Uno sguardo dal picco
Non una novità. Da tempo qui collezioniamo i due di picche dell'OPEC, che quasi ci siamo stufati di riportarli.
Stavolta però col barile a 104 se lo aspettavano in pochi, un "rifiuto" OPEC che ha anche irritato Bush. Non solo: i produttori hanno persino ventilato la possibilità di un taglio alla produzione. Questa faccenda sta diventando una farsa, con l'OPEC che vuole a tutti i costi recitare la parte di chi ha il controllo della situazione. Invece, ormai comanda la geologia: l'OPEC non può aumentare ciò che non ha.
Però c'è anche un'altra interessante interpretazione degli eventi. Il dollaro è in caduta libera, e se uniamo questo all'inevitabilità geologica, comprendiamo come ai Paesi OPEC sembri molto più appetibile tenersi il petrolio piuttosto che venderlo. In fin dei conti, perché affannarsi a vendere petrolio, destinato comunque a diventare sempre più prezioso, e in cambio di valuta deprezzata? Non ha senso, in effetti.
A questo punto l'OPEC potrebbe stare attuando la seguente strategia: assecondare dolcemente la crescita del prezzo, ma non tanto da determinare crash economici e crolli permanenti della domanda o disperate invasioni, e cedere il petrolio gradualmente a prezzi ad oltranza crescenti senza depauperare le riserve. C'è da godersela fino al 2100, in questo modo.
C'è poi la faccenda del Venezuela. Ne parleremo...
io ho sentito in radio che il petrolio è pesante e che grazie a tecnologia proprietaria ENI sarà possibile estrarlo e raffinarlo in grande quantità senza scarti e con grande facilità!
mi piacerebbe capirci qualcosa di più
visto che del venezela si parlera comunque e di pochi giorni fa la notizia sul tg1 del megacontratto ENI col venezuela per il bacino dell'orinoco (scisti bituminosi) presentati come petrolio convenzionale nessun accenno anche rapido alle differenze col greggio tradizionale solo numeri grezzi "potrbbe diventare la nuova arabia saudita" sic!! dopo la bufala di kashagan l'eni rilancia con le sabbie bituminose esposta questa volta ai capricci di chavez...staremo a vedere!!!
BlackPenitent non è che porti jella? dopo aver letto il tuo elenco mi tocco laggiù da ore e ore...comincia a farmi male adesso!!!
Non è di don Corrado Guzzanti?
(quello di "c'è Grossa Grisi"? e di "Quelo")
#48 Berny
E' tratta dalle predicazioni di Don Carlo Guzzanti .
come erano le 5 fasi?
1) Rabbia
2) Negazione
3) Contrattazione
4) Depressione
5) Accettazione
da correggere, dopo la fase 4 ci sono 3 possibili direzioni:
5a) Accettazione
5b) Rassegnazione
5c) Psicosi allucinatoria e delirio mistico-religioso
O.T
Tassi, titoli italiani ad alta tensione. Vendite sui BTP
di Moyra Longo
«Cosa sta succedendo?».
Se questa domanda la ponesse un piccolo risparmiatore non ci sarebbe nulla di strano.
Il problema è che ieri erano i grandi fondi internazionali a chiamare le banche italiane per sapere cosa sta accadendo ai BTP e ai CCT. E questo non è affatto consueto.
In effetti sui titoli di Stato italiani, che ieri hanno perso un punto pieno, è scoppiata la bufera:
per la prima volta da quando esiste l’euro, il rendimento dei BTP decennali supera infatti quello
dei titoli di Stato tedeschi di 58 punti base.
Questo significa che i titoli di Stato italiani devono offrire un rendimento dello 0,58% in più dei «colleghi» tedeschi per attrarre gli investitori. Livello che, sul mercato, nessuno riesce veramente a motivare: tra le sale operative girano decine di spiegazioni diverse. E anche i grandi fondi internazionali brancolano nel buio.
Solo su un punto sono tutti d’accordo: i BTP italiani non sono gli unici titoli di Stato ad essere penalizzati. A perdere quota rispetto alla Germania sono infatti tutti i Paesi europei: dalla Grecia, al Portogallo, fino alla Francia. E questo accade ormai da un paio di mesi: quando il mercato saliva (come è accaduto nelle ultime settimane) i Bund tedeschi salivano più degli altri titoli di Stato europei; e ora che il mercato scende (come è invece accaduto ieri) i Bund scendono meno degli altri.
La giornata di ieri è esemplare: i BTP decennali hanno perso un punto pieno facendo salire
il rendimento di 13 centesimi, mentre i Bund hanno ceduto lo 0,32% facendo lievitare il tasso d’interesse di soli 4 centesimi. Insomma: entrambi sono scesi, ma i BTP di più. Idem per i titoli degli altri Paesi europei.
Questo significa che il problema non va cercato in Italia, ma nei mercati finanziari internazionali.
Su questo concordano tutti. Ma poi quando gli operatori cercano di individuare le motivazioni precise, ognuno dice la sua. Qualcuno sostiene che la causa vada cercata nella crisi di liquidità che sta tornando a pesare sulle banche.
In effetti in questi giorni i tassi interbancari, quelli che i vari istituti di credito applicano quando
si prestano denaro a vicenda, sono tornati a salire: ieri l’Euribor è cresciuto al 4,398%, massimo
dal 18 gennaio. Questo significa che, per le banche, sta diventando più difficile (o meglio, più costoso) ottenere liquidità.
Per questo - sostiene un operatore - tanti istituti per raccogliere denaro vendono titoli di Stato. E, dovendo scegliere cosa cedere, preferiscono scaricare i titoli dei Paesi più «periferici» come l’Italia e la Grecia, piuttosto che quelli tedeschi che sono gli unici ad avere un contratto future molto liquido.
Altri operatori danno una spiegazione più semplice: in un momento di grande incertezza, dicono, tanti fondi pensano di rifugiarsi sui Bund piuttosto che sui BTP. Altri operatori, invece, parlano di riassetto dei portafogli. Altri, infine, legano la situazione attuale al fatto che gli investitori temono che presto o tardi aumentino i fallimenti tra le società.
Per cercare di assicurare il proprio portafoglio contro un eventuale aumento delle insolvenze, tanti fondi stanno infatti comprando credit default swap: derivati che funzionano proprio come polizze assicurative contro il default di qualunque obbligazione. Ma dato che i credit default swap sulle singole società sono scarsi e la domanda è elevata, molti investitori hanno iniziato a comprare protezione sui Paesi.
La logica è questa: se non puoi assicurarti contro il fallimento della società X italiana, compri protezione sull’Italia intera. E’ per questo che in questi giorni si sono impennati i credit default swap dell’Italia (arrivati a 54 punti base contro i 12 della scorsa estate), ma anche della Francia (a 18 punti base) e della stessa Germania (14). E questo, sostengono alcuni operatori, ha l’effetto indiretto di penalizzare i BTP».
Grazie al lettore Josè per il suo occhio attento. In precedenti articoli abbiamo accennato al problema qui raccontato, l’allargarsi della forbice (spread) tra i BOT italiani e quelli tedeschi.
In pratica, per convincere gli investitori a comprare i nostri titoli del debito pubblico, il Tesoro deve offrire un tasso d’interesse più alto che sui BOT tedeschi, perché sul nostro Stato indebitatissimo gravano sospetti più forti di insolvenza. Due titoli espressi nella stessa moneta (l’euro), emessi da due Stati sub-sovrani europei, hanno rendimenti diversi.
Il fatto grave è che la forbice si allarga: fino al punto di rottura. Si rischia cioè la rottura del sistema monetario europeo, con l’esito finale dell’espulsione dell’Italia dal club moneta-forte, come già avvenne quando l’attacco di George Soros sulla lira, malamente affrontato da un certo Venerato Maestro allora capo di Bankitalia, Ciampi, ci fece saltar fuori dal serpente monetario europeo. Con aggravio degli interessi sul debito pubblico, che salirono alle stelle.
Uno dei migliori giornalisti economici, Ambrose Evans-Pritchard del Telegraph (1), racconta una cosa più grave. Il nostro ministro delle Finanze, Venerato Gran Maestro Padoa Schioppa, ha di fatto ritirato dai mercati i BTP a scadenza decennale. Invitando gli investitori che li detengono a scambiarli con nuovi BTP a cinque anni, ossia a scadenza più ravvicinata.
Come spiega l’articolo de Il Sole 24 Ore, infatti, gli speculatori hanno bisogno estremo di liquidità, e stanno facendosi liquidità vendendo, di preferenza, i BOT italiani. Sicchè il governo (Prodi e Padoa Schiopppa) stanno «aiutando» questi capitalisti a «scambiare obbligazioni non-liquide con titoli più liquidi».
Lo svantaggio per gli italiani è ovvio: una cosa è contrarre un mutuo a dieci anni, altra contrarlo a cinque. Ma probabilmente, il nostro non-governo non può fare altro. Zitto zitto, invisibile ai media a lui servili, sta affrontando la più grave crisi finanziaria di questa generazione in stato di necessità.
In realtà, tutti i titoli visti come rischiosi vengono oggi venduti massicciamente dalla speculazione globale, ansiosa di ridurre le proprie esposizioni sui mercati swap. E rischiosi, per la speculazione, sono anche i BOT greci, belgi, portoghesi. Ma i nostri, sono considerati i più rischiosi d’Europa. e lo dice lo spread (la forbice) rispetto ai BOT tedeschi.
Per la Grecia è 0,53%, per il Portogallo 0,44%, per il Belgio 0,38% e per la Spagna 0,36%. Per l’Italia, ripetiamo, la forbice è 0,55%. L’Italia è considerata un debitore peggiore della Grecia. Italia sub-prime.
«Questi Paesi non possono più togliersi dai guai svalutando, come facevano», dice Simon Derrick, speculatore sui cambi alla Bank of New York Mellon: «L’Italia è nella peggiore condizione possibile, perché avrebbe bisogno di tassi d’interesse più bassi in questo periodo di recessione, e invece dovrà pagarne di più alti sul suo debito. Si arriva al punto in cui questo diventa il problema politico più importante».
Problema politico e sociale: perché l’Italia e gli altri Paesi del Club Med dovranno «controllare i salari» (che sono già i più bassi d’Europa, grazie ai sindacati) e «aumentare la produttività» dei lavoratori. In altre parole: lavorare di più per meno paga. E le detassazioni sugli straordinari promesse dai politici? Addio.
Per intanto, Prodi l’invisibile e Padoa Schioppa zitto-zitto se la cavano con l’espediente di dare ai creditori BOT a cinque anni al posto dei BOT a 10. La Banca Centrale Europea chiude un occhio: secondo il trattato europeo Bankitalia ha il divieto di comprare i titoli di debito dello Stato italiano (come faceva ai tempi della lira), perché questo «inflazionerebbe la moneta comune», però è consentito che il Tesoro «aggiusti» le scadenze dei BOT come sta facendo.
Fino a un certo punto però: la BCE, dice Evans-Pritchard, «sta osservando molto da vicino tutti i movimenti di Roma a sostegno del mercato dei titoli pubblici».
Cat... questa e' semplicemente splendida: "trova DIO prima che LUI trovi te!"
Penitente Nero... non ti permetto di essere piu' pessimista e catastrofista di me.... non posso accettarlo.... :D (scherzo!!!)
@ Tapro
Miscredente ! Segui il Penitente, ricorda: trova DIO prima che LUI trovi te !
@ riccardo
Accanto al prezioso Java russo se ci metti questo abbiamo un bel monitor, be oggi non è un bel vedere, un solito venerdi De Paura ;)
@41
Ma Fatih Birol lo sa o non lo sa che tra 8 anni raggiungeremo il picco di produzione dell'uranio? Penso poi che ci sia un Typing error dicendo che il petrolio arriverà a 150$ nel 2030!
Il fatto che molti abbiano "switched" dal petrolio per produrre elettricità cosa significa?Che il gas finirà prima!
Quanto a @44 forse sì, ma dateci delle buone ragioni per non esserlo. Il Viagra per quando saremmo vecchi?E' già qualcosa, un tempo non esisteva.
Buona giornata a tutti
stamattina dando la solita occhiata :
http://www.forexpf.ru/_quote_show_/java/
per vedere il grafico €/$ mi sono accirto che con un doppio clic sulla casella "BRENT" si riesce a vedere anche quel grafico in tempo reale. non ho
Non è che stiamo diventando un tantino psicotici?
Qualcuno sa dirmi quanto manca all'inzio di qualche cosa? Petrolio al bordo dei 106 dollaro sul tetto dei 1.54...
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Non prendete appuntamenti per i prossimi anni
2008 - Un’asteroide grande quasi in chilometro cadrà sulla terra.
2009 - L’Armageddon distruggerà la civiltà, secondo gli studi di Peter Lorie su Nostradamus.
2010 - Le riserve di petrolio si esauriranno e il mondo comincerà a combattere per le risorse naturali. - In questo anno è stato anche previsto lo spegnimento del sole.
2011 - La fine del ciclo del calendario dei Maya. L’asteroide YU55 potrebbe copire il pianeta.
2012 - La data preferita da molti come finale per la terra, nella quale succederebbero diverse cose: il quinto periodo del sole; il sole girerà in un’altra parte della galassia; tutti i cicli cosmici saranno rotti; i poli si invertiranno. Ma c’è una buona notizia: lo 0.5% della popolazione sopravviverà.
2013 - Il giorno del giudizio! Il passaggio iperspaziale alla quarta dimensione porterà la morte del genere umano e la nascita di Dei.
2016 - Il ricercatore di condizioni climatiche James Hansen afferma che nel 2016 tutti i ghiacci si scioglieranno ed alcune zone collasseranno.
2017 - La fine del mondo arriverà in accordo con la teoria gerarchica dei disastri.
2018 - Comincerà la guerra nucleare, secondo Nostradamus.
2019 - Uno scontato scontro della terra con l’asteroide NT7.
2020 - Seguendo la predizione di John the Baptist, Isaac Newton avrebbe calcolata che la fine del mondo avverrebbe nel 2020.
se lo dice l'IEA allora è brutta davvero e già adesso
"Scusate, qualcuno qui sa dirmi cosa è successo a Tremonti?"
John (38) Tremonti ha quasi capito che è inutile ormai negare che la situazione non è grave ma catastrofica. Naturalmente per lui però la colpa non è del petrolio che si esaurisce ma della globalizzazione fatta troppo frettolosamente...
P.S.
Per inciso la parola "illuminati" che Tremonti cita vuol dire massoni.
Scusate, qualcuno qui sa dirmi cosa è successo a Tremonti? L'ho sentito un attimo fa ad Anno Zero parlare come un guru no-global, improvvisamente ha sparato a zero contro la globalizzazione, in prima serata ha parlato di un gruppo di pazzi che controlla il mondo, gli "illuminati", si ha detto proprio così, e l'ha ripetuto chiaramente diverse volte. Cosa è successo a Tremonti? Se continua così credo che non lo lasceranno parlare ancora a lungo...a meno che anche le sue rivelazioni facciano parte di una, per ora incomprensibile, strategia "illuminata"...
Non ricordo chi fu che mi spiegava che un economista non e' tale se non considera "infinite" le risorse FINITE del contesto di cui si parla! boh!...
comunque diceva questo!
@ Riccardo #35: un po' concordo con te, l'ossessione per uno sviluppo non meditato e stabilito aprioristicamente è cosa comune fra molti economisti, che vedono la crescita del PIL nazionale come un obiettivo assoluto (="più è meglio"), senza chiedersi le conseguenze del modo scelto per ottenerlo.
Però c'è anche chi si pone il problema. C'è il famoso club di Roma, ci sono gli studi sul sentiero di crescita di Dasgupta, le proposte pro-ambiente di Pigou, il microsviluppo di Yunus. Insomma... qualcuno almeno ci prova, e non sarebbe male prestargli ascolto ogni tanto...o no? ^^'
@ Diego #24 il problema è che: dato un economista che dice: bisogna fare X e non Y per avere sviluppo - ne posso sempre trovare almeno un'altro che ribatte: bisogna fare Y e non X per avere sviluppo. l'unica cosa in comune a tutti è l'ossessione per lo sviluppo
Questo Tabarelli ha fatto discutere molto! Non riesco a trovare la sua intervista di oggi sul web, chi mi aiuta?
Tabarelli quindi nega anche l'effetto serra, quindi il legame fra la CO2 prodotta dai combustibili fossili e i cambiamenti climatici : da parte sua negarlo è stata però un'ingenuità secondo me, se voleva essere credibile almeno un po'.
"Si può arrivare fino al 2100"
Non credo proprio che sia così. I paesi produttori non possono tenere questo ritmo di produzione molto a lungo, e il capitalismo non può permettersi un rallentamento permanente della crescita... quindi la tua teoria non funziona. Ne vedremo delle belle molto prima, entro una decina di anni al massimo.
"Se una bugia la ripeti in continuazione prima o poi la gente finirà col crederci"
non ricordo quale gerarca nazista lo ha detto....
Tabarelli mente, sapendo di mentire, come chiunque altro afferma che il petrolio è ancora tanto.
in Iran non lo fanno di già?ossia redistribuire in parte i ricavati del petrolio alla popolazione
se voleva poteva anche farlo prima...
@26
Propaganda tipica di quei dittatori che vogliono rimpolpare il proprio gradimento popolare.
Col picco di produzione petrolifera avvenuto nel 1969 e con le esigenze in crescita del mercato interno libico, Gheddafi come potrà mantenere l'impegno assunto col suo popolo dal 2009?
Consumo interno in crescita di greggio e minori entrate da quello esportato proprio non vanno d'accordo con le sue promesse...
qualcuno ha il link della storia siamo noi su raidue e del petrolio dell'altra sera ??? non riesco a trovarlo :)
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=10342
Voi dovete essere tutti ricchi! diche gheddafi
“Non è accettabile che il popolo libico viva nella povertà, dal momento che il paese è ricco di petrolio” ha spiegato.
Il colonnello ha annunciato che a partire dal 2009, nel 40mo anniversario della rivoluzione, “il popolo libico amministrerà direttamente le entrate del petrolio”. Saranno divise equamente , famiglia per famiglia, e impiegate da ciascuna secondo i suoi desideri. “Siete liberi di fare di quei soldi quello che volete, anche portarli all'estero” ha precisato.
105$ .. e pensare che a la storia siamo noi .. parlavano di crisi a 150$ ...
@ Riccardo (15): "...e invece la politica ascolta gli economisti e non le persone competenti nei vari campi"
Ah davvero? E da quando? A me sembra che, in Italia, la politica non segua affatto i suggerimenti degli economisti, altrimenti avebbe da tempo ridotto pressione fiscale e spesa pubblica, introdotto ammortizzatori sociali generali, riformato il sistema Enel/Terna, e fatto molte altre cose che da decenni gli Economisti (quelli veri, non gli opinionisti da talk-show di mezza sera) propongono a gran voce. ;)
Ciao a tutti,
vi segnalo questo post sul blog di Giuseppe Bertoncello:
http://investitoreaccorto.blogspot.com/2008/03/petrolio-e-materie-prime-analisi-del.html
blog che io seguo con interesse e che trovo molto serio (come questo del resto!)
105.96!!
Tabarelli intervistato da Minoli,mica pizza e fichi,sembrava il figlio segreto di Mattei tanto la la sapeva lunga sulle strategie Eni...
Forse semplicemente Tabarelli è costretto a dire certe cose. Molte volte non lo fai o per orgoglio o per necessità (sei presidente di qualcosa che ti retribuisce e ti permette di portare a casa il pane per i tuoi figli).
Io ho dei dubbi che Tabarelli stesso sia convinto di ciò che dice (laureato o no che sia)
non so voi ma io ho paura....
ah... dimenticavo.... sfondati i 105!
Record: 105.10 $/b
ci sono laureati e laureati.
Se un laureato spara minghiate che possono convincere la gente e/o i politici e ci sono le prove che affermano che quelle da lui sparate sono solo minchiate... lo si puo' perdonare una volta... anche due e forse tre... ma poi DEVE riconsegnare la laurea e andare a fare il barbone come tutti quanti (senza offesa per quei poveretti che vivono nelle strade)!
La laurea attesta la tua istruzione... se nella pratica dimostri di non essere istruito la laurea non ti serve! NON DEVE SERVIRTI! Perche' ti permette di accedere a dei posti per i quali si suppone tu sia istruito!
E questo Tabarelli tutto sembra meno che istruito!
Ma infatti chi glie lo fa fare di aumentare le vendite (e quindi l'estrazione)? Aumentando il prezzo (come stanno facendo) compensano le minori esportazioni e diminuiscono gli sforzi necessari per l'estrazione, è un concetto elementare ma che molti non avevano tenuto in considerazione. E' il miglior deterrente per lo spreco e un utilizzo più razionale delle risorse (da parte dei paesi consumatori) è un prezzo più alto; non tutti i mali vengono per nuocere.
bernardo, non essere così acido con i laureati: il poverino credo sia laueato economista, la colpa non è sua ma di chi gli crede.
semplicemente l'economia non è una scenza e quindi alle tesi di un'economista dovremmo dare tutti lo stesso credito che si concede ad un filosofo, ad un letterato o ad uno psicologo. pazienza.
e invece la politica ascolta gli economisti e non le persone competenti nei vari campi
Essere "istruiti" molto spesso non vuol dire essere "intelligenti"...
Ma questo Tabarelli chi e'? spero non sia un laureato perche' altrimenti la dovrebbe riconsegnare al volo... e con tanto di scuse pubbliche!
tabarelli: va a zappare la terra!
L'ottusangolo di Nomisma continua a dire che i problemi ci sono "perché non si fanno investimenti". Ma non gli sfiora l'opzione che non si facciano investimenti non per idiozia delle compagnie (quando mai sono state idiote?), ma perché non ci vedono guadagni in prospettiva. Inoltre, ello non è informato sul fatto che di investimenti nel 2007 ne sono stati fatti da record... ma sulla ricerca di nuovi giacimenti!
Se mettesse insieme le due cose forse avrebbe l'illuminazione... :D
riporto le dichiarazioni appena andate in onda su raidue del sig.Tabarelli (presidente nomisma energia):
1) il petrolio c'è e giace indisturbato sottoterra e si sceglie di usare quello scoperto negli anni Ottanta;
2) Kashagan ancora non è entrato in produzione. chi dice il contrario mente;
3)il gas russo abbonda ma sottoterra perchè Gazprom decide di non spendere un rublo di più per nuove costose estrazioni. campiamo con le pipelines del periodo del gigantismo sovietico;
4)Cina ed India sono come l'Italia negli anni Cinquanta:pronti al boom economico che durerà (e consumerà per) trent'anni;
5) la benzina continuerà a salire-per i motivi sopracitati-e le tasse se fossero tolte ammonterebbero a 2cent/lt.
6)energie alternative rappresentano il 2% dei consumi attuali. con tale cifra non andiamo da nessuna parte;
7)effetto serra? ammesso che esista...
a voi regia!
Sarò forse smentito ma la mia opinione è che il barile sarà sempre ed esclusivamente venduto in dollari. Scordiamoci euro o similari.
Il fatto che biocarburanti e carbone possano diventare competitivi è tutto da dimostrare. Soprattutto i primi meno efficienti del petrolio e inutilizzabili (boutade di Branson a parte) in certi settori quali aeronuatica (9% Pil U.S.A). Ma poi in quanto tempo il carbone può diventarlo. Il problema è il tempo. Sta aumentando troppo in fretta. Il carbone lo si sta già largamente utilizzando, per liquefarlo e farlo diventare petrolio significa aumentare di gran lunga il suo tasso di consumo (da 3 tonn di carbone ne ricaviamo una di oil). E poi basta parlare di effetto serra se intraprendiamo questa strada.
@4
Intanto la Cina sta attingendo a piene mani verso il carbone tanto da mettere in esercizio una centrale termoelettrica carbonifera al mese(o alla settimana? Non ricordo) per cui è diventata anche importatrice di questo combustibile fossile.
E la tanto ecologista Germania che affianca al solare nuove centrali a carbone?
Temo che il prezzo sempre più alto del greggio renderà sempre più competitivo quello del combustibile fossile maggiormente inquinante in assoluto.
In attesa del suo picco di produzione che Aspo pone intorno al 2025.
Sai che bellezza di aria insalubre e gas serra fino ad allora?
E' come se questa civiltà globale stia ponendo le basi per terminare nel peggiore dei modi, conseguenza della assoluta demenza delle elites dominanti...
Ed intanto vederlo andare a 105 $ non fa più nemmeno scalpore..... :)
Il problema del prezzo e della quantita' di petrolio sul mercato si spiega con la caduta del dollaro.
Piu' il biglietto verde perde di valore... piu' il prezzo del petrolio DEVE aumentare. E se non lo fa in modo "naturale" lo fara' forzatamente con al riduzione dell'offerta da parte dell'OPEC.
Questo per garantire una crescita degli UTILI nei paesi OPEC produttori. E' una cosa ovvia... e per nulla scontata... perche', appunto, il deprezzamento della moneta americana e' tale che gli UTILI si stanno assottigliando enormemente.
Noi sappiamo che la soluzione piu' ovvia potrebbe essere quella di vendere il petrolio in Euro o Rubli... ma questo irriterebbe gli USA e di certo molti paesi arabi non lo vogliono... in quanto usano gli americani per procurarsi tecnologie... armi... e servizi di difesa!
Diminuire l'offerta di petrolio quindi porta a 2 circostanze "utili" per alcuni paesi arabi:
1) il prezzo dell'oro nero aumenta e con esso anche gli utili
2) l'irritazione degli USA viene spostata nei confronti di quei paesi produttori di petrolio disposti a vendere l'oro nero in EURO o Rubli o comunque altra moneta diversa dal dollaro!
Risultato?
Alcuni paesi arabi stanno controllando psicologicamente il resto del mondo!
"C'è da godersela fino al 2100, in questo modo."
Non credo proprio, comunque anche se i produttori hanno il coltello dalla parte del manico hanno anche loro le loro spese ed i loro problemi, perciò i soldi se li prendono subito eccome. Eppoi aspettare affinchè il prezzo salga è controproducente in quanto al dispora di una certa soglia le energie alternative diventano competitive col petrolio, e questo ai produttori di petrolio certamente non conviene.
Oltre una certa soglia diventerebbero convenienti ad esempio i biocarburanti o il carbone liquefatto. A proposito: pur essendo quest'ultimo estremamente inquinante mi domando come mai non stia prendendo piede, non che me lo auguri, per carità, però mi meraviglia che in un mondo cinico ed opportunista come il nostro i vari paesi non sfruttino quella che forse è l'ultima risorsa naturale ancora abbondante sul nostro pianeta.
Quello che segni nel post è lo scenario di un racconto che si intitolava "the Peak Oil War"
http://www.communitysolution.org/pdfs/ThePeakOilWar.pdf
Lì l'OPEC decideva di centillinare il petrolio al mondo e si apriva uno scenario di pace...
Ce lo vedete l'Occidente ostaggio dei capricci petroliferi OPEC fino al 2100?
A tirare la corda, questa prima o poi si spezza, nel senso che arriverà il momento inevitabile in cui Europa, USA e tutti i paesi dipendenti dal petrolio si rivolgeranno decisamente verso altre fonti energetiche alternative ad esso.
Spero in maggioranza le rinnovabili ma il carbone americano mi preoccupa più del declinante uranio...
E intanto il mago dell'energia ha deciso quale strada percorrerà l'Italia.
Chi gli spiega che l'uranio è, tra i combustibili fossili, quello in assoluto più scarso dalle nostre parti? E chi gli racconterà che i francesi hanno appena perso la loro fonte di approvvigionamento, col declinare delle regalìe russe? E chi gli dice che il nucleare francese non va in perdita solo grazie alla sinergia cone le centrali turbogas che infestano la Pianura Padana?
alle 12:09
Paolo B.
se lo dice la radio allora possiamo essere tutti più ottimisti :-(...