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Mag 0819

Quel mistero misterioso (e inquietante) delle riserve strategiche.

Pubblicato da Debora Billi alle 14:00 in Current Affairs


Parlando di prezzi che salgono, si tende spesso a dimenticare una variabile che incide parecchio: quella del filling delle Riserve Strategiche dei vari Paesi, o SPR.

Negli ultimi giorni sono arrivate strane notizie in proposito. Una voce di corridoio mi aveva detto che gli USA stanno riempiendo le riserve senza sosta, giorno e notte, apparentemente incuranti del prezzo. In genere si cerca di riempirle quando il prezzo è favorevole, sia per non buttar via denaro sia per non influire ulteriormente su un mercato già affaticato. Invece, accade il contrario. Come mai? Una verifica mi conferma la notizia: una APcom riporta polemiche al Congresso USA.

Non è concepibile che si continuino a rifornire le riserve strategiche, togliendo dunque dal mercato ogni giorno 70.000 barili, quando i prezzi del petrolio sono ben oltre la soglia dei 120 dollari al barile. "Stiamo acquistando il petrolio più costoso della storia e lo stiamo immagazzinando", ha detto il senatore democratico Byron Dorgan.

Quindi lo strano e irrazionale comportamento del governo è reale. E il governo pare soccombere: il 17 maggio il filling delle riserve si ferma per decreto.

Ma tanta accondiscenza ha forse un motivo restrostante: le SPR americane hanno probabilmente raggiunto il record di sempre. Lo dice l'EIA: al 9 maggio erano arrivate a 711,992 migliaia di barili. Mai state tanto alte nella storia.

Cosa indica tutto ciò? Difficile da dire. Meno difficile, e più inquietante, scoprire un altro dato che forse è collegabile... la Cina sta irrazionalmente facendo altrettanto. Riporta Dow Jones (no link):

Le esportazioni verso i mercati asiatici stanno crescendo in maniera spettacolare, guidate dalla domanda cinese, e di altri Paesi, per il rifornimento delle riserve strategiche. 

Si ipotizza che la Cina stia ricostruendo le riserve intaccate durante la recente crisi, o addirittura che stia rimettendo in funzione centrali a olio combustibile per rimpiazzare le inquinantissime a carbone durante le prossime Olimpiadi.

Naturalmente, tutto ciò che riguarda le SPR è sempre oscuro e difficilmente interpretabile. Ma pare plausibile che stia avvenendo una corsa al filling in tutto il mondo, aiutando il rialzo dei prezzi. Quel che non si sa, è il perché...

 

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Commenti

1. andrea, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 14:18

i casi sono due: o anche i governi, che sono comunque composti da uomini, stanno cadendo vittime dell'isteria di massa riguardante il petrolio, ed anche per questo il prezzo e la domanda continuano a salire più del dovuto, come in una crisi di borsa all'incontrario, dove tutti vedono che i prezzi scendono e cominciano a vendere.

oppure, sanno qualcosa che noi non sappiamo, o che possiamo immaginare ma non ci viene detto ufficialmente.

nel primo caso, possiamo sperare che rientrata l'isteria la situazione si calmierà, nel secondo caso invece probabilmente abbiamo già il cappio al collo e doppiamo solo aspettare che ce lo stringano.

2. fabio, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 14:19

lo sa bene il perchè.. non faccia finta di non saperlo

3. Ste, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 14:28

preparativi per il match finale? 

domandina: quanto tempo ci vuole ancora per ultimare "il pieno"?

4. daniele.spagli, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 14:34

Quando passo davanti al distributore ho sempre la tentazione di fare il piano... tanto so che domani costerà anche di più.

Che lo faccia anche Wanshington e Pechino non è che la conferma che il prezzo salirà e non scenderà.

Il perché non lo chiedo neppure... non su questo blog.

5. Giuseppe Carone, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 14:35

la seconda ipotesi di andrea mi terrorizza parecchio, anche se questa veduta ormai ce l'ho in testa da un paio d'anni, e credo che prima o poi si arriverà allo scontro.

Che "Dio" ce la mandi buona :D 

6. Paolo Marani, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 14:40

A me sembra ovvio il perchè, forse la domanda era retorica.

I prezzi non caleranno mai più, quindi meglio stokkarlo fino a quando si può.. Se ti dicono che domani la benzina sale, fai il pieno anche se costa un botto, no ??

7. kzpaul, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 14:44

Il fatto che ci sia o non ci sia abbastanza petrolio ora è poco rilevante, molto più importante è la fiducia che i mercati e i governi hanno che continuerà ad esserci petrolio di buona qualità a basso prezzo per gli anni a venire !!!
La crisi del mercato petrolifero poggia fondamentalmente sulla fiducia che questo mercato reggerà mettendoci dentro estrazione, raffinazione e distribuzione.
Il primo picco quindi è quello della fiducia, poi arriva anche quello vero... la mancanza di fiducia è premonitrice del picco che verrà!!!

8. Paolo B., Lunedì 19 Maggio 2008 ore 14:48

Andiamo Debora, non ci vuole un'intelligenza sopraffina per dare una plausibile risposta al perchè, e tu la sai già :-).

Innanzitutto cominciamo ad escludere che le riserve siano per i consumi quotidiani delle popolazioni.

Restano  le strutture vitali dello Stato come i centri di comando politico e di intelligence, le forze armate e dell'ordine, i vigili del fuoco, la protezione civile e i servizi sanitari, l'agricoltura, ecc.

Le riserve sono solo per loro.

Se c'è la corsa globale alle riserve è perchè le elite dominanti sanno bene che il petrolio facile è agli sgoccioli e che si preparano tempi drammatici e di anarchia per tutti.

Quello che è assurdo è che si preferisce prepararsi ad affrontare le conseguenze della recessione globale piuttosto che cercare di attenuare l'intensità di tale recessione con l'unica strategia da attuare, quella della decrescita energetico/economica controllata.

Il treno è in corsa accelerata ma consapevolmente non tirano il freno per rallentarlo.

E il muro non è lontano...

9. Barney, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 14:49

Le motivazioni possono essere molte, tra le piu' probabili picco
e/o guerre.

Quel che è certo è il fatto che si tratti di notizie riservate, altrimenti al senatore che ha sollevato il problema gli sarebbe stata data una risposta e si sarebbe continuato ad accumulare.

Se devi fare la guerra all'iran o se sai che i sauditi hanno raggiunto il picco e presto lo dichiareranno (o non potranno negarlo), beh non è che puoi andare a dirlo ai 4 venti, meglio tenere il piu' possibile la notizia riservata.

Le scorte servono quando la produzione cala drasticamente.

Mi fa strano che il governo faccia pura speculazione, compra oggi scommettendo sull'aumento del prezzo domani.

 

10. Gio, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 15:07

@Paolo Marani: non credo che i prezzi non caleranno mai piu'. in casi di esaurimento di risorse c'e' sempre un momento in cui la risorsa viene sostituita. questo causa una discesa del prezzo nel momento in cui il tasso di sostituzione comincia a essere sufficientemente alto (vedi esaurimento dell'olio di balena nel secolo scorso).

la particolarita' nel caso del petrolio sembra essere che dovremo accontentarci di una sostituzione con risorse piu' povere (ad esempio il ritorno della trazione animale nelle campagne) e quindi il transitorio sara' poco piacevole nonche' accidentato. se comunque saremo abbastanza fortunati da raggiungere un nuovo equilibrio sara' in una situazione in cui avremo sostituito il petrolio con altro in molti settori. in tali condizioni e' facile immaginare come il petrolio non sara' piu' una risorsa pregiata (un po' come oggi l'olio di balena).

ps: ci sono in rete studi che mostrano come spesso l'andamento della curva del prezzo e' una traslazione nel tempo della curva a campana della produzione (in particolare sul sito di aspo italia dovrebbe esserci uno studio del genere a riguardo dell'olio di balena). scusate la mancanza di link, ma sono di fretta.

11. Bernardo Mattiucci, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 15:11

Ho come l'impressione che le attivita' politico-economico-militari degli ultimi 8 anni (almeno) siano volte alla creazione di un super-stato nel medio oriente.

Tolti di mezzo l'IRAQ e l'AFGANISTAN, restano in mezzo ai piedi soltanto IRAN, SIRIA, GIORNDANIA e LIBANO!

Perche'?

Beh...

e' il vero centro del mondo. Un impero in quella zona puo' colpire agevolmente l'Europa, la Russia e la Cina senza muoversi neanche di un metro!

Inoltre si avrebbero sbocchi importanti sul Mediterraneo, sull'Oceano Indiano e sul Mar Caspio.... ma anche direttamente  in Cina!

Se quello che viene affermato nello zeitgeist e nel film Firenight 9/11 e' vero, anche solo in parte, la conclusione logica degli eventi temo sia qualcosa del genere!

Resto convinto comunque che prima delle prossime elezioni americane, il mondo tornera' a ballare! E non sara' un ballo piacevole!

 

 

12. riccardo, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 15:16

articolo del proff bardi sull'olio di balena 

http://europe.theoildrum.com/node/3960

13. riccardo, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 15:19

bernardo, mi pare che ci abbiano forse provato, in medio oriente, ma non ci stanno mica riuscendo tanto...

14. Debora/Petrolio, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 15:23

Orsù, io chiedo "il perché" proprio perché mi interessano le vostre ipotesi! Che puntualmente... sono tutte diverse! ;-)

15. Paolo B., Lunedì 19 Maggio 2008 ore 15:31

@11

Prima dovrebbero sterminare le popolazioni locali e poi forse potrebbero creare l'impero che ipotizzi.

Visto che con i mezzi convenzionali non ci riescono, anzi stanno perdendo la guerra di occupazione, potrebbero usare le armi nucleari, ma poi dovrebbero fare i conti con sterminate porzioni di territorio e giacimenti petroliferi contaminati chissà per quanti anni e col "malumore" delle altre potenze che contano; oppure potrebbero ricorrere a qualche letale agente batteriologico o tossico che "sfortunatamente" se ne fregano dei confini degli Stati.

Diversamente le legioni yankee dovranno tornarsene a casa(altra impresa difficilissima) con un pugno di mosche ed in un paese in piena recessione...

16. Paolo B., Lunedì 19 Maggio 2008 ore 15:36

@14

E la tua ipotesi?

17. Ste, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 15:46

rullo di tamburi....

Debora? checcidici?

18. daniele.spagli, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 15:48

già... stiamo ancora aspettando la notiziona che dovrebbe farti chiudere il blog.

;-)

 

19. Bernardo Mattiucci, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 15:50

@15

sicuramente gli yankee non torneranno a casa... proprio perche' l'economia e' in recessione e la guerra e' l'unica attivita' che riesce a sfamare migliaia di persone che altrimenti vivrebbero in condizioni molto svantagiate!

Per le armi nucleari... ripeto sempre che Israele non ha mai ratificato il trattato per la non proliferazione delle armi nucleari... e, anzi, ha ribadito piu' volte che in caso di necessita' non esiterebbero ad utilizzarle anche a scopo preventivo, contro chiunque osi mettersi sulla loro strada!

Ma al di la di questi dettagli...

....se i terroristi di Al Qaeda e gli Yankee sono praticamente pappa & ciccia.... nel momento in cui gli Yankee volessero passare allo step successivo del loro programma non penso che ci saranno interferenze da parte dei terroristi. E in Iraq, principalmente, ma anche in Afganistan, le reazioni anti-USA vengono comunque organizzate e gestite dai gruppi terroristici. Per cui la presenza Yankee in medio-oriente viene mantenuta con queste botte e risposte praticamente organizzate solo perche', forse, non e' ancora il momento per lo step successivo.
Step che, presumibilmente, coincidera' con l'unificazione degli USA+Canada+Messico, con la sostituzione del Dollaro con l'Amero (con la conseguenza di una drastica crisi economica da parte di tutti gli stati con riserve di dollari) e con l'imposizione di un governo di transizione nel quale l'attuale presidente americano viene eletto come presidente del nuovo mega-stato!

 

troppa fantascienza? 

20. Paolo B., Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:02

@19

Forse sì, ma la realtà futura potrebbe andare oltre la fantascienza e penso che non dovremo aspettare molto...

21. Andrea UK, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:02

E le riserve della piccola Italia come stanno nel frattempo?

22. tapro, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:16

Che dice Cataldo???

23. Luigi Lucato, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:16


Myanmar, e terremoto nel Sichuan, oltre alla CATASTROFE Umanitaria, creano non pochi problemi di logistica, Produzione e fornitura DI ALIMENTI e meteriali varii
in tutto il mondo, avere scorte non solo di petrolio è il minimo, poi cosa si può innescare con questo altro battito di ali di farfalla ....

24. Luca Mazzoleni, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:29

@11 e @15 immagino avrete letto 'The Grand Chessboard' di Brezinsky... 

se no... eccovene un sunto...

http://www.youtube.com/watch?v=2rrzAnyakiA  

(part 1 of 12, seguire poi i link) 

25. riccardo, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:29

non so come messico e canada si pongano di fronte alla prospettiva di essere fagocitati dagli usa; il tentativo di creare la zona di libero scambio tra usa e sudamerica - che fino a poco tempo fa era il giardinetto dello zio sam - pare miseramente fallito grazie ai molti governi rossi del subcontinente (chi si vuole informare spulci tra gli scritti del grande gianni minà, anche lui uno di quelli sempre in minoranza, grande conoscitore e tifoso di questo nuovo sudamerica che avanza)

c'è sempre l'ipotesi di invadere il venezuela, già si limano le prove della complicità di chavez con i terristi colombiani (chavez, la cui dittatura opprimente e liberticida è la prima della storia a non riuscire a far passare un referendum di riforma della costituzione... pensate un pò!)

ed in messico nel frattempo grandi proteste dell'opposizione per la nuova legge sulla proprietà della compagnia petrolifera... (debby, di questa cosa ci dovresti informare meglio! grazie) 

26. tapro, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:31

Se io vado al supermercato e faccio scorte in quantità, può significare:

1) che mi aspetto o so per certo che domani non troverò più niente sugli scaffali

2) che sono un catastrofista paranoico con il bunker antiatomico sotto la casa

3) che la prossima settimana ho il parentame in visita

4) che prevedo di avere più fame del solito nelle prossime settimane? 

5) che domani faccio una festa...

6) che c'è il 3x2 o il 2x1 e approfitto. 

Quale di queste è l'ipotesi giusta? 

27. riccardo, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:33

28. Luca Mazzoleni, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:42

Zbigniew Brzezinski

29. Barney, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:52

(AGI/REUTERS) - Astana, 19 mag. - Il governo del Kazakhstan, il maggior produttore di petrolio dell’Asia Centrale, ha annunciato la sospensione delle esportazioni di prodotti petroliferi al fine di tenere a freno l’inflazione. “Dobbiamo fermare la crescita dei prezzi del carburante”, ha spiegato il premier Karim Masimov nel corso di un consiglio dei ministri. (AGI) 

Fonte: http://www.economia-oggi.it/archives/00027434.html

 

30. riccardo, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:54

non c'è su wiki.it...

31. tapro, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 16:57

@29 nel post #26 al punto 5) per festa intendevo guerra.

32. Debora/Petrolio, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 17:01

Sul Messico c'è parecchia roba, sia qui che su Crisis.

33. paolo zamparutti, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 17:02

propendo per una previsione di guerra con blocco forniture per un certo periodo dal golfo

in fin dei conti, al cunsumo attuale, 700 milioni di barili per gli stati uniti significano una riserva di poco più di un mese

ottima per far fronte  a interruzioni temporanee, inutile per alleviare gli effetti del picco dell'imminente picco

34. Cataldo, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 17:16

Qualche giorno fa commentando un link postato da Hydraulics segnalavo le amnesie del NYT, che si lamentava dell'acquisto per scorta dei cinesi senza vedere quelli USA. Gli acquisti si fermeranno solo perchè non sanno dove metterlo, e ci sono problemi su una serie di siti di stoccaggio con dubbi sulla possibilità di sfruttarrne la capacità, non ho sottomano ora  il riferimento preciso. Nel contingente la riduzione di utilizzo delle raffinerie ha anche aperto finestre ai fornitori dell'amministrazione: se ho una consegna che non sfrutto mi copro vendendo al governo, piuttosto che interrompere una fornitura, e si sa che il governo non ha cattivi rapporti con i petrolieri....

La Cina al momento ha scorte palesemente insufficenti, che riesca a creare una riserva è fondamentale, l'avvicinarsi della scadenza delle olimpiadi ha spinto a modificare la prudenza fin qui mostrata nella pianificazione degli acquisti. Sul ruolo delle scorte sulla domanda l'idea che siano un elemento di supporto fortissimo, è ormai assodata, quanto era stato detto allora ora diventa cronaca, con gli acquisti cinesi al massimo anche in presenza di una riduzione dei consumi e delle importazioni USA.

L'influenza sul tono della domanda è superiore a  quello che verrebbe da attribuire vedendo i volumi reali, relativamente scarsi, di questi acquisti per scorta, questo accade perchè procedono in modo indifferente rispetto l'andamento del mercato, e si muovono a partire da un fattore, la capacità di immagazzinamento, che cresce con la complessità strutturale delle economie emergenti.  Una serie di paesi che prima non si ponevano il problema cominciano a rendersi conto, man mano che i contratti di fornitura si evolvono, dell'esigenza di una scorta.

Direi che con i tempi che corrono, di inflazione spinta, creare scorte ha molto senso, anche in mancanza di altre opportunità più o meno nascoste all'opinione pubblica, sarà comunque difficile che nel futuro prossimo questi acquisti siano rubricati in perdita con i futuri corrispettivi di mercato, in termini reali. 

Per gli USA è interessante notare come le scorte si siano innalzate a partire dal 2001, evidente momento di svolta..

35. daniele.spagli, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 17:17

vabbè... cmq c'è anche da dire che è dal 2004 che è su quelle cifre.

Con gli anni i consumi crescono, così come i mezzi di esercito & c. immagino... potrebbe sempre essere un livello normalissimo, specie se non si prevedono cali immininenti dei prezzi.

36. Enrico, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 17:21

Scoperta dell'ENI in Congo: http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/economia/eni-kazakistan/eni-congo/eni-congo.html

 

Che ne dice la nostra leader? :-) 

37. Bernardo Mattiucci, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 17:29

Per il Sud America, facendo delle ricerche, ho scovato un "report" che a me personalmente inquieta non poco. Questo e' un piccolo estratto:

Nell'unica strada rotabile che esiste in direzione del Brasile ( circa 800 km che collegano Boa Vista con Manaus), esiste un tratto di circa 200 km (riserva indigena Waimiri Atroari) nel quale si può transitare solamente dalle 6 di mattina alle 6 di sera. Nelle rimanenti 12 ore la strada è chiusa dagli indios ( con l'autorizzazione della FUNAI -apparato governativo preposto a "tutelare" i nativi- e degli americani) affiche gli stessi non siano disturbati.

voi non passate se siete brasiliani, mentre l'accesso è libero per gli americani, gli europei e i giapponesi. Di questo 70% di territorio indigeno direi che nessuno può accedere al 90% dello stesso senza una grande burocrazia e autorizzazione della FUNAI. Dettaglio: gli americani entrano quando vogliono; se non avete l'autorizzazione della FUNAI ma avete quella degli americani allora potete entrare.
La maggioranza degli indios parla la lingua nativa e, all'infuori dell'inglese e del francese, la maggioranza non sa parlare portoghese. Dicono che è comune entrare in alcune riserve e incontrarvi issate bandiere americane o inglesi.
Dicono che qui è comune incontrare americani tipo  “nerds" con l'aspetto di chi non vuole nulla, che è venuto a cacciare farfalle e coccinelle per catalogarle ma, in fin dei conti, meravigliatevi se volete impiantare un'attività per esportare piante, frutta tropicale come cupuaçu, açaí camu-camu etc, medicinali, o componenti naturali per la fabbricazione di medicine, perché dovrete prepararvi a pagare delle royalities per le compagnie giapponesi e americane che hanno già brevettato la maggior parte dei prodotti tipici dell'Amazzonia.
Per tre volte ho ripetuto la seguente frase: "così gli americani finiranno prendendosi tutta l'Amazzonia" e tutte e tre le volte ho ricevuto la stessa risposta, sia pure con parole diverse. Riporto la risposta di una donna semplice che vendeva spremute di frutta e acqua sulla strada nei pressi di  Mucajaí: "lo faranno figliola, tu non lo sai, ma qui tutto è già loro, comandano tutto, non entri in nessun posto se loro non te lo permettono.

Come avrete intuito si parla dello stato brasiliano del Roraima, nel quale io ed il mio gruppo di collaboratori stiamo facendo delle ricerche relative ai resti di alcune citta' individuate sotto il folto manto della Foresta Amazzonica!

38. Francesco, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 17:34

La risposta è nello stesso articolo

"Tuttavia, se la scoperta del giacimento di Tchikatanga è la conferma che di petrolio da trovare ce n'è ancora, le fonti non convenzionali non costituiscono una risposta facile alla sete mondiale di petrolio. I soli problemi ambientali (estrarre le sabbie bituminose da trattare è come lavorare in una miniera a cielo aperto) limitano il flusso del petrolio che si può produrre.

I tecnici dell'Eni prevedono una previsione iniziale di 40 mila barili al giorno nel 2012 che potrebbero diventare, a regime, 100-200 mila barili, ben lontani dal mezzo milione di barili al giorno dei megagiacimenti che oggi forniscono il grosso del greggio mondiale."

39. kzpaul, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 17:52

@37
l'ENI ha scoperto sabbie bituminose in Congo !!!! ma che bella notizia !!!!

Nell'articolo di Repubblica dicono che :

"Trattare questo petrolio del Congo, in modo da renderlo adatto alla raffinazione, secondo le prime valutazioni Eni, dovrebbe costare appena di più di quello venezuelano, ma solo un terzo di quello canadese: intorno ai 20 dollari a barile, quindi anche assai meno del petrolio estratto nei pozzi off shore"

Dobbiamo crederci? e comunque quali sarebbero i costi ambientali effettivi?

40. Bernardo Mattiucci, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 17:59

secondo me e' la solita news inconfermabile a breve termine che serve solo per calmare le acque agitate della borsa petrolifera!

41. mamo, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 18:08

ANSA) - TEHERAN, 17 MAG - L'Iran ha criticato l'Arabia Saudita per il sia pur lieve aumento della produzione di greggio annunciato ieri. Riad ha detto di voler aumentare la produzione di 300.000 barili al giorno in concomitanza con la visita di Bush. 'E' una mossa politica, il cui unico effetto sara' di fare aumentare le riserve'', ha detto il ministro del Petrolio di Teheran. Ma anche l'Arabia addebita l'aumento dei prezzi a fattori quali la speculazione e la debolezza del dollaro.

42. riccardo, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 18:11

costi ambientali.... mica il governo del congo ti chiede la VIA!

l'articolo comunque mi pare onesto e chiaro. quello che non mi sembra onesta è la stima dei costi di estrazione-raffinazione di sabbie bituminose da scavare sotto il fondo del mare

43. kzpaul, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 18:24

@43 

I costi ambientali sono comunque a danno di tutto il globo terrestre e non solo del Congo!!!, per costi ambientali intendo :
- acqua impiegata e quella inquinata riversata su fiume o mare
- anidride carbonica prodotta per la trasformazione delle sabbie bituminose per ottenere un prodotto adatto alla raffinazione ( poi c'è la raffinazione e poi la combustione !!!!!!)
- disboscamento e/o impoverimento del territorio circostante
ecc.ecc.

44. mamo, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 18:26

Praticamente abbiamo trovato le famose discariche segrete di cui parla il primo ministro per risolvere l´emergenza rifiuti di napoli.

Al primo carico monnezza al posto degli scisti congolesi , lavaggio e secondo carico dell´olio pesante.

45. Debora/Petrolio, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 18:30

zzzzzzz...

Quando vedere barile io credere barile, vedi Kashagan! :D

Comunque, quanto alle sabbie bituminose, la lavorazione è complessa e ci vogliono enormi quantitativi d'acqua dolce. Offshore, poi, non ne parliamo. Trovate info qui, in un post del 2005 sempre utile.

(Il mio sospetto è che le compagnie private, in gravi difficoltà ormai da tempo, stiano facendo a gara per annunciare nuove scoperte anche improbabilissime, solo per questioni finanziarie. Ma si sa, mi sun complottista... ;-)) 

46. Bernardo Mattiucci, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 19:13

Quando vedere barile io cedere barile...
Quando vedere Bush io vedere Guerra...

47. Mario Serino, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 19:45

e se il "buon" george walker bush volesse fare un "regalino" ad obama ? così tanto per gradire un paio di mesi prima delle elezioni gli piazza una bella "tega" tipo Iran ? o magari lo fa suicidare con un attacco suicida di un simpatico terrorista finto iraniano - libanese ?

mah? sarò un complottista, ma sento puzza di bruciato 

48. Mario Serino, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 20:35

posso far el'avvocato del diavolo ? credo nel picco, ma non nell'autocelebrazione, anzi... mi piace fare le pulci proprio nelle cose in cui credo, per poterle verificare e cercare di capire.

Come mai si progettano e si fanno guerre e si instaurano rapporti diplomatici di lunghissima durata per la creazione di oleodotti giganteschi ? es.: http://www.rainews24.it/ran24/rainews24_2007/inchieste/13052008_gasdotti/

Questi gasdotti non sono per i prossimi 5 anni, ma pià in là nel tempo, se arriva una crisi bestiale, c'è il fortissimo rischio che anche la richiesta di gas subirà una forte contrazione. Colossi come Gazprom ed Eni, certamente conoscono bene qual'è la realtà della situazione, investire enormi cifre per costruire oleodotti che saranno in produzione tra 15anni come minimo, se tutto quello che si dice sul picco è vero, non è una follia ?

Dove stà il barbatrucco che non riesco a risolvere ?

GRAZIE ! 

49. Bernardo Mattiucci, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 20:45

sta nel fatto che nella realta' questi colossi non stanno investendo ancora neanche un soldo. I progetti li fanno all'interno... e vengono fatti da persone che, comunque, vengono pagate a prescindere!
Quando... tra 5 anni.... i progetti vanno trasformati in realta'... i soldi vengono spesi mese dopo mese... ma contemporaneamente verranno incassati tanti di quei milioni di euro che potranno permettersi quegli investimenti ad occhi chiusi!

 

50. dario faccini, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 21:18

Ho sempre odiato l'economia. Il mio atteggiamento non è cambiato anche se ora ho imparato a sfruttarla a mio vantaggio.

Posso assicurarvi che fino a 10 giorni il mercato non scommetteva su un aumento del petrolio che potesse durare per un paio d'anni. Ma ora le cose sono diverse. I covered warrant su Brent incorporano un'attesa di 130$ al nov 2010. E' la prima volta in molti mesi.

Posto che il peak oil non è in discussione, mi viene da pensare però: che fine hanno fatto tutti quegli investimenti sull'immobiliare tutti liquidati? Non ho dati ma suppongo che si tratti di una massa monetaria enorme. Se io fossi la Goldman Sachs investirei in commodities e in particolare in petrolio. Sarà un caso che buona parte dei rialzi sia avvenuto dopo la crisi dei subprime? Il petrolio stava aumentando anche prima...ma la velocità da fine 2007 è impressionante! Diciamoci la verità, il mercato deve star su. Dopo la crisi del Nasdaq di inizio millennio è stato l'immobiliare a puntellarlo. Ora che l'immobiliare è saltato, anche una scimmia cerebrolesa liberista investirebbe in petrolio. Sai che a lungo termine può SOLO aumentare!!!

Qualcuno qualche giorno fa ha postato questo bellissimo link:

http://www.financialsense.com/editorials/engdahl/2008/0502.html

Chiunque sia lo ringrazio. Ho capito perché c'è la corsa delle grandi banche a che spara la previsione sul petrolio più alta.

Personalmente sono ora convinto che la speculazione in questo momento sia il driver principale.  E questo è un gran bene! Se il prezzo del petrolio aumenta in anticipo avremo più tempo per affrontare la crisi.

ps: un investino su brent lo considerate?

51. Pinnettu, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 21:30

Non credo plausibile una guerra totale all'Iran durante il governo Bush. Ormai mancano solo 6 mesi alla fine del suo mandato. Ad essere sincero non credo a nessun intervento militare americano, perlomeno fino a quando continueranno ad avere 150.000 uomini schierati tra Iraq e Afghanistan.

52. Hystaspes, Lunedì 19 Maggio 2008 ore 22:06

Debora perchè tu, magari in collaborazione con i collaboratori dell'ASPO, non fate un post sulle teorie cornucopiane stile Mike Lynch?

qui c'è uno studio che sembra smontare le teorie picchiste...

anche se sembra un attacco alla forma piu che alla sostanza.

http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/OP/48_Lynch.pdf

53. Lorenzo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 00:08

Ok ci provo: se voi aveste in tasca una valuta che tra pochi mesi varra' piu' o meno quanto la carta igienica di qualita', non cerchereste di spenderla? :)

54. Debora/Petrolio, Martedì 20 Maggio 2008 ore 00:15

Lorenzo, plausibilissimo. Spiega perchè siano proprio USA e Cina a riempire e spiega la riluttanza OPEC a vendere! Bel colpo! :-)

55. Lorenzo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 00:54

Visto cosa non elabora il cervello dopo due pinte coi colleghi in quel di Dublino......

 Come disse qualcuno ben piu' degno di me:

"Io..fottuna cio' n'cevvellu eccezziunalo..ma..la gente mi ritiene un animalooooo....e...pudde campa'.....mo manno fatto emigraaaaaa''''''' " :D 

  

http://www.youtube.com/watch?v=6eesATRSz14

56. luca, Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:09

ora benzina e gasolio allo stesso prezzo .. 1.5 € al litro.. !!!

57. paolo zamparutti, Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:12

a proposito dell'aumento di produzione saudita, in questo articolo di bloomberg si legge una "lampante" ichiarazione: l'aumento di produzione saudita non serve, il mercato cerca petrolio bono, non quella roba li......

 

http://bloomberg.com/apps/news?pid=20602099&sid=aIrm_tFuQ3uc&refer=energy

 

 

58. Alberto, Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:12

Una domanda X Debora

secondo te è vero quello che dicono gli analisti di Wall Street, cioè che l'Arabia Saudita potrebbe (se volesse) produrre 2 milioni di barili di petrolio in più al giorno? E cosa ne pensa l'ASPO?

Ti ringrazio

 

59. paolo zamparutti, Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:17

cito dall'articolo:

``The market is really looking for light sweet crude and there isn't really a huge demand for what Saudi Arabia has to offer,'' said Gerard Burg, an energy and minerals economist at National Australia Bank Ltd. in Melbourne. ``Oil is primarily used as a transport fuel these days and the heavier grades that yield less transport fuels are less desired.''

60. Mirco, Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:30

USA, TRIVELLA GIARDINO E TROVA PETROLIO

 

WASHINGTON - Con il prezzo del petrolio alle stelle e gli aumenti del costo della benzina che stanno facendo infuriare gli americani, c'é chi ha pensato, negli Stati Uniti, di prodursi il petrolio da sé, nel giardino di casa. Greg Losh, un cittadino di Selma, sobborgo di Indianapolis, riesce a produrre tre barili di greggio al giorno trivellando un pozzo di petrolio che si trova proprio sotto il giardino della sua abitazione. Rivendendoli, non solo copre le spese ma ci guadagna. Le operazioni per dotarsi delle trivelle - ha raccontato l'improvvisato petroliere all'emittente televisiva WISH-TV - gli sono costate 100 mila dollari ma "coi tempi che corrono e i prezzi fatti registrare dalla benzina è sempre meglio che andarla a comprare".

61. Barney, Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:31

Petrolio: Usa meno dipendenti da estero, cala import

NEW YORK -  Gi Stati Uniti sono meno dipendenti dal petrolio importato: il trend è ormai visibile, ma si accentuerà nel corso dei prossimi anni. Nei primi tre mesi dell'anno le importazioni di greggio sono risultate pari al 57,9%, in calo rispetto al 58,2% dello stesso periodo dell'anno precedente. E le importazioni, secondo i dati dall'Energy Information Administration, continueranno a scendere, fino a far calare la quota dal circa 60% attuale al 50% nel 2015. Le importazioni nette caleranno da oggi al 2030, mettendo così fine a 30 anni di aumenti a scapito della produzione nazionale. (Agr)

Fonte: http://www.instablog.org/ultime/21094.html 

62. Gianni Comoretto, Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:37

La conclusione dell'articolo di Bardi sull'olio di balena mi sembra illuminante.

Dobbiamo imparare dalla storia, ma se c'e' una cosa che la storia ci insegna e' che non abbiamo mai imparato dalla storia.  

@59. Non sono un esperto, ma l'impressione che mi sono fatto e' che si', forse l'Arabia Saudita puo' pompare 2 MB/giorno in piu'. Ma distruggendo i giacimenti. Quanto riesci ad estrarre alla fine da un giacimento dipende anche da quanto veloce pompi. Questo e' vero in particolare per il loro ultimo megagiacimento,  Khurais

 

63. Mirco, Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:41

Iraq: vicepremier, "Abbiamo riserve di petrolio piu' grandi al mondo"

BAGDAD (Iraq) - Le riserve petrolifere piu' grandi al mondo si trovano in Iraq. Lo ha dichiarato al Times il vicepremier iracheno Barham Salih. Le stime realizzate da "aziende petrolifere internazionali" parlano di riserve per 350 miliardi di barili, il triplo di quelle accertate finora e superiori ai 264 miliardi di barili presenti nella penisola arabica. "Si tratta di dati che arrivano da una fonte attendibile", ha sottolineato Barham Salih. "E' in atto un dibattito nel governo e tra i leader politici sul tipo di struttura di gestione che dovremmo avere - ha precisato - io sono favorevole alla liberalizzazione del settore e a consentire l'ingresso dei privati per sviluppare queste enormi risorse". Il vicepremier ha dichiarato che alcuni tra i colossi, BP, Exxon Mobil, Chevron, Royal Dutch Shell e Total hanno gia' avviato trattative con il governo per mettere le mani sui diritti di sfruttamento dell'oro nero. (Agr)

64. Cataldo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:50

Internet ha dato un colore diverso all'antico "scripta manent", ogni tanto faccio un controllo a campione nel passato degli scritti petroliferi, e vedere cosa ha retto nel tempo e cosa no, si spera che aiuti a non reiterare gli errori. Lo stesso discorso vale per la selezione delle fonti, solo una prospettiva temporale puo evidenziarne la qualità "intrinseca".  

Per vari motvi molte "fonti", che spesso arrivano sul blog, con analisi sui "mercati" o sul prezzo del petrolio dimostrano di avere una conoscenza relativa, della sostanza del mercato dei futures. In genere l'errore principale è quello di intenderlo come un mercato dei titoli, alcuni, più raffinati, compiono errori meno evidenti, ma sempre in grado di mortificare le loro conclusioni. Sono sempre più interessanti degli oroscopi dei media mainstream, ma insoddisfacenti.  

La speculazione sui mercati esiste, ed è molto pericolosa, come abbiamo indicato nei mesi passati partendo proprio dalle analisi di chi sui futures ci lavora da anni, questi  sono stati i primi a vedere gli squali di wall street avvicinarsi, nel tentativo di mettere in piedi sui futures lo stesso circo dei mutui immobiliari e dei "derivati", ancora però ci sono gradini da salire, nello stato di alterazione finanziaria della realtà dei futures, per arrivare a quei splendidi risultati ottenuti con i mutui dalla "fabbrica" di wall street. 

Le riflessioni di Engdhal vanno bene solo per vedere la superfice del problema, manca di una analisi quantitativa della ragione di scambio del petrolio nel tempo. Il nostro modesto tentativo di andare oltre questa patina speculativa ci ha rivelato che il petrolio era super caro gia nel 2005. Non ci ha sorpreso, infatti la "distruzione di domanda" è un trend che è iniziato allora per tutti i paesi che non crescono o sono in recessione, come gli USA, l'Italia, il Giappone e gran parte dell'Europa. 

La speculazione si innesta su un fenomeno strutturale solido, la mancanza di flessibilità dell'offerta e la crescente divergenza tra aspettativa di offerta e richiesta. Lo squilibrio, quando si è concretizzato,  ormai da molto tempo,  ha iniziato a far da lievito al prezzo.

Ma è stata comunque la potente coda del mostro InflaZilla ha lanciare il prezzo in termini monetari, dopo la limatura del dollaro operata da Bernankestein. 

La speculazione non è un driver, semmai cerca di salire sulla diligenza in corsa e di scendere prima del burrone.  

65. silviu', Martedì 20 Maggio 2008 ore 09:57

...e (invece), per chi ha dei programmi concreti, si incomincia a discuterne seriamente qui:

http://archinauti.netsons.org/index.php?option=com_jfusion&Itemid=57

66. kzpaul, Martedì 20 Maggio 2008 ore 11:12

@64
mi sembra il gioco di chi la racconta più grossa !!! tuttavia sotto sotto spero che in parte sia vero !!! la mia speranza è un passaggio morbido dal petrolio alle rinnovabili e questo si può fare solo potendo ancora disporre di riserve da 350 miliardi di barili !!!

67. Paolo B., Martedì 20 Maggio 2008 ore 11:29

@67

350 milioni di barili, ovvero circa 11 anni(ai consumi attuali) di petrolio.

Anche se non fosse una balla, ed è tutto da vedere, non sarei così speranzoso per il passaggio morbido; il trend di aumento dei consumi ridurrebbe quegli 11 anni a molto meno...

68. nickvandeerpeers, Martedì 20 Maggio 2008 ore 11:30

@67 si vero il passaggio morbido si potrebbe fare se i governi e TUTTI dico TUTTI investissero in fotovoltaico o alternative, altrimenti di morbido non ci sarà nulla !!!

69. Paolo B., Martedì 20 Maggio 2008 ore 11:31

@68

Ops, scusate! 350 miliardi di barili...ma s'era capito, no?:-)

70. tapro, Martedì 20 Maggio 2008 ore 11:47

71. daniele.spagli, Martedì 20 Maggio 2008 ore 11:58

@71

articolo di m..a

non si capisce niente, tantomeno come c'entrano le nanotecnologie.

Mi ricorda tanto un sistema a lenti fresnel ed una cella all'arseniuro di gallio... di quelle che esistevano già tanto per intendersi.

Anche la resa è quella (30-35%).... solo il livello di concentrazione sembra molto superiore (2000 soli, di solito si arrivava ai 200-400 soli).

insomma tra 10 anni forse vedremo qualcosa ed otterremo qualcosa di economicamente conveniente? ;-)

72. daniele.spagli, Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:04

http://www.tuxjournal.net/?p=3517

googlando: qui si capisce qualcosa di più.

Tenete comunque conto che la superficie reale da sfruttare non cambierà di molto... solo che invece della cella in silicio ci sarà una serie di grosse lenti che concentrano su celle fotovoltaiche molto più piccole.

Si può sperare in una forte contrazione del costo dei pannelli, però teniamo cnto che questi sistemi necessitano di un servomeccanismo inseguitore (insomma la lente deve mantenersi sempre ortogonale al sole per tutta la giornata attraverso una serie di motori elettrici) 

73. Cataldo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:05

@ 72

Più che un articolo mi sembrava una velina di agenzia maltradotta :) l'importante è che non serva qualche elemento raro tipo l'ossido di sfiganio o similari. 

74. tapro, Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:06

Da un artico su repubblica cosa ti aspetti?

qui è spiegata un pò meglio

http://www-03.ibm.com/press/us/en/pressrelease/24203.wss 

75. tapro, Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:08

@74 Specifically, the IBM team used a very thin layer of a liquid metal made of a gallium and indium compound.

a quanto stanno il gallio e l'indio?  

76. Cataldo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:29

@76

Stanno intorno a circa 450-500 € al Kg, più o meno, ma dovrei aggiornare i dati.  

77. riccardo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:32

il brutto dei sistemi fotovoltaici a concentrzione è che sfruttano la componente diretta dell'insolazione e non quella diffusa, poi più concentro i soli più crescono i problemi di smaltimento del calore concentrato sulla cella. ma va tutto bene se fa calare davvero il costo al kW/h prodotto (staremo a vedere tra qualche anno, con il metodo cataldo, quante promesse diventano realtà)

78. tapro, Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:39

Scusate, è un problema solo mio o non si riesce a vedere bloomberg?

79. daniele.spagli, Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:41

@66

ed a tutti quelli che avranno cercato di collegarsi al forum: nella foga di installare un tema più cromaticamente adatto non mi sono accorto che questi temi non avevano i pulsanti per fare nuovi post e rispondere... UFF !!

scusate tutti... ora funziona tutto di nuovo 

80. tapro, Martedì 20 Maggio 2008 ore 12:57

#79 Problema solo mio, pensavo già al collasso di Internet.

http://www.oxan.com/oxweb/GlobalStressPoints.aspx?

 

81. a, Martedì 20 Maggio 2008 ore 13:02

oggi sopra 129 e venerdì si vola a130 .....

82. Antonio Na, Martedì 20 Maggio 2008 ore 13:32

83. AndreaX, Martedì 20 Maggio 2008 ore 14:06

"Dobbiamo imparare dalla storia, ma se c'e' una cosa che la storia ci insegna e' che non abbiamo mai imparato dalla storia."

QUOTO IN PIENO 

84. Pinnettu, Martedì 20 Maggio 2008 ore 14:18

Io delle volte non capisco nulla e sono tentato di credere che i dati che circolano non hanno nessuna attinenza con la realtà.

Guardate la notizia riportata da Barney @62.

Allora: i dati ufficiali parlano di un consumo USA pari a circa 20 ml b/g e di una produzione “domestica” di circa 7 ml b/g. Ora, per arrivare al 50% hanno due soluzioni. La prima aumentare la produzione di 3 ml b/g in 7 anni (+40%!!!!!!), la seconda diminuire i consumi di 6 ml b/g (- 30%!!!!). Anche prendendo in considerazioni un mix delle due cose è veramente possibile?

85. Antonio Na, Martedì 20 Maggio 2008 ore 14:23

Ma dobbiamo rassegnarci alla terza guerra mondiale senza battere ciglio?

Che ne dite di contattare Beppe Grillo, in modo che possa fare un post sull'argomento?

 

86. Gio, Martedì 20 Maggio 2008 ore 14:36

@86: lolz

87. Ste, Martedì 20 Maggio 2008 ore 14:38

già lo fece tempo fa (un po' stringato e poco chiaro...):

 http://www.beppegrillo.it/2007/08/la_linea_rossa.html

88. Hystaspes, Martedì 20 Maggio 2008 ore 14:51

@65: Cataldo, complimenti per l'analisi. Comunque, la notizia del giorno, e se confermata anche quella dell'anno, le stime sulle riserve in Iraq. portrebbero spostare il picco in avanti di 10 anni??? Sono credibili queste stime? Che ne pensate?

89. Hystaspes, Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:01

90. daniele.spagli, Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:19

@90

e di un annetto abbondante direi.

però quando linkate un sito attenti a quello che selezionate, che tutte le volte devo fare taglio e cucito.

;-) 

91. Hystaspes, Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:23

Scusate l'articolo è del 2007, allora si annunciò, sovrastimando le stime sulle riserve, che l'Iraw avrebbe 216 mld di barili anzichè 116. Oggi addirittura si parla di 350 mld.

 

Intanto una chicca:

 

http://www.adnkronos.com/IGN/Esteri/?id=1.0.2179628182 

92. max, Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:37

su Bush:

credo che un regalino per il duo Hillary/Obama arriverà dai neocons, immagino già una missione di pace tra sett/ott '08 in Siria e voglio vedere come quei due tireranno fuori dal pantano i marines e con quali scuse.

sulle riserve:

sai che non avevo pensato al fatto che il prezzo del petrolio dipendesse dall'aumento delle scorte? se poi mettiamo che ci sia omertà sul numero delle scorte possiamo ipotizzare i 200 dollari...

93. Paolo B., Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:41

@ 89

Circa 11 anni in avanti all'attuale ritmo di consumo globale.

Ma è prassi che i consumi crescano in omaggio al dogma neoliberista e allora quegli 11 anni diventerebbero sensibilmente di meno, stante la veridicità della stima.

E poi i barili effettivi estraibili sono sempre in quantità molto minore di quella stimata... 

94. a, Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:41

cosa vi avevo detto?? 129

95. Paolo B., Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:43

@92

La chicca non c'è più...

96. Roberta, Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:44

Ieri sera ho colto d sfuggita due notizie in breve date da euronews, che poi non ho sentito riporare da nessun altro telegiornale. Le notizie riportavano di proteste in Bulgaria e In Francia da parte rispettivamente di autotrasportatori e addetti portuali per l'aumento del petrolio, dicevano poi che questo era solo un avvertimento e che avrebbero continuato ad oltranza, anche perchè un camionista bulgaro guadagna in medioa 250 € e non può permettersi d pagare il gasolio 1.2 € al litro! Ho la sensazione che questo silenzio e questa finta incuranza dei media sul prezzo del petrolio incomincino a diventare pesanti!!!

 

97. Paolo B., Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:45

@95

Brivido: 130 $/b a detta di qualcuno segnerebbe l'inizio della vera crisi globale...

98. Cataldo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:46

Il solito controllo dei movimenti navali USA mostra una situazione di calma piatta, non ci sono build-up militari avviati. Rimangono le avvertenze degli ultimi mesi sullo stato di "prontezza" superiore rispetto il 2007. A breve scadrà la finestra operativa per un attacco in grande stile prima delle elezioni.

99. tapro, Martedì 20 Maggio 2008 ore 15:55

@95 anche a 100 sembrava che sarebbe crollato il mondo..... 

100. Debora/Petrolio, Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:04

Cataldo, ho letto ieri che è partita la Ronald Reagan con tutte le navi appoggio, per destinazione ignota ma collegata alla "guerra al terrorismo".

Sai niente di più? 

101. riccardo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:07

@ a #95: complimenti

102. tapro, Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:08

intendevo 98, non 95

103. Barney, Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:11

 $128.42


   1.70     1.34%

 

 10:09 AM EDT - 2008.05.20

104. Barney, Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:14

mi sembra lieri che i tg aprivano con la notizia dei 100 dollari a barile.

Ormai siamo alla soglia dei 130, +30%...

credo che sia una soglia che peserà a livello psicologico per chi segue le notizie, legge i giornali e guarda la TV.

 

Per chi non segue, ma vede i prezzi alla pompa, 1,5 sarà psicologicamente importante.

 

Servisse a limitare i consumi...

105. Thomas, Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:14

129.30

 

106. Barney, Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:17

Petrolio: Credit Suisse alza stima prezzo medio 2008 a 120 dlr da 91Per 2009 la previsione passa da 90 a 110 dollari al barile (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 20 mag - Credit Suisse ha alzato la stima sui prezzi medi del barile per il 2008 portandola a 120 dollari dal precedente 91. E' quanto si legge nel "Global Oil Daily" del broker svizzero che ha corretto da 90 a 110 dollari la previsione sul 2009. "Sulla base delle restrizioni nell'accesso alle risorse e dell'ulteriore sensibile incremento dei costi - si legge nel report -, aumentiamo da 75 a 100 dollari la stima di prezzo sul lungo termine.

Mi sembrano delle revisioni percentualmente motlo significative.

 

107. riccardo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:24

@ posizione delle portaerei: questo è attendibile?

http://www.gonavy.jp/CVLocation.html

ma come si fa a pubblicare su internet la posizione delle forze armate in giro per il mondo? la segretezza non è una forma di protezione?

i mezzi navali a propulsione nucleare diventano sempre più importanti in caso di difficili approvigionamenti di greggio...

indovinate un pò chi ne ha di più?

http://www.peacelink.it/disarmo/a/1406.html 

108. Paolo B., Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:37

@100

Arriveremo alla soglia fatidica tapro, stanne certo, solo che con i continui peggioramenti economici del quotidiano che stiamo subendo da qualche mese, quasi non ce ne renderemo conto.

@105

Intanto è realtà conclamata che molte persone inizino a preferire, per chiare difficoltà di budget mensile, il mezzo pubblico all'automobile per andare al lavoro.

E questo lo affermo non solo per quello che dicono i giornali ma anche perchè lo stanno facendo dei miei conoscenti, fino a ieri stakanovisti della quattro ruote... 

109. Gio, Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:55

@108: una portaerei non e' certo un mezzo stealth e anche paesi tecnologicamente arretrati sono in grado di tracciare la posizione di mezzi militari di tali dimensioni attorno al globo.

oltretutto durante operazioni militari si da (quasi) sempre per scontato che il nemico conosca la tua posizione. gli unici casi in cui ha senso mantenere la segretezza sono operazioni di piccole unita', le uniche per le quali si puo' avere qualche speranza di nascondersi all'intelligence nemica.

ps: tra l'altro questo avalla una volta di piu' (ce ne fosse ancora bisogno) l'inefficacia del concetto di "security through obscurity".

110. tapro, Martedì 20 Maggio 2008 ore 16:59

@109 ultimamente sono portato a pensare che la soglia non sia in realtà una soglia, ma un lungo tunnel che si restringe sempre più, finchè non rimarremo incastrati tra le pareti.

111. Barney, Martedì 20 Maggio 2008 ore 17:05

credo che il vero potere delle portaerei americane non sia nel loro carico ma nella loro presenza in determinate zone del mondo. 

 

112. fausto, Martedì 20 Maggio 2008 ore 17:11

Equivoco sulle “soglie fatidiche”: il prezzo del greggio che ci manda in rovina non è conoscibile in modo istantaneo. Per vedere sul mercato l'effetto di un certo valore del greggio, occorre attendere mesi. Il petrolio comprato ora verrà raffinato e distribuito più avanti. Oltre a questo, occorre considerare che le aziende reagiscono agli extra costi bruciando la liquidità disponibile e contraendo debiti (esattamente come le famiglie!), fin quando possono. Questo vuol dire che forse anche 90 U$/bbl sono catastrofici, ma dobbiamo attendere x mesi per osservarne l'effetto. Forse abbiamo già superato di slancio la soglia di costo ammissibile, ma non ce ne siamo ancora resi conto a causa della tempistica del sistema industriale (logicamente rallentata rispetto alle transazioni finanziarie).

Forse è proprio questa faccenda a rendere violentemente oscillanti le quotazioni di risorse divenute scarse (vedi olio di balena, Bardi). Può quindi essere che si verifichi una caduta rapida delle quotazioni, ma questo non vorrà certo dire che il problema è risolto; vorrà solo dire che siamo stati violentemente colpiti da esso.

113. Hystaspes, Martedì 20 Maggio 2008 ore 17:14

Ho avuto una illuminazione.

Allora come è risaputo, i paesi OPEC si riservano una certa quota di esportazioni all'interno del cartello stabilita in base alle riserve accertate. Insomma, più hai e più esporti (è uno dei motivi per cui si ritiene le riserve siano sovrastimate). 

Bush di recente va in Arabia Saudita e chiede un aumento di produzione e ottiene il no. Oggi l'Iraq, occupato dagli USA dichiara di avere il triplo delle riserve (Cioè, minaccia un aumento della sua quota di esportazione). In poche parole...aumentate le esportazioni o lo faccio io.

Torna? 

114. tapro, Martedì 20 Maggio 2008 ore 17:24

@ 113 fausto

c'era un articolo su TOD qualche tempo fa (2007) che chiariva molto bene il concetto di "soglia fatidica", in base al quale il punto critico si attesterebbe tra i 250 e i 1600 $/b in $ di oggi (anzi del 2007), oltre il quale si passa da civiltà industriale a civiltà mista industriale-preindustriale (tipo la Cina di oggi).

Se trovo il link lo posto.

115. Antonio Na, Martedì 20 Maggio 2008 ore 17:27

Grazia Bush, te ne siamo grati...lui lo fa per noi, cosa credete? 

http://www.adnkronos.com/IGN/Esteri/?id=1.0.2179628182

116. riccardo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 17:59

#113: bella osservazione!

117. nickvandeerpeers, Martedì 20 Maggio 2008 ore 18:00

@115 Tapro, scusa 250 - 1600 $/b ?  Non capisco

è come dire tutto è possibile, con la benzina a 10 euro al litro ??

 

118. Luigi Lucato, Martedì 20 Maggio 2008 ore 18:10


DOMANDA SPINGE PREZZI, NON SPECULAZIONE
http://mercatoliberonews.blogspot.com/2008/05/domanda-e-offerta.html

allora il picco e proprio passato ( anche per gli economisti)

e di conseguenza chi può fa scorta, specie se dispone di cartamoneta $ il cui valore ha già passato il picco ed è in discesa libera.

Se la BCE alza i tassi ci troveremo a sentire tutto il peso del petrolio oggi parzialmente ammortizzato dall Euro.

#114 deve estrarlo e portarlo a destinazione ...


119. riccardo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 18:10

129

120. paolo c, Martedì 20 Maggio 2008 ore 18:23

sky is the limit..............130!!!!!

121. Cataldo, Martedì 20 Maggio 2008 ore 18:23

@ Debora 101

Quando partono dalle loro basi è facile sapere dove sono, è dopo che diventa più articolato seguirle:) Se anche arriva tra qualche settimana nel golfo non è un gran segnale di "escalation" al momento ci sono CVN72 nel golfo e CVN74 nel mediterraneo, quindi in zona operazioni .  Per i gruppi di appoggio in zona c'è "solo" LH4 "Nassau" .  Una preparazione seria vedrebbe in moto  almeno un paio di altri "gruppi"  oltre al supporto di un ulteriore CVN. Se CVN76 si aggiunge a questi assetti, e non va in sostituzione, ma non credo, rifaremo il punto.

122. Debora/Petrolio, Martedì 20 Maggio 2008 ore 19:35

Bravo hystaspes!!!!! Bella pensata!!!

123. max, Martedì 20 Maggio 2008 ore 19:48

hystaspes sei un genius!

124. Bernardo Mattiucci, Martedì 20 Maggio 2008 ore 20:47

"Fonti Israele, Bush vuole attaccare l'Iran entro la fine del mandato"

...e' una settimana che lo ripeto... e vi siete gia' stufati tutti di sentirlo...  

125. tapro, Martedì 20 Maggio 2008 ore 21:07

@118 il link al post di TOD è questo

http://anz.theoildrum.com/node/3228

e la fascia critica è 240-1500 $/b (protratti per molti anni) 

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