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Mag 08 1

Ciao Sbancor, splendido cattivo maestro.

Pubblicato da Debora Billi alle 00:09 in Current Affairs


Brutta annata. Scompaiono due grandi uomini, che mi hanno insegnato molto. Prima Ali Bakhtiari, adesso Sbancor.

L'ho appena appreso e sono un po' scossa. Ho conosciuto Sbancor, online, nel 2001; ci siamo finalmente incontrati nel 2003 e conservo ancora la MontBlanc che mi regalò in quell'occasione. Conobbi in seguito anche la moglie, una deliziosa signora libanese che trattava il suo "banchiere anarchico" con la pazienza e la leggerezza in fondo appropriate.

Sbancor era un pezzo grosso, di una banca di importanza internazionale. E le sue lucide e spietate analisi da militante anarchico sulle sorti dell'economia, diffuse in Rete sotto pseudonimo, hanno rappresentato una guida per tante persone. Ma la geopolitica era il pane in cui amava affondare i denti: American Nightmare, il suo libro del 2003, racconta di quando profetizzò letteralmente la guerra in Afghanistan nell'agosto 2001 attraverso un'email inviata ad amici e conoscenti. Mi chiese di aiutarlo a fare l'editing prima della pubblicazione, finì che gli infarcii la bozza di commentini umoristici che non servirono a nulla se non a farlo ridere.

Leggetevi alcuni dei sui interventi su Carmilla... era straordinario. Ho reperito il suo epitaffio su un vecchissimo post di Indymedia. Epitaffio scritto da lui stesso.

Sbancor è morto: particolari in cronaca.

Sbancor è morto in uno scontro frontale con un autobotte di vodka russa, guidata da uno stalinista di nome "Keoma" (il cui vero nome nulla mi dice di più sull'infame soggetto). Solo gli stalinisti attaccano le persone e non le teorie. Tant'è che Stalin, sembra, ci sia morto avvelenato.
"Niente pettegolezzi, il defunto li odiava" V.Majakovsky
Buon anno a tutti

F. L. (Sbancor)

 

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Commenti

1. Antonello, Giovedì 1 Maggio 2008 ore 09:10

Sbancor? Mi ricorda un pò un certo personaggio "mitico"... ;)

"Mi faccio chiamare Lupo solitario, in onore del grande Wolfman Jack, perchè devo evitare qualcuno piuttosto potente. E anche un po' fetente. Anche per questo sono costretto, spesso, a cambiare zona di trasmissione. I collegamenti avvengono tramite Internet ed ecco perchè , qualche volta, c'è qualche piccolo difetto. Sia chiaro, non ho commesso nulla di grave, sono solo venuto a sapere alcuni di quei segreti che qualcuno ritiene opportuno non diffondere. Tutto qui. Ma sarebbe una storia lunga ....."

2. Galdo607, Giovedì 1 Maggio 2008 ore 10:17

Ieri è morto anche Hofman, il padre dell'LSD all'età di 102 anni.

3. fabio, Giovedì 1 Maggio 2008 ore 11:38

E adesso chi scrivera' analisi finanziarie cosi' profonde, esatte e diverse?

4. Debora/Petrolio, Giovedì 1 Maggio 2008 ore 13:04

Era anche un po' Jack Folla... solo che Sbancor esisteva davvero.

5. Luca Mazzoleni, Giovedì 1 Maggio 2008 ore 17:27

consiglio di fare una ricerca su Youtube alle seguenti voci: Marc Faber, Jim Rogers, Ron Paul, David Walker, se volete qualche autorevole fonte di contro-informazione finanziaria.

Le dichiarazioni di Jim Rogers su Bernanke/Greespan e la FED sono tanto taglienti e ficcanti quanto, ahime' temo, tragicamente fondate. Il papillon e l'accento dell'Alabama mi fanno morire...

6. Luca Mazzoleni, Giovedì 1 Maggio 2008 ore 19:22

cresce il dibattito politico qui in US sul problema se toccare o no le riserve strategiche di petrolio per calmierare i prezzi alla pompa (democratici a favore, Bush fermamente contrario)

http://www.cnbc.com/id/24404025

7. Pippetto, Giovedì 1 Maggio 2008 ore 19:29

Italia Nostra, è da non perdere puntata di Report del 4 maggio intitolata "I re di Roma"

Sarà reso pubblico lo scempio urbanistico in atto a Roma

Riceviamo e pubblichiamo - 01/05/2008


"Dovete vedere assolutamente la prossima puntata di Report (della brava giornalista Gabbanelli) domenica 4 maggio 2008 ore 21.00 su Rai 3 dal titolo "I re di Roma".
La trasmissione viene dopo che “Che tempo che fa” di Fazio.

Forse potrete incominciare a capire alcune delle cause dei risultati elettorali di domenica 27 e 28 aprile u.s. e finalmente sarà reso pubblico lo scempio urbanistico in atto a Roma per colpa non solo del suo ex sindaco Veltroni, ma di tutta la classe dirigente della cosiddetta “sinistra” ( Rifondazione, Verdi, Comunisti Italiani ecc.) che in questi ultimi anni ha consegnato la città ai più potenti costruttori, immobiliaristi e finanzieri di Roma.

Ecco l’elenco dei più potenti a cominciare da: Francesco Caltagirone, padrone del Messaggero, del Mattino, del Gazzettino, di reti televisive locali, azionista di spicco nelle varie aziende dell’acqua del nostro paese ed in particolare dell’Acea . E’ presente nel vincere gli appalti più importanti con le sue ditte (Vianini, Acqua Marcia ecc. ). Perché nessuno fa un indagine approfondita sul suo immane potere economico ?

Rivali negli affari immobiliaristici di Caltagirone a Roma sono i Fratelli Toti che hanno cominciato a fare la scalata al Corriere della Sera. Le ultime tre invasive varianti della Giunta Veltroni sono state in loro favore, nonostante le proteste pubbliche di Caltagirone. Da quando sono entrati come azionisti al Corriere Paolo Berdini, noto urbanista, non ha potuto più scrivere i suoi articoli di denuncia.

Bonifaci, padrone del quotidiano Il Tempo, sponsorizzato da numerosi Accordi di Programma dal potente assessore ai “Progetti speciali” Claudio Minelli.

Ma a Roma si ottengono varianti urbanistiche ( spesso in agro romano ) anche da costruttori padroni di squadre di calcio o di altri gruppi sportivi: Lotito, padrone della Lazio, Sensi padrone della Roma, Mezzaroma invece su richiesta di Veltroni si sacrifica per la pallavolo. Ogni gruppo poltico poi ha il suo costruttore di riferimento. I più noti sono: Parnasi e Veroli - Va inoltre precisato che a tutti gli appalti e i progetti più importanti c’è sempre la presenza della Lega delle Cooperative.

Non sono certo sicura che il sindaco eletto Alemanno (che ancora non ha fatto alcuna dichiarazione di opporsi al nuovo sacco di Roma) non sarà anch’esso succube dei veri padroni della città, ma almeno coloro che hanno permesso, in questi anni, nonostante le proteste e le denunce di comitati di quartiere e associazioni ( per prima la Sezione di Roma di ITALIA NOSTRA ) che questi scempi avvenissero sono stati castigati dai cittadini romani non solo per le ragioni di mancate sicurezze come ci vogliono far credere televisioni e giornali.

La trasmissione di domenica prossima sarà la prima occasione di cominciare a capire cosa è successo a Roma per coloro che lo ignoravano e potrà servire a tutti noi per opporci con più forza a non lasciare la città nelle mani di tutti gli speculatori ( grandi e piccoli ) che stanno distruggendo le sue risorse ambientali e culturali oltre che a cercare di appropriarsi dei nostri beni pubblici.

E la speranza è anche quella che la base valida dei militanti delle forze di sinistra ( non più presenti tragicamente in parlamento) riparta sul

territorio con le sue battaglie e con quelle dei cittadini ristudiando e prendendo esempio da quel periodo politico entusiasmante che portò a Roma, negli anni settanta, alla sconfitta della DC e ad eleggere sindaco Argan e poi Petroselli.


Mirella Belvisi

fonte: http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=8055

8. gamma 5, Giovedì 1 Maggio 2008 ore 20:34

Beh a Roma allora siete fortunati se lo scempio è cominciato solo da poco, qui in Veneto il disastro urbanistico-ambientale diffuso e irreversibile è iniziato già da alcuni lustri e continua senza freni...nell'indifferenza di tutti...cappannoni, tangenziali, parcheggi, palazzine una più brutta e schifosa dell'altra...bisogna crescere no? il PIL!!!

9. Luca Mazzoleni, Giovedì 1 Maggio 2008 ore 22:00

nel caso qualcuno si fosse perso le dichiarazioni quasi 'picchiste' rese ieri alla stampa americana dal presidente Bush

LINK

10. Cosimo Scarinzi, Giovedì 1 Maggio 2008 ore 23:02

Conobbi Franco Lattanzi all’inizio degli anni ’70 in un’occasione per me singolare, un convegno organizzato dalla rivista “L’Erba Voglio”. Nonostante la stima che avevo nei confronti di Lea Melandri, infatti, non era quello un ambiente che, in quella mia fase di operaismo hard, frequentassi molto.Franco veniva dalla Federazione Comunista Libertaria di Roma, uno dei gruppi allora definiti piattaformisti del movimento anarchico. Nonostante i piattaformisti fossero o, almeno, fossero ritenuti una versione bolscevizzante dell’anarchismo, il gruppo piattaformista romano, e Franco in particolare, tendeva ad un superamento del movimento anarchico specifico ed ad un’adesione ad un più ampio movimento di opposizione sociale, quello che, in maniera per la verità imprecisa, venne anche definito come l’autonomia diffusa.In quell’occasione nacque un sodalizio molto forte. Entrambi, pur venendo da esperienze alquanto diverse, ci proponevamo una ridefinizione di una prassi e di un’elaborazione libertarie che ci sembravano allora, magari con qualche presunzione da parte nostra, inadeguate al livello dello scontro politico e sociale del tempo.In quegli anni tentammo di ripercorrere una serie di elaborazioni teoriche del passato dall’anarchismo classista e comunista al consiliarismo passando per l’unionismo industriale degli IWW e per l’elaborazione della sinistra antiburocratica degli anni ’50 e ’60 come quella rappresentata dalla rivista “Socialisme ou Barbarie”. Questo mentre eravamo impegnati 25 ore al giorno nelle lotte e nel confronto con altre posizioni teoriche e politiche.Dal nostro incontro, e soprattutto dalla nostra collaborazione con diversi altri compagni, nacque, in particolare, la versione stampata della rivista “Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe” che, sino al 1976 era uscita come un bollettino ciclostilato essenzialmente milanese.La redazione della rivista era allora un laboratorio politico per noi appassionante, un luogo di confronto di idee, di ricerche, di esperienze. Franco in quell’ambiente giocava un ruolo importante. Una solida preparazione, una straordinaria curiosità intellettuale, una qualità notevolissima dell’esposizione e della scrittura ne facevano un redattore di primo piano e, soprattutto, un interlocutore in mille avventure politiche ed esistenziali.Attraverso di lui e dei compagni del suo milieu romano stringemmo, infatti, rapporti importanti con collettivi di lavoratori di Roma e ci misurammo in una discussione sovente stimolante.La redazione allora era, è opportuno ricordarlo, prima un collettivo politico che un luogo di studio. La definizione “per l’organizzazione diretta di classe” era presa assolutamente sul serio.La redazione di Roma della rivista portava nella discussione un’attitudine parzialmente diversa rispetto a quelle “nordiste”, una maggior attenzione al quadro politico e l’ambizione di svolgere un ruolo nelle vicende della sinistra sovversiva del tempo che erano sostanzialmente assenti nella componente classista dura dei compagni del nord.Ricordo ancora le risate che ci facevamo quando Franco raccontava che diffondeva con altri il primo numero della rivista durante i fatti del ’77 romano pubblicizzandola come rivista moralista e fabbrichista.Franco non era solo, in quegli anni, un compagno. Era anche un amico della lunga adolescenza che accompagnava il maggio rampante italiano. Con lui se ne combinavano di tutti i colori dalle mangiate pantagrueliche alcune delle quali meriterebbero una narrazione a parte alle avventure con le signorine che, in più di un’occasione, furono le stesse.Con lui e con Giovanbattista Carrozza, il terzo membro più stretto del nostro sodalizio, conquistammo sul campo il soprannome di “I tre mandarini” ad opera di un ruspigante gruppo di operai toscani più classisti, almeno nelle intenzioni, di noi e decidemmo di dar vita ad una rivista letteraria dallo stesso titolo, rivista che non vide mai la luce.Assieme vivemmo la fine del maggio rampante e le prime lotte del precariato sociale, la nascita di “Collegamenti Wobbly”, scoprimmo assieme, lo cito, che i colori del tramonto sono simili a quelli dell’alba.Prendemmo poi strade diverse e il mutare stesso del nostro stile di vita portò a diradare i rapporti. Restò un’amicizia importante e una serie di incontri anche se non frequenti. Mi parlava a volte dei suoi libri e delle sue ricerche, delle sue curiosità e delle sue inquietudini.Sapevo di suoi problemi di salute e di sue sofferenze interiori e sin da quando lo avevo conosciuto mi era chiaro che il suo vitalismo, come sovente avviene ai vitalismi, era la maschera di tensioni profonde e di un sostanziale male di vivere. Con lui, è buffo ricordarlo, giocavo a volte la parte del saggio. Ora non potrò più tirargli metaforicamente le orecchie e sentire le sue risposte a volte ironiche a volte ciniche e la cosa mi mancherà molto. Cosimo Scarinzi         

11. Cataldo, Venerdì 2 Maggio 2008 ore 08:40

Abbiamo perso una risorsa, la perdita di Sbancor è grave, ha portato ordine e consistenza su un fronte centrale dell'informazione.

12. silviu', Venerdì 2 Maggio 2008 ore 09:46

Mi scusi, signor Scarinzi, ma dovendo esibirsi proprio a tutti i costi un F.L. non sarebbe stato sufficiente??  :-((

Comunque io ricordo Sbancor del Manifesto, quando era davvero ancora il giornale "dalla parte del torto"...

13. Corrado, Domenica 4 Maggio 2008 ore 10:03

Non conoscevo Sbancor, almeno fino a ieri, per me era solo mio cugino. Strano, complesso, poco svelato nonostante i nostri 50 anni. Ma gli volevo bene e mi mancherà molto.

14. giovanni, Lunedì 5 Maggio 2008 ore 10:41

Non ho conosciuto Franco, ma solo sbancor.

Ho sempre pansato, forse romanticamente, che le persone che hanno avuto un peso nella mia vita, quelle preziose, muiano, passatemi il paradosso, al momento giusto. Quando il loro contributo, la loro parte nella mia storia (e nella storia di coloro che hanno incontrato) in un modo o nell'altro, sia completo, rotondo, infinito.

Questo mi angoscia della morte di sbancor, credevo di avere ancora bisogno dei suoi scritti, del suo punto di vista!

G. 

15. riccardo, Lunedì 5 Maggio 2008 ore 18:22

jack folla...

mamma mia quanti ricordi, davvero grazie anche per questo, debby! sarebbe troppo togo ospitare qualche suo commento...

16. michelem, Domenica 15 Giugno 2008 ore 10:14

voglio esserci anch'io qui a rendere omaggio a F.L./Sbancor che ho solo sfiorato via mail e di cui ho poi letto - e consiglio - American Nightmare.

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