Uno sguardo dal picco
O tempora, o mores. L'Egitto era il "granaio di Roma", Paese da dove partivano le navi di grano per sfamare il milione di persone che popolava la Capitale dell'Impero.
Oggi, in Egitto manca il pane e la gente si rivolta in piazza lasciando morti sull'asfalto. Nelle file per il pane, spuntano le pistole e saltano i nervi.
Secondo il World Food Programme, non un caso isolato, ma parte della situazione globale del cibo. Imputato? Il petrolio, che in seguito ai continui rincari crea problemi all'importazione e all'agricoltura, non ultimo quello dei cereali che finiscono convertiti in biodiesel anziché in pane.
Così gli egiziani si ritrovano a fronteggiare un'emergenza da medioevo, con un pane salito di prezzo del 26% e malgrado le sovvenzioni dello Stato ai più poveri. Mubarak è stato costretto a convocare l'esercito: saranno i forni militari a sfornare pagnotte per la popolazione.
Forse OT
problemi anche per il RISO
calmail, l'articolo non è sparito, il problema è che quando metti dei link nei commenti, il motore del blog aggiunge dei caratteri finali "ad minchiam" rendendo inutile il link
e chrystal, non vi manca? sai come sarebbe partito in quarta sull'infallibilità del papa e sul controllo delle nascite?
debby mi pare che bertoncello si lamentasse di essere stato censurato non da te ma dal blog di aspo, se vuoi fai un controllo da loro
anche veltroni ha parlato della crisi del 29. cosa da non credere. ieri proponeva un nuovo boom tipo anni 60, che qualcuno gli abbia spiegato che cosa sarà a fare un bel BOOOM!!! ? (e pensare che forse lo voto pure... )
Cooooosa! Vi manca 100 milioni e altro... Certa gente si potrebbe definire masochisti virtuali.
8-)
Stamattina presto era sull'homepage del sito. L'hanno fatto frettolosamente sparire dal sito, come fanno a volte con i sondaggi che non danno esiti favorevoli al sistema... ma noi abbiamo la copia cache di google
Certo non pensavo arrivassero a tanto.
@80 .. il link non funziona.. :)
Il Corriere della Sera paragona quella odierna alla Crisi del '29
@ Antonio Na
E' sicuramente una valutazione da tener presente, in particolare il discorso sulle esportazioni di grano e sul suo possibile impatto sul deficit. Purtroppo, se vediamo le cifre, senza una sostanziale ripresa industriale il rapporto costi benefici della manovra è perdente anche sul piano fiscale e di contabilità del gap import-export. Sarebbe opportuno che ci posti anche l'autore del post ed il numero, cosi, se si vuole approfondire diventa più facile ;)
Già domenica 16 marzo era arrivata una manovra straordinaria, con la decisione del presidente Ben Bernanke di tagliare il tasso di sconto dal 3,50% al 3,25 per cento. Quasi a preparare il terreno a una manovra aggressiva della Fed, anche il segretario al Tesoro statunitense Henry Paulson ha ammesso che l'economia statunitense è in «forte declino»: manca pochissimo, ormai, perchè la Casa Bianca riconosca che è recessione.
@ Debby - per il pane prova a farti il lievito madre, a rinfrescarlo e avrai un pane sempre uniforme (e magari a sbizzarrirti tipo 60% farina integrale e 40% kamut, una leccornia se mi si passa la parolaccia)
Anche a me manca il 100 milioni e ancor più Geppetto, che ritrovo dal contadino ma senza il mordente...
@ Pablo 67
La Cina sta innalzando progresivamente la riserva obbligatoria, con interventi ormai ricorrenti, ha iniziato da molto tempo, ben prima che gli effetti della crisi fossero evidenti. Non è una misura di emergenza, ma il dispiegarsi di una politica del credito pianificata.
Riporto un commento ad un post di "The Oil Drum": è ben spiegato perche' gli americani stiano facendo questo. E' un'opera di sterminio sistematico, molto piu' grande di quella dei nazisti.
The problem with biofuels in general (except again with sugarcane ethanol, since nobody would grow sugarcane in prime land for grains or oilseeds) is that, as the crude oil price rises, the diversion of agricultural production out of food and into biofuels continues until reaching a temporary equilibrium state with LOWER food production volumes and consequent higher food prices so that the profitability of food production becomes again competitive with that of biofuel production.
Now, the geology-driven dynamics of crude oil production guarantee that, in the absence of a worldwide voluntary reduction in crude oil demand in line with the future peaking and subsequent decline of its production, the prospects for the crude oil price are of a relentless rise. That, through the biofuels-food arbitraging mechanism based on profits per acre/hectare, will drive the world into successive new equilibrium states with higher biofuel production and lower food production. Obviously the process will eventually stop before 100% of the food gets turned into fuel. But along the way a large number of poor people wanting to eat will have been outbid by the rich and middle class wanting to fill their tanks.
And there is yet another important side of the biofuels issue that is overlooked most of the time: turning an ever greater share of US corn to ethanol (and then soybeans to biodiesel) will cause in a few years the halving of US agricultural exports in volume and their doubling at least in dollars (i.e. at least quadrupling agricultural prices). That will substantially reduce the US current account deficit and give the US a significant strategic advantage.
The US has certainly the right to follow that path. But they also have the duty to tell the world openly that they will do it. Like: "Along the coming years and decades our food exports will become progressively lower in volume, and the same will probably happen to total world food production. It is conceivable that they could be half their current volume in 10 years. People, and particularly poor people, should have it in mind when making procreation decisions."
Dropping a nuke on a city is not genocide if its dwellers are given a week's notice.
Ridurre il deficit commerciale degli USA: questo e' lo scopo dei biocarburanti. Anche a costo di far strage di milioni di esseri umani, inutili ai fini dell'incremento del PIL.
@ Cataldo
un'altra vittima dell'alcolismo! ;)
Che ne dici della Cina che obbliga le banche ad accantonare dei fondi extra ( ufficialmente per contrastare l'inflazione) ?
Contagio?
Buona notte
@ Debora
Scusa è un po che volevo chiedertelo, ma 100.000.000 è stato bannato, o semplicemnte si è addormentato sbronzo davanti alla stufa ? Un pò mi manca, la lettura di qualche bordata delle sue Ciao
"Posso anticipare che Maugeri è smentibilissimo, anzi direi già smentito da almeno 150 post di questo blog."
Molto di più di 150...
1) Desidero precisare per la trecentesima volta che io non metto mai in moderazione nessun commento. Il sistema li mette in stand-by da solo, se i commenti contengono links e il commentatore non ha mai postato in precedenza. Dato che questo accade raramente, tali commenti mi sfuggono e rimangono non pubblicati. Pregherei quindi il sig. Bertoncello di non essere paranoico, dato che qui pubblica liberamente gente con idee molto più estreme delle sue.
2) Quanto al libro di Maugeri, vi ripeto di darmi il tempo di finirlo. Insinuare che non ne parlo per chissà quali motivi non vi fa onore, dato che mi conoscete da 3 anni. Inoltre, preciso che verso Maugeri ho il cuore tenerissimo, dato che legge il blog e si è anche preso la briga di scrivermi, tempo fa. Posso anticipare che Maugeri è smentibilissimo, anzi direi già smentito da almeno 150 post di questo blog. Non so se farò la fatica di mettermi a smentire sempre le solite cose.
3) "la padrona di casa si incXXXa di brutto e ci propina per una settimana post sulla percentuale di vanadio nelle sabbie bituminose del delta dell'orinoco." Ha ragione Riccardo: continuate a fare insinuazioni e vi beccate il vanadio per un mese...
@ 65: Cataldo, so bene di essere anch'io una scimmia, più o meno :-)
M'era piaciuta l'affermazione "semmai è il contrario"...
http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/economia/borse/dopo-luned-nero/dopo-luned-nero.html
un ulteriore taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. Taglio che è puntualmente arrivato: una riduzione di tre quarti di punto percentuale che ha portato il tasso sui Fed Funds dal 3% al 2,25% e il tasso di sconto dal 3,25% al 2,50%.
@ Marco
Scusa ma forse hai confuso i post, io ho detto che conviene aspettare le sue conclusioni, visto il pedigree ci si aspetta una indicazione operativa. Per il resto non mi sembra di essere stato tenero dicendo che dal suo ragionamento non si capisce perchè ci sia una divaricazione tra offerta e domanda...
Cosi hai bruciato tutto il discorso sull'analisi da satellite, con tutti quei buchi in giro per il mondo, la lasciavo per il commento alle conclusioni .. :)
@62 Cataldo
Scusa la franchezza: Maugeri è un geologo? Bertoncello?
Bertoncello afferma che petrolio ce n'è. Maugeri è dell'ENI, come chiedere in tempi passati ad un medico della Philip Morris se fumare faceva male..
Argomenti inconsistenti: ma ancora con sta storia che gli arabi hanno l'anello al naso? L'Aramco non sa trivellare? La tecnologia è delle compagnie occidentali. Ma qui mica stiamo costruendo l'F-22. L'Aramco sa fare il suo lavoro (chissà quanti ex-dipendenti delle compagnie occidentali ha nel suo libro paga).
Ritenere il CERA poi una fonte indipendente....Nel suo consiglio di amministrazione non ci sono nomi di grosse compagnie occidentali?
L'IEA che fino a due anni diceva che potevamo dormire sonni tranquilli come mai da un anno a questa parte ha cambiato idea?
Il fatto che la transizione sia poi densa di preoccupazioni ...ha veramente scoperto l'acqua calda.
Scusa ma non mi ha convinto. Pe nniente!
Buona notte
@54
Claudia ma da dove vieni scusa??? La scimmia viene dall'uomo? Ahahah. Ma ti senti quando parli? E per quanto riguarda il cibo al giorno d'oggi dovresti informarti. In teoria di cibo ce ne sarebbe già abbastanza per 6 o 7 miliardi di persone. hai mai sentito parlare di crisi di sovrapproduzione per caso? Ne parlava già Marx nell'800. Insomma, noi evitiamo di produrre cibo in abbondanza o addirittura lo buttiamo per non far crollare i prezzi ma in teoria, ripeto, se ci mettessimo a produrre a pieno regime a regalare cibo al terzo mondo nessuno morirebbe di fame, almeno oggi. Ritornando al discorso del vegetarianismo, io rispetto chi fa questa scelta e lo posso anche apprezzare. Ed inoltre sono anche io totalmente contrario all'allevamento in batteria. Ma non mi si venga a dire che devo rinunciare alla carne perchè se io mi mangio un hamburger vuol dire che ammazzo qualcuno. No, non ci sto! Lo so che verranno tempi bui, che tra una trentina d'anni magari anche l'elettricità in casa sarà un lusso. Ma mangiare carne è un bisogno essenziale e non ci rinuncio perchè la rinuncia è politically correct. E poi un'altra cosa: prova a nutrire tuo figlio da 1 fino ai 18 anni senza dargli un grammo di carne e poi raccontami se arriva ai trenta... Ma dai, smettetela di vivere nel mondo delle favole! Tutti a fare i buoni samaritani senza rendersi conto che le risorse della terra saranno sempre più limitate e tra poco i popoli si scannerrano per mantenere status di vita non dico di benessere ma almeno decenti. Io non ci sto a tornare al medioevo, scusatemi. Io mangerò sempre la mia bistecca al sabato sera e se ipoteticamente per questa mia scelta dovessero nascere 50 bambini in meno sinceramente me ne strafrego. Buonanotte.
@ioxcaso
Guarda che è vero, l'uomo non discende dalle scimmie, è una scimmia come le altre. :)
Lo scritto di Bertoncello in risposta a Marco, e riportato @ 55, mi sembra equilibrato e chiaro. Lascia comunque aperte alcune questioni, come ad esempio l'andamento del numero dei pozzi esporativi realizzati negli ultimi anni... Mi piacerebbe che i frequentatori di questo blog, o magari la Curatrice, che abbiano a disposizione dei dati aggiornati si facciano avanti... e in generale mi piacerebbe che si aprisse una discussione, serena, sull'analisi fatta dall'economista, che si basa, a quanto ho capito, soprattutto sul lavoro di Maugeri.
Così magari torniamo un pò a parlare di petrolio ;-)
@ 54:
"ancora questa storia che l'uomo deriva dalla scimmia? Semmai è il contrario."
Ecco, questa mi mancava... :-)
ma come fate?
@ marco & riccardo su Bertoncello
Ho letto i lavori di Bertoncello, aspettiamo la terza parte, vediamo le conclusioni. Sarebbe interessante appurare se veramente abbia postato sul blog, non è bello sentirlo dire che il post è stato censurato, magari puo riproporlo.
L'analisi per adesso è monca di una reale spiegazione per la divaricazione tra offerta e domanda. La risposta fornita per il riequilibrio, una aumentata produzione per gli intervenuti investimenti, ha comunque un profilo temporale medio-lungo. La logica di un mercato che abbia margini cosi elevati non si concilia bene con le premesse poste, e questi tempi non si accordano alle premesse. Ragionando Pro-Bertoncello si puo mettere in conto che, in definitiva, la quota commercializzata sui mercati dalle big company sono ormai solo una parte del mercato, sempre più nazionalizzato e contrattualizzato extra borsa del petrodollaro, e questo crea un freno all'espansione dell'offerta. Ma questo carattere è destinato ad essere permanente e in espansione, le conclusioni dovrebbero risentirne :)
Nella mia abissale ignoranza delle cose del mondo, ho compiuto gli studi a rovescio, mentre vedevo gli amici appassionarsi all'analisi strutturale, e imparare a fare i soldi, io studiavo economia politica, da vero naif. Dopo anni mi è toccato comunque entrare in quella melma, per capire meglio il cancro finanziario. L'opinione di quei ragazzi porta sempre elementi di riflessione. Ancora di più oggi che c'è meno invidia, ad offuscare lo sguardo ;)
Mamo quanto hai ragione. Però farei l'opposto. I dipendenti della Bear alla tendopoli e a chi è senza casa, gli diamo quella dei dipendenti della bear :-)
Va bene....va bene tutti i dipendenti di bear stearns..via! alla tendopoli con gli altri !
Hanno fatto i pescecani ed hanno trovato dei pescecani piu´grandi di loro.
Bear Stearns, dipendenti sotto shock: "Rovinati da un sistema avido" (da Il Sole 24 Ore)
Shock, rabbia, incredulità, e soprattutto la consapevolezza che gran parte dei loro risparmi è andata in fumo. I 14 mila dipendenti di Bear Stearns, la quinta banca d'affari di Wall Street che è stata venduta domenica a JP Morgan a un prezzo a dir poco stracciato - 236,2 milioni di dollari contro i 3,5 miliardi di dollari di valore di mercato lo scorso venerdì - non riescono ancora a crederci. Ma la verità è che, oltre a rischiare di perdere ora il loro posto di lavoro, assisteranno - e questo è sicuro - a una forte svalutazione delle proprie partecipazioni. I dipendenti di Bear Stearns possiedono infatti un terzo circa delle azioni del colosso: una partecipazione complessiva che, ai bei tempi, valeva ben 6,3 miliardi di dollari e che ora ha un valore di soli 79 milioni di dollari.
È questo l'effetto più diretto dell'accordo con cui JP Morgan acquisterà Bear per appena due dollari per azioni. «E' una cosa devastante - ha commentato al Wall Street Journal Stephen Raphael, 62 anni, broker della banca d'affari quasi in pensione e dipendente dal 1974, parlando dal quartiere generale del colosso di New York -. Ho trascorso più tempo a Bear Stearns che con la mia famiglia».
«Tutti sono semplicemente increduli. Sembra di essere a un funerale», ha detto un altro dipendente, che lavora nella divisione reddito fisso. Un impiegato residente a Staten Island ha ammesso poi di aver perso tutti i suoi risparmi, rappresentati fino a lunedì da azioni Bear Stearns per un valore di 600 mila dollari, e un altro, sia per il crollo del titolo che l'acquisizione della banca a due dollari per azione da parte di JP Morgan, ha dichiarato una perdita di 400 mila dollari.
Oltre alla disperazione, c'è però anche tanta rabbia, rivolta contro l'ex amministratore delegato James Cayne, l'attuale Alan Schwartz e il direttore finanziario Sam Mulinaro. L'accusa è di non essere riusciti a salvaguardare la posizione finanziaria del colosso, ma anche di aver percepito compensi sproporzionati, alla luce della crisi che ha colpito la banca. Inoltre, stando almeno alle testimonianze dei lavoratori newyorchesi, Bear Stearns non ha indetto alcuna riunione per informare il personale di quanto sta accadendo. «Accuso il sistema, accuso l'avidità - ha rincarato la dose Raphael - Sono molto, molto sconvolto, ho il cuore a pezzi, veramente. E penso che probabilmente sarò licenziato».
CLaudio [#19]: "Non sempre è vero che il benessere porta ad un aumento della popolazione, già l'Italia è un esempio [...]"
Potrebbe sorgere il sospetto che la bassa natalità dei nativi italiani sia la reazione al dover vivere in un ambiente sovraffollato? Il sovraffollamento genera stress, e lo stress non fa per niente bene alla salute. Un fenomeno simile si verifica, ad esempio, nel caso dei ratti.
In altre parole, chi vive in Italia ha innescato la più auspicabile soluzione al sovraffollamento/sovrappopolazione (bassa natalità) ma i forestieri che continuano ad arrivare (anche a causa dell'azione degli speculatori, ovvero della nostra dirigenza) la rendono inefficace e portano la situazione a peggiorare ulteriormente. Sarebbe ora di agire di conseguenza e di porre un energico ed efficace freno ai moti migratori in ingresso, così da permettere alla bassa natalità di esercitare i suoi effetti positivi.
Post: "Mubarak è stato costretto a convocare l'esercito: saranno i forni militari a sfornare pagnotte per la popolazione."
Nell'attesa del momento di sfornare arrosti fatti con la popolazione. Impossibile?
Volevo mettere una virgola scusami: Riccardo, Bertoncello....
Riccardo Bertoncello ha scritto anche a te:
Marco,
la ringrazio del suo commento.
Vorrei dirle questo: lei è "molto vicino alle tesi di ASPO". Io, invece, di mia natura tendo a non essere vicino alle tesi di nessuno.
Cerco di fare, meglio che posso, il mio lavoro di informatore (badi bene, informatore e non esperto: non intendo certo spacciarmi per un esperto di questioni energetiche). Mi documento presso le fonti che ritengo più attendibili. Soppeso con la mia testa le informazioni che raccolgo. Se trovo contraddizioni, carenze, ambiguità, mi sforzo di verificare e approfondire. Alla fine riferisco quello che ho capito.
Gli articoli che sto scrivendo sul petrolio e sulle materie prime (la storia non è finita) si sono attenuti a questa metodologia di lavoro. Se vuole, una metodologia critica, scientifica, applicata al mondo degli investimenti - che è ciò di cui si occupa il mio blog.
Lei sembra avercela con Maugeri, che è forse visto come una "bestia nera" dall'ASPO. Ma le guerre di religione sul petrolio (come su qualsiasi altra questione) sono un'insensatezza, un'espressione di infantilismo intellettuale.
Per me vale soltanto la qualità delle analisi. Il libro di Maugeri è un ottimo lavoro, e ne consiglio caldamente la lettura.
Entrando nel merito delle sue argomentazioni, sarò sincero: mi sembrano inconsistenti.
Il geofisico Hubbert predisse nel 1956 il picco di produzione americana nei primi anni '70. Bene. Ma questo non ci dimostra nulla relativamente alle questioni attuali. Quello che è più interessante è come i suoi epigoni di oggi - come Colin Campbell - siano impegnati da una ventina d'anni a produrre previsioni catastrofiche che vengono poi continuamente smentite dai fatti e riviste. Per Campbell, il picco globale di produzione di petrolio doveva essere nel 1989, poi nel 1990, poi nel 1995, 1996, 2002...Ora ci risiamo. Come lei afferma con dogmatica convinzione, la produzione "ha ormai raggiunto un apice."
Ma le cose non stanno così. I dati più affidabili sulle riserve di petrolio sono quelli della International Energy Agency (IEA), che ho citato nel mio articolo.
Il petrolio c'è ancora per molti decenni, anche se non è certo illimitato, e sarà disponibile a prezzi superiori a quelli del passato.
La stasi produttiva degli ultimi anni non è una manifestazione del "peak oil" ma del semplice fatto che nel ventennio in cui i prezzi hanno oscillato tra 10 e 25 dollari a barile non si è investito. I neanche cento pozzi esplorativi scavati nel Golfo Persico tra il 1995 e il 2004 - di cui Maugeri parla e che io cito - ne sono una conferma evidente. E ancora peggio è andata in Iraq, Iran, Venezuela, e non molto meglio nelle ex repubbliche sovietiche. Come scrivo nel mio articolo, dove il petrolio è abbondante non lo si è cercato. I pozzi che continuiamo a usare sono vecchi di 50-60 anni.
Da qualche anno, con i prezzi schizzati al rialzo, gli investimenti sono tornati abbondanti. E infatti IEA, EIA, o prestigiosi centri di ricerca indipendenti come il CERA prevedono che dal prossimo decennio la capacità produttiva torni a crescere a un ritmo più che sufficiente a soddisfare la domanda.
Lei si (mi) chiede perchè figure di vertice di alcune compagnie petrolifere occidentali stanno lanciando allarmi. Penso che ciò abbia a che fare col fatto, che riferisco nel mio articolo, che le riserve di petrolio sono state sempre più nazionalizzate dai paesi produttori. Di questo passo, il futuro delle compagnie occidentali finirà per essere giocato sempre di più nelle fonti energetiche alternative al petrolio.
Lei cita Bush. Non conosco il video. Non so se Bush si riferisca davvero a una "incapacità" da parte dell'Arabia Saudita. Se è così, potrebbe essere una tipica "gaffe" di Bush, riferita però alle capacità tecniche, non alla disponibilità di petrolio. Certamente, lo dice anche Maugeri, le capacità tecniche dei paesi produttori, compresa l'Arabia Saudita, non sono paragonabili a quelle delle grandi compagnie occidentali. E questo, già oggi, sta comportando ritardi nello sviluppo di nuovi pozzi.
Un conto, dunque, è fare catastrofismo sulla fine imminente del petrolio, un conto è riconoscere che la transizione energetica in cui stiamo entrando sarà densa di problemi, tensioni, incognite.
Confondere i problemi non aiuta. Il petrolio c'è. Ma una transizione oltre la dipendenza dal petrolio è inevitabile. Prima la affrontiamo meglio è. I problemi più urgenti sono di natura ambientale, tecnica, politica. La disponibilità di petrolio nel sottosuolo della terra, sfruttabile ai prezzi e con le tecnologie esistenti, non è la questione per ora all'ordine del giorno.
Cordiali saluti,
Giuseppe B.
P.S.: il riferimento all'U.S Geological Survey e alla sua predizione del 1919 è un modo per far capire che le previsioni catastrofiche sono vecchie di un secolo. Quasi quanto la storia del petrolio. Si sono sbagliati in tanti.
P.S. 2: A Riccardo che aggiunge gli indirizzi dell'ASPO e del blog Petrolio su Blogosfere, dico: sono a favore del confronto più aperto. Non mi piacciono però le battaglie ideologiche. Ieri ho scritto un breve commento al blog Petrolio. Non è stato pubblicato. Spero, naturalmente, che si sia trattato di una svista. Mi resta purtroppo il sospetto che il mio punto di vista sia stato ritenuto troppo "eterodosso" per meritare la pubblicazione.
@48
ancora questa storia che l'uomo deriva dalla scimmia? Semmai è il contrario. E comunque le scimmie non hanno mai usato petrolio.
Non si diventa vegetariani per permettere il raddoppio della popolazione, ho solo detto che un'alimentazione di questo tipo permetterebbe a tutti di sopravvivere.
@52
la muca pazza è un esempio di come l'allevamento intensivo è contronatura, nè va della salute umana e della salute del pianeta. Qualcuno ha dati certi sull'incidenza del biometano emesso dagli allevamenti intensivi nell'atmosfera? dopotutto il metano causa un effetto serra 10 volte maggiore dell'anidride carbonica !!!
@48
Magari alla carne non dobbiamo rinunciaric del tutto ma solo diminuirla, il che farebbe bene anche alla nostra linea e al nostro colesterolo. te lo dice un golosone un poco sovrappeso che lui per primo alla carne non vuole rinunciarci del tutto, però ridurla magari si. Poi consideriamo una cosa: un conto è allevare animali limitandosi a portarli al pascolo e un conto sono gli allevamenti intensivi dove quelle povere bestie sono ammassate una addosso all'altra e dove vengono ingozzate a forza con mangimi ricavati dalle coltivazioni.
Anche dal punto di vista etico l'uso marginale della carne è ben diverso dagli eccessi produttivi degli allevamenti: non serve arrivare all'abolizione totale della carne ma semplicemente ridimensionarla. entro i limiti di uno sviluppo eco compatible ed eco sostenibile.
beh, uno se proprio ci tiene all'estinzione volontaria potrebbe anche decidere liberamente di togliere il disturbo e liberare il pianeta dlla sua puzzolente impronta ecologica, dando così il buon esempio...
se continuamo con questo tono mi sa che la padrona di casa si incXXXa di brutto e ci propina per una settimana post sulla percentuale di vanadio nelle sabbie bituminose del delta dell'orinoco...
C'hanno raggione quelli del VHEMT (Voluntary Human Extinction Movement) ..se non in assoluto, sulla revisione personale della spinta alla fertilità, sì....
Thank you for not breeding.
State manzi tanto il Tg1 delle 20 stasera ci spiegherà il fatto e così potremmo vivere felici e contenti:
Gianni Riotta ci parlerà di come il biodiesel e la fame indo-cinese ci ridurrà all'osso!...
CONTRORDINE: giunge ora la notizia che il servizio sarà sostituito da quello su due gattini che fanno lo skate sull'acqua e dalla casa dei fantasmi di un metalmeccanico friulano analfabeta!
sorry
Questa storia che tutti dovremmo diventare vegetariani per sfamare 8, 9, 10, 11 miliardi di persone non la sopporto più! Ma scusatemi, ma perchè io dovrei rinunciare alla carne perché in Egitto, Giordania, Bangladesh, eccetera le donne fanno 9 figli ciascuna? Ma chi l'ha detto??? L'uomo viene dalla scimmia, la scimmia è un animale onnivoro, ergo anche l'essere umano lo è. Consumiamo troppa carne? è vero. L'Occidente è obeso? Verissimo. Ma che io debba rinunciare per il resto della mia vita alla carne per permettere il raddoppio della popolazione mondiale no, non ci sto! Che rinunciassero gli altri a fare figli come conigli, io ho solo questa vita e di rinunce sono disposto a farne e molte. Ma la carne no, cazzo !
Ma il pane fatto in casa quanto costa in termini energetici? Molto probabilmente il panificio impiega meno energia per unità... allora a sto punto va bene il pane fatto in casa ma con forno a legna !! il forno elettrico e equivalente, consumano energia elettrica ottenuto al 99% con combustibili fossili !! Prima di fare il pane in casa dobbiamo munirci di cucina economica a legna !!!
Non lo seguo assolutamente Riccardo, penso anche io non risponda. Ci avrei giurato che citasse Maugeri. Ho comunque il link sulla posta se risponde me ne accorgo subito e ti faccio sapere.
penso che non risponda... a volte provo a "diffondere il verbo del picco" tra i profani, o per lo meno tra quelli (giornalisti) che possono influire sui decisori...
ma non ricevo quasi mai risposte (se quello è un blog che tu segui abitualmente, fammi sapere grazie)
@RIccardo
Riccardo sei tu a investitoreaccorto?
Vediamo come risponde l'economista-finanziario.
@mamo
E' una minaccia potenziale, vedremo l'impatto effettivo sulla produzione, e come si pensa di affrontare il problema, ora che è emerso dalla matrice africana. Non ho elementi per andare oltre la battuta :)
Quando ci sono queste crisi piuttosto mi viene da pensare che sono fin troppo rare, a pensarci bene. La produzione in monocoltura, estensioni enormi occupate da una sola specie sono vulnerabili per definizione, sono gia in squilibrio.
Se avessi un fungo che si mangia il petrolio telefonerei all´Emiro e direi:"Senti Abdulla´mi dovresti dare lo yacht...no!no!non quello giallo piccolo,quello grosso bianco con l´elicotterino".Poi riempieri lo yacth di monnezza di napoli e lo incaglio a Portofino.Poi chiamo a bush e gli dico di mandare i marines a pulire perche´c´e una signora tutta ingioiellata che strilla e dice che ci mette l´avvocato.
la ruggine del frumento lascia spazio a parecchie congetture complottiste....
aspetto con ansia un articolo di blondet al riguardo
@Gabriele
Qui si parla anche di una selezione gia in terra africana di ibridi resistenti. E interessante notare il pragmatismo dei cinesi ;)
#37 penso che anche i cambiamenti climatici in corso
abbaino la loro influenza sulla diffusione in nuove
zone di piante o malattie.
X Cataldo,
e adesso se non danno il raccolto alla monsanto ,col c....che gli danno il funghicida:))))
La storia del fungo era gia ben descritta ad aprile 07 in Pakistan fanno sapere che ancora non è arrivato, cosi come non è arrivato in India.
Ug99, a virulent strain of black stem rust (Puccinia graminis) was identified in Uganda in 1999. Since then it has invaded Kenya and Ethiopia and, last year, Yemen. From previous fungal invasions, scientists expected the prevailing winds to carry Ug99 spores to Egypt, Turkey and Syria, and then east to Iran, a major wheat-grower, buying them some time. But on 8 June 2007, Cyclone Gonu hit the Arabian peninsula, the worst storm there for 30 years.
“We know it changed the winds,” says Wafa Khoury of the UN Food and Agriculture Organization in Rome, because desert locusts the FAO had been tracking in Yemen blew north towards Iran instead of northwest as expected. “We think it may have done that to the rust spores.” This means, she says, that Ug99 has reached Iran a year or two earlier than predicted. The fear is that the same winds could have blown the spores into Pakistan, which is also north of Yemen, and where surveillance of the fungus is limited.
In pratica il ciclone ha portato le spore in una vasta zona anticipandone la diffusionee modificando gli itinerari previsti.
Sembra la fame africana che cerca vendetta.
@34 e @3
Se n'era parlato qui in Crisis. Io, che sono amante della narrativa fantascientifica, torno a ricordare il romanzo di John Cristopher intitolato La morte dell'erba. Lo scenario è quello di un mondo dove tutte le graminacee vengono colpite da un misterioso parassita e le riserve alimentari si esauriscono. Non so perchè... mi sembra che ancora una volta la fantascienza possa rivelare inquietanti profezie...
X Fausto
ma se il tuo babbo riesce a fare 8,5 ettari con 800 litri di carburante agricolo e il biodiesel (sorvolando sulle stime gonfiate della coldiretti)rende di media sui 700 kg di olio ad ettaro,facendo solo un calcolo bruto e calcolando che il tuo babbo e´ un mago delle traiettorie ,vedi che ha un senso l´impiego nel ciclo agricolo.
Tra parentesi dove avete la terra?Con i tempi che verranno vi consiglio di farvi amico un contadino:)
@Luigi Lucato
Grazie per la segnalazione, merita un approfondimento.
Comunque paesi come ad esempio l'India o l'egitto non sono nemmeno cristiani quindi questo tipo di problema non si pone. E' assolutamente necessario limitare le nascite in tutto il mondo. Comunque anche l'italia è sovrappopolata, infatti gli italiani non fanno figli ,però arrivano gli stranieri, e questi ultimi i figli li fanno.
Per tanti anni la popolazione italiana si aggirava attorno ai 57 milioni di abitanti, adesso invece siamo arrivati a 60 tondi o quasi.
Io immagino questa scenetta "invertita" del nonno che parla ai suoi nipoti:
non più: "ai miei tempi... non vi era questo, non vi era quello... adesso invece abbiamo tutto!"
bensì: "ai miei tempi... vi era questo, vi era quello.. adesso invece non abbiamo niente!"
Ecco, questi saranno i racconti che i nonni faranno ai loro nipoti.
beh, dai, lo sanno anche i sassi che l'infallibilità del papa (per chi ci vuole credere) vale solamente quando parla "ex cathedra" di materie di fede - lo dice anche wikipedia, mica quando chiede un caffè lungo alla suora-cameriera o quando (nel passato) invitava i fedeli alla guerra santa o quando (nel presente) prende o non prende posizione nei confronti di qualche paese o politico.
tra l'altro, formalmente, risulta essere appunto "infallibile" dal 1870, il che esclude tutte le nefandezze compiuto da, per o con la chiesa nei secoli precedenti (mi fa sorridere, il fatto che sia infallibile solo da poco più di un secolo... e prima?).
so che sono OT, ma siamo nella settimana santa, lasciatemelo stare fino a pasquetta! :)
@ 30
guarda che sfondi una porta aperta
a colazione magio pane e anticlericalismo...
@28
L'opinione del papa la rispetto, ma non la condivido.
Comunque l'idea che il papa sia infallibile è una contraddizione in termini, la riprova sono tutte le cose terrificanti che hanno fatto i papi in passato: figli illegittimi, massacri, scismi, inquisizioni, ecc. ecc. questi sarebbero gli uomini "rappresentanti di Dio in terra" infallibili?, ma per favore!.
P.S. non ho nulla contro la religione, cristiana o meno che sia.
quoto Claudia #15
L'alimentazione onnivora è un lusso che l'umanità non può permettersi...
e qui mi confesso: benchè ne consumi poca, non ho ancora eliminato totalmente la carne...
@27
"Però anche gli altri paesi devono comniciare ad emanare leggi limitanti la procreazione, brutto a dirsi, ma altrimenti è la fine."
glielo dici tu al papa ratzy..?
;-)
L'unica cosa che condivido della politica cinese è il limite imposto per legge ai figli che può fare una coppia: uno e non di più. Per il resto quella nazione la detesto perchè ha messo assieme il peggio del comunismo e del capitalismo, d'altronde basta vedere cosa succede in Tibet. Però anche gli altri paesi devono comniciare ad emanare leggi limitanti la procreazione, brutto a dirsi, ma altrimenti è la fine.
l'olio tal quale a detta di molti va benissimo per "allungare" il gasolio (peccato che sia illegale... e se ne è già parlato molto)
debby: vogliamo specificare che si parla di motori diesel? sai mai che qualche sprovveduto sperimenta secondo i tuoi consigli sul motore a benzina... perderesti un lettore!
Debora, io non parlavo di olio tal quale (che è troppo viscoso e bisogna modificare l'impianto di alimentazione) ma bensì di biodiesel (cosa che a breve dovrei provare a fare con altri 2 amici :D )
@ 19
Sul teorema "Gaia" esiste tutta una discussione ma, se fosse davvero così, la Terra da tempo avrebbe preso provvedimenti per limitare il virus "uomo", almeno fin da quando ha cominciato a disastrare l'ambiente, che non è cosa recentissima mi pare.
Poi, aspettare che il benessere contribuisca al calo demografico è controproducente, primo, perchè le popolazioni del terzo mondo non potrebbero mai raggiungere i nostri standard di vita causa limiti fisici del pianeta, secondo, se anche volessimo attendere che tale benessere produca gli effetti antidemografici, sarebbe troppo tardi visto che già oggi la popolazione umana ha raggiunto livelli insostenibili per l'ambiente.
Comunque è molto più probabile che il livello di benessere dei paesi industrializzati diminuisca nel prossimo futuro piuttosto che aumenti quello dei paesi sottosviluppati e in via di sviluppo.
@22
La soluzione per l'immediato Gabriele?
Redistribuire il cibo e contemporaneamente realizzare con le politiche opportune la decrescita economica e demografica globale.
Non c'è assolutamente altra via per cercare di attenuare l'inevitabile schianto finale...
Non sono d'accordo sul fatto che la maggiore disponibilità di cibo comporti una crescita demografica. I paesi occidentali ne sono un esempio: pur avendo negli anni passati risolto il problema dell'approvigionamento alimentare, la popolazione è rimasta stabile (sarebbe calata senza l'immigrazione).
Questo perchè, la diffusione dei contraccetivi, un miglior livello culturale, fa in modo che nessuna donna sia disposta a fare 10 figli, come accadeva cento anni fa.
Se si investe in cultura nel mondo, anche nei paesi africani e asiatici, non c'e' bisogno di misure repressive per far abbassare il tasso di natalità.
Nell'immediato, credo che bisogni pero' fare tutto il possibile per sfamare chi è in vita.
Un primo passo sarebbe quello di chiedere una MORATORIA per l'uso di biocarburanti derivati da mais, allo stesso modo in cui è stata chiesta la moratoria della pena di morte, che, a confronto della strage prodotta in silenzio dalla fame, è una questione irrilevante in termini numerici.
Spero che il blog condivida questa proposta: magari si potrebbe organizzare una petizione online da far circolare sul web, per accrescere la sensibilità verso questo tema.
@16 Quoto Paolo B. e tutti coloro che (come lui) spingono sulla questione demografica. Se poi però sposti il problema dicendo che se ci fosse più disponibilità di cibo, la gente farebbe più figli, allora la soluzione nell'immediato qual'è? Sterminare il genere umano? ...a proposito: ho appena comprato un interessante libro di Alan Weisman: "Il mondo senza di noi". Lo consiglio a tutti i frequentatori di Petrolio e Crisis. Io lo trovo rassicurante... Parla della riconquista del mondo da parte della natura dopo la scomparsa del genere umano..(e tutti noi sappiamo che prima o poi scomparirà)
Intendevo dire che i consumi di energia connessi alle attività agricole sono spesso sopravvalutati, secondo l'antico costume di dar la colpa di ogni male a chi non può permettersi un avvocato difensore.
L'agricoltura oggi è responsabile di non pochi sprechi: impiego di potassio (quasi sempre inutile), abuso di azoto (facilmente dannoso), sperpero di liquami (sic), sperpero di carburanti a causa di macchine piccole ed inefficienti, spreco di cascami utilizzabili in una miriade di applicazioni...una lista senza fine.
Ma non dobbiamo dimenticare che il suo consumo effettivo di energia è modestissimo; la parte più straripante della richiesta di combustibili fossili nasce a valle, tra trasferimenti da un continente all'altro, lavorazione e (discutibili) confezionamenti.
Una prova lampante della faccenda la potete osservare andando a fare la spesa: nonostante l'incremento del costo delle derrate sia una cifra ridicola (al kg), l'incremento di costo sui banchi al mercato è stato violento e dirompente. Attenzione: noi dal fornaio non compriamo farina, ma bensì lavoro, energia per la cottura, costi di trasporto e confezionamento, etc. Ed è questo il motivo per cui un incremento di costo della farina di qualche centesimo al kg si può trasformare in un incremento di costo del pane di un euro al kg.
In tal modo, possiamo percepire subito quanto grande sia il consumo di energia ed impianti in attività esterne alla semplice coltivazione. Ricordiamocene, la prossima volta che qualcuno ci racconta che l'aratro di nostro nonno è fatto male.
Pane fatto ieri, cambiato lievito: è venuto gonfio come un pandoro (bello) ma troppo mollicoso. Non c'è niente da fare: anche se lo fai da anni, cambi una virgola e lui reagisce imprevedibilmente! Lo dico sempre, che è vivo! :D
Olio da fritto esausto: se volete metterlo nell'auto, dovete comprare un aggeggio apposta che vendono in Germania. Costa la bellezza di 2000 euro, infatti qui a Roma ce l'hanno molto tassisti. Nell'auto normale, l'olio esausto NON ci va. Ci va solo quello nuovo.
Paolo, Non sempre è vero che il benessere porta ad un aumento della popolazione, già l'Italia è un esempio, inoltre assistiamo a sempre maggiori problemi di sterilità nei paesi industrializzati. Perchè avviene questo? Sembra quasi che qualcuno o qualcosa metta un limite all'espansione, come avviene per i microorganismi in laboratorio, dove dopo un picco demografico, avviene una caduta.
Sono sicura che se la popolazione non fosse sopportabile dalla Terra, avverebbe qualcosa per diminuire il numero. La Terra si protegge, è un organismo vivo.
Del resto al ridimensionamento ci stanno già pensando, basta guardare cosa succede in questo periodo.
nei CERD del consorzio priula (dove si va aportare quelle immondizie che nonn vengono ritirate porta a porta) in provincia di treviso tra i vari raccoglitori (lampadine, neon, batterie, medicinali, legno, carta, plastiche, elettrodomestici....) c'è anche il bidone per l'olio.
peccato che il suddetto CERD non sia comodamente raggiungibile dal centro abitato se non in macchina... che dire?
P.S.: non mi risulta che qualche litro d'olio gettato nel water sia poi così dannoso... non vorrei sbagliarmi ma i batteri che nei depuratori digeriscono tutte le nostre schifezze lo gradiscono più dei deterivi e saponi vari
OT:aggiornamenti sulle tendopoli e depressione USA http://www.effedieffe.com/content/view/2524/164/
@ 5 @ 15
Se ci fosse cibo per tutti ciò spronerebbe le popolazioni a fare sempre più figli, almeno dove c'è la tendenza a farne tanti.
Ergo, prima o poi ci ritroveremmo con lo stesso problema di carenza di cibo, perchè il pianeta ha i suoi limiti fisici anche nelle aree coltivabili in rapporto ad una popolazione umana in continuo aumento.
La conclusione è che occorre pensare seriamente anche ad un ridimensionamento demografico globale fin da oggi.
Sull'assalto prossimo venturo all'Europa da parte delle popolazioni nordafricane affamate ho un bel po' di dubbi, specie se penso che l'assistenza umanitaria e le belle intenzioni tendono a diminuire man mano che le risorse alimentari diventano scarse anche nei paesi cosiddetti ricchi.
Oggi gli immigrati regolari e clandestini(molti di più) da noi trovano spesso e assurdamente più assistenza e diritti degli stessi cittadini locali.
Un giorno non lontano, nella peggiore delle ipotesi recessive(molto probabile), potrebbero invece essere accolti a cannonate...
Bèh anch'io da due anni faccio il pane in casa, e non ci rinuncio più.
Da mangiare ce ne sarebbe per tutti, 7 mld, 8,9...se diventassimo vegetariani. L'alimentazione carnea crea tutti i problemi, la coltivazione intensiva della soia, la diminuzione delle specie di cereali coltivati, la non diversificazione delle colture.
Debora, complimenti per il blog, e anche a voi tutti.
Ricordo che l'Egitto esporta patate in Italia: ecco la fonte (e scusate per l'autocitazione). Non sono briciole: con 90 mila t all'anno è il nostro secondo fornitore! E' piuttosto assurdo che l'Egitto con un ecosistema così fragile si metta a esportare cibo (prodotto con ampio uso di comustibili fossili, soprattutto sotto formal di fertilizzanti) in cambio di denaro.
Bè, per il guadagno di chi raccoglie l'olio, so che i consorzi sono finanziati da una quota che proviene da una tassa che non ricordo se sia quella sui rifiuti o un'altra. Quindi loro già guadagnano per avere un sistema non molto efficente (fa molto italiano ciò, non trovate? eheh). Bisogna rendere più efficente la raccolta e sensibilizzare di più ristoratori & Co. in quanto a loro (mi pare) non è richiesto nessun esborso per lo smaltimento.
Ok che la botta del petrolio che arriverà è forte, ma meglio iniziare da piccoli numeri per poi crescere. Mica si parte subito al 100%
x Riccardo,
sono d´accordo,ma secondo te quanti ristoratori in Italia lo smaltiscono in modo corretto?Quello che voglio dire e´ che ammesso che ci sia qualcuno che lo riesca a raccogliere in maniera efficiente dovra´ pur cacciarci un guadagno da questa operazione che potrebbe consistere nell´usarlo lui e qualche amico.Ma stiamo parlando di numeri piccoli e la botta che sta arrivando e´forte.
mamo, esiste già il consorzio obbligatorio olii esausti (coou e conoe) che già ritirano l'olio. Spero solamente che venga tutto trasformato in biodiesel. E poi vogliono fare la raccolta differenziata porta a porta per i classici materiali. Io dico, perchè non fornire anche una lattina da 5lt alle nostre brave massaie per raccogliere l'olio usato? Non oso immaginare quanti litri ne finiscano nel lavandino o water (lo so perchè prima di venire a conoscenza della possibilità di riciclarlo anche mia nonna lo gettava via così :-( )
Il pane lo facciamo nel forno elettrico di casa. Ieri ho impastato 1kg di farina e dopo lievitato vengono fuori 2 belle file di pane, che nella macchinetta non ci entrerebbero :-)
mamo, e quanto costa smaltirlo in modo corretto? molto meglio raccattarlo e trasformarlo in biodiesel! (assieme ai grassi animali di scarto)
galdo, il pane lo cucini in forno oppure usi l'apposita macchinetta elettrica? ho amici che la usano tutti i giorni: loro contenti, e buono il prodotto
x Galdo 607,
si ma quanto costa in termini energetici andarlo a raccattare da un ristorante all´altro?
Sto ancora aspettando Fausto:)
Io sono dell'opinione che il biodiesel sia veramente sostenibile solo se prodotto da olii esausti (da friggitorie etc) e non da olio nuovo. Se poi si parla di biodiesel da microalghe è un'altra storia.
Notare che il fatto dei biocarburanti da coltivazioni alimentari ha scatenato un putiferio con i prezzi.
x Fausto
Non capisco,
mi puoi spiegare meglio.Mi interessa moltissimo.
"...Nei casi di migliore efficienza con un campo di biodiesel ,ci coltivi un campo di cereali..."
Per avere 8-10 t di cereali/oleaginose dovrei quindi utilizzare carburante per almeno 1-1,3 t?
Allora mio padre, che coltiva 8,5 ha con meno di 800 litri/anno di carburante, è un fenomeno....andrò a fargli le mie scuse.
Io che lo rimproveravo per la scarsa efficienza delle aziende piccole e dei macchinari di taglia modesta....
x Galdo 607,
secondo me c´e´da mangiare per tutti se solo le risorse venissero usate con un minimo di buon senso.
Il biodiesel puo´essere una soluzione se utilizzato nel comparto agricolo.Non ha senso coltivare un campo a biodiesel per mandare avanti delle automobili che ti portano in ufficio a scaldare la sedia.Il biodiesel ha senso se il prodotto lo riimmetti nel ciclo di produzione agricola.Tra l´altro avanzerebbe pure per il trasporto sui luoghi di distribuzione.Nei casi di migliore efficienza con un campo di biodiesel ,ci coltivi un campo di cereali e ti avanza pure per una distribuzione efficiente.
Franz, come al solito il problema è la sovrappopolazione. Bisogna seriamente pensare ad una decrescita demografica, perchè l'agricoltura post-picco col cavolo che ci mantiene a tutti (6,5mld)
Intorno al 1950 l'Egitto aveva circa 20 milioni di abitanti, oggi ne ha 80; praticamente ogni anno è aumentato di 1 milione d'individui, tutti concentrati in quel 5% della superficie del paese provvisto di acqua; da molti anni ormai questo paese dipende dalle importazioni per il 50% del suo fabbisogno di cereali.
Il problema è dunque dovuto alla sovrapopolazione, e la crisi del petrolio sta solo accelerando l'inevitabile collasso.
Resta da vedere cosa farà la popolazione egiziana (età media:24 anni) man mano che la crisi precipiterà.
Mi sa che rimpiangeremo l'esodo dall'Albania del '91!
Assurdo O_O
Intanto con oggi è la 2° volta che sto sfornando pane fatto in casa. Sono ancora in rodaggio per ottimizzare le giuste condizioni di lievitazione/cottura :-)
alle 16:19
luca
ciao ma nn viene mai nessuno?certo ke bah