che in alcuni gionri la situazione in brasile è folle.

ecco uno dei classici modi di acquisire  terreni da coltivare, sia per alimentazione che per biofuel...        

 

6
12 Ott 2007
alle 14:46

riccardo

catino, non mescoliamo i problemi:

  • uno è l'EROEI dei biocarburanti (e fatico a credere che sia sempre così negativo, probabilmente in alcuni climi e con le giuste colture si può fare bene)
  • un altro discorso è l'utilizzo dei terreni set-aside che per la politica comune agricola europea non possono essere utilizzati per colture alimentari (pare però che questa politica sia in via di aggiornamento, a causa degli aumenti dei prezzi degli alimentari... chi è più informato può dire la sua)
5
12 Ott 2007
alle 14:32

Antonello

Se continua così non è escluso il picco demografico per il 2008.

4
12 Ott 2007
alle 14:27

Paolo B.

Il problema è che la produzione intensiva di biocarburanti coprirebbe massimo il 7% del fabbisogno automobilistico mondiale.

Oltre ad avere un EROEI per niente appetibile.

Stante queste considerazioni quindi, l'uso dei biocarburanti non

rimpiazza benzina e gasolio, non riduce l'emissione di gas serra(per produrli serve energia ottenuta bruciando petrolio), è in competizione con l'alimentazione umana(quasi 7 miliardi di persone in aumento).

Per cui è difficile, se non impossibile, capire quali siano le motivazioni che spingono a realizzare questa follia collettiva.

Come ho scritto nell'altra mail, il genocidio alimentare delle popolazioni numerose del terzo mondo potrebbe essere l'obiettivo finale...  

3
12 Ott 2007
alle 14:21

Catino

Il problema Massimo è che per produrlo su quei terreni ti serivirebbe più energia, o quasi, di quella che te ne darebbe il campo stesso, e comunque stiamo parlando di quantità esigue.

 

2
12 Ott 2007
alle 14:00

massimo

Basterebbe produrlo, come qualcuno avrà sicuramente già detto, su terreni su cui è vietato coltivare prodotti ad uso alimentare, a quel punto dove sarebbe il problema? 

1
12 Ott 2007
alle 11:53

Paolo B.

Noi occidentali al massimo subiremo l'aumento del costo degli alimentari, come in effetti sta già avvenendo, almeno fino all'impatto del picco petrolio/gas sull'agricoltura le cui conseguenze vanno bel oltre il semplice aumento del costo delle granaglie.

Invece, per quanto riguarda i paesi del terzo mondo, il rischio reale è che per riempire i serbatoi di 800 milioni di autoveicoli si provochi un vero e proprio genocidio alimentare di quelle popolazioni numerose.

Che sia il vero obiettivo finale?

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