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ASPO Italia 2: il Congresso prosegue su Petrolio!

Martedì 6 Maggio 2008, 12:56 in Esperti di

Alcuni lettori di Petrolio, partecipanti al Congresso, non hanno potuto proporre domande agli esperti per mancanza di tempo. Altri non hanno potuto presenziare a Torino e avrebbero voluto tanto esserci.

Ebbene: è la vostra occasione! Potete postare tutte le domande rimaste senza risposta qui nei commenti, e gli esperti ASPO risponderanno in diretta.

La diretta sarà moderata, domande e risposte poi riportate qui nel post fino alla giornata di domani. Vi pregherei soltanto di avere pazienza se non avrete subito riscontro... un po' di tempo ci vuole.

Pronti?

 

251
251 commenti
251
10 Mar 2009
alle 16:19

ste

c'è già il forum:

http://forum.crisis.blogosfere.it/

250
10 Mar 2009
alle 15:10

Mauro Frola

Dobbiamo fare un forum su questo tema, tutti i messaggi che abbiamo scritto qui li avremmo potuto inserire in sezioni specifiche di un forum e diventava già attivo. Possiamo creare un forum su Forumattivo.com. E una piattaforma facile da gestire e ci sono molte funzionalità.

249
12 Mag 2008
alle 08:57

francesco

grazie a tutti, se c'e' qualche altro io sono tutt'orecchi ops tutt'occhi. saluti.

248
11 Mag 2008
alle 13:27

Fabrizio Argonauta

Con ritardo, forse troppo, voglio condividere con voi la mia posizione che è in totale sintonia con la preoccupazione di Aldo riguardo l'aumento demografico italiano. Colgo l'occasione per salutare il presidente di Aspo Italia Ugo Bardi e tutti gli aspisti.

Fabrizio Argonauta, socio Aspo

247
09 Mag 2008
alle 16:08

Luigi Lucato

vuoi mettere la nostra cucina

246
09 Mag 2008
alle 16:07

Luigi Lucato

# 243 se vuoi info su Nuova Zelanda http://farmlet.co.nz/?page_id=2
stesso autore
http://cryptogon.com/
io rimango in qui almeno conosco chi ho vicino.

245
09 Mag 2008
alle 15:52

Hystaspes

Credo che dipenda molto dalle politiche che ogni paese adottera. L'Italia è tra i paesi che sono messi peggio. Non ha risorse energetiche proprie, importa quasi tutto. Una situazione simile è data dalla Francia, che però ha investito molto sul nucleare. L'Italia è indietro sulle rinnovabili, e ha una politica di approvvigionamento poco diversificata e che dipende molto dai combustibili fossili. Ha una economia su scala industriale e la richiesta di energia procapite è sostenuta. Come in tutti i paesi sviluppati, il settore primario è trascurabile, la maggior parte dei lavoratori appartiene all'industria o al terziario. C'è una forte unrbanizzazione è densità abitativa. In più la classe politica è del tutto inadeguata ad affrontare il problema, se ci aggiungi l'enorme debito pubblico e lo stato di recessione o pre-recessione, direi che tra tutti saremo tra i primi stati a collassare.

Mi spiace per i tuoi figli, ma prevedo tempi duri per loro. Fossi in te valuterei seriamente l'ipotesi emigrazione.

 

244
09 Mag 2008
alle 15:16

francesco

Grazie per la risposta. E' gradita qualsiasi altra opinione. saluti

243
09 Mag 2008
alle 12:57

Eugenio

Per chiudere questa fruttuosa esperienza del domanda e risposta in diretta approfitto per rispondere a Francesco 243 e a quanti hanno chiesto notizie del KiteGen.

@Francesco: auguri per la bipaternità, un paese che dal picco almeno nei prossimi 30 anni non avrà ripercussioni negative, se non addirittura in certa misura se ne gioverà, è la Russia.  Loro la crisi l'hanno già avuta e superata abbastanza bene, sono molto più smaliziati di noi, le loro riserve energetiche gli danno altri 30 anni (che noi non abbiamo) per pensare le alternative.

Sulla questione KiteGen ho avuto il piacere qualche giorno fa di parlare con Massimo Ippolito (l'ideatore del concetto per chi non lo sapesse) che mi ha anche mostrato lo schema del prossimo prototipo (uno è già stato testato con successo l'anno scorso a Casale Monferrato con licenza ENAV) che è un upgrade del primo prototipo (più moduli=più potenza) per cui mi attendo un pieno successo.  Prego tutti gli interessati che leggono il forum di diffondere le informazioni che potrete trovare sul sito http://www.kitegen.com/

Nel salutarvi e ringraziarvi per l'interesse mi scuso se qualcuna delle vostre domande fosse rimasta senza risposta, il numero degli interventi è stato notevole e qualche cosa può essere sfuggita.  Stiamo lavorando al nuovo forum di ASPO Italia e spero che tra breve potremmo ripetere in qualche modo questa esperienza e soddisfare ulteriormente le vostre domande.

Cordiali Saluti

Eugenio Saraceno - ASPO Italia

242
09 Mag 2008
alle 12:01

francesco

sei stato molto utile, mi aspetto anche altri pareri ;-))))

241
09 Mag 2008
alle 11:33

Bernardo Mattiucci

io io.... rispondo io... :D

scherzo.. ovviamente...

dico la mia... come al solito...

Di tutti i paesi del mondo ne indico 3 motivando alcuni aspetti:

Svezia: la culturra e la bassa densita' abitativa, unita ad uno stile di vita e ad un rispetto ferreo delle leggi e della natura, ha portato questo stato ad un livello tale che, quasi sicuramente, riuscira' a non soccombere in seguito ai problemi economico-sociali derivanti dalla fine del petrolio.

Argentina: Ha superato una delle piu' grandi sfide della sua storia e sembra destinata a diventare un esempio per tante altre nazioni. Per la prima volta uno stato ha voluto/osato rifiutare le indicazioni della Banca Mondiale ed ora i risultati sono molto incoraggianti... a differenza di quanto sta accadendo in tante altre parti del mondo.

Nuova Zelanda: Lontana anni luce dal resto del mondo, piccola e prevalentemente agricola, la NZ e' agli antipodi rispetto all'Italia... in ogni senso. Potrebbe sopravvivere agli scossoni perche' ha una bassa densita' e perche' la gente continua a vivere in maniera semplice... anche se, ad oggi, e' uno dei 4 centri informatici piu' avanzati del mondo!

 

Spero di essere stato utile! 

240
09 Mag 2008
alle 10:00

francesco

Sono un vostro lettore da qualche mese e vi ringrazio per essere fuori dagli schemi "politically correct" che purtroppo infarciscono i mass media tradizionali. Vorrei se possibile avere una Vostra idea sul seguente argomento: secondo voi ci sono delle nazioni che sulla carta potrebbero assorbire meglio i problemi di natura sociale ed economica che potremo avere a medio raggio (3 / 5 anni ???). Possiamo pensare alle nazioni con meno densità abitativa oppure a quelle che culturalmente e storicamente hanno sempre avuto un posto in prima fila, non possiamo dimenticarci che tra queste ultime c'era anche l'Italia :-(((. Ringrazio anticipatamente quanti vorranno rispondermi magari anche con una breve motivazione :-))), in quanto essendo un giovane bi-padre (si dice così??) mi sento particolarmente chiamato in causa e voglio analizzare qualsiasi tipo di eventualità!

239
09 Mag 2008
alle 09:40

Ste

Grazie a lei, prof. Bardi

Saluti

238
08 Mag 2008
alle 18:29

Nico

Ringrazio Bernardo Mattiucci per la gentile risposta

237
08 Mag 2008
alle 17:55

Hystaspes

Ah dimenticavo che se avete un frigorifero di classe A esso ha un cosnumo medio di più di 30 watt e da solo vi porterà via piu della metà della vostra disponibilità energetica notturna. Dimenticate il congelatore e la maggior parte degli elettrodomestici comuni. D'inverno quando le ore di buio sono ben piu di 10, la disponibilità diminuisce ulteriormente. Ah ma forse in inverno si puo fare a meno del frigorifero, conservando il cibo all'esterno. Attenti ai passanti e agli animali però, anche loro avranno fame e al vostro risveglio potreste trovare una spiacevole sopresa

:D 

236
08 Mag 2008
alle 17:22

Hystaspes

Una normale batteria da 50Ah, sarebbe teoricamente in grado di fornire per la notte, diciamo per 10 ore, una corrente di 5 Ampere con 12 Volts di tensione continua o poco meno. 5 Ampere dovrebbero essere sufficienti, se non sbaglio, nel caso di corrente alternata a 220V, ad alimentare una modesta utenza domestica.  Ma facendo un po di conti, la corrente erogata in continua dovrebbe essere convertita in alternata e comunque, la potenza erogata, a meno di perdite, non dovrebbe essere superiore a P=VxI=12x5= 60 Watt. Il che vuol dire 3-4 lampadine a risparmio energetico, oppure mezza lampadina ad incandescenza. Spegnendo le lampadine non si potrebbe tenere acceso un computer, una tv. Ho sbagliato qualcosa?

235
08 Mag 2008
alle 17:02

Eugenio

@Andrea Uk 235

Si, a monte dell'inverter (che serve proprio ad adattare i parametri della cella FV a quelli di rete) l'output del pannello è 12V in continua, questa cosa è fatta apposta perchè chi lo produce non sa se l'impianto sarà connesso alla rete o standalone, in quest'ultimo caso la tecnologia di accumulo più semplice è una batteria per autotrazione.

Saluti

Eugenio

 

234
08 Mag 2008
alle 16:54

Hystaspes

@234: Conosco le nuove tecnologie che sono in fase di studio, ma se permetti finchè non vedo una determinata tecnologia materialmente disponibile sul mercato, preferisco mantenere il mio scetticismo. E poi anche se dovessero raggiungere il mercato non è detto che arrivino in tempo e trovino le condizioni adatte per sostituirsi alle fonti attuali. Con la crisi economica già in atto anche un costo 10 volte inferiore all'attuale potrebbe essere proibitivo. Col collasso del settore industriale, sei sicuro che la capacità produttiva ed i costi resterebbero gli stessi? In caso di crisi alimentare, e avendo limitatissime disponibilità economiche, come sceglieresti di investirle, comprando il cibo necessario per  sopravvivere ed arrivare al giorno dopo, oppure per comprare un pannello solare? Credo che sia un errore ragionare e interpretare il futuro in funzione del contesto attuale, solo perchè è l'unico che conosciamo. 

Purtroppo penso che se c'era una reale possibilità per il solare di concretizzarsi come soluzione al problema energetico, questa sia già sfumata. Servirebbero decenni, che ormai non abbiamo più, per rimpiazzare il combustibili fossili. Questo discorso avrebbe dovuto essere intrapreso molto tempo fa.

E poi immaginare il solare e l'eolico, le fonti rinnovabili con maggiore prospettiva di espansione al momento, come soluzione unica al problema energetico significa essere sconfitti in partenza. Entrambe sono fonti molto discontinue e se non sono integrate con centrali in grado di produrre energia con continuità (vedi le centrali a comb fossili e quelle nculeari), di giorno e di notte, col vento o senza, il sistema di produzione collasserà comunque perche non sarà in grado di soddisfare la domanda. 

233
08 Mag 2008
alle 16:40

Ugo Bardi

Cari amici, grazie a tutti per l'interessante discussione. A questo punto, però, ho perso il filo e credo che sia il momento di "staccare". Mi scuso se non ho risposto a tutti; ci sono un po' troppi messaggi. Vedremo di proseguire con un forum apposito o qualcosa del genere; ci stiamo lavorando sopra. Saluti a tutti!

 

232
08 Mag 2008
alle 16:15

Andrea UK

"Se potete mettere impianti fotovoltaici sappiate che con l'ausilio di una vecchia batteria di auto potrete avere energia elettrica in casa vostra a qualsiasi ora, indipendentemente da qualsiasi evento esterno e dalla capacità del governo o delle imprese di costruire e manutenere impianti centralizzati che siano atomici o meno."

Una batteria d'auto???

231
08 Mag 2008
alle 15:58

francesco G

@233 scettico sul solare? behh il film sottile è alle porte quello a concetrazione un pò più in là; non mi dire che non ti farebbe comodo che il solare fot. diminuisse di 5-10 volte il suo costo.

non è di certo fantasia ed è utilissimo per i picci di domanda ma anche ì sistemi di accumulo su larga scala iniziano a farsi sentire;

230
08 Mag 2008
alle 14:33

Hystaspes

Grazie per la risposta, Prof. Saraceno.

Temo che non ci sia molto da fare che cercare di rendersi autosufficienti e aspettare la crisi, oppure che si configuri una soluzione, vedi eolico d'alta quota. Sul solare sono un po scettico, ed in generale sono piuttosto pessimista, ma è la mia opinione personale.

Riguardo il nucleare, ho sentito delle dichiarazioni agghiaccianti da parte di esponenti del nuovo governo, e temo che presto o tardi verrà sbandierata questa fonte come risolutiva, speculando sulla paura della recessione e della crisi energetica, e questi "falchi" nuclearisti avranno la meglio. Con tanto di politica clientelare e appalti al seguito, stile ponte sullo stretto. Per questo era mio interesse anteporgli un ambientalismo e una prospettiva di gestione energetica alternativa e credibile, anche sul nucleare, perchè altrimenti avrebbero la meglio in ogni caso. E attualmente non vedo da chi possa venire una alternmativa di questo tipo se non da ASPO Italia.

I miei saluti 

229
08 Mag 2008
alle 14:31

Lino Ferrentino

Ho visto, tra i vari commenti, che qualcuno ha citato il forum del picco del petrolio in italiano

 http://petrolio.mondoweb.net/

 Io ne sono l'amministratore. Lo creai, a dicembre 2007, perché anche io sono un assiduo lettore di questo blog ed a volte avrei voluto un posto più "semplice" per discutere fra noi. Ne feci notizia, per un po' ci fu un po' di traffico poi, pian piano, ha smesso. Ma credo che sia ancora un buona idea.

Ringrazio chi l'ha citato, credo che, per discussioni  di tale lunghezza un forum sia più adatto.

Naturalmente sono anche pronto a cambiare dei topic, riorganizzare dei sub-thread ecc... io non ne ricavo nulla, era stata solo un'idea estemporanea, ma credo utile.  L'ho messo su un  sito di forum "gratuiti", credo che sia un buon servizio.

Lino 

228
08 Mag 2008
alle 14:19

calmail

@ 172

Debora, in effetti io credo che non sia tanto importante se quella storia sia vera o falsa, piuttosto il fatto che mettendoci dentro un pò di "romanzamento" alla Michael Crichton possa mettere dei tarli nella mente anestetizzata delle persone...

...se in età adulta si vive meglio sapendo che babbo natale non esiste, non è detto che sapere questo nell'infanzia sia altrettanto funzionale ;-)

Infine, ad essere sinceri, io credo che in fondo al proprio cuore ognuno di noi sappia bene in che direzione sta andando il mondo. E ci metto anche il più scettico degli scettici. E' solo che a volte è molto più comodo non ammetterlo... 

227
08 Mag 2008
alle 13:57

Eugenio

Cerco di rispondere ai molti hanno chiesto previsioni per il futuro: quale sarà il prezzo del petrolio, su quali asset finanziari investire, cosa succederà all'economia, alla politica, al sociale etc.

Se avessimo queste risposte avremmo poteri paranormali; la complessità è talmente grande che si possono fare solo delle supposizioni e delle semplificazioni.

Per il prezzo del petrolio (e di tutti gli indici energetici ad esso correlati, compreso gas, carbone, uranio), in assenza di eventi catastrofici quali guerre e sconvolgimenti vari l'ascesa potrebbe continuare per qualche mese, in autunno una breve pausa di ribassi come solitamente si concede in omaggio al presidente uscente degli usa, e poi di nuovo su.  Non è possibile determinare quale sia il punto di rottura che provoca il crack economico perchè questo viene continuamente spostato dalla svalutazione del dollaro e dalla crescita della massa monetaria euro; questi processi tendono a diluire nel breve gli effetti del caro energia (l'energia è sempre più cara ma abbiamo più soldi per comprarla) ma vediamo chiaramente (chi è salariato) che la tendenza è la perdita di potere d'acquisto da parte della gran massa dei consumatori (in particolare in termini energetici) perchè i salari non crescono alla velocità degli aumenti petroliferi mentre altre categorie possono aumentare i prezzi di beni e servizi.  Questo è un trasferimento netto di risorse da una categoria (i salariati) ad un altra. Se questo processo continua diluito ad arte (e finora ci sono riusciti) l'effetto sarà una riduzione netta dei consumi energetici anche se una buona fetta di consumatori "ricchi" si potrà permettere i consumi di prima o forsa anche più.  la riduzione dei consumi se ben calibrata potrà seguire la riduzione di offerta dovuta al raggiungimento dei vari picchi tenendo sempre in tensione i prezzi.  In una prima fase intaccheremo i nostri sprechi, mantenendo il nostro tenore di vita (lo stiamo già facendo) poi sarà sempre più arduo ridurre e prima o poi si raggiungerà il punto di rottura se nel mentre alla strategia monetaria non si aggiunge una strategia energetica fondata sulle nuove rinnovabili (solare ed eolico troposferico - kitegen per intenderci) e perchè no, sul nuovo nucleare se si materializzassero magicamente tutte le promesse.  Ne approfitto qui per rispondere brevemente a Hystaspes sul fatto che anche con pochi impianti di attuale generazione sarebbe meglio che senza.   Concordo su questo punto ma ti dirò di più, se si sceglie questa strada per diversificare le fonti bisogna avere una visione strategica che in italia manca, ecco il mio timore, che la cosa si risolva in un buco nell'acqua come già è accaduto al nostro ambizioso programma atomico nato negli anni 50 e morto negli '80 non certo per colpa di quattro ambientalisti che protestavano nelle piazze. Temo che verranno spesi molti soldi in studi di fattibilità a favore di amici degli amici (tipo ponte di messina per capirci), sarà fatta molta propaganda, alla prima protesta stile scanzano sullo sfortunato sito prescelto per l'impianto con polizia, manganelli e clamore tv la politica farà marcia indietro tanto l'obbiettivo di distribuire un pò di soldi ad aziende amiche che li sostengono in campagna elettorale è già raggiunto. Inoltre lo stato pagherà le penali alle aziende costruttrici per aver rescisso i contratti e queste saranno ben contente di aver incassato dei soldi senza far nulla.  Bisogna pensare strategico, anche se non c'è certezza di avere uranio a sufficienza nei prossimi decenni se si sceglie la strada del nucleare di presente generazione bisognerebbe vincere la corsa ed arrivare prima di tutti quegli altri paesi che stanno facendo lo stesso ragionamento: meglio 2-3 GW di nucleare che niente. fare subito gli impianti standardizzati (e non in varie salse "per provare le tecnologie" come fu fatto negli anni 60) e garantirsi gli approvigionamenti ANCHE provvedendo a creare un arsenale atomico, questo ha il molteplice scopo di trovare una fonte di finanziamento aggiuntiva nei fondi militari, invece di sperperare denaro con inutili e servili missioni all'estero, di mettere al sicuro gli approvigionamenti, di garantire una maggiore sicurezza alle scorie per il fatto che verrebbero gestite in ambito militare.  fare come la francia insomma. Se leggi il mio articolo sul mito del nucleare sul sito di aspoitalia punto net troverai maggiori spunti anche sul come risolvere il problema dei siti.  Il problema è che qui siamo in Italia, non in Francia.  Tornando alle mie previsioni, il fatto che si prendano ora provvedimenti per sviluppare delle fonti energetiche resilienti alla crisi (=che non dipendono da forniture esterne e da fonti non rinnovabili) può determinare lo sviluppo delle fasi successive della crisi, ovvero quando l'efficienza e la riduzione dello spreco non saranno più in grado di mantenere la maggioranza della popolazione ad un livello dignitoso di consumi energetici; se si saranno sviluppate abbastanza fonti energetiche rinnovabili una involuzione autoritaria di tipo ecofascista o ecosocialista potrà redistribuirle d'autorità, altrimenti sarà il caos.  Stesso discorso se si avesse energia atomica, ma in tal caso le risorse necessarie al mantenimento dell'ordine sarebbero meno scontate.  In piena crisi energetica ed economica è più facile gestire con poche risorse piccoli impianti solari o eolici piuttosto che mantenere in funzione ed in sicurezza un grande impianto atomico.  Vero che installare impianti atomici costa oggi 3000$/kW mentre il solare 5000 (e produce in un anno un quarto di quello che produce l'atomico a parità di potenza installata) ma è pur vero che in una situazione di caos economico e politico sarà sempre più facile installare 100 piccoli impianti solari che una sola grande installazione atomica, non si può fare una minicentrale atomica da 1MW ma solare si. E non si deve nemmeno mandare truppe in Niger per garantire la continuità della fornitura di uranio, il sole c'è sempre.

Per concludere tempi duri sono alle porte, il problema energetico non si risolve con il libero mercato e la mano invisibile, ma con le regole, gli obblighi, gli accordi internazionali.  Il ruolo della finanza potrebbe essere ridimensionato e la globalizzazione arrestarsi anche se non certo sparire. il settore terziario potrebbe subire profondi ridimensionamenti con gravi problemi di sottooccupazione e difficoltà economica, il rischio di caos e anarchia è concreto ma ripeto che nella nostra cultura c'è una tradizione di reagire alle crisi con l'instaurarsi di regimi autoritari che razionano e redistribuiscono

Chi ha un orto o un giardino lo curi ed usi gli scarti umidi di produzione domestica per evitare che si impoverisca il suolo.  Non contate più sull'automobile per i vostri spostamenti quotidiani, non buttate l'auto un pò di carburante si troverà sempre in caso di necessità, o comunque potreste trasformarla a gas o elettricità. Se avete due auto sbarazzatevi di una e l'altra utilizzatela il meno possibile, preferite i mezzi, risparmierete un sacco di soldi che potreste riutilizzare per rendere più isolata la vostra abitazione (doppi vetri, cappotto termico, isolare i cassoni degli infissi, caldaia a condensazione o stufa economica a legna se avete una cappa, eventualmente al posto del camino (se lo avete) che è inefficiente.   riducete l'uso di elettrodomestici, es il condizionatore, fate finta di essere tornati 20 anni fa quando non c'erano, magari usateli solo quando la temperatura si alza troppo, cosa che accade per un periodo di tempo limitato.  Analogamente abbassate la temperatura del termostato per chi ha il riscaldamento autonomo, a 18C° si sta bene con un maglioncino piuttosto che 22C° in maniche corte.  Se avete denaro investitelo in qualcosa che vi può far risparmiare energia, in genere la resa finanziaria di questo tipo di investimenti supera di molto quella degli asset a basso rischio.  Se potete mettere impianti fotovoltaici sappiate che con l'ausilio di una vecchia batteria di auto potrete avere energia elettrica in casa vostra a qualsiasi ora, indipendentemente da qualsiasi evento esterno e dalla capacità del governo o delle imprese di costruire e manutenere impianti centralizzati che siano atomici o meno.

Saluti

Eugenio Saraceno

226
08 Mag 2008
alle 12:47

Luigi Lucato

#228 potrebbe essere confiscata o prelevata in qualche modo una parte del prodotto ( e successo in passato)

225
08 Mag 2008
alle 12:16

fausto

@ Catldo213

"...Nessuno ha pensato di parlare della proprietà della terra, come sarà gestita: non pensate che prima ci potrebbe essere la confisca "pubblica" ?..."

 

In un mondo in difficoltà, la confisca avrà il solo effetto di far collassare la produttività. Mando via a calci chi sa far crescere il grano, e metto al suo posto chi non sa nemmeno distinguerlo dall'orzo. Questa tattica fu applicata da Stalin nella vecchia URSS: il risultato fu disastroso, ed i russi presero a comprare granaglie pagando tramite il loro petrolio (o gas). In effetti, senza i combustibili fossili, nessun gerarca di partito avrebbe potuto mai permettersi di attaccare i coltivatori diretti russi.

Oltre a ciò, la confisca in Italia colpirebbe milioni di persone (più i congiunti): bisognerebbe fisicamente mandarli via non solo dal loro quadretto di terra, ma anche dall'unica casa in cui possono abitare. Direi che un provvedimento del genere, se attuato su vasta scala, ci permetterebbe di far collassare l'intera nazione ad una velocità sorprendente.

Ormai qui da noi le grandi proprietà frazionabili sono una rarità.

 

224
08 Mag 2008
alle 11:46

Luigi Lucato

#225 pensavo a un impatto più modesto, il TANBORA ha dato nel 1816 "L'anno senza estate" e tutto quello che ne è scaturito.
Pensavo al St. Helens

In una situazione di risorse al limite anche poco è troppo.


223
08 Mag 2008
alle 11:45

Paolo Baldassarre

@224

Io sapevo di una continua riduzione delle scorte alimentari mondiali che si trascina ormai da alcuni anni.

Comunque nel mondo muoiono più di 8 milioni di persone all'anno(la maggior parte bambini) per fame o patologie collegate ad essa...

222
08 Mag 2008
alle 11:36

paolo zamparutti

#223

L'eruzione cilena non dovrebbe avere un impatto sulla produzione agricola mondiale, probabilmente l'intensità massima che raggiungerà sara 5 nella scala VEI, dunque senza particolari impatti sul clima.

eruzioni VEI 7 hanno gravi impatti climatici tali da ridurre drasticamente la produzione mondiale mediamente accadono ogni 10000 anni, porterebbe una riduzione dle 30/40%, l'ultima ci fu nel 1814 pertanto per un po di tempo fortunatamente è improbabile il verificarsi di una nuova eruzione simile 

221
08 Mag 2008
alle 11:06

Bernardo Mattiucci

red, siamo 7 miliardi.... 100.000 morti (che sono comunque una cifra molto grossa) rispetto ai 5.5 miliardi che potrebbero morire per varie cause nei prossimi 10-15 anni... secondo me sono una piccola cifra!

Resta il fatto che gia' a fine 2007 la produzione agricola mondiale non era sufficiente a sfamare tutti... poi la FAO o chi per lei (non mi ricordo qual'e' l'organizzazione giusta) ha ridotto gli aiuti ai paesi del 3° mondo... ora ci si mette questa strage... con 100.000 morti e chissa' quanti anni di totale dipendenza da resto del mondo... e siamo ancora agli inizi di maggio...

 

220
08 Mag 2008
alle 11:02

Luigi Lucato

# 222 redarrow - Nel post #205 ho detto la TRAGEDIA del Myanmar, quanto grande purtroppo ancora non si pò giudicare.
Ma il peggio è lo sconvolgimento ambientale e gli effetti in futuro locali e non, mi collegavo anche alla crisi del RISO, 5000 e passa Kmq. distrutti.
Insieme alle eruzioni Cilene mi chiedevo l'effetto sulla produzione di alimenti.

Purtroppo Picco petrolifero, delle materie prime, energia ecc... FANNO MALE.

Non ho soluzioni le sto cercando sapendo che più passa il tempo e peggio sarà, viviamo in un mondo maledettamente instabile.

Luigi

219
08 Mag 2008
alle 10:16

redarrow

Io penso invece che, come diceva qualcuno, il battido di ali di farfalla... che c'e' appena stato nel Myanmar... provochera' tutta una serie di conseguenze ancora poco delineabili.

 

STIKAZZ.... 100.000 morti e milioni di sfollati chiamarlo battito di ali ce ne vuole!! :-(  

218
08 Mag 2008
alle 10:09

Luigi Lucato


#214....sapete che ho in totale almeno 12.000 metri quadri di terreno agricolo e non so proprio cosa coltivarci sopra? Qualche suggerimento?

12000 mq.
un orto 500-1000mq, poi Olivo Vite fave grano e un mix di altre cosucce e piante da frutto
sola avvertenza usa quando puoi piante locali, e non ibridi o selezioni strane troppo delicate o peggio OGM,
sono più rustiche e meno delicate

217
08 Mag 2008
alle 08:30

Bernardo Mattiucci

Nico, vorremmo saperlo tutti.... ma purtroppo possiamo solo fare supposizioni.... in base al nostro personale modo di intendere il problema e valutare le relative implicazioni.

Alcuni pensno che non accadra' nulla... e che la gente semplicemente si abituera' al costo sempre crescente della vita...

Io penso invece che, come diceva qualcuno, il battido di ali di farfalla... che c'e' appena stato nel Myanmar... provochera' tutta una serie di conseguenze ancora poco delineabili.

E' bene considerare pero' una cosa... il costo della vita crescente puo' essere accettato dalla popolazione solo se l'economia del paese in questione cresce di pari passo.... Come e' accaduto in Inghilterra... o in Irlanda... dove gli stipendi sono mediamente il doppio rispetto all'Italia.... ma dove, pero', anche il costo della vita e' doppio!

In un paese come l'Italia... ma il discorso vale a livello mondiale... l'economia e' stagnante da troppo tempo... ed e' una cosa ormai generalizzata a tutti i settori e in tutti i paesi del mondo. Per cui l'unico trend che puo' seguire l'economia mondiale con sufficiente facilita' e' quello della recessione. E in un periodo di recessione non e' possibile vivere con un costo sempre crescente!

Per dirla in breve.... il mio pensiero e' che....

....a livello mondiale sempre piu' aziende si fermeranno... e sempre piu' persone resteranno disoccupate (io sono tra questi)....

...il resto non lo scrivo perche' altrimenti qualcuno pensa che dico sempre le stesse cose! 

216
07 Mag 2008
alle 22:45

Nico

Vorrei sapere in linea di massima, qual è lo scenario più probabile nei prossimi 10 anni? Prezzo del petrolio e le energie alternative più probabili anche riguardo ai problemi ambientali. Grazie

215
07 Mag 2008
alle 22:40

Hystaspes

Innanzi tutto mi scuso con lettori e con l'ASPO per i commenti da me pubblicati dopo il #87, che ho scritto pensando che non sarebbero stati pubblicati. Se ritenete opportuno possono essere cancellati.

Ringrazio Eugenio per l'esauriente risposta.

Tuttavia le mie perpressità permangono.

Il primo punto è che il documento dell'ASPO sul nucleare critica giustamente tale fonte di energia, ma non basta limitarsi ad elencare gli aspetti negativi di una fonte quando abbiamo di fronte un quadro di crisi energetica e non si puo semplicemente mettere da parte il problema, quando sappiamo benissimo che per valutare l'apporto di una fonte bisogna soppesare uno scenario nel quale tale fonte è presente ed uno in cui è assente, e scegliere quale dei due è il migliore. Non sono tra quelli che intende minimizzare i rischi dell'energia nucleare ma, data la prospettiva, mi sembra che tali rischi in un futuro prossimo diventerebbero di secondaria importanza.

Conosciamo i pro e i contro del nucleare in se, e anche quello delle altre fonti, ed anche queste hanno i loro "contro", comprese le FER.

Inoltre mi sembra che la soluzione al problema energetico, al punto in cui siamo ora, non esista, però cercare di diversificare le fonti il piu possibile credo possa essere la scelta migliore per limitare i danni.

Cerco di rispondere punto per punto.

 

 1) conosco la politica dell'ENEL, e questo credo sia un motivo in piùa sostegno della mia tesi. Piuttosto che comprare centrali catorcio ai nostri confini sarebbe meglio se costruisse centrali nuove e piu sicure nel nostro paese, lasciando i capitali e creando occupazione in Italia, tanto più che in caso di disastro data la vicinanza per noi non cambierebbe granchè.Per quanto riguarda il costo che cresce alla crescita del prezzo del petrolio, questo è un problema che riguarda anche il fotovoltaico ad esempio e non solo il nucleare.Riguardo la convenienza, ci sono paesi che invece ritengono opportuno investire su nuove centrali, vedi la Finlandia. Con questo voglio solo dire che il problema del costo è relativo perche per il nucleare sono determinanti piu che nelle altre fonti, fattori economici, politici e finanziari e sono quindi molto variabili da paese a paese. Voglio dire che sta a noi in parte determinare se costruire nuove centrali sia conveniente o meno, crendo le condizioni politiche perche sia cosi. Il rapporto del MIT del 2003 disegna molti scenari interessanti in questo senso.

 2) Il problema delle scorie esiste, anche se le ci sono prospettive piu incoraggianti ora che 20 anni fa. Dire che esiste un problema per le scorie in alcuni casi è fuorviante perche induce la gente a pensare erroneamente che la produzione di scorie produca dei rischi diretti per la salute, quando non mi sembra sia così. Comunque va sempre fatta un'analisi comparativa in questo senso. Dire che si rinuncia al nucleare per via delle scorie, vuol dire che si ha un'alternativa migliore. Al momento, se si esclude l'alternativa delle FER, che comunque non riusciranno a coprire l'intero fabbisogno energetico, vuol dire che la quota restante in sostituzione verrà coperta dali comb fossili (effetto serra) o peggio e piu verosimilmente dal carbone (CO2, sostanze cancerogene, piogge acide e radioattività nell'atmosfera, piu la mortalità nelle miniere per l'estrazione). Per via dei cambiamenti climatici, e i suoi effetti indiretti, muoiono ogni anno decine di migliaia di persone. Per via delle scorie non mi risulta esista un rischio analogo.

 

3) sono d'accordo ma il problema non esiste relativamente alla mia proposta, perche essan era un rilancio del ricorso al nucleare a livello mondiale, ma solo un portare l'italia a livello degli altri paesi europei. E anche se questo dovesse comportare il rischio di diventare un paese con l'atomica, credo che questo sarebbe un vantaggio, e su questo non insisto perche mi sembri abbastanza d'accordo con me.

 4)Sono pienamente d'accordo sul fatto che proporre un massiccio ricorso al nucleare sia una follia. E non propongo affatto la sostituzione del carbone. Dico solo che se si devono costruire nuove centrali, potendo scegliere tra una a carbone e una elettronucleare, preferirei quest'ultima. E poi sia l'uranio che il carbone hanno un picco, ed entrambi sono poco adatti a produrre energia per i trasporti, ma solo per l'energia elettrica. La costruzione di qualche centrale in Italia non credo inciderebbe piu di tanto sul picco dell'uranio e sulla domanda globale.

 

5) e 6) In tempi di profonda crisi energetica, anche quel 30% sarà preziosissimo(personalmente mi accontenetrei anche di meno). E quando il nostro paese sarà al collasso, presumibilmente prima degli altri che dal punto di vista dell'approvvigionamento sono messi meglio di noi, credo che ci morderemo le mani per la scelta sconsiderata di rinunciare al nucleare.(tuttavia non critico la scelta di 20 anni fa, penso che in quel contesto aveva un senso. Dico solo che ora il contesto è mutato e sarebbe ora di rivedere le scelte fatte, secondo me.)

7) Proprio per i tempi lunghi, l'opportunità di operare una scelta del genere è di fondamentale importanza ora. Decidere ora potrebbe voler dire avere pronta nel momento in cui la crisi sarà piu grave una nuova fonte di energia. Più passa il tempo e più l'opportunità di ricorrere a nuove centrali sfuma. Comunque a me risultava che era possibile costruire una nuova centrale anche in 4-5 anni, o anche meno. Credo sia anche questo il caso di okiluoto. Lo studio Del MIT che ho citato fa riferimento a tempi di questo ordine di grandezza. Forse fa riferimento ai tempi di costruzione a partire dalla posa della prima pietra? in questo caso si potrebbe pensare ad una riduzione dei tempi appoggiandosi a dei progetti già fatti, a costruttori stranieri (come la francia). Il problema della carenza di fondi è un problema reale e più passa il tempo piu diventa concreto, per via delle prospettive di collasso. In questo caso mi sembra che correre il rischio di sprecare un po di denaro pubblico per cercare soluzioni che potrebbere contribuire a risolvere il problema, sia un rischio che valga la pena di correre, o no?Se lo risolviamo o comunque otteniamo benefici, avremo molto da guadagnare. Nel caso non dovessimo riuscirci, credo che aver sprecato denaro sarà l'ultima delle nostre preoccupazioni.

 

So che nel piano energetico  la prospettiva è a soli 4 anni. Però mi è sembrato inverosimile che una associazione comel'ASPO si permetta il lusso di scartare da un discorso di lunga prospettiva la fonte elettronucleare, senza cercare quantomeno di promuovere il dibattito in Italia. Non possiamo permetterci il lusso di stare a guardare fino al 2012 e decidere in base allo scenario che verrà a delinearsi. Lo stesso piano energetico ipotizza 4 scenari diversi, più o meno pessimisti. Dobbiamo agire sin da ora tenendo presente che dei 4 potrebbe concretizzarsi proprio quello peggiore, altrimenti in quel caso sarà troppo tardi per rimediare. Io direi che è già tardi ora che siamo nel 2008, figuriamoci tra 4 anni.

214
07 Mag 2008
alle 22:05

massimo

\Pergli esperti di ASPO mi ha incuriosito moltissimo il caso del giacimento saudita di Ghwar sfruttato con la tecnica di pompaggio di acqua marina ad alta pressione, vorrei sapere se e applicato in altri grandi pozzi se conviene sempre e quanto soprattutto SE ritarda il picco. GRAZIE.

213
07 Mag 2008
alle 21:41

Cataldo

@ Eugenio #203

Vedo al punto 6 un riferimento non banale ad elementari problemi strategici qui nel mediterraneo, non alla frontiera pakistana.

Sul torio si deve essere ottimisti, cari amici di ASPO, se il torio fino ad oggi non è decollato è sopratutto per problemi di controllo politico, prima che carenza di dottrina o di teniche ...

212
07 Mag 2008
alle 21:33

Bernardo Mattiucci

Orrore.... Debora.... hai messo una "e" al posto della "i"... ti condanno a vivere 6 mesi post-peak senza aiuti esterni! :D

scherzi a parte...

....sapete che ho in totale almeno 12.000 metri quadri di terreno agricolo e non so proprio cosa coltivarci sopra? Qualche suggerimento?


Una nota per quanto riguarda la fusione fredda.. non e' vero che non ne parliamo mai. Secondo me e' un'ottima soluzione... ma per qualche arcano motivo (viene studiata in ambito militare) se ne sa poco e quel poco che si sa viene snobbato e ridicolizzato!

Un'altra nota, questa volta relativa alle "vertical farm"... secondo me potrebbero essere un'ottima soluzione... specialmente se realizzate in zone dove il terreno e' poco produttivo. C'e' da dire, pero', che se le vertical farm non fanno uso di illuminazione artificiale (in giappone coltivano cereali sottoterra) la produzione risulta alquanto limitata. In tal senso potrebbe essere un'ottima soluzione non tanto la "vertical farm", ma la "obliqual farm"... ovvero... strutture a terrazzi artificiali appoggiati contro la montagna. Avete presente il Peru' degli antichi Incas? Ebbene... quel modello agricolo e', a mio avviso, il migliore in assoluto. Tanti piccoli terrazzamenti con ottimo terreno coltivabile... spesso importato da molto lontano... ed irrigato per caduta da una sorgente posta in alto.

Ecco... in Italia potrebbe essere un'ottima soluzione! 

211
07 Mag 2008
alle 21:25

Cataldo

@Barney

Per chi vive in città la caccia si potrà fare lo stesso, un bel cosciotto di alsaziano, arrostito su qualche guida del telefono, prelibatezze, anche il corvo arrosto andrà molto. Non penso che  la crisi energetica arrivi al punto di disgregare "l'ordine sociale", almeno non subito, e non inevitabilmente;  prima ci saranno vari tentativi, come quelli a cui assistiamo, per mantenere lo status quo ed i suoi privilegi, come  una scoperta dittatura, ammesso che ci accorgiamo del passaggio di status ;) Nessuno ha pensato di parlare della proprietà della terra, come sarà gestita: non pensate che prima ci potrebbe essere la confisca "pubblica" ? Oppure, declinato all'americana, pensate che i sussidi USA servano davvero a produrre più benzina ? Lo scenario agricolo, lasciato alla libera capacità di previsione e capacità dei gruppi sul territorio, è la cosa più fantascientifica sul "dopo" alla quale riesco a pensare.

210
07 Mag 2008
alle 21:15

Francesco Bondi

@ #208, #209

Che ne dite di cominciare a cacciarci (e mangiarci) tra di noi? La materia prima non manca e in un colpo solo elimineremmo fame e sovrappopolazione... :-D

209
07 Mag 2008
alle 21:05

Debora/Petrolio

OK, Matteucci senior è un mito assoluto.

Bernardo, hai mai pensato a quanti soldi potresti fare affittando tuo padre post peak? Ad avercelo, uno così in ogni famiglia!!! 

:D 

208
07 Mag 2008
alle 20:46

Barney

vivendo ai piedi delle alpi, ti posso assicurare che non c'è assolutamente carenza di caprioli, cinghiali, ecc.

Certo, l'allevamento è molto piu' intelligente e produttivo, ma anche piu' complesso da creare e mantenere.


Hai idea di quanta burocrazia e quali costi  vai incontro, se tu oggi vorresti allevare 4 mucche e un toro? Un tempo in tutte le cascine c'erano un paio di mucche da mungere, ora sono un lusso (anche grazie alla burocrazia) .

 

 

 

207
07 Mag 2008
alle 20:35

Massimo V

@206 - barney

La caccia? Ma che cosa speri di cacciare? Finiamola con questa faccenda della caccia, ha già fatto troppi disastri ecologici ed anche energetici. Se vuoi mangiarti gli animali allevateli, ma tieni presente che non so quanto ti sarà facile, considerando che con quello che mangiano gli animali puoi sopravvivere meglio mangiandotelo tu.

Sarebbe utile andarsi a rispolverare la faccenda del periodo speciale di Cuba per capire. Anche come hanno affrontato e parzialmente risolto la crisi. 

 

206
07 Mag 2008
alle 20:27

Bernardo Mattiucci

Debora, so a cosa alludi, ma credimi... quello che succede a casa mia e' dovuto solo ed esclusivamente al genio inventore di mio padre e alla sua innata capacita' di risolvere praticamente qualsiasi problema.

Per la cronaca... abbiamo realizzato diversi mezzi a motore recuperando ferro e parti di ricambio dai rottamai... un tosaerba tipo trattorino (di quelli dove ti ci siedi sopra...), un micro-camion per il trasporto della legna/pietre/terra ecc... con portata utile di 10 quintali... ed una cariola a motore con trazione idraulica su ruote in gomma (indispensabile per dei lavori di manutenzione straordinara in una intercapedine dietro casa).

Insomma... quello che dici e' giusto... ma solo perche' quando si rompe qualcosa mio padre ricostruisce il pezzo rotto al tornio o alla fresa... insomma... in officina. Ma nelle case di tutti gli altri, anche della mia zona, il pezzo vecchio significa guai a ripetizione.

Non che il nuovo sia meglio... intendiamoci... ma se non hai la capacita' di auto-riparartelo... e' meglio avere l'elettrodomestico nuovo... almeno i pezzi di ricambio li trovi facilmente! 

205
07 Mag 2008
alle 20:13

barney

Da alcuni anni (3) sto facendo un orto di circa 200 mq, in grado di provvedere ampiamento al sostentamento di 1 famiglia (abbandante in estate scarso in inverno).

Navigando su internet ho trovato questo sito:

http://www.civiltacontadina.it/

 propone un progetto di conservazioni dei semi.

Sembra una cosa interessante e seria, e per chi ha la possibilità di coltivare un piccolo appezzamento (o magari lo sta già facendo) puo' essere un primo passo concreto verso un futuro piu' sostenibile.

Penso di iscrivermi (15 € annui) e partecipare all'iniziativa.

 

Servono tante attività simili a questa per cambiare la situazione, o meglio, per attenuare "la caduta".... 

 

Nel mio piccolo mi sto appassionando all'allevamento di asini e penso presto di investire due soldi in una coppia di cavalli.


Quanto varrà un cavallo, quando l'auto sarà un lusso che nessuno potrà permettersi? penso molto.

Inoltre tutte queste attività: orto, cavallo... non hanno delle controindicazioni, anzi al di là del picco, hanno molti benefici.

Sto anche valutando l'acquisto di un arma, quanto meno utile per la caccia... 

 

204
07 Mag 2008
alle 20:01

Luigi Lucato

può la tragedia del  Myanamar
http://66.102.9.104/translate_c?hl=it&u=http://internationaltradecommodities.suite101.com/article.cfm/top_rice_producing_countries&prev=/search%3Fq%3Dsorcha%2Bfaal%26hl%3Dit%26sa%3DG

peggiorare ancora la crisi del riso.

e quale è l'effetto sul clima delle eruzioni Cilene?

 

Può evento improvviso essere il battito d'ali che avvia la crisi? 

 

 

203
07 Mag 2008
alle 19:36

Luigi Lucato

in tema ma no soluzione se diventa dura 

http://mercatoliberonews.blogspot.com/2008/05/nuova-moda-o-necessita.html

202
07 Mag 2008
alle 19:27

Eugenio

@87 Hystapses

 Non hai ricevuto risposta alla questione nucleare semplicemente perchè il commento era stato bloccato dai filtri automatici per ragioni oscure ed è apparso ora come ha spiegato Debora.

La posizione ufficiale condivisa da tutti i soci di Aspo Italia è quella espressa da l documento di Bardi che tu citi e che appunto non preclude affatto lo sviluppo del nucleare; in particolare si mette in evidenza che sarebbe sbagliato chiudere gli impianti funzionanti per ragioni ideologiche oppure interrompere la ricerca sullo sviluppo di nuovi tipi di reattori più sicuri e capaci di sfruttare meglio il combustibile fissile e le scorie esistenti allungando la durata delle riserve, o meglio ancora come propone anche Rubbia, di usare il Torio che ha scorie meno radioattive e che soprattutto non contengono plutonio utilizzabile per testate nucleari.

Questo non toglie che esistono una serie di problemi che molti sostenitori del nucleare minimizzano (questo si è ideologico) e ASPO invece elenca chiaramente.

Da parte mia non sono contrario ideologicamente alla fonte atomica, ma prima di fare piani di espansione della fonte atomica vorrei avere delle risposte tecnologiche ed organizzative non vaghe e soprattutto commercialmente disponibili ORA sui seguenti temi:

1) Il costo del kWh cresce col costo degli impianti che cresce col costo del petrolio; non è un problema per gli impianti esistenti ma per quelli futuri, ovvero quelli che si vorrebbero fare per rimpiazzare la produzione elettrica da idrocarburi. Infatti ENEL non ha alcun piano di nuovi impianti in Italia ma compra vecchi catorci atomici sovietici in Slovacchia, ti sei chiesto perchè?

2) Il problema delle scorie è irrisolto sui tempi lunghi, attualmente non esistono siti permanenti ma solo temporanei.

3) Cosa si fa del plutonio presente nelle scorie, nel migliore dei casi altro combustibile per i reattori recenti capaci di utilizzarlo, nel peggiore testate nucleari

4) L'approvigionamento del combustibile non è assicurato, nel caso di crescita della quota di energia elettronucleare dall'attuale 17% ad un 70% ovvero il minimo sufficiente per eliminare il carbone (che inquina lo so bene) e gli idrocarburi NEL SOLO AMBITO TERMOELETTRICO il consumo di materiale fissile quadruplicherebbe  visto che gli impianti autofertilizzanti non hanno raggiunto la maturità commerciale e bisognerebbe partire immediatamente con impianti di II e III generazione.  Qualcuno deve spiegarmi come e dove reperire queste 200kT di uranio annue aggiuntive rispetto alle 40 kT attualmente estratte (altre 27 derivano da stock e dismissione di testate).  Se la risposta è che si estrarranno da giacimenti oggi non considerati perchè presentano concentrazioni 10 o 100 volte minori di quelli oggi economicamente sfruttabili voglio esprimere il dubbio sul fatto che verosimilmente in tal caso bisognerà trattare quantità di materiali 10 o 100 volte superiori con conseguente maggiore dispendio energetico; il fatto che esistano queste riserve a bassa concentrazione, così come esistono riserve non convenzionali di petrolio, non assicura che vengano sfruttate. Il concetto di picco esiste pure per l'uranio e non si può essere picchisti per il petrolio ma non per l'uranio.  Un picchista per sua natura diffida dal risolvere il problema dell'esaurimento di una risorsa non rinnovabile con un altra risorsa non rinnovabile se non è almeno sicuro che quest'ultima abbia una durata ragionevole delle riserve ai consumi futuri, se per ovviare al picco del petrolio nel 2010 ottengo un picco dell'uranio al 2020 non ho risolto granchè.

5) anche avviando un massiccio programma nucleare si può risolvere al più un 30% della questione energetica (l'energia elettrica), l'altro 70% sono gli usi civili, industriali e dei trasporti, coperti da idrocarburi cui il nucleare non può dare nessun contributo se non si attuano grandi programmi di efficienza energetica come le pompe di calore geotermiche e i veicoli elettrici, cosa che comunque si può fare anche a prescindere dal nucleare.

6) Nel caso il programma nucleare fosse più contenuto, ad esempio i pochi GW che secondo alcuni tipo Brunetta basterebbero a cambiare le sorti energetiche dell'Italia, il contributo del nucleare sarebbe in realtà assolutamente secondario sia dal punto di vista della produzione che da quello del costo di generazione. Sarebbe un contributo utile ma non risolutivo in caso di crisi energetica. Secondo i miei conti servono almeno 20 GW (15-20 reattori) sparpagliati in tutta italia per sortire un qualche effetto, e non sarebbe sbagliato nemmeno approfittarne per farsi le testate atomiche visto che mala tempora currunt.

7) Il tempo impiegato per costruire un impianto nucleare ex novo è intorno ai 10 anni (a Caorso tra progetto e costruzione ne furono impiegati 15). Temo che la crisi energetica ed economica non aspetterà 10 anni per manifestarsi, siamo sicuri che in caso di recessione grave e crisi petrolifera dopo aver iniziato i lavori e speso tanti soldi i cantieri non vengano poi abbandonati per mancanza di ulteriori risorse finanziarie?

A fronte di questi dubbi ho deciso di non inserire il contributo del nucleare nel mio Piano Energetico, se non altro perchè l'ambito temporale dello stesso è di 5 anni, fino al 2012 e ti assicuro che in un numero di anni così esiguo nessun nuovo impianto nucleare vedrà la luce nel nostro paese.  Diciamo che se nel frattempo qualche costruttore mettesse in commercio una nuova generazione di impianti sicuri, ad esempio al torio, cambierei la mia attuale opinione divenendone un sostenitore.

Eugenio Saraceno - ASPO

 

201
07 Mag 2008
alle 18:44

Francesco Bondi

'mazza quanti commenti! :-D

 

@ Saraceni

 

Grazie per le info, per quanto riguarda le statistiche energetiche un altro ottimo rapporto (ma immagino che lo conosca già) è lo "Statistical review of world energy 2007" della british petroleum che è linkato sul mio nome.

 

Saluti 

200
07 Mag 2008
alle 18:40

Debora/Petrolio

Bernardo, i tuoi genitori sono dei grandi. Fattelo insegnare da loro che significa decrescita!

:D 

199
07 Mag 2008
alle 18:40

Luigi Lucato

 

195. daniele.spagli

196. nickvandeerpeers

 lo sciopero dei camionisti e la politica delle scorte dei supermercati di pochi giorni mi fa pensare alla ipotesi collasso improvviso

ritengo utile organizzare  la possibilità di continuare queste anche con discussioni prettamente tecniche

servono proposte e soluzioni 

 

198
07 Mag 2008
alle 18:37

Debora/Petrolio

Naturalmente ci sono in programma novità, di cui abbiamo parlato a Torino, e presto sarà aperto un forum Aspo... dove si discuterà di tutto!

197
07 Mag 2008
alle 18:31

Bernardo Mattiucci

Hystaspes, il discorso secondo me va interpretato... cosa che purtroppo fin troppo spesso nessuno piu' fa... qualunque sia il settore. Perche' i giudici non sono colpevoli? Solo perche' le leggi le fanno i governi? E perche' i governi non fanno nulla per migliorare le leggi? Forse e' solo perche' i cittadini comunque se ne fregano aggrappandosi alla solita frase "e vabbe'.... che ci vuoi fare... e' cosi' e basta...."? Prova a cambiare l'argometo e capirai che quella e' una provocazione... che non porta a nessun "a morte gli ebrei" o "piove: governo ladro"... ma solo alla constatazione che in una democrazia il popolo comanda solo se gli va di comandare. Qui in italia a me sembra che il popolo se ne frega altamente di tutto e tutti... salvo poi pretendere i servizi di base, la pensione e il periodo di vacanze estive!

 

L'Energia e' un problema serio... anche se secondo me non lo e' affatto... perche' tutti vorremmo l'eolico o il fotovoltaico o il nucleare... ma sempre e solo sul terreno degli altri!

E se c'e' da cambiare qualcosa per migliorare (leggi: diminuire) il consumo procapite... pensiamo che sia giusto farlo... ma che comincino gli altri!

Io sono anni che ripeto ai miei genitori che il frigorifero di 30 ani fa consuma un botto... ma loro sono convinti che va ancora bene e non va cambiato. Analogamente faccio da anni lo stesso discorso per la lavatrice... che di anni ne ha 35... e mi viene risposto che quella e' ancora affidabile... e che come lava quella quelle moderne non ci fai nulla... ecc... ecc....

....Ma qualcosa te lo posso dire... uso un computer DESKTOP che, monitor e stampante compresa, consuma SOLTANTO 52 Watt... prodotti con il fotovoltaico! E non e' un portatile... :) 

196
07 Mag 2008
alle 18:31

Luigi Lucato

185. Barney è quello che intendo quando dico mancano i contadini

 e i terreni sia per qualità che per disponibilità sono diventati pessimi 

anche tutte le strutture sul territorio esempio CANALI per l'IRRIGAZIONE  sono come minimodegradati

195
07 Mag 2008
alle 18:31

nickvandeerpeers

@195 , sono d'accordo ci vorrebbe un forum per gestire meglio le varie tematiche.

qui comunque c'è grande fermento per un motivo a me ovvio, nonsi sta più parlando di TEORIE ma le vediamo di giorno in giorno avverarsi, con la continua crescita del prezzo del petrolio.

L' INNESCO della crisi potrebbe avvenire da un momento all'altro, ovvi oche tutti i media principali tacciano la situazione reale.

Il nocciolo delle questione è se la discesa dal picco sarà una caduta nel burrone o una lenta discesa, io popendo per la prima.

Un paese com l'Italia poi che potrebbe fare?

Il caos totale è dietro l'angolo, se lo scoppio di disordini per un qualsiasi motivo accendesse la miccia saremmo tutti in pericolo.

qui CRISIS Debora avrebbe il suo ruolo di tracciare i comportamenti per la sopravvivenza immediata e a lungo termine. 

Rimanere Barricati in casa a difendere la propria famiglia o scappare dove c'è meno gente possibile e attendere che si calmino le acque? Questo è il dilemma  

 

194
07 Mag 2008
alle 18:10

daniele.spagli

cerco di seguirvi ma è molto difficile... purtroppo un blog con i commenti non è lo strumento adatto per certe discussioni.

Non so se questo è solo un esperimento o visto il grande successo Debora ed il team di Aspo vorranno farne qualcosa di permanente (compatibilmente con i tempi di ognuno s'intende).

Si capisce che l'argomento è molto sentito e c'è molto timore ed incertezza in giro... addirittura il blog è più seguito di ciò che dicono i commenti di un post tipo e questo è buon segno.

Ci sono persone molto preparate e capaci... è un peccato sprecare simili risorse: c'è una brava giornalista, capace di fare dell'informazione non banale... ci sono dei tecnici, capaci di valutare segnali, scelte e strategie.

Non penso che sia volontà di queste persone piangersi addosso, penso invece ci sia l'intenzione di agire decisamente in una direzione.  Immagino insomma che tutte queste belle persone che si stanno prestando a questo "gioco" abbiano una strategia... potete anticiparci qualcosa? possiamo in qualche modo dare una mano (oltre al diffondere ad amici e conoscenti la teoria del picco?).

193
07 Mag 2008
alle 18:01

barney

@TZ

Non credo che la recessione avvenga dall'oggi al domani.

Credo che sia una cosa lenta e graduale, o almeno lo spero.

192
07 Mag 2008
alle 17:57

Luigi Lucato

# 187 è saltata la numerazione alcuni commenti come i miei, con molti richiami ,  non  hanno più senso.

191
07 Mag 2008
alle 17:49

Cataldo

Sullo stato dei suoli agricoli non sono cosi ottimista, la riduzione di materia organica è diffusa, molto sentita. Molta agricoltura oggi è industrializzata in serre, come possa contribuire al calcolo della razione di sussistenza "post crisi"  mi sfugge.

190
07 Mag 2008
alle 17:45

Debora/Petrolio

Luca S.,

benvenuto! E guai a te se rimani ancora in silenzio! :D Quanto alla tua domanda, c'è un fisico ASPO che lavora proprio alla fusione. Speriamo intervenga...

189
07 Mag 2008
alle 17:43

TZ

eh lo so bene berney,ma quello che intendevo io per gli anziani è che tutti quelli che stanno nelle città come riusciranno a difendersi dalle aggressioni e saccheggiamenti che potrebbero avvenire?!

io ci ho già pensato in quel periodo ad andare ad abitare in montagna perchè puoi procurarti parte del neccessario da là...ma come già detto da tanti c'è da organizzarsi!e il non sapere con sicurezza cosa e quando succederà non aiuta proprio...

188
07 Mag 2008
alle 17:42

Eugenio

Rispondo a Paolo Zamparutti 167

Lo scopo del PEN è suggerire obbiettivi plausibili e strumenti per realizzarli a livello nazionale; a livello locale i provvedimenti che possono essere presi dovrebbero essere ricalcati su quelli nazionali secondo una ripartizione proporzionale (in base ai consumi sui vari usi, disponibilità di risorse e popolazione) tenendo conto delle specificità locali.  Ciascuna regione avrà una quota parte dell'obbiettivo nazionale da realizzare, usando il buon senso, non ha senso imporre dei traguardi di installazione eolica alle regioni poco ventose del nord, come non ha senso imporre alla provincia di Lecce obbiettivi sull'idroelettrico e così via.

Per mapparli localmente dividerei gli obbiettivi in varie categorie:

A) fonti rinnovabili con obbiettivo quantitativo e strumenti di tipo incentivante (risorse ex cip6, CV, CE): qui non è un discorso locale, si tratta di convincere le aziende e le persone fisiche con degli incentivi e degli obblighi a realizzare gli impianti.  Gli enti locali tuttavia possono concedere degli incentivi extra per attirare certi tipi di impianti, in particolare se vogliono evitare di installarne degli altri.  faccio un esempio, la Regione Sardegna vuole limitare l'eolico ma per il PEN gliene spetta una bella porzione viste le risorse eoliche regionali. L'ente locale deve presentare il suo piano energetico regionale in cui dice che vuole evitare l'installazione di tot MW di eolico rispetto alla quota parte sarda degli obbiettivi nazionali e che provvederà a far si che altrettanti MW di altra fonte o da risparmio energetico siano realizzati sul suo territorio  o sul territorio di altra regione con cui ha un accordo ed appronta degli strumenti propri per far si che ciò avvenga (es. impiantare x MW di fotovoltaico sugli edifici pubblici IN PIU' rispetto alla quota parte FV destinata alla Sardegna.)

B) Risparmio energetico: qui non mi aspetto moratorie da parte di enti locali, oltre agli incentivi nazionali (CB e detrazioni IRPEF) potranno concedere ultreriori incentivi, ad es. detrazione irpef regionale/comunale.

C) Trasporti: qui c'è poco da fare, la chiusura/pedonalizzazione dei centri storici, gli ecopass, gli investimenti in trasporto pubblico non possono essere imposti ai piccoli centri ma ai grandi (>80.000) anche in questo caso l'obbiettivo nazionale si spalma su tutti in base a popolazione e consumi, poi ogni comune/regione trova il modo per realizzarli. Ad esempio Roma potrebbe mettere l'ecopass come Milano (i veicoli elettrici sarebbero esenti) ed usare gli introiti per potenziare i tram e le metropolitane nelle zone ecopass, un centro più piccolo potrebbe chiudere la zona storica e regalare biciclette ai residenti etc.

D) Trasporto merci: qui le infrastrutture su ferro o vie d'acqua spesso coinvolgono più regioni dunque coordinamento nazionale e contributi anche dagli enti locali.

E) Rifiuti: qui il modello è certamente la provincia di Treviso dove la differenziata porta a porta impazza con quote di oltre 60% e risparmi consistenti.  Questo modello non dovrebbe essere suggerito ma imposto, eventualmente con la forza a chi fa finta di non capire e si bighellona tra studi di fattibilità di inceneritori e connivenza con sversamenti illegali di rifiuti(ogni riferimento al caso della Campania è volutamente esplicito)

Questa mia visione deriva dal fatto che da quando le regioni hanno competenze sull'energia il caos sta aumentando, veti a volontà da parte  degli enti pubblici sulle fonti rinnovabili, mentre al contrario su infrastrutture impattanti come rigasificatori, carbone, inceneritori, TAV & co sono spesso gli enti locali ad autorizzarli e caldeggiarli vivamente mentre i comitati spontanei di cittadini li avversano.

Per cui se piano energetico dovesse essere gli enti locali dovrebbero essere opportunamente privati del potere di veto limitatamente ai temi del piano, salvo poter proporre e realizzare qualcosa di alternativo che abbia gli stessi o maggiori risultati in termini di energia rinnovabile prodotta o di risparmio di combustibili.  Gli enti virtuosi faranno meglio, quelli non virtuosi che sono la maggioranza dovranno in qualche modo adattarsi, se gli lasci la libertà che hanno ora remeranno contro cercando di scaricare la maggior parte degli oneri sugli altri.

 Saluti

Eugenio Saraceno - ASPO

187
07 Mag 2008
alle 17:42

Cataldo

@ Hystapes

Resta collegato, che qualcosa di buono da leggere c'è sempre.  

186
07 Mag 2008
alle 17:40

Debora/Petrolio

PROBLEMA COMMENTI RISOLTO.

C'è stato un problema con molti commenti (vostri, degli esperti e... persino miei!) finiti in moderazione o cestinati. Ora il servizio tecnico ha risolto e li ho ripubblicati tutti (erano almeno una 15ina!). Divertitevi a ritrovarli, erano anche molto interessanti!

185
07 Mag 2008
alle 17:35

tap


Come ha ipotizzato tempo fa, sono convinto che la teoria di Hubbert non sia applicabile su scala globale. Hubbert sviluppò e verificò la teoria su campioni di giacimenti, non sull'intera popolazione. Lo scenario più probabile, quando il petrolio mancherà a livello globale (all'uscita del plateau), è che le capacità tecnologiche dell'uomo degraderanno quasi istantaneamente a livelli non dico pre-industriali, ma pre-agricoli. La famosa altra metà di greggio rimarrà sottoterra, nessuno avrà più la tecnologia (e presto neppure la scienza) per estrarla. I costi di enforcement renderanno impossibile l'attività agricola ed i commerci (quella industriale neanche a parlarne: non vi sarà mai nessun uso massivo delle energie alternative, i costi saliranno sempre più velocemente dei prezzi anche perchè la "domanda" di beni industriali verrà annichilita dalla disoccupazione).

La disoccupazione di massa e la fame e la mancanza di una qualunque sovrastruttura sociale genereranno il caos e l'impossibilità di attuare qualunque utopia agraria delle 600 e rotti g di barbabietole a testa, con buona pace del buon Fukuoka.

 

Suggerisco di approfondire l'effetto-armadio di  parecchi commenti fa. A caldo mi sembra parecchio sensato, se si escludono le zone alto collinari e montagnose (che potrebbero supportare un numero irrisorio di persone), direi che è preoccupantemente sensato almeno per l'Europa. Corollario dell'effetto-armadio è che chiunque tentasse di imbastire una qualunque attività agricola verrebbe presto sopraffatto dalle masse. Teoricamente tutto dovrebbe svolgersi in poco tempo, qualunque isola organizzata verrebbe scovata e depredata o comunque verrà subito distrutto il capitale strategico dell'isola (sia esso un pannello fotovoltaico, un pozzo non inquinato, ecc.).

C'è poco da fare, il migliore amico dei contadini è sempre stato il Leviatano.

184
07 Mag 2008
alle 17:30

Barney

Io credo invece che persone anziane o che fino ad ora abbiamo considerato ai margini della società (montanari, contadini), sappiano adattarsi molto meglio di noi giovani (20-40) a una vita piu' semplice, grazie al fatto che l'hanno vissuta sulla loro pelle. La fascia over 60, soprattutto se residente fuori città puo' essere portatrice di esperienza utilissima in caso di recesso economico consistente e rapido.

Mai come in questi ultimi 50 anni si è dispersa la cultura contadina, che per milleni aveva garantito la sopravvivenza della razza umana. Questo è un prezzo che pagheremo caro e salato.

183
07 Mag 2008
alle 17:23

Massimo V

@ 154 Paolo B.

Sono piuttosto d'accordo con te, soprattutto su quanto riguarda quello che potrebbe fare ASPO Italia, e lo avevo già detto nei miei commenti 39 e 67. Questo fatto a parer mio è in qualche modo deducibile anche da alcuni fatti emersi a Torino.

Inoltre io riterrei anche interessante se le tante persone che frequentano questo blog potessero uscire dalla stanza dei commenti per sondare la possibilità di collaborazioni pratiche fattive. Non sono realmente convinto che ci sia possibilità di salvezza per tutti, quindi penso che la parte consapevole si possa organizzare per trovare soluzioni, parnership, competenze diverse che messe assieme forniscano soluzioni comuni.

A quando un raduno dei lettori di Petrolio? Prima che diventi troppo costoso viaggiare... 

182
07 Mag 2008
alle 16:58

TZ

grande bellissima discussione questa..però ormai stà cominciado a diventar un pò troppo lunga...:D

sapete qual'è il problema a 20 anni,se parli di queste cose con qualsiasi altro che abbia dai 14 ai 30 ti dice che sei malato(be poi anche tanti altri noto)...il problema principale penso che sia proprio questo unito a tutto il commento qui sopra 169...
l'aver cercato il benessere estremo per tutti questi decenni..

io spero solo che tutta questa gente venga spazzata via da questa crisi....

e per il problema demografico purtroppo aimè...metà della popolazione se non sbalgio ha oltre i 60-70 anni (o quanti?non mi ricordo...)

da qui si capisce che i più di loro soccomberanno perchè incapaci di agire

davvero complimenti a tutti questa discussione dovrebbe finir in parlamento (tanto non servirebbe a nulla lo stesso)

staremo a vedere cosa accadrà,secondo voi quanto tempo ancora abbiamo?anche perchè a questo punto non so se è più probabile che venga prima una guerra mondiale che questo

181
07 Mag 2008
alle 16:36

arituro

trovo che nessuno colga veramente la provocazione sull'alimentazione carnivora, sugli sprechi alimentari ecc.

come si fa a parlare di decrescita demografica quando gli USA  consumano il 25 % dell'energia mondiale e probabilmente anche delle risorse alimentari. Abbiamo visto a Report 15 giorni fa che le verdure vengono lasciate in campo perchè il costo della raccolta è superiore al guadagno (+o-), più tutti gli sprechi della verdura insacchettata e lasciata scadere ecc.

penso che il problema sia:

1- il tenore di vita occidentale che dev'essere rinegoziato

2- il tenore di vita del "terzo mondo" che aspira a quello occidentale

quando avremo ridimensionato il nostro tenore e calmierato la crescita dei consumi dei paesi emergenti potremo parlare di demografia, prima credo non abbia alcun senso 

180
07 Mag 2008
alle 16:32

Hystaspes

per l'incapacita cronica dei NOSTRI giudici di guadagnarsi onestamente lo stipendio... e mettendo al loro posto, in galera, quei giudici e quei magistrati che non hanno fatto il loro lavoro nei tempi prestabiliti. Per questo genere di cose non accetto scuse: se il malvivente non puo' scontare la pena per qualche motivo burocratico... deve essere il magistrato che ha creato quella motivazione burocratica a scontare la pena al posto suo!

 

SONO ALLIBITO!  perchè nona ggiungere anche piove governo ladro? la fase successiva sarebbe dire "a morte gli ebrei"!!

Eccone un altro che non ha capitoniente, che i giudici applicano la legge e se la giustizia è di maglie larghe è per colpa di chi le leggi le fa. Ovvero della politica, che ha tutto l'interesse a delegittimare la giustizia, per poterla depotenziare a proprio vantaggio anche mediaticamente...ed ecco uno caduto nella trappola della propaganda.

Complimenti davvero. Soprattuto per il fatto che io sono stato censurato e questo qui, che tra l'altro è del tutto fuori tema, si esprime liberamente su questo blog. Avete perso un lettore ed anche la credibilità.

 

179
07 Mag 2008
alle 16:27

Luca S.

Anche se vi seguo da molto, questo è il mio primo post: sono un po' emozionato! 

In tutte le discussioni che ho seguito sulle possibili alternative al petrolio c'è sempre qualcuno che parla del nucleare a fissione e qualcuno che accenna alla fusione nucleare calda. 

Non ho _mai_ sentito parlare di fusione fredda. Mi chiedo: nessuno la conosce o tutti ritengono che sia una "bufala"? Qualche anno fa ne parlarono a Report (24 sett '97) e poco dopo mi lessi un ottimo libro:

Roberto Germano - Fusione Fredda -Saggi Bibliopolis.

Rimasi impressionato dalla quantità di evidenze scientifiche riportate in esso; ad oggi, ogni volta che sento parlare di energia, attendo con ansia che qualcuno parli di fusione fredda, ma non succede mai! 

Voi cosa ne pensate?

ASPO cosa ne pensa?

Grazie

178
07 Mag 2008
alle 16:07

passavo di qui per caso....

Bisogna essere "umani" per avere quegli atteggiamenti di cui parla Aldo. Quando si pensa di non esserlo mai stato o di non esserlo piu'... forse qualche cosa la si potrebbe tentare!

Personalmente mi ritengo un catastrofista realista... ...con una fervida immaginazione che mi porta a sviluppare idee, concetti e pensieri sulla base delle mie convinzioni proiettate in un tempo "futuro". Non prevedo il futuro... sia chiaro... semplicemente mi limito a pensare a cosa, un dato evento, puo' svilupparsi nel tempo.
Questa pseudo-capacita' mi ha portato a cambiare il mio atteggiamento da quello "ottimista" che era 20 anni fa... all'attuale catastrofista.

Ripongo la colpa di tutto nella moderna societa'... che a tutto meno che al proprio futuro. E le conseguenze le vediamo nelle varie Verona, Torino, Milano, Roma, Napoli e via dicendo.

Ma resto ancora aggrappato a quel briciolo di umanita' che mi e' rimasto nel cuore... terrorizzato dal cosa potrei fare e pensare se mi lasciassi andare completamente... e ritengo ancora possibile quel cambiamento di paradigma di cui tanto stiamo parlando... Non senza spiacevoli conseguenze... ovvio!

Ma chi avremmo contro?

Prima di tutto i Cristiani praticanti e tutte quelle persone rimbecillite dalle tante parole  che la religione gli propina ogni santo giorno. Con la convinzione ultraterrena che considera "esseri viventi" anche solo il pensiero di volere un bambino prima o poi... molto difficilmente questi signori accetteranno di buon grato un povero pinco-pallino che se ne va in giro affermando che l'unica soluzione ad alcuni dei nostri mali e' la decrescita demografica. Come minimo scatterebbe la scomunica... se non qualcosa in piu'! E comunque... questi signorotti risponderebero prontamente che con la preghiera si risolve tutto.

Gli altri che avrebbero tutti gli interessi a far si che la popolazione aumeti inesorabilmente e senza sosta sono gli esponenti del governo e delle varie societa che sul consumismo  hanno basato tutta la loro esistenza. Questi sono gia' arrivati a privatizzare tutto il privatizzabile con la scusa della globalizzazione e della liberalizzazione... e ad ogni occasione non rinunciano a sparare la loro ....soluzione.... che e', ovviamente, l'aumento dei consumi per far diminuire il costo dei consumi stessi!

Figuriamoci poi tutti quegli intellettuali che non hanno la capacita' fisico-genetica di guardare oltre la punta del proprio naso.... convinti come sono il mondo segue regole cicliche millenarie... qualunque sia il problema (avete sentito della ciclicita' dell'anomalo rallentamento della corrente del golfo?).

Insomma... qui l'importante e' consumare... far circolare la moneta... formare i giovani affinche' si convincano che ci si puo' considerare realizzati solo se si ha una macchina da almenoo 100.000 euro.... una playstation collegata ad un LCD ad Alta Definizione da 40 pollici.... una villa al mare, una in montagna e qualche appartamento in citta'... una barca sempre ancorata nel porto, possibilmente di fianco a quella di qualche personaggio famoso col quale si cena spesso insieme (magari limitandosi a chiedere un po di sale e pepe).... e naturalmente un guardaroba strapieno di capi firmati di ogni genere acquistati con la carta di credito super-gold-premium-extra-platinum che danno solo ai primi 10 uomini piu' ricchi del mondo!

Ma da dove si dovrebbe cominciare per una decrescita controllata?

beh.... ho fatto 30... faccio anche 31!

eliminando tutti quegli assassini, terroristi e malviventi che vengono messi in liberta' per l'incapacita cronica dei NOSTRI giudici di guadagnarsi onestamente lo stipendio... e mettendo al loro posto, in galera, quei giudici e quei magistrati che non hanno fatto il loro lavoro nei tempi prestabiliti. Per questo genere di cose non accetto scuse: se il malvivente non puo' scontare la pena per qualche motivo burocratico... deve essere il magistrato che ha creato quella motivazione burocratica a scontare la pena al posto suo!

177
07 Mag 2008
alle 15:59

Barney

Sarebbe interessante approfondire il discorso del punto #160 (domanda interessante secondo me)

come ci si può preparare finanziariamente al picco del petrolio?

 

E aggiungerei, cosa ci dobbiamo aspettare che accada al nostro potere di acquisto? incremento dell'inflazione? totale perdita di valore della carta moneta? ritorno al baratto?

Cosa fare dei due risparmi che abbiamo da parte?

Cosa succederà a chi è intestatario di un mutuo?

176
07 Mag 2008
alle 14:30

paolo zamparutti

scusate il numero di miei messaggi, potevo riassumere tutto in un unico post.

 

ho notato un ottimo programma aspo inerente la politca energetica nazionale.

è possibile stillare una serie di norme o iniziative da "suggerire" a livello locale, per esempio ad amminsitrazioni comunali, magari prendendo spunto da esempi specifici da parte di comuni.... "illuminati"....?

175
07 Mag 2008
alle 14:24

Aldo

 

Mi pare d'aver notato dagli interventi degli esperti di ASPO in merito alla demografia due atteggiamenti contrastanti.
Il primo atteggiamento mi ricorda quello dei benpensanti che, quando gli si prospettano le tematiche inerenti il picco della produzione petrolifera, reagiscono dicendo che in qualche modo la soluzione verrà da sè e che pertanto non occorre intervenire.
Il secondo atteggiamento mi ricorda quello dei catastrofisti incalliti che, quando gli si prospettano le tematiche inerenti il picco della produzione petrolifera, reagiscono dicendo che non esiste una soluzione e che pertanto non vale la pena intervenire.
Ho l'impressione che il desiderio magari inconscio di "tenersi fuori" dalla spinosa questione demografica (desiderio che sembra esprimersi con atteggiamenti perfino opposti ma dai risultati analoghi) sia sotto sotto dovuto primariamente all'imbarazzo d'affrontare a viso aperto una tematica tabù e al timore di confrontarsi, fosse pur solo a livello teorico, con un leviatano troppo grande per le proprie possibilità. Probabilmente per il rischio troppo forte d'una sconfitta. Insomma, la volpe e l'uva. Un atteggiamento molto umano, molto antico e molto diffuso che mi porta a provare una sorta di triste tenerezza per le debolezze intrinseche della nostra specie (debolezze dalle quali, badate bene, io stesso non mi ritengo certo esente).
Prendo atto di questo stato di cose e, almeno per ora, mi astengo da ulteriori interventi che viste le premesse non farebbero alcuna presa. P.S. Sì, Frank, sono Carpanix (Aldo è il mio vero nome). Pensavo fosse evidente. 

 

174
07 Mag 2008
alle 14:05

barney

#147, per Ugo Bardi

L'aumento della domanda, non era riferito alla domanda di energia elettrica, ma alla domanda di "strumenti" per la produzione di energia, ad esempio pannelli FV, inverter, ecc...

Avevo posto male la questione, colpa mia.


E' ovvio che la domanda di elettricità subirà un forte calo, a partire dalla miriade di cose inutili che ci troviamo in casa (TV in primis)

 

173
07 Mag 2008
alle 13:55

Bernardo Mattiucci

Secondo me Paolo B. ha colto nel segno. Bisogna capire quando e' necessario smettere di parlare al vento ed iniziare a parlare all'orecchio delle persone... quelle giuste e disposte ad ascoltarti. Ed iniziare cosi' a fare qualcosa di concreto per il futuro. Il "ve lo dicevo io...." non porterebbe comunque nessun aiuto sostanziale!

Personalmente sono comunque scettico sulle possibilita' di fare qualcosa in tal senso.. perche' la gente e' troppo restia a darti i propri soldi per una giusta causa... ed in generale noi tutti non siamo miliardari.... Ogni attivita' richiede fondi... e le amministrazioni pubbliche molto difficilmente li forniranno!

Ad ogi modo...
....io personalmente sto vivendo un periodo  che sempre piu' spesso mi fa pensare che, forse, essere totalmente ignorante e incompetente... potrebbe essere meglio! 

172
07 Mag 2008
alle 13:40

Eugenio

Intervengo sulla questione demografica/migratoria posta in più interventi da Aldo et.al.

 Nei paesi industrializzati i bassi tassi di natalità sarebbero sufficienti a provocare una naturale (non coercitiva) riduzione della popolazione nell'arco di una generazione; il tasso medio di figli per donna ritenuto di equilibrio (popolazione costante) è infatti di 2,1 mentre noi siamo ad 1,4, altri poco più di noi ed altri meno ancora come giapponesi e russi.  L'unico grande paese sviluppato in cui la popolazione cresce naturalmente sono gli USA in cui il tasso è 2,3 mi pare.

Con il tasso 1,4 nell'arco di una generazione 60 milioni di persone divengono 60*(1,4/2)=42 milioni; guarda caso la popolazione del 36, tempi duri ma non è che si morisse di fame per strada come a Calcutta.

La soluzione al problema demografico non possiamo fornirla noi direttamente ma i paesi che hanno questo tasso>2,1 e a mio parere la cosa non può avvenire se in tali paesi la disponibilità media di energia procapite non sale fino ad un livello dignitoso che permetta di istruire la popolazione (in particolare femminile!) e ridurre la necessità di braccia per il lavoro manuale di sussistenza.  Senza queste due condizioni il tasso di fertilità non può diminuire se non in senso coercitivo.

L'esempio della Cina e dell'India calza, nella prima una politica coercitiva ha ridotto la fertilità e la popolazione cresce ma lentamente, la seconda invece partendo da una popolazione ben inferiore a quella cinese la sta per raggiungere non avendo attuato nessuna politica demografica.  Eppure l'India è ormai una grande potenza industriale, ma se andiamo a vedere il dato di energia utilizzata procapite siamo troppo bassi per permettere istruzione e meno lavoro manuale per tutti.  La religione ovviamente c'entra poco, basta sentire le ramanzine dei pope russi ai loro concittadini che fanno pochi figli (ma i fedeli se ne infischiano) mentre un imam pakistano ha buon gioco a convincere una famiglia analfabeta di campagna a fare 5-6 figli, in realtà se anche l'imam dicesse il contrario la situazione sociale, economica e culturale del luogo non lascerebbe altra scelta.

La strada per la stabilizzazione demografica passa per la riduzione dei nostri sprechi a vantaggio dello sviluppo civile e culturale dei popoli a demografia esplosiva, accompagnato da semplici regole e presidi sanitari che siano accessibili alle famiglie nel terzo mondo.

E'una strada utopistica, ma rimane una speranza che un "protocollo delle risorse" che tenga anche conto dei relativi picchi o tassi di rinnovo (se risorse rinnovabili) possa essere negoziato equamente tra i paesi (o le macro zone economiche che si stanno formando) concedendo a tutti almeno il minimo vitale che possa rendere attuabile un minimo di pianificazione familiare.

Altrimenti lo scenario è quello che ha ben descritto il nostro Gianni Comoretto in 124.  riduzione della speranza di vita a causa stenti, esattamente come è avvenuto nella ex unione sovietica.  Per completare lo scenario apocalittico che ci si presenta se non perseguiamo una strada simile a quella che ho descritto sopra inseriamo nello scenario la variabile migrazioni.

Otteniamo un mondo ricco e dotato di armi e tecnologie in decrescita demografica e che utilizza le armi per sfruttare i paesi poveri ma tenere a bada le migrazioni, non riuscendovi a lungo termine.  I massacri e le guerre sono in breve compensati dall'alto tasso di incremento demografico.  Con la riduzione delle risorse per prima cosa salta la capacità dei paesi ricchi di sfruttare i poveri poichè le organizzazioni complesse sono meno resilienti alle crisi, poi man mano anche la capacità di tenere a bada le migrazioni (che invece aumentano proprio per la scarsità di risorse) con la forza, infine le nostre strutture statuali collassano a favore di nuovi esperimenti di contaminazione tra culture ed organizzazioni differenti, delle quali sopravvivono probabilmente quelle che sono basate sullo sfruttamento sostenibile delle risorse locali e sul commercio di quelle che non possono essere prodotte localmente contro i surplus locali.

Non è uno scenario di fantasia, è una trasposizione al giorno d'oggi del crollo della civiltà classica greco romana provocato tra l'altro dalla crisi energetica (=delle risoprse agricole) e sociale (=dello schiavismo) ben descritta da Columella nel suo De Agricultura.

Saluti

Eugenio Saraceno - ASPO

171
07 Mag 2008
alle 13:40

Debora/Petrolio

calmail,

detto tra noi: io devo a John Titor la conoscenza del picco del petrolio. Fu su un sito che raccontava la sua storia che mi imbattei nel link a DieOff.org, e quando si vedono per la prima volta nella vita quei grafici non si dimenticano mai più.

Insomma, magari Ugo Bardi mi sfotterà a morte, ma io ho un'affezione particolare per John Titor "Boomer"... ;-)

170
07 Mag 2008
alle 13:36

Hydraulics

@ riccardo #158

Un forum in italiano sul picco del petrolio c'è già, anche se al momento è poco trafficato:

http://petrolio.mondoweb.net/ 

169
07 Mag 2008
alle 13:35

Giuseppe Carone

<quote 157>

"Alcuni eventi recenti hanno generato tra molti il timore di essere sulla buona strada per un futuro governo tirannico alla Grande Fratello. A mio parere saremo fortunati se il governo federale, nell'era post-petrolifera, riuscirà a rispondere al telefono, figuriamoci regolare la vita di chicchessia..."

</quote 157> 

Spero sia come dici tu, tuttavia analizzando gli eventi mondiali recentemente avvenuti, quali:

1. attentato al WTC dell'11 Settembre 2001

"consiglio una breve ricerca in merito che dimostra come non sarebbe stato possibile un attacco del genere per mano di una ristretta cerchia di terroristi armati di coltellino, inoltre i video dell'attacco sono stati analizzati ed è stato dimostrato che si trattano di falsi, date un'occhiata su youtube, vi si apriranno gli occhi"

2. guerra un IRAQ per eliminare Saddam che deteneva armi di distruzione di massa, peraltro mai trovate!

3. attentato terroristico nella metropolitana di Londra, proprio nel giorno in cui ci sarebbe stata un'esercitazione contro attentati e negli stessi punti, guarda caso!

credo che ci stiamo sempre più avvicinando, ad un'altra guerra, quella in IRAN, e tutto questo per ridurre la libertà dei cittadini, in un primo momento americani, già avvenuta tramite il "Patriot Act".

Tutto questo per accelerare, secondo l'idea che mi sono fatto, il processo di creazione di un governo mondiale unico, e di un "nuovo ordine mondiale".

 

Mi rivolgo a chi è laureato in fisica e a chi ha conoscenza della fisica.
Leggendo il blog "petrolio" ho iniziato a fare molte ricerche su possibili fonti alternative di energia, e mi sono imbattuto in un documento in cui si parla di "energia radiante" nell'etere.
L'inventore di questa forma di energia è Nikola Tesla, fine 1800, che ha scoperto un modo per:
"... produrre un movimento elettrico migliaia di volte più grande di quello iniziale."
Ho scaricato un documento in pdf che ho letto, ma non avendo le basi per capirlo completamente, vi chiedo se questa nuova forma di energia, tenuta segretamente nascosta, possa essere fattibile.

Il file, se a qualcono interessa, lo posso mettere in condivisione, basta chiedere.

Ciao 

167
07 Mag 2008
alle 12:59

Angelo

come ci si può preparare finanziariamente al picco del petrolio?

166
07 Mag 2008
alle 12:57

francesco G

@52 se non ho capito male è basato pricipalmente su colture idroponiche; comunque un palazzo da 30 piani può sfamare 35.000 persone si pensa di arrivare anche a 50.000 su una superf. di un ettaro; copia i icolla da una pagina.

Columbia University
Andare a far la spesa al piano terra d’un grattacielo comprando, dall’ortolano, le verdure coltivate ai piani alti? Chissà. È il futuro proposto dalla Columbia University insieme ad alcuni studi di architettura per un grattacielo urbano ad elevato contenuto tecnologico per coltivare cibi bio. Si utilizzano tecniche di coltivazione idroponica, aereoponica, acquacoltura e agricoltura su suoli artificiali. ; la produzione sarebbe indipendente dalle stagioni; inoltre la contiguità tra il luogo di coltivazione ed il luogo di vendita porterebbe a una drastica riduzione dei trasporti. Oltre a questi, ci sono altri aspetti di risparmio energetico: fonti rinnovabili, scarti di coltivazione come biomasse e acque ripotabilizzate con trattamento di evapo-traspirazione.

ti sembra poco? è inutile? behh c'è chi ci pensa sicuramente si sarà fatto dei conti se conviene si farà se no niente, non ci dimentichiamo che la terra non basterà più e la sua qualità sta peggiorando, ridurre la popolazione in tempi brevi non è possibile salvo certi metodi.se dovessi segliere tra morire di fame e costruire le vertical farm behh mi sembra ovvio.

165
07 Mag 2008
alle 12:48

Hystaspes

Ieri sera ho inviato una domanda per il prof Bardi riguardo l'energia nulceare e la posizione di ASPO Italia a riguardo. Non mi sembrava ne offensiva ne gratuitamente polemica, anche se era molto critica e argomentata. Sono disposto a riformularla secondo i vostri criteri di moderazione, ci tenevo proprio ad avere una risposta, eventualmente anche ad essere smentito nelle mia argomentazioni. Data la mancata pubblicazione ne desumo che i miei argomenti hanno colto nel segno e non si vuole ne si può dare una risposta alle mie domande. Ne trarrò le dovute conlusioni. 

I miei saluti.

164
07 Mag 2008
alle 12:34

riccardo

@143: c'è qualcha articolo più approfondito in materia? alcune affermazioni non mi convincono  (progetto impianti, anche solari!)

@147: ci sono importanti progetti che potrebbero modificare i rendimenti e quindi l'eroei in un futuro molto prossimo (nanotecnologie, concentrazione, materiali organici...) arriveranno in tempo sul mercato?

@150: interessante il riferimento alla sanità: ritenete disumano rinunciare a brefe alle cure più dispendiose/energivore impiegando le stesse risorse al sostentamento dei più?

infine: ASPO in qualche modo considera il club di roma ed i limiti dello sviluppo come suoi "predecessori"? io ci vedo alcune affinità 

ottima l'idea del forum. è fattibile? 

grazie 1.000

163
07 Mag 2008
alle 12:25

Plissken

"Alcuni eventi recenti hanno generato tra molti il timore di essere sulla buona strada per un futuro governo tirannico alla Grande Fratello. A mio parere saremo fortunati se il governo federale, nell'era post-petrolifera, riuscirà a rispondere al telefono, figuriamoci regolare la vita di chicchessia..."

                                                       James Howard Kunstler 

162
07 Mag 2008
alle 12:24

Ugo Bardi

una cosa: in base alle recenti scoperte petrolifere brasiliane, la stima sul picco petrolifero cambia?

No. In primo luogo se si guardano i comunicati di Petrobras, si vede che non c'è ancora nessun dato sicuro su cosa è stato trovato nella zona detta "Tupi". In secondo luogo, anche ammesso che si siano trovate delle risorse consistenti, non potranno entrare in produzione prima di un minimo di 5-6 anni; probabilmente di più considerando le difficoltà della zona. Fra cinque o sei anni, qualsiasi cosa esca fuori da Tupi non sarà sufficiente a contrastare il declino

161
07 Mag 2008
alle 12:22

Luigi Lucato


# 147
Un ottima domanda. Infatti, al momento la produzione di pannelli fotovoltaici, come pure di torri eoliche e di centrali nucleari, dipende dalla disponibilità di energia elettrica.

Penso che per molti prodotti ad alta tecnolgia ( silicio fotovoltaico )
esista anche un problema di filiera lunga, che può diventare difficile da controllare

si rischia di diventare dipendenti dall'estero come attualmente per il petrolio

per questo vedo meglio in piccolo eolico e microidro specie se costruiti con tecnologia locale

produrre in piccolo il silicio non mi sembra fattibile

160
07 Mag 2008
alle 12:19

Paolo B.

Limitatamente all'Italia, ce lo vedete un paese con milioni di disoccupati provenienti dai diversi settori dei servizi, da quelli del turismo, automobilistico, dell'aviazione civile, del commercio, dell'industria, ecc, in seguito alla recessione globale?

Nessun Governo potrebbe gestire una situazione simile e si andrebbe verso uno stato di totale anarchia e conflitti sociali di massa cruenti e sanguinosi.

Il nostro paese è oggi una potenziale polveriera futura?

Qui continuiamo a discorrere ed aprire gli occhi ai nuovi visitatori del blog ma siamo ben coscienti che il futuro dietro l'angolo potrebbe essere da incubo?

Ritengo che associazioni come Aspo e simili dovrebbero iniziare a fare decise pressioni sulla classe politica per svegliarla dal suo torpore.

E questo anche uscendo decisamente dall'ambito del solo web e facendo informazione completa tra la gente.

Magari organizzando convegni un po' per tutta la nostra penisola per iniziare, da nord a sud... 

159
07 Mag 2008
alle 12:17

Eugenio

Rispondo a Leonardo Libero

Caro Leonardo,

Giustamente come dici, dove è possibile mettere il serbatoio di un impianto a circolazione naturale sottotetto ciò è di gran lunga preferibile all'impianto forzato in ogni caso.  Dove non è possibile dovrebbe essere l'installatore a consigliare il cliente dopo essersi fatto i conti del caso, anche in base alle considerazioni economiche e alle particolari condizioni di utilizzo e di clima cui l'impianto sarebbe sottoposto.  Del resto se gli impianti forzati sono solo l'8% del totale vuol dire che mediamente il conto costi benefici è a favore del naturale e gli installatori sono onesti e propongono il forzato solo dove è necessario.  Io ho un forzato con serbatoio sottotetto e devo dire che dopo un giorno soleggiato l'acqua rimane calda fino a notte inoltrata e tiepida al mattino. Devo anche dire che non ho scelto io l'impianto avendo acquistato un abitazione nuova in un condominio che in virtù di alcune leggi regionali era nato con i pannelli termici forzati già installati, probabilmente per problemi di spazio sul tetto.  Se dovessi installarlo io ora in una abitazione autonoma, opterei per il naturale, anche perchè sulla parte di tetto inutilizzabile dall'eliotermico in quanto sovrasterebbe il serbatoio sottotetto, si potrebbe installare un fotovoltaico.

 Cordiali saluti

Eugenio

158
07 Mag 2008
alle 12:05

Luigi Lucato

#146 sono strutture in luoghi aperti e che quindi ricevono luce dalle vetrate laterali
se costruite con una densità maggiore si fanno ombra a vicenda
la terra pesa e i solai mi sembrano un inutile spreco di cemento
non mi convincono tutto qui .

Luigi

157
07 Mag 2008
alle 11:58

calmail

@ 149

Eugenio, credo che tu abbia scattato un'incredibile fotografia di come potrebbe essere il nostro domani tra qualche anno! 

156
07 Mag 2008
alle 11:57

francesco G

a ugo bardi o chiunque volesse commentare cosa nè pensate di questo: http://en.wikipedia.org/wiki/Polywell scusate se insisto ma non avuto risposta ; premetto che non è la copia del fusor il principio più o meno è lo stesso ma il funzinamento è diverso è più efficente e il bilancio energetico dipende dal campo magnetico è dalle dimensioni (per uno da 3-4 m di diametro nucleo dipende anche dalla reazione usata di diametro si prevede un potenza in ecesso di almeno 100Mw) il progetto è della US Navy con personale proveniente dalla Nasa:http://it.youtube.com/results?search_query=polywell&search_type=&aq=f sono dei video

155
07 Mag 2008
alle 11:56

paolo zamparutti

#148

ritengo come probabili cause di diminuzione della popolazione, la caduta dell ostato sociale

la sanità non potrà essere sostenuta, e interventi oggi normali saranno molto più complicati da gestire.

le pensioni, come le pagheremo? della gran massa di anziani che ne sarà fra 30 anni? (e a quel punto la cosa mi riguarderà :D )

 oggi si muore per incidenti stradali, fra 30 anni si morirà per appendicite, se non reagiremo da subito e con lucidità

154
07 Mag 2008
alle 11:52

Eugenio

@Aldo 74
In realtà la attuale produzione agricola italiana (dati 1998),limitatamente a cereali, patate, soja e barbabietola sarebbe sufficiente a farci diventare tutti obesi (per tacere degli altri ortaggi e frutta, per cui non ho trovato dati ma sono abbastanza certo che la produzione nazionale sia sufficiente se non eccedente)
Un individuo disporrebbe giornalmente di 400g di frumento al giorno, 437 di mais, 60 g di soja, 110 di patate, 17g di pesce (pochino ma potremmo importare stoccafisso in cambio di olio e vino in eccedenza) e ben 634 g di barbabietole!
In realtà, considerando i 7 mln di capi bovini, gli 8 mln di suini e
i 147 mln di avicoli credo proprio che siano questi ultimi a papparsi la gran parte di questo ben di Dio e rendere il paese non autosufficiente, come abbiamo già ampiamente discusso, facendo una dieta quasi vegetariana la situazione cambierebbe ed il territorio potrebbe fornire una dieta di sussistenza a tutti, tenendo anche conto che disponiamo di 0,3 ha di terra produttiva e pascoli procapite (quindi un ettaro a famiglia circa). Però per avere queste rese sono utilizzati 1,8 mln di tonnellate di fertilizzante (32 kg a pesona)
Anche senza questi apporti tuttavia, secondo il grandissimo Fukuoka, padre dell'agricoltura naturale (o rivoluzione del filo di paglia) una famiglia di agricoltori (semivegetariani) necessita di circa 1000 mq per una dieta di sussistenza.
Anche l'analisi dei dati energetici autarchici presenta qualche
sorpresa: considerando solo energia rinnovabile idro+nuove FER si ha 1000 KWh procapite annui che non è poco, eliminando il condizionatore
e qualche elettrodomestico una famiglia potrebbe sicuramente avere la luce, far funzionare una radio, un telefono, un computer e probabilmente una macchina da cucire o un tornio o altri utensili per lavori artigianali. Naturalmente si tratta di spegnere tutto il terziario e quasi tutte le industrie (non è poco)
Stesso discorso per il gas che sarebbe a malapena sufficiente per cucinare e scaldarsi (andando al risparmio e magari integrando con la stufa a legna) ma bisogna considerare che la produzione attuale è in calo perchè ha superato il picco nel 1997.
Ah, abbiamo circa 100 Kg di petrolio procapite, neanche un paio di pieni all'anno, una bomboletta di gpl per il campeggio, qualche kg di plastica e prodotti chimici ed un bel bidoncino di catrame.

Saluti
Eugenio Saraceno - ASPO

153
07 Mag 2008
alle 11:48

calmail

@ 123

Si, è mia idea che la popolazione mondiale subirà una forte flessione, ed in effetti il picco di cui dovremmo parlare non è quello del petrolio ma quello degli abitanti di questo pianeta. L'italia sarà fortunata se avrà ancora 20 - 25 milioni di abitanti. Le principali cause di morte potrebbero essere le radiazioni in caso di guerra nucleare, il morbo della mucca pazza che molti di noi hanno già inconsapevolmente contratto (presenta un periodo d'incubazione molto lungo), la mancanza di risorse non inquinate per il proprio sostentamento.

Vi sarà un grande problema con l'acqua che sarà contaminata e dovrà essere distillata.

Per quanto riguarda il petrolio e la benzina, già nel corso di quest'anno non saranno più facilmente reperibili, se non a prezzi proibitivi.

"Qualcuno di voi sa dirmi quante compagnie negli Stati Uniti producono a mano ancora pezzi per biciclette oggi? Chiunque abbia ancora una bicicletta nel 2008 la dovrà tirare fuori". 

152
07 Mag 2008
alle 11:38

Ugo Bardi

Quanto verranno a costare i pannelli fotovoltaici (e qualunque altro sistema alternativo per la produzione di energia elettrica), in occasione di un eventuale razzionamento dell'energia, o di un aumento molto rapido del costo dell'energia stessa?

In questo particolare mercato, cosa comporterebbe un incremento esponenziale della domanda?

e inoltre, quando costa, in termini di risorse, produrre sistemi che producano energia?

 Un ottima domanda. Infatti, al momento la produzione di pannelli fotovoltaici, come pure di torri eoliche e di centrali nucleari, dipende dalla disponibilità di energia elettrica che viene, principalmente, dal gas naturale. Dipende anche da altre risorse fossili (carburanti per il trasporto, per l'attività mineraria, eccetera). In sostanza, se ci manca il petrolio e simili, salta anche la produzione delle fonti alternative. 

A lungo andare, non c'è nessun problema a costruire pannelli fotovoltaici usando energia prodotta da altri pannelli fotovoltaici; il problema è che ci vuole tempo. Più di tanto, non si può fare. Anche il petrolio, storicamente, non è mai cresciuto a più del 7% all'anno - ovvero usando energia ottenuta dal petrolio per scavare nuovi pozzi di petrolio.  Al momento, il FV cresce al ritmo di circa il 40% all'anno; ma se andiamo in crisi petrolifera non potremo mantenere questi ritmi. Lo stesso vale per le altre sorgenti. In sostanza, non ce la facciamo a tappare il buco lasciato dai fossili né con le rinnovabili nè con il nucleare. Avremmo dovuto cominciare molto, molto prima. Tutto li, non c'è nemmeno da sognarsi un "aumento della domanda".

La domanda è correlata al concetto di EROEI. Cerca su google o sul sito ASPOItalia 

 

 

151
07 Mag 2008
alle 11:38

francesco G

137. Luigi Lucato forse ti è sfuggito che l'energia che gli serve (vertical farm) la auto produce con rinnovabile (con fotovol. e eolico, non credo siano così stupidi da non pensarci e comunque l'energia per il traspoto per il convenzionale va tenuto conto e messo a confronto compreso la gestione di una sup. più estesa e meno produttiva per via della minore controllabilità ambientale, la VF produce tutto l'anno la stessa roba) mi domando gli hai dato uno sguardo? le strutture verticali (per fotovol. microalghe e volendo altro possono captare la stessa luce dell'equivalente a terra con una giometria opprtuna (a zing ziag , come per i pannelli a terra) è l'ideale dove c'è poco spazio come nelle città non me sono inventate io sono progetti reali. Non è così banale il confronto è non si può dire così alla legera quale mi conviene considerato che la CO2 in ecceso va riassorbita almeno in parte con il ritorno della foresta  

150
07 Mag 2008
alle 11:30

silviu'

Nel caso sia sfuggita...

http://www.peacereporter.net/default_news.php?ndata=2008-05-06&idn=50670

l'Indonesia sta per uscire dall'OPEC.

Fuori uno!

149
07 Mag 2008
alle 11:25

AndreaX

Lo avevo già detto in altre occasioni ma adesso lo ripeto: il mondo contadino è sempre stato visto come termine di paragone negativo, le frasi di disprezzo nei suoi confronti si sprecano:

"quante braccia strappate all'agricoltura..."

"un somaro come te meglio che vada a zappare la terra..."

"contadino cervello fino.."

"buzzurro!,bifolco!,cafone!,burino!..."

"questa casa sembra una stalla..." 

"hai il cervello di una gallina, sei stupida come un oca, sei proprio un somaro, siete un branco di pecore, puzzi come una capra,sei sporco come un maiale..(tutti animali della fattoria  non se ne salva uno)"

Adesso come la mettiamo?. 

148
07 Mag 2008
alle 10:55

Leonardo LIBERO

Per Eugenio, sul solare termico naturale e forzato

Caro Eugenio, non è detto che il serbatoio di un impianto a circolazione naturale debba sempre essere all’esterno:  può essere collocato anche nel sottotetto, purchè più in alto del collettore. Ogni buon installatore, inoltre, sa che,  per ottenere una certa prestazione, la superficie di collettori, se l’impianto è a circolazione forzata, dev’essere del 30% maggiore di quella sufficiente per un impianto a circolazione naturale. Con un impatto visivo spesso maggiore anche perché il primo sistema è più sensibile del secondo all’angolazione dei pannelli. Per cui, se la falda del tetto non è abbastanza inclinata, vi devono essere montati su un’incastellatura, certo non “bella”.. Quanto alla leggenda per cui la circolazione naturale sarebbe adatta solo ai climi miti, questa è la conclusione a cui era giunto nel 2005 il National Renewable Energy Laboratory USA (NREL):  “Nei climi freddi, il sistema a circolazione naturale è quello con il costo inferiore in tutti gli stadi ………… e la migliore possibilità di raggiungere l’obiettivo di riduzione del 50%”. L’affidabilità della circolazione forzata è subordinata a quella delle pompe e delle centraline di controllo che essa impiega; e una manutenzione minima basata sulla verifica o sostituzione annuale del glicole contenuto nel fluido di scambio è necessaria e raccomandata. Questo appesantisce il calcolo di ammortamento dell’impianto che, per questioni di costo, parte già sfavorito rispetto a un impianto a circolazione naturale. Per il quale, essendo esso indipendente da macchine, apparecchiature ed energia elettrica, è raccomandato solo un semplice controllo ogni quattro o cinque anni (e, se l’utente se ne “dimentica” anche per decenni, l’impianto quasi sempre continua a funzionare regolarmente). Infine, lungi da me il pregiudizio per cui i molti hanno sempre ragione e i pochi sempre torto. Però, nei casi in cui le scelte sono dettate da motivi tecnici, e non da “mode”, i numeri sono pur sempre significativi; e sta di fatto che nel 2006 sono stati installati nel mondo circa 96 milioni di metri quadrati di impianti eliotermici, di cui 88 milioni a circolazione naturale e 8 milioni a circolazione forzata.

Cari saluti

Leonardo Libero

 
147
07 Mag 2008
alle 10:49

frank galvagno

Concordo con Ugo Bardi # 105 circa la difficile "governabilità" delle politiche demografiche.

Peraltro, condivido con Aldo (Carpanix?) le preoccupazioni sui numeri assoluti di individui a livello mondo (e Italia). A livello migratorio qualcosa possiamo e dobbiamo fare, avendo giò perso l'appuntamento con Mattei, Kennedy e Club di Roma negli anni '70.

Questo presupponerà stili di vita molto più sobri, deurbanizzazione delle megalopoli, transizione alle rinnovabili per il nord e per il sud del mondo.

Poichè ad ogni grande transizione energetica sono scaturite guerre, è possibile che al picco degli idrocarburi ne conseguano alre. Ma oggi abbiamo, per fortuna, la globalizzazione della conoscenza, e questo potrebbe fare la differenza.

146
07 Mag 2008
alle 10:48

paolo zamparutti

#133

sai qual'è la cosa più preoccupante, a mio modo di vedere?

che il nostro grande fornitore di energia elettrica (nucleare) è la francia

la francia ha 59 centrali attive, con un età media di 23 anni

l'età di chiusura centrale è di circa 40 anni

la francia ha nr. 1 centrale in costruzione e nr. 0 centrali programmate........

 

145
07 Mag 2008
alle 10:48

nickvandeerpeers

@134 Debora; io sono di VERONA (città) e lavoro in ambito sanitario a 2 passi (o meglio 2 metri) dalla Neurochirurgia (comi) dove il povero Nicola (stesso mio nome) è morto per le percosse ricevute. Le informazioni che stanno arrivando al pubblico Italiano ti assicuro che sono incomplete e disaggregate, per cercare di scollegare il pestaggio dalla motivazione politica dove peraltro gli altri 2 amici del pestato hanno affermato che avevano partecipato alla festa del 1° maggio, mentre gli aggressori noti frequentatori di ambienti di estrema destra vedi ultras e Forza Nuova, avevano già altri precedenti per aggressioni simili.Se poi ci metti un sindaco Leghista che fa lo sceriffo in prima linea a dare la caccia ad immigrati clandestini e va a fare la RONDA lui stesso, credo che questi ragazzini si sentano solo legittimati a fare quello che hanno fatto.Più che la zappa in mano....

144
07 Mag 2008
alle 10:44

Paolo B.

@134

Vabbè Debora, io continuo a pensarla come nella mia mail 125, in fondo la tua e la mia sono semplici opinioni illustranti un ipotetico futuro(2100?) dopo la fase di transizione.

Vedo però che nutriamo gli stessi timori(vedi la mia mail 130) per quanto riguarda i sanguinosi conflitti sociali di massa e tra i singoli che potrebbero esplodere per il cibo appunto durante la fase di transizione (in)controllata a cui sembra stiamo andando incontro.

E' il periodo storico futuribile che più interesserà la nostra generazione e quella dei nostri figli ed è molto importante guardarsi intorno attentamente per capire cosa ci aspetta in base a quello che la classe politica farà oggi.

Se mi dovessi basare sulla sua immobilità odierna direi che stiamo andando incontro ad una fase di transizione da incubo...  

143
07 Mag 2008
alle 10:37

Luigi Lucato


RIASSUMENDO alcuni punti

#55 la luce che incide su un mq. di tereno mi sembra il limite
una struttura sviluppata in verticale non può raccogliere più luce
e non si può usare l'illuminazione artificiale se abbiamo poca ENERGIA.
OK per Serre e simili ma sviluppi a piani in verticale non ci credo.


#57 Forse la crisi economica attuale è già una risposta programmata al picco
si comincia a ridurre il potere d'acquisto distraendo dalle cause reali
intanto la gente continua a credere in soluzioni possibili e tenute nascoste
... fino a quando la rana e bella e bollita ... e non salta a creare danni.


#88 Concordo sul fatto che forse L'alto livello di imposte smorza l'effetto sentito dalla gente.

#74 politiche migratorie, non potendo ridurre immediatamente la popolazione si può almeno cercare di
fermare l'incremento.

# 107 CENTRATO il PROBLEMA DEMOGRAFICO, ma visto che non si può ridurre subito la popolazione,
si può almeno cominciare a fermare l'immigrazione

# 114 Ho sempre pensato a comunità locali che interagisco l'idea della rete rende bene il principio
forse perche sono anche un programmatore, vedi INTERNET.

# 132 Mi sembrava strano che non intervenissi
- Per quanto riguarda i governi vedi il richiamo al #57
- per l'alimentare e l'agricoltura i paragoni con il passato non tengono conto
di un degrado ambientale NOTEVOLISSIMO e mancano i CONTADINI se si mantengono 30M di persone va bene
- elettrico generazione locale con fonti adattate al territorio
sole vento microidro... geotermico tutto va bene riducendo le richieste a 1KwW per abitazione
- Trasporti ... vedo il collasso è il settore in cui è più difficile sostituire i derivati petroliferi
riduzione notevolissima di tutti gli scambi a livello locale .... con tutto quello che ne consegue.

# 134 si danno la zappa in testa e riducono la popolazione.

No ho avuto risposta sui quesiti relativi alle pratiche edilizie
pe rcominciare a modificare la situazione e costruire delle alternative i vincoli burocratici sono
incredibili
forse questo è uno dei punti in cui iniziare a fare pressione
e anche quello in cui mi aspetto più ostacoli.

In tutto lo scenario futuro bisogna mettere anche il crollo dello stato sociale.

142
07 Mag 2008
alle 10:36

nickvandeerpeers

@132 Bernardo, sono pienamente d'accordo con quello che dici, ma il problema adesso è che la gente che c'è qui la problematica se la sta ponendo., quell oche vorrei è un bel dibattito TV in prima serata, MATRIX o PORTA a PORTA poco conta, da una parte il GOVERNO e dall'altra "NOI" vorrei vedere....

141
07 Mag 2008
alle 10:32

paolo zamparutti

una cosa: in base alle recenti scoperte petrolifere brasiliane, la stima sul picco petrolifero cambia?

140
07 Mag 2008
alle 10:26

Debora/Petrolio

Paolo B. #125, le condizioni agricole sono peggiori di quelle del 1930, ma le condizioni tecnologiche sono infinitamente migliori. A partire dalle tecniche di conservazione dei cibi, l'igiene, la cottura (per parlare del downstream LOL), oltre a tecniche di coltivazione biointensive e biodinamiche, che negli anni 30 non esistevano proprio.

Inoltre il petrolio ci sarà sempre, e utilizzato con parsimonia continuerà a contribuire ad una produzione agricola comunque superiore a quella degli anni '30!

Il problema è un altro: che un simile salto di paradigma porti a un collasso sociale tale che si finirà a sgozzarsi per una patata anziché dar vita all'Eden tecnologico anni '30... Come reagirà gente come quelli di Verona quando gli metteranno la zappa in mano?

139
07 Mag 2008
alle 10:12

riccardo

grazie paolo zamparutti per il link al #26

lo riposto: http://www.meteorivierapicena.net/documenti/nucleare_2007.pdf 

e lo consiglio a chi vuole info sul nucleare (io l'ho letto stanotte... merita: chiaro e dettagliato) 

138
07 Mag 2008
alle 10:05

Bernardo Mattiucci

Purtroppo non riesco a seguire tutti i post... ma devo comunque dire la mia....

 

A me sembra che qui la gente continui a vivere nell'ignoranza o in un mondo fatato (scegliete voi... tanto e' uguale)... perche'... da quello che leggo.... molti di voi continuano a ben sperare nelle intenzioni dei governi di risolvere i problemi che assillano il nostro paese, l'europa e il mondo intero.

Sveglia!!!!!

I governi non hanno nessuna intenzione di risolvere i problemi... e, anzi, piu' problemi ci sono, piu' sono leggittimati a restare al potere per tentare di risolverli. E il caso dell'immondizia in Campania ne e' un esempio lampante!

C'e' un problema alimentare da risolvere:
In Italia abbiamo troppa poca terra a disposizione... ed una carenza idrica che sta mettendo in seria difficoltà la produzione alimentare "regolare". Questo significa che se 50 anni fa una famiglia di 3 persone (quella dei miei nonni) vivevano con la coltivazione di 10.000 metri quadrati di terreno.... Oggi servirebbero 15.000 metri quadrati di terreno coltivato per produrre lo stesso cibo... e deve andarti bene... perche' se manca l'acqua, com'e' successo di recente, le coltivazioni si bruciano e si seccano... e il cibo non viene piu' prodotto!

 

C'e' un problema elettrico da risolvere:
Alcuni sostengono che l'unica soluzione e' usare il nucleare... ma non pensano che per produrre la centrale soo necessari almeno 10 anni (io dico 15!). Inoltre la centrale nucleare produce scorie radioattive che non sappiamo dove stoccare.... e comunque e' necessario estrarre e/o acquistare l'Uranio... e sappiamo che la produzione mondiale non riesce a soddisfare le richieste... tant'e' vero che vengono usate le testate nucleari dismesse per procurare il materiale fissile necessario alle varie centrali.
I parchi eolici vengono continuamente ostacolati e boicottati perche' fanno rumore, deturpano il paesaggio (a differenza delle centrali nucleari e/o delle discariche) e comunque alla fine producono pochi MW di energia!
Le centrali fotovoltaiche vengono invece considerate inutili perche' non producono a sufficienza....

Ma il problema esiste solo se pretendiamo 15 KW di energia per ogni casa.... cioe' solo se vogliamo l'aria condizionata tutto l'anno, con tutto cio' che e' elettrificabile elettrificato (cancello, portone, tapparelle, tende....), con mega-schermi tv al plasma sempre accesi per vedere Beautifull.... e con 4 o 5 tra frigoriferi e congelatori per mantenere a temperature glaciali i cibi insipidi coltivati grazie all'uso di fertilizzanti di origine petrolchimica a 2 passi dal raccordo di roma e spacciati per cibi biologici!

Insomma... se tutti noi ci dessimo una regolata... forse non servirebbero altre centrali nucleari nel mondo.... perche' un tetto di 10x10 metri quadrati, potrebbe produrre comodamente tutta l'energia e l'acqua calda di cui abbiamo bisogno!

 

C'e' un problema trasporti da risolvere:
Il problema e' stato causato dalla globalizzazione e dalla volontà/necessita' di raggiungere sempre e comunque il massimo profitto fregandosene altamente della sicurezza dello stesso. Intere filiere produttive stanno raggiungendo una criticita' tale che se i trasporti si bloccassero per 1 settimana... milioni di persone resterebbero senza lavoro. Lo abbiamo visto lo scorso anno in occasione dei blocchi autostradali. E questo perche'? Perche' le grandi societa' preferiscono far fare alcuni step produttivi a distanze di centinaia di chilometri pur di ridurre il costo produttivo di qualche centesimo di euro a pezzo....
....anche se alla fine il costo totale e' maggiore!

 

....vabbe'... e' meglio che sto zitto! 

137
07 Mag 2008
alle 09:08

Carlo

x Bardi o altri:

sul sito di BP si trovano i dati dal 1965. Qualcuno ha idea di dove poter trovare (se ci sono in giro...) i dati precedenti (o almeno delle stime).

Grazie.

136
07 Mag 2008
alle 08:57

Paolo B.

@127 @126

E' chiaro marco, siamo troppi. Il cammino fino al 2100 molto probabilmente potrebbe essere costellato di conflitti armati civili, di massa e individuali, per la sopravvivenza.

Potrebbe essere una delle fasi più oscure e sanguinose della nostra storia...

135
07 Mag 2008
alle 08:57

Cataldo

@ Ugo Bardi #105

E' una posizione equilibrata che è ampiamente condivisibile.
Che le politiche demografiche si sviluppano nel corso dei decenni e non di anni ha fatto bene a ricordarlo Debora: rispetto le tempistiche della crisi energetica, in una strategia di comunicazione efficace, al momento,  è un argomento non prioritario.  Questo non toglie nulla alla centralità del modello di sviluppo delle scelte demografiche. Penso che sull'argomento la posizione sinteticamente espressa da Bardi,  contenere politiche procicliche, sia ampiamente sufficente, e in grado di marcare una differenza con gli estremismi del "natalismo". Voglio far notare ad Aldo ed Osvaldo che, la posizione al #105, gia contiene elementi che cozzano con le visioni politiche dominanti, anche in modo più diretto di quelle strettamente energetiche.

Rifiutare l'evidenza strategica di una comunicazione aderente alle emergenze, che non può affastellare tutti assieme i punti di critica al sistema in atto, è contraddittorio con la richiesta, quasi unanime, di potenziare il ruolo di comunicazione "erga omnes" di ASPO e del movimento che genera.

134
07 Mag 2008
alle 08:50

Paolo B.

@124

30 miliardi di persone sostenute da un'agricoltura basata sul petrolio immagino intendessi.

O pensavi ad una di tipo biologico? Con questa sarebbe accettabilissimo supporre un sostentamento per massimo 2 miliardi di persone.

Concordo in pieno con te sulla eliminazione della carne dalla dieta umana(piccola precisazione: è il morbo della mucca pazza variante umana che deriva dalla consumazione di carne di manzo allevato con farine di origine animale, non l'Alzheimer) ma non è per niente auspicabile un pianeta popolato da 30 miliardi di persone...

133
07 Mag 2008
alle 08:50

marco

Viviamo in un sistema economico molto semplice.

Lavori, ottieni dei soldi e mangi.

Esempietto:

crisi delle compagnie aeree (primo canarino): piloti, hostess, steward di alcune compagnie aeree sono senza lavoro come mangiano? Come si convertiranno a quella età?E io che volevo fare il pilota.

Turismo: crisi del settore aereo crisi del turismo: chi lavora nel settore come lo riconvertiamo?

Cioè, in questo "semplice" sistema economico come "riconvertiamo" i primi lavoratori ad entrare in crisi? E i secondi?

Gli suggeriamo di entrare in polizia come tampone per il futuro? Ditemi se è uno scenario possibile perfavore

 

132
07 Mag 2008
alle 08:43

paolo zamparutti

se l'aumento del prezzo dei generi alimentari (e il picco proprio questo fa: aumenta il prezzo di ogni cosa soprattutto dei generi alimentari) continua. allora anei paesi ove la fame sta aumentando in modo vertigino, come ad esempio quelli nordafricani, si innesterà sicuramente un massiccio flusso migratorio.... lo faremmo anche noi al loro posto.

 

sarà uno dei punti centrali del prossimo decennio, non a caso il problema del'imminente crisi energetica non sarà la condizione di arrivo, nel 2100...  sarà piuttosto il cammino per arrivarci.

da sempre l'uomo ha ato una risposta precisa alle crisi di civiltà, alla fame improvvisa derivata da questo o quel motivo, e la risposta ha a che fare con le armi..... 

131
07 Mag 2008
alle 08:38

Paolo B.

@117 @73

Calmail, tu ce li vedi 60 milioni di Italiani sparsi per le campagne tra 20 anni a coltivarsi i loro orticelli?

Anche se non l'hai scritto, immagino che sia sottinteso un numero di molto inferiore ai 60 milioni.

Debora, anche io non sono d'accordo sulla popolazione ottimale post peak di 40 milioni di abitanti.

Abbiamo un territorio depredato di terreni agricoli da decenni e decenni di speculazione edilizia selvaggia e urbanizzazione esasperata e quindi le condizioni agricole del 1930 non sono ripetibili nel post picco.

Se andremo verso un collasso dell'economia nei prossimi anni, stante l'immobilità della classe politica nostrana oggi, tra 20-30 anni ci saranno molto meno Italiani rispetto a quei 40 milioni...

130
07 Mag 2008
alle 08:35

alberto

x Ugo Bardi

Il limite massimo della popolazione mondiale sostenibile dalla Terra e' stato calcolato negli anni 90 ed ammonta a 30 miliardi di persone. Si e' tenuto conto nel calcolo che ovviamente le persone ritornino all'alimentazione naturale (vegetariana) e che tutte le terre disponibili e gia' coltivate adesso sono piu' che sufficienti. E' l'abbandono dell'alimentazione carnea e per cui la cessazione degli allevamenti di animali a scopo alimentare a dare le risorse in piu'. Deve sapere che i cereali usati nell'alimentazione degli animali vengono sottratti all'alimentazione umana. Nell'alimentazione animali i cereali non rendono: basti pensare che il 40% della quantita' destinata al consumo animale rende solo il 10% in carne. Con questi cereali sarebbe possibile sfamare i popoli malnutriti e per cui sarebbe anche un dovere morale diventare vegetariani. Se andiamo in fondo alla faccenda scopriamo che il letame degli animali da macello inonda i terreni e li rende sterili. Inoltre gli animali hanno bisogno di molta acqua per crescere, e quest'acqua viene sotratta ai popoli che soffrono fame e sete. Poi, dulcis in fundus, la carne fa' male all'organismo umano come il latte, i latticini, le farine, la pasta, il caffe'. La carne e' causa di malattie letali (infarti, ictus, diabete, morbo di Alzhaimer(la mucca pazza diventata umana)): ci sono studi che evidenziano che la sola diminuzione dell'uso di questi "alimenti" fa' diminuire anche i casi di queste malattie. (vedasi statistiche delle malattie in Danimarca a cavallo tra la 1 e la 2 Guerra Mondiale) Poi la carne crea aggressivita' nell'uomo, e questa aggressivita' viene usata per fomentare guerre e distruzione.

Per tutti questi motivi sarebbe necessario e giusto abbandonare l'alimentazione carnea non tanto per fare spazio a delle persone in piu', ma tanto per sostenere oggi e domani quelle che gia' vivono sulla terra. Deve sapere che l'80% delle risorse del pianeta sono sfruttate ed usate dal 20% del pianeta solo a causa dell'alimentazione carnea.  Gia' adesso nel pianeta stanno scoppiando rivolte civili per mancanza di cereali: Messico, Somalia, Egitto, Argentina, Ucraina e la lista mi sa' che fra' un po' si allunghera' di molto fino a toccarci direttamente.

Cordiali saluti.

Alberto 

 

129
07 Mag 2008
alle 08:33

Gianni Comoretto

Sull'immigrazione. Non vedo come sia possibile gestre inmodo costrittivo i flussi migratori. Le politiche attuali sono state MOLTO costrittive, il passo suiccessivo è sparare a chi arriva sulla costa, ma gli USA insegnano che neppure quello serve a granché.

Non mi sembra neppure che ci siano grossi incentivi alla famiglia. Gli assegni familiari sono un'inezia. sicuramente una famiglia con un solo figlio, o senza figli, se la passa MOLTO ma MOLTO meglio di una con due o piu' figli.Mi sembra che il problema demografico sia soprattutto una questione culturale: salute riproduttiva, accesso ai contraccettivi, sapere come usarli. E un innato istinto a far figli in situazioni difficili. Per tutti questi motivi temo che la natalità aumenterà in situazioni di crisi. E aumenteranno le nascite "irregolari" (senza una famiglia dietro, mamme single, ragazzi di strada...)

@108: Come farà la popolazione a calare nel post picco?  Immagina che ci sia poco cibo, e le pensioni siano del tutto insufficienti. Non occorre molta fantasia, molti dei lavoratori "atipici" che oggi hanno 35-40  anni non hanno sostanzialmente copertura pensionistica, ma anche noi cinquantenni non so che pensione vedremo. A vivere in una casa piccola, insalubre, senza riscaldamento, con poco cibo al primo malanno te ne vai. E' successo in Russia dopo il crollo del sistema socialista, e avevano gli orti. Non mi piace per niente, sono tra i candidati morituri. 

@96: Per calcolare le risorse necesarie per un particolare tipo di fonte energentica si utilizzano diversi approcci. Uno è il calcolo dell'EROEI (ritorno energentico per  unità di investimento energetico). Nel fotovoltaico è tipicamente > 10, cioè serve meno di 1/10 dell'energia prodotta da un pannello per construirne un altro. I pannelli a film sottile hanno EROEI ancora più alti. 

128
07 Mag 2008
alle 08:20

daniele.spagli

Uhm... 120 commenti difilato con domande e risposte intrecciate.

Bellissima l'idea di una continuazione virtuale di aspo2... ma forse, visto che c'era la disponibilità, era il caso di fare un bel forum, magari su forumcommunity... ci volevano poche decine di minuti e ne guadagnava in leggibilità.

Comunque graziealla disponibilità ed alla chiarezza di quelli che si sono così generosamente prestati alla cosa. 

127
07 Mag 2008
alle 08:20

Bernardo Mattiucci

Debora...

 1) Hai scatenato l'inferno!!!

 2) Mi stai diventando catastrofista... come mai?

 3) Da questa valanga di commenti ne uscira' un libro o solo un post sui quotidiani nazionali? 

126
07 Mag 2008
alle 01:59

calmail

@ nickvandeerpeers 

Beh, è chiaro, i frequentatori di petrolio la storia la conosco. Alcuni credono, altri non credono, il mio post voleva solo far vedere quanto le cose effettivamente tendessero a combaciare, senza voler dimostrare nulla di più.

Per quanto mi riguarda, se una cosa per me è funzionale in un certo momento la adotto, se non lo è la scarto. Mi interessa più avere un risultato che l'avere ragione.

Un abbraccio! 

125
07 Mag 2008
alle 01:45

nickvandeerpeers

@ calmail; interessante o quantomeno curioso che i tuoi dieci consigli li abbia presi dal tanto chiaccherato "soldato che venne dal futuro" se non ricordo male "TITOR" comunque , calzano a pennello....

124
07 Mag 2008
alle 01:34

calmail

Alcuni consigli da seguire per essere pronti a quello che ci aspetta (ovviamente non sono miei):

1.    Non mangiate e non fate uso di prodotti animali che a loro volta si siano nutriti e abbiano mangiato i loro simili morti. 

2.    Non baciate e non abbiate relazioni intime con qualcuno che non conoscete.

3.    Imparate la sanità di base e la  purificazione dell’acqua.

4.    Sentitevi a vostro agio con le armi da fuoco. Imparate a sparare e a pulire una pistola.

5.    Procuratevi un buon kit di pronta emergenza e imparate ad usarlo.

6.    Trovate 5 persone nel raggio di 150 km di cui vi fidate e rimanete in contatto con loro.  

7.    Procuratevi una copia della Costituzione europea e leggetevela.

8.    Mangiate meno.

9.    Procuratevi una bicicletta e due ruote di scorta. Allenatevi a percorrere 10 miglia a settimana. 

10 Pensate a quello che volete portare con voi se doveste    lasciare la vostra casa in 10 minuti per non farvi mai più ritorno.

 

123
07 Mag 2008
alle 01:31

calmail

Premesso che il mondo non finirà con la fine del petrolio, tra circa 10 - 20 anni le persone vivranno in modo totalmente differente rispetto a ciò che avviene oggi. La vita si impernierà sulla famiglia e sulla comunità locale, le persone vivranno perlopiù in stanziamenti nelle campagne ed avranno abbandonato le città.  Non esistono più grandi industrie che producono masse di cibo inutilizzato e articoli ricreativi. Il cibo e il bestiame crescono e si possono reperire localmente. Una delle ragioni più importanti per cui il cibo è di produzione locale è legata al fatto che l’ambiente è distrutto dalle malattie e dall'inquinamento.

Le persone trascorrono molto più il loro tempo a leggere e a parlare tra di loro.  La vita è molto più rurale nel futuro, ma l’alta tecnologia viene impiegata per comunicare e lavorare. Le persone coltivano una gran quantità del proprio cibo e si occupano di lavori in fattoria. Paragonato ad adesso, lavoreranno più ore. 

Le automobili si useranno ancora ma saranno molto meno diffuse. I principali mezzi di locomozione saranno elettrici, per le lunghe distanze le ferrovie. 

Energia: La maggior parte di energia prodotta è locale. Le cellule rifornite a idrogeno e cellule solari più efficienti saranno un grande affare.

Medicina: Nel futuro ci sono molti meno trattamenti medici, sebbene più avanzati. Le persone muoiono quando sanno che è tempo di morire. La medicina genetica e gli organi clonati sono le ovvie nuove tecnologie del futuro. 


 

122
07 Mag 2008
alle 00:06

tap

Piantare alberi e tornare ad essere terra d'*emigrazione*.

Sulla possibilità di controllare i moti migratori (a livello nazionale) non sono così ottimista. Già oggi il potere centrale su questo fronte è piuttosto debole. L'unica strada è renderci meno "attraenti"...

121
06 Mag 2008
alle 23:50

Aldo

Prof. Bardi, noto ora che non ha preso in considerazione la mia domanda circa le politiche migratorie messe in atto in Italia dai governi che si sono succeduti (in particolare, quelli che si sono succeduti nell'ultima decina d'anni, gli anni dell'impennata repentina). Il che mi porta alla mente che occorrerebbe anche porre/porsi degli interrogativi sulle responsabilità *europee* in merito, sulle ragioni che stanno alla base degli indirizzi imposti dall'Europa in tema di migrazioni e sulla concreta validità di quegli indirizzi. Come in un'interminabile catena, avrei tante altre cose da chiedere (una tira l'altra), ma sarebbe probabilmente deleterio allargare troppo il discorso.

120
06 Mag 2008
alle 23:37

Stex

@ 100

Personalmente sto cercando di attrezzarmi come meglio posso per queste eventualità. Ho installato pannelli FV, coltivo un orto e spiego come fare anche ai miei figli, cerco di ottimizzare i consumi di acqua e gas, riscaldo la casa a legna e in modo intelligente, uso la bici e non l'auto.

Ipotizzo che in caso di crisi alimentare diffusa, chi non potrà comperarsi gli alimenti inizierà ad occupare piccoli spazi di terreno e a coltivarseli (mi viene in mente un libro di Asimov  della saga della Fondazione in cui gli abitanti di Trantor "smontavano" le strutture colossali ormai inutili che occupavano il pianeta e riscoprivano la terra coltivabile). Si farà di necessità virtù.

Socialmente potrebbe essere conveniente organizzare dei gruppi collettivi che riutilizzano senza sprechi la tecnologia attuale e creano un tessuto sociale. Potrebbe essere un choc per alcuni, ma forse è l'unico modo per riportarci a contatto con la realtà fisica del mondo in cui viviamo. 

Sarà la deformazione professionale (sono un informatico) ma la struttura sociale migliore secondo me è organizzata a rete: ciascuno di noi è un nodo, interagiamo con i nostri vicini più prossimi e i vari nodi possono formare delle aggregazioni che a loro volta interagiscono con delle aggregazioni vicine. Non vedo altre possibilità per mantenere qualche forma di benessere e per evitare di scannarci l'uno con l'altro.

119
06 Mag 2008
alle 23:36

Aldo

Debora [#107]: "La mia personale opinione invece, qualora interessasse, è che per vedere i frutti di una corretta politica demografica ci vogliono trent'anni. E noi siamo fortunati se ne abbiamo tre."

Debora, devo contraddirti. Considerando l'attuale divisione per fasce d'età della popolazione presente in Italia e l'attuale tasso di natalità (tutt'ora ridotto per quanto cresciuto rispetto a qualche anno fa) si potrebbero ottenere risultati immediatamente riscontrabili con interventi mirati sui moti migratori. La stabilizzazione della popolazione sarebbe letteralmente immediata; il suo graduale e spontaneo calo comincerebbe ad essere sensibile entro una decina d'anni. Cessando le azioni di propaganda natalista e di incentivazione della natalità, il percorso sarebbe ancor più agevole e probabilmente più rapido. 

P.S. Evitiamo i soliti lai di circostanza sul sistema pensionistico, sul "chi si prenderà cura dei vecchi" e via discorrendo. Fanno parte di un repertorio propagandistico ormai obsoleto e sono smontabili pezzo per pezzo senza troppa fatica. 

118
06 Mag 2008
alle 23:36

tap

x Debora @107. Annullare gli incentivi alle famiglie libererebbe enormi risorse da utilizzare immediatamente per riformare il sistema (per chi ci crede ancora)! E si respirerebbe un'aria migliore in termini di equità sociale.

117
06 Mag 2008
alle 23:33

nickvandeerpeers

Ah dimenticavo...

secondo me saranno gli USA ad accusare il colpo mortale; nel 1999 un gallone  (3,75 lt) di benzina costava 1,10 $ alla pompa è già la classe media (quella che gira con i 6000cc di cilindrata) era incavolata nera con Clinton perchè aveva tassato la benzina di 0,10 Cent per il Welfar statale, ra che sta galoppando allegramente verso i 4 $ al gallone non vorrei reincontrare il tizio con cui ebbi quella simpatica discussione al distributore di Santa Barbara (CA)!

Se poi ci mettiamo che i 300 milioni di americani;possiedono 200 milioni di armi, e che il 79% vive in aree urbane, pensate a KATRINA e non sarete nemmeno a mezza strada di quello che succederà da loro...

Tic-Tac Tic-Tac Tic-Tac il tempo corre.... e tu cosa fai per prepararti ??

116
06 Mag 2008
alle 23:30

tap

Che le politiche di controllo delle nascite siano ardue non c'è dubbio. D'altra parte attualmente stiamo incentivando tramite detrazioni fiscali e assegni famigliari la crescita demografica. Comincerei con l'annullare tutti i benefici a chi fa figli, condizione perfettamente paritaria e non-intervento del pubblico nelle questioni demografiche.

Grazie ad Aldo per aver posto con chiarezza l'accento sul problema demografico, duale rispetto a quello energetico. Certo, chi non ha paura del Vaticano certe cose le può dire con franchezza...

115
06 Mag 2008
alle 23:24

Aldo

 

Ugo Bardi [#105].
Mi aspettavo delle non-risposte di questo tipo.
Per quanto riguarda la sua opinione personale, trovo insostenibile che la stabilizzazione del sistema economico porti come conseguenza la stabilizzazione della popolazione. I fatti stessi di casa nostra contraddicono quell'assunto: in Italia abbiamo un'economia stagnante e una popolazione in forte crescita. Pure il tasso di natalità, nonostante l'economia stagnante, è passato (e ho delle ipotesi ben precise in merito alle cause) dall'1,18 del 1995 all'1,40 del 2007.
Alla luce di quanto sopra, mi sento d'affermare che le misure di appoggio ai moti migratori in ingresso e di incentivazione alla natalità messe sistematicamente in atto dai governi che si sono succeduti hanno dato e stanno dato risultati ben visibili nella loro drammatica negatività. Misure di segno opposto, darebbero molto probabilmente ben più auspicabili risultati di segno opposto. Vista la situazione che sta prendendo piede, ritengo varrebbe la pena caldeggiare, motivandole, quelle misure. Ciò detto, viste anche le affermazioni d'intenti contenute nello Statuto dell'associazione, non sarebbe il caso che ASPO cominciasse a porsi seriamente di fronte ad una questione tanto fondamentale e che elaborasse una posizione ufficiale? 

 

114
06 Mag 2008
alle 23:10

nickvandeerpeers

Wow ci ho messo un'ora a leggere tutti gli interventi;

direi che il vento in poppa c'è con il petrolio a 122,73 US$/barrel

- vorrei darmi alcune risposte alle domande che tutti ci poniamo; alla domanda di quale soglia inneschi la crisi totale del sistema, la risposta siamo noi; ed è quanto deve costare un litro di benzina/gasolio per modificare pesantemente le nostre abitudini di movimento? Per me alla soglia dei 1.483 litro/benz è già abbastanza passero' al GPL a giorni per tamponare la situazione.

- poi sarebbe bene preparare una TIMELINE degli eventi che ci aspettano e magari dei consigli per trovare le soluzioni migliori ai problemi che ci si prospetteranno. Soprattutto per chi vive in città la possibilità di arrangiarsi sarà difficile.

- come osservato da molti la prospettata decrescita demografica dagli attuali 58,5 milioni al 31/12/2004 (dati istat) ai prospettati 38/40 mln post peak, per un autosostentamento agricolo potrebbe essere la soluzione. Il problema è dove andranno a finire i 20 milioni di italiani mancanti all'appello?? Emigrazione? e Dove? Morti per fame, guerra, carestia?? Il punto sta propio qui!!

Lo stato (se ne rimmarrà) dovrà tornare al sistema Feudale, concessione di terre coltivabili in cambio di una parte del raccolto; o cosi' o pomì!

La questione fondamentale per mè la IL TEMPO (non meteorologico) ma metrico giorni, mesi, anni ?? A questo ritmo raddoppio del prezzo del petrolio negli ultimi 365 giorni, non credo rimanga molto tempo; se il trend continuasse cosi' tra un anno staremo a 245,14 $; sicuri che ci sia il tempo perchè la nostra classe politica si svegli??

Possibile che il 100% dei frequentatori di questo forum abbia le idee molto più chiare sul da farsi dei nostri governanti? Propongo i miei 100 giorni di governo

  1. luci spente dalle 23.00 all'alba dell'illuminazione pubblica (il surplus di energia notturna reimpiegato nel ripompaggio idroelettrico, ricarica batterie [parco auto elettrico], produzione idrogeno da stoccare per le emergenze).
  2. risparmio energetico (illuminazione a led da subito)
  3. divieto di produzione di imballaggi plastici di derivazione petrolifera
  4. eolico (offshore); solare ( a concentrazione) geotermico; investimenti consistenti
  5. ferrovie gratis per tutta la popolazione, compreso trasporto metro bus urbano ed extraurbano.
  6. ....aggiungete le vostre idee

Scusate la lungezza ma ero in vena...

 

113
06 Mag 2008
alle 23:04

Debora/Petrolio

La mia personale opinione invece, qualora interessasse, è che per vedere i frutti di una corretta politica demografica ci vogliono trent'anni. E noi siamo fortunati se ne abbiamo tre.

112
06 Mag 2008
alle 22:59

Aldo

Barney [#100]: "Immaginate una città come Torino. Tutta la gente che ci vive, come farebbe a procurarsi il cibo? Come potrebbe autoprodurselo? La risposta piu' logica a una problematica di questo tipo potrebbe essere la migrazione verso le campagne."

Barney, trascuri quello che chiamo "effetto armadio": una casa può sembrare semivuota perché tutto è riposto ordinatamente nei mobili; se svuoti i mobili e spargi sul pavimento tutto quel che contengono, ti accorgi di quanto la casa sia satura d'oggetti d'ogni tipo.

Allo stesso modo, tanta gente è ammassata più o meno ordinatamente nel "chiuso" degli spazi cittadini. Quando guardi la campagna, se vivi in una zona dell'Italia dove ancora ne puoi trovare, vedi un ambiente apparentemente poco abitato; ma se spargi per la campagna tutti gli abitanti delle città, quell'ambiente si riempie, eccome se si riempie!

Per darti un'idea, tieni presente che ciascuno di noi ha a disposizione non più di 2000 mq di campagna agricola produttiva (quella che serve per mangiare). Ciò significa che "spargendo" per ogni dove la gente che sta oggi in città ogni persona finirebbe per avere a disposizione nient'altro che un orticello di soli 45x45 m. Uno spazio che, camminando, si attraversa da un capo all'altro in meno di 30 secondi non basta per viverci.

La fuga in campagna non è [più] un'opzione praticabile per tutti, e lo è sempre meno in virtù dell'incremento della popolazione presente sul nostro territorio: tra le 250.000 e le 400.000 unità [ufficiali] in più all'anno negli ultimi anni.

111
06 Mag 2008
alle 22:55

Ugo Bardi

avrei due domande per gli esperti di ASPO:

credo di aver capito bene hubbert, il peak oil, e i vari picchi di gas ,carbone, minerali, uranio ecc.

quello che che vorrei chiedervi  è: tra quanto tempo (naturalmente non mi aspetto una data esatta) ci saranno delle vere e proprie crisi?(quali blackout, razionamenti ecc?)

e sempre riguardo a questo, pensate siano attendibili gli scenari post peak oil trattati da http://wolf.readinglitho.co.uk/index.html

grazie anticipatamente,

Marco

Ottima domanda, ma è impossibile sapere con sicurezza quando e se avremo blackout e razionamenti. Quello che posso dire è che la situazione è delicatissima. C'è pochissima (forse zero) "spare capacity" di produzione. Le forniture di combustibili arrivano da molto lontano attraverso strade che le rendono estremamente vulnerabili. Basta una minima perturbazione politica, una guerra, una rivoluzione o cose del genere per far saltare tutti gli equilibri. Allora ci troviamo al buio, oppure in coda davanti ai distributori. Potrebbe succedere entro un mese, oppure possiamo sperare di stare tranquilli ancora per qualche anno. 

Il sito di "wolf at the door" è un ottimo sito divulgativo. Credo che sia valido in termini generali, ma per tenersi al corrente è meglio leggersi "THe Oil Drum"

110
06 Mag 2008
alle 22:47

Ugo Bardi

1. Quanto sono compatibili con la realtà le politiche migratorie e di incentivazione alla natalità che caratterizzano le nostre dirigenze, indipendentemente dal colore?
2. Qual è, con chiarezza, la posizione ufficiale di AspoItalia in merito a quelle politiche e in che forme viene pubblicamente divulgata? Qual è considerato il suo grado di priorità?

ASPO non ha una politica "ufficiale" su queste cose. Credo che si possa dire che la maggior parte di noi pensano che il pianeta sia sovrappopolato e che non è bene incoraggiare la natalità. La mia personale opinione è che in ogni caso misure esortative o coercitive per limitare le nascite sono poco efficaci. La popolazione è una variabile dipendente da altri fattori e che è più efficace stabilizzare il sistema economico; cosa che porta alla stabilizzazione della popolazione come conseguenza. Ripeto, opinione personale del sottoscritto, non necessariamente di ASPO-Italia

 

 

109
06 Mag 2008
alle 22:42

Ugo Bardi

ciao a tutti...

ho appena conosciuto questo blog mentre cercavo dei grafici sull'aumento del prezzo del petrolio per la mia tesina di maturità. Ho trovato dati molto interessanti!comunque l'argomento della tesina è: problemi causati dal petrolio(guerre, inquinamento,...)e possibili soluzioni nelle energie rinnovabili puntando soprattutto l'attenzione sui progetti di fusione nucleare. Se avete qualche consiglio... sono tutto orecchie! Grazie

__________________________________

Fusione nucleare: vedere l'articolo di Emilio Martines a

http://www.aspoitalia.net/index.php?option=com_content&task=view&id=74&Itemid=38

In sostanza, siamo parecchio lontani. Non c'è speranza di evitare il picco usando la fusione nucleare controllata. Meglio puntare sulle rinnovabili per ora. Poi, nel futuro più remoto, si vedrà

 

 

 

 

 

108
06 Mag 2008
alle 22:38

Ugo Bardi

Vedo che si è parlato parecchio di nucleare. Segnalo un documento di ASPO-Italia dove potete trovare una trattazione breve ma abbastanza completa; inclusa la questione delle risorse minerali uranifere

http://www.aspoitalia.net/images/stories/ugo/aspoitalianucleare.pdf 

 

107
06 Mag 2008
alle 22:36

Ugo Bardi

Credo di aver perso un po' il filo; troppi messaggi. Ora provo a commentare; scusate se salto qualcosa......

106
06 Mag 2008
alle 22:32

Matteo

ciao a tutti...

ho appena conosciuto questo blog mentre cercavo dei grafici sull'aumento del prezzo del petrolio per la mia tesina di maturità. Ho trovato dati molto interessanti!comunque l'argomento della tesina è: problemi causati dal petrolio(guerre, inquinamento,...)e possibili soluzioni nelle energie rinnovabili puntando soprattutto l'attenzione sui progetti di fusione nucleare. Se avete qualche consiglio... sono tutto orecchie! Grazie.

105
06 Mag 2008
alle 22:29

Barney

Guardando la gente che mi circonda e i loro stili di vita, credo che una recessione come quella che ci attende nei prossimi 20 anni, possa creare una sorta di guerra civile, per l'approvigionamento delle risorse, in primo luogo alimentari.

Lo sciopero dei tir insegna. Dopo 3 giorni la gente era già nel panico, e nei supermercati c'era già carenza di merci. Di fronte ad annunci ecclatanti, cosa succederebbe?

Immaginatte una città come Torino. Tutta la gente che ci vive, come frebbe a procurarsi il cibo? Come potrebbe autoprodurselo? La risposta piu' logica a una problematica di questo tipo potrebbe essere la migrazione verso le campagne.

Sarebbe opportuno prende in considerazione l'idea di organizzarsi anche per quanto riguarda la difesa fisica dei propri cari e dei propri beni, che non saranno piu' beni di lusso ma beni utili alla sopravvivenza della famiglia.

Persone che non possidono terra, mezzi (anche banali attrezzi), e competenze basilari di agricoltura, come faranno a sopravvivere? Come lo stato potrà mantenere l'ordine in una situazione simile, quando già oggi come oggi ha grosse difficoltà?

 Scenari apocalittici ci attendono...

 

104
06 Mag 2008
alle 22:09

Aldo

 

Riprendo Osvaldo e Luigi Lucato, e aggiungo che una delle qualità vantate da ASPO, per quel che mi pare d'aver capito nel corso degli ultimi quattro anni, è la capacità dell'associazione di interessarsi ai problemi con un taglio multi- e interdisciplinare.
Inoltre, ritengo opportuno ricordare quanto compare qui < http://tinyurl.com/4sptbf >. In particolare, l'art. 2 recita: "ASPO-Italia promuove iniziative culturali finalizzate allo studio delle risorse planetarie ed alla modellizzazione del processo di esaurimento [...] IN RELAZIONE AI FATTORI CHE NE INFLUENZANO LA DOMANDA E L'OFFERTA: I MODELLI ECONOMICI, DEMOGRAFICI E SOCIALI, le condizioni tecnologiche e LE SCELTE POLITICHE [...] SI PROPONE DI DETERMINARE ED EVIDENZIARE I LIMITI CHE OSTACOLANO UNA PIENA PRESA DI COSCIENZA del problema posto dal futuro esaurimento delle risorse minerali e dalle sue ricadute sulla società ANCHE IN RELAZIONE ALLE DINAMICHE PLANETARIE DEMOGRAFICHE E DI INQUINAMENTO. Infine si propone di sviluppare nel pubblico una maggiore consapevolezza delle gravi conseguenze che questo processo di esaurimento implica per tutta l’Umanità e, IN PARTICOLARE, PER LA REALTA' LOCALE ITALIANA.". (maiuscolo aggiunto)
L'Italia fa parte del pianeta, oltre a costituire l'unico ambito nel quale può forse essere realistico per noi pensare a interventi concreti e magari celeri, per cui ritengo opportune e significative le domande che ho posto e che ripropongo:
1. Quanto sono compatibili con la realtà le politiche migratorie e di incentivazione alla natalità che caratterizzano le nostre dirigenze, indipendentemente dal colore?
2. Qual è, con chiarezza, la posizione ufficiale di AspoItalia in merito a quelle politiche e in che forme viene pubblicamente divulgata? Qual è considerato il suo grado di priorità?
Mi scuso per la petulanza e per quella che, leggendo queste poche righe, può sembrare arroganza, ma vi prego di considerare la mia insistenza per quel che è: la conseguenza di una concreta preoccupazione e dell'essermi più volte imbattuto in persone che, pur consapevoli, tengono nascoste con cura certosina le proprie idee nel timore di prestare il fianco alle più varie accuse qualora le esprimessero pubblicamente.

 

103
06 Mag 2008
alle 22:09

Barney

Piu' che una domanda, una riflessione...

Quanto verranno a costare i pannelli fotovoltaici (e qualunque altro sistema alternativo per la produzione di energia elettrica), in occasione di un eventuale razzionamento dell'energia, o di un aumento molto rapido del costo dell'energia stessa?

In questo particolare mercato, cosa comporterebbe un incremento esponenziale della domanda?

e inoltre, quando costa, in termini di risorse, produrre sistemi che producano energia?

 

 

 

 

 

 

 

102
06 Mag 2008
alle 21:29

Luigi Lucato

Se devo studiare un piano di cambiamento della società dovuto a problemi ENERGETICI
devo come minimo studiare uno scenario in cui inserirlo
Ho parlato prima di METEROLOGIA FUTURA, il contetso TERRENI COLTIVABILI e POPOLAZIONE completa il Quadro altrimenti la stima è solo una esercitazione teorica.

Devo andare al lavoro intervengo Domani

Saluti a tutti e complimenti per OGGI.

101
06 Mag 2008
alle 21:18

Osvaldo

@Debora

Ma il punto debole del PEN di Aspo è che, fra le varie proposte di risparmio energetico, non considera e neanche auspica un possibile NON incremento demografico.

Quanta energia equivalente in più serve per ogni nuovo abitante?

Non considerare ciò equivale alle fatiche di Sisifo...

100
06 Mag 2008
alle 21:06

Debora/Petrolio

Aldo, posso provare a risponderti io. Da quel che so, ASPO non credo abbia posizioni in proposito (ogni socio poi avrà la sua, immagino) per il semplice motivo che ASPO non è un partito che deve "dare la linea" su ogni aspetto della società, ma un'associazione di, prevalentemente, scienziati che studiano il problema energetico. Si cerca di dare un contributo ai problemi conseguenti al picco ma sempre in chiave energetica, come ad esempio il Piano Energetico Nazionale, ma trovo assurdo pretendere che ASPO si assuma il compito di ridisegnare l'intera società in chiave postpeak.

Poi se tra oggi e domattina qualche altro membro vorrà dire la sua, ben venga. 

99
06 Mag 2008
alle 21:03

redarrow

penso che Cataldo intendesse che sparare una notizia del genere a gente non in grado di andare oltre il GF e Sanremo, sarebbe un attimo pericoloso.... :-)

98
06 Mag 2008
alle 20:59

Aldo

Cataldo [#87]: "Sulla #74 umilmente consiglio prudenza ..."

Prudenza o... reticenza? Non sarebbe un po' come il medico che rinunciasse a curare il paziente affetto da sifilide poiché si vergogna per le modalità scabrose del contagio?

Attendo che, superato l'imbarazzo iniziale, arrivi la risposta. Ovvio che anche il silenzio sarebbe, in sè, una risposta molto esplicita pur se deludente.

97
06 Mag 2008
alle 20:49

Osvaldo

Capisco il consiglio di prudenza sul #74 di Aldo ma credo che chi discute sulle problematiche post-picco non possa eludere le domande poste, solo perché il problema demografico è percepito come politicamente scorretto.

Sarebbe un comportamento da struzzi...

96
06 Mag 2008
alle 20:32

Cataldo

@Hydraulics

Si, è certamente possibile. Un primo tentativo di approfondire l'andamento del prezzo del petrolio, in termini depurati dagli sconci monetari, ha evidenziato che il peso degli aumenti, in qualche misura, ora è più diretto per noi, che abbiamo recuperato il "gap" iniziale con il dollaro. L'espansione monetaria che coinvolge pesantemente anche l'Euro non promette nulla di buono. Se ci mangiamo in tempi rapidi anche il gap fiscale, i nostri sprechi sono inferiori, ergo ...
A parte questo io spero che negli USA ci sia una spina dorsale robusta, per reggere un cambiamento.  

 

95
06 Mag 2008
alle 20:24

Antonello

Questo secondo me è uno dei migliori articoli sul nostro futuro:

La lunga discesa: declino e futuro deindustriale

94
06 Mag 2008
alle 20:23

redarrow

Usa: preghiere contro il caro benzina
L’aumento vertiginoso del prezzo dei carburanti negli Usa sta
contribuendo, incredibile ma vero, a far crescere la fede dei
consumatori: stanno infatti nascendo gruppi di preghiera che, invece
di sgranare il rosario in chiesa, lo fanno davanti alle pompe di
benzina per chiedere a Dio di calmierare i prezzi. E’ il caso del
gruppo fondato a Washington da Rocky Twyman: “Facciamo appello a Dio
perché intervenga”, spiega.
“La scorsa settimana in questa stazione il gallone (3,78 litri)
costava 3,51 dollari - ha dichiarato Twyman di fronte ad un
distributore di Washington - . Ora è a 3,60, nove centesimi di aumento
in una settimana!”. Tanto è bastato ad alcuni fanatici consumatori,
secondo cui la preghiera è la risposta a tutti i problemi. “Noi
facciamo appello a Dio perche’ intervenga nella vita di queste persone
egoiste e avide che fanno lievitare i prezzi”, spiegano i seguaci del
singolare esercito di credenti.

La notizia è tratta dalle news Uaar

http://feeds.feedburner.com/~r/gc/~3/284582836/2322-santo-petrolio 

93
06 Mag 2008
alle 20:19

Cataldo

@redarrow

Data from the CIA World Factbook (2006) unless otherwise indicated.

Questa è la fonte che ha utilizzato il "Lupo", andrebbe come minimo aggiornata, ma forse c'è di meglio ..., sentiamo gli esperti :) 

92
06 Mag 2008
alle 20:19

Hydraulics

@ Cataldo #82

Inizio a pensare anch'io che gli USA possano comportarsi meglio di noi europei. L'alto livello di imposte rischia di dimostrarsi una iattura perché attenua in percentuale l'aumento del prezzo del barile. In passato, con prezzi bassi, ha contribuito a renderci più efficienti; adesso è possibile che ci porti a reagire troppo tardi.

91
06 Mag 2008
alle 20:14

Cataldo

Diverse domande postate tipo #74 #59 sono interessanti. Sulla #74 umilmente consiglio prudenza ...

 

90
06 Mag 2008
alle 20:14

Debora/Petrolio

Mi ero dimenticata di The Wolf At The Door. Era uno dei siti migliori sul peak nel 2004...

89
06 Mag 2008
alle 20:07

redarrow

@84

non è possibile  cercare tali valori x l'italia e inserirli in una nuova tabella? 

88
06 Mag 2008
alle 20:02

Cataldo

@ Marco I

e sempre riguardo a questo, pensate siano attendibili gli scenari post peak oil trattati da http://wolf.readinglitho.co.uk/index.html ?

Mi sembra ad una lettura iperveloce, che sia molto ben fatto, peccato che nelle statistiche non c'è  l'Italia, sarebbe quasi quasi da tradurre. Devo verificare i valori, ma sembra che anche la parte didascalica sia ben fatta. I ragionamenti sul "dopo" sono anchessi validi, ma è campo difficile, e gli schemi vanno bene per iniziare a ragionare.

87
06 Mag 2008
alle 19:45

paolo zamparutti

OT: che bello il post #77

86
06 Mag 2008
alle 19:44

Hystaspes

Gentili Bardi e Saraceno,

è da tempo che seguo con interesse ASPO Italia, ho letto il piano energetico ed ho una enorme perplessità riguardo la sua posizione nei confronti dell'energia nucleare. L'ASPO Italia ha ribadito diverse volte di essere contraria ad un atteggiamento pregiudiziale nei confronti di tale fonte energetica, tuttavia leggendo tra le righe dei sui interventi e documenti, mi sono imbattuto troppo spesso davanti una posizione di inspiegabile e ingiustificata avversione. Si sottolineano prevalentemente gli aspetti negativi, dimenticando che tutte le fonti energetiche ne hanno, spesso più del nucleare stesso. Mascherarsi dietro una condivisibile banalità del tipo: "il nucleare non è la soluzione" porta a dimenticare che nessuna singola fonte, presa singolarmente, può essere la soluzione.

Ancor più nello scenario semi apocalittico delineato dalle previsioni (recessione, carestia, instabilità geopolitica, guerre),  è opportuno non eliminare a priori nessuna alternativa e valutarla per quello che è, al di là delle ideologie. Temo che anche ASPO Italia abbia un grosso debito nei confronti di quell'ambientalismo del no che ha portato il nostro paese a tornare indietro circa venti anni fa sul nucleare. 

Se prendiamo in cosniderazione lo studio del MIT del 2003 sul nucleare, nell'ottica di uno scenario ed una politica di riduzione delle emissioni di CO2:

http://web.mit.edu/nuclearpower/ 

è riportato, con molta lungimiranza, quanto segue:

"At least for the next few decades, there are only a few realistic options for
reducing carbon dioxide emissions from electricity generation:

1.Increase efficiency in electricity generation and use;
2.expand use of renewable energy sources such as wind, solar, biomass, and
geothermal;
3.capture carbon dioxide emissions at fossil-fueled (especially coal) electric
generating plants and permanently sequester the carbon; and
4.INCREASE USE OF NUCLEAR POWER

e infine:

"In our view, it would be a mistake
at this time to exclude any of these
four options from an overall carbon
emissions management strategy. "

Questo documento è stato citato dallo stesso prof. Bardi non molto tempo fa, secondo me con grossa superficialità, per denunciare la presunta non non convenienza economica della fonte nucleare rispetto altre fonti (estrapolando il caso peggiore degli scenari delineati e omettendo di definire con quali fonti è stato effettuato il confronto). La cosa ha suscitato in me un grandissimo stupore se si pensa che considerare il problema energetico solo da un punto di vista economico è da sconsiderati, tanto più che le FER restano fondamentalmente piu costose del nucleare stesso. Per non parlare poi del fatto che lo studio comparativo è del 2003, ed oggi con il petrolio a 120 dollari al barile lo scenario e le prospettive sno decisamente cambiate in peggio.

In più nel piano energetico della stassa ASPO, che dovrebbe in qualche modo rappresentare la soluzione o comunque produrre uno sforzo in tal senso, è auspicato un sensibile incremento del ricorso al carbone, la fonte di gran lunga piu inquinante. Forse non tutti sanno che la combustione del carbone immette nell'atmosfera, tra le altre porcherie che non sto qui a ricordare, anche una certa quantità di SOSTANZE RADIOATTIVE. 

da wikipedia:

Il carbone contiene anche tracce di altri elementi, compresi l'arsenico e il mercurio, che sono pericolosi se rilasciati nell'ambiente. Il carbone contiene anche tracce di uranio e altri isotopi radioattivi naturali, che rilasciati nell'ambiente possono comportare una contaminazione radioattiva. Sebbene queste sostanze siano presenti solo in tracce, bruciando grandi volumi di carbone ne vengono rilasciate quantità significative. Una centrale a carbone, durante il suo funzionamento, emette nell'aria più radioattività di quella che emette una centrale nucleare di pari potenza."

Voglio ricordare che l'Italia a differenza di altri paesi, non ha ua produzione propria di energia elettrica tramite fissione nucleare, che tuttavia importa dall'estero. Questo fa pendere a nostro sfavore la bilancia commerciale, sulla quale gravano già il peso dell'importazione massiccia di combustibili fossili. Ricordiamo  che per la fissione nucleare, ragionando in termini economici, la quantità ed il valore di combustibile da acquistare all'estero sarebbe trascurabile rispetto all'equivalente di materia prima fossile da improtare a parità di energia prodotta, con il risultato che la maggior parte della richcezza e dell'indotto rimarrebbe entro i confini nazionali.

Inoltre, l'assenza delle centrali nucleari incrementa la dipendenza energetica verso gli altri paesi, e si puo immaginare in un periodo di crisi energetica cosa comporti questo. Perchè i paesi dai quali importiamo elettricità, dovrebbero vendere la loro energia a noi quando questa diventerà scarsa anche per loro? Accadrà quello che sta già accadendo nei paesi produttori di petrolio, come l'Iran, per i quali la domanda interna è per ovvie ragioni prioritaria rispetto alle esportazioni. 

 Ora la mia domanda è questa. Perchè l'ASPO Italia, coerentemente con gli obiettivi che si prefigge, non propugna una revisione, seppure parziale, delle scelte fatte in ambito nucleare? Ritornare a livello degli altri apesi coprendo ad esempio una quota del fabbisogno di energia elettrica del 20-25%, non avrebbe un grande impatto nel senso del numero di centrali da costruire e ci permetterebbe forse di attutire il colpo della crisi energetica che è alle porte, in una condizione non di netto svantaggio, come quella che registriamo ora, rispetto alla media dei paesi avanzati. Propugare un massiccio ricorso al nucleare a livello globale per risolvere la crisi non ha senso, ma costruire qualche centrale in più in Italia non inciderebbe significativamente nemmeno sull'estrazione di Uranio e sul suo picco. Costruire una sola generazione di centrali come soluzione tampone che accompagni e attutisca la transizione verso uno scenario di maggiore diffusione delle fonti rinnovabili, nell'arco dei prossimi 30 o 40 anni, non dovrebbe essere vista come una scelta tanto tragica, a mio avviso.

Cosa ne pensate? 

85
06 Mag 2008
alle 19:40

Cataldo

@ Eugenio #57

Condivido il post, sulla situazione USA aggiungerei solo che lo squilibrio per loro sarà meno mediabile perchè tradizionalmente non hanno imposte elevate sui petroliferi. Noi abbiamo una abitudine "fiscale" al prezzo alto che ancora ci protegge. Penso anche che gli USA amano gli agi, ma reagiranno con forza alla crisi, in modi che noi oggi non ci aspettiamo, imbevuti come siamo dell'immagine che ci hanno fornito dell'America.

84
06 Mag 2008
alle 19:39

tap

Quoto Aldo @74 e rilancio le sue domande! (anche per me 40mln sono troppi, se ci sarà un collasso vi sarà penuria di tutto, di acqua, di metalli, di legno, 40mln di individui disboscherebbero definitivamente tutta l'Italia. Difficilmente si potrà impostare un sistema agricolo come quello di inizio novecento. )

83
06 Mag 2008
alle 19:31

Marco I.

avrei due domande per gli esperti di ASPO:

credo di aver capito bene hubbert, il peak oil, e i vari picchi di gas ,carbone, minerali, uranio ecc.

quello che che vorrei chiedervi  è: tra quanto tempo (naturalmente non mi aspetto una data esatta) ci saranno delle vere e proprie crisi?(quali blackout, razionamenti ecc?)

e sempre riguardo a questo, pensate siano attendibili gli scenari post peak oil trattati da http://wolf.readinglitho.co.uk/index.html

grazie anticipatamente,

Marco 

82
06 Mag 2008
alle 19:15

Debora/Petrolio

Gabriele,

questo post, invece, era per ringraziare te:

http://petrolio.blogosfere.it/2007/05/quinta-colonna.html

:-) 

81
06 Mag 2008
alle 19:10

Antonio Retaggio

Voglio solo dire che seguo questo blog (silenziosamente) ormai da molto tempo, con sempre maggiore interesse e piacere. Grazie davvero a tutti, a chi fa domande e a chi risponde. :-)

Antonio Retaggio

80
06 Mag 2008
alle 19:09

Gabriele

Sono un' insegnante di scuola media, voglio solo ringraziarvi tutti per l'interessantissimo congresso e per la vostra opera di diffusione di queste fondamentali conoscenze. Ora è compito di tutti e sopratutto di noi insegnanti della SCUOLA informare in modo intelligente le nuove generazioni, trasportare queste conoscenze un'po' tecniche alle persone comuni ma sopratutto ai giovani! Questo non cambiarà certamente le cose, ma aiuterà le nuove generazioni ad affrontare meglio la transizione che presto verrà. Vi ringrazio tantissimo complimenti! E grazie, grazie davvero.

Gabriele

79
06 Mag 2008
alle 19:08

Cataldo

@mamo #71

Sull'M3 diciamo che cercano di nascondere una montagna sotto un tappeto, ma c'è chi lo calcola... Penso che il prezzo, espresso in qualsiasi moneta, sia solo uno degli strumenti per valutare il costo del petrolio. Se le cose continuano con questo andazzo, di inflazione spinta, i venditori non si faranno certo scrupoli ad alzare il prezzo a soglie che ci appaiono ora inverosimili. In termini reali un prezzo a 200 dollari oggi non è l'enormità che sembra.

Stavo facendo dei calcoli con il petrolio a 120 dollari, cosi per fare un esempio ;) il DoD spende per petrolio, a stime moooolto prudenziali, qualcosa come 30 milioni di euro al giorno, oltre quello che gli viene "regalato". 

78
06 Mag 2008
alle 19:03

Pinnettu

Spero di non arrivare tardi per la domanda! Non ho ancora letto tutti i commenti forse qualcuno ha già posto il quesito.

Negli ultimi 4 anni abbiamo assistito al quadruplicarsi dei prezzi del greggio! Scontato il cambio €/$, rimane comunque un rialzo incredibile (molti vedevano l’economia in ginocchio già a 50 $/barile).  Certo le cose non vanno benissimo e gli aumenti sono sotto il naso di tutti, però per il momento nulla di catastrofico. I carburanti, pensandoci bene sono aumentati “solo”di un 30-40% rispetto a quattro anni fa!! Cos’è in sostanza che non fa crollare tutto, in particolare negli USA, dove non vale nemmeno il discorso cambio? C’è da aspettarsi un tonfo improvviso, oppure il petrolio può arrivare anche a 200$ e al massimo ci troviamo con la benzina a 2,00 €/l !?

77
06 Mag 2008
alle 18:59

Aldo

Eugenio [#56]: "Io direi che sotto la popolazione del 36 [42 milioni] dovremmo starci [...]"

Ho un'altro paio di domande che derivano da questa risposta (che prendo per buona pur considerandola, a pelle, troppo ottimista poiché implica una sostenibilità basata su meno di 3000 mq di terreno agricolo a testa).

1. Quanto sono compatibili con la realtà le politiche migratorie e di incentivazione alla natalità che caratterizzano le nostre dirigenze, indipendentemente dal colore?

2. Qual è, con chiarezza, la posizione ufficiale di AspoItalia in merito a quelle politiche e in che forme viene pubblicamente divulgata? Qual è considerato il suo grado di priorità?

76
06 Mag 2008
alle 18:54

Debora/Petrolio

Incredibile: avevo fatto una previsione che si rivela ora in sintonia col pensiero di Eugenio Saraceno!! (Dovete sapere che in ASPO la leggenda vuole che Eugenio si pulisca le scarpe con lo scalpo di Chuck Norris).

Ovvero, avevo stimato che l'Italia potrà sostenere, postpeak, una popolazione pari a quella degli anni '30, attorno ai 40 milioni di persone. Tutti facevano buuu baaaa e invece avevo ragione!

:D 

75
06 Mag 2008
alle 18:53

tap

A che livello si può pensare di implementare le politiche per gestire la crisi energetica? Mondiale, europeo, nazionale, regionale, comunale, di quartiere... quali enti sarà preferibile/ saremo costretti a chiamare in causa (sempre che una soluzione della "politica" sia immaginabile)?

74
06 Mag 2008
alle 18:52

mamo

Grande Cataldo!,

secondo te se il barile arriva a 200 $ a cambio su euro 1.55/1.65 bastano i dollari in circolazione o bisogna stamparne altri?Se avessimo i dati dell´m3 ,anche fasulli.......eh:)

73
06 Mag 2008
alle 18:46

Cataldo

@mamo #64

E a noi che c'è frega? sono mesi che stiamo sostituendo le importazioni dall'Arabia con quelle Russe, era solo per fare una battuta, ma il dato è reale: l'Italia negli ultimi tempi sta importando molto, molto meno da Arabia ed Iran, mentre incrementa le importazioni da Russia e Iraq. Per le importazioni dall'Iran c'è stata una brusca frenata. Resta da capire quanto c'è di volonta nostra, nel variare le fonti,  e quanto è imposto dal mercato. E' comunque un momento in cui i flussi internazionali sono in grande movimento, con la pubblicazione dei dati ufficiali del primo trimestre USA faremo un punto.

72
06 Mag 2008
alle 18:43

amadeus

I dati storici sul consumo di petrolio dicono che all'inizio degli anni ottanta il consumo era all'incirca il 15% inferiore rispetto al picco di qualche anno prima. Bisogna aggiungere che le economie occidentali attraversarono una fase di recessione (2% ca, quindi assai lontana dal -15%). Oggi nucleare e gas naturale hanno un peso assai più rilevante di quanto avessero 25 anni fa. Non mi sembra quindi che per i prossimi 5-10 anni si debba aspettare un tracollo economico-sociale. A meno che la produzione di petrolio non crolli quasi istantaneamente almeno del 30% e aumentino anche i problemi nel settore del gas. In altri termini gli sprechi nei nostri sistemi economici sono ancora consistenti e una riduzione degli stessi potrebbe avere effetti complessivamente benefici. Nel frattempo anche la "pubblica opinione" comincierà a prendere coscienza del problema. Se estendiamo l'orizzonte a 20 anni la conclusione è che siamo nelle mani del progresso tecnologico (per tutte le fonti, fossili e rinnovabili perchè...tutto fa brodo).

71
06 Mag 2008
alle 18:34

francesco G

@61 sarebbe meglio precisare nucleare al massimo di terza generazione con al IV (se ci riescono i tempi non sono brevi 2030-2040) il fabbisogno di uranio calerebbe al max di 12 volte quello attuale coprendo il 50% della energia primaria  a questo punto però diventano disponibile anche l'uranio meno concentrato fino ad un certo punto , il torio è dato per tre volte le riserve di uranio.Comunque io preferisco il kitegen nessuno sa a che punto è? e che nè pensate del polywell della US Navy (te pareva che non doveva esserci i militari)http://en.wikipedia.org/wiki/Polywell riferito a membri ASPO.

70
06 Mag 2008
alle 18:30

Massimo V

@47 - Ugo Bardi

Sospetto che il numero e la qualità dei commenti su questo post (di un blog seguito da chi è informato), sia in parte una risposta alla domanda.

Non potrebbe esserci un'ala attivista di ASPO, composta magari di volontari, che fanno divulgazione, convegni e altre iniziative mediatiche?

E' vero che la gente è rimbecillita dalla televisione, ma è anche vero che molta gente nemmeno immagina quanto è profonda la tana del Bianconiglio. A volte basta farglielo vedere perchè si sveglino.

I mie modestissimi 2cent. 

69
06 Mag 2008
alle 18:24

riccardo

mamo, fantapolitica pura o hai qualche fonte? comunque ipotesi interessante!

68
06 Mag 2008
alle 18:22

mamo

Non capisco perche´gli usa non sarebbero preparati geneticamente.Sembrerebbe che alcaida stia organizzando un colpo di stato in arabia saudita ed il sovrano verra´ucciso in un attentato.Le autorita´di Riad metteranno lo stato di assedio ,ma le cellule di alcaida capeggiate dal nipote degenere del sovrano cominceranno una sanguinosa guerriglia urbana.A quel punto si rendera necessario l´ingresso delle truppe americane per mettere in sicurezza gli impianti petroliferi.Alcuni saranno comunque seriamente danneggiati da non poter consentire il rispetto dei contratti verso i cinesi e alcuni paesi europei.

67
06 Mag 2008
alle 18:18

SpocchioxOcchio

@Eugenio

Grazie 1000

66
06 Mag 2008
alle 18:18

riccardo

abbiamo superato anche i 122, ed in testa a quasta pagina continua ammiccante la "reclame" di easy-jet.

quanto riusciranno a sopravvivere le comagnie low-cost? mi pare che caravita tenga il conto di quante compagnie aeree sono al fallimento... e credo che si dovrebbe verificare presto un aumento generalizzato dei prezzi dei biglietti seguito (finalmente) da un calo dei passeggeri. sbaglio?

65
06 Mag 2008
alle 18:11

Pietro Giudice

X Eugenio #49

Grazie molto per tutte le info.... ci tenevo per farmi un'idea sulla situazione "nucleare"...

Certo che se ci sono "solo" 60 anni di riserve di uranio, tenendo conto del tempo per costrurle, del costo di gestione della centrale, del costo di  gestione delle scorie (ed in particolare dell'impatto di queste ultime), del fatto che i costi dell'uranio cresceranno (e che la quantita' diminuira'), direi che costruire in italia nuove centrali sia assolutamente inutile e sconsigliabile... insomma: bisogna puntare al solare e al vento e convertire al piu' presto la nostra societa' basata sul "fossile" ad una basata sul solare/eolico! giusto !?!?!

Pietro. 

64
06 Mag 2008
alle 18:10

Debora/Petrolio

Avvertenza:

il commentatore che si firma troppo modestamente "Eugenio" è in realtà l'ing.Eugenio Saraceno, autore del Piano Energetico Nazionale di ASPO Italia.

Anzi, ora lo aggiungo io! ;-) 

63
06 Mag 2008
alle 18:02

francesco G

Quale è la percentuale massima di estrazione del petrolio sia convenzionale che non ?tenendo conto di uno sviluppo a limite della tecnologia molti fanno affidamneto propio su questo per allungare l'arrivo del picco. 

62
06 Mag 2008
alle 18:00

Zal

Buongiorno, ci sono delle stime riguardo a quale massima % di petrolio potrà essere sostituita dai biocarburanti senza provocare problemi di approvvigionamenti di cibo?

Grazie, Luca 

61
06 Mag 2008
alle 17:51

Eugenio

@ #48

Io sinceramente non mi aspetto blackout, almeno in un primo momento probabilmente ce la caveremo con distacchi programmati, anche le code ai distributori modello crisi petrolifera anni 70 potrebbero essere scongiurate dal fatto che in realtà ben pochi potranno permettersi di fare il pieno a 5 euro al litro e ci sarà sempre abbastanza petrolio per i suv dei ricconi.  Si prepara una crisi economica che nasconderà in parte gli effetti del picco, diventeremo tutti più poveri in termini di potere d'acquisto di energia sotto qualsiasi forma, che sia gasolio per autotrazione, oggetti di consumo, alimenti, e quindi ne consumeremo di meno.  In una prima fase i nostri sprechi sono talmente vasti e tagliando quelli sopravviveremo di certo, in seguito ci sono due possibilità, la corda si spezza e precipitiamo nell'anarchia e nel caos, altrimenti vi sarà una reazione politica forte, con razionamenti, tessere annonarie, leggi restrittive etc.  Una specie di ecofascismo o ecocomunismo di necessità se più vi piace.  Questo secondo sbocco lo vedo più probabile in eurasia perchè si è già verificato in condizioni simili ed in varie forme; il primo esito meno felice potrebbe essere il destino dell'america che nella sua storia non ha ancora mai dovuto affrontare una crisi di questo tipo e non è geneticamente preparata per gestirla ordinatamente.

 Eugenio Saraceno

60
06 Mag 2008
alle 17:35

Eugenio

per F.Bondi

trovi una disamina di produzione e consumo petrolifero per aree e paesi in:

http://www.eia.doe.gov/ipm/

 per quanto riguarda le quote dei vari prodotti petroliferi post raffinazione ti ha già risposto Ugo, aggiungo solo un esempio pratico tanto per fissare le idee.

Un barile di olio di buona qualità raffinato in topping (distillazione atmosferica) il più antico sistema di raffinazione rendeva circa un 20% in distillati leggeri (benzina e GPL), un 40% in distillati medi (virgin nafta=feedstok petrolchimico, gasolio motori e marina e kerosene per jet) ed un 40% di residuo pesante (olio combustibile per marina, industria e termoelettrico, asfalti e morchie varie).  Questa è una delle ragioni per cui l'Italia ha basato la gran parte della generazione termoelettrica dagli anni 60 ai 90 sull'olio combustibile, siccome raffinavamo per conto terzi gli avanzi di oc inutilizzato erano briciati in centrale elettrica. Con l'espansione dei trasporti motorizzati i fabisogni crescenti di benzina e gasolio hanno spinto le raffinerie a dotarsi di tecnologie di viscosity breaking e cracking termico e/o catalitico per ridurre la frazione pesante a favore di distillati leggeri e medi cosicchè si massimizza il valore dei prodotti a parità di olio raffinato ma si ottiene un residuo ancora più pesante e praticamente inutile se non per produrre bitumi.  Questa è la ragione per cui dagli anni 90 in poi qui da noi si sono costruiti i gasificatori di tar, ovvero il bitume inutilizzato di cattiva qualità e i residui pesanti venivano trasformati in syngas ( CO+H2 ) e bruciati in turbina con gli incentivi CIP6 per produrre energia elettrica.

Inoltre sonio iniziati i progetti per bruciare gas metano o carbone al posto dell'olio combustibile, che è più vantaggioso trasformare in prodotti leggeri di maggior valore.

Anche il GPL che prima veniva bruciato in raffineria per produrre vapore ed energia elettrica è stato spesso sostituito dal metano, comunque un 5% almeno del barile si perde durante il processo di raffinazione e le nuove direttive sulla presenza di zolfo nei carburanti, (i cosiddetti HQ diesel, blu diesel etc che vi fanno pagare di più oggi ma che nel 2009 saranno obbligatori portando su di alcuni centesimi il prezzo che così supererà quello della benzina come avviene già in molti paesi europei) non farà che aumentare il dispendio energetico di raffinazione.

 Saluti

Eugenio

59
06 Mag 2008
alle 17:33

Eugenio

Interessante domanda di Aldo sulla popolazione "sostenibile" nel nostro paese.  Qualche risposta si può trovare sul sito istat

http://dawinci.istat.it/daWinci/jsp/dawinci.jsp

dove potete vedere che nel 1861, fidando quasi sulle sole energie provenienti da biomasse, vento ed acqua la popolazione è 22 mln.

In seguito nel 1936 la prima fase industrializzazione è conclusa con l'utilizzo di energia idroelettrica, carbone importato ed anche un pò di petrolio siamo saliti a 42 mln

nel 1951 anno in cui comincia il boom basato sul petrolio siamo 47 mln.  In quegli anni l'energia eettrica è quasi totalmente ancora di origine idroelettrica nel nostro paese, i consumi di petrolio sono ancora esigui, l'agricoltura è ancora in buona parte biologica, ma probabilmente non sufficiente a sfamarci, infatti fin dalla grande guerra è noto che importiamo grandi quantità di granaglie dal nord america.

Con la produzione agricola attuale e le tecniche moderne se fossimo tutti semivegetariani saremmo ampiamente autosufficienti

Io direi che sotto la popolazione del 36 dovremmo starci, tenete conto che abbiamo pur sempre le energie rinnovabili ed un certo consumo procapite potremmo permettercelo, molte cose però diventeranno un lusso.

 

Eugenio Saraceno

58
06 Mag 2008
alle 17:25

francesco G

@51 @53 che nè dite di questo: http://www.verticalfarm.com/

produrre in città aiuta a ridurre l'energia consumata per il trasporto e altro, ho letto (vorrei una conferma dagli esperti, non nè sono sicuro) che l'8% del petrolio è usato per il trasporto alimentari un'altro 8% per i macchinari e 5% per i fertilizzanti (da tenere conto che il 5% del gas naturale si usa come materia prima per i fertilizzanti) anche le microalghe possono essere coltivate tramite una torre (il disegno deve essere diverso però) lo stesso vale per il fotovoltaico .

57
06 Mag 2008
alle 17:09

Angel guitar

mamma mia quanti commenti!!!!!

PAURA EH????????

122

56
06 Mag 2008
alle 17:05

Luigi Lucato

#51 e avevano la terra libera da centri commerciali e infrastrutture varie.

54
06 Mag 2008
alle 17:03

Luigi Lucato

#50 purtroppo siamo a 122

53
06 Mag 2008
alle 17:02

Tulkas

La terra pre petrolifera sostentava circa 500M persone (+/-), e a quel tempo sapevano tutti coltivare la terra ...

Nei prossimi anni dovrà progressivamente morire il 90% della attuale popolazione mondiale.

Non credo che la cosa avverrà su base volontaria.

Cosa ne pensate ?

52
06 Mag 2008
alle 17:00

Bernardo Mattiucci

una domanda anche da parte mia... sperando che non sia stata gia' fatta: quando i governi e i media non riusciranno piu' a nascondere la cosa... ovvero che la "pacchia" e' finita... quali potrebbero essere le reazioni piu' "logiche" per la popolazione? (magari analizzando i differenti stili di vita e comportamentali dei vari USA, Italia/Europa, resto del mondo...)

Complimenti.... la frequenza con la quale cresce il numero dei commenti e' sbalorditiva... quasi quanto quella del prezzo del petrolio, che ha superato i 121 $/b.

51
06 Mag 2008
alle 16:50

Eugenio

per tutti coloro che hanno fatto richieste sulla disponibilità di materie prime energetiche segnalo il sito del EWG che si occupa di studiare questi problemi

http://www.energywatchgroup.org/Reports.24+M5d637b1e38d.0.html

in poche parole e semplificando:

in questo decennio picco del petrolio

nel prossimo decennio picco del gas

nel successivo decennio picco del carbone

per l'uranio dipenderà da quante centrali nucleari si costruranno realmente nei prossimi anni (non sulla carta) secondo EDF ci sono 60 anni di riserve di uranio convenzionale (<130$ oncia) ai consumi attuali (67kT annue), questo torna anche con le stime di EWG.  Questo naturalmente è analogo al discorso dei 40anni di petrolio ai consumi attuali, cioè da qualche parte in questi 6 decenni c'è il picco, ed è tanto più vicino quanto più i paesi cercheranno di aumentarne il consumo per eliminare la dipendenza dal gas e farsi degli arsenali nucleari degni in vista della competizione globale per le risorse. Sarà sicuramente possibile estrarre uranio non convenzionale a prezzi maggiori perchè il prezzo del combustibile non influisce per più del 10% sul prezzo finale del kWh prodotto; solamente che non ci si può spingere a sfruttare giacimenti con concentrazioni di minerale U troppo basse, altrimenti per sbriciolare quantità di roccia 10-100 volte maggiori rispetto a quelle necessarie nei giacimenti ad alta concentrazione sfruttati attualmente, si consumerà più energia di quanta se ne ottiene alle sbarre della centrale elettronucleare per gli usi finali (tenete anche conto che il rendimento tipico di un impianto simile non supera il 35%)

Ma c'è un altro grave problema con il nucleare: se il costo del kWh dipende solo al 10% dal combustibile fissile e che quindi in teoria le riserve di uranio non convenzionale potrebbero essere sfruttate in parte, il restante 90% dipende dai costi di costruzione e manutenzione dell'impianto, che guarda caso, che sfortuna, dipendono sostanzialmente dal prezzo del petrolio e crescono man mano che questo sale perchè va ad alimentare l'inflazione sui salari, sui materiali e su tutte le catene del valore, come ha argutamente intuito il nostro lavoratore autonomo.  Siamo sicuri che anche l'energia nucleare non sia un derivato del petrolio e secondo le sue leggi si comporti?

Eugenio Saraceno

50
06 Mag 2008
alle 16:49

spocchioxocchio

Una domanda meno tecnica: 

Secondo voi con quale ordine si manifesteranno i seguenti effetti del picco? Cosa dobbiamo aspettarci prima?

- Blackout ripetuti nelle città

- Code ai distributori di benzina e blocco delle auto

- Gravi scarsità di generi alimentari

Grazie

49
06 Mag 2008
alle 16:39

Ugo Bardi

x Massimo, n. 39. Buona domanda, vorrei sapere la risposta. Più di quello che stiamo facendo, umanamente non possiamo fare. Ma non è tanto questione di fare più o meno sforzo da parte nostra. Le cose che abbiamo detto e che diciamo sono visibili per chi si da la pena di cercarle. E' che la capacità di assorbimento della media della gente è limitatissima. Detto in parole povere, sono tutti rimbecilliti dalla televisione. E contro lo strapotere dei media c'è poco da fare.

 

48
06 Mag 2008
alle 16:33

Luigi Lucato


Se voglio usare soluzioni nuove fuori da quelle stabilite
nei PIANI REGOLATORI (Edilizia)
e costruire qualcosa di simile
http://www.malcolmwells.com/resources.html
in una zona agricola

non me lo lasciano fare

non è il caso di premere sulle AMMINISTRAZIONI per permettere soluzioni NUOVE invece di SOLO ADATTARE l'esistente.

ps. scusatemi ma ho problemi di tastiera.

47
06 Mag 2008
alle 16:32

Aldo

Prendendo spunto dalla domanda di AndreaX mi viene da chiedere una cosa più imbarazzante per una serie di ragioni che non sto ad elencare: "Quale è il limite massimo di popolazione che l'Italia può sostenere?"

46
06 Mag 2008
alle 16:31

Ste

@ 42

2 anni fa c'era chi pensava che il point of no return fosse 100...

ora c'è chi ipotizza 130, chi 150, chi pensa che si possa arrivare anche a 300...

chi lo sa....

45
06 Mag 2008
alle 16:24

Eugenio

per Paolo Marani

il contenzioso circolazione naturale/forzata non è risolto a priori, la circolazione forzata impone l'uso di modeste quantità di energia elettrica per sostenere il processo e qualche oggetto e accessorio in più per completare l'impianto.  A fronte di questo come faceva notare Massimo Ippolito giustamente l'impianto forzato permette di custodire il serbatoio in un locale chiuso (es. nel sottotetto) il che consente di limitare la dispersione termica.

Il calcolo della convenienza dell'uno e dell'altro non è banalissimo e andrebbe tarato anche sull'uso che se ne fa, si tratta di calcolare se è maggiore il dispendio di energia elettrica per la pompetta o quello che si disperde tenendo il serbatoio sul tetto esposto alle basse temperature.  Ci siamo ripromessi di fare questo conto prima o poi, nel caso uscisse fuori qualcosa lo pubblicheremo sui blog o sul sito.

Eugenio Saraceno

44
06 Mag 2008
alle 16:14

Stex

So che non esiste una risposta semplice, ma qual è il prezzo del petrolio oltre il quale inizia il declino delle economie sviluppate, in particolare quelle legate direttamente al dollaro? (blackout, problemi nei trasporti, problemi di approvvigionamenti alimentari). Adesso, ma forse mi sbaglio, nonostante il rialzo dei prezzi dell'energia, mi sembra che le abitudini non siano cambiate.

43
06 Mag 2008
alle 16:10

Pietro Giudice

Grazie a Francesco G. #32 per il link! cercavo qualcosa del genere!

Per Ste #37: 200$ al barile in 24 mesi! sono ottimisti!

 

42
06 Mag 2008
alle 16:07

Lavoratore Autonomo

E con il petrolio a 200 dollari, secondo i miei calcoli molto approssimativi, benzina e diesel arriveranno a 2 euro a litro...

chiedo venia per i 2 post ravvicinati...

41
06 Mag 2008
alle 16:06

Massimo V

Domanda per Ugo Bardi. Cerco di essere breve e spero mi scuserà se la domanda è un po' generica.

Che cosa sta concretamente facendo ASPO Italia riguardo al terzo punto della mission ASPO International (Raise awareness of the serious consequences for Mankind) che è anche descritto con maggior enfasi nella mission di ASPO Italia?

Ora che andiamo verso una conclamazione del picco che presto o tardi arriverà agli occhi di tutti e senza dimenticare il picco del gas che necessita ancora di essere evidenziato, non pensate che sia necessario impiegare nuove energie nella divulgazione al pubblico e a chi governa (a tutti i livelli) di proposte e soluzioni pratiche che possano essere di aiuto in una fase di decrescita forzata?

Grazie. 

40
06 Mag 2008
alle 16:05

Lavoratore Autonomo

200 dollari al barile nel 2010?

Secondo me queste previsioni sono molto ottimistiche... ovvero, a 200 dollari ci arriverà a settembre 2008!

 

38
06 Mag 2008
alle 15:43

Thomas

ding ding ding ding ding ding

 

121,27     121,27     121,27

37
06 Mag 2008
alle 15:41

nicola bogo

Credo che Grillo sarebbe ben felice di dare visibilità ad Aspo, perchè non provare un incontro?

36
06 Mag 2008
alle 15:38

Pietro Giudice

x Ugo Bardi #30

OK! capito il problema (anche se forse disponibili alla cosa potrebbero essere molte piu' persone... io non faccio parte di quei 100...)! certo che e' dura! dal mio piccolo cerchero' di fare quello che posso per contaminare tutti quelli che conosco! (e anche quelli che non conosco!) ... la conoscenza e' come una malattia... bisogna contagiare il maggior numero di persone... anche se nella situazione sociale in cui viviamo non ci sono le condizioni per la crescita del virus...

(scusi se insisto sull'altro questito... ma sul picco dei materiali fissili si sa qualcosa ?!?!) 

Grazie.

Pietro. 

 

35
06 Mag 2008
alle 15:36

Fabio

Volevo sapere se pensate sia sostenibile un futuro prossimo che accosti una politica di decrescita con nuove teconologie di fusione nucleare. grazie.

34
06 Mag 2008
alle 15:24

francesco G

che cosa sono questi, lasciamo stare il nucleare o lasciamo stare le rinnovabili? nessuna delle due con la tecnologia di oggi è sufficente o altro ,non capisco questi estremisti che a quanto vedo nessuno tiene in conto il possibile sviluppo di entrambe le tipologie;

per le riserve di uranio che ha <130 $kg sono disponibili 4,7ktU: http://www.theoildrum.com/files/World_Uranium_Production.png

mi domando con costo superiore si può accedere ad altre riserve ho letto che fino a 10ktU  sono possibili; in ogni caso si avrà secondo me al massimo un raddoppio del nucleare(con crescita che richiede abbastanza tempo) tradizionali ma non  lo faranno (i tempi  sono troppo poco tollerabili basta guardare il grafico); quindi senza la IV gen. (limite teorico 100 volte meno uranio a parità di energia, e torio)+ADS (tipo il rubbiatron, per scorie e torio) è ovviamente la fusione che ricordo per l'ennesima volta non esiste solo ITER-DEMO non si fa niente, qualcuno ha delle info. sullo stato del kitegen ad esempio la centrale prototipo di trino?

 

 

33
06 Mag 2008
alle 15:22

Cataldo

@mamo

Ne abbiamo parlato gia un anno orsono, questo blog anticipa tanta informazione a chi lo segue :)
Sono interessanti e le vedo più affidabili di tanti altri sistemi, ancora non hanno lo spazio che meritano, forse perchè i russi spingono poco, impegnati a ricostituire la flotta di sub e rompighiaccio, i cantieri sono quelli e la legislazione di quest'inverno fortemente voluta da Putin assegna la precedenza alle commesse strategiche. 

32
06 Mag 2008
alle 15:21

Luca Pardi

Per AndreaX. Provo a integrare la spiegazione di Ugo. Il limite massimo di una popolazione in un dato ecosistema, si chiama capacità di carico, il suo superamento si indica come oveshoot, o se non si vuole essere linguisticamente colonizzati: tracimazione ecologica. Esso dipende dalla struttura chimico- fisico- biologica dell'ecosistema. Nel caso di Homo Sapiens questo limite non è noto, o lo sarà a posteriori (magari quando non ci sarà più nessuno a registrare l'osservazione :-)). Il punto principale e più preoccupante, secondo me, è che l'esplosione demografica iniziata verso la fine del XIX secolo è seguita storicamente all'inizio dell'uso dei combustibili fossili. La scoperta di questa giacimento di energia solare fossile ha innalzato, ma solo temporaneamente, la capacità di carico della Terra. Possiamo dire che la capacità di carico carbon free (cioè a meno del contributo dei combustibili fossili) del pianeta è gia stata probabilmente superata, e al decrescere di questo contributo a seguito dei vari picchi la popolazione dovrà rientrare nell'alveo di una capacità di carico decrescente. Il livello finale sarà probabilmente determinato dalla modalità, dolce o catastrofica, del rientro e dal grado di degrado degli ecosistemi terrestri in seguito ai due secoli e mezzo di industrialismo. Volendo essere ottimisti, cioè immaginando che l'uomo sia in grado di governare la transizione, e quindi immaginando che la società non si degradi a livelli tecnologici preindustriali, si può immaginare che la popolazione umana che può vivere ad un livello ragionevole di benessere, in una società post-industriale e post- consumista sia un po' superiore alla popolazione del XIX secolo, fra 2 e 3 miliardi di individui. E' evidente che un rientro a questo livello se deve essere dolce non può essere rapido.

31
06 Mag 2008
alle 15:18

Ugo Bardi

x Pietro Giudice. Si, certo, però tieni conto che in ASPO-Italia siamo in 100 soci, non siamo i grillini!!!!

 

30
06 Mag 2008
alle 15:15

Ugo Bardi

x Ste. Dal petrolio si fanno un sacco di cose, ma la resa dipende dalla qualità del prodotto di partenza. Si racconta che certi petroli libici erano talmente puri e poco viscosi che li si potevano buttare direttamente nel serbatoio di un veicolo diesel. In quel caso, la resa era del 100% e il costo era zero.

Adesso, partendo da un petrolio schifoso come quello iraniano, di benzina o gasolio non ci si fa quasi niente. E' per questo che in Iran sono a fare la coda ai distributori. Ovvero, si potrebbe anche fare, ma sarebbe costoso e complicato. Agli iraniani conviene di più vendere il loro petrolio a quelli che ci fanno, per esempio, asfalti, e comprare carburante dall'estero.

Quindi, la questione è molto complicata e anche in buona parte segreto professionale di quelli che gestiscono raffinerie. Si dice, comunque, che il processo di raffinazione di un petrolio di media qualità incida per circa un 10% sul costo del petrolio stesso. Ma, siccome si estraggono petroli sempre meno buoni, ne consegue che tirarci fuori carburanti diventa sempre più costoso.  

 

29
06 Mag 2008
alle 15:00

Luigi Lucato

#24 Uno dei problemi è che le ISTITUZIONI vivono in un mondo un pò VIRTUALE

ma la realtà non è un videogioco e non si può fare RESET gli errori e i ritardi si pagano cari

28
06 Mag 2008
alle 14:58

Francesco Bondi

X Ugo Bardi  #9

 

Addirittura il 10% del consumo assorbito dal petrolchimico! Pensavo meno! Concordo su i "iperimballaggi", uno spreco che è bene finisca quanto prima; un prodotto che è invece primario è quello dei fertilizzanti agricoli senza i quali leggevo che la produzione alimentare si ridurrebbe a un terzo di quella attuale. La ringrazio per la risposta,

 

Saluti 

27
06 Mag 2008
alle 14:57
26
06 Mag 2008
alle 14:54

riccardo

non ho particolare fiducia nel futuro del nucleare, ma mi piacerebbe capire:

  • se davvero sta ripartendo la costruzione di centrali nel mondo o se si tratta di episodi sporadici
  • se sono realistici i progetti di reattori di "nuova" generazione
infine, ci sono indici relativi alla qualità del petrolio estratto e raffinato? (mi spiego: se davvero ci stiamo avvicinando al fondo del barile vuol dire che la parte migliore ce la siamo già bevuta...)
25
06 Mag 2008
alle 14:51

mamo

Magari se i francesi chiedevano agli amici..:)Un´evoluzione del nucleare cosi´importante richiede uno sforzo europeo globale.

Se le istituzioni europee invece di pensare ai transessuali e ai diritti dei canarini depressi facessero qualcosa di costruttivo e di respiro globale ,forse l´impatto della crisi energetica sarebbe molto meno doloroso.

24
06 Mag 2008
alle 14:40

Luigi Lucato

problemi con l atastiera POTASSIO

23
06 Mag 2008
alle 14:39

Luigi Lucato

#21 Usare Sodio e Poassio Liquidi sui 500 gradi come scambiatori, insieme al Plutonio non è facile.

Oltre al rischio Nucleare hai la possibilità di una grossa esplosione chimica come innesco all'incidente nucleare.

22
06 Mag 2008
alle 14:33

mamo

x Luigi Lucato,

superfenix e´finito male per le troppe mazzette.Ed i francesi sono esperti di nucleare.Ti lascio immaginare cosa succede se gli italiani provano fare il nucleare da soli...:))))))

Ci vuole la robba russa o americana pagata col cash...

21
06 Mag 2008
alle 14:25

Paolo B.

Volevo sapere se ci sono aggiornamenti temporali sul picco del carbone.

Grazie

 

20
06 Mag 2008
alle 14:22

Luigi Lucato

Picchi dei minerali , o me loo sono perso o non ho sentito parlare del picco dell'uranio e dei materiali fissili

visto che se è già passato forse non è il caso di fare nuove centrali.

Non parliano di autofertilizanti SuperPhenix è finito male.

19
06 Mag 2008
alle 14:18

paolo zamparutti

picco del gas, non meno importante del petrolio.

a livello mondiale, e non solo locale come ad esempio la russia, esiste  una stima sul picco?

Carbone: la qualità energetica è in discesa: esiste una stima del picco energetico del carbone?

 

18
06 Mag 2008
alle 14:18

Luigi Lucato

Nelle stime dell'evoluzione dei consumi come si è tenuto conto delle previsioni METEO per i prossimi anni.

Il ciclo solare 24 sembra che parta piano e questo se da un lato da tregua sul riscaldamento globale, un raffreddamento aumenta il consumo ( penso al metano)
e riduce le produzioni agricole ( sia Bio che Alimentari)

17
06 Mag 2008
alle 14:15

Paolo Marani

Vorrei sapere per quale motivo al congresso si è detto che gli impianti solari termici a ciclo forzato sono una presa per i fondelli mentre gli impianti a circolazione naturale no. Ho installato in casa un impianto con glicole e bollitore separato (quindi forzato con una pompa) calcolando un rendimento migliore ed una più facile installazione, non trovo intelligente inoltre l'osservazione che il sistema dipende da un motore elettrico per funzionare (basterebbe convertire parte dell'energia incidente come fotovoltaica per autoutilizzo dell'impianto, cosa che oggi non si fa ma tecnicamente fattibile).

Insomma, che c'è di male in un impianto a circolazione forzata ? 

16
06 Mag 2008
alle 14:12

Ste

x Bardi #10

Grazie; avevo dimenticato però un pezzo di domanda:

spannometricamente, con un litro di petrolio, quanti litri di benzina ricavo?

con un kilo di petrolio, quanti kili di plastica?

con un kilo di petrolio, quanti kili di fertilizzante?

15
06 Mag 2008
alle 14:11

Luigi Lucato

#12 qualcoda tipo il LINUX DAY
ho pratica in proposito.

14
06 Mag 2008
alle 14:07

mamo

Ci sono migliaia di testate nucleari stoccate.O si usano per le centrali o per diminuire la popolazione.Preferisco il rischio di contaminazione a quello di eliminazione.

13
06 Mag 2008
alle 14:04

Pietro Giudice

Scusate se uso questo spazio per una proposta...

si parlava al convegno di far conoscere le conclusioni di ASPO ai politici.... penso che loro tendano ad ascoltare due soggetti fondamentalmnete: i "poteri forti" e "l'opinione pubblica"...

non certo una "piccola" associazione... conseguenza se vogliamo far conoscere e sperare di "intaccare" le decisioni dei politici propongo di avere come obiettivo l'opinione pubblica.

Da qui la proposta... perche' non organizzare una "giornata ASPO" nelle varie citta' italiane dove con varie attivita' si "imboccano" le persone con le conoscenze acquisite ?!?!? (cosi' si esce dal web...)

Grazie.

Pietro. 

12
06 Mag 2008
alle 13:57

Pietro Giudice

A proposito di nucleare: una domanda che avevo in parte fatto gia a qualcuno tra le sedie....

per quanto riguarda i "limiti" del nucleare (mi spiace non aver letto ancora il documento di aspo a tal proposito...) mi chiedevo...

ma cosa si sa sui limiti del "carburante" (uranio, plutonio, ...) e' stata fatta una valutazione sui loro "picchi" ?

nessuno parla dei costi per estrarre e acquistarre questi elementi... non credo che ci siano tante miniere...

Grazie.

Pietro. 

 

 

11
06 Mag 2008
alle 13:55

Ugo Bardi

X Ste. Il petrolio a 70 euro al barile costa circa 45 centesimi al litro. Aggiungi circa 5 centesimi per trasporto e raffinazione, poi puoi fare tu il conto di quanto incidono le accise sul prezzo dei carburanti.

10
06 Mag 2008
alle 13:52

Ugo Bardi

X Bondi. In prima approssimazione, l'industria petrolchimica assorbe circa il 10% della produzione di petrolio; però usa anche il gas come feedstock per alcuni prodotti. Certamente se il petrolio lo si usasse solo per quello, durerebbe molto di più. Il problema è che una gran quantità di usi petrolchimici, materie plastiche per esempio, è un inutile spreco: basta pensare agli iperimballaggi così tipici dei nostri supermercati (tipo, 10 chiodi dentro una scatolina di plastica, costa più la scatolina dei 10 chiodi). Viceversa, il trasporto, che assorbe circa il 65% della produzione petrolifera, è molto più critico. Nella pratica, io credo che la prima "strizzata" degli alti costi arriverà su questi sprechi e in particolare sugli iperimballaggi. Preparatevi la vecchia borsa della spesa in vimini :-)

 

 

9
06 Mag 2008
alle 13:48

Pietro Giudice

Spero che queste battute sul nucleare siano solo "battute"...

i politici sono sempre indietro rispetto all'opinione pibblica, e l'opinione publica e' sempre indietro rispetto alla situazione "reale"...

c'e' davvero qualcuno che pensa che il nucleare (cioe' una risorsa finita) sia la soluzione ?!?!?

Pietro. 

8
06 Mag 2008
alle 13:48

Ste

io vorrei sapere quanto incide il prezzo della materia prima (petrolio) sui prodotti e sottoprodotti (carburanti, plastica, fertilizzanti...)

insomma, se il petrolio costa X, e la benzina (togliendo le accise) Y, con aumento di X del 50%, quant'è laumento % di Y?

mi piacerebbe conoscere la proporzione per i principali prodotti petroliferi, partendo dai vari tipi di petrolio (dal crude fino alle sabbie bituminose)

grazie

7
06 Mag 2008
alle 13:46

Ugo Bardi

Per AndreaX. Il limite massimo della popolazione "sostenibile" dipende da che tipo di sistema economico e agricolo ci si trova ad avere. Nella pratica, il limite teorico non è un concetto ben definito e neppure importante, anche se c'è chi ci ha ragionato sopra e ci ha scritto libri interi. Il punto è che la crescita della popolazione è dinamica, raggiunge e oltrepassa il limite - qualunque sia - per poi tornare indietro fra carestie e pestilenze.

Se vogliamo qualche dato quantitativo, l'ultimo studio dei "Limiti alla crescita" vede un massimo di popolazione mondiale intorno ai 7 miliardi di persone; dopo di che segue il declino. Il limite l'abbiamo già superato ampiamente in avanti e lo supereremo altrettanto ampiamente all'indietro.

 

6
06 Mag 2008
alle 13:42

mamo

x venelux,

con le rinnovabili ci fai ben poco.Il futuro(per i ricchi) e´il nucleare e la benzina sintetica.Vedrai i ricconi con il suv sfrecciare e tu a rantolare.

5
06 Mag 2008
alle 13:40

Barney09

OT:

Tratto da: http://www.momentosera.com/articolo.php?id=6026

Arjun N. Murti, esperto della Goldman Sachs, colui che aveva previsto nel marzo 2005 che il prezzo del petrolio sarebbe arrivato oltre i 100 dollari, fa ora una nuova previsione: il greggio arriverà a 200 dollari al barile entro il 2010. Un rapporto della banca d’affari sottolinea che le possibilità che il greggio arriverà ai livelli di 200 dolllari al barile «sembrano aumentate da qui a 6-24 mesi».

 

 

4
06 Mag 2008
alle 13:34

AndreaX

Quale è il limite massimo di popolazione che la terra può sostenere?

3
06 Mag 2008
alle 13:27

Velenux

Personalmente non sarei molto felice di avere una bella centrale nucleare a 6km dalla costa. Poi le scorie dove le buttano? Direttamente in mare?

Soluzioni alternative ce ne sono, solo che mancano gli investimenti. Se invece di investire in petrolio, carbone "pulito" e nucleare, negli ultimi anni si fosse investito in eolico, solare, solare termodinamico, ora non saremmo a questo punto. Ma evidentemente faceva comodo a qualcuno...

2
06 Mag 2008
alle 13:23

Francesco Bondi

Volevo sapere quali sono le quote di consumo di petrolio (mondiali ma anche specifiche dei paesi più importanti) per il settore energetico e per quello petrolchimico. E' sostenibile un futuro in cui il petrolio non venga utilizzato (oppure solo in minima parte) a fini energetici ma solo per produrre plastiche, fertilizzanti e altri derivati?

1
06 Mag 2008
alle 13:13

mamo

Avete sentito parlare delle centrali nucleari galleggianti russe?

Perche´non acquistarle o prenderle a leasing?E´possibile tenerle sempre a 6 km dalla costa in acque internazionali, cosi´ e´legale e i verdi son contenti?

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