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La Gran Bretagna al buio ha tentazioni nucleari.

Sabato 31 Maggio 2008, 23:55 in Energia di

blackoutBrutti chiari di luna in Gran Bretagna, è proprio il caso di dirlo. Il paese ormai da qualche tempo sta attraversando una serie di continui blackout.

Martedì scorso ben 500.000 persone sono rimaste al buio, e si dà la responsabilità agli impianti di produzione elettrica ormai obsoleti e incapaci di reggere alla domanda.

L'Independent riporta la notizia, poi prosegue con un articolo che pare copiato pari pari da un quotidiano italiano di questi giorni: il premier Gordon Brown decide di procedere con la costruzione di centrali nucleari "ormai indispensabili", però non si sa chi le pagherà visto che in UK non può costruirle lo Stato ed è probabile che finiscano in mani straniere, inoltre nessuna provincia le vuole, inoltre non si sa dove mettere le scorie che tutti fuggono come la peste.

L 'articolo conclude insinuando che se non si faranno le centrali, si finirà col subire continui blackouts. A me tutta questa faccenda ricorda qualcosa... la monnezza di Napoli. Sembra quasi una mossa preparata a tavolino: si lascia che un problema degeneri fino a diventare insopportabile, e poi si offre la soluzione, sgradevole ma necessaria, che da tempo era nel cassetto. I cittadini, in mezzo a un mare di guai ed obtorto collo, dovranno accettare.

Ma forse, come spesso mi accade, sono troppo sospettosa.

 

29
29 commenti
29
21 Set 2008
alle 12:45

monica

ieri sera all'interno di alcuni tg ho intravisto il faccino serio e incavolato del ns. presidente del consiglio dichiarare:

"Entro la prossima primavera il governo presenterà un Piano energetico nazionale che prevede anche l'avvio del nucleare.  Spiegando che il Piano si baserà sulla diversificazione delle fonti, l'avvio del nucleare e le energie rinnovabili e consentirà al Paese di riportare i costi energetici allo stesso livello delle altre imprese e famiglie europee".

e poi: "Abbiamo un bilancio dello stato che piange a causa di un enorme debito pubblico. La crisi americana porterà ad un aumento dei tassi di interesse e il bilancio italiano certamente ne risenterà".

e ancora: "La Sicilia avrà il suo ponte entro la legislatura". E che: «lo Stato deve imporsi sulle spinte anarchiche».

Ho pensato: meno male, uno deciso e con le idee chiare, c'è un problema? qualche cenetta con i soliti amici e trac! si rimbocca le maniche e lo risolve!

quindi tutti buoni e tranquilli, altrimenti il papà ci castiga con il nucleare!

 

 

28
03 Giu 2008
alle 20:00

luca

tu pensi di essere 'troppo sospettosa' solo perche' alcune (auto)presunte prestigiose firme dei quotidiani nazionali ci hanno insegnato che la dietrologia e' male, e che non bisogna mai dubitare di quello che le grandi firme italiane ci dicono di pensare.

io credo invece che la dietrologia, se pratica in maniera ragionata, sia l'unico metodo valido per poter, forse, capire  un qualcosa tra le tante informazioni che ci vengono date quotidianamente, specie quando si tratta di argomenti importanti.

chiedersi non tanto il "cosa c'e' dietro" fine a se stesso, ma quali sono gli interessi degli attori in gioco e delle parti che rappresentano, a cosa mirano realmente, e' per me, ormai, una regola di vita.

non darti colpe che non hai :D

 

27
02 Giu 2008
alle 22:04

guizzo

#22 Sono d'accordo con te. il problema dell'energia è troppo serio per permettersi di lasciare intentato alcunchè: se è vero che la depletion della produzione di petrolio sarà dopo il picco del 3% l'anno, secondo alcuni, dobbiamo trovarci pronti ad affrontarlo per tempo con ogni mezzo. Dopo sarà troppo tardi e troppo veloce..

In più, le multinazionali dell'energia non sono certo delle sante e cercano esclusivamente il profitto, tanto quanto il panettiere di AdamSmith, che faceva il pane buono non per liberalità, ma semplicemente perchè se no i clienti andavano da un altro. Morale: finchè è stato conveniente investire in pozzi, l'hanno fatto; ora molte vedono assotigliarsi le riserve e aumentare troppo i costi per reintegrarle con nuove scoperte, e diventano investitori in rinnovabili..semplicemente perchè sta diventano conveniente per fare profitti..Ciò che è distorsivo è l'aiuto dello stato che fa sembrare conveniente ciò che non lo è..a spese di tutti e facendo fare le scelte sbagliate (spesso). Deve invece intervenire, oltre che per il rispetto delle regole, per internalizzare quei costi che altrimenti le imprese non sosterrebbero (vedi inquinamento che nessuno paga..)

26
02 Giu 2008
alle 19:01

fausto

Anni settanta, USA: nel tentativo di rimediare alla sopraggiunta scarsità di petrolio, purtroppo usato anche nella generazione elettrica, molte aziende si lanciano nella costruzione di centrali nucleari.

Il governo, inizialmente compiacente, nel 1978 decide di smettere di acquistare le scorie a causa delle gravi ristrettezze di bilancio: l'industria dell'atomo si trova di colpo a dover gestire in proprio tutti i costi operativi della filiera.

I rimanenti sussidi pubblici, molto consistenti, non bastano a mantenere vitale il comparto: da allora, non si vedranno più nuove installazioni da quelle parti. 

I tetri relitti di quella ventina di centrali mai terminate giacciono ancora come enormi cattedrali in rovina, a memoria di quanto possano essere grossolani certi errori contabili.

25
02 Giu 2008
alle 17:55

PilotaDD

se fossi in Scajola/Berlusconi & Co, promuoverei un bel programma europeo, con anche i britannici in mezzo, per la costruzione delle centrali, in modo da ridurre i prezzi con l'effetto serie e cercare di bypassare le camurrie locali con il ricorso ai gruppi internazionali e a contratti decenti.

Ma quanto ci mettono a Bruxelles a capire che quello energetico è il problema numero uno dei prossimi due o tre decenni? 

 

24
02 Giu 2008
alle 17:43

Francesco Bondi

#23

Il kitegen o le singole tecnologie del futuro cambiano di poco il discorso, quello che bisogna mettersi in testa è che il futuro energetico sarà costituito necessariamente da un mix di fonti in cui ognuna darà il suo contributo, mentre le fossili andranno via via declinando.

Fermarsi in attesa dei prossimi sviluppi non è una soluzione saggia, così come pensare di poter far tutto con le rinnovabili.

Bisogna smetterla con le favole sull'indipendenza energetica (che nessun paese europeo potrà mai avere) e sulle rinnovabili che non potranno mai superare certi limiti tecnici (intermittenza e variabilità delle fonti) e non manderanno mai avanti da sole un moderno paese industrializzato come l'italia.

Poi il petrolio si usa anche per produrre le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici, se è per questo... Ma quello che conta è ovviamente l'EROEI della filiera. E riguardo i costi non dimentichiamoci la generosa incentivazione sul kWh delle rinnovabili prima di sparare sul nucleare.

 

Ciao

23
02 Giu 2008
alle 17:06

francesco G

@22 evidentemente non sei aggiornato mai sentito parlare del kitegen??? per fortuna (non sò se posso) il picco uranio per le risorse da circa 5000 ktU è nel 2025-2030 ma pare che con uno studio dell'IEA ci sono altretanti di uranio convenzionale da scoprire (risorse probabile) quindi il problema non si pone considerato che con la IV il consumo cala parecchio solo che noi siccome non possiamo produrre plutonio (alemno credo) useremo la versione al torio (se sarà necesserio).i problema prima della IV è che qualcuno deve rimanere fuori dal mercato uranio l'offerta non sarà sufficente per tutti con le conseguenze del caso (vedi petrolio oggi) ahh cosa si usa per estrarre uranio?? petrolio??:http://www.eniscuola.net/speciali.aspx?id=101

molto probabile che quando si saranno quasi terminate le centrali sarà disponibile il polywel,kitegen e chi sà forse anche la fusione fredda, se ciò accadesse chi paga lo smaltimento anticipato o la quota sulla bolletta per tutta la loro vita di funzionamento???  (domanda retorica)

22
02 Giu 2008
alle 16:19

Francesco Bondi

Ma ancora credete che con le rinnovabili (idroelettrico a parte) si possa mandare avanti una nazione? Suvvia non prendiamoci in giro, e soprattutto non cediamo a questa irrazionale paranoia antinuclearista per cui pochi metri cubi di scorie pericolose all'anno non vanno bene mentre si tollerano migliaia di tonnellate di gas rilasciati bruciando i fossili.

21
02 Giu 2008
alle 12:52

Diego d'Andria

A onor del vero (perché è giusto attribuire i credits anche agli atti criminali, no?), i primi inventori del gioco del "blackout strategico" sono stati quei volponi della Enron, col fine di simulare un calo dell'offerta sul mercato californiano e far lievitare i prezzi di vendita dell'energia.

Noi, da bravi napoletani, abbiamo solo copiato il sistema in chiave munnezzara.

20
02 Giu 2008
alle 11:37

Cataldo

Richiameranno Quatermass, per risolvere il mistero dei blackout.

19
02 Giu 2008
alle 02:50

Hystaspes

A chi non l'avesse visto, consiglio il film: "2022, I sopravvissuti"

Una New York dove crisi energetica, crisi alimentare, sovrappopolazione, degenerazione autoritaria ed effetto serra galoppante costituiscono le tinte di uno scenario davvero cupo.

Film visionario del 1973 di Richard Fleischer, con Charlton Heston (lo stesso de "Il Pianeta delle Scimmie"), tratto da un romanzo distopico di Harry Harrison.

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=8573

http://it.wikipedia.org/wiki/2022:_i_sopravvissuti 

 

 

18
02 Giu 2008
alle 00:09

bore

@ 14 questi blackout mi riportano alla mente anche questo articolo http://www.oilcrash.com/italia/blackout.htm

un po scoraggiante vero? 

17
01 Giu 2008
alle 23:34

nickvandeerpeers

E' orami da qualche tempo che mi succede continuamente , sentire l'energia della natura che mi circonda anche in piena città, in qualsiasi condizione meteo , il sole che mi brucia la pelle e penso a quanta energia pulita si potrebbe ricavare installando più fotovoltaico, il vento in faccia e volte leggero a volte impetuoso, vedere i canali pieni d'acqua che non vengono sfruttati; tante idee ; alla fine un'unico pensiero, a quale scopo?

Cosa farà la differenza nel momento del picco della crisi, la spregiudicatezza, l'intelligenza, la forza bruta, le piccole comunità, chi le difernderà dalle orde barbariche ?

 

16
01 Giu 2008
alle 23:27

Giuseppe Carone

Ultimamente il prezzo del petrolio è sceso, ed anche di parecchio, tuttavia negli utlimi giorni è successo che il dollaro si è rivalutato un po' sull'euro.

fonte:  http://it.finance.yahoo.com/q/bc?t=1d&s=EURUSD%3DX&l=on&z=m&q=l&c=

Potrebbe questa rivalutazione aver fatto calmierare un po' le quotazioni? Se si, allora urge un grafico comparativo tra l'aumento del greggio e le quotazioni del dollaro.

Ciao 

15
01 Giu 2008
alle 19:44

Pippo

Lula, non demonizzate il Brasile per l'etanolodi Martino Rigacci

Un forte attacco alla "speculazione" che spinge al rialzo i prezzi del petrolio e una difesa a spada tratta della "rivoluzione energetica" promossa dal Brasile, in particolare il programma sui biocombustibili: sono i due punti centrali sottolineati dal presidente Luiz Inacio Lula da Silva, in vista della Conferenza Fao sulla crisi alimentare, martedì e mercoledì a Roma. Incontrando la stampa all'ambasciata brasiliana, Lula ha fatto capire che non ci sta a finire nel banco degli imputati della Conferenza a causa del colossale programma brasiliano di etanolo, che per molti Paesi ed esperti è fra i principali responsabili dell'ondata di aumenti dei prezzi internazionali degli alimenti.

Oltre ai sussidi europei all'agricoltura, Lula ha più volte criticato la fase di "speculazione" che attraversano i mercati petroliferi, contrattaccando nel contempo di fronte a quella che ha definito una "demonizzazione" del programma brasiliano dei biocombustibili, iniziativa che - ha più volte sottolineato - non è una minaccia per la produzione degli alimenti. Tale tesi rappresenta semplicemente "una diffamazione", ha aggiunto, puntualizzando di essere contrario alla produzione dei biocarburanti ricavati dai cereali. I dati del Brasile sul fronte dei biocombustibili sono infatti impressionanti: entro un paio d'anni Brasilia sarà tra i maggior esportatori mondiali di bioetanolo da canna da zucchero, mentre il Paese ha il record per la vendita di auto 'flex', che vanno cioé a benzina o ad alcool derivato proprio dalla canna da zucchero. Nel sottolineare di non sentirsi "preoccupato" per gli eventuali attacchi che il Brasile dovrà affrontare alla Conferenza Fao (da altri Paesi, ma anche dalle ong), Lula ha ricordato che intende chiedere al segretario generale Onu, Ban Ki-Moon (che incontrerà domani) la convocazione di una riunione internazionale proprio sulla speculazione nel mondo del petrolio.

"E' necessario trovare un prezzo del greggio che sia compatibile con le necessità dei Paesi poveri del mondo", ha proseguito, spiegando che "al momento dell'estrazione, il prezzo del greggio non arriva ai 35 dollari il barile", a fronte delle attuali quotazioni (127 dollari). Oltre al fatto, ha subito aggiunto, che non bisogna dimenticare aspetti quali "l'incidenza del prezzo del greggio sui trasporti degli alimenti o sulla produzione dei fertilizzanti".

L'obiettivo di Brasilia è insomma dimostrare al mondo che il proprio programma "etanol" è "compatibile" con la produzione di cibo, e che il Paese porta avanti senza sosta i progetti per la "sicurezza alimentare", ha osservato ancora Lula, per il quale i nemici dell'etanolo brasiliano sono le lobby petrolifere, ma anche "l'industria europea dell'auto, che non intende cambiare il proprio modello produttivo". Rispondendo ai cronisti sulle accuse che da più parti si fanno al Brasile sulle condizioni di vita dei lavoratori nelle piantagioni della canna da zucchero, Lula non ha nascosto il problema, ammettendo che in effetti "é un lavoro molto duro: non di più, però, di quanto avveniva con i minatori del carbone" molti anni fa in Europa. Il presidente ha infine chiuso la conferenza stampa mostrando a giornalisti e fotografi un modellino di un auto "made in Brazil", vettura che sarà tutta costruita con plastica ricavata dall'etanolo di canna da zucchero: senza una goccia di petrolio. 

 

14
01 Giu 2008
alle 19:06

tapro

Secondo la teoria di Olduvai, i blackout permanenti dovrebbero iniziare dal 2012.

"first there are waves of brownouts and temporary blackouts, then an epidemic of permanent blackouts spreads worldwide" 

"large cities, of course, will be the most dangerous places to reside" 

Via dalle città!! 

13
01 Giu 2008
alle 19:05

YAPaolo

@12

Per realizzare la democrazia che dici tu ci vorrebbe un sistema profondamente diverso da questo, nel quale a ciascuno è lasciato il tempo giusto per recepire la giusta informazione, rifletterci su, confrontare le opinioni. Un tipo di società nella quale si lavora molto meno, fregandosene della cosiddetta crescita, della competitività e di tutte le menate che ci hanno ridotto a polli d'allevamento, schiavi del ciclo produci-consuma-crepa. La fine del petrolio a basso costo ci offre questa grande opportunità, di rallentare un po' e godersi la vita in modo diverso, più ragionevole, più ragionato, ma nessuno ne parla, perchè alla fine, persino noi, stiamo a qui a discutere di come produrre energia per alimentare il sistema, mentre forse dovremmo discutere di come cambiare il sistema adattandolo all'energia che abbiamo (e che avranno i nostri figli).

12
01 Giu 2008
alle 18:38

nickvandeerpeers

Vi è un problema a livello PLANETARIO ,delle "democrazie", che non hanno propio nulla di democratico, l'espressione del volere del popolo, o almeno la maggioranza di esso che evolve continuamente e fluttua, come si puo' pretendere di conseegnare le chievi del destino di una nazione per 5 anni a scatola chiusa su argomenti che spaziano dalle infrastrutture alla politica energetica e tutto il resto, le dinamica he evolvono continuamente, ci servirebbe un modello diveso, prima una vera informazione e poi un voto elettronico continuo e condiviso su orgni tematica, un feedback diretto e continuo su ogni argomento decisionale.

 

11
01 Giu 2008
alle 17:46

fausto

OT come solito, ma non resisto.

 

Da Energy Bullettin

...The American Petroleum Institute published a 56-page paper entitled “Are We Running Out of Oil?” in December 1995. The executive summary concludes with this red herring: “There is a very real danger that attempts by government to address the non-problem of resource exhaustion will distract from or even aggravate the real challenge of removing remaining institutional barriers to supply growth.” Peak oil does not mean “resource exhaustion,” though M. King Hubbert’s curve does show production declining to zero many decades into the future...

Traduco la citazione che mi ha colpito di più, e che ha fatto arrabbiare anche l'autore dell'articolo:

“...Vi è un pericolo molto reale che i tentativi del governo di affrontare il non-problema dell'esaurimento delle risorse svieranno l'attenzione da, o addirittura peggioreranno, la vera sfida di rimuovere le restanti barriere istituzionali alla crescita delle forniture [di materie prime, ndt]....”

Ed allego la risposta pensata da A. Einstein, datata ma sempre valida:

“Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l'ha generato”

 

10
01 Giu 2008
alle 12:54

Coqui

@7, "qualche centinaio d'anni" cosa? A che tasso di consumo? Dove, come e quando?

Precisione, completezza, proprietà di linguaggio.

Da persone politicamente impegnate mi aspetto maggiore esaustività, altrimenti recito il mantra di Aramco ("Abbiamo petrolio per più di cent'anni") e non mi alzo nemmeno dalla sedia.

:-) 

9
01 Giu 2008
alle 11:51

Antonello

@ 8 Luigi Lucato


"non credo bruceranno tutto quello che si può fino alla fine, pur di non cambiare."

Ti quoto. Nell'isola di Pasqua tagliarono l'ultimo albero e poi si mangiarono tra di loro! Molte teste di padroni e gente "nobile" saltarono e non in senso figurato!

8
01 Giu 2008
alle 10:22

Luigi Lucato

#3 non credo bruceranno tutto quello che si può fino alla fine, pur di non cambiare.

#5, #6 Logica a brevissimo termine chi rimane si arrangia,
nel frattempo creiamo (o lasciamo accadere ) delle crisi e proponiamo delle soluzioni utili, a chi?

Purtroppo penso che nell'emergenza a dominare sarà sempre più la parte peggiore dell'uomo.

Anche perchè molti si credono di essere immuni dai .... che creano.

7
01 Giu 2008
alle 10:20

sr

#6:

Magari eri un po' distratto o non hai visto tutto il servizio: si diceva anche che riguardo alla disponibilità dell'uranio, le stime sono di almeno qualche centinaio di anni.

6
01 Giu 2008
alle 09:56

Lavoratore autonomo

Ieri sera su RAI2 ho visto un interessante servizio sull'India, il 50% della popolazione non ha elettricità (per non parlare dell'acqua) e, l'altro 50%, subisce continui blackouts... tutte le aziende hanno generatori diesel pronti all'uso.

Le uniche centrali sono a carbone, petrolio non ne hanno e stanno puntando tutto sul nucleare; obiettivo: raggiungere il 15% o 20% del fabbisogno entro 15 anni (mi pare, dati a memoria) e il 50% circa in un più ampio arco temporale...

In programma la costruzione di decine e decine di centrali atomiche; programma che ha anche il Giappone e altri stati.

Ma dove trovano tutto questo uranio? Se certe previsioni sono vere, fra 10-15 anni non ce ne sarà proprio più, altroché picco!

Ma cara Debora, nella peggiore delle ipotesi, i politici non seguono interessi economiche? Che interesse economico ha una centrale costosissima che fra 15 anni si dovrà spegnere con un conto economico più rosso di Ferrando?
Forse vale il ragionamento dell'indebitamento dei comuni tramite derivati, ovvero: "tanto fra 10 anni non ci sarò più!"?
Credo che questo sia il peggior crimine contro l'umanità...

 

5
01 Giu 2008
alle 08:18

redarrow

Debora, magari fosse come sospetti... significherebbe almeno che hanno un cervello :-)

 

io invece, penso siano solo dei mascalzoni con l'unico interesse a rubare il più possibile e scappare! :-(

4
01 Giu 2008
alle 05:45

Coqui

Il governo non le può costruire?Benissimo.Però al "privato" britannico mica fa schifo che lo smantellamento di quei catafalchi sia a spese dello Stato: http://tinyurl.com/4ylphxSappiamo fin troppo bene qual è la parola d'ordine del liberista: "Privatizzare i profitti, socializzare le perdite". Alitalia docet (?).

3
01 Giu 2008
alle 04:59

francesco

Ci sono anche aspetti positivi nella crisi energetica ed economica incombente: ad esempio una possibile/probabile riduzione dei gas serra a medio termine ( 5-10 anni); quando ci si preoccupa del livello di vita delle persone di oggi e di domani mattina non si deve farlo a scapito di quelle di domani e dopodomani; aggiungerei che trovo moralmente ingiusto sacrificare molte specie animali ed ambienti naturali per permettere a 1,5 miliardi di persone di avere l'auto privata  od anche di condividere questo pianeta con 7-8 milardi di persone invece dei 3 che al massimo può sostenere con una agricoltura biologica.

2
01 Giu 2008
alle 01:57

pablo

Caro Bombadillus, il risparmio e l'efficienza sono solo un pannicello caldo. Ricordati il paradosso di jevons.

1
01 Giu 2008
alle 01:15

Bombadillus

la cosa che mi fa rabbia è che siamo finiti in un circolo vizioso.

Da anni possediamo delle tecnologie che permettono di costruire abitazioni a basso consumo energetico, case che consumano e costano poco. Per anni sono rimaste chiuse nei cassetti, per anni si è continuato a costruire con tecniche obsolete.

Oggi, nel 2008, queste teconologie costano un sacco di soldi, e pochi, con la crisi economica in corso, possono permettersi questa spesa.

Così si continua a consumare i soliti carbone, gas e petrolio, e più si consumano, più queste risorse diventano care impoverendo la Terra e le persone.

E le persone ancora più povere possono ancor meno permettersi le nuove tecnologie... E il giro ricomincia.

Ora si fanno le centrali nucleari... Sarebbe meglio si cominciassero a costruire case a basso impatto energetico!!!  

 

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