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"Guideranno fino alla fine..."

Mercoledì 2 Aprile 2008, 11:37 in Esperti, Scenari di

313La sconfortante ammissione è quella del dott. Gary Kendall, ex tecnico della compagnia petrolifera Exxon, oggi consulente del WWF. Dice:

Durante il 2008, l'umanità oltrepasserà il consumo di 1000 barili di petrolio al secondo. Più della metà è dedicato al trasporto di merci, servizi e persone. Stiamo, senza alcun dubbio, entrando nella fase finale dell'età petrolifera. Possiamo scegliere di affrontare il cambiamento, e orientarci verso un sistema energetico pulito, sicuro ed equo. Oppure possiamo tentare di ignorare la cosa, venirne sopraffatti, e soffrire le catastrofiche conseguenze della nostra collettiva letargia.

La seconda che ha detto, probabilmente. L'umanità non ha nessuna intenzione di abbandonare, o almeno ridimensionare, l'uso indiscriminato dei mezzi di trasporto. Se ne è accorto persino l'insospettabile Michael Bloomberg, sindaco di New York, che dopo aver promesso di incrementare i trasporti pubblici nella sua città ha scoperto che i newyorkesi sono attaccati alla loro auto al limite del masochismo. Ci sono 1,74 milioni di auto circolanti, e ogni giorno i cittadini preferiscono starsene ore in coda a soffrire, beccarsi multe e pagare salatissimi parking.

Afferma un collaboratore del sindaco: la maggior parte della gente che oggi guida, continuerà a guidare.

Temo che, nelle città, si finirà col gettare la spugna... altro che investire nei mezzi pubblici. 

13
13 commenti
13
04 Apr 2008
alle 16:53

Cippy il pennuto

@fausto

infatti...bella prova del Comune di Roma di fare le preferenziali ricavate dalle normali corsie (vedi es. Via P.Togliatti) senza fare un cm di strada in più. Bella prova! Ma in una città dove oltre il 60% (e vedrete come vincerà anche Rutelli) dei cittadini preferisce Auditorium e feste del Cinema a strade, mezzi e servizi essenziali, sicurezza (Ponte Mammolo Cotral NON ha servizio d'ordine nelle ore serali fino a fine servizio e personalmente ho rischiato di dover uccidere due tossici)...credo che sia la GIUSTA condanna! Io sto a Guidonia e mi muovo per Roma (ovviamente, la grande mela) quindi conosco il problema meglio di chi sta GIA' dentro Roma. Grazie,

Cippy il pennuto

 

P.S. mi muovo con i mezzi con regolarissimo abbonamento annuale ma a giugno scade e benvenuto scooter (inquinerò grazie a chi preferisce gli Auditorium....)

12
03 Apr 2008
alle 21:28

Giggina

Vabbe...ma volete mettere circolare in SUV...suvvia, non c'è autobus o bicicletta che tenga! :-D

11
02 Apr 2008
alle 17:27

fausto

La larghezza delle sedi stradali non è problema grave: basta usarle bene. Una doppia corsia minimale da 6 metri, se percorsa da filobus, porta facilmente migliaia di persone/ora. Se ci metti sopra le auto, non porta niente: si sta fermi e basta.

Tanto per non incappare nell'errore americano: diciotto corsie per senso di marcia. E code ugualmente inamovibili.

La rete stradale è una risorsa finita come tante: se la usi male son dolori. Noi l'abbiamo usata male.

10
02 Apr 2008
alle 17:03

robix

investire in mezzi pubblici, non basta; bisogna investire anche in cultura della mobilità, altrimenti sarà difficile far capire i vantaggi che si possono ottenere direttamente e indirettamente; anche sul portafoglio di ognuno di noi....

9
02 Apr 2008
alle 17:00

smaz

A Roma ho comprato casa a 200m dall'ufficio...

8
02 Apr 2008
alle 15:03

Pablo77

A Roma per percorsi fino ai 3-4km conviene muoversi con il più antico dei mezzi: a piedi. Si fa prima (oltre a fare un pò di moto aggiuntivo). Io lo faccio correntemente (sarò una mosca albina).

7
02 Apr 2008
alle 13:32

Gianluca Urbanelli

Io abito a Roma e con tutto che il sistema dei trasporti pubblici non offra proprio un buon servizio, preferisco usare metro, autobus, piedi.

Una mosca bianca.

6
02 Apr 2008
alle 12:55

Giacomo

Peccato che a Roma un'alternativa all'uso delle automobili non c'è...o vogliamo dire che il servizio pubblico nella capitale è un servizio efficiente? Intere zone tagliate fuori dalla metropolitana, servizi di superficie male organizzate (fino a 3 linee diverse per percorrere meno di 10 km), strade consolari la cui larghezza non è di tanto superiore a quella che avevano gli antichi romani nelle medesime vie, metropolitana A e B la cui ultima corsa finisce alle 21.30 (a Parigi chiude solo un'ora a notte fonda). Per non parlare della qualità del viaggio...tutti stretti come sardine, a non veder l'ora di scendere per paura di soffocare. Ti credo che l'autovettura ha più appeal...nonostante le code.

5
02 Apr 2008
alle 12:35

AndreaX

@3

e perchè no?....

 io intanto nel mio piccolo comincio dall'orto

4
02 Apr 2008
alle 12:28

Pablo77

In USA li chiamano gli "extreme commuters", quelli che passano più di 180 minuti al giorno in auto semplicemente per andare e tornare dal lavoro. Alzandosi in media alle 4.15 del mattino. La distanza media percorsa sulle interstates highways è 130 miglia al giorno A/R (per persona).

Chiaramente è l'ultimo stadio aberrante e grottesco di una malattia terminale.

3
02 Apr 2008
alle 12:23

Paolo B.

@2

Se il crollo sarà globale i singoli potranno fare ben poco per se stessi.

Magari scappare sulle montagne ed organizzarsi in piccole comunità autosufficienti e ben armate :-(...

2
02 Apr 2008
alle 12:17

AndreaX

E' vero purtroppo, mo io personalmente non intendo starmene con le mani in mano ad aspettare che tutto mi crolli addosso...

1
02 Apr 2008
alle 12:09

Paolo B.

I sistemi sanitari nazionali dovrebbero includere nelle prestazioni fornite anche la cura per l'uso patologico dell'automobile(in Italia a livelli drammatici sicuramente).

In Inghilterra hanno coniato il termine per l'ansia da cellulare "nomofobia"(da nomobile), qui potremmo coniare il termine per definire la dipendenza patologica dall'automobile.

Concordo col dott. Gary Kendall.

L'umanità purtroppo è affetta dalla sindrome dell'Isola di Pasqua e non si fermerà nel consumare scriteriatamente le risorse del pianeta fino a quando non saranno più sufficienti per il suo sostentamento.

Stiamo facendo di tutto, al momento, per piombare in un pauroso medioevo energetico e sociale accompagnato ad un inevitabile e pesante crollo demografico globale.

La quiete prima della tempesta sta per volgere al termine...

 

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