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Comprare casa a Roma... l'imbroglio che ammazza le pecore.

Martedì 20 Novembre 2007, 10:13 in Scenari di

Quando ero bambina, e abitavo in un bel quartiere pieno di verde ad appena un paio di chilometri dal centro storico di Roma, qualche volta la mattina mi svegliavano i campanacci di un gregge di pecore che transitava, nella mia strada tra le auto, diretto verso pascoli non lontani.

Roma è da sempre così. Passando in macchina da un quartiere all'altro, tuttora si ammirano scorci di campi coltivati e greggi di pecore, grandi orti e coltivazioni di fiori. La città è il primo comune agricolo d'Italia, ha una superficie coltivata più grande dell'intero Comune di Bologna. Le aziende agricole, molte delle quali di dimensione colossale e a partecipazione pubblica (nella foto: La Marcigliana, tra Salaria e Aurelia), si stanno convertendo da tempo alle produzioni biologiche e persino biodinamiche: a Roma si può fare il turismo enogastronomico senza uscire dalla città, e infatti i romani amano portare i bambini a fare il picnic o alle Fattorie Educative senza neanche andare fuori porta.

Tutto ciò scalda in cuore, nevvero? Anche se siamo 4 milioni di persone, è bello sapere che la città è in grado di produrre da sé almeno una parte del cibo che consuma. E' anche logico pensare che una simile inestimabile ricchezza venga non solo custodita gelosamente, ma sviluppata e potenziata ove possibile specialmente in vista di un futuro dove la produzione locale è destinata, per cause di forza maggiore, a diventare sempre più importante.

Sbagliato. Negli ultimi cinque o sei anni, il mattone si è mangiato e continua a mangiarsi migliaia di ettari di terreni coltivabili, che non fanno forse parte di consolidate aziende agricole, ma che avrebbero potuto diventarlo. Progetti faraonici di torri a trenta piani, centri congressi in vetro, europarchi, palasport, megalberghi ma soprattutto... inutile e infame lottizzazione per edilizia residenziale.

Dovete comprare casa a Roma? Allora leggetevi questo forum, in particolare la prima pagina: scoprirete come a Roma comandano tre o quattro costruttori, sempre i soliti, che a imprenditori diversi "non fanno costruire neanche un'edicola"; scoprirete il massacro del territorio sempre più indiscriminato, e non certo per mancanza di abitazioni, come amano farci credere: Roma sta perdendo infatti progressivamente abitanti dal 1981. Scoprirete le nuove cementificazioni previste, pari al 9% rispetto all'attuale. No, la questione è collegata ad enormi interessi finanziari. Qualcuno ha scoperto, sul sito del Comune, un documento che in sostanza recita:

Si é deciso, pur sapendo che la popolazione non aumenta, di cementificare una delle citta più belle del pianeta perché in base ad una o più "ricerche" le risorse del settore finanziario si spostano verso l'immobiliare.

Insomma, questione di "bolle" e di quattrini che in banca non rendono. E qui veniamo all'amico che cerca casa: i 4 costruttori, naturalmente, non si sognano di farsi concorrenza. E nei terrificanti cantieri dalle milionarie cubature che sorgono attorno alla città, da Leonardo ad Acilia a Ponte di Nona, i prezzi sono interamente sotto controllo... e non scendono. In fin dei conti, sono loro che decidono il mercato: e chi è così sciocco da comprar casa in cantiere (invece di cercarsi una vecchia casa "usata" e trattare col proprietario) non troverà da nessuna parte un prezzo inferiore a quello dell'anno scorso, sentendosi per giunta dire che "i prezzi saliranno ancora". Prendere, o lasciare insomma. Con buona pace delle "case costruite per i giovani".

Cosa sarà di noi tra qualche anno? Guardatevi il bel video qui sotto. Quartieri mostro diventeranno delle banlieue de noantri (a Ponte di Nona, appena aperto, i cittadini sono già arrivati alle ronde notturne) dove regneranno degrado, spaccio e violenza; il "due passi dall'EUR", che oggi significa chilometri di coda in auto, con la crisi energetica sarà una prigione da cui è impossibile muoversi; a rivendere casa, in un contesto del genere, meglio rinunciare in partenza.

Come una volta mi disse Luca Mercalli, per ricostituire un buon terreno agricolo là dove si è cementificato ci vogliono duemila anni. E' valsa la pena ammazzare le nostre bimillenarie pecore per ottenere tutto questo?  


95
95 commenti
95
19 Mar 2009
alle 15:26

pinco

In 2000 anni la storia non è cambiata affatto.
Per vincere una causa in tribunale per riavere una quota al torrino (eur) il cui cantiere dal 2003 è fermo ho dovuto LITIGARE con il magistrato donna che difendeva la coop!
tra tangenti palazzinari e collusioni varie sarebbe il caso non di fare ronde ma piazza pulita! ;)

 

 

94
27 Nov 2007
alle 11:58

Leonardo

X Milio

Ma che lavoro fate per guadagnare 4500 euro al mese?

Io e mia moglie, due laureati in informatica che lavorano da nove anni, abbiamo un guadagno mensile che supera di qualche euro i tremila e ci  sentiamo pure abbastanza fortunati.

Non è che pretendi un pò troppo dalla vita? 

Leonardo. 

93
23 Nov 2007
alle 13:10

M.Persico

Ancora un paio d'anni al massimo e ci saranno prezzi immobiliari onesti, mi spiace per chi ha comperato adesso o un anno fa, perdera' un sacco di soldi.

Comunque se i prezzi rimango stabili gia' qualcosa si muove, sono saliti drasticamente negli ultimi anni...

 

92
23 Nov 2007
alle 10:17

riccardo

l'unica differenza è che loppio lo coltivo ogni anno, le palazzine no, e ti tocca sempre cercare nuovi terreni ba sbranare...

91
23 Nov 2007
alle 09:48

raimondo

Scusate ho incollato una tabella ma  non ha mantenuto il layout. Ho cercato di calcolare quanto può "rendere" un terreno se coltivato a oppio o biomassa. Per "rendita" intendo il ricavo finale e non il guadagno (differenza tre investimento iniziale e ricavo finale). Poi ho esteso il concetto  anche a un terreno coltivato per produrre biodiesel e un terreno sul quale venga costruito un edificio residenziale. Risultato in ogni caso i palazzinari guadagnano di più dei coltivatori di oppio (non dei trafficanti). La massa di denaro che "muovono" è da 40 a 400 fino a 2000 volte superiore a quella dei coltivatori.

90
23 Nov 2007
alle 09:38

The_Preacher

Traquilli che ci sarà da ridere entro un paio d'anni quando il mercato immobiliare italiano collasserà come già sta succedendo in USA. I prezzi sono fermi, ma le compravendite intanto sono diminuite del 20% nelle maggiori città, qs anno. Curiosamente, le azioni di società italiane collegate all'immobiliare quest'anno stanno facendo di gran lunga peggio del mercato. Con utili in netta decrescita (in controtendenza alla media generale delle az. italiane) negli ultimi due trimestri non c'è da stupirisi. Gli "squali" hanno già iniziato a vendere l'immobiliare italiano. La borsa anticipa sempre.
Questo non ve lo dicono quando cercate casa. Eccesso di offerta. E quei cinque costruttori menzionati nel post tanto solidali tra loro ora, non esiteranno a scannarsi l'un l'altro quando in gioco ci saranno profitti sempre più risicati perchè la gente, che non è stupida, ha già iniziato a smettere di comprare. Legge del mercato. 

89
23 Nov 2007
alle 09:34

raimondo

  BASSOMEDIOALTOrapporto min-maxQUANTO RENDE UN TERRENO EDIFICABILEPprezzo euro al mq €      1.000  €       2.500  €        4.000  rfrazione di terreno edificabile0,250,3750,5   (4/16)(6/16)(8/16) Hnumero di piani dello stabile248 P*h*r 500375016000 Aanni di vita della casa (25 - 100) poniamo 60 come media606060 p*h*r/Arendita all'anno al mq di un terreno edificabile € 8,333  € 62,500  € 266,667      32,00 QUANTO RENDE UN TERRENO AGRICOLO COLTIVATO ABIOMASSAPprezzo in euro alla tonnellata €      50,00  €       60,00  €        70,00  qquantità prodotta all'anno (in tonnelllate per ettaro)121518 R=P*qricavo6009001260  ricavo per mq € 0,060  €  0,090  €   0,126            2,10  RAPPORTO EDIFICABILE / BIOMASSA       138,89         694,44        2.116,40  QUANTO RENDE UN TERRENO AGRICOLO COLTIVATO ABIODIESELPprezzo in euro alla tonnellata €        750  €       1.000  €        1.500  qquantità prodotta all'anno (in tonnelllate per ettaro)0,8511,15 R=P*qricavo637,510001725  ricavo per mq € 0,064  €  0,100  €   0,173            2,71  RAPPORTO EDIFICABILE / BIODIESEL       130,72         625,00        1.545,89  QUANTO RENDE UN TERRENO AGRICOLO COLTIVATO AOPPIOPprezzo in euro alla tonnellata €  75.000,00  €  100.000,00  €   150.000,00  qquantità prodotta all'anno (in tonnelllate per ettaro)0,0250,0350,045 R=P*qricavo187535006750  ricavo per mq € 0,188  €  0,350  €   0,675            3,60  RAPPORTO EDIFICABILE / OPPIO        44,44         178,57          395,06  QUANTO RENDE UN TERRENO AGRICOLO COLTIVATO ACOCAPprezzo in euro alla tonnellata €  1.500.000  €   2.000.000  €    2.500.000  qquantità prodotta all'anno (in tonnelllate per ettaro)0,0030,0040,005 R=P*qricavo4500800012500  ricavo per mq € 0,450  €  0,800  €   1,250            2,78  RAPPORTO EDIFICABILE / COCA        18,52          78,13          213,33  

88
22 Nov 2007
alle 17:07

Stefano

grazie.

scusate l'imbranataggine... ;-)

87
22 Nov 2007
alle 16:04

Paolo B.

@Stefano

http://www.aspoitalia.net/images/stories/tamburrano/lesterbrownnov2007.pdf è il link della tabella in questione, in fondo al documento PDF che trovi all'indirizzo.

86
22 Nov 2007
alle 13:33

Stefano

sai che non l'ho trovata questa tabella?

 puoi postaqre il link?

85
22 Nov 2007
alle 13:32

Stefano

sai che non l'ho trovata questa tabella?

 puoi postaqre il link?

84
22 Nov 2007
alle 12:25

silviu'

Un consiglio: andate a vedere il documento allegato al post linkato da  taprotatonandron @ 77(a proposito, più breve no? :-)).

Poi andate all'ultima tabella, i 20 più grossi consumatori mondiali di oil. Adesso ho la pelle d'oca...

83
22 Nov 2007
alle 12:18

silviu'

Un consiglio: andate a vedere il documento allegato al post linkato da  taprotatonandron @ 77(a proposito, più breve no? :-)).

Poi andate all'ultima tabella, i 20 più grossi consumatori mondiali di oil. Adesso ho la pelle d'oca...

82
22 Nov 2007
alle 12:16

silviu'

Un consiglio: andate a vedere il documento allegato al post linkato da  taprotatonandron @ 77(a proposito, più breve no? :-)).

Poi andate all'ultima tabella, i 20 più grossi consumatori mondiali di oil. Adesso ho la pelle d'oca...

81
22 Nov 2007
alle 11:11

Paolo B.

Notate quanto si sia assottigliata la schiera di paesi scodinzolanti dietro all'ex gendarme del mondo.
Giusto la "piccolissima" Europa(e non con tutti i paesi UE), il Giappone e una minoranza del sudamerica.
Nel "nuovo" (dis)ordine mondiale gli USA non sono più, di fatto, il "faro" del pianeta.
Definire "prima potenza planetaria" una nazione con l'economia prossima alla bancarotta e in cui 35 milioni di persone soffrono di denutrizione è una castroneria(quella della potenza planetaria ovviamente) alla quale solo le inique classi politiche europee(tra cui quella Italiana) credono ancora e per questo, quando la nave americana affonderà, i piccoli rimorchiatori europei la seguiranno a ruota...

80
22 Nov 2007
alle 10:40

Cataldo

Notare che Prodi è stato recentemente "visitato" dai Sauditi, ed è in zona anche ora.

79
22 Nov 2007
alle 10:31

Cataldo

OT - Un occhio in Russia. I Sauditi restituiscono la visita a Putin. L'idillio tra i due paesi fiori nel 2003-2005, svaporate le prime illusioni dei commentatori russi più sprovveduti, Putin ha corretto la rotta, senza investire su una piattorma di ampio respiro politico, ed è riuscito ad avviare un progetto importante. Ha offerto la sponda ai cambiamenti nella gestione degli appalti militari tutta interna alla dinastia che protegge i luoghi sacri. Dal soggiorno saudita ha portato a casa più di 2 miliardi di dollari per una fornitura di elicotteri. Ora è il suo turno di preparare il banchetto agli ospiti, vedremo.

78
22 Nov 2007
alle 10:19

Cataldo

@  tap

Una fine alla Allende per il "discolo" si puo escludere, proprio per la diversa proiezione internazionale del venezuelano, suo malgrado, generata dal ruolo mondiale nell'esportazione e nelle riserve. Ricordo anche che il Venezuela ha negli USA il principale focus economico, e che le aziende USA fanno lauti affari in Venezuela.

Il meccanismo di proiezione, nel caso dell'Iran, invece, è molto pericoloso, come sanno i chierici persiani, se i collegamenti con Cina e Russia non saranno mediati opportunamente attireranno, come un potente magnete, il ferro americano.

76
22 Nov 2007
alle 10:01

riccardo

#73 silviù sei grande

 

75
22 Nov 2007
alle 09:45

taprotatonanadron

mmmh...Chavez farà la fine di Allende?

 

74
22 Nov 2007
alle 09:26

silviu'

P.S. e anche OT

Il buon Chavez è davvero un discolo:

http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=9356

ma capisco perché i venezuelani (almeno la maggioranza...) lo adorino. Speriamo sia assicurato sulla vita :-)

73
22 Nov 2007
alle 09:21

silviu'

Da buona formichina anarchista porto il mio granello di vita vissuta. Ieri sera ho mangiato un buon risotto con la trevisana (per il tardivo bisogna aspettare ancora un mesetto, sigh). Un Carnaroli biologico (sì, esiste!) coltivato in Milano, CAP 20141, a meno di 2 Km da Porta Vigentina (che ier sera piuveva). Comprato col mio G.A.S. a Euri 2,27 al kg. Imballato in sacchetto da 3 kg, in stoffa, riciclabile. Non so se la coltura del riso è "sostenuta" a livello comunitario, ma gli appassionati fratelli agricoltori conducono una vita dignitosa.

Provate un po' voi a trovare (nella grande distribuzione) qualcosa di solo lontanamente paragonabile. E potrei parlarvi di formaggi, miele, pasta e farine, olio e quant'altro.

Esiste già in Italia un altro mondo. Che produce e consuma bene, insomma che pedala :-)

Ma son scelte difficili, e faticose. Fine del pistolotto. Ciao

72
22 Nov 2007
alle 08:23

M.Persico

Marco #68 e' vero casa tua e' aumentata di valore garantendoti un ottimo inversimento... la domanda e' :

- calcola la tua spesa reale con gli interessi della banca quanto in realta' spendi mutuo compreso (sempre se l'hai)?

- sei volessi venderla troveresti un aquirente disposto a comprarla per quella cifra?

Abito ha Cremona, qui il mercato immobiliare comincia gia' a rallentare proprio perche nessuno puo' permettersi i sudetti prezzi. Una mia conoscente ha comperato nel 2000 una villa a schiera di testa; costo 120000 €. Ora il suo valore e' di 240000€ vuole vendere per trasferirsi, bella casa di 7 anni praticamente nuova, nessuno la compra costa troppo. Piano piano si svalutera', non ci sono redditi sufficienti per i prezzi attuali.

Da noi, abituati a casette con giardino e villini, e' esplosa la moda degli appartamenti in villa. Cioe' case divise in due uno a pianterreno uno al primo piano. Ovvero stessa abitazione unita valore doppio. Uno schifo.

71
21 Nov 2007
alle 20:01

taprotatonandron

Ragazzi, forse potrà sembrare fuori luogo, ma a proposito di crisi economica, materie prime che costano sempre di più, contrazione dei consumi, è successo un fatto gravissimo:

IL PIZZAIOLO SOTTO CASA CHIUDE perchè non ce la fa più a tirare avanti, sempre meno clientela, farina e generi alimentari sempre più costosi.

Peccato, faceva un grande pizza...... 

 

70
21 Nov 2007
alle 19:57

franz

Come ha detto m.persico al 37 ormai nessuno agricoltore è interessato  a coltivare con profitto il suo campo.

Quelli che possiedono terreni vicini al paese desiderano soltanto che il comune renda il loro campo edificabile e spesso brigano per ottenere ciò.

Ormai l'idea che un terreno ha valore soltanto se riempito di villette e palazzine è assolutamente dominante.

Ma del resto a che serve coltivare la terra in un paese in cui la gente dell'agricoltura ha un'idea bucolica da pubblicità del mulino bianco,più agriturismo che agricoltura insomma,e quei pochi veri contadini rimasti sono additati dalla cricca verde/animalista come inquinatori...

69
21 Nov 2007
alle 18:26

luca

dopo i 200 miliardi bruciati ieri in borsa .. oggi nuovo tonfo ..

217 miliardi bruciati .. petrolio quasi a 100 .. e nuovi aumenti dell'enel..

68
21 Nov 2007
alle 18:02

Marco

Caltagirone, Parco Leonardo e la disurbanizzazione..

Cari, ho letto tutti i post con attenzione. Io appartengo a quella categoria di "cattive" persone che ha comprato casa a Parco Leonardo a Fiumicino, sulla carta, ovvero prima che fosse edificata. Sapevo che aderivo ad una orrenda speculazione, ma ragioniamo insieme sullo scenario complessivo.

Perché è lecito costruire case private? Fa parte della liberalizzazione e della libertà che noi vogliamo, almeno il 50% di noi. Basterebbe rendere oneroso in termini concessori la costruzione di case private da parte di costruttori per uso speculativo e lasciare l'iniziativa privata (sottoposta a regole rigide nelle modalità, ma priva di discrezionalità da parte della PPAA) per rendere lo scenario meno conveniente per i capitali finanziari. Caltagirone costruisce a Fiumicino perché ha ottenuto le autorizzazioni. Chi le ha concesse? La Politica. Ma la politica chi la elegge e la controlla? Il cittadino/elettore, quindi, di fatto, noi stessi. La colpa è di Caltagirone? Forse è mia invece che, sapendo tutto questo, ho approfittato.

Già però io ho comprato 100 mq con terrazzo, vista parco, garage chiuso, rifiniture ottime, treno a 800 m, centro commerciale (ne ho fin troppi), autobus urbani ed extraurbani, parco giochi, scuole.. tuto sottocasa.. per soli 220.000 euro.

A Roma, ho provato a comprare casa. Per le stesse prestazioni avrei dovuto spendere dai 500 agli 800.000 euro.

Oggi la mia casa dopo soli 3 anni è quotata 360.000 euro. QUale casa sarebbe cresciuta tanto a Roma?

Finirà? Sì certo. Oggi abbiamo due centri commerciali, la fiera di Roma.. l'aeroporto a due passi.. insomma la domanda di case qui aumenta e Caltagirone continua a costruire. Il sabato e la domenica siamo intasati di macchine di turisti dei centri commerciali, vero, ma secondo voi chi vive a viale Marconi sta meglio?

67
21 Nov 2007
alle 17:01

Marco B.

dati scorte usa: 

Crude: -1.1m

Gasoline: +200k

Distillates: -2.4m

 andiamo a 100$

66
21 Nov 2007
alle 15:36

Cataldo

Oggi pomeriggio i dati sulle scorte USA, sono curioso di vedere a quanto puo scendere ancora il rapporto tra costo del barile e prezzo della benzina in america, se saranno notizie negative.

65
21 Nov 2007
alle 15:25

Cataldo

@ fausto

L'agricoltura sussidiata non è una favola, guarda gli incentivi USA e CEE che sono ancora ai primi posti tra le voci di spesa dello stato in entrambe le aree.  Adesso che serve più capacità produttiva non si trova, perchè per 50 anni non c'è stato modo di riequilibrare il mercato. Ora che siamo alla penuria è ovvio che cambia tutto, ma lo squlibrio è stato creato nei decenni passati. Ho cercato prima di dire perchè l'agricoltura assistita ha danneggiato anche i produttori interni. Se per anni abbiamo sovvenzionato lo zucchero, o il grano, per non comprare quello caraibico o africano, abbiamo di fatto alterato il mercato alla base, stante che quei paesi li altri beni li devono produrre e vendere alle regole di "mercato". Ma anche i nostri agricoltori hanno visto perder il controllo sul prezzo dei loro prodotti, e non si sono avvantaggiati dell'incremento della produttività.

64
21 Nov 2007
alle 15:22

riccardo

io non ho detto che gli agricoltori (tutti) sono ricchi, ma penso che senza aiuti da molti anni sarebbero "estinti"

pare che le quote effettivamente stiano saltando, ma per quanti anni il sistema ha funzionato in questo modo, pagando gli agricoltori per non coltivare alcuni terreni o per distruggere derrate? 

63
21 Nov 2007
alle 14:56

fausto

Solo due chiose:

_se gli agricoltori sono così ricchi, come mai nell'intera provincia in cui abito di giovani non ne è rimasto mezzo? Come mai nei campi ci sono solo dei vecchi? Come mai i loro figli pensano solo a fuggire (io sono uno di essi)?

_la favola dell'agricoltura europea che strozza i potenziali esportatori è terminata: siamo in deficit duro per i cereali. Tra poco, le quote salteranno (e comunque sono abolite “de facto” da alcuni mesi). Adesso, il problema non è più come cercare di levare di mezzo gli agricoltori europei per occupare il loro posto. Adesso il problema è come riuscire a convincerli a seminare (e raccogliere) al fine di evitare a tutti questi supposti bravissimi esportatori mancati la morte per fame. Brutta faccenda, speriamo di risolvere.

62
21 Nov 2007
alle 14:07

M.Persico

Certo beni di importazione sopratutto fuori stagione ce ne sono, infattili le arancie raccolte nel mese di ottobre in italia non sono ottimali per le spremute in quanto piu' piccole il mese giusto e' quello di dicembre/gennaio fino a maggio per alcuni tipi. Comunque non era di arance che stavamo parlando, sono d'accordo su tutto ma e' proprio il sistema che ti garantisce frutta fuori stagione; ed e' il sistema che sceglie il prezzo, anche e l'agricoltore per limitare le quantita' prodotte riceve in cambio denaro.

Incredibile e' il fatto che l'Italia importi latte dalla germani quando potrebbe produrne in quantita' tale da far precipitare il prezzo. ci sono 1milone800mila mucche in italia con quote latte per 8ml di tonnellate, ne produciamo 10.5ml potremmo produrne con le stesse mucche 15ml. e importiamo latte dalla germania!

Parlav di mercato chiuso erroneamente diciamo regolamentato in modo da rendere stabile il prezzo sul mercato e valorizzare il prodotti locali, giusto o non giusto dipende dai punti di vista. se sei un agricoltore e vendi le arancie ma nessuno le compra perche' costano troppo ti lamenti, ma lo fai anche se costano troppo poco. cosi al consumatore piacerebbe avere prodotti che costano pochissimo ma sarebbe veramente la fine dell'agricoltura.

Se poi dite che adesso il mercato aggevola solo l'agricoltura e la relativa filiera produttiva vi do ragione.

60
21 Nov 2007
alle 13:56

Paolo B.

taprotatonandron mail 54

Ti quoto in pieno, la descrizione calza in tutto e per tutto alla situazione odierna.
E gli sviluppi saranno gli stessi se non peggiori...

59
21 Nov 2007
alle 13:31

Cataldo

@ M.Persico #52
Non mi sembra che il mercato sia chiuso, visto che ho spremuto arance africane propio stamattina. Io direi che è a senso unico.  La valorizzazione dei prodotti agricoli si materializza con processi mirati a togliere il controllo del prezzo ai produttori effettivi, dell'eccedenza destinata allo scambio. L'ingranaggio comprende il percorso della distribuzione dei prodotti. L'inurbamento della popolazione ha creato modelli di rifornimento standardizzati, che possono essere controllati. Il sistema centrato sui sussidi ai prezzi funziona bene in questa prospettiva di fondo, impedisce certo ai produttori alternativi di accedere al mercato, ma altera comunque, riducendolo, il valore della eccedenza agricola  anche per il produttore interno, specie se non ha la massa critica per contrattare sul piano distributivo.  Il sussidio ai prezzi è in via di dissoluzione, ma altri meccanismi operano nella direzione di cui sopra.  La speranza e che vi sia la possibilità, per i paesi esportatori, di resistere all'esproprio delle terre da parte delle multinazionali, che incanalano la produzione su scala sempre più vasta,  esportando di più, e ampliando i canali alternativi che in embrione esistono, per arrivare ai consumatori.

 

58
21 Nov 2007
alle 13:08

Cataldo

 

L'impoverimento di base della produzione agricola, ottenuto per via del sussidio dei prezzi interni in USA e in EU  .... 

 

57
21 Nov 2007
alle 13:04

Cataldo

L'agricoltura assistita, in Europa ed in USA, è stata ed è la condanna del terzo mondo. Nel mercato a geometria variabile, imposto a partire dal secondo dopoguerra,  le produzioni nazionali USA ed EU sono state protette, con una rilevante redistribuzione del reddito a favore del sussidio dei prezzi agricoli. In questo modo si è alterato il mercato, e i paesi esportatori, e potenziali esportatori sono rimasti al palo, non potendo mai competere sul mercato internazionale. Pensiamo al caso dello zucchero. Ora le cose cambiano, ma la struttura della produzione e della distribuzione sono  ormai alterate da questo squlibrio storico. L'impoverimento di base della produzione agricola, ottenuto per via del sussidio dei prezzi interni,  in questi paesi è uno degli elementi che ha marcato, negli ultimi anni, la crescita delle differenze tra ricchi e poveri del mondo. Non secondariamente questa situazione ha aperto la strada alla conquista, operata dalle multinazionali, degli assetti produttivi, espropiando il futuro di tanti paesi in via di sviluppo e poveri.

56
21 Nov 2007
alle 12:34

taprotatonandron

#55 Si, ma Bush ha indebitato lo stato per fare la guerra, non per un nuovo "New Deal" come Roosvelt dopo il '29.

55
21 Nov 2007
alle 12:25

M.Persico

Si, ma Bush non ha mica indebitato lo stato americano con un buco eccezionale?

54
21 Nov 2007
alle 12:19

taprotatonandron

#41 i nonni dei nativi del Qatar (uno degli stati più ricchi del medio-oriente) vivevano in un mondo di pescatori di perle, falconieri e cammellieri.

 Tornando alla crisi economica futura degli USA, ho ripassato su wiki la "grande depressione" del '29:

"L'economista John Kenneth Galbraith ha individuato almeno cinque fattori di debolezza nell'economia americana responsabili della crisi del '29:

Cattiva distribuzione del reddito

Cattiva struttura delle aziende industriali e finanziarie

Cattiva struttura del sistema bancario

Eccesso di prestiti a carattere speculativo

Errata scienza economica (perseguimento ossessivo del pareggio di bilancio e quindi assenza di intervento statale considerato un fattore penalizzante per l'economia)."

Non sembra la descrizione dell'attuale assetto economico degli USA?

53
21 Nov 2007
alle 12:18

Paolo B.

@riccardo mail 50

E chi si riferiva a te? Descrivevo solo la realtà...

52
21 Nov 2007
alle 12:18

M.Persico

Ecco l'unica cosa e' il fatto che e' verissimo che l'arricchimento degli agricoltori (garantisco sono pieni di soldi, abito in campagna e vedo bene) e' dovuto soprattutto ad un mercato chiuso, ma certo e' che sono piu' competitivi perche' in grado di produrre tantissimo. E' per questo che si autoregolano altrimenti si rischiano non di perdere quote di mercato ma di avere sovraproduzzione e crollo dei prezzi !!! Pensate alle arance distrutte in sicilia ogni anno. In lombardia ad esempio le quote latte ripartite tra gli allevatori limitano il latte prodotto, ma ogni anno ricevono multe salatissime dall'europa perche' producono troppo !!

 L'ultima cosa i paesi del terzo mondo e' meglio che non esportino perche' se cominciassero a farlo distruggerebbero il proprio mercato interno perche' venderebbero solo all'occidente in quanto ci guadagnerebbero 100 volte tanto.

51
21 Nov 2007
alle 12:16

Paolo B.

Comunque l'agricoltura del nostro paese non sta attraversando un buon momento
http://etleboro.blogspot.com/2007/08/lagonia-dellagricoltura-italiana.html ...

50
21 Nov 2007
alle 12:05

riccardo

non ho mica dotto che lo stato non può o non deve ficcare il naso!

49
21 Nov 2007
alle 12:02

Paolo B.

Dunque, lo Stato non può ficcare il naso nel libero mercato secondo il dogma neoliberista.
Libero per modo di dire perchè poi l'Europa delle banche ed altre organizzazioni non pubbliche impongono le proprie regole.
Quindi l'agricoltura obbedisce alle regole di un mercato assolutamente non libero, libera(scusate il gioco di parole) espressione di un turbocapitalismo malato e allo stadio terminale...

48
21 Nov 2007
alle 11:57

riccardo

l'agricoltura non obbedisce alle leggi di mercato semplicemente perchè senza i lauti incentivi piovuti sugli agricoltori per le politiche sia agricole che commerciali protezioniste nazionali e comutarie il mondo oggi sarebbe molto molto diverso (molti paesi del terzo mondo riuscirebbero ad esportare in occidente, e molti agricoltori nostrani non riuscirebbero a reggere la concorrenza)

questo non vuole essere un giudizio assolutamente negativo sulle suddette politiche, che se hanno sicuramente fatto del bene salvaguardando posti di lavoro ed un certo tipo di presidio del territorio, hanno anche sicuramente fatto del male

e per favore non venitemi a dire che l'agricoltura obbedisce alle leggi di mercato...

47
21 Nov 2007
alle 11:39

M.Persico

Perche'? il prezzo del prodotto sale e scende in base alla quantita' come tutte le cose, e' per questo che le sovrapproduzioni vengono distrutte, e la COLDIRETTI (societa' che unisce gli interessi dei prouttori di latte) protesta in continuazione per le multe che piovono dall'europa perche' produciamo piu' latte di quello che le quote permetono. L'agricoltura non obbedisce alle leggi di mercato solo perche' ci sono organi competenti che regolano la produzione sia europei che nazionali.

46
21 Nov 2007
alle 11:36

Paolo B.

@riccardo

E secondo te a chi obbedisce l'agricoltura globalizzata?

45
21 Nov 2007
alle 11:31

Paolo B.

M.Persico, temo che per avere una politica agricola locale degna di tale definizione, dovremo aspettare il declino effettivo della globalizzazione, non molto lontano nel tempo.
Tanto con questa classe politica, serva del potere finanziario globale(USA ovviamente), si continueranno a portare avanti politiche incentrate sui dogmi intoccabili del neoliberismo globalizzato.
Insomma, paradossalmente dovremmo tifare per la recessione economica conseguente al picco per vedere finalmente(si spera) rivalorizzate le economie locali.
Il grande enigma è: cosa ci aspetta esattamente nella fase di crisi e quanto durerà?

44
21 Nov 2007
alle 11:24

riccardo

sono d'accordo sul discorso dell'acqua, ma per favore non venitemi a dire che l'agricoltura obbedisce alle leggi di mercato...

43
21 Nov 2007
alle 11:10

M.Persico

Paolo B., hai ragione l'applicazione della legge di mercato anche all'agricoltura ha fatto perdere quelle coltivazioni tipiche che la natura aveva scelto; il MAIS sicuramente ha giocato un ruolo fondamentale, sopratutto a causa proprio dell'enorme quantita' d'acqua che richiede. Pero' il terreno e' ancora ricco basterbbe una politica agricola piu' legata a prodotti geografici per risolvere il problema (ovvio prima che sia tardi). Pero' hai ragione sulla mancanza d'acqua, sono convinto che siano proprio culture che ne richiedono troppa la causa principale della sua mancanza, mai visto il l'ADDA cosi' ridicolo (fiume sempre pieno tutto l'anno).

42
21 Nov 2007
alle 11:04

riccardo

@ paolo b e ghawar: la discussione sul futuro dei paesi del golfo si è finalmente fatta interessante su un post su dubai, dove si scontrano le opinioni di tre italuani che lavorano da quelle parti (potenza di debby, far litigare sul suo blog tre italiani da dubai... incredibile!)

41
21 Nov 2007
alle 10:35

Paolo B.

@Ghawar

Che ne sarà dei paesi arabi del Golfo nel dopo picco avanzato?
Grandissimo enigma...

40
21 Nov 2007
alle 10:19
39
21 Nov 2007
alle 10:05

Paolo B.

@m.persico

La maggior parte delle persone che vivono nella Pianura Padana non sanno che tale nome ormai non corrisponde più alla realtà.
Tempo fa su RAI3 mi pare(GAIA o programmi simili) hanno affermato che la pianura padana ormai è un territorio desertificato a causa di coltivazioni estranee alla filosofia dell'agricoltura di una volta, mais in particolare, terribilmente idrovoro tra l'altro.
Globalizzazione, biocombustibili e quote UE hanno distrutto ormai la tradizione millenaria agricola del nostro paese...

38
21 Nov 2007
alle 10:04

taprotatonandron

Tapis di nuovo sopra i 100$: 100.18

http://www.upstreamonline.com/market_data/?id=markets_crude 

37
21 Nov 2007
alle 09:21

m.persico

Abito in pianura padana, praticamente nessuno coltiva piu' per uso alimentare umano. Un paio d'anni fa era spuntata la moda dei girasoli, grazie agli incentivi europei, risultato: campi di girasoli a perdita d'occhio che nessuno ha mai tagliato, sono rimasti li a marcire sia per il prezzo al ribasso sia perche' c'era gia guadagno a sufficienza con gli incentivi.
Quest'anno il mais e' stato tagliato con un mese di ritardo, quindi solo uso allevamento.
Se dovessimo produrre per noi ci serebbe ancora spazio, ma sicuramente addio alle fabbriche d'allevamento bovini e suini, e all'uso intensivo delle mucche da latte, e delle galline ovviamente.
Dove abito io viviamo molto poco il boom edilizio, che a macchia d'olio interessa realta' diverse. Pero' credo che nonostante l'inerzia immobiliare italiana molto alta i prezzi per gli immobili sono destinati a scendere almeno del 20% nei prossimi due,tre anni.

36
21 Nov 2007
alle 08:30

fausto

99 US$/bbl sulla piazza asiatica.

E' il deprezzamento del biglietto verde, più un pò di inflazione effettiva. Tra poco i ragazzoni a stelle e striscie dovranno limitare le vacanze intercontinentali.

35
21 Nov 2007
alle 03:14

franz

L'Italia ormai ha quasi 200 abitanti per km2.

Abbiamo a disposizione giusto 5.000 m2(mezzo ettaro) a testa,di cui solo una piccola parte coltivabile ,proprio quella che stanno cementando a ritmi forsennati,come se non fosse bastato il delirio edilizio degli anni '60/70.

Considerando poi che col calo della produzione petrolifera verrà meno la "droga" che ha permesso ai nostri campi di produrre cibo come mai in precedenza,con poca terra e zero petrolio non so proprio dove andremo a finire.

E poi c'è l'immigrazione che aumenta senza freni facendoci perdere quel piccolo e graduale calo naturale della nostra popolazione che solo gli economisti (razza da manicomio) considerano deleterio...

Il mio paese,raggiunti intorno al 1970 i 14.000 abitanti scese  a circa 11.000 nel '90 per ritrovarsi oggi a quota 13.000 di cui il 15% d'immigrati stranieri, le nuove costruzioni hanno invaso i campi,l'automobile  semplicemente è l'unico strumento di trasporto esistente (il traffico è  ormai un problema irrisolvibile anche nelle piccole città,dove la gente manco si sogna di usar la bicicletta perchè:"le distanze sono enormi,non ci sono ripari,le macchine van troppo forte...ecc.) e nonostante nel paese ci siano pochi servizi e il lavoro i più lo trovano nei paesi o nelle città vicine le case costano intorno ai 2.700 euro al m2.

Mah... 

 

34
20 Nov 2007
alle 23:36

luca

oggi nuovo record.. 98$ al barile...

33
20 Nov 2007
alle 23:28

Frank Galvagno

Ciao Debora, bellissimo (e un po' deprimente) post.

Personalmente, sono abbastanza "preoccupato" sul destino delle grandi città e dell'ordine sociale nel dopopicco.

Qui un post sul tema (pubblicità occulta  ;-D  )

In realtà, sorrido per non piangere.

32
20 Nov 2007
alle 23:14

la lavandaia di Borgunto

hi letto il forum di cui palrava Debora.

Bleah.

Viene la nausea.

Mica son tanto sicuro che ci sia un limite a tutto.

Pare proprio che vi sia qualcuno il cui unico limite è una saetta ben diretta. 

8o(( 

31
20 Nov 2007
alle 21:59

Alessandro

E' proprio vero questo post, complimenti per la lucida analisi della situazione. Anch'io ricordo da bambino (e anche da ragazzino) le pecore che si spostavano lungo la strada per pascolare nei campi vicino casa. Era davvero un bel vedere, nella città, un tale quadretto campestre. Quello che è triste è che a Roma, che in effetti può (poteva?) vantare ancora ampie porzioni di pregiato territorio agricolo (la magnifica campagna romana), da qualche anno ormai è in corso quello che potremmo definire il secondo sacco della città, simile a quello che negli anni 50 e 60 deturpò il territorio cittadino con i quartieri di periferia e le borgate. Oggi a Roma si continua a costruire e sorgono quartieri mostro come Ponte di Nona, Romanina, ecc. Ampi settori di campagna, fuori il raccordo, sono già stati impietosamente inghiottiti dal cemento. E naturalmente tutto questo porta quel degrado cui s'è fatto cenno nel post, e contribuisce a congestionare ulteriormente il traffico che è già a livelli infernali ogni giorno. Infatti, anche a causa dei prezzi ormai impossibili delle case, i giovani e i meno giovani acquistano in questi mostri di estrema periferia, e naturalmente la mattina all'alba tutti in macchina per raggiungere il centro o le zone limitrofe per andare a lavorare. Spesso mi chiedo cosa succederà quando le crisi energetiche renderanno difficili se non impossibili questi spostamenti. Ed è triste che per pura speculazione e sete di potere e denaro, si continui a deturpare un territorio bellissimo e senza che nessuno dica o faccia nulla per fermare questo dissennato sacco della città.

30
20 Nov 2007
alle 21:58

Roberto

98.45, in questo momento

29
20 Nov 2007
alle 21:57

Roberto

Siete privilegiati ad avere ben tre o quattro palazzinari, a Milano ne abbiamo appena uno: Salvatore Ligresti.

28
20 Nov 2007
alle 21:09

gamma5

Siamo in troppi e continuiamo a crescere di mezzo milione all'anno (l'ho scritto in un post anche ieri), pensate che in un comune vicino al mio (ma l'andazzo è comunque regionale) di circa 20.000 abitanti ogni settimana si iscrivono all'anagrafe come residenti circa 15 persone che fanno 700 all'anno, 7.000 in dieci anni vale a dire + del 30%, moltissime palazzine ormai sono abitate per metà da extracomunitari o da single, e anno dopo anno diventa sempre + forte il senso di saturazione del territorio (strade, case, centri commerciali, cappannoni tantissimi)...io sto seriamente valutando la decisione di scappare via da qui.

27
20 Nov 2007
alle 21:01

Debora/Petrolio

Se volete una risposta ai vostri quesiti andate al link segnalato nel post come "leggetevi questo forum". Anche solo la prima pagina è assolutamente illuminante: spiega che ci sono centinaia di appartamenti che restano invenduti, palazzi nuovi con luci accese al 50%, e malgrado ciò il cartello dei costruttori non accenna ad abbassare i prezzi.

C'è un giro di interessi che fa paura. Ribadisco: leggetevi quel forum...

26
20 Nov 2007
alle 19:14

Zoommantik

I motivi per cui la popolazione diminuisce ma le case aumentanto e i prezzi volano sono diversi.

innanzitutto motivi di carattere demografico.

Roma ha aumentatola propria popolazione a tassi quasi asiatici,  grazie all'immigrazione meridionale, fino alla fine degli anni 70. La massa di lavoratori arrivati nei 60/70 si è riprodotta e  i loro figli hanno cominciato  a cercare casa negli anni 90. Questo significa che dove una casa conteneva  un nucleo di quattro persone  ora ne contiene due. E ovviamente sono state necessarie altre due case dove alloggiare  i figli espulsi per cause anagrafiche dalle case originarie. l'allungamento della vita media ha fatto si che le vecchie case  non fossero lasciate ai giovani ma continuassero a ospitare sempre  più anzini inquilini: ad oggi in alcuni quartieri pregiati di Roma l'età media  è elevatissima.

 Punto secondo. la mancanza a Roma di un quartiere atto a contenere  il terziario.  L'esplosione dei servizi a partire dagli anni 80 ha condotto all'espulsione dei residenti da interi quartieri, un tempo residenziali e  oggi zeppi di uffici. Anche qui  nuove case.

 Terzo ma meno importante, il numero enorme di studenti fuorisede ospitati a Roma (almeno 80.000) che  in regime di assenza di abitazioni loro destinate dagli atenei   ha causato un rialzo folle  dei costi degli affitti che oltre a bruciare case  ha spinto molti ro maniad affittare  la propia  e andare ad abitare altrove.

 

Infine l'alta remunearzione degli investimenti immobiliari in tutti gli anni 80 e, dopo il crollo dei primi 90, a partire dal 98 fino ad oggi ha causato una pressione speculativa enorme. tradotto in  migliaia di appartamenti acquistati dalle società di trading, dalle banche, dalle assicurazioni ecc ecc e tenuti vuoti. 

Poi ci sarebbero da aggiungere altri motivi secondari ma  che non mutano il quadro descritto. 

25
20 Nov 2007
alle 19:09

taprotatonandron

io mi ritengo fortunato perche' ho una casa di proprietà, ma solo perche':

1) e' uno degli immobili della cartolarizzazione, venduto a 1/3 del valore di mercato (non sono bruscolini comunque, sui 100000€).

2) Mi hanno aiutato i miei. Non avrei potuto fare diversamente, dato che con un mutuo non avrei avuto di che vivere decentemente. Se non l'avessi comprata sarei dovuto andare in affitto ai prezzi allucinanti di Milano. E dire che io e la mia compagna abbiamo un'entrata totale paragonabile a Milio. Qui intorno a me, chi si è dovuto accollare un mutuo si trova in serie difficoltà, se prima faticava ad arrivare alla quarta settimana, ora si trova a vivere di debiti con le banche. Sento di molte coppie che si separano....quando mancano i soldi le famiglie saltano.

Vorrei anche fare presente che nel mio quartiere ci sono ancora alcune cascine (mezze diroccate) ancora abitate, con tanto di stalle e animali, circondate da palazzi alveari degli anni '70, e non capisco il senso di questa cosa. Non vendono il terreno (il che li farebbe ricchi) perchè è vincolato come terreno agricolo? Ma se siamo in piena città! Se è in qualche modo terreno protetto perchè il comune non stanzia fondi per restaurare/ristrutturare queste ex-splendide cascine? Qualcuno me lo sa spiegare? è una delle cose che rientrano nei piani regolatori scriteriati del comune di Milano?

24
20 Nov 2007
alle 18:47

Marco Pagani

Ottimo post, Deborah, non immaginavo che ci fosse così tanta agricoltura dentro al comune di Roma. Queste terre andrebbero difese con i denti, anche organizzandio delle ronde :-)

C'è solo una cosa che non capisco. Se la popolazione è diminuita chi abita tutte queste case nuove? O sono non residenti (piuttosto improbabile) oppure stanno esplodendo le abitazioni individuali: se invece di vivere in cinque sotto lo stesso tetto si vive da soli in cinque case diverse si alimenta l'edilizia e il PIL cresce...

Per quale motivo la domanda di abitazioni resta così alta se l'offerta abbonda? 

 

23
20 Nov 2007
alle 18:45

100 MILIONI DI TONNELLATE

 MANIFESTAZIONE GENERALE MOBILITAZIONE COMUNITA' MONTANE

@E' vero che stai organizzando una manifestazione nazionale di tutte le comunità montane per poter vendere cippato di foglie a cartiere e inceneritori?-

No. Non mi occupo di organizzazioni, di potere, gestione di insiemi umani, io offro la mia opinione e la mia buona volontà nel risolvere i problemi.

Io sono il classico tipo del "chi mi ama mi segua", mi amano in tanti, ve lo assicuro.

Non partecipo alle manifestazioni, però se senza spostarsi, in tutte le valli, ciascuno prendesse la palla al balzo, e tutti insieme si organizzasse un colpo di mano, e già quest'anno facessimo friggere foglie, alberi morti, aghi di pino, piante infestate da rampicanti, non so gli altri, ma con la carica che ho addosso, prima di Marzo io faccio 100 mila euro.

Sono venuto a vivere in montagna per questo motivo, per diventare ricco.

Se le istituzioni preposte non si muovono bisogna farle muovere, questo è fuori di dubbio. Io anche oggi sono povero e invece avrei potuto mandar via qualche camion di foglie e guadagnare almeno 500-1000 €uro

100-milioni-di-tonnellate.blogspot.com/

22
20 Nov 2007
alle 18:42

taprotatonandron

oh..oh...intanto viaggiamo sui 97.10

21
20 Nov 2007
alle 18:01

Milio

grande Debora hai perfettamente ragione. Io sono incazzato nero.tra il mio stipendio e quello della mia ragazza, mettiamo insieme circa 4.500 euro al mese. Che sono 9 milioni di lire. Uno stipendio molto buono direi. Ebbene, noi non siamo in grado di comprare una casa a Roma. Perchè comprare una novantina di metri quadri costa 500.000 euro o poco meno. Che significa ben oltre 100 dei nostri stipendi. Non avendo alle spalle famiglie che ci possono sostenere non siamo in grado di affrontare un mutuo di questo genere. semplicemente ci ammazzerebbe. continuiamo quindi a dare 1000 euro al mese per un affitto e non pensiamo nemmeno di sposarci. siamo all'antica, senza casa non ci sposiamo. quindi restiamo come siamo. che tristezza

20
20 Nov 2007
alle 17:30

falecius

Non è per fare polemica politica, ma il responsabile di questa politica non è per caso un tizio che è stato appena eletto leader di uno dei due schieramenti nazionali? Andiamo bene...

19
20 Nov 2007
alle 17:25

falecius

Non è per fare polemica politica, ma il responsabile di questa politica non è per caso un tizio che è stato appena eletto leader di uno dei due schieramenti nazionali? Andiamo bene...

18
20 Nov 2007
alle 17:10

Zoommantik

Roma aveva, dati censimento, 2.9 milioni di abitanti. Ora ne ha meno di 2.5.

Dall'epoca però il numero di auto è più che raddoppiato. con un 'impennata nell'ultimo decennio.

17
20 Nov 2007
alle 16:51

gp

qualcuno ha, per caso , provato a stilare una guida per affrontare al meglio il dopo-picco? dove andare a vivere? come modificare la propria abitazione? etc.?

scusate il disturbo....

16
20 Nov 2007
alle 16:50

max

se gli abitanti "de roma" dal 1981 ad oggi sono diminutiti vuol dire che la città s'è svuotata o che qualcuno l'ha ripopolata in altro modo?

15
20 Nov 2007
alle 16:22

Ghawar

@ antonello,

ci ho già provato quando ero in italia (se interessa, l'unica banca che vende lingotti è la banca dell'etruria) ma allora non avevo che pochi spccioli, solo l'intuizione che sarebbe stato un ottimo affare. era il 2005 e se avessi potuto acquistarne oggi avrei raddoppiato il capitale - vedi l'andamento su gold.org - ma come al solito chi ha il pane non ha i denti e viceversa...

14
20 Nov 2007
alle 16:04

Ghawar

....se ci fosse verso mi piacerebbe mettere su un'attività per conto mio di export di benzina.....quì siamo sui 30 cent. euro al litro....solo che sarebbe un pò illegale

riguardo a ras laffan, stiamo istallando un nuovo impianto di liquefazione, una serie di turbocompressori per il ciclo frigorifero della potenza di circa 150MW cadauno.

quando l'impianto sarà a regime, al molo di attracco vi sarà una fila continua di navi metaniere, 24 ore per il carico e sotto un'altra.

che io sappia, dovrebbe essere l'impianto lng di damietta in egitto a rifornire l'italia 

13
20 Nov 2007
alle 16:00

Antonello

Ti auguro buona fortuna Ghawar, ma fatti pagare in Oro (Lo so che non vuol dire però... ) piuttosto che con denaro di carta, altrimenti in futuro potrai comprare solo altra carta...

12
20 Nov 2007
alle 15:54

riccardo

ma allora, ghawar, ammesso che riusciamo a costruire qualche rigassificatore, che ne dici, riuscirete da doha a mandarci qualche metaniera?

11
20 Nov 2007
alle 15:46

Ghawar

bah, secondo me quì ci va bene bene o male male.

siamo a doha, qatar. io lavoro a ras laffan, l'impianto LNG che opera sul giacimento North Field 

 25°53'45.54"N

 51°32'39.05"E

10
20 Nov 2007
alle 15:28

Paolo B.

@Ghawar
E dove siete adesso siete al riparo dagli effetti del picco?

9
20 Nov 2007
alle 15:02

Ghawar

Fate come me:

levatevi dai marroni per una decina di anni

aspettate che l'italia si sfracelli contro il muro

tornate e con 10 anni di stipendio da espatriato vi comprate un intero paese e ci fate quel che volete...., che a quel punto costerà il prezzo di un pacchetto di caramelle......

sarcasmo a parte, io e mia moglie ce ne siamo andati perchè abbiamo preferito vivere all'estero al sopravvivere in italia... e poi dove siamo adesso non esiste l'inverno :-)

8
20 Nov 2007
alle 14:57

fausto

"...Per concludere, se mi fosse data la possibilità di fare la casa su un mio terreno (e fosse data a tutti), io non farei alcuna speculazione in quanto costruirei solo per le mie esigenze e tasche. Altrettanto farebbero i miei compaesani senza passare dai costruttori..."

E finiresti invariabilmente per costruire la tua casa su una frana, o nel bel mezzo di un'area golenale. Esattamente il metodo dei nostri nonni. Il sistema perfetto non esiste: anche le usanze degli antichi contenevano degli errori, purtroppo.

Comunque tranquilli: meno petrolio = poche case nuove. Non so con quale complesso metodo finanziario otterremo il risultato, ma alla fine è questo ciò che accadrà. Sono gli ultimi fuochi. Godiamoceli.

7
20 Nov 2007
alle 14:41

riccardo

mal comune mezzo gaudio: milano

non sono riuscito a vedere fino alla fine l'ultima puntata di report in tema...

(posto in perfetta par condicio!) 

6
20 Nov 2007
alle 12:47

Permacultore

tutto questo è inevitabile in un paese dove l'imprenditoria e la politica sono la rapina del bene pubblico. Riflettete sul fatto che un piano regolatore è l'unico strumento al mondo che con un tratto di penna moltiplica di 50 o 100 volte il valore di un bene...

Potete pensare che la nostra classe dirigente, stracciona e famelica si faccia scappare un'occasione simile?

5
20 Nov 2007
alle 12:25

viking78

Quando si parla di "risorsa" territorio si intende un qualcosa che ha comunque un limite: il mare ed i monti.

Come tutte le risorse, anche il territorio viene col tempo consumato, in più assistiamo al rischio idrgeologico che letteralmente divora kmq di terreno potenzialmente edificabile.

Se per costruire su un terreno agricolo tutti fanno a gara e tutti ci mangiano, quando c'è da intervenire per la salvaguardia del territorio (dal punto di vista naturalistico o geologico) tutti fanno orecchie da mercante fino alla ennesima "tragedia annunciata".

Su un terreno edificabile ci guadagnano in molti: a partire dai proprietari del lotto (che non sempre sono costruttori), per passare ai Muratori-Dottori con guadagni orari da primario di oncologia, per passare ai burocrati comunali degli uffici tecnici collusi-corrotti-corruttori e per finire con i soliti costruttori-benefattori di ogni città o paese che tanto fanno per il benessere delle comunità.

Paradossalmente per fermare queste persone basterebbe tornare al passato. Come facevano i contadini una volta che sulla proria prorietà chiunque poteva costruire.

Si costuriva in base alle effettive esigenze del nucleo familire(in caso si demolivano le parti in eccesso o si aggungevano vani in più).

Si usavano i materiali prodotti in loco nelle fornaci del posto (niente autobotti o silos vari) e le case erano ben isolate (non pareti di carta velina).La qualità dei materiali dipendeva dalla disponibilità economica del singolo (non dal guadagno del costruttore) e dal controllo di chi poi nella casa ci andava a vivere.

L' edilizia civile italiana (rurale e urbana) prima del declino delle campagne conseguente alla rivoluzione industriale è straordinariamente ricca di signifcato e bellissima.

L'avvento poi di tutti i speculatori sopracitati ha creato una situazione di blocco del territorio con i PRG: prima strumenti di tutela e coordinamento, dopo strumenti ad uso e consumo di pochi "fortunati".

Gli urbanisti italiani, seppur vantando una notevole tradizione storica, vengono visti come i matti del villaggio che dicono cose insensate alle riunioni comunali ed imbarazzano i loro familiari, i quali avrebbero preferito un più pratico e vincente architetto.

Per concludere, se mi fosse data la possibilità di fare la casa su un mio terreno (e fosse data a tutti), io non farei alcuna speculazione in quanto costruirei solo per le mie esigenze e tasche. Altrettanto farebbero i miei compaesani senza passare dai costruttori.

Probabilmente farei fare la casa dall'architetto che più mi aggrada, non da quello al quale passano tutti i progetti in commissione edilizia.

Sicuramente il rapporto popolazione/abitazioni sarebbe più equo.

Scusate la lungaggine ma su sta cosa mi infervoro.... 

4
20 Nov 2007
alle 12:05

Paolo B.

Un buon magistrato saprebbe come tirar fuori i tanti scheletri nell'armadio di quei quattro costruttori/mammasantissima, ma così facendo andrebbe sicuramente a spaventare i tanti intoccabili della casta politica nazionale e comunale della capitale(De Magistris docet).
E nel frattempo, ovunque nel paese, corruzione, marciume morale, degrado materiale/sociale e lassismo del popolo bue montano sempre più.
Sì, decisamente le metropoli non saranno i posti più adatti a vivere tra qualche anno...

3
20 Nov 2007
alle 11:58

Orma

Ma le colpe di chi compra NON ci sono?

E' del tutto inutile continuare a colpevolizzare gli altri. Gli imbecilli che comprano questo cemento cosa sono, vittime ignavie?

2
20 Nov 2007
alle 11:30

Zoommantik

Io credo che prima o poi si debba parlare del suocero di Casini, del proprietario di tutti i mezzi di comunicazione della capitale dal messaggero alle televisioni locali, dell'amico di Geronzi, dell'edificatore dei nuovi quartieri e costruttore della linea metropolitana C. Del finanziatore di ogni progetto politico e sponso di qualsiasi formazione.

Forse  un giorno si potrà dire come quest'uomo con i suoi colleghi con cui ha costituito da decenni un cartello tiene per le palle ogni amminsitrazione e detenga di fatto il potere a Roma.

Sarebbe una storia interessante, specie quella degli ultimi quindici anni, quella in cui la città ha perso il 20% degli abitanti ma  il numero delle automobili è invece cresciuto del 79%, quella del costo del mattone triplicato oltre la media nazionale e dell'edificazione di quartieri giganteschi fuori il raccordo senza alcun allaccio con la città.

La storia della sostituzione della politica della casa con quella della speculazione immobiliare, ma anche quella della poltrona di sindaco come trampolino di lancio ambiziosi politici, che regalata la città ai palazzinari hanno potuto spingersi, forti della favorevole copertura mediatica cosi ottenuta, all'assalto dei palazzi del potere nazionale.

Sarebbe soprattutto una storia di ricatti politici e finanziari, di sostegni bipartisan e lottizzazioni vergognose.

Temo purtroppo che sia una storia che quando sarà raccontata sarà troppo tardi.

1
20 Nov 2007
alle 11:24

taprotatonandron

L'unica è scappare dalle città, comprarsi un pezzo di terra e pregare.

Dobbiamo tornare indietro di 2 generazioni.

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