Perfosfati, azotati e altre misconosciute catastrofi.
Pubblicato da Debora Billi alle 13:12 in Risorse
Non sono queste notizie da apertura del tiggì.
Ma su un quotidiano della provincia lombarda ne parlano eccome, visto che probabilmente lo sentono come problema pressante. Riguarda anche noi, ovviamente.
Il perfosfato semplice, oltre 7,0 euro / q.le - cloruro e solfato potassico oltre 9,0 euro /q.le, mentre gli azotati volano al di sopra dei 5 euro / q.le. (...) l'offerta non riesce ad aumentare perché le miniere estrattive di rocce fosfatiche e soprattutto le miniere potassiche sono rimaste quelle degli anni passati, non avendo mai nessuno investito su questi prodotti poveri a basso margine di guadagno.
Sono concimi, fertilizzanti. Fanno crescere il cibo che noi mangiamo ogni giorno. Forse mancano gli investimenti, ma incredibilmente anche su questi prodotti "poveri" la domanda comincia a superare l'offerta e il prezzo sale. E si sa, per le imprese agricole anche pochi centesimi sono una catastrofe.
Un discorso diverso, ma che conduce sempre allo stesso risultato va invece fatto per i fertilizzanti azotati, che sono legati al prezzo dell'ammoniaca e al costo dell'energia per produrla: gli attuali livelli del prezzo del petrolio - che ormai ha toccato quota 100 dollari al barile - lasciano ipotizzare che gli aumenti proseguiranno nei prossimi mesi.
Energia nel cibo. Quante volte ne abbiamo parlato? Ma non c'è solo questo. I trasporti soffrono, eccome. Le mele cinesi e i lamponi cileni saranno presto un lusso.
In questo quadro va anche collocato il continuo rialzo dei noli marittimi: le materie prime sono tutte di importazione ed il Bdi, l'indice che misura l'andamento dei prezzi dei noli marittimi, è più che raddoppiato negli ultimi 10 mesi.
Apertura del tiggì con queste notizie? E a chi importerebbe?







1. Paolo B., Martedì 13 Novembre 2007 ore 13:52
Il rialzo dei noli marittimi è notizia già riportata da Maurizio Blondet e successivamente da me in questo blog.
Ci fu una bella discussione.
Ora fertilizzanti azotati e concimi stanno seguendo il destino del prezzo del petrolio.
Suona la campana a morto per la globalizzazione delle merci e dei prodotti.
Per il cibo si prospettano tempi bui e credo che la localizzazione delle economie agricole sia la scelta obbligata.
Meglio feriti(eccome se lo saremo) che morti...di fame!
2. Bernardo Mattiucci, Martedì 13 Novembre 2007 ore 14:13
ricordatevi.... 01.01.2013.
Perche'?
i motivi del perche' sono tutti intorno a noi!
3. fatman, Martedì 13 Novembre 2007 ore 14:16
Avevo letto un articolo su eco alfabeta sul picco del fosforo.
Nel tempo aspettiamo i picchi di produzione di tutte le altre cose che estraiamo dal nostro sempre più povero pianeta...
4. Claudio M., Martedì 13 Novembre 2007 ore 14:26
Bah, secondo me oggi come oggi la cosa più saggia da fare è comprarsi un pezzettino di terra dietro casa e prepararsi alle gioie dell'orto. Cosí finalmente potremo mangiare zucchine con un minimo di sapore, invece di quegli euro-pisellotti completamente insipidi che si trovano al supermercato. Il tutto sovrastato da una bella micropala eolica per quel poco di energia che ci servirà, magari per ricaricare le batterie della bicicletta elettrica con andare dal LATTAIO (che avrà riaperto i battenti dopo anni di oblio) a comprare del semplice, candito, saporito LATTE.
5. Bernardo Mattiucci, Martedì 13 Novembre 2007 ore 14:40
1 ettaro di terra a testa... ovvero 10.000 metri quadrati... quasi tutti agricoli. Da una parte la casa con davanti un piazzale e un giardino con erbe aromatiche e medicinali. Sotto il piazzale e il giardino una grande cisterna per la raccolta dell'acqua piovana. Dietro la casa qualche albero da frutto... mele, pere, pesche, albicocche e, ovviamente, arance, mandarini, limoni, pompelmi, kiwi e uva (per il vino).
Il resto della proprieta' va divisa in 3 zone...
una per il fieno, una piu' grande per i cereali ed una, piu' piccolina, per l'oro (patate ecc...) che possono trovare posto anche nel frutteto!
La zona periferica... dove non crea ombreggiamenti (diciamo quindi a nord) andrebbe riempita con degli alberi a crescita rapida... cosi' da avere comunque un po di legna. Magari un 50% degli alberi deve essere a crescita lenta... cosi' il legno e' piu' duro e puo' essere usato anche per la casa.
Se c'e' una zona particolarmente umida... lontana dai campi e dal frutteto... allora il bambu' e' l'ideale!
6. Stefano, Martedì 13 Novembre 2007 ore 14:44
Bernardo, stai raggiungendo il livello di Schietti....
dacci un taglio, dai...
7. redarrow, Martedì 13 Novembre 2007 ore 14:48
@stefano
Invece Bernardo ha perfettamente ragione, ed ormai discorsi come il suo io li faccio anche dal vero e la gente concorda... l'idea di cominciare a investire in terreni agricoli comincia ad attecchire
8. Stefano, Martedì 13 Novembre 2007 ore 14:48
p.s. mi riferivo al post #2
9. Paolo B., Martedì 13 Novembre 2007 ore 14:48
I picchi delle materie prime(compresa una cospicua parte di quelle rinnovabili) seguiranno uno dietro l'altro decretando così la fine della civiltà consumistica umana fondata sul capitalismo/neoliberismo.
Il futuro sarà fatto di economie locali, riciclaggio e manutenzione spinti di qualsiasi materiale e prodotto e, soprattutto, di un notevole minor numero di esseri umani.
Sperando che il calo della popolazione avvenga in vari decenni piuttosto che in pochi anni...
10. Paolo B., Martedì 13 Novembre 2007 ore 14:59
Ecco, queste sono le mail utili di Bernardo!
Concordo in pieno solo che ho un "piccolo" dubbio: ci sarà terra per tutti, almeno per quanto riguarda l'Italia e i suoi 60 milioni di abitanti?
1 ettaro x 60.000.000 di Italiani = 600.000 km quadrati.
Praticamente ci vorrebbe un territorio interamente coltivabile grande due volte l'Italia, con un'agricoltura post petrolio.
Emigrare per tanti sarebbe la scelta obbligata, credo...
11. Debora/Petrolio, Martedì 13 Novembre 2007 ore 15:22
Google: biointensive agricolture.
;-)
PS Bernardo, ti sei scordato il pollaio e la serra. Tutto calcolato, qua!
12. Cataldo, Martedì 13 Novembre 2007 ore 15:33
Tornando ai noli, se per processare l'alluminio si porta la bauxite dai caraibi in Islanda, grazie al basso costo dell'energia li prodotta, o se le città della costa cinese spendono meno importando il carbone dall'australia, piuttosto che dalle miniere dell'interno, il BDI è ovvio che si innalzi. Le dinamiche del trasporto globale al momento non sono compromesse, ne è la prova lo stato di salute della cantieristica, compresa quella italiana, che, lavorando con una prospettiva di almeno 3-5 anni in avanti ci da l'idea che nel medio termine il volume delle merci che scorazzano sugli oceani aumenterà ancora, e di molto. La richiesta di trasporto è in aumento su tutti i fronti, tranne che per i tankers del petrolio.
Credo che al momento i prezzi siano influenzati sia dall'equilibrio di domanda ed offerta, sia dall'inflazione sistemica, esportata in primis dagli USA con la loro dissennata espansione monetaria, diventa molto difficile distinguere le componenti che spingono i prezzi in questo contesto storico.
Per la categoria di prodotto che incorpora i fertilizzanti l'accresciuta domanda è guidata sicuramente dalla maggiore capacità di spesa di paesi come la Cina, che ormai hanno una possibilità di acquisto sui mercati internazionali che prima precludeva l'approviggionamento all'estero per tutta una serie di prodotti. Anche la crescita Russa inizia ad avere un impatto. Questa configurazione del commercio mondiale ha elementi, ancora una volta, fortemente controintutitivi.
Paradossalmente la possibilità di acquisto all'estero può deprimere anche lo sforzo produttivo interno, per una serie di prodotti, per i paesi che possono permettersi di importare, accrescendo complessivamente i costi per tutti.
13. riccardo, Martedì 13 Novembre 2007 ore 15:36
non so quanto sia credibile la biointensive... mi piacerebbe capire meglio.
paolo B nel "progetto bernardo" non è richiesto un ettaro a testa, ma credo a famiglia (4-6 persone?) la situazione migliora ma non di molto.
il grosso problema del mantenere costante (e basso) il livello della popolazione è che in una civiltà post-picco probabilmente non ci sarà la TV, che sarebbe invece utilissima come anticoncezionale
:)
14. fausto, Martedì 13 Novembre 2007 ore 15:48
"...il grosso problema del mantenere costante (e basso) il livello della popolazione è che in una civiltà post-picco probabilmente non ci sarà la TV, che sarebbe invece utilissima come anticoncezionale..."
Ottima definizione!
Vorrei segnalare una curiosità: i fertilizzanti potassici sono quasi sempre inutili o dannosi (salvo qualche eccezione). I minerali argillosi, quasi sempre presenti, forniscono enormi quantità di potassio. Questo deve essere "mobilizzato" cercando di rendere un pò più acido il terreno: la via più semplice è garantire la presenza di un pò di sostanza organica in decomposizione.
Così assistiamo a situazioni paradossali: c'è chi insiste a fornire potassio anche a terreni (moltissimi) che non ne hanno affatto bisogno. Nelle vigne di casa mia lo abbiamo abolito da anni, e devo dire che la nostra terraccia non ha avuto problemi a sopperire al problema (cosa visibile anche per via analitica).
15. riccardo, Martedì 13 Novembre 2007 ore 15:50
ommamma, speriamo che blondet non legga le mie caXXXte, non vorrei che le prendesse sul serio...
16. gianluca, Martedì 13 Novembre 2007 ore 15:52
è incredibile quanto costa, e fa pure male, sarebbe meglio passera all'idrogeno, ma solo con l'elettrolisi
17. Paolo B., Martedì 13 Novembre 2007 ore 16:02
riccardo, all'indirizzo http://aspoitalia.blogspot.com/2007/11/valutazione-della-capacit-portante-in.html#links trovi un esauriente post di Ugo Bardi sulla quantità di terra procapite necessaria per nutrirsi.
4.000 metri quadrati a persona, ovvero un territorio interamente coltivabile per 60.000.000 di Italiani di circa 240.000 km quadrati.
Insomma, c'è poco da stare allegri...
18. dido, Martedì 13 Novembre 2007 ore 16:46
Guarda Paolo B. che quella valutazione é abbastanza discutibile, senza entrare in dettagli é sufficiente leggere i commenti nel post originale (su TOD) dove criticano l'approccio e il risultato.
Si calcola che applicando il metodo biointensivo (o variazioni dello stesso) 400 m2 possono proporzionare la dieta completa, vegetariana, di un adulto.
http://www.growbiointensive.org/conf_intro.html
Certo, aspettarsi che la attuale industria agricola si converta a biointensiva, cosí da continuare a riempire gli scaffali dei supermercati, é semplicistico. La trasformazione dovrá essere piú radicale e molto distribuita, vale a dire che molte piú persone dovranno ri-prendere in mano la zappa.
19. Bernardo Mattiucci, Martedì 13 Novembre 2007 ore 16:58
Gente... 4000 metri2 possono bastare per 1 persona solo se le condizioni climatiche si mantengono sempre costanti e ottimali.
Pensate all'Ucraina... da primo esportatore di grano in europa a quasi importatore... e il tutto nell'arco di una sola stagione.
10.000 metri2 bastano per 2 persone.... per 4.... o anche per 10... ma dipendera' moltissimo dalle condizioni climatiche!
20. Lorenzo, Martedì 13 Novembre 2007 ore 17:31
Non dimenticate che l'italia per il cambiamenti climatici potrebbe desertificarsi, qui in romagna la situazione è al limite, negli ultimi anni piove pochissimo e in genere diluvia per mezzora e torna il sole. Erano mesi che era stata ridotta la pessione dell'acqua e eravamo ormai arrivati al razionamento dell'acqua quando ha piovuto per qualche giorno, posticipando solo il provvedimento. E dire che queste zone non sono certo famose per la siccità.
Se non piove non basteranno neanche 1.000.000 di m2 a testa.
21. Geppetto, Martedì 13 Novembre 2007 ore 17:54
Cataldo: lo vuoi aprire 'sto blog personale o no?
Ogni giorno che passa e' un giorno perduto.
Ti offro il mio supporto tecnico e se vuoi ti traduco il tutto in crucco in tempo reale, cosi' aumenti la platea. Meriti troppo.22. Antonello, Martedì 13 Novembre 2007 ore 18:06
"Se non piove non basteranno neanche 1.000.000 di m2 a testa."
Quoto. Forse non lo sapete ma i batteri in assenza di nutrimenti sufficienti ricorrono alla CITOLISI. La natura insomma ci insegna come si comporterà l'uomo (sapiens sapiens) in queste stesse circostanze.
Mi dispiace, l'idea di coltivare da soli il proprio cibo è molto bella ma mi sà che appartiene più al XXII secolo con 1.5 miliardi di abitanti che al nostro.
23. Debora/Petrolio, Martedì 13 Novembre 2007 ore 18:24
Cataldo, hai una mail che ti aspetta... ;-)
24. PIERINO C, Martedì 13 Novembre 2007 ore 18:59
dall'inizio di ottobre a Taranto i noli sono aumentati per 2,4. La sede di Trieste di evergreen ha fatto uno sconto di pochissimi euro. Ora un collaboratore sta trattando direttamente a Taiwan. nei prossimi giorni sapremo se riusciremo a continuare a esportare e con quali costi aggiuntivi ed eventuale convenienza. E' dura ragazzi.
25. Bernardo Mattiucci, Martedì 13 Novembre 2007 ore 19:20
Spero per voi che ci riusciate.... ma la vedo dura... anche perche' al governo non importa un tubo di voi... di noi... di tutti!
26. dido, Martedì 13 Novembre 2007 ore 20:07
Guardate che la desertificazione viene provocata dall'uomo, deforestando prima, spogliando e rivoltando la terra fino a renderla arida poi.
Un punto di forza dell'agricoltura biologica é l'enfasi posta nel conservare, e ricostruire, il suolo e l'umidita contenuta nello stesso.
Ma torniamo sempre allo stesso punto, una percentuale minima di agricoltori, rispetto al totale della popolazione, deve ricorrere a pratiche non sostenibili per ottenere alte rese a poco prezzo. E allora avanti con gli aratri e i pesticidi e i fertilizzanti.
Per quanto riguarda le dimensioni, un ettaro messo a produzione, (non secondo il metodo Grow Biointensive) parzialmente meccanizzata, gestito principalmente da una persona e seguendo criteri di coltivazione organica certificata puó soddisfare la richiesta annuale di vegetali, escludendo cereali e frutta, di un centinaio di persone.
Altri metodi possono produrre di piú, in termini relativi, intensificando le pratiche, ovvero riducendo la superficie coltivata oppure aumentando il personale.
La terra proporziona risorse sufficienti per soddisfare i bisogni di tutti gli uomini, ma non la loro aviditá. Ghandi.
27. Bernardo Mattiucci, Martedì 13 Novembre 2007 ore 20:50
dido, quello che dici e' giusto... ma io non smettero' di ripetere che questi concetti e dati valgono solo ed esclusivamente in condizioni normali ed anche un po "ideali".
In centro Italia, dove abito io, non piove praticamente da Marzo. Poche giornate di "pioggia" (cioe'... ha piovuto un po) da quel di' ad oggi... in totale meno di 10 giorni... E con questa scarsita' di acqua piovana ti puoi scordare di produrre quello che dici...
....e gli alberi che ci sono stanno tutti soffrendo la secca... che non e' causata (direttamente) dall'uomo... ma proprio dalla totale assenza di precipitazioni!
In passato ho gia' riferito su questo stesso blog che a Sebha, nel centro della Libia, in piedo deserto del Sahara, 30 anni fa la primavera portava ancora verde e fiori ovunque. Il terreno era molto piu' consistente e c'erano... 2 o 3 volte l'anno... delle piogge!
Oggi Sebha e' una citta' in pieno deserto... con sabbia ovunque e affioramenti naturali di petrolio poco fuori il centro abitato!
28. gamma5, Martedì 13 Novembre 2007 ore 21:00
60.000.000 di abitanti in Italia, ma oggi nel 2007. Nessuno di voi sa che ormai già da qualche anno la popolazione cresce (tutta immigrazione) di circa 500/600.000 persone all'anno? Ogni 9 anni è come se una regione come il Veneto si aggiungesse all'Italia. Credo che nemmeno se ci sfamassimo a pane ed acqua tra qualche anno ce ne sarà x tutti.
29. Frank Galvagno, Martedì 13 Novembre 2007 ore 21:19
Già, gamma5, ci siamo sequestrati le risorse, ci siamo arricchiti e barricati nelle nostre nazioni sverse di opulenza
Ora i derubati arrivano a riprendersi quello che abbiamo loro sottratto (tranne alcuni bastardoni che vanno puniti e rimpatriati)
Non è questione di emotività, di religione o altre scuse accessorie ... è termodinamica
30. Diadorim Riobaldo, Martedì 13 Novembre 2007 ore 22:13
Volevo fare i complimenti all'autrice di questo blog. Sono diversi anni che, da amatore e non professionista del settore, mi interesso di questi argomenti attraverso letture "matte e disperatissime " di libri ed articoli su riviste specializzate. Devo dire che nella rete non avevo mai trovato niente di soddisfacente in lingua italiana che parlasse di questi temi. Fino a quando non ho scoperto petrolio.blogosfere.
Mi mangio le mani per non avervi incontrato prima.
Chiudo con una riflessione brevissima e probabilmente piuttosto banale. Io mi sono fatto l'idea che una parte dell'umanità a partire dagli anni cinquanta del novecento fino agli inizi del ventunesimo secolo abbia vissuto una vera e propria età dell'oro (naturamente mi riferisco all'Occidente) senza neanche rendersene conto. É chiaro che in futuro dovremo prepararci a fare moltissime, dolorosissime rinunce. Ci aspettano svolte epocali. Il problema è che dietro l' angolo sembra esserci sempre un altro angolo....Ma di questo ne sapete e ne dibattete quotidianamente voi molto meglio di me. Avremo tempo di riparlarne.
Di nuovo complimenti.
31. Vil, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 00:03
ho letto che quei 400mt quadrati li coltivi meglio lavorando con le tecniche dell'aikido così mi sono iscritto in palestra e lo trovo entusiasmante. a quando il picco delle armi?
intanto mi conviene rinnovare il passaporto Ruscindese.
32. falecius, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 00:19
Questo blog è fantastico, Debora e commentatori. Naturalmente dopo averlo letto un po' mi vengono gli incubi, ma ne vale la pena.
E' interessante il discorso sul picco dei fosfati. Qualcuno ne sa di più? (sto pensando alle connessioni col conflitto del Sahara Occidentale).
33. falecius, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 00:35
Come pensavo. Su TOD leggo che il picco dei fosfati è stato raggiunto nel 1989; in Sahara il conflitto ha avuto le sue fasi più intense dal '76 al '92, poi è andato "declinando". Sospetto una correlazione.
34. dido, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 00:42
Vil, sulle armi non saprei, penso che piuttosto dovresti preoccuparti del picco delle zappe. Ci saranno 7 miliardi di zappe nei magazzini?
Bernardo, nel mondo reale non ci sono condizioni normali e neppure ideali, ci sono condizioni alle quali tocca adattarsi. Il fatto che non abbia piovuto da marzo ad oggi non vuole dire niente. Qui dove vivo io, 500 mm annuali, la stagione secca é veramente secca, neanche una goccia, un mese fa di colpo sono venuti giú 200 mm (che sono 200 Litri/m2) in quattro ore.
Dei terreni non erosionati, con capacitá di assorbimento superiore avrebbero perlomeno limitato lo spreco e i disastri causati da tale massa d'acqua. Senza contare, sebbene questa sia una zona semiagricola, che quasi nessuno qui raccoglie l'acqua piovana, solo nei bacini artificiali statali, e buona parte di acqua si é persa.
Lavorando sulla raccolta passiva (conformazione del terreno) e attiva (incanalamento e conservazione) dell'acqua piovana, eliminando l'irrigazione per inondazione e spruzzo, migliorando la porositá e retenzione del suolo, evitando la compattazione, proteggendo il terreno con raccolti di copertura si puó limitare l'uso dell'acqua sotterranea e i danni causati dalla siccitá.
Invece la desertificazione e la siccita sono due fenomeni che vanno a braccetto e sono causati dall'uomo. Si tagliano gli alberi, si elimina la vegetazione, si rivolta la terra, si perde il manto superficiale, affiorano le rocce, l'umiditá si perde e si riducono le precipitazioni. E il ciclo di degrado continua.
35. Paolo B., Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 08:49
@falecius
Tu almeno hai il coraggio di documentarti sulla verità che ci nascondono ed affrontare gli incubi, tanti(il popolo bue) invece preferiscono mettersi il paraocchi e credere ancora alle favole.
Le rese dell'agricoltura biointensiva potrebbero rientrare nella categoria delle favole?
36. dido, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 09:37
Risponditi da solo, tanto la tua conclusione tipica sará che dobbiamo morire tutti e non c'é alternativa. Forse é per questo che ti piace tanto il report sulla capacitá di carico (sballato) e diffidi di metodi che in buona sostanza hanno millenni di storia alle spalle.
Documentati, non fare il bue.
37. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 09:48
Dido... e' vero... ma al giorno d'oggi, con le stagioni "impazzite" e il clima folle che non rispetta una sola delle regole che conosciamo noi, non possiamo basarci sulla quantita' di acqua precipitata in un anno. Bisogna vedere... mese per mese... o trimestre dopo trimestre, qual'e' la reale situazione.
Io so per certo che fino a 3 o 4 anni fa il Fiume LIRI non era mai sceso sotto i 50 cm di portata... oggi ce ne sono circa 15! Ed e' una situazione stazionaria che va avanti da, appunto, 3 o 4 anni almeno! In occasione di grandi piogge poi arriva anche al limite di guardia... ma poi torna al suo livello!
Il Fiume Fibreno... che prende vita nell'omonimo lago (le cui sorgenti sono state considerate tra le 10 piu' grandi d'Europa) ad oggi viaggia circa 1 metro sotto il livello normale... che si e' sempre tenuto costante negli ultimi 2000 anni (monitorato costantemente sin dal tempo dei romani).
E lo stesso discorso puo' valere in tante altre parti d'Italia.
8 mesi senza piogge abbondanti non sono pochi... anche le querce stanno risentendo di questa siccita'... nel mio piccolissimo boschetto dietro casa (una striscia di querce sul confine... larga 3 metri e lunga 300) ce ne sono almeno una decina ormai secche. E sulla collina di fronte non vi dico quante se ne possono contare. Certo... forse molte di queste riusciranno a salvarsi (oggi ad esempio pioviggina) ma non tutte!
Insomma.... bisognerebbe iniziare ad accettare questo stato delle cose. Nel deserto del Sahara, per ovviare alla scarsita' delle acque, vennero scavati tunnel sotterranei per la raccolta dell'acqua e il relativo trasporto nei punti di accesso ad essa. In questo modo l'acqua non evaporava e gli abitanti della zona potevano bere.
Noi in italia dobbiamo deciderci ad investire su cisterne e quant'altro... perche' in futuro l'acqua piovana potrebbe giocare un ruolo fondamentale per la nostra agricoltura!
Io una cisterna interrata ce l'ho gia'! (misura circa 4x4x3 metri)
38. Paolo B., Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 09:58
dido, non fare il detentore supremo della verità.
Rispondimi a questo: perchè prima dell'era del petrolio non eravamo più di 2 miliardi di persone sul pianeta?
Con i metodi agricoli millenari di cui parli avremmo dovuto essere di più.
Documentati tu leggendo anche un po' di archivio su questo blog e su ASPO Italia.
Hai il modo irritante di scrivere del classico novizio del blog.
Tra l'altro non ho mai scritto, da che sono in questo blog, che moriremo tutti, però sono convinto che decresceremo sicuramente come popolazione, in decenni spero.
Si può fare il bue in tanti modi, anche insistendo(tu) sulle favole...
39. Paolo B., Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 10:13
'Azzo Bernardo!
48.000 litri di acqua potabile per le emergenze, ovvero circa 6 mesi e passa di consumo di una famiglia cittadina di 3 persone(la mia).
Notevole...
40. Debora/Petrolio, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 10:23
Benvenuto ai novizi, ai quali consiglio di visitare anche i links a destra, sotto la voce "Link utili" per saperne di più sull'argomento.
Quanto al blog, ormai è diventato 10% articolo e 90% commenti per il valore che apportate. Tra un po' mi limiterò a postare la lista della spesa e ad attendere le notizie succose e le analisi da voi!!!! (Un po' come si fa con TOD... ahem)
:-*
41. dido, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 10:25
Ma novizia tua sorella. Ignorante. Prendi in mano la zappa e vai a coltivare cosí il conto sulla capacitá di carico te lo fai sul campo.
42. dido, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 10:30
Ops, ovviamente non era rivolto a Debora.
Per quanto riguarda il del fosforo consiglio la lettura di questo articolo -> http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2007/09/fosforo-il-cerchio-da-chiudere.html
Dice praticamente tutto, aggiungo che la perdita di fertilizzanti nell'agricoltura industriale e data da una alta solubilitá e da una insufficiente capacitá di retenzione del terreno, dovuto alla mancanza di humus.
L'agricoltura organica invece, riciclando i resti vegetali e letami reintroduce il fosforo nel terreno, e questi nutrienti non si perdono come avviene in un terreno eroso. Periodicamente, ogni 4 anni, puó essere necessario apportare fosforo in forma di roccia fosfatica triturata, adesso non ho a portata di mano le quantitá per comparare con il post di ecoalfabeta.
Importante é mantenere il ciclo chiuso e in questo contesto la pratica di scaricare i rifiuti organici umani nel mare é deleteria, (Humanure handbook Debora, ti sei dimenticata?) paesi notoriamente terzomondisti quali la Svezia giá fomentano la separazione e reutilizzo dell'orina umana ad uso fertilizzante.
Per finire con i macronutrienti; potassio, come giá si é detto piú sopra e presente in abbondanza nel sottosuolo, usando piante con sistemi radicolari profondi é facile portarlo in superficie e reintrodurlo nel ciclo.
Per quanto riguarda i fertilizzanti azotati, beh, da tempo ormai é noto che le leguminose fissano l'azoto e la pratica del sovescio non é certo cosa nuova.
Micronutrienti, questi non si menzionano mai perché generalmente non sono un problema, una fonte ottima nel caso di carenze sono, per esempio, le alghe marine.
Etc, etc, etc. ma queste sono tutte favole, giá.
43. Paolo B., Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 10:41
dido, continua col tuo modo di fare da cafone e ignorante e la via per essere mandato a calci via da questo blog è assicurata.
debora, vedi di dargli un po' di tranquillante altrimenti gli rispondo a tono...
44. Debora/Petrolio, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 10:47
Ragazzi please, discutere è divertente ma insultarsi no. Non cancello i vostri post per il momento perchè conto che non continuerete con questo stupido botta e risposta a suon di insulti. Ha cominciato Dido ma mi aspetterei da Paolo che non desse seguito con lo stesso tono.
Non fateme fà la maestrina, su...
45. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 10:49
Paolo B.
nella cisterna ci viene convogliata l'acqua piovana del tetto (14x14 metri) e all'occorrenza quella del pozzo.
Per l'acqua potabile abbiamo un serbadoio (tipo autoclave... ma l'acqua arriva in casa nostra per caduta) che si riempie quando c'e' l'acqua della condotta.... Generalmente non risentiamo del razionamento... ma all'occorrenza possiamo utilizzare quella del pozzo (per ora la falda regge bene e non accenna a scendere di livello) che tra l'altro usiamo anche per riempire la cisterna quando questa viene svuotata.
L'acqua della cisterna infatti e' capillarizzata intorno a casa e la usiamo per innaffiare il giardino, l'orto, per lavare la macchina (molto di rado... 1 o 2 volte l'estate)...
Poi c'e' da considerare che rispetto a casa mia la cisterna e' posta sulla destra... ad appena 4 metri dalla fondazione... e il pozzo a sinistra, a 2 metri dalla fondazione.
Nel pozzo (artesiano) poi c'e' un tubo in rame che arriva a 35 metri di profondita' (il livello dell'acqua e' a 16 metri) e che e' collegato al circuito dei 2 termoconvettori (collegati anche al termocamino). In questo modo durante l'inverno i 2 tempovonvettori (uno piccolo nella zona giorno ed uno grande nel corridoio della zona notte) sfruttano il termocamino per riscaldare l'ambiente... in estate, invece, l'acqua al loro interno viene rinfrescata (a 11°C circa) dall'acqua del pozzo. E cosi' abbiamo eliminato anche il problema del condizionatore! :D
46. dido, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 11:03
E bravo Bernardo che dimostra con l'esempio cosa fare e come fare.
Per quanto riguarda il resto, se io spendo parte del mio tempo a scrivere su argomenti che conosco e che sono documentati e documentabili, e arriva uno e mi racconta delle sue classi di aikido passi, poi arriva un'altro e mi fa passare da credulone, tra l'altro ignorando bellamente gli argomenti riportati, mi stá insultando. Altro che dicussione.
Ignorante era é ignorante rimane.
47. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 11:13
come diceva Virgilio a Dante...: NON TI CURAR DI LORO... MA GUARDA E PASSA!
48. Stefano, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 11:16
>Ignorante era é ignorante rimane.
ehm... quest'erroraccio non è che deponga a tuo favore, nè....
;-)
49. Stefano, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 11:18
comunque bravo Bernardo per la soluzione dell'acqua di pozzo nei fan coil.
io la propongo da un pezzo negli impianti ma mi scontro sempre contro lo scetticismo "bue"
50. Stefano, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 11:20
che senso ha spendere vagonate di energia per fare il freddo quando il freddo è qualche metro lì sotto che ci aspetta....
51. Paolo B., Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 11:27
Qualche volta i novizi fanno la figura dei creduloni cafoni ed anche analfabeti, visto che non sanno quando non servono gli accenti.
Bernardo, sei messo bene ecotecnicamente, complimenti!
52. dido, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 11:35
Caro Stefano, il fatto é che uno non si mette a fare certe discussioni perché depongano a suo favore.
Io credo che di fronte al pessimismo dilagante bisogna attuare, non stare a battersi il petto aspettando l'ineluttabile. In questo post si tratta il tema dei fertilizzanti e nel titolo si parla esplicitamente di catastrofi relazionate con l'approvigionamento degli stessi.
Credo che perlomeno in parte ho contribuito, e altri prima di me, a sfumare parte del catastrofismo implicito dimostrando che ci sono altri modi per affrontare il problema. Problema che é effettivamente grave.
Poi se uno, cento, mille pensano che sono tutte favole sai che me ne frega. Io la zappa la prendo in mano veramente e quanto scrivo metto in pratica, poi il tempo dirá.
53. dido, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 11:41
Ahhh il problema é l'accento... non avevo capito.
Fa piacere vedere che di tutto quanto scritto si risalta solo un errore di battitura.
Tempo sprecato.
54. riccardo, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 11:52
giusto per capire, bernardo, una volta che l'acqua del pozzo ha raffreddato e deumidificato l'aria ambiente, che fine fa? la butti via? ci riempi la cisterna? mai pensati di emttere una pompa di calore acqua-acqua?
se tutti ci mettiamo ad emungere le falde per fare fresco diventa un problema anche quello (a parte alcune zone, tipo milano, dove questa pratica è molto seguita, anche per tenere basso il livello della falda)
55. Stefano, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 11:59
dido:
era una battuta per sdrammatizzare, dato che ci si dava "dell'ignorante" con leggerezza...
infatti ho messo la "faccina" ;-)
considero cmq molto interessanti le tue argomentazioni, così come quelle di Paolo
Riccardo:
effettivamente il prelievo di acqua potrebbe essere un problema. per questo ci sono le sonde getermiche: tubi di plastica ficcati in profondità per per prendere l'energia che serve senza toccare l'acqua
56. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 12:15
Dido... sai cos'e'... secondo me?
Il problema non e' tanto trovare o non trovare una soluzione... quanto piuttosto... avere il coraggio di reaggire agli eventi... o per meglio dire.... essere pronti a reaggire agli eventi!
Quante persone nel mondo sanno che sottoterra la temperatura media e' di 10°C? E in quanti hanno mai veramente riflettuto sul perche' l'acqua esce (quasi) sempre fredda dalle sorgenti?
Analogamente possiamo fare questo discorso sulla concimazione....
....in quanti sanno che il miglior concime e' il letame di pecora?
E quanti sono i contadini che lo usano?
Oppure....
.... in quanti sanno che a seconda del periodo... e a seconda del tipo di coltura da fare... e' meglio mettere il letame di bue, cogniglio o pecora?
Pochi... molto pochi... anche perche' si sta parlando sempre e comunque di letame... ovvero una cosa estremamente puzzolente e schifosa che va presa con la pala e trasportata fino ai campi.
Perche' fare un lavoro cosi' disgustoso quando per 50 euro posso avere un sacco di concime tutto bello pulito e magari anche profumato?
Ecco... io credo che il futuro sia nero per la popolazione del mondo.... non tanto perche' non si riuscira' a trovare una soluzione... quanto perche' non si e' pronti, culturalmente e psicologicamente, a rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare! Queste catastrofi che stiamo preannunciando analizzando gli eventi nefasti non creeranno direttamente miliardi di morti... ma lo faranno indirettamente... perche' la gente si fara' prendere dal panico e reagira' nel modo piu' sbagliato che ci sia... ovvero cercando di fare incetta di tutto... compresi televisori... hi-fi.... cellulari e minghiate varie!
Correranno tutti al supermarket e prenderanno dagli scaffali e dai frigo tutto cio' che troveranno.... senza sapere che buona parte di quei prodotti non sara' commestibile dopo pochi giorni!
Riccardo....
il circuito dei termoconvettori e' "chiuso"... con un piccolo vaso di espansione nel sottotetto. L'acqua al suo interno in inverno circola nel termocamino... riscaldandosi grazie al calore del fuoco, in estate il circuito del termocamino viene chiuso con una coppia di chiavi (entrata e uscita) e viene aperto il circuito, sempre chiuso, che arriva nel pozzo. Questo e' un tubo di neoprene (se non erro... e' quella plastica bianca che si usa in idraulica) che parte dal raccordo (posto dietro il termocamino) e arriva fino al pozzo... qui, 1 metro sotto la superficie del piazzale inizia il tubo di rame, chiuso, che scende fino a 35 metri!
L'acqua quindi non viene ne prelevata... ne rilasciata... e' sempre la stessa.
57. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 12:18
Dido... sai cos'e'... secondo me?
Il problema non e' tanto trovare o non trovare una soluzione... quanto piuttosto... avere il coraggio di reaggire agli eventi... o per meglio dire.... essere pronti a reaggire agli eventi!
Quante persone nel mondo sanno che sottoterra la temperatura media e' di 10°C? E in quanti hanno mai veramente riflettuto sul perche' l'acqua esce (quasi) sempre fredda dalle sorgenti?
Analogamente possiamo fare questo discorso sulla concimazione....
....in quanti sanno che il miglior concime e' il letame di pecora?
E quanti sono i contadini che lo usano?
Oppure....
.... in quanti sanno che a seconda del periodo... e a seconda del tipo di coltura da fare... e' meglio mettere il letame di bue, cogniglio o pecora?
Pochi... molto pochi... anche perche' si sta parlando sempre e comunque di letame... ovvero una cosa estremamente puzzolente e schifosa che va presa con la pala e trasportata fino ai campi.
Perche' fare un lavoro cosi' disgustoso quando per 50 euro posso avere un sacco di concime tutto bello pulito e magari anche profumato?
Ecco... io credo che il futuro sia nero per la popolazione del mondo.... non tanto perche' non si riuscira' a trovare una soluzione... quanto perche' non si e' pronti, culturalmente e psicologicamente, a rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare! Queste catastrofi che stiamo preannunciando analizzando gli eventi nefasti non creeranno direttamente miliardi di morti... ma lo faranno indirettamente... perche' la gente si fara' prendere dal panico e reagira' nel modo piu' sbagliato che ci sia... ovvero cercando di fare incetta di tutto... compresi televisori... hi-fi.... cellulari e minghiate varie!
Correranno tutti al supermarket e prenderanno dagli scaffali e dai frigo tutto cio' che troveranno.... senza sapere che buona parte di quei prodotti non sara' commestibile dopo pochi giorni!
Riccardo....
il circuito dei termoconvettori e' "chiuso"... con un piccolo vaso di espansione nel sottotetto. L'acqua al suo interno in inverno circola nel termocamino... riscaldandosi grazie al calore del fuoco, in estate il circuito del termocamino viene chiuso con una coppia di chiavi (entrata e uscita) e viene aperto il circuito, sempre chiuso, che arriva nel pozzo. Questo e' un tubo di neoprene (se non erro... e' quella plastica bianca che si usa in idraulica) che parte dal raccordo (posto dietro il termocamino) e arriva fino al pozzo... qui, 1 metro sotto la superficie del piazzale inizia il tubo di rame, chiuso, che scende fino a 35 metri!
L'acqua quindi non viene ne prelevata... ne rilasciata... e' sempre la stessa.
58. riccardo, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 14:45
quindi c'è una pompa che fa circolare l'acqua (con consumi comunque irrisori rispeto a quelli dui uno split) sei riuscito a misurare la temperatura dell'acqua a regime in entrata ed in uscita dai ventilconvettori? hai mai avuto problemi di incrostazioni? comunque complimenti "vivissimi"
il neoprene è nero, e non mi pare che ci si facciano tubi ma questo non ha nessuna importanza
per quello che dici a dido, se è senz0altro vero che siamo unn società superviziata, dalle mie parti si dice che quando l'acqua arriva al culo si impara a nuotare. speriamo bene
59. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 14 Novembre 2007 ore 15:14
beh... il sistema ovviamente non raffredda come il condizionatore... ma tenendo i termoconvettori al minimo (cosi' neanche li senti) e accendendoli solo di giorno (dalle 8:00 alle 20:00) si ha comunque una piacevole "frescusa" (sempre intorno ai 25 °C in piena estate) all'interno della casa. L'aria non e' gelida... per cui non crea problemi a livello corporeo...
Per migliorare la resa noi teniamo gli avvolgibili quasi chiusi.... e ci sono i doppi vetri alle finestre.
Ah... una nota... la zona giono ha finestre in alluminio con doppi vetri... delle dimensioni di circa 250x250 cm. In inverno tengono bene (il vetro ha doppio spessore... oltre ad essere doppio) e nelle mezze stagioni, quando c'e' il sole, le finestre diventano un termosifone :D
In questo modo il fuoco, in inverno, viene acceso solo quando e' nuvoloso o quando e' buio. Durante il giorno normalmente si sta bene!
Incrostazioni e quant'altro.... no... o meglio... non a livelli altissimi. Dopo 5 anni di utilizzo abbiamo ripulito il tubo in rame che scende nel pozzo (e riparato visto che aveva un foro) ma nulla di piu'! I problemi, semmai, ci sono stai dal lato del termocamino... l'acqua utilizzata conteneva troppo calcio e questo si e' incrostato in alcuni tubi. Poi con del disincrostante e' andato via tutto. Ora il circuito utilizza acqua a basso contenuto di calcio (quella, per la cronaca, delle bottiglie da bere) e tutto funziona alla perfezione.
Di pompe ce ne sono 2... una a ridosso del termocamino... l'altra subito prima di scendere nel pozzo. 2 "circolatori" per uso idraulico... quindi piccole potenze e basso assorbimento!