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Il Messico rinuncia alla Pemex?

Venerdì 22 Febbraio 2008, 09:30 in Peak Oil di

pozzo petrolioIl Presidente messicano Felipe Calderon l'ha ormai ammesso candidamente e chiaramente la settimana scorsa a Los Angeles:

La capacità del Messico di produrre petrolio sta declinando perché le nostre riserve sono in esaurimento. Probabilmente dureranno solo altri 9 anni.

Il Messico ha (aveva) molto petrolio: è il terzo Paese a esportare petrolio in USA (dopo Canada e Venezuela), e il 40% delle entrate dello Stato messicano derivano proprio dal petrolio.

La mucca spremuta si chiama Pemex, compagnia nazionale statale che estrae il greggio da tutto il golfo del Messico. Effettivamente, è da tempo che si vocifera di una depletion dei giacimenti messicani, specialmente di Cantarell che è il terzo giacimento del mondo per dimensioni. 

Noi siamo abituati a vedere i Paesi petroliferi, specialmente quelli con compagnie statali, negare recisamente ogni difficoltà di produzione e problemi di riserve. Come mai il Messico fa eccezione, e annuncia petrolio in esaurimento urbi et orbi addirittura per bocca del suo presidente? I più maliziosi pensano al solito zampino delle compagnie statunitensi: Calderon ha infatti suggerito di chiederne l'aiuto per quanto riguarda tecnologie estrattive più avanzate, che consentano di sfruttare meglio ciò che rimane nei pozzi. Dietro questa dichiarazione apparentemente soft, c'è chi ci legge il primo passo per la privatizzazione della Pemex e la sua svendita alle compagnie straniere, col presidente complice. Dare via uno dei simboli della nazione, una vera bandiera del Messico, e sua principale fonte di guadagno è davvero impensabile: accadrà sul serio?

 

18
18 commenti
18
23 Feb 2008
alle 09:30

Uhuru

E' vero che la produzione e' scesa del 5.9% nell'ultimo anno, ma d'altra parte gli ingressi di Pemex sono aumentati del 62.5%!!!
(fonte: www.jornada.unam.mx/2008/02/22/index.php?section=economia&article=022n1eco)
Il tutto dovuto ovviamente all'incremento del prezzo del petrolio.

Le riserve dureranno molto piu' dei 9 anni stimati, perche' la produzione non si manterra' al livello attuale ma continuera' a scendere (i 9 anni sono calcolati supponendo un livello costante di produzione ai livelli attuali).
Nei prossimi anni, di fronte alla diminuzione della produzione, ci sara' un effetto compensativo dovuto all'incremento del prezzo.
Se, in particolare, l'incremento del prezzo sara' maggiore della diminuzione nella produzione (com'e' probabile), le entrate dovute alla vendita del petrolio aumenteranno.

In queste condizioni, pensare di vendere Pemex rimane una follia assoluta!
L'unica vera ragione per farlo e' l'ideale ultra-liberista di Calderon e di chi gli sta attorno (per esempio Carstens, attuale ministro delle finanze, era uno dei boss del FMI).

Ciao a tutti e complimenti Debora per il fantastico blog

17
23 Feb 2008
alle 00:11

Hydraulics

Nel 2007 l'Oil & Gas Journal stimava già in 9 anni la durata delle riserve messicane continuando con gli attuali ritmi estrattivi; per gli USA si parla di 11 anni, per la Russia di 17.

E' possibile che ci sia davvero del petrolio al confine con gli Stati Uniti, e in tal caso l'annuncio, integrato dalle osservazioni di fausto (#5), potrebbe preludere ad un tentativo di compartecipazione più che ad un vero e proprio bidone, una cosa del tipo: "se c'è petrolio ci date una mano a tirarlo fuori e ne tenete una percentuale, se non c'è niente amici come prima".

Non credo ci siano sprovveduti in grado di confondere un bidone pieno con uno vuoto, ma esistono sicuramente persone pronte a scommettere sulla probabilità di trovare dei barili da qualche parte sott'acqua.

16
23 Feb 2008
alle 00:09

Frank Galvagno

Oggi il sole 24 ore era portatore di notizie devastanti, che fanno eco a quella della Pemex: inflazione stimata su beni di largo consumo (alimenti, carburanti, gas et.) al 5% ; rincaro di ferro e acciaio del 60%; viaggi marittimi sempre meno convenienti.   La BCE impone di non aumentare gli stipendi.

andando avanti così, la de-globalizzazione (quella fisica) è molto vicina

15
23 Feb 2008
alle 00:05

Frank Galvagno

Grazie Deb

 mi ero perso il passaggio   :-P

ciao!

14
22 Feb 2008
alle 20:54

Debora/Petrolio

Frank, il link è l'ultimo del post. Si tratta dell'Houston Chronicle, dove è riportato:

"The capacity of Mexico to produce petroleum is declining because our proven reserves are running out," Calderon said last week in Los Angeles, where he ended a five-day tour of the U.S. "They probably will last nine more years."

;-) 

13
22 Feb 2008
alle 20:38

Frank Galvagno

La capacità del Messico di produrre petrolio sta declinando perché le nostre riserve sono in esaurimento. Probabilmente dureranno solo altri 9 anni.

Debby, hai un link a un qualche articolo di testate straniere in cui si riporta questa dichiarazione?

Grazie

Frank

PS   Ribadisco che da quando sono entrato nell'orbita del petrolio e dell'energetica vivo un po' "meno bene" di come potrei vivere se me ne sbattessi  ...  a voi non capita mai?   sigh

12
22 Feb 2008
alle 16:35

riccardo

copioincollo da http://www.e-gazette.it/:

Londra, 18 febbraio � L'Opec potrebbe abbandonare il dollaro come divisa utilizzata per le transazioni petrolifere, anche se qualsiasi cambiamento richieder� tempo. Lo scrive l�agenzia di stampa internazionale Reuters citando un'intervista del segretario generale del cartello, Abdullah al-Badri, con il quotidiano Middle East Business Intelligence. �Forse potremo denominare il petrolio in euro�, ha detto al-Badri, secondo quanto riporta la rivista. �Si pu� fare, ma ci vorr� tempo�.
Da tempo vari membri dell'Opec, lamentando la perdita di valore del petrolio a causa del recente forte deprezzamento del biglietto verde, chiedono che il cartello passi alla divisa unica. Sulla rivista - scrive la Reuters - � scritto che �il cartello dei produttori potrebbe passare all'euro nel giro di un decennio, per fronteggiare il declino del dollaro�. Nel frattempo il presidente venezolano Ugo Ch�vez ha minacciato di sospendere le forniture di petrolio agli Stati Uniti dopo il congelamento di assett di Caracas per 12 miliardi di dollari negli Usa in seguito di una disputa con la Exxon Mobil. Se gli Usa continueranno a danneggiare il Venezuela, per Chavez il greggio potrebbe anche raggiungere i 200 dollari al barile.
�Se davvero ci congelerete i nostri beni, se ci danneggerete allora noi vi colpiremo. Che ne dite? Non manderemo pi� il petrolio negli Stati Uniti�, ha minacciato Ch�vez nel corso della sua trasmissione settimanale in tv.
Il Venezuela � il quarto fornitore di greggio degli Usa e continua a fornire a Washington circa 1,2 milioni di barili di greggio al giorno, pari a il 12% del fabbisogno statunitense.

11
22 Feb 2008
alle 15:34

Paolo B.

Strano però che nazioni come la Germania e l'Italia(due di quelle che hanno riconosciuto il Kosovo), continuino a fare affari con Gazprom...

10
22 Feb 2008
alle 15:02

Antonio Na

Non so se ve ne siete resi conto, ma qua le cose sembrano mettersi male.

http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/esteri/kosovo-indipendenza/condanna-onu/condanna-onu.html

Il capitalismo morente, ci regalera' gli ultimi fuochi di artificio.
Vi consiglio di leggere queste parole, sempre attuali. Speriamo che, se le cose si metteranno male, i pochi che resteranno, sapranno creare un mondo nuovo, in cui l'Uomo torni al centro, al posto del denaro.

"Data l'innegabile buona fede di larghi strati dei rappresentanti delle masse ... bisogna spiegar loro con particolare cura, ostinazione e pazienza, l'errore in cui cadono, svelando il capitale insolubile fra il capitale e la guerra imperialistica, dimostrando che è impossibile metter fine alla guerra con una pace veramente democratica, e non imposta con la forza, senza abbattere il capitale." Vladimir Lenin

9
22 Feb 2008
alle 13:15

Francesxco

invece io mi chiedo che cosa succederà in messico, quale sarà la reazione del paese.

 

8
22 Feb 2008
alle 13:02

Gabriele

@7 Bernardo, in un primo momento mi sono detto: "Ecco il solito pessimista!" Poi, ad essere onesto, mi sono accorto che è il medesimo pensiero che ho fatto anch'io. Il punto è: per 9 anni si estrarrà petrolio ai regimi attuali? (il che mi sembra un'assurdità) oppure (più realisticamente) ci sarà una diminuzione continua della produzione e tra 9 anni si estrarrà l'ultima goccia di greggio? Mi sembrano due scenari ABBASTANZA divergenti...

7
22 Feb 2008
alle 12:17

Bernardo Mattiucci

puo' esserci un'altra spiegazione... ovvero... che la realta' e' peggiore di quella dipinda da Calderon. E se e' effettivamente cosi'... i 9 anni stimati sono una stima mooooolto ottimistica!

 

6
22 Feb 2008
alle 11:57

Gabriele

Messico e Nuvole....

La faccia triste dell'America...

Che voglia di piangere ho!

5
22 Feb 2008
alle 11:24

fausto

Vorrei fare una chiosa importante: i messicani non sono affatto attratti da improbabili miglioramenti tecnologici.

Voglio ricordare che la loro attività è forte nel campo off shore, che è l'ambiente più impegnativo; oltre a questo, i messicani utilizzano da anni tecniche di “lavaggio” (perdonate il termine) dei propri giacimenti tramite iniezione di azoto, operazione in cui sono leader incontrastati. Dipingere la Pemex come una truppa di incompetenti bisognosi di aiuto nella conduzione di tali attività è un grossolano errore. Sono sempre stati all'avanguardia nella tecnica estrattiva.

I messicani non hanno alcun bisogno di importare tecnologie in cui già hanno raggiunto punte di eccellenza insuperate; hanno solo bisogno di trovare nuovo petrolio, che purtroppo non esiste.

Se guardiamo la questione da questa prospettiva, appare chiaro che l'acquisto da parte di chicchessia di partecipazioni nelle operazioni estrattive del Messico potrebbe essere il peggiore investimento di tutti i tempi.

Quella nazione ha già dato fondo alle proprie riserve oltre ogni ragionevole limite, utilizzando le evolute tecniche di cui sopra: ed è proprio questo fatto ad escludere la possibilità di miglioramenti nel prossimo futuro.

I messicani, consci del destino della compagnia, probabilmente stanno cercando di rifilare un bel bidone a qualche sprovveduto; e si tratta di un bidone desolatamente vuoto.

 

4
22 Feb 2008
alle 11:07

Paolo B.

Solo per aver cacciato dal proprio paese a calcioni nelle p...e le multinazionali petrolifere USA e non, Putin merita simpatia a tonnellate. Quando ci penso sento un'ondata di benessere in tutto il corpo :-)...

3
22 Feb 2008
alle 11:03

Tapro

Arianna, tempo fa ho visto "the Corporation" un film documentario del 2003: Gli uomini non hanno più il controllo, le compagnie multinazionali sono dei Moloch dotati di vita propria, delle divinità il cui unico scopo è divorare tutto. Le hanno create gli americani ma anche noi le alimentiamo, tutti i giorni.

2
22 Feb 2008
alle 10:48

Paolo B.

E sì, la carenza di sofisticate tecnologie estrattive spesso costringe le nazioni petrolifere a dare il c...o alle compagnie petrolifere straniere.

O il Messico si accontenta di condividere i proventi petroliferi con le multinazionali del settore o deve rassegnarsi a vederli ridurre sempre più in pochi anni.

Però mi chiedo, con tutta la più sofisticata tecnologia estrattiva a disposizione, di quanto potrà allungare nel tempo il paese centroamericano il declino dei suoi giacimenti?

Insomma, il gioco vale la candela?  

1
22 Feb 2008
alle 10:46

Arianna

Dopo aver letto il libro di Naomi Klein, Shock economy, non mi stupirebbe se andasse a finire proprio così.

Ormai il mondo è governato dalle multinazionali, un groppuscolo di persone che riescono a portare alla rovina interi Paesi e tutto a causa del profitto. Ma che hanno nel cervello questi americani??? Non si rendono conto che il loro modo di pensare ed agire ci porta sull'orlo della catastrofe?

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