Uno sguardo dal picco

La radice del petrolio a 100$ al barile risiede nella scomparsa del surplus di produzione dell'OPEC. Il calo del surplus è cominciato la scorsa estate, dopo dei blackouts nelle regioni del Golfo Persico. Quando il caldo estivo è diminuito, il surplus è tornato disponibile sul mercato.
Questa la contorta teoria del Financial Times (qui la versione gratuita): niente peak oil, la capacità produttiva può anche crescere, sono le esportazioni a calare per via della domanda interna di elettricità che quei Paesi stanno sperimentando attualmente; e questo, per elementari ragioni di mercato, porta all'aumento dei prezzi.
Non che sia sbagliato: più volte anche noi, qui, abbiamo avvertito che il consumo interno (specialmente nel caso dell'Iran) sta seriamente mettendo nei guai i Paesi esportatori di petrolio.
Ma il Financial Times dimentica che l'aumento del prezzo prosegue indisturbato almeno dal 2003, non è un fenomeno dovuto al caldo dell'estate scorsa. Inoltre, giustifica i blackouts del Golfo con un'inadeguata infrastruttura energetica, poche ed insufficienti centrali elettriche: non si vede come questo pur pressante problema abbia a che fare con il consumo di petrolio. E mentre correttamente si teme che il gas, con cui si insufflano i pozzi, venga dirottato alle centrali locali per produrre elettricità, si dimentica di dire che la gas injection, o tertiary recovery, si usa nei pozzi in via di esaurimento...
Insomma, tutto quel che dice il Financial Times è vero; ma basta leggere l'articolo per capire che ciò non esclude proprio il problema del picco: semmai, lo conferma.
Non so se qualcuno l'ha sentito ma stefano montanari, candidato premier per la lista per il bene comune parla di picco del petrolio e dell'uranio, pur non nominandolo esplicitamente e spiega qual'è il problema
CE FOSSE MAI UNO CHE PARLA DI SOLARE ED EOLICO...SEMPRE NUCLEARE E CARBONE SI TIRNAO IN BALLO...E LO CHIAMANO "FUTURO"
PETROLIO: CONTI, PREZZO AUMENTERA' E BOLLETTE PIU' CARE
"Le famiglie italiane purtroppo temo che debbano stringere un poco la cinghia energetica". E' categorico sull'eventualita' di rincari della bolletta, l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, intrattenutosi a Perugia con i giornalisti prima di partecipare all'incontro "Energia, geopolitica e media", organizzato nell'ambito del Festival Internazionale del Giornalismo. "Cio' perche' - ha aggiunto - il prezzo delle materie prime tende ad aumentare inevitabilmente. Il petrolio, e il gas che e' collegato al petrolio, continueranno nel breve e medio periodo ad aumentare perche' sono fortemente influenzati dalla richiesta che proviene dai paesi in via di sviluppo come Cina, India e Brasile che spingono su una produzione che rimane sostanzialmente invariata. Quindi dobbiamo abituarci all'idea che la materia prima possa costare e trasferire questa materia prima in una bolletta cara e' un'esigenza naturale". Fulvio Conti tuttavia riconosce che "altri Paesi hanno fatto scelte piu' mirate al risparmio; noi importiamo energia elettrica dalla Francia che utilizza tecnologia nucleare, che ha un costo sensibilmente inferiore al costo del gas. Ed e' per questa ragione che noi spingiamo come Enel nel nostro paese nuove produzioni, come il carbone, che e' molto piu' conveniente rispetto al gas. Oggi per produrre 100 Kilowattore di energia - ha proseguito - si usa nel 65% dei casi gas; il gas viene dalla Russia e dall'Algeria viene da due tubazioni ed e' estremamente costoso perche' costa quanto il petrolio e alla fine risulta nella bolletta dell'energia piu' cara per tutti i cittadini". La ricetta, per l'a.d. di Enel, si traduce in una mirata politica di investimenti "per ridurre questa dipendenza - ha concluso - bisogna fare investimenti in altre tecnologie, non aver paura del futuro. La tecnologia ci assiste e consente di poter fare impianti che rispettano pienamente in maniera assoluta le esigenze di impatto ambientale, hanno a cura le emissioni inquinanti che possono danneggiare la salute, e vengono invidiati da molti Paesi europei. Questi impianti vanno sostenuti quando vengono presentati alla comunita' locale".
CORRIERE
@Cataldo
"Nel post viene ribadito come gli input necessari all'estrazione siano sempre maggiori, degradando l'EROEI. Questo elemento è dato come sistematico, ed è in grado di influenzare in profondità l'angolo di discesa dal plateau. Tutta la discussione è più interessante del solito."
Insomma per ottenere quelle poche centinaia di migliaia di b/g in più si fanno le capriole e questo renderà la discesa più ripida? Ho capito bene? Il mio mediocre inglese non mi permette di seguire in maniera dettagliata le discussioni su Drum :-(
Per inciso è da vedere se questi livelli estrattivi di “crude” verranno mantenuti per tutto il 2008 con conseguente superamento del precedente picco anche su base annua!
Una domanda non tendenziosa: quando vengono forniti i dati sulla produzione di un giacimento e, di conseguenza, quelli sulla produzione di aree, nazioni o addirittura mondiale, vengono forniti dati sulla produzione netta (detratti i consumi per l'estrazione) o lorda (senza tenere conto dei consumi per l'estrazione)? Chiedo perché ritengo che il significato dei dati forniti potrebbe cambiare in modo drastico a seconda delle modalità di computo.
Come ci evidenzia Hypnotoad c'è stato un entusiasmante superamento del picco di produzione del 2005
Che è superiore di ben 1/5 dell'1%, come ha fatto notare con malcelata ironia un commentatore, al precedente record del 2005. Resta anche da chiarire la composizione precisa di questo aggregato estrattivo.
Al nodo 3835 sul nuovo record di produzione sul Drum c'è un post di memmel che si lega al post di Debora
April 11, 2008 - 11:53pm
Nel post viene ribadito come gli input necessari all'estrazione siano sempre maggiori, degradando l'EROEI. Questo elemento è dato come sistematico, ed è in grado di influenzare in profondità l'angolo di discesa dal plateau. Tutta la discussione è più interessante del solito.
Tra le righe sembra proprio che sia iniziata la fase di predominio dell'OPEC su tutti gli altri esportatori.
nulla da aggiungere all'articolo sui cui contenuti sono d'accordo. Solo una precisazione: le parole inglesi non portano con se la regola della "esse plurale" in quanto l'italiano possiede articoli differenziati per singolare e plurale... mi riferisco al termine utilizzato di blackouts (errata corrige: blackout).
un saluto a tutti.
I support Ron Paul
@ 10
Il Berlusca ha appena detto, ad otto e mezzo, che "il petrolio, il carbone ed il gas si esauriranno", salvo poi aggiungere che dunque è inevitabile la costruzione di centrali nucleari, sia in Italia e sia partecipando a quelle estere. Per lui, evidentemente, l'uranio non si esaurirà...
Volete sapere i risultati delle prossime elezioni in anteprima? Venite sul mio blog...http://ideenergia.blogspot.com/
@ 10
ricordo un'altra sua previsione di alcuni mesi fa, a 40-50 $ se non ricordo male
Aaaaaah!!!
Scaroni: "PETROLIO: IL BARILE SCENDERA' SOTTO I $60"
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=565384
Oltre che all'ottusità umana i problemi ecologici ed economici ormai chairamente visibili ci faranno riflettere non solo sul nostro stile di vita ma anche su aspetti della morale : è stato sin qui qui tabù parlare di controllo delle nascite o meglio di equilibrio demografico , nel senso che simao in assoluto troppi su questo pianeta e per quanto riguarda i paesi ricchi troppe risorse destinate alla cura degli anziani poche all'ambiente.
Anche se i cinesi ci invadessero con potenti mezzi; a piedi e con una forchetta in mano, ci spazzerebbero via per la superiorità numerica, e non dimentichiamo che loro si che hanno il NUCLEARE, quindi....
@6
Secondo me è una notizia inventata dai giornalisti.
Gli Arabi ci tengono alla loro dignità, e non si farebbero deridere con frasi del genere.
Oddio non si vedono compratori per il petrolio. Appartenere all'Opec rende miopi.
http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/ultimissima.shtml?nRC_10.04.2008_11.54_12240446
Già, il vero "asteroide", o la vera "pandemia globale", o il vero Peak oil, o il vero disastro climatico, saranno riconducibili ad un unico e solo killer della nostra specie: l'ottusità umana...
Il "catastrofismo" è un tema trito e ritrito sia nella fantascienza narrativa che in quella cinematografica.
Proprio per questo chi fa il catastrofista rischia di passare inascoltato: è stato detto troppe volte prima per potere essere vero adesso...
Quindi niente alieni, niente asteroidi, niente calendari di antiche civiltà niente congiunzioni astrali o diluvi universali.
Solo l'ottusità umana.
mi viene in mente solo un libro di Barjavel diluvio di fuoco.
http://www.mondourania.com/collezione/collezione%2061-80/uraniacollezione62.htm
Saranno i Cinesi ad invadere "noi".
Ammetti, però, che rispetto a un anno fa, quando era "tutta colpa delle tensioni geopolitiche" è un passo avanti :-))
Adesso, perlomeno, adombrano la remota possibilità che si possano verificare anche deficit produttivi a prescindere e ancorché, secondo loro, momentanei, contingenti e legati alla carenza di centrali elettriche (?) e a una sfavorevole congiunzione Marte-Saturno.
Vedrai che entro un anno riusciamo a convincerli dell'ineluttabilità di un'invasione di terra della Cina-mangiapetrolio, e che a guidare il pugnace manipolo di coraggiosi siano i vigili urbani di Milano capitanati da Lele Mora e Gabriella Carlucci... ;-)
alle 12:08
Cataldo
@ Pinnettu
Si, inoltre
estrapolato dai commenti
Memmel thinks that high tech horizontal wells have accelerated forward in time production which would normally be in the second half, which implies a steep decline rate.
M. pensa che le trivellazioni orizzontali ad alta tecnologia abbiano accellerato la produzione, anticipando quella che sarebbe stata normalmente lasciata alla seconda meta (della curva di estrazione -ndt) Questo implica un tasso di declino accellerato (graficamente una più ripida curva nella seconda parte).