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Shell: una lettera riservata che ipotizza scenari.

Giovedì 24 Gennaio 2008, 11:40 in Scenari di

Tutti i dipendenti Shell, due giorni fa, hanno ricevuto una lettera riservata dal CEO Jeroen van der Veer, che anticipa la visione Shell per quanto riguarda gli anni futuri.

Confesso che non posso mettere la mano sul fuoco sulla veridicità di questa lettera. In poche parole, non ho conferme certe. Ma ne parlo lo stesso, data la sua importanza. Se dovesse rivelarsi una bufala, ve ne informerò subito.

(Update: non è una bufala, anzi un piccolo scooppettino. Qui la Shell menziona e anticipa questi scenari che pubblicherà il prossimo Aprile.) 

Ecco i paragrafi salienti:

Nell'anno 2100, il sistema energetico mondiale sarà molto differente da oggi. Energie rinnovabili come il solare, il vento, l'idroelettrico e i biocarburanti rappresenteranno una buona parte del mix energetico, così come il nucleare. L'umanità avrà trovato modi di risolvere l'inquinamento e l'effetto serra grazie a nuove tecnologie.(...)

Il lontano futuro sembra roseo, ma arrivarci sarà un'avventura. Alla Shell noi pensiamo che il mondo ha due possibili strade da percorrere: la prima, uno scenario che chiamiamo Scramble, è una corsa in un deserto montagnoso. Promette competizione ed emozioni, ma il rischio di un tale rally sarà una minore velocità e molti che si perderanno lungo la strada.

Lo scenario alternativo, detto Blueprint, ha alcune false partenze e si sviluppa come una cauta salita su una strada ancora in costruzione. Arrivare a destinazione dipende dall'abilità dei drivers e degli operai. 

A prescindere dalla strada che sceglieremo, la realtà del mondo limita la nostra capacità di manovra. Stiamo sperimentando una cambiamento storico nella crescita della domanda energetica, a causa dell'aumento della popolazione e dello sviluppo economico, e la Shell stima che dal 2015 la produzione di petrolio non starà più al passo con la domanda.(...)

Nello scenario Scramble, allora, le nazioni corrono ad assicurarsi le risorse energetiche per se stesse, temendo che la sicurezza energetica sia una partita all'ultimo sangue con chiari vincitori e chiari perdenti.

L'altra opzione è invece meno dolorosa, anche se parte più disordinatamente. Lo scenario Blueprint vede numerose coalizioni emergere per raccogliere la sfida dello sviluppo, della sicurezza energetica e del clima attraverso la cooperazione internazionale. (...)

La Shell tradizionalmente usa i suoi scenari per prepararsi per il futuro senza esprimere preferenze per l'uno o l'altro. Ma data la necessità di gestire rischi che coinvolgono i nostri azionisti e i nostri figli, crediamo che lo scenario Blueprints provveda il miglior bilanciamento tra economia, energia e ambiente. Ma la triste realtà è che Blueprints si realizzerà solo se i politici mondiali si accorderanno per un approccio globale alle emissioni e promuoveranno l'efficienza energetica e le nuove tecnologie in 4 settori: riscaldamenti e produzione elettrica, industria, mobilità e costruzioni. Sarà un compito duro e c'è poco tempo.

Il mondo sta per intraprendere un lungo viaggio verso un sistema a basso consumo energetico. Le Compagnie possono suggerire possibili strade, ma i governi hanno in mano la situazione. E sono i governi a decidere se ci dobbiamo preparare ad un'aspra competizione o ad un vero sforzo collettivo. 

Jeroen van der Veer, Chief Executive Shell

40
40 commenti
40
28 Gen 2008
alle 11:19

riccardo

inky, hai ragione quasi su tutto... e che tristezza! è raro vedere un vero dibattito! io semplicemente non penso che a guidare questa marea ci sia la CEI (secondo me tu li sopravvaluti), ma non nego che a volte ci si provano o cavalcano l'onda

39
27 Gen 2008
alle 19:54

Cataldo

@ Inky

Qualsiasi nicchia che contenga Ferrara cessa di esserlo, ipso facto :-)

38
27 Gen 2008
alle 19:47

Cataldo

@ Inky

Qualsiasi nicchia che contenga Ferrara cessa di esserlo, ipso facto :-)

37
27 Gen 2008
alle 17:29

redarrow

 http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2598&parametro=economia

Torniamo alla Societé Generale per le ultime notizie: Elie Cohen, economista del CNRS francese, non crede alla versione ufficiale (2).
Sospetta che la grande banca stia nascondendo, con la scusa di una frode del suo dipendente incontrollato, le immense perdite sui subprime e derivati che avrebbe accumulato e che non saprebbe spiegare agli azionisti.
Questo fatto, se fosse vero, non cambierebbe uno iota su ciò che abbiamo indicato come il motivo della crescita del disordine occidentale: se Dio non c'è, dice Dostojevski, non c'è nulla che l'uomo non possa permettersi.
La menzogna, l'arbitrio e la forza bruta diventano le ultime istanze della vita.
La stupidità cinica prende posto nella stanza dei bottoni anziché al manicomio, in galera o all'ospizio dei poveri, come dovrebbe.

36
27 Gen 2008
alle 16:29

angel guitar

Parigi, trema la Société Générale
"La frode riguardava 50 miliardi"

ROMA - La frode che ha investito Société Générale ha proporzioni gigantesche. "Le posizioni illecite
scoperte alla data di domenica 20 gennaio ammontano a 50 miliardi di euro", comunica Société Générale, aggiungendo che l'intervento per liquidarle ha consentito di "contenere le perdite a 4,9 miliardi" di euro.

Intanto sono state decise altre 24 ore di fermo per Jerome Kerviel, il trader accusato dalla banca di essere l'artefice della frode. Kerviel era stato fermato ieri alle 13 per essere interrogato e probabilmente potrebbe essere nuovamente sentito dagli inquirenti per verificare se a suo carico ci siano indizi gravi che configurino una violazione penalmente sanzionabile.

Gli inquirenti stanno cercando di capire come abbia trovato protezioni per le sue azioni all'interno della banca, se abbia agito da solo e soprattutto le motivazioni delle sue azioni. Laconiche le informazioni sull'interrogatorio fornite alla stampa degli inquirenti: "Sta collaborando ed è pronto a spiegare che cosa è successo". Al termine di questi ulteriori interrogatori, gli inquirenti dovranno decidere se intentare un vero e proprio procedimento nei confronti del trader o rilasciarlo per mancanza di indizi sufficienti.

(2008-01-27 15:34:58)

35
26 Gen 2008
alle 13:33

inky

@ riccardo: non mi sembra sia in corso alcun dibattito sui temi energetici nel nostro paese. L'unico dibattito pubblico (o meglio una sorta di dibattito pubblico poiché quello a cui assistiamo è semplicemente un tam-tam editoriale da parte di giornali e tv) è incentrato su temi molto distanti dai quelli che sono i problemi di fondo della società contemporanea. Questo dibattito è portato avanti dalla Chiesa e da commentatori come Ferrara che nonostante disponga di un quotidiano "di nicchia" è onnipresente e citato spessissimo.  

34
25 Gen 2008
alle 14:52

riccardo

"elemento di sviluppo dei temi della crisi su un altro fronte, in modo da rafforzarne il background": dalla padella alla brace! :)

@ inky: non ti pare esagerato dire che Ruini-Bagnasco-Ferrara hanno monopolizzato il dibattito?

 

 

33
25 Gen 2008
alle 14:09

Luigi Ceffa

Non capisco tutto questo livore contro le Compagnie, soprattutto di fronte ad un pensiero che, nel contesto di questo blog, dovrebbe apparire positivo.

A me sembra che capire e soffermarsi a puntualizzare i limiti al contorno e il proprio ambito di possibilità operative sia ottimo e meritorio esercizio e ciò vale per una Compagnia, per una persona, per qualsivoglia gruppo o congrega.

Quanto al supposto linguaggio marketing, scramble, bueprint o quant'altro, è l'ultima cosa di cui stupirsi, fa parte strutturalmente della loro mentalità, non abbiamo sempre detto che si deve essere interculturali e capire il modo di vedere degli altri? 

grazie

Luigi 

 

 

 

32
25 Gen 2008
alle 13:32

Stefano

cosa darei per sapere chi è la pulce di cataldo in senato...!!

:-)

31
25 Gen 2008
alle 10:01

silviu'

Da quello che ricordo il petrolifero (finanziariamente e non solo) è sempre stato strettamente imparentato con il complesso industrial_militare. E ha sempre (e non solo dopo il 9/11) dettato l'agenda strategica dei governi delle nazioni che contano (e comandano). E qui metteteci voi i nomi.

Ieri su Crisis ho linkato un mio breve intervento sulle nuove strategie della Nato che verranno decise nella riunione di Bucarest fra un paio di mesi. Riassumendo: possibilità di primo attacco atomico senza lacci e laccioli politici.

La lettera della Shell (se ragionare ha ancora un senso) non è grottesca solo perché è ridicola. Che vadano a scopare il mare col rastrello. Punto.

30
25 Gen 2008
alle 09:59

pablo

spin-off...mah...

cataldo, ma sei sicuro vero? io mi fido, però...

...non vorrei beccarmi uno sganassone la volta che (per sbaglio) dovessi pronunciare "spin-off" mentre passa un americano...

comunque, come le dice cataldo certe cose... :-)

29
25 Gen 2008
alle 09:17

Cataldo

@ Paolo B

Si hai ragione, il termine è difficile da tradurre sinteticamente. Nel caso specifico è inteso come un elemento di sviluppo dei temi della crisi su un altro fronte, in modo da rafforzarne il background :-) . Lo spin-off va visto come una estensione di una azione più complessiva, che si sviluppa in modo apparantemente autonomo, ma in realtà filiato dal contesto principale.

Il rafforzamento della situazione di crisi è stato raggiunto a pieno, malgrado la "pulce" riporti un dibattito non scontato al senato.

La crisi è servita in tavola e peserà, negativamente, su tutto il quadro europeo. 

Gli spin off sono efficaci, forniscono sponde ed alibi, e creano una funzione di assorbimento del pensiero critico, molto utile a chi manipola l'informazione. In Italia abbiamo pregiati interpreti, sia tra gli attori consapevoli che tra i caratteristi, non mancano legioni di semplici pupi.

A Marco dico che più che l'analisi delle singole mosse, specie per finmeccanica, si debba vedere rapportata all'inerzia complessiva, pensa al problema della privatizzazione o al rapporto con i sindacati del settore. 

Per finire questo ot degnamente, l'unico ministro europeo degli esteri che ha parlato, giustamente, della irrazionalità delle punizioni colletive israeliane sui palestinesi è caduto con Prodi; in effetti pochi ricordano che Berlusconi è sempre stato sostenuto da un'area di pressione iper-atlantica. Si prevedono forti venti da ponente.

 

 

 

 

   

28
25 Gen 2008
alle 08:59

Debora/Petrolio

Mi fate morire... è diventato il blog di Cataldo! he hee... però va benissimo, a me Cataldo interessa molto!

27
25 Gen 2008
alle 08:46

marco

@Cataldo

Io dubito assai che avrebbero cambiato Scaroni e Guarguaglini, soprattutto il secondo: anche se fosse il contratto con sukhoy per il superjet è firmato e non si torna indietro, idem per il megacontratto di C27 a meno (come penso) di riduzioni di commessa a causa (vedi titolo del blog) 

COndivido la tua analisi anche se non comprendo come molti altri del resto "spin off".

Per quanto riguarda la pulce in Senato....

COrdiali saluti

26
25 Gen 2008
alle 08:25

Paolo B.

@ Cataldo

Sarebbe gradito per me e per altri nel blog immagino(inky docet), se nelle tue supertecniche dissertazioni, molto informative sicuramente, usassi termini più comprensibili.

Spin off che diavolo significa?

Insomma, meno inglesismo sicuramente gioverebbe ai testi.

Grazie

25
24 Gen 2008
alle 23:26

Bernardo Mattiucci

ho letto i commenti fino al numero 14.... ma vi consiglio di rileggere in modo attento la lettera tradotta in italiano....

Non c'e' niente di angelico in cio' che scrive la Shell.... e niente di diabolico.... e' solo un modo molto elegante e molto gentile per GETTARE LA SPUGNA!

In una sola parola la letterera andrebbe tradotta con CRISI!

Nella prima parte la Shell delinea un obiettivo futuro che in qualche modo si spera di raggiungere....

Poi affronta la realta'.... dove sono necessari precisi piani di intervento.... ed offre le 2 alternative possibili.... quella nella quale si e' tutti contro tutti... e quella nella quale si avanza tutti insieme... a livello mondiale.... in un clima di pace e di cooperazione quasi impossibili sul nostro pianeta se non, purtroppo, dopo una grande catastrofe!

In ultimo saluta e singhiozzando a causa delle lacrime che le solcano il volto, la SHELL si ritira nei propri appartamenti affermando che, pero', le decisioni le prendono i politici e quindi l'eventuale prossimo licenziamento di molti dei lettori non e' da imputare all'azienda!

Credetemi... le compagnie petrolifere sanno molto piu' di quanto vogliono farci credere. E questa puo' essere una valida testimonianza... se ben interpretata!

 

24
24 Gen 2008
alle 21:07

Fabio80s

@Cataldo : non è livore verso la Shell, è solo che reputo sbagliato farsi prendere in giro :-) Capire come stanno le cose, e tu e Debora e chi altro ce lo fate capire bene, è utilissimo, ma anche cercare di capire i meccanismi psicologici con cui queste lobby cerca di convincerci di quello che vogliono, ritengo sia utile. Oggi c'è molta persuasione nei messaggi, più che informazione, e io credo che ci si debba difendere. Altrimenti si finisce per credere più alle teste altrui che alla propria!

23
24 Gen 2008
alle 19:54

inky

@ Cataldo:

Siccome sono mesi che mi arrovello senza successo per capire i collegamenti che possono esserci tra gli scenari internazionali e il "dibattito" interno monopolizzato da Ruini-Bagnasco-Ferrara ero molto incuriosito dall'incipit del tuo commento.. però sinceramente ora che l'ho letto ne so quanto prima.. cosa intendi per momenti di "spin off" della crisi?

grazie 

22
24 Gen 2008
alle 19:32

PIERINO C

Ma la Shell non aveva dichiarato pochi giorni fa' la vendita delle sue partecipazioni nelle societa' che si interessavano delle rinnovabili? una lettera da coccodrillo mi pare.

21
24 Gen 2008
alle 18:58

mark

consiglio a tutti la visione di "Zeitgeist" (perlomeno la 2a e la 3a parte) e di "America dalla libertà al fascismo"... si trovano entrambi con sottotitoli in italiano sul mulo e zeitgeist anche su google video. Anche se apparentemente non c'entrano col picco credo che i punti di collegamento siano più di quanti si possa immaginare inizialmente... Un vero pugno allo stomaco...

20
24 Gen 2008
alle 18:39

riccardo

grazie cataldo, questa volta ti sei superato! ed ho addirittura capito tutto... sarà che sono d'accordo!

19
24 Gen 2008
alle 18:35

PROSPETTIVE PER IL POPOLO ITALIANO IN BALIA DELLA REGINA D'INGHILTERRA

i governi non hanno mai risposto ai cittadini ma alle compagnie petrolifere, tante cagate tutte assieme come quelle scritte in questa lettera non si erano mai viste

 

Informati sulla biomassa secca, la legna ecologica, la geotermia e sui pannelli solari a celle di peltier 

18
24 Gen 2008
alle 18:08

Cataldo

Mi è arrivato adesso un SMS dalla pulce in Senato, mi dice Prodi + 1

17
24 Gen 2008
alle 18:00

Cataldo

Perchè tanto livore verso la Shell, non sono certo gli unici a predicare bene e razzolare male.

A proposito di Crisi(s) :) volevo far notare alcune cose sulla contingenza italiana di cui nessuno vi parla, la sua collocazione internazionale, senza la quale non si comprenderebbe, ad esempio, il livore della curia romana o il flirt Ruini - Ferrara, che sono momenti di "spin off" della crisi. 

Uno degli elementi che spingono per la caduta del governo è la politica energetica ed industriale attivata da Prodi. Mentre Berlusconi con Putin ha inscenato una pantomima da rotocalco, Prodi è riuscito a diventare un partner fondamentale, con l'ultimo colpo messo a segno per il progetto South Stream, che dovrebbe garantire all'Italia un accesso al fondamentale Gas Russo, senza ulteriori mazzette da pagare a chi pretende di controllare i flussi delle risorse. Prima di questo ci sono state altre importanti collaborazioni attivate, a partire dal grande progetto per gli aerei civili. Questi fatti concreti non passano certo inosservati, cosi come le frizioni sulle basi USA in Italia. C'è poi il capitolo della missione in Afghanistan, che ci vede in una posizione difficile, rispetto la visione USA, su come gestire l'occupazione.
La crisi di governo avviene mentre sono in corso frenetiche consultazioni diplomatiche internazionali, al margine dell'evento "specchietto" di Davos. Ci sono le scelte da fare a breve sul Kosovo, che influenzeranno il futuro dell'Europa in modo determinante per i prossimi anni.
Ci sono interessi forti che vogliono un'Italia debole, in questa fase politica ... (omissis) ... Un'Italia che abbia  una politica critica, su scelte scellerate come la guerra permanente, puo diventare una sponda in Europa per chi non accetta di vedere il futuro come sudditi, ab eterno,  di politiche che non corrispondono certo i nostri interessi strategici;  in questa ottica  l'Italia ha un ruolo fondamentale, specie in questa fase fluida nei rapporti internazionali, quando sta cambiando alle fondamenta il sistema di controllo geostrategico delle risorse.

Mastella è solo la punta dell'Iceberg, ... (omissis) ... Per concludere basti pensare che le nomine che doveva, finalmente, operare Prodi riguardavano le poche aziende rimaste che abbiano uno spessore internazionale, un peso strategico, in grado di operare sugli eventi che si delineano.  Tra le altre ENI e FINMECCANICA.

Se si continua a rimirare il proprio ombelico (come ci condiziona a fare il sistema dei media)  si capisce poco degli avvenimenti in corso .

PS

Complimenti a Debora per i risultati e a Bardi per il node 3451, che metabolizzerò presto .

16
24 Gen 2008
alle 17:52

xy

Blueprint = NWO?

15
24 Gen 2008
alle 17:50

Debora/Petrolio

Grazie pablo. Mi hai dato anche una bella idea... la posto qui integralmente!

-----------

Dear Colleagues

In this letter, I'd like to share reflections about how we see the energy future, and our preferred route to meeting the world's energy needs. Industry, governments and energy users - that is, all of us - will face the twin challenge of more energy and less CO2.

This letter is based on a text I've written for publication in several newspapers in the coming weeks. You can use it in your communications externally. There will be more information about energy scenarios in the months ahead.

By the year 2100, the world's energy system will be radically different from today's. Renewable energy like solar, wind, hydroelectricity and biofuels will make up a large share of the energy mix, and nuclear energy too will have a place.

Mankind will have found ways of dealing with air pollution and greenhouse gas emissions. New technologies will have reduced the amount of energy needed to power buildings and vehicles.

Indeed, the distant future looks bright, but getting there will be an adventure. At Shell, we think the world will take one of two possible routes. The first, a scenario we call Scramble, resembles a race through a mountainous desert. Like an off-road rally, it promises excitement and fierce competition. However, the unintended consequence of "more haste" will often be "less speed" and many will crash along the way.

The alternative scenario, called Blueprints, has some false starts and develops like a cautious ride on a road that is still under construction. Whether we arrive safely at our destination depends on the discipline of the drivers and the ingenuity of all those involved in the construction effort. Technical innovation provides for excitement.

Regardless of which route we choose, the world's current predicament limits our maneuvering room. We are experiencing a step-change in the growth rate of energy demand due to population growth and economic development, and Shell estimates that after 2015 supplies of easy-to-access oil and gas will no longer keep up with demand.

As a result, society has no choice but to add other sources of energy - renewables , yes, but also more nuclear power and unconventional fossil fuels such as oil sands. Using more energy inevitably means emitting more CO2 at a time when climate change has become a critical global issue.

In the Scramble scenario, nations rush to secure energy resources for themselves, fearing that energy security is a zero-sum game, with clear winners and losers. The use of local coal and homegrown biofuels increases fast.

Taking the path of least resistance, policymakers pay little attention to curbing energy consumption - until supplies run short. Likewise, despite much rhetoric, greenhouse gas emissions are not seriously addressed until major shocks trigger political reactions. Since these responses are overdue, they are severe and lead to energy price spikes and volatility.

The other route to the future is less painful, even if the start is more disorderly. This Blueprints scenario sees numerous coalitions emerging to take on the challenges of economic development, energy security and environmental pollution through cross-border cooperation.

Much innovation occurs at the local level, as major cities develop links with industry to reduce local emissions. National governments introduce efficiency standards, taxes and other policy instruments to improve the environmental performance of buildings, vehicles and transport fuels.

As calls for harmonization increase, policies converge across the globe. Cap-and-trade mechanisms that put a cost on industrial CO 2 emissions gain international acceptance. Rising CO2 prices accelerate innovation, spawning breakthroughs. A growing number of cars are powered by electricity and hydrogen, while industrial facilities are fitted with technology to capture CO 2 and store it underground.

Against the backdrop of these two equally plausible scenarios, we will only know in a few years whether December's Bali declaration on climate change was just rhetoric or the beginning of a global effort to counter it. Much will depend on how attitudes evolve in Beijing, Brussels, New Delhi and Washington.

Shell traditionally uses its scenarios to prepare for the future without expressing a preference for one over another. But, faced with the need to manage climate risk for our investors and our grandchildren, we believe the Blueprints outcomes provide the best balance between economy, energy and environment.

For a second opinion, we appealed to climate change calculations made at the Massachusetts Institute of Technology. These calculations indicate that a Blueprints world with CO2 capture and storage results in the least amount of climate change, provided emissions of other major manmade greenhouse gases are similarly reduced.

The sobering reality is that the Blueprints scenario will only come to pass if policymakers agree a global approach to emissions trading and actively promote energy efficiency and new technology in four sectors: heat and power generation, industry, mobility and buildings. It will be hard work and there is little time.

For instance, Blueprints assumes CO2 is captured at 90% of all coal- and gas-fired power plants in developed countries in 2050, plus at least 50% of those in non-OECD countries. Today, there are none. Since CO2 capture and storage adds cost and brings no revenues , government support is needed to make it happen quickly on a scale large enough to affect global emissions. At the very least, companies should earn carbon credits for the CO2 they capture and store.

Blueprints will not be easy. But it offers the world the best chance of reaching a sustainable energy future unscathed, so we should explore this route with the same ingenuity and persistence that put humans on the moon and created the digital age.

The world faces a long voyage before it reaches a low-carbon energy system. Companies can suggest possible routes to get there, but governments are in the driving seat. And governments will determine whether we should prepare for a bitter competition or a true team effort.

That is the article, and how I see our challenges and opportunities. I look forward to hearing how you see the situation (please be concise).

Regards
Jeroen van der Veer, Chief Executive 

14
24 Gen 2008
alle 17:40

pablo

debora grazie per questo ottimo scoop,  sarebbe interessante poter leggere il testo completo. pensi che sia possibile?

 

13
24 Gen 2008
alle 17:04

riccardo

mmmm.... molte volte gli azionisti sono delle società controllate da altre società.... che devono fare utili per fare felici i dirigenti con le stock option... non credo alla finanza col cuore!

12
24 Gen 2008
alle 17:00

Fabio80s

Faccio come la Shell e fornisco due possibili interpretazioni alla loro lettera :

"Ipotesi angelic" : la lettera e' talmente ben scritta e piena di buoni propositi da sembrare il prodotto della mente di un missionario e non dalla dirigenza della Shell -> la lettera e' un falso palese

"Ipotesi diabolic" : la lettera e' scritta dalla Shell e i toni usati sono quelli che usano le compagnie energetiche nell'ultimo periodo, ossia parlare di natura con tanto amore, far vedere paesaggi verdi vergini, (auto)convincersi di essere dalla parte dell'ambiente nonostante tutto e convincere quindi il pubblico di qualcosa che e' un palese controsenso.

Penso che siamo veramente messi male : se Craxi da fuggitivo puo' essere trasformato in un grande statista esule attraverso una martellante campagnia pubblicitaria, anche una compagnia petrolifera puo' diventare la migliore amica dell'ambiente.

Non so se mi sbaglio ma credo che dovremmo essere molto, molto critici e attenti...

11
24 Gen 2008
alle 16:59

riccardo

mmmm.... molte volte gli azionisti sono delle società controllate da altre società.... che devono fare utili per fare felici i dirigenti con le stock option... non credo alla finanza col cuore!

10
24 Gen 2008
alle 16:58

Fabio80s

Faccio come la Shell e fornisco due possibili interpretazioni alla loro lettera :

"Ipotesi angelic" : la lettera e' talmente ben scritta e piena di buoni propositi da sembrare il prodotto della mente di un missionario e non dalla dirigenza della Shell -> la lettera e' un falso palese

"Ipotesi diabolic" : la lettera e' scritta dalla Shell e i toni usati sono quelli che usano le compagnie energetiche nell'ultimo periodo, ossia parlare di natura con tanto amore, far vedere paesaggi verdi vergini, (auto)convincersi di essere dalla parte dell'ambiente nonostante tutto e convincere quindi il pubblico di qualcosa che e' un palese controsenso.

Penso che siamo veramente messi male : se Craxi da fuggitivo puo' essere trasformato in un grande statista esule attraverso una martellante campagnia pubblicitaria, anche una compagnia petrolifera puo' diventare la migliore amica dell'ambiente.

Non so se mi sbaglio ma credo che dovremmo essere molto, molto critici e attenti...

9
24 Gen 2008
alle 16:47

pablo

riccardo, 

anche gli azionisti di oggi hanno figli

 

8
24 Gen 2008
alle 16:14

riccardo

quanti sono i dipendenti shell? 100.000? io non definirei "riservata" una lettera con questa diffusione!

un CEO che pensa agli interessi dei figli degli azionisti non resta in carica: lui è pagato per pensare agli interessi degli azionisti di oggi!

dice bene paolo b al suo n.2 

6
24 Gen 2008
alle 15:26

marco

Molto commovente, strappalacrime direi.

I nostri figli......

Ma va a ......

5
24 Gen 2008
alle 14:52

Paolo B.

Bella lettera con due grossi punti critici.

1) La sua veridicità tutta da provare

2) La SHELL che afferma che sono i governi a decidere.

Il punto nr.2  è la vera bufala! Ma se i Governi politici ormai sono servi del potere finanziario globale e delle multinazionali???

E poi, effettivamente sembra un'operazione di puro marketing...

4
24 Gen 2008
alle 14:24

fausto

A me è piaciuta. E se è un falso, è ben scritta.

3
24 Gen 2008
alle 14:10

Angelo

Scramble?? Blueprint?? Mi sembra più un operazione di marketing che una lettera aziendale...

2
24 Gen 2008
alle 13:35

giovanni

imho è una bufala...non sono le grandi multinazionali petrolifere a pagare fior di milioni di dollari i negazionisti del cambiamento climatico? E adesso hanno scoperto che c'è l'ambiente da tutelare e bisogna farlo tutti assieme, compreso quel Bush che non ha ceduto di un millimetro su Kyoto?

1
24 Gen 2008
alle 13:00

Gabriele

Mi auguro che non sia una bufala. Sarebbe un'opera magnanima di sensibilizzazione. Mi chiedo quanti operai che lavorano per compagnie petrolifere siano al corrente o comunque riflettano sulla situazione energetica globale. Loro dovrebbero avere più strumenti di altri per analizzare la realtà.

Stamattina, lungo la strada, ho visto degli operai al lavoro. Stavano montando una nuova, imponente insegna al distributore di una nota compagnia petrolifera. Guardando meglio ho visto che tutto l'impianto del distributore era stato ampliato, rimodernato e reso pacchianamente più visibile. Staranno investendo per garantirsi più clienti durante gli ultimi anni di vendita abbondante?

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