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Nov 07 6

EIA: la produzione cala ancora.

Pubblicato da Debora Billi alle 19:13 in Peak Oil


E' uscito l'ultimo report EIA, Energy Information Administration, relativo al mese di Agosto 2007, e le notizie non sono per niente buone.

Confermato il permanere del picco nel mese di Luglio 2006 a quota 85.467 milioni di barili al giorno. Nel mese di Agosto appena passato, invece, la produzione è scesa ulteriormente rispetto ai mesi precedenti di altri 1,5 milioni di baril, attestandosi a 83.920 milioni di barili.

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Commenti

1. Valerio, Martedì 6 Novembre 2007 ore 21:08

Dal 2005 inoltrato non saliamo più... chissà se i politici lo sanno. Penso sia il caso di prepararsi al peggio:(

 

2. taprotatonandron, Martedì 6 Novembre 2007 ore 21:51

Sto cercando il grafico delle quotazioni del petrolio in euro, ma non è tanto facile. per il momento ho trovato solo questo, ma è aggiornato al 2004. http://www.americanprogress.org/issues/2004/11/b258795.html

cerco ancora

3. gamma5, Martedì 6 Novembre 2007 ore 21:52

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=5108

cosa non si riesce fare a questo mondo per qualche goccia d'olio...qualche spicciolo in +.

PS: leggevo che qualche traders ha già scommesso per i 120$ prima di fine anno

4. taprotatonandron, Martedì 6 Novembre 2007 ore 22:02

Gamma, una frase che riassume tutto
"La gente lavora, si focalizza sul denaro. Dimentica quanto questo paese è bello".

5. Bernardo Mattiucci, Martedì 6 Novembre 2007 ore 23:18

Ormai ci siamo.

Il messaggio e' stato diramato sui canali NON UFFICIALI a tutti i responsabili della ricostruzione.

PEACKS

Questo e' il messaggio che per tanti anni abbiamo sperato di non ricevere mai. Da questo momento alla fine di tutto mancano solo pochi anni. Anni bui, durante i quali si assistera' a guerre, carestie, prese di potere, rivolte e quant'altro.
La gente non sa cosa sta per accadere.... e per qualcuno NON deve saperlo. Ma alcuni sanno. E sapevano gia' da molto tempo cio' che sarebbe successo.

La rete, che in tanti hanno tentato di imbavagliare, ha lanciato il suo grido di allarme al mondo intero. E tutti quelli che volevano udire hanno udito.

Non e' un «si salvi chi puo'!» ma SALVIAMOCI TUTTI!

La gente deve sapere e deve rendersi conto che il PICCO DEL PETROLIO e' solo il primo... la goccia che fa traboccare il vaso. E Pandora, che per tanto tempo ha cercado di tenerlo chiuso, ormai e' impotente.

Il vaso si e' rotto e i PICCHI si susseguiranno uno dopo l'altro.

Petrolio... Cibo... Energia... Farmaci... Sicurezza...

Non ci sara' piu' niente a buon mercato... Niente di tutto questo. Ma il denaro non sara' la moneta di scambio perche' non ci sara' piu' economia!

In passato sono stati commessi degli errori. Noi tutti, ora, ne pagheremo le conseguenze!

 

C'e' solo qualche possibilita' su 7 miliardi che il tutto possa risolversi per il meglio. Ma non c'e' tempo.

Chi vuole salvarsi deve passarsi la mano sulla coscienza, guardare i propri figli e chiedersi: "cosa devo fare per loro?" 

6. Cataldo, Martedì 6 Novembre 2007 ore 23:28

Vari indizi, pescati da fonti diverse, indicano che ci sono lavori in corso, nelle strutture di distribuzione petrolifera della penisola arabica. Potrebbe avere una sua importanza nell'andamento attuale e futuro delle esportazioni dell'area, l'ultimo indizio è segnalata nel paragrafo "OPEC supply" qui.
Queste notizie confermano il quadro tracciato da Debka.com, segnalato ad Agosto, ed indirettamente si legano alle previsioni di un minor flusso di tanker a novembre dall'area. Va notato, tra questi paesi, il ruolo  del Kuwait,  che sembra un po tirarsi fuori, relativamente ai progetti di  canalizzare in tempi rapidi nella rete il petrolio  dell'Iraq. Una differenziazione confermata dal ruolo di capofila del "non possumus" relativo all'uso delle basi in un attacco all'Iran. Sono incuriosito da queste esercitazioni USA miranti a tenere aperto Hormuz in caso di crisi.  

7. taprotatonandron, Martedì 6 Novembre 2007 ore 23:46

Niente, non si trova uno straccio di grafico aggiornato delle quotazioni del petrolio in euro, anche se nei giorni scorsi mi sembrava di averne visto uno con l'andamento del barile in dollari ed euro.

Per quanto ancora il mondo sarà dollarocentrico?

Saddam voleva vendere il petrolio in euro.

Bush ha inventato le armi di distruzione di massa di Saddam per farlo fuori.

L'Iran scambia il petrolio in euro.

l'Iran è circondato da paesi occupati dagli americani. Bush si e' inventato il pericolo atomico di Amadinejad, che è diventato il nuovo cattivone, anche se non ha neanche una bombetta.

Bush è alleato di Musharraf, che ha l'atomica. Musharraf non gradisce la democrazia e fa un Golpetto. Bush fa finta di condannarlo, ma sa che non può fare a meno di lui, e che non puo' trattarlo come ha trattato Saddam e come sta trattando Amadinejad.

Stiamo assistendo all'avverarsi del picco e al crollo degli USA.

8. Debora/Petrolio, Martedì 6 Novembre 2007 ore 23:48

Cataldo, sei talmente prezioso che sto meditando di lasciarti le chiavi del blog quando me ne vado in vacanza... :D

9. luca, Martedì 6 Novembre 2007 ore 23:56

chissà come mai quando il $ aumenta sull'€ .. il petrolio sale .. quando il $ diminuisce ,, il petrolio non diminuisce...

10. Gino36, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 01:10

Già postato in una discussione precedente, riecco il link per il petrolio in € -> http://www.eurotrib.com/?op=displaystory;sid=2007/10/26/14216/498 

11. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 08:04

Grazie Gino36, mi sembrava di averlo visto.
Allora è proprio vero che non è solo colpa del dollaro debole. A quanto pare, guardando l'ultimo grafico, non siamo ancora oltre il massimo storico degli anni 80 ma ci avviciniamo. Oggi 97.84$ = 66.83€ contro 80-85€ (basati sui DEM inflation-corrected) degli anni 80. Siamo comunque sopra tutti gli altri massimi (invasione Kuwait, 11 settembre 2001, Israele-Libano 2006). Rimane da capire se non ci siano altri beni di riferimento più attendibili (l'oro è meno attendibile dell'euro?) sul valore reale del petrolio.
...magari le patate o le zucchine

Cataldo, fatti pagare la consulenza ;)

ho aggiornato da oil price ed è a 97.94, neanche il tempo di scrivere...

12. simone, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 08:20

Guardare i nostri figli e chiedersi che fare ....

Non so a volte spero che il picco avvenga il prima possibile per far si che i nostri figli vivano in un mondo "migliore"(quelle che sopravviveranno), migliore da un punto di vista  diverso da ciò che pensiamo ora.

Un mondo più difficile da vivere più duro , ma forse con molta molta più "genuinità"

Questo e ciò che spero , in fondo non tutti i mali vengono per nuocere (speriamo!!!) 

13. Thomas, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 08:54

x Simone

Non tutti i mali vengono per nuocere....mi piace pensarla cosi anche a me! 

Ciao

Thomas 

14. Gerico, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 09:07

Non vedo l'ora che crolli questo sistema infernale, ormai sembra che ci siamo, sono in fibrillazione!

15. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 09:15

Mi sono letto tutto questo: http://www.eurotrib.com/?op=displaystory;sid=2007/10/26/14216/498.

Forse ne avete già discusso. Finalmente una spiegazione chiara dei concetti di base di "Macroeconomia del Picco".

Stagflazione e' quello che ci aspetta, ed è quello che sta già succedendo (ed è già successo negli anni 70). Le monete (tutte le monete) perdono valore (le riserve monetarie di tutti i paesi stanno aumentando), e le risorse (petrolio) sono sempre meno disponibili. "there's no easy strategy, the only way out to bring growth back is to draw more resources into the economy." ma le risorse (petrolio) non sono disponibili, e non sono sostituibili a breve-medio termine. Quindi inflazione per i beni primari e calo drastico del potere d'acquisto dei salari, deflazione per i beni superflui i cui settori entrano in recessione. "it means that there's no fiscal or monetary policy to manage a way out of it. Any strategy will imply a compromise, e.g. more jobs with less purchasing power or more purchasing power with unemployment" Quel "more jobs with less purchasing power" mi ricorda un certo paese che inizia per I e finisce per ..talia.

l'unica cosa positiva "The crisis will evolve slowly with results more similar to those endured during the 1970s" ma stavolta sarà più difficile da risolvere, "given the amount of foreign currency reserves kept by central bankers, which could seriously reduce the effects of their monetary policies." Insomma,  le banche centrali hanno meno margini per tenere sotto controllo l'economia qundi la crisi sarà più lunga.

Bell'articolo. Bellastoria

16. Cataldo, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 09:17

Grazie per la fiducia.
Tornando alle esercitazioni USA nel golfo è poca cosa, verificando la dislocazione delle forze di proiezione USA, si nota che ben 5 dei principali gruppi di battaglia sono "home based" per rifornimenti e ammodernamenti. In altri termini lo strumento militare americano al momento è in fase di ricarica. 

17. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 09:36

Non mi sembra il caso di fare il tifo per il crollo del sistema. Non stiamo giocando a Risiko, saranno cavoli amarissimi per tutti, e soprattutto per i più deboli.

Speriamo solo che la cosa avvenga nel modo più graduale possibile.

Forse dovremmo comprare azioni delle compagnie petrolifere.

18. Stefano, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 09:43

il problema è che il sistema ci crolla addosso....

19. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 09:59

In questo momento il petrolio costa ben 98.25 $ al barile!

Entro le prossime 12-24 ore sfonderemo i 99$ e entro le prossime 48 i 100$.Riusciranno i nostri eroi (politici?) a rallentare questa corsa?

Sperare che la crisi avvenga nel modo piu' graduale possibile?
Certo.... ce lo auguriamo tutti... ma credo sia meglio che avvenga, invece, nel modo piu' veloce e distruttivo possibile... almeno si soffre meno.

Stagflazione, deflazione ecc... ecc... sono tutti termini idonei a descrivere lo stato di una eventuale economia locale o mondiale. Dopo la prima grande crisi (petrolifera), il termine economia non avra' piu' senso di esistere. Non ci sara' piu' nessuna economia... ne locale, ne tanto meno mondiale. Gli stati stessi perderanno valore e forza e non si riuscira' piu' a garantire il minimo perche', purtroppo, non ci si e' voluti preparare al peggio... convinti che tutto si potesse risolvere in qualche modo... magari con un colpo di fortuna! 

20. Thomas, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:01

X taprottatonendron:

non saranno i più deboli a "morire", ma quelli che non hanno capito da almeno 5 anni che il sistema era prossimo al collasso!

Quelli che ci rimetteranno di più sono quelli che non sapranno adattarsi al BUIO! per nostra fortuna aggiungo

By

Thomas

P.S.: Due anni fa volevo comprare il camper, ma realizzai che eravamo moooolto vicini...è qui che sta la differenza! 

21. Paolo B., Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:14

In attesa del picco del gas naturale i problemi saranno ancora poco sentiti dalle masse.

Dopo di esso tutti i nodi verranno al pettine.

Costruire un'intera società umana globale sul profitto e su risorse energetiche esauribili è stato il peggior errore che le elites dominanti potessero fare.

 A simone, Thomas e Gerico consiglio di non aspettare il picco come se fosse una forma di liberazione da questo sistema.

Tra l'altro è alquanto problematico, vista la durata assolutamente imprevedibile della prossima e peggiore recessione globale della storia umana, che siano i nostri figli a vivere in un mondo migliore.

Forse bisognerebbe ragionare in termini di nipoti e anche più.

Ed è anche ovvio che tale recessione sarà subita di più in alcuni paesi e di meno in altri.

Nazioni come Cuba(grazie alla sua società agraria da embargo), e l'Islanda, la Nuova Zelanda e i paesi scandinavi(grazie alle loro esigue popolazioni e in parte per la minor dipendenza dal petrolio) indubbiamente se la passeranno meglio di altre(sempre che non debbano far fronte a probabili forti pressioni migratorie) , tra cui l'italietta di Prodi e Berlusconi forte dei suoi 60 milioni di abitanti.

Personalmente preferisco sperare nel prossimo avvio di politiche energetiche basate sul rinnovabile, come stanno facendo alla grande in Spagna col fotovoltaico.

Staremo tutti peggio indubbiamente, ma il quanto peggio dipenderà da quello che farà da oggi la nostra classe politica :-(.

Ripeto, io non aspetto il crack economico come una sorta di liberazione, anche se mi sembra che in questo blog più di uno la pensi così...

22. fatman, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:23

Io credo che a cavarsela saranno i più forti, come al solito...

Nel caso peggiore subiranno meno la crisi i ricconi e i contadini.

Sapere in anticipo quello che succede è sicuramente utile per prepararsi, ma credo che non comprare una macchina nuova non sia la soluzione, a meno che i soldi risparmiati non vengano usati per comprarsi una fattoria :).

Chi fosse davvero sicuro che si sia al punto di svolta dovrebbe cercare di accumulare ricchezza finchè ce n'è, in beni che non perdano valore (mi viene in mente solo oro e altri preziosi, che hanno sempre avuto valore anche nei tempi più bui), trovarsi un angolino di mondo autosufficiente (nei limiti del possibile), e fare tutte le cose che probabilmente non si potranno più fare facilmente in futuro (penso alle operazioni chirurgiche magari rimandate per anni). Per il resto incrociare le dita. Un collasso rapido non aiuta nessuno.

Per finire non credo che il mondo che verrà sarà migliore di quello che c'è, al limite sarà meno inquinato, ma il prezzo sarà stato molto alto, e credo che saranno tutti a dire che "si stava meglio quando si stava peggio"!

Saluti

23. Thomas, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:27

Me la consenti una battuta brutta brutta?

Che soddisfazione con il gasolio a 5€ litro veder passare un Chayenne con lui magro magro perchè non ha più soldi per mangiare e io giracchio in bici con mia figlia con pochissime macchine! Che bello ricordare marche come Ferrari, Porsche ecc e ricordarle come simbolo della nostra fine!

Bye

Thomas 

24. Stefano, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:32

mi dispaice dirlo, ma se sarà magro quello col cayenne, tu sarai ancora più magro....

25. Debora/Petrolio, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:32

Ragazzi, per quanto possiamo criticarlo questo è il periodo della storia in cui la gran parte dell'umanità è stata meglio.

Una doccia calda e profumata era privilegio di duchesse. Una sala da bagno in casa con toilette roba da re. Il medico e le medicine a domicilio cosa da imperatori. Figli vivi e sani? Non ci sono precedenti. Alfabetizzazione di massa? Neanche. Le vacanze al mare per tutti? Neppure.

Sono le piccole cose quotidiane, che neanche consideriamo, ad aver reso la nostra vita un lusso sfrenato che in futuro ricorderanno come "L'età dell'oro". Abbiamo inquinato tutto ma cacchio, se ce la siamo spassata...

26. Stefano, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:34

debora, impossibile darti torto....

27. Thomas, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:34

Mi sembra o il movimento ha accelerato violentemente negli ultimi giorni?

by

28. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:43

Più gradualità nel cambiamento significa possibilità di transizione reale alle energie rinnovabili, utilizzo di prodotti per l'agricoltura alternativi alla chimica del petrolio, introduzione di auto ecologiche e così via. Se i prezzi del petrolio salgono ancora saremo (finalmente!) costretti ad andare in questa direzione.

Una transizione improvvisa sarebbe una catastrofe, per uscirne ci impiegheremmo un secolo, ma io non credo ad un crollo improvviso di tutto il sistema economico mondiale. L'unica forza in grado di attuare uno scenario come questo è la guerra atomica globale, e non ci sono segni che questo possa accadere perchè il deterrente atomico è ancora molto forte.

Ci potranno essere guerre locali, prima o poi ci sarà una Grande Guerra del Medio Oriente (in un certo senso è già iniziata negli anni 90, con il kuwait, se non prima con israele), e questo porterà ad una accelerazione della crisi e della transizione.

29. ioxcaso, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:48

Ma nessuno si è accorto che c'è un banale errore nella notizia: "85.467 milioni di barili" sarebbero Miliardi... forse al posto del punto ci vuole una virgola.

30. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 10:55

97.98

le classi politiche non possono fare molto. Smettiamo di attribuire loro un potere che non hanno e non hanno mai avuto. Ormai possono fare tutte le scelte e tutte le leggi che vogliono (o che vogliamo), ma le forze in gioco sono molto più potenti.

Ultimamente mi è capitato di pensare ai semplici gesti come aprire il rubinetto dell'acqua calda, accendere la luce o il microonde, prendere l'auto per il week-end, disegnare al computer...... in effetti questa è l'età dell'oro (nero)

31. Paolo B., Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 11:08

Vedi taprotatonandron, questa avrebbe potuto essere benissimo l'età del carbone, o del gas, o del nucleare o delle rinnovabili.
In ogni età avremmo potuto tranquillamente fare tutte le azioni che descrivi, solo che probabilmente saremmo stati molto meno dei quasi 7 miliardi odierni...

32. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 11:14

98.40

a 100 facciamo una festa: accendiamo tutti i fornelli, riscaldamento a manetta, tutte le luci accese, giriamo tutti col cayenne a 200 all'ora. Un'ultima fiammata per finire in gloria.

 (ANSA) - MOSCA, 7 NOV - La Duma ha approvato oggi all'unanimita' la sospensione del trattato sulla limitazione delle armi convenzionali in Europa (Cfe). La moratoria entrera' in vigore dal 12 dicembre, dopo l'approvazione da parte del Senato e della promulgazione da parte del presidente russo Vladimir Putin.

33. paolo zamparutti, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 11:14

se nel pomeriggio vengono pubblicati dati delle scorte calanti, si sfondano i 100$

....

Secondo me, dai dati eia, è interessante anche osservare il crollo della produzione di greggio, oltre che il calo dei liquidi totali.

 

34. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 11:24

continuate a non considerare tutti i problemi e le loro conseguenze.... e questo vi impedisce di analizzare e capire a fondo il problema.

Parlate di transizione graduale da un'economia basata sul petrolio ad una alternativa... ma abbiamo avuto 30 anni per prepararci e non abbiamo MAI fatto niente... forti del fatto che per studiare un dato prodotto o una data tecnologia sono necessari decenni... e anche perche', comunque, c'era il petrolio!

Ora che siamo arrivati alla fine ci ricordiamo che dobbiamo effettuare una transizione.... bello... ma impossibile. Non c'e' tempo e non ci sono le condizioni, a livello culturale, per poterle fare. L'umanita' e' convinta che sulla Terra si vivra' SEMPRE bene... e quindi non c'e' nessun motivo per cambiare le proprie abitudini... il proprio stile di vita... le proprie aspirazioni e convinzioni!

Insomma... non si vuole cambiare... perche', in fin dei conti, continuiamo a mangiare piu' o meno tutti... e ce ne freghiamo del fatto che in Italia paghiamo l'87% di tasse (reali) e abbiamo l'acqua razionata per solo 6 ore al giorno da quasi 1 anno!

Il problema del petrolio NON RIGUARDA solo i trasporti... anzi... quello e' l'ultimo dei problemi.

E non e' quello energetico il problema piu' importante. E questo purtroppo siete in molti a non volerlo capire!

Con la fine del petrolio diremo addio al cibo in grandi quantita'...  e ai farmaci!

E gia' questi sono 2 problemi che mieteranno migliaia di vittime in pochi mesi!

il CIBO non si produrra' piu' per mancanza di fertilizzanti... ma anche perche' non sara' possibile trasportarli da un continente all'altro... da uno stato all'altro... da una regione all'altra... da un paese all'altro.  E se ne produrra' sempre meno perche' il clima sta cambiando... e la siccita' e' in aumento. Come in aumento sono i fenomeni meteorologici estremi. Continuare a valutare i grafici che riportano i millimetri di pioggia annua di un paese non serve a niente... perche' abbiamo visto come l'Australia sia passata da una emergenza siccita' ad una di alluvione. E di casi simili ce ne sono in tutto il mondo.

I principali esportatori di granaglie hanno avuto ingenti perdite al raccolto del 2007 e hanno deciso di NON ESPORTARE piu' per i prossimi anni. Questo significa che il costo del grano aumentera' perche' ce ne sara' sempre meno a disposizione.... e con esso aumentera' il pane... oltre ogni misura!

Se oggi 1 kg di pane a milano costa 5 euro... tra 1 anno ne costera' 20... perche' oltre al grano sara' aumentato anche il petrolio e tutti i suoi derivati, il gas, la corrente e l'acqua!

35. Stefano, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 11:33

scusa Bernardo, ma il petrolio non è finito: ha raggiunto il picco max di produzione, ma ce n'è ancora. è vero che siamo in ritardo con le tecnologie alternative, ma dire che ormai il tempo è scaduto mi sembra eccessivo.

36. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 11:45

98.43

Sì ma siamo 7 miliardi proprio grazie al petrolio (e al carbone, al gas e al nucleare). il problema è che siamo esseri umani, non siamo capaci di accontentarci.

Se ci fossimo fermati ai livelli di consumo e popolazione degli anni 50 non saremmo adesso in queste condizioni, ma non ci bastava. Il concetto di benessere è una cosa relativa, se il nostro vicino sta meglio di noi ci lamentiamo e cerchiamo di superarlo.

I singoli non percepiscono l'Umanità come una comunità, almeno fino a che non c'è una vera minaccia globale.

Bisogna cambiare radicalmente modo di pensare. Le nazioni a crescita economica zero vengono considerate sottosviluppate. Le nazioni industrializzate truccano i dati sul PIL per non far vedere che sono a crescita quasi zero, ne va della loro credibilità, attitudine agli investimenti ecc.. Adesso è il momento di fermarsi e "decrescere" nel modo più indolore possibile, ed è la sola possibilità che abbiamo. Soprattutto smettiamo di utilizzare l'incremento del PIL come misura del benessere.

Proviamo a pensare che il prodotto interno lordo è una misura del livello di Entropia.

 

 

37. Cataldo, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 11:46

@ioxcaso

Questo tetto di produzione è fisso da cosi tanto tempo che ormai lo sappiamo  a memoria, è a prova di refuso :-)

38. Paolo B., Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 11:47

Il collasso economico non sarebbe immediato ma graduale. Ciò vuol dire che il nostro tenore di vita peggiorerebbe comunque con gradualità.

Quindi, premesso che il discorso del "non c'è più tempo" è alquanto aleatorio, le priorità della società civile dovrebbero incentrarsi quanto prima in toto sulle politiche di risparmio energetico, di conversione alle rinnovabili, di decrescita demografica oltre che alla diffusione massiccia della cultura del non consumismo.

Ed è sicuro che si arriverà molto presto al punto che, volenti o nolenti, le elites dominanti saranno costrette a prendere atto che tali politiche non saranno più procrastinabili...

39. luca, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 11:56

98$ ...  ma la paura non faveca 90 ????

40. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:02

<bernardo, direi che ormai siamo tutti (almeno quelli che scrivono in questo blog) ben coscienti che dipendiamo totalmente dal petrolio, e che petrolio significa cibo, movimento e cultura, in poche parole vita e libertà. Non siamo tutti fessi.

Il problema è che l'umanità cambia metodo solo quando è messa alle strette. Nel corso di tutta la sua storia ha sempre reagito alle crisi con le rivoluzioni e con le guerre. E' come un elefante che va per la sua strada, se cerchi di fargli cambiare strada s'incazza e reagisce, vuole continuare per la sua strada, che gli sembra la meno faticosa. Se però gli si para una montagna davanti è costretto a cambiare. Spesso si accorge della montagna solo quando ci va a sbattere contro, e si fa male.

Quindi, attenti al botto.

41. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:06

Stefano... diciamocelo... il petrolio e' finito!

Non dico che e' finito del tutto.... ma se non puoi estrarlo.... o se non e' ECONOMICAMENTE vantaggioso farlo... praticamente non c'e'!

Se devi ridurti a spendere 2 barili equivalenti di petrolio per tirarne fuori uno... beh... non credo sia una cosa buona!

 

E non credere che il nucleare sia una soluzione economica...

nov. 2002 = 10.75 $/lb
nov. 2003 = 14.00 $/lb
nov. 2004 = 25.00 $/lb
nov. 2005 = 35.00 $/lb
nov. 2006 = 60.00 $/lb

....perche' l'uranio attualmente costa 93$/lb ed aumenta ancora! (non ha ancora raggiunto il suo massimo di 122$/lb... ma lo fara').

 

42. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:10

dimenticavo...

oro = 843.8 (+20.4%)
argento = 1599.5 (+61.5%)

 

Ah... scordatevi il petrolio al di sotto degli 81.70$ per i prossimi 8 anni...:

http://www2.barchart.com/dfutpage.asp?sym=CL&code=BSTK&section= 

43. lucass, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:13

il petrolio non è finito.

Non facciamo i catastrofici. e' sempre più chiaro che la produzione ha raggiunto il picco, e più di così i pozzi non si riescono a spremere. Guardate solo 4 anni fa quanto meno ne veniva prodotto. Ciò significa che 4 anni fa non c'era meno petrolio, ma meno richiesta. Quindi significa che d'ora in avanti non ci sarà sufficente produzione a buon prezzo per tutti quelli che lo richiedono. Tutto questo avrà sicuramente dei risvolti nelle vite di tutti, ma non così catastrofiche se NON CI SARANNO SPECULAZIONI su questo fatto ormai evidente. Pensare in negativo e in modo un po' catastrofico aiuta chi in tutto questo ci vorrà speculare. Pertolio ce nè ancora. Dobbiamo imparare a risparmiare. Tutti. In tutto il mondo.  Negli anni 80 in Italia vivevamo con metà dell'energia elettrica che oggi consumiamo. Certo, i motivi sono molti, ma secondo me è evidente che oggi ci sono molti, ma veramente molti sprechi in più. Dobbiamo ripensare le nostre vite in questo senso, risparmiare e spingere per le rinnovabili. E se non lo abbiamo fatto fino ad ora è perchè l'energia era troppo a buon prezzo. Ma non facciamoci prendere dal panico, perchè questo aiuta e incoraggia chi in tutto questo ci vuole speculare, COMPRESE LE COMPAGNIE PETROLIFERE CHE GIA' LO FANNO.

44. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:15

Certo, è chiaro che, a meno che non si vada a estrarre metano su Titano a prezzi ragionevoli (il che è impossibile), oppure che i Cinesi e gli Indiani non siano sterminati (il che è impossibile, sono troppi), il prezzo di tutte le fonti di energia e dei beni rifugio non farà che aumentare nei prossimi anni.

45. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:20

Lucass, il petrolio non e' come l'acqua che vai in riva al fiume con il secchiello e la raccogli... oppure vai al pozzo che hai scavato nella tua proprieta' e la tiri fuori.
Il petrolio lo ottieni solo pagando le compagnie petrolifere. Tienilo bene a mente quanto fai i tuoi ragionamenti!

Attualmente la richiesta aumenta... e la produzione diminuisce.

Ergo... non c'e' petrolio per tutti.

Il costo aumenta... e chi non puo' permettersi quel costo... di fatto NON HA petrolio.

Quindi per lui il petrolio e' finito.

E questo "lui" siamo tutti noi... e aumentiamo sempre di numero!

Continuare a dire che il petrolio c'e' ancora ma non lo puoi estrarre o non ti conviene farlo... equivale a dire che non c'e' petrolio!  Almeno a casa mia!

46. Stefano, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:28

Bernardo, perdonami ma non mi risulta che siamo arrivati a al punto di pareggio tra "energia necessaria all'estrazione" ed "energia ricavata dall'estratto"...

...o sbaglio?

Debora? tu che dici?

47. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:36

98.30

Lucass, sono pienamente d'accordo, bisogna usare il petrolio rimanente per l'industria pesante, per l'agricoltura e per incrementare lo sviluppo delle rinnovabili: produrre turbine eoliche, pannelli solari, iniziare a gestire in casa la produzione e il consumo di energia, per abbassare la domanda e scoraggiare l'aumento del prezzo del petrolio.

Bisogna investire in ricerca per trovare alternative alla chimica del petrolio finalizzata alla produzione agricola. Smettere di criminalizzare gli OGM, perchè solo questi ci permetteranno di sfamare 7 miliardi di persone senza il petrolio. Investire ancora in ricerca sulla fusione (fredda o calda, basta che funzioni)

Ad Agosto sono stato per qualche giorno in un rifugio a 2000m. Il gestore del rifugio mi ha fatto vedere l'impianto fotovoltaico. di giorno accumula energia e la sera la usa al massimo 2 ore. Si gestisce la sua energia, impara a non fare sprechi. se un giorno consuma troppo, il giorno dopo non ne ha. Se avesse una turbina eolica starebbe anche meglio. Comunque è costretto ad essere autonomo.

Ecco, noi dovremo imparare a fare la stessa cosa, e di certo smetteremo di comprare l'ultima idiozia elettronica solo perchè ci piace. Oggi basta infilare la spina nella presa, Domani dovremo usare anche il cervello.

48. Ryan, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:44

se fosse vero entro un anno l'iran potrebbe avere l'atomica

«Le risoluzioni Onu non hanno valore»

Ahmadinejad: continueremo sul programma nucleare, abbiamo raggiunto le 3mila centrifughe

TEHERAN (IRAN) - Le tre risoluzioni fin qui votate dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu che chiedono all'Iran di sospendere l'arricchimento dell'uranio, non hanno per Teheran «nessun valore». Lo ha detto oggi il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad in un discorso a Birjand, nell'est del Paese.

TREMILA CENTRIFUGHE - L'Iran ha conseguito uno degli obiettivi-chiave del proprio programma nucleare, dotandosi di tremila centrifughe per l'arricchimento dell'uranio, fase preliminare rispetto alla produzione vera e propria di energia atomica ha annunciato Ahmadinejad. «Abbiamo ormai raggiunto le tremila centrifughe», ha proclamato in tono trionfante davanti alla folla l'oltranzista presidente iraniano, sottolineando come un risultato di tale portata sia stato realizzato a dispetto delle pressioni internazionali su Teheran affinchè ponesse fine alle attività in campo nucleare, e nonostante le sanzioni imposte in due successive occasioni alla Repubblica Islamica dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
La soglia di 3.000 centrifughe rappresenta un modulo che permette teoricamente, e a condizione di funzionare in modo ottimale, di ottenere in meno di un anno uranio altamente arricchito sufficiente per una bomba atomica.

49. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:44

Dimenticavo una cosa importante: Vietare la produzione di biocombustibili.

50. Giancarlo, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:47

Notate che, nel frattempo, The Oil Drum è stato craccato!!

Curioso... 

51. SpocchioxOcchio, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 12:59

China May Use Oil Imports for More Than Half of 2010 Supply

By Wang Ying and Ying Lou

Nov. 7 (Bloomberg) -- China will rely on imported crude oil for more than half of its supplies by 2010 as economic growth drives increased demand, an official from China Petroleum & Chemical Corp. said.

Imports may reach 208 million metric tons of crude, about 4.2 million barrels a day, 52 percent of demand, said Yang Yuanyi, deputy chief engineer for science and technology program at Sinopec, as China Petroleum is known. The country shipped in 163 million tons of oil and oil products in 2006, 47 percent of its needs.

Imports will increase further to 278 million tons in 2015, accounting for 59 percent of supplies, and to 362 million tons, or 64 percent, in 2020, Yang said at the Hart World Refining and Fuels Conference Asia in Beijing.

China relied on oil imports for just 6.6 of demand as recently as 1995, a government-sponsored report published last year shows. The nation's oil exports peaked in 1985 and it became a net crude importer in 1996, ending 32 years of self- sufficiency.

Economic growth averaging 10.1 percent in the last five years and the nation's plan to build an emergency oil stockpile has helped push global prices toward $100 a barrel. By 2010, the emergency reserve will be equal to 30 days of imports, the government said in April.

Imports in the first nine months of this year rose 14 percent to 124 million tons, according to data released by the Beijing-based Customs General Administration of China last month.

Sinopec will spend about 20 billion yuan ($2.7 billion) in the three years to 2009 to upgrade its refineries to meet the China III standards for cleaner-burning gasoline, Yang said.

China's production of ethylene, used to make plastics, will reach 17 to 18 million tons by 2010, representing an annual increase of about 17 percent, Yang said.

52. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 13:00

98.14

Si' the oil drum è andato in tilt: Paranoia petrolifera

53. Debora/Petrolio, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 13:19

Indonesian Tapis passa i 100 $.

(Siete i primi a saperlo...) ;-)

54. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 13:31

100.36!! Oil-price.net non aggiorna, anzi scende a 97.88.

Il Tapis cos'è, il miglior petrolio del pianeta? Si può mettere direttamente nel serbatoio senza passare dalla raffineria?

Ora che abbiamo la cifra tonda, mi sento più sollevato, posso tornare a lavorare.

55. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 13:36

Ecco perchè: oil price non puo' visualizzare i 100.00, troppe cifre!!

ecco il vero millennium bug.

56. Frank Galvagno, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 13:40

Io quoto Taprot... e il suo concetto di Entropia [sei il "vecchio" Tap ? ]

Chi ha più denaro ha più "diritti" al consumo (flusso di Entropia)

Il concetto di denaro, di economia "non esiste", nel senso che si tratta di una rappresentazione aritmetica dei diritti di cui sopra.

Dovremmo invece abituarci a fare di più i conti con
- risorse disponibili
- tecnologie che le utilizzano
- velocità e distribuzione degli ACCESSI a tali risorse e tecnologie

BASTA CON STO DIO DENARO, BASTA PIL, BAAAAASTAAAA

57. Paolo B., Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 13:44

@taprotatonandron

Lascia perdere gli OGM, non è col cibo di Frankenstein che manterremmo l'innaturale numero di 7 miliardi di persone sul pianeta.

Non dimenticare che gli OGM sono stati brevettati da società il cui scopo primario è il profitto e quindi gli studi sull'impatto ambientale e sulla salute di questi alimenti non sono certo il pezzo forte di tali società.

Chissà perchè poi diversi studi seri che dimostrano quanto gli OGM siano pericolosi non vengono mai pienamente pubblicizzati...

58. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 13:51

...Abbastanza vecchio ma non troppo.

la Cina e l'India (10% e 7% l'anno)partono da un livello basso, ma hanno un'aumento di entropia esagerato in questo momento.

L'accelerazione del flusso di entropia produce un sacco di zozzeria e dispersione di energia.

Il nostro livello di entropia è già altissimo, ma il flusso accelera più lentamente (1%-2% l'anno).

Sostituiamo pure entropia con caos.

59. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 13:53

Trovo interessante questo articolo...: 

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=75530

 

Per quanto riguarda il Crude Oil americano... Barchart.com aggiorna regolarmente... ma come sempre accade... sta per aprire la borsa di New York ed e' quindi "naturale" che il petrolio scenda un po... ma non preoccupatevi... negli ultimi giorni all'apertura ha sempre recuperato 2/3 $!... per cui i 100 potrebbero arrivare entro sera! 

60. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 13:58

Paolo, sono d'accordo con te sugli OGM, ma quando mancheranno i fertilizzanti da chimica del petrolio, ci possiamo scordare la resa attuale delle colture. Solo gli organismi OGM potranno sostenere un "ragionevole" declino della popolazione, altrimenti passiamo da 7 a 1 miliardo in una generazione. Dove li mettiamo i morti? ............

ECCO LA SOLUZIONE!!! Concime per i campi!

61. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:01

poi non sto parlando di OGM per far crescere i peli al grano o per farlo diventare blu puffo, ma OGM per necessità, per resistere alla siccità o alle malattie.

Comunque quando mancherà il grano, saremo disposti a mangiare anche il grano blu o radioattivo.

62. Cataldo, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:06

@Ryan

Non è corretta la notizia che hai riportato, con 3.000 centrifughe non si produce la bomba in un anno, nei in 3 ne in 5. I piani originali Iraniani prevedevano 50.000 centrifughe. Inoltre lo status dell'arricchimento è incerto, il processo di arricchimento è tanto semplice da descrivere quanto difficile da mettere in pratica.  

63. redarrow, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:06

L'Aie è moderatamente ottimista sull'evoluzione del prezzo del petrolio, che prevede intorno ai 116 dollari nominali a barile nel 2030, cioe' circa 62 dollari di oggi, una volta sottratta l'inflazione. A patto però, avverte l'Aie, che vengano effettuati investimenti da 22.000 miliardi di dollari. Altrimenti, precisa, una crisi energetica accompagnata da una fiammata dei prezzi del greggio è sempre possibile.

 

22.000 miliardi di $ per fare cosa? 

64. Stefano, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:11

andare a trivellare in fondo alla fossa delle Marianne...?

65. Ryan, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:13

@Cataldo

allora è la prova che i gironali fanno solo disinformazione, lo scopo probabilmente è quello di creare i presupposti, nell'opinione pubblica, per giustificare l'attacco degli USA all'Iran.

Dico questo perché quella notizia l'ho letta sul Corriere della Sera, e diceva appunto che con 3000 centrifughe in un anno gli iraniani avranno la bomba atomica.

Sospettavo che le cose non stavano così...

66. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:22

Sono le solite balle, come le famose armi di distruzione di massa. Se anche fosse vero, mettiamo che fra un anno Mahmud Amadinejad ha una bomba. Cosa ci fa? e' come la fionda contro le difese degli americani.

Allora perchè non invadono il Pakistan? è molto più pericoloso da questo punto di vista. il Pakistan e' potenza nucleare da 1998, di atomiche ne ha 39 (almeno) e ha fatto diversi test. Musharraf è un dittatore (e lo sta dimostrando). Ma gli USA lo sostengono, nonostante tutto.

67. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:36

68. Stefano, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:43

Bernardo, non mi hai più risposto in merito alla "convenienza energetica" di estrazione..

69. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:49

solo la biella è alta come due uomini.
fa 13 con un litro. 13 millimetri.

70. Paolo B., Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:53

Oltre Musharraf e la sua dittatura militare c'è solo l'integralismo islamico.

Vogliamo mettere un Pakistan teocratico(islamico integralista ovviamente) con 39 testate nucleari? Ovvio che aldilà dell'"indignazione" USA, a Bush fa fortemente comodo che quel paese rimanga in mano ai militari filoamericani.

E poi cosa farebbe Israele se il Pakistan cadesse in mano agli integralisti? E l'India in perenne tensione col suo vicino?

Il rischio di un conflitto nucleare, potenzialmente in grado di travalicare i confini regionali, sarebbe altissimo...

71. paolo zamparutti, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:54

gli ogm saranno i primi a sparire, con al crisi del petrolio

gli ogm sono in sostanza organismi in grado di produrre smisurate quantità di raccolti perchè sono maggiormente capaci di utilizzare i fertilizzanti.....

ma i fertilizzanti si fanno col petrolio

pertanto la prospettive vanno capovolte, saranno le colture cosidette ecologiche, cioè quelle che si sforzano di utilizzare meno fertilizzanti e pesticidi, a avvertire meno (in termini di produzione) l'impatto del peak oil, mentre gli omg semplicemente non hanno futuro.

72. Paolo B., Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 14:57

Naaaaaaaa! Siamo nel dopo picco e questi costruiscono motori diesel da record...di consumi ovviamente!

73. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 15:13

Credo che il termine OGM sia un tantino generico..

comunque c'e' una nuova discussione nella home page.

74. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 15:16

Se vuoi puoi chiamarle "colture ecologiche potenziate" ma la sostanza non cambia, è solo una questione di termini. Nessuna specie naturale può garantire le rese per ettaro di oggi.

75. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 16:11

Stefano... si... scusa...

sai cos'e' l'EROEI... giusto?

Ora....

....se la quantita' di petrolio disponibile a prezzi bassi diminuisce... mentre la domanda sale, per soddisfare la domanda bisogna per forza di cose andare piu' in profondita'... o in zone piu' pericolose. Ecco quindi che il costo, in termini energetici, sale fino a pareggiare l'equivalente economico di un barile di petrolio.

Se alla fine, per ottenere un barile di petrolio debbo spenderne 1,1 o anche di piu' (io ho fatto l'esempio di 2), praticamente non mi conviene. E' troppo costoso e non ottengo cio' che mi serve... ovvero una fonte di energia a basso costo!

Non so come spiegartelo in altri modi perche' non riesco a trovare i grafici e i dati che vorrei (e che vidi un po di tempo fa). L'argomento e' stato trattato nel blog almeno un'altra volta in passato!  Forse facendo una ricerca.... :)

Ma e' certo che, se dovesse superare i 150 $ al barile... non so fino a che punto e' conveniente "sprecare" il petrolio per far andare le macchine... almeno quelle di citta'...

Insomma... io farei in modo di obbligare la gente che vive in citta' a spostarsi con i mezzi pubblici elettrici (tram, metropolitana, filobus...)... magari vietando il traffico o elevando i costi delle autovetture a chi la usa in citta' fino a renderla improponibile. Insomma... dobbiamo toglierci dalla testa che 7 miliardi di persone debbano potersi spostare con il proprio barattolo di lamiera e petrolio dove e come vogliono. In citta' questo non deve essere possibile. Fuori, magari... si... ma io imporrei i giorni alterni ovunque... con al massimo 1 veicolo per ogni nucleo familiare!

 

76. Stefano, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 16:35

certo, su tutto questo non ci sono dubbi. anzi, già ad un rapporto vicino a 1 non conviene più estrarre.

la mia domanda è: qual'è l'attuale rapporto?

e soprattutto: se il prezzo continua a salire, può risultare ancora conveniente estrarre, specie se l'energia per l'estrazione la ricavo NON dal petrolio ma da qualcos'altro... p.e. nucleare... giusto?

certo, sarà petrolio "per pochi" (pochi e ricchi).

intendo dire: il petrolio non è finito, sta solo diventando più prezioso...

77. Thomas, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 16:47

Mi sfugge un particolar, e cioè il costo di estrazione:

ma quando si parla di  costo per l'estrazione si intende il costo in pura energia cioè barili e non soldi vero?

Perchè se io consumo un barile per estrarne uno cioe 1:1 non mi rimane per venderlo o no? 

Bye

Thomas 

78. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 17:26

se uso un barile che mi è costato 50 per estrarne uno che mi rende 100 mi conviene.

79. taprotatonandron, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 17:28

cioè se ho fatto investimenti l'anno scorso per estrarre oggi mi conviene

80. Stefano, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 17:36

c'è da dire che dal petrolio non si ottiene solo energia. una gran parte del barile è utilizzato, per fertilizzanti, materie plastiche, lubrificanti...

insomma Bernardo, non credo proprio che smetteremo presto di estrarre petrolio...

qualcuno rimarrà senza, chiaro, altri ne avranno di meno e lo useranno con parsimonia, ma continueremo ad estrarre, anche se costerà caro

81. luca, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 18:38

w le auto biturbodiesel ...e quelle tri-turbo-diesel fra poco...

82. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 19:59

Se volete una marea di informazioni sull'EROEI non vi resta che andare sul sito eroei.com oppure all'indirizzo http://www.aspoitalia.net/documenti/bardi/eroei/eroei.html

Per quanto riguarda il resto.. qualunque fonte di energia ha un EROEI piu' o meno alto.... e per l'estrazione del petrolio non so fino a che punto mi conviene usare altre fonti di energia!

Poi comunque non e' vero che ce ne sta tanto... la quantita' di  petrolio disponibile e' limitata. Piu' ci si avvicina verso la fine... piu' sara' difficile (e quindi costoso) poterlo estrarre!  E questo vale per tutti... nessuno escluso.


Inoltre quando ci sara' il crollo delle economie... scordatevi che i ricchi andranno avanti e i poveri no... perche' i soldi non varranno piu' nulla. Cosi' come oro, argento, platino ecc... ecc...

Le uniche cose che varranno come l'oro saranno il cibo e l'acqua! Fine!

 

 

 

83. Antonello, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 20:19

Mi sà che in questo momento la nostra società si trova in questa posizione:

http://www.gliscritti.it/arte_fede/titanic/titanic2.jpg

84. taprot, Mercoledì 7 Novembre 2007 ore 22:22

si ma la botta contro l'iceberg potrebbe essere domani o tra 5 anni. non sappiamo.

85. Antonello, Giovedì 8 Novembre 2007 ore 09:50

La botta con l'iceberg è rappresentata dal peak oil (che è già passato), in questo momento l'acqua stà salendo sempre di più (prezzo del petrolio) e qualcuno cerca di lanciare dei razzi di segnalazione ma fuori nessuno li vede...

86. fatman, Giovedì 8 Novembre 2007 ore 15:57

@ Bernardo

Non credo che denaro, oro e preziosi non varrano più niente. Che io sappia in tutte le epoche ci sono state persone benestanti, anche in tempi di guerra o di catastrofi varie. Ricchezza e potere sono le cose che rendono la vita più facile da quando il primo uomo mise da parte un po' di grano in un rudimentale silo. (o si dice silo anche al singolare? Boh...)

Certo il loro valore sarà minore, l'inflazione colpirà duro, ma chi ha i mezzi (ovviamente se farà scelte giuste) se la passerà sicuramente meglio di chi invece non ne ha... IMHO 

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