Uno sguardo dal picco
L'immagine è presa da Google Earth, una delle tante interessanti scoperte della Terra vista dall'alto.
Si tratta di una zona del Texas che si chiama Crockett County.
Tutti quei puntini gialli che vedete sono turbine eoliche... decine e decine.
La cosa più buffa è che tale distesa di mulini a Crockett County è esattamente sovrastante il giacimento petrolifero di Yates, scoperto nell'ormai lontano 1926. Yates è stato chiuso nel 1993, dopo aver prodotto 1 miliardo e 300 milioni di barili pari al 30% delle sue riserve totali.
Proprio così: ne è stato estratto solo il 30%. Il resto, come quasi sempre accade, è talmente "inestraibile" che conviene farci sopra le pale eoliche.
Debora: Non insegno niente a nessuno.
Nell'articolo hai usato "riserve totali" ed e' altamente fuorviante.
"petrolio totale" o "petrolio in sito" o "petrolio in luogo" o come cavolo ti pare, basta che non ci sia la parola "riserva" che viene usata con un significato abbastanza ben definito internazionalmente. Ti diro' di piu', siccome 'sto OOIP e' un dato fortemente aleatorio e di nessun significato pratico, meno si lo cita e meno si fa confusione.
Il dizionario l'ho messo tra i preferiti: cosi' ora ti e mi controllo a vista ;-)
@13, francesco, grazie per il link faticavo a trovarlo..
ma come mai io non vedo nemmeno una turbina eolica? zoommando dove le vede l'autrice del blog? :-\
debora: generalmente i giornali si affidano agli uffici stampa delle compagnie petrolifere: del resto sono ottimi clienti pubblicitari e quindi...
QUELLE Riserve di solito sono quelle possibili. Infatti, come è logico da loro punto di vista, considerano che nel paio di decenni o piu' di tempo che passa tra inizio operazioni e chiusura del campo la tecnologia renda concreto cio' che era solo una possibilità.
Il problema è che tutto questo è, sostanzialmente, una pia illusione. "" thre's so many rabbit in the hat" come ha detto una volta uno scienziato, mmmmm non so chi, per spiegare che la scienza non puo' tirare fuori giochetti di prestigio all'infinito per togliere le castagne dal fuoco agli economisti...
Insomma trenta anni fa il 30 % di recupero ATTUALE era già nel regno del "possibile" visto che si stava intorno al 20% ed anche meno.
Ora si parla, solitamente del 50% ( del petrolio totale in posto) come riserve POSSIBILI, ma, appunto, si parla. Come si parla di fusione fredda, reattori autofertilizzanti, energia dal vuoto, carbone pulito.....
E poi, capirai bene che una società petrolifera vale per il suo portafoglio.
Il quale, da sempre e certo ancora di piu' ultimamente è sostanzialmente fatto da bigliettoni neri che stanno sottoterra...mi sembra evidente che il pompaggio che si applica non è solo quello del petrolio ma anche quello delle statistiche, c'e' un interesse ENORME nel farlo.
Non farlo vuol dire prepensionamento dirigenziale certo.
E a nessuno piace rinunciare alle segretarie in minigonne, ed alle lampade in pelle umana..per non parlare del Cayenne dirigenziale, della villa con piscina e di tutto il resto del ciarpame luogocomunistico-altodirigenziale associabile.
8o))))))
Pietro
ERRATA CORRIGE: il conto si tiene SE ii generatori sono 200 ( piu' o meno ed ammettendo che ci sia parecchio vento)
un piccolo commento che spiega perche' l'energia rinnovabile non sara' mai un pasto gratis: per produrre l'equivalente di un miliardo di barili di petrolio e spiccioli ( prodotti in 65 anni) i 200 generatori eolici ci metteranno, ad occhio, un paio di migliaia di anni.
Capite il messaggio?
8o))
Pietro
un piccolo commento che spiega perche' l'nergia rinnovabile no sara' mai un pasto gratis: per produrre l'equivalente di un miliardo di barili di petrolio e spiccioli ( prodotti in 65 anni) i 150 generatori eolici ci metteranno, ad occhio, un paio di migliaia di anni.
Capite il messaggio?
8o))
Pietro
Per coloro che faticassero a trovare il punto esatto sulla carta:
30°53'15.97"N
101°56'28.28"O
Geppetto, hai mangiato troppi sottaceti stasera?
Se non ti ricordi cosa sono le "riserve possibili" puoi guardare qui. Il "petrolio totale" sarebbe la mia personale traduzione in italiano di OOIP. Se ne hai una migliore insegnamela.
OOIP original oil in place, spesso associato a probabilistic. Forse probabilistic perche' nessuno al mondo sapra' mai quanto greggio ci sta o ci stava "veramente" nel giacimento, in quanto nessuno e' in grado di estrarlo tutto.
Sopra leggo "riserve totali" poi parli di "petrolio totale di un giacimento" e ora salta fuori "riserve possibili".
Come sarebbe bello usare un vocabolario univoco.
Troppa grazia: portero' pazienza.
PS A questo punto mi viene anche l'atroce sospetto che quando i giornali scrivono "Trecentomila fantastiliardi di barili!" si riferiscano proprio all' OOIP, neanche alle riserve possibili... :O
Mannaggia a me che non metto mai i links.
(Per i malfidati che non sanno l'inglese, dice: "Ha prodotto 1.3 miliardi di barili fino al 1993. La produzione in quel momento era approssimativamente il 30% della stima OOIP" - oil in place - che è esattamente ciò che definisce il petrolio totale di un giacimento)
Uff! :D
si può provare a tirare fuori tutto, anche il sangue dalla roccia... ma con quale EROEI?
Non è che magari il restante lo tengono lì per avere una risorsa strategica e nel frattempo bruciano il petrolio che si trova nel resto del mondo?
Però può sempre accadere che in futuro grazie ad una nuova e più efficace tecnologia si riesca ad estrarre non dico il restante 70%, ma una discreta parte di esso. No?
Debora per definizione comunemente accettata (per es. vedi tuo articolo velavevodettoio nr xy) le "riserve" sono in soldoni cio' che si puo' effettivamente estrarre.
Quindi quel 30% si deve riferire a qualcos'altro, non alle "riserve totali". O sbaglio?
dopo la frutta, un gelatino, il caffe' e un digestivo ?
Mi sembra che finanche i grafici piu' pessimistici, quelli inventati da pretenziosi fattucchieri, dicono che ci e' andata bene. O c'e' chi campera' ancora per ottanta e piu' anni?
comunque, con il loro pragmatismo, gli usa ufficialmente rifiutano kyoto, global worming e compagnia bella, ma non stanno lì a guardare... piantano wind farm!
è inevitabile puntare sulle rinnovabili, lo sanno benissimo e piano piano lo stanno facendo (zitti zitti...)
com'era la storia del ranch di giorg dabliu?
Le sempre più numerose evidenze portano verso la sola conclusione logica possibile: siamo alla frutta...
alle 11:12
riccardo
http://qualenergia.it/view.php?id=439&contenuto=Articolo
ancora complimenti a debora che riesce a farsi citare e linkare da legambiente