Uno sguardo dal picco
Con buona pace di tutti coloro che sostengono che il problema produttivo sarà risolto da maggiori investimenti e nuova tecnologia.
Oil & Gas Journal riporta un'analisi di Matthew Simmons, CEO della banca di investimenti energetici Simmons & Co. International. E la sua conclusione è scoraggiante: per adeguare tutta l'infrastruttura petrolifera in modo significativo, ovvero per "rianimare" la produzione per un po', servirebbero centomila miliardi di dollari. Ad esempio, la stragrande maggioranza delle piattaforme offshore ha oltre 25 anni, e oleodotti e pozzi soffrono della stessa obsolescenza. Ruggine, perdite, crepe vengono ricoperte con una mano di vernice o una toppa, ma il problema rimane.
Ammesso inoltre che si voglia investire tale immensa cifra*, cosa che non è, ricorda Simmons come ci si trovi comunque davanti a una scarsità di personale specializzato e soprattutto delle materie prime necessarie, che oggi costano più che mai.
Mi pare, dalla lettura dell'articolo, che Simmons parli solo di upstream (che è quello che influisce ovviamente sulla produzione). Non dimentichiamo però il downstream, che ci tocca direttamente: anche le raffinerie cadono a pezzi e non vengono rimpiazzate. E vecchie come sono, non riescono a trattare il petrolio pieno di zolfo che c'è oggi sul mercato.
*(Per intenderci: centomila miliardi di dollari sono pari al costo di 500 anni di guerra in Iraq.)
ieri a radio 3 sienza Carlo Rubbia diceva che il solare sarebbe pronto e basterebbero pochissimi metri quadrati di pannelli per alimentare il mondo intero. Si puo' ascoltare l'intervista su sito di radio 3 a:
http://www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=251078#
Sara' vero? che aspettano? energia semi gratis a go go...
L'argomento che i governi sono alleati alle compagnie petrolifere e ai costruttori e gestori di centrali nucleari per mantenere la risorsa nascosta non mi convince...
un evento interessante e poi http://www.eusd.it/blog
@38 la prius ce l'ha un mio amico e non fa 24km/l (forse andando proprio piano piano su una autostrada vuota perfettamente piana) ma circa 17-18km/l
@45 dove l'hai trovato a crude awakening in italiano? mi posti il link per favore? l'ho visto in inglese ma non ho capito tutto.
@45 dove l'hai trovato a crude awakening in italiano? mi posti il link per favore? l'ho visto in inglese ma non ho capito tutto.
Con questa cifra si potrebbero installare, all'incirca, 100.000 GW di eolico ai costi attuali, che sarebbero sufficienti a coprire all'incirca l'intero fabbisogno mondiale di energia primaria.
Se poi li facessimo di solare, con costi via via decrescenti, potremmo fare a meno di tutte le altre fonti presumibilmente.
@ Mariolone # 40
A Novazza, stando a quanto dichiarato poco tempo fa dalle aziende interessate, sarà possibile estrarre 1300 t di ossido.
All'incirca (secondo un ingegnere del settore) il consumo decennale di una centrale da 1000 Mwe.
Non è nemmeno importante tenercelo per noi: è comunque troppo poco.
Ieri o downlodato e visto in italiano a crude awakening.......porca pupazza....se vi capita guardatelo .....non ci sono parole..che immagini e che affermazioni.
Debora, non capisco questo modo di giudicare il lavoro delle Compagnie, se fosse per voi nessuno avrebbe dovuto mai fare questo lavoro o se l'avessero iniziato, avrebbe dovuto smetterla dopo tre giorni.
I giacimenti ancora da sfruttare sono effettivamente più difficili, e allora? Anche le tecniche stanno diventando migliori. Una gran quantità sono tuttora bloccati da veti e intransigenze molte volte del tutto discutibili, lo so, se estrarre una montagna di petrolio costa un po' di fastidio alla formica rufa, molto meglio non dar fastidio a quest'ultima.
Mi fermo, sto facendo veramente considerazioni da bar.
Volevo dire la mia su una cosa che mi fa sorridere, mi ritrovo con la macchina che è della società e che uso per fare pochi kilometri, e che è più del doppio di cilindrata di quella di fabio80s e in extraurbano giro intorno ai 20km/l, perchè mi chiedo non fanno motori come quello appunto su una audi 2.5 che pesa 2ton su una macchina che ne pesa 1 di tonnellata e fai 40km/l?
Premetto che la mia usa l'80% di olio usato di fritture varie
Giusto ieri leggendo il sito di bellona (fondazione norvegese per lo studio dell'energia e non solo) suggerivano alla Russia di sostituire le centrali nucleari nella pensiola di kola con centrali eoliche dato che la stima di energia che si potrebbe produrre colá é di 360 TWh all'anno.
http://www.bellona.org/articles/articles_2007/kola_renewables_seminar_oslo
Se non mi inganno tale cifra corrisponde suppergiú al fabisogno italiano....
Comunque sembra che la lobby del nucleare abbia segnato un altro goal con la firma di USA e Russia di un trattato sulla cooperazione sul nucleare civile...tratto dallo stesso sito
http://www.bellona.org/articles/articles_2008/civilian_pactIo con la mia Peugeot 206 1.4, 75 cv, percorro (quando la uso, perchè in città mi muovo in bici) circa 17 km/l guidando in "modalità peak oil" : effettuo cambi marcia a 2000 giri/min, accelero in modo molto progressivo e senza fretta, metto il cambio in folle quando vedo che il semaforo è diventato rosso, viaggio a una velocità di crociera di 70 km/h sulla statale e fra i 90 e i 100 in autostrada. Riflettendo, sono arrivato alle conclusioni che l'utilizzo della bici in città mi ha guarito dalla fretta cronica che si ha alla guida e ne sta guadagnando la sicurezza, l'usura delle componenti e il consumo. Sono sempre più convinto che le auto non dovrebbero superare i 90-100 km/h di velocità massima, che sono già un lusso. E poi se si rispettano i limiti di velocità (che sono "limiti", quindi estremi, si può anche rientrare al di sotto!) il rischio di incidenti diminuisce veramente tantissimo.
Salve a tutti, sarò un po' OT, ma siccome il nucleare credo vi interessi...
Vicino a casa mia si trova il più grande giacimento italiano di Uranio (Novazza, provincia di Bergamo). Ai tempi della centrale nucleare di Latina, si diceva che sarebbe stata in grado di alimentarla per almeno 15 anni.
La Metex Resources Ltd (Australia), circa due anni fà, ha comunicato di aver presentato domanda per la concessione di estrazione di uranio e dar via al “Novazza Uranium Project“.
Il 15 dicembre 2006, è stata archiviata l’ istanza della società mineraria australiana Metex per l’ esplorazione del giacimento di uranio a Novazza. Inoltre è stato stabilito che eventuali future istanze di permesso di ricerca o di concessione mineraria dell’ uranio riceveranno direttamente un parere negativo della Regione Lombardia.
COSA SIGNIFICA?
a) che la corsa al nucleare che molti vogliono troverà più oppositori NIMBY che sostenitori?
b)che "l'uranio è nostro e ce loteniamo" in previsione di future centrali?
@38 per un americano abituato a sprecare benzina con gli hammer a 4km/l la prius è fantascienza, per noi un pò meno.
@36 .. la prius piace molto anche a me .. la avrei presa .. ma costa 25.000 € ...
e fa circa 24 km/l di benzina ..
difetti .. bagagliaio 0..
una punto 1.3 multijet fa circa 20 km/l di media .. e anche di + se si va piano .. e costa 10.000 € in meno :9
Dai tempo Debby, 500 anni di guerra in Iraq? Siamo solo all'inizio...
Sui costi estrattivi posso dire che serve una CORDATA DI IMPRENDITORI tipo quella fasulla pre-elettorale Alitalia. Ma questa volta in ballo c'è il nostro futuro e sul futuro di figli e nipoti le chiacchiere stanno a zero.
Nel frattempo la prius vende a raffica senza incentivi e con prezzo maggiorato:
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=anQwjOOpCYQ8&refer=home
@32
Demenzialità pura se fosse vero(speriamo di no), ma una cosa del genere in Italia temo che avrebbe un discreto successo di mercato.
Comunque sarebbe una iniziativa economica che andrebbe contro ogni politica di risparmio carburanti(e Dio solo sa quanto nel nostro paese avremmo dovuto già cominciare da tempo a risparmiare energia) e inficerebbe qualsiasi politica di rilancio del trasporto pubblico.
Almeno finchè non inizieranno a scarseggiare benzina e gasolio e non ci sarà da aspettare molto per questo...
@30,
in effetti anche io vorrei mettere a confronto la crisi energetica degli anni 70 con quella che stiamo attraversando. non trovo niente di utile in rete.
Altra cosa: sono convinto che oggi ancora non sentiamo l'impatto reale del barile a 100-125$, dato che oggi viviamo più o meno come l'anno scorso o due anni fa e quello che compriamo (salvo poche ma fondamentali cose) ha prezzi basati su un'economia vecchia almeno di un anno con il barile a 50-70$.
Il volano dell'economia europea ha più inerzia di quello americano, negli USA gli effetti si stanno facendo sentire oggi, per vari motivi che già conosciamo. Quand'è che la nostra economia comincerà a risentire veramente degli effetti del barile a 100-125$? Tra sei mesi? un anno? il prossimo inverno?
Segnalo questo e spero tanto che non sia vero
http://www.autoblog.com/2008/05/05/chrysler-to-guarantee-gas-at-2-99-a-gallon-for-three-years/
In pratica con l'acquisto dell'auto garantiscono il prezzo della benzina a 2.99$ per 3 anni. Non so più cosa augurarmi.
Buongiorno a tutti, seguo questo blog da mesi con grande interesse, ma è la prima volta che vi scrivo. A proposito di investimenti folli per il petrolio, vi segnalo quanto riportato in questi giorni da The Oil Drum (theoildrum.com/node/3969) sul sistema escogitato per sfruttare gli scisti bituminosi del Colorado. Praticamente intendono scaldare elettricamente a qualche centinaio di gradi una porzione di rocce per due-tre anni fino a sciogliere il petrolio e raccoglierlo mediante pozzi di captazione; contemporaneamente però, devono congelare le rocce circostanti per impedire infiltrazioni d'acqua! Risultato? Un rendimento energetico EROEI poco superiore a 1 ed un consumo d'acqua pari a quello annuo di 2,5 milioni di persone. E chissà che prezzo avrebbe quel petrolio! Stiamo raggiungendo il picco della follia petrolifera?
@Debora:
Grazie della risposta.
Sai se c'è qualche libro che trattti in modo dettagliatto la crisi energetica dei primi anni 70? o in alternativa qualche link?
Su wikipedia c'è una pagina abbastanza interessante, ma poco approfondita http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_energetica_(1973)
Grazie.
#28 la situazione è grave e continua con le scosse di assestamento
Sono io che sto diventando paranoico oppure.....
Oggi mi sentivo come Mel Gibson nel film " IPOTESI DI COMPLOTTO", non che abbia trovato la Roberts, ma magari DEBORA potrebbe supplire...; se qualcuno si ricorda la trama di quel film dove Mel affermava che la potenza militare usa aveva eleborato un'arma (satellite) in grado di provocare terremoti devastanti in ogni area del globo, e tac eccoti il terremoto da 7.8 richter che colpiesce guarda caso la CINA propio nellarea della mega diga cge fortunatamente ha tenuto. Curiose le coincidenze alle volte eh ?
Sto ragionando molto sul Peak Oil e ne parlo con tutti quelli che incontro dai familiari ai colleghi e al 99% ormai passo come pazzo catastrofista, la poca soddisfazione è di aver avvetito quel 1%!..avvertito non salvato.
Notoriamente l'italiano medio comincia a muovere il culo solo quando ci sono avvenimentiche lo toccano da vicino, e pochi anche avvertiti si preparano all'invitabile, vogliono una data precisa, quando noi sappiamo che si tratta forse di 6 mesi, forse un anno, al massimo 2, e allora il mio cruccio è: cprepararsi e come? Aspettare la massa che si metta a fare la coda ai distributori, che si metta in lista d'attesa per comprare un pannello solare che molto probabilmente costerà 20 volte quello che costa adesso, o comprare adesso??
La mia zona è ricca di canali artificiali e dell' ADIGE che passa dalla città e attraversa la provincia del Veronese, con google ho scoperto che ci sono molte centrali idroelettriche, molte le si potrebbero costruire con un modesto impatto ambientale sui canali già presenti, ho scoperto una tipo di turbina molto interessante la PEACE TURBINE che sembra sconosciuta ai più ma che ha rese interessanti oltre ah un'installazione abbastanza semplice. Possibile che queste cose non interessino a nessuno ? 100.000 Kwh/anno al costo attuale dell'enegia elettrica medio di 012 cent Kw sono pur sempre 12.000 euro l'anno!!!
Bah staremo a vedere...
era tutto gia' previsto nel 1999..........
@24 Gianluca
Preparato in che modo? Sono curioso di sapere come vi state preparando/vi siete già preparati alla crisi imminente. Giusto per poterci capire meglio pure io.
Significa anche che per risparmiare si dovranno ridurre i nuclei familiari: gli anziani si associno fra loro in convivenze, e chi si è allontanato da casa dei suoi recentemente rischia di rientrarci molto presto..............
Notizie dell'ultima ora: il barile di petrolio ha sfondato quota 126 per poi ridiscendere leggermente a 124 e qualcosa. L'euro sul dollaro è quotato a 1,5539.
Gli analisti dicono che entro l'anno o al limite nel 2009 raggiungeremo i 200 dollari al barile.
Si prospettano tempi a pane e lenticchie, la carne diventerà un lusso inarrivabile così come lo smodato e incosciente uso dell'automobile a benzina diventerà un pallido ricorso. Io mi ci sono già preparato, e voi ??
@21 quel post l'ha scritto Ugo Bardi, a quanto sembra.
In USA ormai il dibattito sul Peak Oil e' ormai affrontato sui principali mezzi di comunicazione, con Simmons e T.Boone Pickens intervistati da CNBC e CNN. Oggi Paul Krugman pubblica in prima pagina sul NYTimes (quotidiano piu' letto al mondo) questo aritcolo
http://www.nytimes.com/2008/05/12/opinion/12krugman.html
In Italia invece l''informazione' continua ad occuparsi sempre e solo di teatrino della politica nostrana, calcio e veline. Che pena.
Ecco il link a come ci vedono dall'estero..(Secondo me l'america è messa anche peggio)
http://europe.theoildrum.com/node/3945
The ASPO-Italy conference in Torino
" But it may well be that Italy will be the first industrialized country in the world to experience peak oil for real. Economically weak, strongly dependent on fossil fuels, Italy, despite being known as the "Sun Country", has done nothing exploit renewable energy to weaken her addiction to oil. Italy may well be the miners' canary of peak oil."
Io avrei la speranza che la fiat possa a brevissimo termine seriamente metter piede nel mercato americano dell'auto, imminente al collasso secondo me nelle vetture più tradizionalmente yankies, e mitigare così le decapitazioni allo stato sociale nel nostro paese
Barney, ti rispondo io. L'entrata in produzione è assolutamente imprevedibile. Come dire "Quanto ci vuole a costruire un palazzo?" Dipende che palazzo! :D
Considera comunque che i giacimenti rimasti sono i peggiori: sette chilometri sotto l'oceano, o sotto tre chilometri di rocce, o in fondo all'Artico, a temperature improbe +50 o -40 eccetera. Cerca Kashagan sul blog: è diventato una bazelletta. Dal '99 ancora non è entrato in produzione e forse non entrerà mai, a sto punto...
R Antonello # 13
Sono assolutamente d'accordo con te, tanto più che Simmons nella sua ultima relazione, Oil And Gas “Rust”: An Evil Worse Than Depletion , http://www.simmonsco-intl.com/files/OTC%202008.pdf sottolineava come l' obsolescenza degli impianti e condotti possa agire con meccanismo di feedback positivo in una situazione di mancanza di fondi.
quindi in caso di interruzione delle importazioni, dovremo almeno per i successivi anni, accontentarci del 10% del petrolio attuale, fino a quando nuovi impianti non vengano costruiti e diventino operativi.
3 anni a livello teorico, però per portare l'attuale produzione da 10 a 100, richiederebbe anni e investimenti enormi...
non mi pare molto positivo il fatto che, in cso di un eventuale blocco delle iportazioni, abbiamo energia per tre anni e poi basta automobili, frigoriferi, lavatrici, concimi, plastiche, treni, computer telefoni...
lo spettro del medioevo dopo tre anni di autonomia non mi pare proprio positivo
A fine 2007 – spiega il Presidente diAssomineraria – l’Italia poteva contare su riserve recuperabili, ovvero pienamente accertate, per 146 miliardi di metri cubi di gas, ai quali si aggiungono riserve potenziali fra 120 e 200 miliardi di metri cubi. Si tratta di circa 260 Mtep ai quali si debbono sommare circa 2 miliardi di barili di petrolio (circa 280 Mtep) tra riserve recuperabili e risorse potenziali. Queste quantità, tradotte in termini di energia, sono paragonabili all’intero fabbisogno di oltre tre anni per una Nazione come l’Italia o, alla produzione attuale, per quasi 40 anni (CIOE' CONTINUANDO AD IMPORTARE IL 90% DALL'ESTERO)
c'e' qualcuno che può aiutarmi ad interpretare quello che viene detto dal presidente d'assomineraria, xchè a me sembra una considerazione assolutamente positiva. saluti.
Qualcuno ha un link, o un titolo di un libro che analizza la crisi petrolifera degli anni 70?
Grazie
Ok! ma secondo me i problemi delle raffinerie decadenti (che comunque sono gravi) sono gli ultimi di cui ci dovremmo preoccupare.
Mi spiego meglio. Ricordate la curva a campana di Hubbert che appare bella simmetrica in molti articoli dell'ASPO e non solo? Ebbene tale curva in realtà NON è simmetrica perchè il petrolio buono e facile estratto prima del picco è diverso da quello di pessima qualità (vedi EROEI) e difficile (cioè completamente antieconomico a causa della profondità e delle condizioni del terreno) da estrarre del dopo picco, inoltre i metodi estrattivi finora usati mediante iniezioni di gas riescono a svuotare i giacimenti in modo netto (o quasi) nel tempo, e tutto questo senza neanche tenere conto della accresciuta domanda nel dopo picco. Di conseguenza la curva equivalente dovrebbe venire molto asimmetrica con una discesa quasi verticale nel dopo picco.
Questo significa che una volta superata una certa soglia si innescherà una reazione a catena incontrollabile di aumento dei prezzi (e forse ci siamo) visto che le fonti alternative al petrolio non potrebbero affatto reggere l'impatto.
Il solare e l'eolico non danno certo i profitti che si otterrebbero dal mercato dell'uranio.
E siccome le elite dominanti(una volta i nobili ed oggi i banchieri e i petrolieri) hanno sempre badato al profitto e si sono inventate allo scopo il capitalismo, poi la sua versione peggiore, il neoliberismo, ed infine l'orrore della globalizzazione, possiamo essere relativamente certi che questo paradigma globale economico da incubo terminerà nel peggiore dei modi(per le masse).
Io credo sempre meno alla decrescita controllata, visto come (non)stanno decollando le politiche mondiali in tal senso e sempre più a quell'evento "x" che segnerà l'inizio del rapido sfaldamento della nostra civiltà(se si può definire tale) dei consumi, tipo effetto domino...
Bisognerebbe fare come l'Olanda, la Danimarca, la Spagna, che investono i loro soldi in eolico e solare. Anche il Portogallo si sta dando da fare, costruendo una mega-centrale ad energia solare in una sua cittadina costiera.
Il nucleare non può reggere da solo, il mercato lo boccerebbe.
Coloro che lo vogliono - le grandi industrie - sono solo dei voltagabbana. Vogliono il capitalismo e il neoliberismo estremo, poi però si godono le sovvenzioni statali all'energia nucleare, che infatti, se fosse lasciata alle sue sole forze, non reggerebbe nemmeno un giorno sul mercato mondiale. IPOCRITI !!!
"...Non ci sono state realizzazioni di impianti nucleari negli USA in numero consistente dagli anni ’80..."
Non è che non ci siano state in numero consistente: non ci sono state e basta. Nel momento in cui il DOD ha smesso di comprare le scorie (1978), i privati hanno abbandonato il settore (circa 22 centrali iuessei non completate).
debora. il tuo * asterisco dice tutto: evidentemente conviene andare in iraq piuttosto che rinnovare l'infrastuttura!
Anche per le altre forme di energia non va meglio.
“Una nuova ondata di impianti nucleari deve affrontare un grosso aumento dei costi.
Rebecca Smith (Wall Street Journal online)
Una nuova generazione di impianti nucleari negli USA è sul tavolo dei progettisti, ma i costi previsti stanno provocando qualche shock: dai $5 miliardi ai $12 miliardi per impianto, da due a quattro volte i costi iniziali.[…]
Non ci sono state realizzazioni di impianti nucleari negli USA in numero consistente dagli anni ’80. Parte di questo aumento è dovuto a sfortuna. La proposta e progettazione di questi impianti sta avvenendo in un periodo di costi in rapida crescita per cemento, acciaio e rame, e in presenza di una crescente diminuzione di lavoratori specializzati e di un network di industrie fornitrici sempre più piccolo.[…]
Oggi sono operativi in USA 104 reattori. Molti sono in attivo economico, ma solo da poco tempo. Per le 75 unità costruite tra il 1966 e il 1986, il costo medio di costruzione è stato di $3 miliardi, il triplo delle stime, secondo i dati del Congressional Budget Office. Molti impianti operano con profitto economico oggi ma solo perché sono stati venduti agli attuali operatori ad un prezzo minore del loro vero costo.”
…….l’intero articolo su http://online.wsj.com/article/SB121055252677483933.html?mod=hpp_us_whats_news
Mi era rimasto indietro un terremoto:
La banca Citigroup, la più grande degli USA, ha annunciate l’intenzione di vendere «attivi che non fanno parte del core business» per l’astronomica cifra di 400 miliardi di dollari, onde far fronte ai buchi che ha prodotto nei bilanci lo scoppio della bolla subprime. L’American International Group, che è la più grande compagnia assicurativa del mondo, riporta per il primo trimestre una perdita mai vista, 7,81 miliardi di dollari, per i problemi causati dalla crisi dei subprime. E Dick Cheney dichiara che l’economia USA «è l’invidia del mondo».
Che devo a una noticina di Blondet
Insomma, stanno raschiando il fondo del barile.
Mi aspetto che in questi 5 anni di legislatura B.(se arriverà a farli), qualche grana epocale investirà il settore dei trasporti privati e della produzione automobilistica...
Commentino carogna: il gatto s'è mangiato la coda e almeno metà delle zampe posteriori... e intanto la fame aumenta :-(
E sono in arrivo altri terremoti.
Sapete a grandi linee indicare quanti anni occorrono per poter estrarre i primi barili da un nuovo giacimento?
A fine 2007 – spiega il Presidente diAssomineraria – l’Italia poteva contare su riserve recuperabili, ovvero pienamente accertate, per 146 miliardi di metri cubi di gas, ai quali si aggiungono riserve potenziali fra 120 e 200 miliardi di metri cubi. Si tratta di circa 260 Mtep ai quali si debbono sommare circa 2 miliardi di barili di petrolio (circa 280 Mtep) tra riserve recuperabili e risorse potenziali. Queste quantità, tradotte in termini di energia, sono paragonabili all’intero fabbisogno di oltre tre anni per una Nazione come l’Italia o, alla produzione attuale, per quasi 40 anni (CIOE' CONTINUANDO AD IMPORTARE IL 90% DALL'ESTERO)
il punto sull'upstream italiano fatto da assomineraria:
http://www.assomineraria.org/news/view.php?news_pk=3727
12 mag 09:50 Economia
MILANO - Le compagnie straniere che fanno parte del consorzio Agip Kco, guidato dall'Eni, chiedono il rinvio al 2012-2013 dell'avvio della produzione di petrolio del maxigiacimento kazako di Kashagan. L'ha reso noto oggi, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Interfax, il ministro dell'Energia kazako, Sauat Mynbayev. Lo start alla produzione e' attualmente previsto per il 2011. Del consorizo fanno parte anche le americane ExxonMobil e ConocoPhilips, l'anglo-olandese Shell, la francese Total, la giapponese Inpex e la compagnia nazionale kazaka KazMunaiGaz. (Agr)
alle 17:05
Alessandro
@50: Rubbia è un furbone, in realtà il suo solare (purtroppo per noi, beninteso) è parecchio costoso e non molto migliori di progetti già esistenti...
Sta facendo buona pubblicità, ma ancora non ci siamo in quanto a tecnologia...
Interessante è questo, www.kitegen.com
Tutto italiano, ad una frazione del prezzo di qualsiasi altra fonte...
I prototipi esistono e funzionano, mancano le centrali :-(