Uno sguardo dal picco
La Cina sta finendo il carburante. La Polizia è a guardia delle stazioni di servizio in molte province dell'entroterra per prevenire risse, visto che la carenza di carburanti sta causando lunghe code di camion, autobus e automobili.
Comincia così l'articolo sull'autorevole quotidiano The Australian che ha attirato la mia attenzione. Prosegue poi elencando i problemi che si presentano nelle varie province cinesi: i camionisti lamentano che per una consegna da un giorno ora ce ne vogliono tre, perchè due si trascorrono in fila per fare il pieno; un altro camionista è stato picchiato a morte in una rissa ad un distributore; nella città di Ehzou, qualche giorno fa, 100.000 persone sono rimaste bloccate senza poter andare al lavoro per mancanza di carburante.
Pechino non ne ha finora sofferto, ma con l'inverno che si avvicina si teme che anche nella capitale comincerà a sentirsi la carenza di benzina. D'altronde, la Cina è in breve tempo diventata la seconda consumatrice di petrolio del mondo dopo gli Stati Uniti, e la domanda di gasolio è salita addirittura del 46% in soli 9 mesi.
@ Paolo B. [E' consigliabile rispolverare la bicicletta...]
Intanto negli Ipermercati visitati qui al Nord (quattro nel giro di una settimana) trovo che il termometro sia tenuto vistosamente più basso dell'anno scorso. E' solo perché il regolamento comunale prevede un grado in meno (da 20°C a 19°C) o perché ormai costa tanto scaldare ambienti come quelli?
@max
Scusa, ci sei o ci fai???
purtroppo proprio io devo ammettere che il miglior posto dove trascorrere la vita post-peak è la Cina: dighe stratosferiche, nucleare a palla e petrolio africano/venezuelano fanno di Pechino una fortezza inespugnabile...la verità (amara) è questa!
il resto è solo cenere al vento...
Boh. In realtà a fallire sarà chi non avrà energia da vendere/usare. I debiti contratti in dollari (o in euro!) non varranno più nulla se le spinte inflazionistiche si faranno forti. Non credo che ci dovremo preoccupare di ripagare debiti ridotti a carta straccia.
Dovremo preoccuparci di come fare il pieno.
Ai nostri stomaci prima di tutto.
@Damiano
In India la rupia si è rivalutata di quasi il 13 % in quest'anno, risparmiando una parte del problema che affligge la Cina, ma al fondo anche qui, i prezzi amministrati, stanno creando problemi, le compagnie statali per il momento si accontentano di aver estromesso quelle private dal mercato, ma a breve anche in India dovranno riflettere su come ristabilire un equilibrio. La tentazione potrebbe essere quella di agire con un sistema di riequlibrio sovvenzionato dallo stato, ma per questa via l'inflazione comunque si rifletterà nel sistema, prima o poi.
E di questo articolo che mi dite ragazzi?
http://canali.libero.it/affaritaliani/bancarottaitalia1011.html
Viene citata anche la Cina.
gli indiani invece vanno avanti .... come mai ? o mi sbaglio ?
sara 'mica che la pèotica indian focalizzata sulla poverta rurale anziche sullo sviluppo industriale "pesante" e' piu' resistente al picco?
@ tap mail 30
Nel frattempo ce lo riprendiamo con gli interessi(frutta e verdure marce o avvelenate da pesticidi e metalli pesanti, giocattoli con vernici tossiche, ciarpame tecnologico, elastici per capelli fatti con preservativi usati, polveri sottili e CO2 emessi dalle centrali a carbone cinesi, calo delle nostre retribuzioni, precarietà lavorativa ecc,ecc)...
Ehehehe, quello che abbiamo dato alla Cina è un vero e proprio boccone avvelenato!
Giusto Paolo, la Cina imploderà, ma non prima di noi e dell'Occidente intero. Siamo tigri di carta almeno quanto lei.
E' poi vero che in un certo senso siamo messi "meglio": le attività più inquinanti le abbiamo delocalizzate lì, se la Cina si pappa tutta l'industria occidentale peggio per lei! E' tutta robaccia che nella nuova era "solare" non varrà più nulla, il vero lusso tra poco sarà entrare nella nuova era con gli ecosistemi il più integri possibile.
La Cina insomma è un falso problema/opportunità per chi guarda avanti. La Cina, semplicemente, non sarà più vicina...
Scusate, non avevo visto che il lancio Ansa era già stato segnalato da ioxcaso... :-)
SUL FRONTE MONETARIO
http://it.biz.yahoo.com/28112007/2/cambi-trichet-costituito-gruppo-autori.html
Credo che i guai siano guai per tutti...questo implica che:
1) Bad news: sono guai grossi
2) Good news: non si può barare, questa volta bisogna risolverli sul serio assieme
...esercitando come al solito il pessimismo dell'intelligenza ma l'ottimismo della volontà.
Petrolio: Riad, e' sufficiente In Asia scivola sotto i 94 dollari (ANSA) - SINGAPORE, 28 NOV - L'approvvigionamento mondiale di petrolio e' sufficiente, secondo il ministro saudita Ali Al-Naimi.Per il ministro i fondamentali non giustificano il rialzo dei prezzi. La dichiarazione giunge in vista di una riunione dell'Opec la prossima settimana. Intanto il greggio e' scivolato sotto i 94 dollari al barile su alcuni importanti mercati asiatici. Il barile di greggio e' sceso fino a 93,89 dollari contro i 94,42 della chiusura di ieri a New York.
Non vedo come la fusione nucleare possa sostenere la motorizzazione di massa.
Ben venga per tutti se i Cinesi dovessero inaugurare il primo reattore a fusione calda per uso commerciale, ma la maggior parte di loro continuerà a sognarsi l'auto a carburante.
Per una motorizzazione di tipo elettrico, ci sarebbero sufficienti risorse(i componenti delle batterie intendo) per centinaia di milioni di auto elettriche nel paese? E nel resto del mondo?
"Compared with similar devices in other countries, EAST cost the least money and time to be built and is the first in operation, said Li.
EAST would be the most advanced thermonuclear fusion reactor in the world for the next ten years, said Dr. Gary Jackson from General Atomics of the United States, who participated in the research."
Intanto anche loro si danno da fare:
http://www.msnbc.msn.com/id/15043462/
Non mi stupirei se ci riuscissero prima di noi e con molti meno soldi.
Se poi iniziano a produrre auto elettriche a basso costo i cinesi sono a posto.
Il problema cinese è un mix di: fenomeni valutari, controllo dei prezzi al consumo, gestione autoritaria delle politiche economiche, piuttosto che un problema di approvvigionamento alla fonte. Con i costi delle importazioni levitati le compagnie fanno fatica ad accettare i controlli dei prezzi al consumo, le autorità centrali non vogliono innescare ulteriormente l'inflazione interna, gia alta, per non incorrere in un avvitamento dei conflitti sindacali latenti, specie nelle provincie più industrializzate della costa. Il risultato è il caos, nelle zone di maggior consumo, della distribuzione. Prima o poi il problema dovrà essere affrontato in modo serio, la storia è piena di falliti tentativi di controllo dei prezzi centralizzati, la soluzione più opportuna è un mix di misure di base, rivalutazione della moneta, e di settore, parziale liberalizzazione del prezzo. Saranno scelte difficili, l'inflazione non si placherà in ogni caso. La gestione autoritaria del sistema permette di prendere tempo al governo, intanto il sogno dell'auto per molti cinesi, resterà tale, e pian piano questa consapevolezza scavera sotto i piedi dell'autorità.
Ci sono problemi ora che il tasso di motorizzazione è risibile rispetto a quello dei paesi occidentali, immaginiamo se si arrivasse anche solo vicino ai nostri livelli.
Dico si arrivasse perchè è semplicemente impossibile, non c'è petrolio a sufficienza per alimentare una motorizzazione di massa di Cina (ed India) nemmeno se tutti o quasi nei paesi occidentali iniziassero ad andare a piedi od in bici.
Il fatto è che una volta innescato il meccanismo è difficile tornare indietro. I cinesi ed indiani che hanno raggiunto un certo livello di benessere di certo non vorranno tornare indietro, e le risorse se non arrivano pagando prezzi stellari è facile che qualcuno inizi di andare a prendersele con la forza.
ma ci sono altri articoli a riguardo? o la notizia l'ha data solo The Australian?
Sicuramente incide molto la difficolta' di approvigionamento, alle pompe a causa dell'enorme richiesta piu' che per la mancanza reale del gasolio, infatti finche' il governo puo' aquistarlo il problema e' un altro.
A che serve avere un'adeguata rete di infrastrutture di distribuzione carburanti quando il petrolio scarseggia?
Ho la sensazione netta che semmai e quando la Cina dovesse dotarsi di quella sospirata rete di distribuzione carburanti, questa non le servirà più a nulla.
Questo paese attualmente è la peggiore espressione della civiltà dei consumi e neoliberista e, particolare di non poco conto, si è affacciato sul panorama consumistico mondiale nella fase a ridosso del picco di molte risorse non rinnovabili.
Quindi, o rallenta nettamente la crescita della sua economia, meglio se di concerto con gli altri paesi sviluppati o in via di sviluppo, o imploderà economicamente in pochissimi anni...
Credo che il problema sia la guerra in corso tra governo e distributori per il prezzo dei carburanti. Il governo tiene i prezzi artificialmente bassi, e per ripicca la distribuzione permette di effettuare solo piccoli rifornimenti, che ovviamente durano per piccoli percorsi, così al successivo distributore occorre rifare benzina, e così via.
Almeno questo è quanto ho capito dal blog spassoso delle avventure di un italiano che lavora lì. (Blog che ho trovato linkato in qualche post scorso)
#11 Quoto Max
Io credo che il principale problema cinese in questo momento sia la crescita esasperata, non supportata da una rete di distribuzione moderna, tanto è vero che le zone "ricche" non ne stanno soffrendo.
Non si crea in nove mesi una distribuzione adeguata alla crescita di richiesta del gasolio del 46% in 9 mesi.
Di certo anche gli altri fattori contano: controllo dei prezzi da parte dello stato, prezzo del greggio...
Se la Cina non risolve i problemi strutturali, cioè se non si adegua alle leggi di mercato e non crea una distribuzione adeguata, (rallentando di conseguenza la sua crescita), rischia veramente di diventare una "tigre di carta".
Gli Arabi non vogliono aumentare la produzione o perchè è già al massimo possibile o perchè hanno uno scarso margine di aumento dopo il quale comincerebbe la fase di depletion dei loro giacimenti maggiori.
Mettiamoci anche una buona percentuale di speculazione e la cortina fumogena sul picco petrolifero è completa.
Con queste premesse mi chiedo quanto margine di aumento resti ancora all'economia cinese. Di certo, quando il drago di carta(la Cina ovviamente) sbatterà sul muro della crisi farà un fracasso infernale.
I nodi stanno arrivando al pettine...
(ANSA) - SINGAPORE, 28 NOV - L'approvvigionamento mondiale di petrolio e' sufficiente, secondo il ministro saudita Ali Al-Naimi.Per il ministro i fondamentali non giustificano il rialzo dei prezzi. La dichiarazione giunge in vista di una riunione dell'Opec la prossima settimana. Intanto il greggio e' scivolato sotto i 94 dollari al barile su alcuni importanti mercati asiatici. Il barile di greggio e' sceso fino a 93,89 dollari contro i 94,42 della chiusura di ieri a New York.
Traduco, per tutti tranne che per "100 MILIONI DI TONNELLATE".
La tigre cinese non ha niente nel serbatoio.
Rowan Callick, corrispondente dalla Cina, 28 novembre 2007
La Cina sta finendo il carburante. La polizia piantona le stazioni di rifornimento in molte province dell'entroterra per prevenire disordini, dal momento che la mancanza di benzina e gasolio sta provocando gigantesche code di camion, autobus ed auto.
A Kunming, capoluogo della provincia di Yunnan, nel sudovest, 1000 camion sono bloccati.
Un camionista di nome Li ha raccontato al Chuncheng Evening News di essere rimasto bloccato alla stazione di rifornimento Stone Tiger Gate per tre giorni dopo aver cercato inutilmente carburante altrove. Ha detto di aver superato abbondantemente la data di consegna.
Un altro guidatore, a Geiju, ha detto che un lavoro che avrebbe richiesto un solo giorno in passato adesso si fa in tre giorni: uno sulla strada e due in coda per il carburante.
Nove giorni fa si è avuto notizia che un camionista è stato pugnalato a morte nella provincia centrale di Anhui a seguito di una lite per via della coda.
Alcuni giorni prima, a Ezhou, nella provincia di Hubei, 100000 persone erano bloccate, impossibilitate ad andare a lavoro, perché gli autobus cittadini erano rimasti senza carburante.
Pechino è stata tenuta fuori dai guai, e le province più ricche della costa sono rifornite molto meglio, dato che le raffinerie si trovano nelle vicinanze.
Il ministro del commercio ha avvertito che il problema è destinato ad aggravarsi con l'approssimarsi dell'inverno, e che ha cominciato ad influenzare le esportazioni, dal momento che il gasolio è indispensabile per trasportare i prodotti fino ai porti.
Il sistema soffre per la pressione della domanda necessaria a sostenere la sua crescita economica all'attuale tasso dell' 11,5 percento, essendo la Cina attualmente il secondo più grosso consumatore di petrolio dopo gli Stati Uniti.
Le importazioni di gasolio sono salite del 46,5 percento nei primi nove mesi dell'anno, in confronto allo stesso periodo dell'anno scorso.
L'altra causa del divario tra la domanda e l'offerta è la zoppicante transizione da una situazione di prezzi controllati dal governo al libero mercato.
Il governo intende passare gradualmente ad un sistema che permetta ai prezzi di muoversi secondo l'andamento dei mercati internazionali.
Ma l'inflazione, al 6,5%, è ai massimi degli ultimi dieci anni, per cui il governo è per il momento riluttante a lasciar fluttuare il prezzo del petrolio, un fattore essenziale per la distribuzione di tutti i prodotti.
Le due compagnie che dominano le vendite di benzina e gasolio, la Sinopec e la PetroChina, sono controllate dallo Stato, ma anche quotate in borsa, in grande competizione e ansiose di diventare guidate dal mercato in misura maggiore. Entrambe hanno promesso, questa settimana, di incrementare le loro importazioni, in particolare quelle di gasolio.
Quando l'inflazione ha cominciato a salire, quest'anno, il governo ha annunciato che avrebbe calmierato i prezzi dei beni più importanti ancora sotto il suo controllo, petrolio compreso, fino alla fine dell'anno.
Ma poi ha ceduto alle forti pressioni esercitate dalla Sinopec, dalla PetroChina e dagli altri raffinatori e distributori, concedendo un aumento del 10% a partire da questo mese.
Anche dopo l'aumento del 10%, il prezzo rimane ben al di fuori dei livelli internazionali, e la Cina deve importare circa metà del petrolio, per il quale è costretta a pagare il prezzo corrente sul mercato mondiale.
Mi sfugge un particolare, ma secondo voi i grandi della terra, sanno quello che succede/succederà vero?
Il post di quello che sta succedendo in cina è un apripista vero? bene, perchè tirano cosi tanto la corda? ormai è ineluttabile che si strapperà e un'orda di famelici ominidi si scaglierà contro di loro o pensano che finirà in un'altro modo?
Non riesco a trovare il lesso (leggi nesso) in tutto ciò!!!
By
Thomas
a nome dell'Occidente dico: fermiamoci a ragionare un pò!
A parte il fatto che non credo che la Cina sia in riserva (tempo 24h creerebbe i presupposti per un 11 settembre a Shanghai e attaccherebbe lo Xinjiang rivoluzionario pieno zeppo di idrocarburi dichiarandolo terrorista!!!) a darle una grossa mano è il greggio dell'Angola e della Nigeria, ormai totalmente in balia di Hu Jintao. Se è vero che la Nigeria è il quarto produttore di petrolio al mondo la notizia è da considerarsi una bufala di 100 tonnellate (tonnellate di Plutone però).
Singapore, 08:53
PETROLIO: ARABIA SAUDITA, MERCATI BEN RIFORNITIL'Arabia Saudita assicura che i mercati petroliferi sono ben riforniti. "Stiamo osservando con grande preoccupazione la recente escalation dei prezzi del petrolio - osserva il ministro saudita del Petrolio, Ali al-Naimi - Ma riteniamo che il mercato mondiale e' ben rifornito e che le scorte di greggio sono adeguate". Ai cronisti che gli chiedevano lumi sul prossimo vertice Opec che si terra' ad Abu Dhabi il 5 dicembre Naimi ha risposto: " Guarderemo ai dati disponibili e decideremo". Naimi eil presidente dell'Opec, Mohammed bin Dhaen al-Hamli non confermano le voci di un imminente aumento della produzione del cartello. "Non abbiamo discusso l'agenda del vertice e vi faremo sapere la prossima settimana" spiega Hamli. Proprio sulle scia delle voci di un aumento dell'output dell'Opec il prezzo del petrolio, che la settimana scorsa aveva sfiorato i 100 dollari, e' sceso sotto i 94 dollari.@tutti:
da repubblica:
Singapore, 09:53 OPEC PENSA A 150 MLD DLR INVESTIMENTI ENTRO IL 2012L'Opec, che fornisce oltre un terzo del petrolio che afflusce sui mercati globali, intende spendere 150 miliardi di dollari entro il 2012 per aumentare la sua produzione e venire incontro all'incremento della domanda mondiale di greggio. Lo rivela a un convegno sull'energia a Singapore il presidente del cartello Mohammad al-Hamli. Il piano prevede oltre 120 progetti, tra cui l'ampliamento degli impianti di raffinazione, e dovrebbe consentire di aumentare la produzione del cartello di 5 milioni di barili al giorno.
effettivamente la "ri-localizzazione" sarebbe un toccasana, sempre che la crisi energetica nostrana ce lo permetta...
La bomba sta per scoppiare, nonostante dicano tutto e il contrario di tutto, classica strategia mediatica per confondere le masse.
Da tempo sostengo che la Cina sia economicamente un drago di carta e il post sopra è un' importante avvisaglia in tal senso.
Ora mi aspetto, anzi me lo auguro, grossi problemi nell'esportazione in Occidente dei prodotti cinesi lavorati e delle merci(alimentari e non) per mezzo delle navi merci a causa del costo/scarsità dei carburanti.
Prima "tranciamo" il cordone ombelicale con la Cina voluto dalla maledettissima finanza globale(leggi USA) e meglio sarà per noi occidentali, ovvero, prima rilanciamo le economie locali/nazionali e meglio affronteremo la grave recessione economica prossima ventura...
@ Fabio
vorrà dire che in liguria sarete tutti in ottima forma! ;-)
per quanto riguarda il vertice del 5 dicembre, non capisco perchè i giornali riportino "l'ottimismo" di un probabile aumento di produzione, dato che l'OPEC ha già ripetuto più volte che l'aumento di produzione non è neanche da prendere in considerazione, perchè non ce n'è bisogno....
mah..! stanno dicendo tutto, e il contrario di tutto
Fabio, non preoccuparti.
Il futuro prossimo sarà tutto auto ibride e/o elettriche(non numerose come le auto a carburante odierne per fortuna), due ruote elettrici e trasporto pubblico elettrificato.
In ogni caso la motorizzazione di massa da incubo di oggi è destinata a declinare irrimediabilmente nel dopo picco.
Chi crede all'idrogeno "salvatore" o ai biocombustibili crede nelle favole.
Comunque la bicicletta ha un luminoso futuro :-)...
Bene, il secondo tirannosaurus rex sta crescendo! Prima o poi si scontrerà col primo...
Ma. mi chiedo, messi insieme riuscirebbero a spazzar via i 100 milioni di tonnellate di caxxate che continuano a infestare questo blog? ;-)
@ Paolo B. [E' consigliabile rispolverare la bicicletta...]
Belin Paolo,condivido quello che dici però qui a Genova e tutto un sali-scendi ANF ANF :-)....in un concessionario ho visto scooter elettrici a circa 1800 euro,quasi quasi conviene comprarli adesso perchè in futuro...
Secondo voi cosa ne escerà dal vertice Opec del 5 dicembre?
----- Original Message -----
From: Domenico Schietti
To: carabinieri@carabinieri.it ; urp.mi@poliziadistato.it
Sent: Wednesday, November 28, 2007 8:58 AM
Subject: Re: OGGETTO: DENUNCIA SETTA DEGLI INGEGNERI SCIENTISTI
CARISSIMI,
IL PROBLEMA DELL'INQUINAMENTO E' UNA TRUFFA
Vi ricordo che con una semplice stufetta elettrica è possibile riscaldare una casa senza dover ricorrere a metano, gasolio, legna o altre schifezze.
Anche oggi a Milano invece che bruciare il metano, le foglie in apposite centrali termoelettriche, o motori magnetici free energy, e poi far viaggiare la corrente, e scaldare le case con le stufette elettriche, viene fatta energia direttamente nelle case emettendo gas inquinanti.
Anche stanotte invece che usare gli esuberi di corrente dell'alta tensione per caricare auto elettriche, ad idrogeno o ad aria compressa, sono stati buttati via milioni di kilowattora e vengono usati motori inquinanti.
Vi ricordo che Milano è la città più inquinata del mondo e che a sindaco c'è un petroliere.
Si tratta di un complotto ordito da sadomasochisti per prendere in giro e far ammalare bambini, lavoratori ed anziani, e godere delle loro sofferenze
PER LA MILIONESIMA VOLTA VI COMUNICO ANCHE CHE HO INVENTATO UN METODO PER FARE ACQUA POTABILE CON LA SERPENTINA AL PREZZO DI 0,002 AL LITRO ANCHE IN MEZZO AL DESERTO DEL SAHARA
Non posso frequentare da anni i miei amici, devo vivere in povertà assoluta in semiclandestinità, mi hanno usurpato decine di mie idee vendendo centinaia di milioni di prodotti derivati dalle mie idee.
Il mondo è dominato da alcune gang che fanno il bello e il cattivo tempo su scala globale.
Vi ricordo anche che ormai da anni ho confutato la legge di Boyle - Mariotte dimostrando che tutto quello che viene insegnato nelle scuole e nelle università scientifiche è falso e quindi che la setta degli ingegneri scientisti manipola la verità per ottenere decine di miliardi di euro di finanziamenti pubblici.
Vi prego di intervenire, di iniziare le perquisizioni nelle università, nelle sedi dei media, e di diffondere la notizia che non esiste nessun problema energetico, ma che si tratta di un complotto globale.
Domenico Schietti
100-milioni-di-tonnellate.blogspot.com/
Questi avvenimenti diventeranno routine anche da noi e fra non molto tempo.
E' consigliabile rispolverare la bicicletta...
alle 08:33
Paolo B.
@ Giro
E' lo stesso, perchè sia il regolamento comunale, sia il termometro del riscaldamento dell'iper più basso ci trasmettono in prospettiva futura(prossima)lo stesso messaggio: risparmiare perchè ci aspettano tempi di magra energetica...