Uno sguardo dal picco
Vi segnalo oggi due articoli, finalmente in italiano. Di argomento diverso, ma che si integrano ottimamente. Il primo è tratto da Globalresearch e tradotto egregiamente dal clan Tlaxcala di cui fa parte la miru che lo segnala. Si intitola Il "Grande Gioco" entra nel Mediterraneo: gas, petrolio, guerra e geopolitica, decisamente pane per i nostri denti. Si parla del Progetto Nabucco, l'oleodotto che coinvolge Iran, Russia e Turchia, e poi del nostro cortile di casa:
Il Mediterraneo è diventato letteralmente un'estensione delle pericolose rivalità internazionali per il controllo delle risorse energetiche di Asia centrale e Caucaso. Libia, Siria, Libano, Algeria e Egitto sono i paesi arabi coinvolti. L'Algeria fornisce di già gas all'Unione Europea attraverso l'oleodotto Trans-Mediterraneo che arriva in Sicilia attraverso la Tunisia e il Mar Mediterraneo. Anche Niger e Nigeria stanno costruendo un gasdotto per gas naturale che raggiungerà l'Unione Europea attraverso un'infrastruttura energetica algerina. Anche la Libia fornisce gas all'Unione Europea attraverso l'oleodotto Greenstream che si collega alla Sicilia attraverso una rotta sottomarina nel Mediterraneo.
Russia e Iran stanno tentando di portare l'Algeria nella loro orbita così da poter stabilire un cartello petrolifero. Se l'Algeria, e magari anche la Libia, dovessero entrare nell'orbita politica di Mosca e Teheran, l'influenza e il potere di entrambe aumenterebbe notevolmente ed entrambe rafforzerebbero il loro controllo sui corridoi energetici globali e sui rifornimenti energetici all'Europa.
In questo quadro, sorprendentemente, rientra l'accordo appena stipulato da ENI con la Libia secondo un bell'articolo di Pagine di Difesa. L'autore non risparmia nessuno da critiche, e si parla anche qui di Caspio e dei progettati oleodotti e gasdotti turchi a fare concorrenza alle attività nostrane.
(...) l’Eni potrà continuare a realizzare il suo piano per l’Italia: trasformarla in un esportatore netto di energia, cioè in un hub energetico per il resto dell’Europa. Tutto questo gas in più dovrà pure andare da qualche parte e i nostri cugini dell’Unione non sono meno assetati di gas di noi. L’Italia, quindi, come ponte di collegamento tra Nord Africa ed Europa. Un’idea non certo criticabile in un periodo di penuria di fonti energetiche a buon prezzo, se non fosse che non siamo soli.
Un progetto praticamente identico lo sta mettendo in pratica la Turchia, che non è ancora uno Stato europeo ma è già un vicino di casa di Iran, Iraq, Russia ed ex repubbliche sovietiche. Cioè del centro del mondo dell’energia. Si dirà: l’Eni ha già in corso una decennale partnership con Gazprom e le sue sorelle. Verissimo, ma è un matrimonio in cui noi facciamo la parte della moglie cornuta e mazziata. Proprio mentre Scaroni firmava l’Epsa, parecchi chilometri più a est, in Iran, i leader degli Stati rivieraschi del Mar Caspio si riunivano per decidere il futuro dei giacimenti centro asiatici.
Buona lettura. Poi vi interrogo.
OT Suggerimento..
Si potrebbe mettere una finestrella che mostri il prezzo del barile?
PETROLIO: STUDIO,PICCO PRODUZIONE MONDIALE RAGGIUNTO IN 2006 (ANSA) - LONDRA, 22 OTT - Il ''picco'' della produzione mondiale di petrolio e' stato raggiunto nel 2006: e' quanto afferma il gruppo di ricerca tedesco Energy Watch Group, in un rapporto presentato oggi a Londra. Inutile quindi aspettarsi un rapido ritorno a livelli 'normali' dei prezzi del barile, che ha sfondato quota 90 dollari la scorsa settimana: secondo la ricerca, la produzione mondiale - ferma l'anno scorso a 81 milioni di barili al giorno - e' destinata a scendere a 58 milioni nel 2020, e a 39 milioni nel 2030. Sarebbe quindi inevitabile, se si realizzassero queste previsioni, un aumento del prezzo del petrolio, a fronte di una crescita costante della domanda - con conseguente rischio di guerre e rivolte in tutto il mondo. I dati diffusi dall'Energy Watch Group sono in netto contrasto con quelli dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, che prevede una produzione in crescita nei prossimi decenni, fino a 116 milioni di barili al giorno nel 2030. (ANSA). Z08-LQ 22-OTT-07 13:50
E, dopo il lungo compitino a casa della miru, leggetevi questo molto più corto di Peacereporter:
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=9060
tenendo presente ESATTAMENTE dove stà il Libano...
alle 18:02
Geppetto
Bernardo ed io siamo giustificati: abbiamo trivellato tutto ieri nei suoi appezzamenti alla ricerca di un po' di petrolio.