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Ott 07 4

Crisi in Birmania: "E' per il petrolio, stupidi".

Pubblicato da Debora Billi alle 14:24 in Geopolitica


No, non sono io ad insultarvi, è Newsweek.

Era da un po' che covavo questo post, ho aspettato per non sembrare la cinica che mette in discussione la solidarietà al popolo birmano oppresso e vessato. Ma quando la solidarietà alle (indubbie) vessazioni nasconde sempre i soliti interessi, e soprattutto ne parla anche Newsweek, non posso più astenermi. 

La Birmania siede su 19mila miliardi di piedi cubici di gas, e miliardi di barili di petrolio. Petrolio ad alto tenore di zolfo, che le raffinerie birmane non riescono a processare, e quindi rimane praticamente inutilizzato. Il gas birmano produce un quinto dell'elettricità della Thailandia, e poi c'è da contare la Cina, che ha in mente di costruire un oleodotto in modo da bypassare il vulnerabile Stretto di Malacca per le sue importazioni di petrolio. Anche la Francia, da parte sua, ha interessi tramite la Total che non ha nessuna intenzione di subire eventuali sanzioni ONU contro il governo dittatoriale birmano. La Total viene anche accusata di non rispettare i diritti umani in Birmania e sta finendo sotto processo in Belgio.

Ma qui non si tratta solo di Total. Le compagnie petrolifere sostengono di fatto la junta birmana da decenni. Anche l'americana Chevron (ex dirigente: Condoleeza Rice) fa la sua parte. Il gasdotto Yadana che porta gas in Thailandia è inoltre stato costruito da... indovinate chi? La tristemente famosa Unocal, la stessa che detiene i progetti per i gasdotti afghani e che ha graziosamente "donato" all'Afghanistan il Presidente Karzai, suo ex-dipendente. Grazie al progetto Yadana, il governo birmano ha potuto contare negli scorsi anni su un flusso di denaro di cui aveva disperatamente bisogno. Poi Yadana è stato comprato da Chevron, anch'essa accusata in Birmania di ledere i diritti umani.

Insomma, adesso si invoca una bella esportazione di democrazia in Birmania. L'efferata junta cadrà, ma sarà sostituita da qualcuno che dovrà garantire, gattopardescamente, che tutto cambierà perchè nulla in realtà cambi. 

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Commenti

1. Paolo B., Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 15:42

Io alla tanto decantata solidarietà al popolo birmano da parte dei politici e dei media non c'ho mai creduto.

Tanto è vero che non mi sono nemmeno sognato di aderire a quella pagliacciata di indossare qualcosa di rosso per essere solidale con i monaci birmani e le vittime della repressione governativa.

Ipocrisia del popolo bue italiano e del resto dell'Occidente, l'importante è continuare ad affogare nel solito sprecone tenore di vita.

Non che fossi a conoscenza di quello che si nasconde dietro all'esportazione della solita democrazia occidentale in Birmania, ma per automatismo ormai non credo più alle frasi di circostanza che politici, TV e stampa vomitano contro i vari Governi totalitari.

Adesso Debora spiattella una verità comune, senza che mi sorprenda più di tanto, a tanti altri paesi ricchi di risorse energetiche e retti da regimi "canaglia"in cui l'Occidente(leggi USA) vorrebbe esportare la "propria" democrazia di rapina e profitto a tutto spiano.

Le manovre per rapinare certe nazioni delle ultime risorse di gas e petrolio sono sempre più serrate e credo che non ci vorrà ancora molto per arrivare ad aperti conflitti militari tra le grandi potenze.

Il futuro globale è sempre più incerto...

2. Frank Galvagno, Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 16:21

@ Paolo B.

non posso che quotarti.

Grazie Debora per queste preziose informazioni, che diffonderò questa sera alla mia solita lista di 50 persone.

Purtroppo, se non sarà lo stesso "popolo bue" (come lo chiama Paolo) ad aborrire il CONSUMISMO, tutto il resto verrà da sè come effetto valanga, con amplificazioni ad ogni passaggio.

Il consumismo è la risposta irrazionale alla volontà di potenza sul prossimo. In questo il Cattolicesimo ha ragione. Purtroppo, nella pratica ci sono dei limiti enormi, soprattutto perchè non viene inglobata e diffusa la parte scientifica, che potrebbe essere riassunta nella teoria della "Maledizione dei Fossili" (come la chiama il prof. Bardi).

sigh

3. Antonello, Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 16:42

Nemmeno io ho mai creduto alla solidarietà pelosa per il popolo birmano. Ha ragione Grillo quando dice che la TV (ma non solo) è un tubo che vomita escrementi dentro le nostre case. Infatti è da tempo che considero il mio canale preferito RAI ZERO (cioè off).

Per il resto Newsweek è un giornale USA, e in questi giorni i democratici stanno affilando i coltelli in vista delle future elezioni e cercano di ridicolizzare Bush, ma se verrà un presidente democratico cambierà qualcosa? Il Gattopardo docet.

4. Cataldo, Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 17:06

Possiamo aggiungere che le principali compagnie di legname, occidentali, sono ben liete di comprare il teak birmano, ci sono decine di aziende europee e USA che fanno sapidi affari con la giunta. Da alcuni anni sembra che l'occidente utilizzi la Cina come una spalla, per continuare la spoliazione di popolazioni in asia e per non ridurre l'impronta ambientale in casa propria. Si propongono, ad esempio, sanzioni che si sa gia che verrano bloccate dalla Cina, nel caso Birmano è andata cosi. La giunta è riuscita ad accontentare un po tutti fino ad oggi, è difficile che abbiano problemi nel futuro.

5. Willy, Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 17:30

La colpa è al 99% della cina, che vuole a tutti i costi mantenere la propria influenza sul paese. Tutto il resto è fumo negli occhi.

6. Cataldo, Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 18:53

@ Willy

Alcatel, BJ Services, Britannic Garden Furniture, Chevron, Daewoo, E.O. Burton, Euro Teck, Geopetrol, Hawke House, Jet Gold Corp, Kircodan Furniture, Kajima, Leeward Capital Corp, Mitsui,  Morgan Timber , Nippon Oil, Petronas, Robbins Timber,   Schenker,  Siemens,  SBM Offshore, Sompo Japan,  Sumitomo Corporation,  Suzuki, Total Oil, Taisei, United Overseas Bank Group, Worldwood 

Nessuna di queste compagnie è cinese, eppure rappresentano la stragrande maggioranza dei business che tengono in piedi la giunta, ma è noto che se la Rolls Royce fa la manutenzione degli aerei Birmani la colpa è della Cina ;-)
 

 

7. Geppetto, Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 19:03

Grazie Debora per lo spunto.

Geppetto 

8. Willy, Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 19:09

@ Cataldo

Quelle ditte che hai nominato (di cui la stragrande maggioranza sono non americane) sono appunto l'1% che avevo detto io. Senza il sostegno politico e soprattutto finanziario dei cinesi il regime sarebbe in guai seri. Il problema è tutto qui, solo che sembra più semplice prendersela con delle invasioni "democratizzanti" che non avverranno mai, ma che hanno un forte impatto sul lettore, piuttosto che guardare alla realtà dei fatti e cioè al decisivo sostegno dei cinesi alla giunta militare.

bye 

9. Cataldo, Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 19:57

@Willy 

Penso che dovresti documentarti meglio sull'interscambio commerciale Birmano, la Cina oggi ha iniziato a costruire una sua sfera di influenza, ma è alle prime armi, non ha l'esperienza  e la capacità di controllo occidentale, sopratutto non ha una marina militare  "blue water" a supporto, se le compagnie citate lasciassero il paese nemmeno la Cina potrebbe salvare il regime. Ma non accadrà nulla di tutto questo. Possiamo anche aggiungere alle argomentazioni attuali un altro punto, la Birmania non è più il principale fornitore di droga del mondo, come era negli anni passati. La storia recente ci insegna che i regimi che  decidono, per un qualsiasi motivo, di contrastare il business della droga dopo un po evaporano. Profetizzo una gran ripresa dei campi di papavero in Birmania.

10. Willy, Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 23:40

La cina ha tutto l'interesse a mantenere la giunta militare al potere, più di ogni altro paese al mondo

11. Geppetto, Giovedì 4 Ottobre 2007 ore 23:51

Senti un po' Cataldo, se prendo un paese a caso, che ne so, l'Uzbekistan (si scrive cosi'?) tu, d'acchito, sai dirmi tutte le grosse aziende occidentaili che ci fanno affari e in che percentuale sul PIL?

Ma dove trovi queste informazioni?

 

12. paolo #43, Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 00:14

Riporto l'incipit di un articolo che proprio in queste ore campeggia in bella vista sull'home page di Repubblica.it:

NEL GIORNO del cinquantesimo anniversario del lancio dello Sputnik, la Nasa si fa avanti mostrando quella che sarà l'auto che verrà utilizzata sulla Luna quando l'ente spaziale americano vi tornerà, a partire dalla fine del prossimo decennio.

Vi risparmio il resto. Stamattina, andando al lavoro in auto (80 km al giorno, 1400 turbodiesel euro3, tedesca) ho ascoltato su Radio Uno RAI, con stupore e costernazione, un intervista a Guidoni, il mitico astronauta italiano, in occasione dell'anniversario sopra citato. Stesso tono rilassato, stessa  nostalgia per l'era pioneristica, stessa grande fiducia nel futuro dell'esplorazione spaziale. Le mie riflessioni, sulla RAI e su Repubblica, giganti della comunicazione di massa nel settimo paese più industrializzato del globo, sono brevi e amare: in un mondo diverso da questo, chi si occupa a tempo pieno di informazione dovrebbe spingere l'opinione pubblica a porsi domande serie, ad approfondire in termini esatti, scientifici, i temi proposti, anche i più leggeri, i più insulsi. Propinarci questa sbobba melensa di ottimismo ingiustificato a basso costo, è veramente criminale, perverso, una cattiveria gratuita che la maggior parte di noi (lo voglio credere) non merita affatto. 

p.s. La scorsa estate mi è capitato di acquistare Newsweek: sono rimasto sorpreso (in un primo momento quasi deluso) quando, avuta la rivista dall'edicolante, mi sono ritrovato tra le mani un sottilissimo giornalino di non più di trenta pagine. Mistero svelato: niente pubblicità, solo contenuti. Qualità.

13. Bernardo Mattiucci, Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 07:51

Paolo #43,

l'argomento "astronautica" e' da prendere con le molle. Al suo interno ci lavorano persone che DEVONO essere ottimiste, altrimenti non andrebbero avanti. Devi immaginartelo un po come le universita' italiane... ma molto piu' in grande. Decine di progetti uno piu' interessante e utile degli altri... ma niente soldi.

La colonizzazione della Luna e' un importante passo avanti nell'evoluzione della nostra civilta'... ma farla con un budget di soli 16 miliardi di dollari, a fronti dei 500 miliardi del settore militare mi sembra utopistico.

Io in Italia credod i essere uno dei pochi che spingono (e hanno spinto) per una privatizzazione delle attivita' spaziali, che ci sara'... ma sono anche dell'idea che non si possono ignorare i problemi di sicurezza e stostenibilita' del nostro pianeta!

14. Paolo B., Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 08:44

Non credo che l'esplorazione spaziale abbia un futuro, viste le premesse odierne.

Nei prossimi anni tutto ciò che richiede budget stratosferici sarà drasticamente ridimensionato.

Caro Bernardo, i tempi pioneristici dell'esplorazione dello spazio non sono mai finiti, perdurando l'arretratezza tecnologica della propulsione delle astronavi(che nei fatti non sono ancora state realizzate effettivamente).

Si pianifica il viaggio umano verso Marte con la propulsione chimica, roba da trogloditi in confronto alle ambizioni spaziali dell'homo sapiens sapiens.

La migrazione verso altri pianeti dell'umanità è un'opzione irrealizzabile allo stato attuale della tecnologia e i problemi di sopravvivenza ce li dovremo risolvere su questo piccolo e unico pianeta azzurro in grado ancora di ospitarci.

Vediamo prima che razza di società umana emergerà dalla svolta epocale che ci attende e poi si potrà, forse, riparlare(saranno i nostri discendenti a farlo) di esplorazione spaziale...

 

  

15. la lavandaia di Borgunto, Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 08:52

L'esplorazione spaziale è costosa ma innata alla specie uomo che tende, istintivamente a saturare TUTTI gli ahabitata anche quelli piu' improbabili

Costa cara perche' è statale/militare ( non stiamo tanto a girarci sopra: le cose stanno cosi). Fosse privata ed accettando i rischi correlati sarebbe stata sbrigata in tempi e costi molto piu' bassi. 

La colonia sulla luna non so se verrà mai fatta o se abbai, semplicemente, un senso, ma se verrà fatto sarà una comunità per necessità sostenibile.

Il che sarebbe già un bel passo avanti per la specie.

8o) 

Per ora però sembra di rivedere il programma apollo con 12 piccole differenze: Insomma una grattatina, una passeggiatina ed amen.

Bah? 

16. luca-spazio, Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 10:04

Bernardo, dici corretto che ci sono tanti progetti uno piú interessante dell'altro, ma che i soldi siano pochi, non direi. Forse si potrebbero usare meglio. Sono appena stato all'ESA per una review finale di un progettino da lanciare nel 2018 o li intorno ed insomma i programmi futuri sono veramente da repubblica delle banane, ci vorrebbe un po' piú di pragmatismo.

Lavandaia di burgunto, il settore spaziale é molto piú che statale/militare infatti fondi piú consistenti sulle aziende del settore arrivano dal settore privato delle telecomunicazioni. Poi c'é il settore statale/militare che fornisce abbastanza, ma non ho cifre sotto mano, infine lo statale/scientifico (i cui fondi sono forniti dall'ESA su base di ritorno geografico - ovvero ogni stato riprende in commissioni ad aziende lo stesso che il governo ci mette)

Infine vorrei rispondere a Paolo B, il budget é si stratosferico se lo prendi tutto intero e pensi che vada ad una societá sola, ma un programma spaziale dura una 25ina di anni per cui dividi per 25, in piú non é un'azienda sola che riceve tutto il budget ma una 20ina di aziende e la mole di persone che ci lavorano dietro é davvero impressionante...se si fanno i conti non é poi cosí stratosferico il budget...
che poi la propulsione sia chimica...beh io spingo per l'elettrico, ma in alcuni casi il chimico ci vuole.
In effetti prendi SMART-1, se volete saperne di piú fate un giro su www.esa.int, montava un propusore SNECMA 1350PPS (se non mi ricordo male il tipo) motore ionico ad effetto hall (se non mi sbaglio) che consuma 1350W (un'enormitá su un satellite, il mio satellitino al max ne consuma 200 di W in tutto, non solo per il motore) come dice il nome, la spinta totale che tale motore produce é 75mN, ovvero lo forza che esercita una foglia sul tavolo! Infatti ha messo 3 mesi a spinta pressoché costante per arrivare sulla Luna (viaggio che con propulsione chimica sbrighi in poco meno di una settimana ed in cui usi il motore una 15ina di minuti). Il vantaggio della propulsione elettrica é l'elevata velocita di uscita delle particelle ionizzate. Che si traduce in una forte diminuzione del propellente da imbarcare (che puó essere He, Hg o Ce, gli ultimi due non sono poi cosí "verdi"). Altro vantaggio é l'estrema bassa spinta per cui ti permette di fare manovre molto fini infatti sono pensati soprattutto per correzioni d'assetto, in cui mostrano tutti i vantaggi (basso peso, niente propellente, bassa spinta).
Scusate lo sfogo, ma questo é dedicato a chi come me leggeva su Focus che Rubbia aveva inventato un supermotore nucleare per arrivare su Alfa Centauri in una settimana...

17. Cataldo, Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 10:17

@Geppetto

Si hai scritto giusto :-) Seguo la politica internazionale da molti anni, nel caso Birmano ci sono organizzazioni che si battono per contrastare il regime militare, una delle armi di pressione è evidenziare come questo paese sia sfruttato commercialmente in primis dalle aziende occidentali, a tale scopo sono pubblicate varie liste di aziende coinvolte nei business con questo paese. Willy ha ragione, sul fatto che la Cina ha interesse a mantenere questa giunta più di ogni altro paese al mondo, ma va chiarito che le risorse Birmane sono appetite dall'occidente, che non ha fatto in questi anni alcun tentativo di cambiare le cose, il petrolio ha la sua importanza, ma non va dimenticato il legno, che è il principale sostegno della giunta.  L'interesse Cinese è proiettato nel futuro, saggiamente pensano di costruire degli oleodotti e strade che evitino di utilizzare trasporti navali, le loro opzioni sul futuro birmano sono a lungo termine, e per questo difficili, è evidente che le possibilità di pressione su quel regime da parte dei cinesi non siano particolarmente consistenti. Se le aziende occidentali lasciassero la birmania, o per lo meno si avviasse un processo di redifinizione dei rapporti, cambierebbe tutto.

18. Cataldo, Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 10:37

Come ha fatto un gruppo editoriale come Repubblica a diventare cosi becero ? Semplice semplice, ormai è dentro la grande finanza, nel salotto buono dei soldoni e dei dividendi, per definizione questo annulla le possibilità di fare informazione credibile. E' stata una metamorfosi lenta ma inesorabile. 

@ Luca-spazio

grazie per le info. 

@ Paolo B

I budget stratosferici resteranno per il settore militare, la nostra italietta spenderà solo per l'eurofighter 4,5 miliardi di euro l'anno prossimo, la cosa triste è che è difficile essere contrari dato il clima che tira. 

19. Paolo B., Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 12:05

@ luca-spazio

Mi riferisco espressamente all'esplorazione spaziale mirata ad una ipotetica migrazione della specie umana verso altri pianeti abitabili.

Sinceramente i capitali spesi nei satelliti per telecomunicazioni, in chiaro o spionistiche, trascendono dall'obiettivo della mia discussione.

Mi sorprende che Focus abbia parlato del motore nucleare di Rubbia per raggiungere Alfa Centauri in una settimana.

Ma non si parlava di portare i tempi dei viaggi su Marte, tramite il suddetto motore, a qualche settimana rispetto ai mesi(7/8 mi pare di sola andata) occorrenti adesso tramite spinta planetaria?

La propulsione ionica è decisamente interessante ma il suo campo di applicazione è troppo risicato purtroppo...

20. Bernardo Mattiucci, Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 12:49

Ragazzai, purtroppo nel settore astronautico c'e' tanta disinformazione e poca-conoscenza/chiarezza da far accapponare la pelle.

Il motore a ioni non e' la soluzione a tutti i mali nell'ambito propulsivo... perche', comunque, richiede una fonte di energia molto potente ed una quantita' di gas da espellere che, comunque, non e' infinita. Sul satellite SMART-1 si usavano 75 kg di gas xenon (se non erro).  L'evoluzione del suddetto propulsore se la memoria non mi inganna si chiama M2P2, sviluppato a Pisa (o comunque in toscana) ma richiede un reattore nucleare per funzionare... perche' la richiesta in termini energetici e' superiore al Megawatt di corrente elettrica!

Per quanto riguarda il budget e' stato gia' spiegato da Luca-spazio l'arcano.... ma c'e' da dire anche che non si puo' pretende che la NASA "colonizzi" la Luna con "soli" 16 miliardi di dollari... visto che gran parte delle tecnologie da impiegare vanno riprogettate e comunque ri-sviluppate! Quel budget deve mandare avanti migliaia di dipendenti... strutture e quant'altro. Vanno realizzati i lanciatori, le strutture da mandare sulla Luna ecc... ecc... ecc...

L'astronautica "privata", comunque, ha un primo importantissimo vantaggio: il ritorno economico.

Attualmente non esistono, se non relativamente al settore delle telecomunicazioni, societa' private che operano nello spazio. Se lo facessero, ad esempio per lo sfruttamento minerario della Luna, si avrebbero introiti giganteschi. L'Elio-3 lunare viene valutato in circa 3 milioni di dollari al kg. Cifra enorme se consideriamo che per spedire un kg di materiale dalla Luna alla Terra si potrebbero spendere anche meno di 1000 Euro! Certo... il problema maggiore e' arrivare sulla Luna. Ma e' un problema "simile" a quello del giacimento che la Gran Bretagna pensa di trovare nel Sud Atlantico. Si spendono migliaia di miliardi e forse centinaia di vite umane con la speranza di trovare qualcosa di limitato. Sulla Luna le risorse sono "praticamente" illimitate (nella realta' non lo sono, ma visti i tempi e la crisi sulla Terra la loro quantita' e' talmente alta che per noi e', appunto, illimitata).

Insomma.... capisco che e' difficile credere al fatto che la colonizzazione dello spazio possa portare qualche beneficio concreto a questa societa'... ma se non altro la "distrarrebbe" da eventuali interessi "terreni" evitando lo scoppio di qualche guerra.

Consiglio il seguente link: http://www.businessonline.it/2/TecnologieeReti/1784/energia-fonti-alternative-elio-3.html 

 

21. Jerry, Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 14:24

In nord america c'è uno dei pozzi petroliferi più grandi al mondo che da solo potrebbe fornire energia agli usa per altri 200 anni:

http://www.godlikeproductions.com/bbs/message.php?messageid=445242&mpage=1&showdate=10/3/07&forum=1

 

22. fausto, Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 15:22

@ Jerry

Si, davvero da non perdere. Grazie di averci segnalato questo imperdibile esperto.

Si dovrebbe trattare di Lindsey Williams (salvo omonimie). Qua un suo scritto, tutto da leggere, specie nelle descrizioni del sottosuolo.

Costui è nientemeno che un sacerdote battista dell'Alaska. Si è dedicato all'argomento energia soprattutto all'indomani delle crisi degli anni '70, per poi passare ad altro. Recentemente, ha rispolverato l'argomento. Pare che venda bene.

23. Lameduck, Venerdì 5 Ottobre 2007 ore 21:21

Condivido le tue stesse perplessità, Debora e sottoscrivo in pieno il tuo pezzo. Questa reazione pavloviana di media e bloggers con il nastrino e la maglietta pro Birmania (paradossalmente la chiamano Myanmar con il nome dato a questo paese proprio dall'odiata junta) mi puzza di strumentalizzazione lontano un miglio. In un mio post ho espresso queste perplessità ma sono stata accusata di cinismo.

E' evidente che dietro c'è il petrolio (e l'oppio, come in Afghanistan) e quindi le mire vampiresche degli ultimi cacciatori di oro nero.

Ciao! 

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