Uno sguardo dal picco

C'è una nuova invasione coloniale in Africa: quella per la produzione agricola di biocarburanti.
Ad un recente congresso ambientalista in Mali, gli esperti di tutto il continente hanno lanciato il grido d'allarme ai governanti: resistere alle pressioni delle multinazionali occidentali che vogliono trasformare l'agricoltura africana in un serbatoio di "petrolio vegetale". Naturalmente e come sempre, il tutto viene spacciato come "opportunità di crescita e di benessere" per l'affamato continente, tacendo graziosamente sulla devastazione delle foreste e sulla contaminazione da OGM che già si sta verificando in molti Stati.
Tutti noi sappiamo che l'Europa avrebbe bisogno di coltivare il 70% del proprio territorio a biocarburanti per coprire il fabbisogno: ma visto che il Nord non si sogna di cedere la propria sovranità alimentare, torna comodo usare i territori di gente che non conta nulla.
Si stanno formando gigantesche partnership di cui fanno parte le multinazionali dei settori più disparati, quali Monsanto, Chevron, Volkswagen, BP, DuPont e Toyota, sempre gli stessi, quelli che devastano il pianeta da decenni. Come degli spietati uragani Katrina, dove passano tutto diventa fango. Il sistema sarà il solito, quello di cacciare i piccoli contadini dalle proprie terre per trasformarle in latifondi da "gasolio", così come è già successo a migliaia di persone in Brasile, Argentina e Bolivia.
Insomma, anche per l'Africa la domanda e la risposta sono sempre e comunque le stesse: "Cosa c'è per cena?" "Biodiesel."
Debora: 17 gradi? in bicicletta in inverno? uguale a me: tu di punti ne hai guadagnati 10, anzi 20 perche' sei una donna ... crema e cioccolato, no, vero?
A Pietro niente punti, perche' fa affermazioni catastrofistiche basate sulla pura fantasia (sua). Secondo i disegnini ASPO per esempio, con picco nel 2007, l'estrazione totale mondiale nel 2010 sarebbe pari a quella del 2004. Il 2027 sarebbe come il 1987. Qui inoltre dicono che i consumi italiani di petrolio nel 1985 erano circa come quelli di oggi, il che a occhio e croce corrisponde alla forza economica/competivita'/PIL del Bel Paese. http://aspoitalia.blogspot.com/2007/10/il-picco-stato-nel-1999-in-italia.html
dido: ma 'sta Malaga, dov'e'? scrivimi per favore a emilio punto conti chiocciola europe punto com (anche se non mi chiamo Emilio)
Bel riassunto Pietro, una GROSSA crisi finanziaria, e fra pochi mesi la vedremo, dubito che si vada oltre l'estate 2008.
Il peak oil viene rimandato.
Se rinuncio al furgone non é perché non posso permettermi il gasolio, nel mio caso specifico poi il kilometraggio é molto basso, ma perché la crisi economica che distruggerá il mercato lo renderá inutile e costoso da mantenere. Anche senza usarlo.
DIMENTICAVO:
Se il picco è nel 2007 ti si creeranno problemi a partire, massimo massimo massimo, dal 2010 e non dal 2027.
A meno che per problemi tu non intenda il razionamento forzoso dell energia, il ritorno ad un medioevo high tech etc etc.
Infatti i problemi li avremo risolti, tra 20 anni.
In un modo o nell altro.
Poco ma sicuro.
Il punto, ed il bello/brutto/interessante, è COME.
Ci sono soluzioni e metodi "medioevali" di risoluzione che al momento a me ed a tanti altri suppongo, non sconfifferano molto.
E' semplice cosi, secondo me.
Pietro
Ma il punto non è sul tagliare la ciccia (IL CAMIONCINO CHE FA 30 KM GIORNO PER LAVORO) è sul tagliare i consumi SUPERFLUI.
Nel 1985 consumavamo la metà di ora ed eravamo ( piu' o meno) gli stessi, in Italia.
Semplice, no?
QUindi, si può fare con meno, con MOLTO meno, e si farà.
Ad esempio con gasolio a 3 o 4 euro al litro.
Il guaio è che è IL SISTEMA che non regge alla NON crescita.
E' il meccanismo ECONOMICO-FINANZIARIO che OBBLIGA alla crescita crescita crescita....Solo in questo modo infatti si riesce a pagare gli interessi.
Sulla casa, sull'azienda, sull'attività...
Brutalmente parlando le cose stanno cosi.
CI VUOLE e ci Sarà, un GROSSA crisi finanziaria. CHe tra parentesi ci permetterà di guadagnare dieci anni di risrse.
DOPO, se non ci saremo dilettati in qualche bella guerra, spazzati via in un tremendo ed irripetibile potlach crediti debiti e scartoffie varie, quel che resterà, FISICAMENTE, sarà quello con cui potremo fare.
ALLORA e solo ALLORA sarà chiaro cosa è sostenibile e cosa non lo è, cosa è struttura e cosa sovrastruttura.
Non se ne esce, non se ne scappa.
Nde come individui ne come sistema paese ( per questo lo scenario, ottimisticamente, è argentino, ovvero tutto considerato con una parvenza di democrazia residua)
Esagerazioni?
Speriamo !
Ma ditemi voi come ne usciamo SENZA recessioni PESE.
Deluso? Non direi.
In generale apprezzo molto il tuo blog, certi articoli che scrivi li trovo un pó discutibili ma nel complesso lo ritengo un lavoro piú che buono. Peró ho giá notato altre volte che quando scendi nell' arena dei commenti il tuo stile cambia e a volte mi lasci perplesso.
In questo caso ho risposto a una domanda da te posta, raccontandoti la mia relazione con la macchina, e ho quindi aprofittato per criticare una affermazione tua. Se tu interpreti una critica puramente letteraria per delusione la porti sul piano personale, qualcosa che a quanto pare ti ha disturbato abbastanza nel post #7.
A mio parere, e altri hanno interpretato cosí, ti sei posta in un modo che appare un pó 'elitista', ed é questo quanto si critica; probabilmente, voglio credere, si é trattato semplicemente di una incomprensione, ed infatti l'immagine che traspare da questo tuo ultimo intervento é piú consonante con il personaggio che rappresenti.
@Geppetto, risiedo in provincia di Málaga da una decada ormai, se vuoi venire a prendere un pó di sole fammi un fischio.
geppetto,
ci avrei giurato: odio la nocciola e mi piace il gelato alla frutta! Però il fatto che ti garbano le pietraie è un punto a tuo favore... :D
dido,
mi addolora profondamente averti deluso... visto che anch'io, tra l'altro, ho un marito che mi guarda storto perché zappetto pomodori in terrazza, porto il bimbo in bici anche a gennaio e tengo la temperatura in casa a 17 gradi!
Il mio era solo un esempio: della macchina faccio a meno anche adesso, visto che appunto vado in bici e in motorino (35km con un litro ehhh). Ma come forse saprai, non esiste moglie al mondo che possa imporre al marito di andare a piedi, mentre il contrario talvolta accade.
Aver fatto capire insomma che l'auto non è indispensabile e che un dì sarà una fioriera è già un'enorme conquista...
dido: vale di piu' un matrimonio che i grilli nell'orto (dove vivi, che se passo di li' ti vengo a trovare e ti aiuto un po' in pietraia).
Debora: parlavo in media. Le tue affermazioni paiono fuori media, per questa volta. E mannaggia, siamo in disaccordo anche sull' "induzione" dei bisogni, ovvero sulla sua influenza. Senti, a me il gelato piace nocciola e cioccolato: tu cosa ne pensi?
Frank Galvano: mi sta prendendo l'idea dei Processi Stocastici. Se vuoi dirmi come li applichi mi fai un piacere, poi ci 'studio' su io.
Secondo Rubbia è sufficiente che in Europa il 7% della superficie coltivata venga trasformata in coltivazione per il bioetanolo per sostituire totalmente i carburanti fossili. Debora aggiornati, il bioetanolo avanza e progredisce, le rese fornite sono molto maggiori da quelle che tu pensi.
Link: http://www.proteofaresapere.it/contributi.asp?id=1363 e http://www.chem.unisa.it/people/luigicavallo/05-Chim-Ind-07-Reforming.pdf
"Per me la macchina è un lusso a cui potrò rinunciare senza andare a fare le rivolte in piazza. E per voi?"
Mah, vediamo, io una macchina praticamente non l'ho mai avuta. Quando ero giovane, vivevo in Lombardia, lavoravo come falegname dipendente e andavo a lavorare in moto; pioggia, vento o tempesta. Ho lavorato in svariate ditte, alcune abbastanza vicine da permettermi di pranzare in casa, altre abbastanza lontane da obbligarmi a levatacce per affrontare strade pericolosissime. In 10 anni di moto ho collezionato 4 incidenti, sempre in tragitto andata/ritorno dal lavoro, e sempre per colpa di qualche automobilista distratto o stressato... anzi, una volta perfino un autobus municipale mi ha tagliato la strada.
I vantaggi della moto erano: meno consumo, rapiditá, meno occupazione di suolo pubblico, meno problemi di parcheggio, meno tempo in coda, meno inquinamento.
Gli svantaggi molteplici, gli incidenti, la inclemenza del tempo, i ladroni delle assicurazioni, tutto il costo maggiorato per via di possedere un bene di lusso, un certo pregiudizio "sociale".
E non dimentichiamo i grandi problemi con il sesso opposto, capirete, andare in camporella a gennaio con la moto non é per tutti :D
Ma si sopportava tutto pur di dimostrare con l'esempio che la moto era un mezzo valido per l'uso giornaliero, piú economico, meno inquinante.
Adesso che in Lombardia non vivo piú e faccio il falegname in proprio, la macchina ancora non ce l'ho. Dopo aver venduto la moto ho comprato uno minifurgoncino mezzo scassato tipo fiorino e mi arrangiavo con quello. Dopo qualche anno, stanco di fare svariati viaggi per consegnare una cucina, mi sono indebitato per comprare un furgone decente che, in teoria mi avrebbe dovuto servire per tutta la vita lavorativa, vale a dire fino alla morte (mia, non del furgone).
Se consideriamo che la mia falegnameria si trova a mezza strada fra i due paesi principali, dove lavoro per il 95%, e che fra i due paesi c'é un dislivello di 150 metri e una quindicina di km di distanza, mi risulta oggettivamente difficile rinunciare al mio mezzo.
Non penso sia fattibile trasportare mobili in bicicletta, ma non credo neppure che il mio fornitore di legnami e derivati, che si trova a 60 km, mi possa portare il materiale in spalletta, materiale che poi chissa da dove arriva inizialmente.
Peró sto valutando ugualmente di vendere il furgone, tanto il lavoro cala, il mio interesse va sempre di piú verso l'agricoltura e in ogni caso potrei sempre affittare un furgone nel caso avessi qualche lavoro grosso da consegnare, o un furgoncino nel caso sia piccolo, ma anche una bicicletta elettrica se dovessi andare a piallare una porta, borsa dei ferri in spalla e via, hop!
E mentre sono qui a fare stí ragionamenti da malato, e a rompermi la schiena nella pietraia qua fuori cercando di applicare le tecniche di coltivazione organica intensiva e a farmi guardare strano da mia moglie per via di tutte quelle cose strane che stó rimuginando (recentemente mi ha detto che non sono piú lo stesso che ha sposato, e ha ragione ovviamente) scopro che Debora sarebbe disposta a lasciare l'auto quando la benzina diventa indisponibile. E grazie, cosí sono capaci tutti.
beh Geppetto, consideriamo anche che c'è chi "induce" i bisogni, non pensiamo di essere così indipendenti da crearceli da soli... e così, buonanotte alla convergenza di vedute! :D
Sul tema principe, mi pare che ci sia un buona convergenza di vedute.
La causa (il motore etc.) e' la domanda di greggio. Responsabile e' il consumatore di benza e gasolio, cioe' tutti noi, non le multi che sono un mezzo per soddifare il nostro "bisogno".
Presa coscienza del nocciolo della questione, il problema diventa cosa posso fare *io* per impedire che il petrolio che consumo trasudi di sangue ed ingiustizia?
Il fenomeno "Peak" è ormai del tutto indipendente dalla sua sostanza fisica. Anche se ci fosse una capacità nascosta che obnubila le valutazioni sulle riserve o sui flussi, non conterebbe molto. I comportamenti degli attori sono comunque condizionati. L'impatto di questa realtà sulla nostra esperienza quotidiana, di utilizzatori di energia, dipende da tanti fattori. Non credo a "collassi" repentini da shock petrolifero, ma la gestione del costo dell'energia muove altre variabili, che possono creare conseguenze altrettanto negative di per se. Ho insistito su tanti post sulla questione inflattiva, che non è solo la perdita di potere di acquisto.
Consiglio natalizio per letture davanti al caminetto
Freud’s classic distinction between the manifest and latent content of the inner world of the psyche now has to be applied to the outer world of reality. A dominant element in this reality is technology and its instrument, the machine. In most roles the machine assumes a benign or passive posture – telephone exchanges, engineering hardware, etc. The twentieth century has also given birth to a vast range of machines – computers, pilotless planes, thermonuclear weapons – where the latent identity of the machine is ambiguous even to the skilled investigator. An understanding of this identity can be found in the automobile, which dominates the vectors of speed, aggression, violence and desire. In particular the automobile crash contains a crucial image of the machine as conceptualized psychopathology. Tests on a wide range of subjects indicate that the automobile, and in particular the automobile crash, provides a focus for the conceptualizing of a wide range of impulses involving the elements of psychopathology, sexuality and self-sacrifice.Frank Galvano, divaghi: parliamo del picchio, non della pioggia; inutili anche le ipotesi sul mio corso di studi.
Cerco di spiegarmi meglio: se il piccio e' nel 2005 mi si creano dei problemi nel 2025. Se il picchiolo e' nel 2015 gli eventuali problemi iniziano (diciamo) nel 2040 (la campana e' piu' alta, cioe' piu' grassa e piu' trabordante di petrolio), ma non mi tangono perche' da li' a poco saro' sotto terra (statisticamente parlando).
Mi sfugge totalmente l'aspetto stocastico. Il petrolio non lo trovi lanciando i dadi: che c'entra la statistica? Ti stai preoccupando di come modellizzare la zigrinatura? Al diavolo la zigrinatura. Qui, in prima approssimazione, si tratta solo di indovinare/ipotizzare la posizione di una campana (o due segmeti di retta, o una parabola rovesciata, non ha molta importanza, e sarebbero il tuo "trend", almeno io l'ho inteso cosi') nel tempo. Una volta fissata la forma (segmenti, parabola, campana), che a mio avviso in prima approssimazione e' irrilevante, il punto di massimo e' l'ultimo grado di liberta' che ti rimane. Il "trend" - in questo caso - mi interessa molto meno del picchio, anzi non mi interessa proprio.
Sia ben chiaro: questi sono tutti "ragionamenti" avulsi dalla realta': come sara' la curvona del petrolione da qui a 40 anni (o 4 mesi) oggi non lo sa nessuno, nemmeno quella lisciata senza zigrinature.
pablo: il posto dalla parte della ragione e' tuo, per pieno diritto e merito.
Debora, che senso ha chiedersi se possiamo o no fare a meno dell'auto? Se è un lusso o meno? E' inutile immaginare un mondo senz'auto ma con i trattori, le ruspe e i cammion. Sono un lusso anche questi ultimi?
L'umanità è sopravvissuta senza l'auto per gran parte della sua storia e sopravviverà anche dopo, è ovvio. Il problema è che molti non sopravviveranno senza l'"auto".
"Per me la macchina è un lusso a cui potrò rinunciare senza andare a fare le rivolte in piazza. E per voi? "
Per me e' gia' un cubo da due anni.
E sono molto piu' ricco di prima.
Sono convinto che gli attegiamenti dei singoli siano centrali, nell'incrementare lo sviluppo della fonte più preziosa che è sempre il risparmio. Personalmente posso fare poco, non ho la patente, ed ho una impronta ecologica minima, non come quella di un aborigeno, ma qualcosa di simile, credo, ad un abitante di un paesino italiano degli anni 60. Detto questo il cambiamento necessario è grande, non si limita alla scelta di prendere l'auto od il tram, le città stesse sono ormai costruite attorno al concetto di una illimitata capacità di spostamento privata. Ormai penso che solo una potente stretta economica, anche se graduale nel tempo, sui costi del trasporto, potrà cambiare le cose. Sul fronte delle polemiche sulla data del picco, avevo gia espresso le mie opinioni, rispetto la notizia epocale, ma la sostanza cambia poco, spostare la data di qualche anno è ininfluente, in quanto le conseguenza sono gia operative. La recessione delle economie mature è in corso. Il gap tra l'epifania della recessione e la contrazione dei consumi si è molto allungato, rispetto le analisi basate su modelli sociali e industriali degli anni 70 - 80, ma sicuramente avverrà, almeno nelle aree USA ed EU. Le serie storiche indicano la contrazione dei consumi manifestarsi dopo 18-24 mesi, dalla recessione "conclamata", oggi questo lasso di tempo è quasi trascorso, i prezzi sono saliti gradualmente, ma il nuovo paradigma dei costi è operativo, ed è basato sulla certezza che comunque non vi sarà mai più un eccesso costituzionale di offerta sul mercato: la struttura del mercato petrolifero è cambiata per sempre. Il cambiamento nello stile di vita, pompato dalla illusione del consumo privato, influirà su questo ritardo, nell'accettazione di un minor consumo, ma anche questo ha un limite. L'accumulazione di stock di risparmio è ormai limitatissima, le nuove generazioni non potranno dilapidare il patrimonio di quelle precedenti, il sistema si avvita su se stesso. Oggi l'eventuale riduzione, anche forte, del consumo, verrebbe immediatamente colmata dagli acquisti per riserva, nei tempi congiunturali, nel medio periodo il surplus commerciale dei paesi emergenti garantisce la loro capacità di assorbimento di combustile, nel lungo periodo, concordo con Geppetto, saremo tutti morti :) . La diversificazione nella capacità di raffinazione (ad esempio il boom dell'India nel settore specifico) maschera la crisi di offerta del petrolio leggero, e ondula il plateau produttivo, ma ogni medaglia ha un suo rovescio, la capacità da off-shore, ad esempio, sappiamo essere una risorsa che si sviluppa in tempi molto più brevi, rispetto i giacimenti a terra, e gli apporti per questa via sono limitati temporalmente. La consolazione è che ci sara, alla fine, quella redistribuzione che oggi neghiamo, l'ingiustizia che stiamo disseminando fara la fine delle nostre corrotte istituzioni finanziarie. L'africa avrà la sua rivincita.
@ Schietti
Ma dove diavolo si trova il tuo bosco ? Dimmelo che ti vengo a trovare, portero una bottiglia è qualche scorza di formaggio da rosicchiare davanti al camino.
M.Persico, concordo...
Geppetto: "L'andamento di massima (trend), dici tu, e' importante? Dal mio punto di vista, no: uno scarto di 10 anni farebbe una bella differenza per la mia/la nostra vita."
Quando leggi le previsioni del tempo per l'indomani, vorresti che iniziasse a piovere alle 16:38, +/- 1 minuto? Farebbe una bella differenza nella tua gestione?
Suppongo che nel tuo percorso di studi tu non abbia sostenuto un esame di Processi Stocastici.
Scusate, tutti a dire: eh fa freddo, eh fa caldo, eh ma devo andare al lavoro... ma appena 50 anni fa come facevano???
Io non dico che l'automobile è un lusso perché sono una snob, ma semplicemente perché nella storia umana ci sono sempre stati freddo, caldo e lavoro, e 50 anni su cinquemila sono proprio e solo un lusso. Una cosa non diventa indispensabile alla sopravvivenza umana in soli 50 anni.
Che poi il sistema sia basato su ciò e che quindi si configuri un gran casino, non ci piove. E' appunto quello di cui dibattiamo da due anni qui...
Bene, a quanto pare nella mail nr.8 Cataldo conferma che i giochi neocolonialistici dell'Occidente sull'Africa non sono affatto scontati.
E' un'ottima notizia per quanto mi riguarda.
Molto meno lo è l'ingombrante presenza militare USA nel continente.
Forse l'Africa potrebbe diventare il prossimo terreno di scontro(anche militare) tra USA/suoi stati clienti e blocco russo, dipende quali paesi Mosca riuscirà ad attrarre nella sua orbita nei prossimi anni.
A differenza della Casa Bianca però, il Cremlino non ha necessità vitali, come quelle alimentari od energetiche, per la presenza in Africa, se non l'obiettivo di riguadagnare i fasti di potenza planetaria dell'epoca sovietica. E poi, rifacendomi alla mail di Cataldo sopra, anche Putin non deve rendere conto a delle fameliche lobby o multinazionali russe o straniere.
La Cina resta la grande incognita, visto quanto è economicamente(suo malgrado) legata reciprocamente a doppio filo con gli Stati Uniti http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2496¶metro=economia.
Anche se tra i due giganti planetari non scorre di certo simpatia...
Paolo B
Rimango d'accordo sul fatto che non si possa pensare ad un futuro con motorizzazione di massa (se ci sara' il picco). Sono pero' piu' scettico pero' sul risultato ultimo della societa', ovvero dubito che reggera' alla fine della motorizzazione senza ridurre drasticamente l'urbanizazzione e l'industrializzazione.
Marco
Padova-Verona senza prendere l'autostrada 70 Km circa, cioe' 140 Km al giorno. Ad una media di 25 Km/h (gia' parecchio per una bici) 5.6 ore. Tutti i giorni, una passeggiatina... Io da giovane saltavo i fossi per il lungo...
E comunque te l'ho detto calcola ogni spostamento giornaliero a 20 Kn/h e poi vedi il tempo che ci impieghi, chiaro se abiti a 500m dal lavoro e 'un discorso che non regge.
M.Persico, l'automobile è un prodotto insostenibile, per il consumo di petrolio, per l'impatto ambientale e sulla salute umana, per i numeri che ha raggiunto(800 milioni di veicoli nel mondo), per le guerre petrolifere direttamente conseguenti alla motorizzazione selvaggia di massa.
Tu fai il riferimento al trasporto merci su gomma, ma questo è una cosa, la motorizzazione di massa è un'altra di cui la società è in grado di farne perfettamente a meno se solo la maggior parte delle persone considerasse l'automobile alla pari di un treno o un autobus e non la propria appendice(soprattutto nella nostra repubblica delle banane) di cui non può fare a meno.
E' ovvio che in mancanza dell'auto dovrebbe essere riorganizzato gran parte del modello economico mediante potenziamento del trasporto pubblico, introduzione sistematica del telelavoro nei contesti lavorativi in cui è possibile, uso di bus navetta aziendali per i dipendenti, trasporto merci prevalentemente su treno e navi e su gomma per le piccole tratte.
E poi non mancherebbero le auto elettriche, che non sarebbero tante come quelle a carburante di oggi.
Tanto il declino del motore a scoppio è dietro l'angolo...
Se mi si permette un off topic rispetto all'articolo di Debora, vorrei segnalare questo articolo di Carlo Bertani:
http://carlobertani.blogspot.com/2007/12/ma-chi-credono-di-prendere-in-giro.html
Sostanzialmente la rete elettrica nazionale è sotto stress inaspettato con 56.810 MW consumati nella giornata del 16-12 non per l'ondata di freddo che sta colpendo il sud italia, ma a causa degli addobbi natalizi.
Un'altra notizia che volevo riportare e che ho letto su google news (adesso non trovo più il link) è che le previsioni di aumento dei costi alimentari in italia per l'anno prossimo è di circa 450 euro l'anno per famiglia, almeno secondo le associazioni dei consumatori. Invece il totale potrebbe arrivare fino a 1600 euro l'anno se si includono i rincari dei trasporti, elettricità ecc... Questo su una base di spesa che per il ceto medio è già al limite.
A questo punto mi sembra davvero fondamentale pensare ai modelli matematici inattendibili di aspo e compagni che piazzano il picco al 2005 oppure al 2006 o al 2007.
@M.Persico Bicicletta per 20 Km.. Parlando con dei pensionati del mio bar, nemmeno troppo anziani ( circa 70 anni ) mi raccontano che da giovani, dopo la guerra, facevano tranquillamente Camposampiero - Padova esattamente 20 Km per andare a lavorare in fabbrica, alla Atala biciclette. Bhè, non serve tornare al medio - evo.
Da poco invece qua a Padova ho conosciuto un 70enne che per dar da mangiare a 5 figli si faceva ogni giorno in bicicletta Padova - Verona... intorno agli anni 60!!!
Serve proprio riorganizzare l'economia.
@nickvandeerpeers
Si torna sempre a quello, a parte le auto elettriche, che sicuramente non risolvono i problemi dell'auto, c'e' sempre il discorso di come fabbricare l'elettricita' ecc.ecc.
Per quanto riguarda i percorsi lavorativi, posso darti ragione, mia zia lavora in una scuola e fano i turni di trasporto per risparmiare. Pero' le aziende sono troppo disperse sul territorio per credere di poter fare una cosa del genere; e comunque l'auto tua o di un altro serve in ogni modo!! quindi counque ci sono le auto in circolazione!!! tutta questa gente puo' risparmiare certo ma non risolve il suo problema di trasporto facendo diventare l'auto una fioriera.
La rinuncia dell'auitomobile per il trasporto privato è difficile da auttuare anche se non impossibile, facile dire, fa troppo freddo poi farà troppo caldo, soluzioni che possono limitarne l'uso se ne potrebbero trovare a decine, come la uto elettriche che oramai sono una realtà, magari invece di incentivare le nueve euro 4-5-6-7-8 penchè non incentivare l'elettrico puro?
Il car sharing fatto con intelligenza ed accuratezza, esiste internet, che ci vuole condividere le informazioni sui percorsi lavorativi, sai quanta gente fa il tuo stesso tragitto e nemmeno lo sai?
La verità è che la spinta esasperata all'individualismo ci fa infastidire al solo pensiero di avere qualcuno da portare che se poi nemmeno conosciamo ci fa dire ma chi me lo fa fare?
Scommettiamo che quando ci sarà la crisi da picco ne vedremo delle belle ?
M.Persico, la stagflazione è un concetto molto più semplice di quello che s'immagini: è una parola brutta per descrivere un evento brutto: l'implosione di un sistema economico. E' sempre associata ad una fondamentale esplosione dei prezzi degli input produttivi (materie prime, salari...). Ma i salari salgono per lo stesso motivo per cui sale il prezzo del succo d'arancia quando sale quello dell'acqua. E' inutile fare grandi studi quando si vuole descrivere la "fine del mondo". L'economia monetaria semplicemente dice che in una situazione di stagflazione la politica monetaria della banca centrale è impotente. E' già un progresso, prima si pensava che si potesse scegliere fra disoccupazione e inflazione, come se quando tutto va in vacca si potesse contenere comunque la disoccupazione accettando un'alta inflazione. In realtà è tutto molto più complesso ed esistono problemi che vanno oltre le capacità organizzative dell'uomo. In sintesi, problemi che la "politica" non può risolvere. Tutta questa pressione crescente sui "politici" è una gran panzana, si stanno chiedendo cose che sono fuori dal mondo e dalla natura umana, schizzofrenia pura di un sistema destinato a dissolversi.
Per definizione, un bene è di lusso quando non soddisfa bisogni "primari". Tutto sta nel definire un bene primario: ebbene, è "primario" il bene la cui interruzione del consumo provoca un "notevole" calo di benessere (potere) nel soggetto consumatore.
L'automobile può non essere indispensabile per un singolo, ma lo è a livello di sistema economico. Ovvero, togli l'auto e l'intero sistema subisce un crollo, travolgendo anche i (pochi) singoli che pensano di essere al sicuro perchè non usano l'auto. Ciò implica che sarebbe ragionevole anche per te manifestare in piazza a favore degli automobilisti e che l'auto non è affatto un lusso a livello sociale! Chiaro che per eliminare la dipendenza dall'auto bisognerebbe riorganizzare l'intero sistema economico. Chi comincia? Io no di sicuro! Ho fiducia in Veltroni tant!
Non so fino a che punto sia reale l'idea che la macchina non sia indispensabile, i trasporti merci ne sono un evidente problema. Senza i camion qualsiasi prodotto di un certo peso non potrebbe essere trasportato, e quindi renderebbe inutile chi lo produce ecc.ecc.
Se valutiamo solo l'uso civile ci troviamo ad essere comunque fregati, a parte chi lavora in citta' piuttosto grosse, fa dai 10 hai 30 Km pr raggiungere il posto di lavoro, in bici quanto tempo occorre, in questa stagione poi?
Faccio 40 Km andata 40 Km ritorno per recarmi sul posto di lavoro, uso la macchina praticamente solo per questo. Posso considerarla un lusso? Si potrei cambiare lavoro pero'... (non posso trasferirmi perche la mia ragazza lavora per il comune e quindi la strada la farebbe lei)
Non e' cosi facile rinunciare alla macchina secondo me, traducete i Km che fate andando a 20 km all'ora e calcolate il tempo che impieghereste a questa velocita'. Quello che rimane e' medio-evo.
@ Tap
Stagflazione:Il fenomeno fu principalmente spiegato col prevalere di comportamenti di monopolio sia nel mercato del lavoro (per la rigidità dei salari), che in quello dei prodotti per la presenza di cartelli (in special modo nei mercati delle materie prime).
Mi sa che hai ragione, siamo fregati.
Vedo che devo dilungarmi.
A colonizzare l'Africa e a bombardare l'Iraq ci si va perchè le popolazioni occidentali (1 miliardo di persone) considerano la macchina una cosa indispensabile. Indispensabile: ovvero al pari di cibo, acqua e riparo. Su questo non si discute, è evidentissimo. Di conseguenza, governi e governanti considerano vitale l'accesso alle fonti di carburante, a qualsiasi costo, come fosse appunto acqua.
Se tutti noi invece cominciassimo a considerare l'auto un lusso che va benissimo finché ce lo possiamo permettere, sia economicamente che come disponibilità energetica, e fossimo pronti a rimetterla in garage senza fare una piega appena diventasse insostenibile, forse i nostri governanti si asterrebbero dal fare certe tragiche scelte politiche.
Per me la macchina è un lusso a cui potrò rinunciare senza andare a fare le rivolte in piazza. E per voi?
Un commento OT sull'ultima mossa BCE: stampati 350 miliardi di euro per far fronte alla crisi delle banche europee, prestito illimitato ad un tasso inferiore a quello di mercato.
Sembra chiaro che il terremoto NON verrà da una crisi dei mutui: il tasso d'interesse la BCE lo terrà basso, a scapito di una devastante inflazione. Disoccupazione o inflazione? Inflazione, inflazione... stagflazione!
In quanto privilegiati occidentali, figli di occidentali benestanti (relativamente agli africani) siamo tutti responsabili, io per primo, anche se voto verde, non uso la macchina o cambio le lampadine.
Siamo parte del sistema, anche se lo contestiamo. Perfino la possibilità di contestarlo è un segno distintivo della nostra appartenenza al sistema. La nostra democrazia, espressione massima dell'occidente è la conseguenza ultima del lungo sfruttamento coloniale/schiavistico di africa e asia.
La "grande democrazia americana" non è forse basata sullo sfruttamento degli schiavi? la deportazione forzata di almeno 20 milioni di uomini e donne (metà dei quali sono morti nel trasbordo), che fruttava gran bei soldi alle compagnie negriere europee (l'equivalente odierno delle compagnie petrolifere, visto che fornivano energia a bassissimo costo) , non ha forse minato il futuro sviluppo dell'africa? C'e' ancora molta gente che pensa che l'africa sia sottosviluppata perche' "sono meno intelligenti" o "fa più caldo".
La storia non cambia, cambia il modo di sfruttare, schiavitù o biocarburanti si equivalgono.
"Geppetto, a colonizzare l'Africa non ci si va per persone come me e Bernardo, più che disposte ad usare l'auto come fioriera appena la benzina sarà indisponibile."
"Ci si va invece per tutte le altre, che considerano il pieno un diritto divino e non sarebbero disposte a rinunciare ad un viaggio in Germania o al trasporto di un pacchetto neppure se devono ammazzare per questo 3000 africani."
Cioè, Debora, basta dichiararsi verdi e di sinistra per meritare l'aureola? cavolo! vengo anche io! non voglio mica avere sulla coscienza i poveri africani! Che sia chiaro a tutti fin d'ora: Io non considero il pieno un diritto divino (anzi, viaggio al max con mezzo serbatoio!) e non ho mai pensato di ammazzare gli africani per nessun motivo al mondo e, udite udite: NON sono MAI andato in Germania.Ah e a proposito dell'auto, dichiaro che sarò LIETISSIMO di trasformarla in fioriera quando non ci sarà più la benzina. (mi hanno detto che se non sei "lietissimo" la dichiarazione non vale) Da adesso in poi, se succede qualcosa di male in africa la colpa non è mia ma è degli ALTRI (massì, il popolo bue, le multinazionali, berlusconi, quella roba lì insomma) x geppetto:gepi mi dispiace, c'era rimasto solo un posto dalla parte della ragione e mi ci sono messo io, appena in tempo. Ti toccherà restare dalla parte del torto..."C'è una certa sottile differenza... la cogli?"
uuuuhh se la colgo!Noi siamo i buoni mentre quelli là sono i cattivi!! se non sono differenze queste!@SCHIETTI
ma hai scritto ai carabinieri perchè ti vengano a prendere?
100 milioni di tonnellate e il peso che mi stai dando sui miei t******i e credo anche di molti altri che frequentano qui.
Vedi di levarti ok?
Frank Galvano.
Se il picchio non riesci a capirlo nemmeno *a posteriori*, vuol dire che il tuo modello e' una bufala o che nemmeno hai usato un modello e hai solo dato fiato alle trombe. Siamo d'accordo?
L'andamento di massima (trend), dici tu, e' importante? Dal mio punto di vista, no: uno scarto di 10 anni farebbe una bella differenza per la mia/la nostra vita.
Sono d'accordo sugli "economisti": dal punto di vista del rigore scientifico, sono peggio degli aspisti (quindi ti lascio immaginare ...), da altri punti di vista sono meglio.
Ci conosciamo da una vita: qualche punzecchiattina sara' pur concessa, che diamine. Non essere cosi' permalosa!
Quindi, se ho capito bene, Debora, non ti ritieni responsabile in alcun modo di questo (ipoteticissimo) sfruttamento dell'Africa?
Sono invece responsabili delle altre persone, cioe' esattamente quelle che non "sarebbero disposte a rinunciare ...". Ah! forse ho capito. Siccome tu "saresti disposta a rinunciare" allora non sei responsabile, e il responsabile e' X che "non e' disposto a rinunciare".
Quindi per te non conta quante volte passi dal benzinaio, ma il tuo stato d'animo, cioe' la disponibilita' alla rinuncia.
Interessantissimo !!!
P.S. ora aspetto le bastonate del Berni
Geppetto, non capisco questa tua polemica gratuita.
Normalmente fai interventi arguti, a volte invece ti travesti da troll e distribuisci a destra e manca
Ugo Bardi (con ASPO international) e i "crucchi" portano avanti dei modelli e degli studi, gli unici che si stanno verificando attendibili e in grado di interpretari i complicati fenomeni economici cui assistiamo
Molto meglio del gratuito ottimismo di molti economisti non trovi?
Che poi il picco sia stato il 23/07/2006, oppure sarà il 02/03/2008, NON HA ALCUNA IMPORTANZA nella validazione del trend.
Quando programmi una gita in montagna, ti interessa alla partenza PREDIRE quando sarai in cima, con LA PRECISIONE DEL MINUTO? O dai una stima, 20' + o - ?
Se osservate attentamente questo grafico
http://europe.theoildrum.com/node/3381
capirete perche' il Bardi all'inzio del 2006 aveva "previsto" il picchio nel 2005 ed il suo amico crucco (non mi sovviene il nome) pochi mesi fa, "previde" lo stesso picchio nel 2006, la famosa notizia "epocale" di un gruppo di scienziati "indipendenti".
I fatti, come al solito parlano tutt'altro linguaggio, e fanno dubitare dei metodi "scientificissimi" utilizzati. Ammesso che uno voglia dubitare, si intende.
Geppetto, a colonizzare l'Africa non ci si va per persone come me e Bernardo, più che disposte ad usare l'auto come fioriera appena la benzina sarà indisponibile.
Ci si va invece per tutte le altre, che considerano il pieno un diritto divino e non sarebbero disposte a rinunciare ad un viaggio in Germania o al trasporto di un pacchetto neppure se devono ammazzare per questo 3000 africani.
C'è una certa sottile differenza... la cogli?
E poi il sistema di discutere un'idea attaccando le persone è davvero fastidioso. Ahò, me sembri Brunetta...
Geppetto, incredibilmente mi trovo d'accordo con te, ma solo fino alle prime 4 righe. Oltre dai sfogo alla tua lingua biforcuta come al solito. Però sulle prime 4 righe sono d'accordissimo con te, penso che siamo noi, i consumatori, a dover riprendere in mano le redini dei nostri consumi...
Riduci i tuoi consumi del 95% e convinci 10 persone a fare altrettanto: salverai, forse, gli africani dalla loro nuova schiavitu'.
Le multinazionali non c'entrano niente: e' solo la domanda che c'entra, ma fa piu comodo puntare il dito. Il resto sono dettagli.
Debora, tu quanti Km fai all'anno in auto? In Germania ci sei andata appesa al KWG? Ma forse di Km ne fai meno di Bernardo che ha spostato un pacchetto di 500 gr. di 300 Km. in Mercedes Benz Giardinetta Lunga e Grossa.
Chi e' senza colpa, scagli la prima pietra! Giovanni 8, 1-11
La situazione Africana del 2007 è fatta di luci ed ombre. Tra gli aspetti positivi si puo certamente ascrivere una maggiore consapevolezza del ruolo fondamentale degli organismi sovranazionali, e la rivalutazione delle materie prime, che da ossigeno alle economie del continente. Il fallimento del recente vertice tra EU ed Africa sotto questo aspetto, se vogliamo, è positivo, in quanto l'unione ha cercato fino all'ultimo di far accettare agli africani una bozza di accordo fortemente neocolonialista, sulla spinta delle distruttive pretese Inglesi (come al solito la mano europea dell'iperliberismo USA). Non si è trovato un punto di mediazione possibile, le conseguenze saranno negative nell'immediato, ma nel lungo periodo gli africani hanno scampato una apertura del mercato che avrebbe portato a conseguenze molto gravi in una serie di settori. Ricordiamo che i precedenti accordi per agevolare le importazioni agricole sono falliti miseramente per l'azione delle lobbies dei produttori europei, che continuano a minare le possibilità di indipendenza africana. Gli africani sono riusciti ad opporsi all'accordo capestro sia grazie ad un coordinamento tra gli stati (con punte anche negative, come il supporto a Mugabe) sia per il supporto "remoto" della Cina, che ha ormai radici solide nel continente, e che non è condizionata nella sua attività commerciale dalla necessità di accontentare fameliche lobbies interne. GLi aspetti negativi sono tanti, mi limito a riportare la parte che conosco meglio, una sempre più ingombrante presenza militare USA, che è il vero apripista delle operazioni paventate nell'articolo, come ben sappiamo. E' stato lanciato a febbraio AFRICOM, un nuovo comando USA per l'africa, che per ora ha base in europa. Dalla storica base di Gibuti, da dove si controllano le rotte del petrolio e gli oleodotti sudanesi, sono in preparazione basi in Mali, in Ghana, nel Gabon, in Angola, etc.
Questo mentre si finanzia l'occupazione Etiope della Somalia, che produce decine di mori al giorno nell'indifferenza globale.
Questo è il bulldozzer che può aprire la strada ai progetti citati.
A quando la speciale benedizione del papa ai capi delle multinazionali in cambio di un aiuto economico al Vaticano?
> ma le energie rinnovabili sono veramente un sogno?
ma certo che sono sogni:
il biodiesel è un incubo mentre il solare e l'eolico sono utopie.
Che vi piaccia o meno, Fidel Castro ha detto queste stesse cose già diversi mesi fa.
ma le energie rinnovabili sono veramente un sogno?
roberto
Destino tragico quello dell'Africa, rimanere sempre un continente colonizzato dagli Europei(e dagli USA) e probabilmente dalla Cina, oggi per mezzo di quelle mastodontiche società a delinquere dette multinazionali.
E non credo che l'opinione pubblica occidentale(leggi popolo bue) avrà mai da obiettare qualcosa se potrà continuare(per quanto ancora?) a riempire il serbatoio delle proprie auto...
alle 08:25
marco
Vi invito a guardare questo video, emblematico sulla situazione che la micidiale accoppiata "petrolio-biocarburanti" sta creando in africa e quello che potrà succedere in prospettiva:
http://www.youtube.com/watch?v=gGiVhyyUnPU