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Ministero Energia USA: "La produzione è piatta".

Sabato 7 Giugno 2008, 16:32 in Peak Oil di

Il gatto è fuori dal sacco e anche i governi devono pur dire qualcosa.

Samuel Bodman Segretario dell'Energia USA ha, immagino con quale riluttanza, appena ammesso:

La produzione di petrolio è in stallo dal 2005 a 85 milioni di barili al giorno, mentre la crescita economica, in particolare Cina e India, ha spinto la domanda sempre più in alto. 

La dichiarazione durante un meeting fra Ministri dell'Energia di USA, Giappone, Cina, India e Sud Corea. Chissà se qualcuno dei colleghi asiatici ha però rivelato a mr.Bodman che, come riporta Dow Jones (no link), praticamente tutta l'esportazione OPEC fino al 21 Giugno è diretta esclusivamente in Asia?

(Se siete qui per la prima volta, c'è una panoramica della situazione su questo post. Discussione sul prezzo in corso nel forum Crisis.)

 

54
54 commenti
54
09 Giu 2008
alle 22:39

Sandro kensan

@  Pinnettu

Grazie per la risposta e per i dati. 

53
09 Giu 2008
alle 16:54

Onion Ring

@ Cataldo

eh lo so, se fossi Jim Rogers, Peter Schiff o Marc Faber avrei comprato oro nel 1999 quando stava a 300$ l'oncia e non starei a scrivere su questo blog... uno fa quello che puo'. certe prospettive, certe informazioni non le trovi sui telegiornali, bisogna scavare e uno ci arriva quando ci arriva...

come tu sai bene l'oro subisce un 'summer doldrum' ogni anno, tra giugno e luglio e' il momento migliore per comprare, poi tende a rivalutarsi. se pero' le borse mi vanno giu' in questa maniera, anche il 'summer doldrum' va a farsi benedire. e se i finanziari e la housing crisis continuano a precipitare come stanno facendo (Lehman Brothers -7% in apertura oggi, sara' la prossima Bear Stearns??), non so nemmeno se ci sara' il tempo per una 'scuotitura di tappeto' orchestrata dai grandi hedge funds... prima che l'oro schizzi a $2000! Mah, speriamo, attendiamo 'sta nuova correzione ribassista dei precious metals. 

52
09 Giu 2008
alle 12:53

Cataldo

@ Onion Ring

Peccato, se seguivi petrolio qualche settimana fa avevamo azzeccato un minimo tenico, gli amici del Colorado avrebbero avuto meno sugo dai tuoi acquisti ;)  Sembri ben avvisato, quindi non ti rammento la scuotitura del tappeto a togliere le mani deboli dall'oro, che è sempre in azione oggi e ancora di più in futuro.

51
09 Giu 2008
alle 09:35

Pierluigi

@46

mi ricordo da bambino (1965) che mia nonna aveva uno sgabuzzino pieno di sale, zucchero e altri generi di prima necessità, 20 anni dopo la fine della guerra non si fidava ancora che le cose fossero davvero tornate alla normalità... se non fossi uno zingaro e avessi uno sgabuzzino lo riempirei ora di candele bombole di gas e spaghetti ... altro che dollari... l'inflazione reale è al 20%, sono davvero dei maghi a farci credere che è del 3-4%...

50
09 Giu 2008
alle 08:55

riccardo

carissima debby, se non hai già pronto il tuo post per oggi: io resterei in attesa di una sitesi sul summit energetico avvenuto in giappone

(se mi metto a seguire tutto il forum rischio di perdere il lavoro!) 

49
09 Giu 2008
alle 08:48

luca

anche oggi nuova richiesta di aumentare la produzione :):):):)

48
09 Giu 2008
alle 08:47
47
09 Giu 2008
alle 07:56

paolo zamparutti

nono, nessuna battuta :D

ma è una distinzione importante, il mondo è affamato di greggio più che di "totale liquidi" .....  anche perchè.... i totali liquidi sono calcolati così:

ieri producevo 1 di greggo

oggi uso 1 di greggio per ottenere 0.8 di biodiesel

dunque ho una produzione di 1.8 di totale liquidi

....

alquanto discutibile...

46
09 Giu 2008
alle 03:57

OnionRing

Venerdi e sabato ho guardato su www.rai.it i vari tiggi' nazionali (vivo e lavoro a NYc) per vedere se e come avrebbero riportato la notizia della pesante correzione ribassista avvenuta a Wall St durante la giornata di venerdi'. 

Niente. Solo politica interna, cronaca, tette culi e calciatori. Ma si puo'? 

Sinceramente speravo che il rally del mercato azionario durasse ancora un pochino, almeno tutto luglio, per poter profittare del ribasso dell'oro e comprarne ancora a prezzo vantaggioso. Ma se va avanti cosi!! Sono curioso di vedere l'apertura lunedi' mattina e il decorso della settimana a Wall St... 

Ho comunque prenotato parecchi gold bullions purezza 9.999 da un'agenzia specializzata del Colorado, con i migliori prezzi possibili (in particolare Canadian Maple, US Buffalo e Austrian Philarmonic), se questa settimana l'oro ritraccia e annulla il guadagno di venerdi', compro di sicuro. Non e' per speculazione ma solo per protezione di parte del mio - piccolo - capitale, provo sempre piu' nervosismo verso cio' che sta succedendo nei mercati finanziari, come dice il motto 'non rimandare a domani quello che puoi fare oggi'. Magari l'oro correggera al ribasso, magari l'anno prossimo sara' a $2000 l'oncia... Non voglio avere piu' nemmeno un dollaro, questa moneta e' hopeless, come ha osservato il grande Marc Faber "stanno arrivando tempi in cui ogni cittadino responsabile dovra' diventare la propria banca centrale'. E cosi' faccio!

Consiglio vivamente di ascoltare tutte le interviste disponibli su Youtube di Peter Schiff e Marc Faber.  

http://www.youtube.com/watch?v=AuPgdZeAFjA

45
09 Giu 2008
alle 02:01

Pierluigi Vernetto

@41

 raccomanderei la lettura di "The last oil shock" di David Strahan, uno che si è preso la briga di andare a intervistare personalmente un sacco di pezzi grossi del business del petrolio... a giudicare dal libro la situazione dei pozzi arabi è disperata, Ghawar è al collasso e quello che rimane sono briciole... altro che capacità residua... si direbbe che "the s**t hit the fan"... ben, è bello assistere a un avvenimento storico, potremo raccontarlo ai nostri figli...

44
08 Giu 2008
alle 23:25

Bombadillus

leggetevi l'insieme di idiozie citate in questo articolo: http://www.tgcom.mediaset.it/energia/articoli/articolo416726.shtml

 

43
08 Giu 2008
alle 23:09

Pinnetu

@ 42

Nessuna confusione. Negli "all liquids" c'è un pò di tutto dal crudo alle sabbie bittumose agli ngl. Quando si parla di produzione globale comunque si fà riferimento a tutti i liquidi. Il solo crudo arriva appena a 74 ml b/g.

Ma forse volevi fare una battuta e io non ho capito :-).

42
08 Giu 2008
alle 22:41

Paolo Zamparutti

non confondiamo liquidi totali con greggio :)

41
08 Giu 2008
alle 22:37

YAPaolo

@37

Sandro, il dilemma è tutto qui: gli arabi dicono di avere 3-4 milioni di barili al giorno di capacità aggiuntiva, ma (dicono) se la tengono per il bene dell'umanità ...  In pratica: avrebbero forzato un picco (o plateau) di produzione in attesa di un picco (o plateau) del consumo. Bluffano? Non si sa. Sta di fatto che se la domanda scende, ma il prezzo rimane sostenuto, forse e dico forse avremo la auspicata transizione dolce verso l'era post petrolifera, cioè avremo il tempo per adattarci a nuove condizioni di vita, anche molto differenti da queste attuali, senza necessariamente scannare il vicino per portargli via la mucca eccetera eccetera eccetera

40
08 Giu 2008
alle 21:57

Jim

Israele potrebbe presto attaccare l’Iran.
30/05/2008

In conseguenza della fallimentare politica americana, la minaccia di un nuovo confronto militare continua a incombere sul Medio Oriente come una nuvola nera. I nemici degli Stati Uniti si sono rafforzati, e l’Iran – pur essendo bollato come membro del cosiddetto “asse del male”- è stato catapultato verso l’egemonia regionale. L’Iran non avrebbe mai potuto raggiungere questo risultato da solo, e di sicuro non in un periodo così breve.

Quella che fino ad ora era stata una latente rivalità tra Iran e Israele è stata così trasformata in una aperta lotta per il predominio in Medio Oriente. Ciò ha portato come risultato l’emergere di sorprendenti, se non bizzarre, alleanze: da un lato l’Iran, la Siria, Hezbollah, Hamas, e l’Iraq dominato dagli sciiti e appoggiato dagli americani; dall’altro Israele, l’Arabia Saudita e la maggior parte degli altri stati arabi sunniti, ognuno dei quali sente la propria esistenza minacciata dall’ascesa dell’Iran.

Il pericolo di un confronto di grandi proporzioni è stato ulteriormente acuito da una serie di fattori: l’aumento costante del prezzo del petrolio, che ha creato nuove opportunità finanziarie e politiche per l’Iran; la possibile sconfitta dell’Occidente e dei suoi alleati regionali nelle guerre ‘per procura’ combattute nella Striscia di Gaza e in Libano; l’incapacità del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di indurre l’Iran ad accettare una sospensione anche solo temporanea del suo programma nucleare.

Il programma nucleare iraniano è il fattore determinante in questa equazione, poiché minaccia l’equilibrio strategico regionale in maniera irreversibile. Il fatto che l’Iran – una nazione il cui presidente non si stanca mai di invocare l’annientamento di Israele, e che ne minaccia i confini a nord e a sud attraverso il proprio appoggio alle guerre ‘per procura’ combattute da Hezbollah e Hamas – possa un giorno possedere missili con testate nucleari, è il peggior incubo per la sicurezza di Israele. La politica non si basa solo sui fatti, ma anche sulle percezioni. Che una percezione rispecchi o no la realtà non è un elemento determinante, poiché conduce tuttavia ad una decisione.

Ciò accade in particolare quando la percezione riguarda ciò che le parti in causa considerano essere una minaccia per la propria stessa esistenza. Le minacce di distruzione del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad vengono prese seriamente da Israele, a causa del trauma dell’Olocausto. Inoltre la maggior parte dei paesi arabi condivide la paura di un Iran “nuclearizzato”. Questo mese, Israele ha festeggiato il proprio 60° anniversario, ed il presidente americano George Bush si è recato in visita a Gerusalemme per prendere parte alla commemorazione. Coloro i quali si aspettavano che la visita avrebbe principalmente riguardato lo stallo dei negoziati fra Israele ed i palestinesi sono stati amaramente delusi. L’argomento centrale di Bush, compreso il suo discorso alla Knesset israeliana, è stato l’Iran. Bush aveva promesso di portare il conflitto mediorientale in prossimità di una soluzione prima della fine del suo mandato, ma la sua ultima visita in Israele sembra indicare un diverso obiettivo: sembra che egli stia pianificando, insieme ad Israele, di porre fine al programma nucleare iraniano, e di farlo attraverso mezzi militari piuttosto che diplomatici.

Chiunque abbia seguito la stampa israeliana durante le celebrazioni del 60° anniversario e abbia ascoltato attentamente quanto è stato detto a Gerusalemme, non ha bisogno di essere un profeta per capire che i nodi stanno venendo al pettine. Basta considerare i seguenti punti:

1) “Basta con l’appeasement” è la richiesta portata avanti dall’intero panorama politico israeliano – con riferimento alla minaccia nucleare proveniente dall’Iran (con ‘politica di appeasment’ si intende la politica condiscendente adottata da Francia e Germania nei confronti del regime nazista durante gli anni ’30, nel tentativo di contenere l’espansionismo nazista evitando uno scontro diretto (N.d.T.) ).

2) Mentre Israele portava avanti i festeggiamenti, il ministro della difesa Ehud Barak ha dichiarato che un confronto militare ‘per la vita o per la morte’ è un’innegabile possibilità.

3) Il comandante dell’aviazione militare israeliana, ha dichiarato che le forze dell’aviazione sarebbero capaci di qualsiasi missione, non importa quanto difficoltosa, per proteggere la sicurezza della nazione. La distruzione di un impianto nucleare in Siria lo scorso anno, e l’assoluta mancanza di una reazione internazionale all’episodio, sono viste come un modello per le future azioni contro l’Iran.

4) L’elenco di armi richieste da Israele agli Stati Uniti, discusso con il presidente americano, si concentra principalmente sul miglioramento delle capacità di attacco e di precisione delle forze aeree israeliane.

5) Le iniziative diplomatiche e le sanzioni dell’ONU contro l’Iran sono percepite come totalmente inefficaci.

6) Con l’avvicinarsi della fine della presidenza Bush, e vista l’insicurezza riguardo alla possibile politica del suo successore, si ritiene che la finestra di opportunità per un’azione israeliana si stia progressivamente chiudendo.

Gli ultimi due fattori hanno un peso particolare. Mentre è risaputo che l’intelligence israeliana preveda che l’Iran giungerà al traguardo del suo programma nucleare militare al più presto fra 2010 e 2015, la sensazione comune in Israele è che la finestra di opportunità politica per sferrare l’attacco sia adesso, durante gli ultimi mesi della presidenza Bush.

Sebbene Israele riconosca che un attacco agli impianti nucleari iraniani comporterebbe rischi seri e difficili da prevedere, la scelta fra l’eventualità di accettare l’arma nucleare iraniana ed il tentativo di distruggerla militarmente, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero, è chiara. Israele non rimarrà fermo ad aspettare che le cose seguano il loro corso.

Il Medio Oriente si sta avviando verso un nuovo grande confronto nel 2008. L’Iran deve capire che se non si arriva ad una soluzione diplomatica nei prossimi mesi, vi è il rischio che esploda un nuovo pericoloso conflitto militare. E’ giunta l’ora di dare inizio a trattative serie.

L’ultima offerta da parte delle sei grandi potenze - i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU più la Germania - è sul tavolo delle trattative, e si spinge molto in là nell’assecondare gli interessi iraniani. Ciò nonostante, la questione decisiva sarà riuscire a congelare il programma nucleare iraniano mentre sono in corso le trattative, al fine di evitare l’eventualità di un confronto militare prima che esse siano concluse. Se questo nuovo tentativo dovesse fallire, le cose potrebbero presto farsi serie, molto serie.

Joschka Fischer, ministro degli esteri e vice cancelliere tedesco dal 1998 al 2005, ha guidato il Partito dei Verdi per circa 20 anni

Titolo originale:
As things look, Israel may well attack Iran soon

39
08 Giu 2008
alle 21:55

Pinnettu

@ Sandro 

Dipende dalla scala temporale a cui facciamo riferimento: Se parliamo di dati su base annua la produzione è ferma. Se però prendiamo in considerazione gli ultimi mesi 2007 e i primi del 2008, allora vediamo che la produzione è salita. Forse questi dati ti possono aiutare a comprendere:

Dati EIA (su base annua)

2005  84,631 ml b/g

2006  84,598 ml b/g

2007  84,594 ml b/g

2008  85,793 ml b/g  (media dei primi due mesi)

Dati IEA (su base annua)

2005  84,600 ml b/g

2006  85,420 ml b/g

2007  85,630 ml b/g

2008  87,230 ml b/g  (media dei primi tre mesi)

Come puoi vedere il 2008 è decisamente più avanti del 2007. Si tratta di vedere se durante il resto dell'anno i valori dei singoli mesi permeteranno di tenere una media cosi alta. Il trend sembra già invertito infatti la produzione (dati IEA) è passata da 87,330 ml b/g di Febbraio (picco mensile assoluto) a 86,760 ml b/g di Aprile; oltre 500.000 in meno.

38
08 Giu 2008
alle 21:29

Pinnettu

@ Sandro Kensan

Generalmente per gli all liquids si fà riferimento ai dati EIA (Energy Information Adminstration) e IEA (International Energy Agency). Dal confronto delle due serie di dati ho rilevato come i dati sulla produzione si siano mossi di pari passo, con scarti lievissimi, fino al 2006. Da allora in avanti si è creata una sostanziale differenza, con l'IEA che fornisce un dato superiore di circa 1,5 ml b/g. Ne abbiamo discusso a suo tempo; senbrerebbe che l'IEA inserisca nel conteggio degli "all liquids" anche la produzione di qualche biocombustibile.

Questi sono i dati Febbraio

EIA  85.921.000 b/g

IEA  87.330.000 b/g

37
08 Giu 2008
alle 21:17

Sandro kensan

@ 31

grazie per la risposta, però non mi è chiaro perché diverse fonti parlano di produzione piatta a 85Mb/d mentre siamo in leggera salita.

 Mi rendo comunque conto che in passato si parlava di incrementi di 2-2.5Mb/d all'anno mentre adesso siamo quasi stagnanti con un incremento di 2Mb/d in tre anni.

36
08 Giu 2008
alle 21:12

Pinnettu

Confermo i 36 miliardi (c'era una bella sovraimpressione). Non guardo TV ma era sicuramente la trasmissione "contenitore" della messa trasmessa in diretta la domenica mattina. Ovviamente, forti di questo dato, hanno messo subito l'accento sull'assurdità del controllo delle nascite.

35
08 Giu 2008
alle 20:02

Mario Serino

Credo che un attacco all'Iran sia possibile, da parte di Israele. Hanno dimostrato che in un paio di settimane possono scatenare una potenza di fuoco immensa, tale da distruggere non solo gli impianti nucleari, ma il 90% delle installazioni militari ed il 50% di quelle produttive. Certo la ripercussione a breve sarebbe un enorme crisi petrolifera e questo potrebbe "cascare a fagiolo" proprio per le potenze occidentali. Ci sarebbe un fortissimo calo dei consumi con conseguente recessione ma anche conseguente minore richiesta di petrolio. Lo sconquasso potrebbe durare fino al 2010 dando la possibilità sia di fare un cambio nel regime iraniano (che dopo un anno e mezzo di crisi economica seguita ai bombardamenti sarebbe al tracollo) sia di dare il via alle rinnovabili grazie alla diminuzione dell'estrazione delle risorse fossili dovuta all'enorme crisi mondiale.

Insomma, dopo una cirsi di questo genere rischiano tutti di uscire con le ossa rotte, ma probabilmente il gap tra occidente e paesi emergenti aumenterebbe, perchè usa&europa hanno maggiori mezzi per gestire il malcontento e per ammorbidire la crisi. Alla fine potrebbe convenire.

Gli effetti collaterali ? morti civili, attentati per 50anni, ecc... beh... sono effetti collaterali per chi governa il mondo.

Speriamo che il buon senso prevalga, ma sono anni che lo spero... 

34
08 Giu 2008
alle 17:45

ioxcaso

@ 16: Cataldo, m'hai costretto a cercare "apodittico" :-)

@ 22: non ho visto la trasmissione di cui parli, però ho sentito, credo ieri, in radio (capital) l'intervento di un sacerdote cattolico a proposito del vertice FAO in cui sosteneva si che la popolazione mondiale potrebbe pure raddoppiare ma solo se vi fosse contemporaneamente una redistribuzione più equa delle risorse... non mi pareva un pericoloso comunista :-) ,e sono totalmente d'accordo, pur non essendo nemmeno io un pericoloso comunista. In fondo è la solita vecchia storiella del pollo arrosto a testa: c'è qualcuno (molti) che si deve accontentare delle ossa spolpate, e pochi che se ne pappano 10 a testa.

Comunque, nessuno sa quanta gente esattamente può sostenere il nostro pianeta. Ci sono centinaia di studi con migliaia di numeri discordanti... che concordano però su una cosa: dipende solo da quale standard di vita decidono di perseguire i suoi abitanti potenziali. 

 

33
08 Giu 2008
alle 17:38

Antonello

Penso che il 2008 sia proprio il picco della nostra società moderna. Dal 1999 fino alla fine del 2007 il prezzo del petrolio aumentava ad un tasso medio di circa il 2% al mese, mentre se partiamo dal 01/01/08 siamo arrivati ad un tasso medio di circa il 7% al mese, e visto che siamo quasi a metà anno non si tratta certo di fluttuazioni.

Ecco più o meno dove il mondo si trova adesso:

L'acqua sale prima lentamente poi sempre più velocemente. La gente ha fiducia dei suoi "capi": Non è certo detto che finisca male, dicono tutti che è inaffondabile no? E poi ci sono le scialuppe, e il comandante ha già chiamato i soccorsi che saranno presto qui vedrai...

Ci sono alcuni "razzi di segnalazione" che squarciano l'oscurità ma nessuno li vede...

32
08 Giu 2008
alle 17:21

elipsos

Ecco la lista dei partecipanti all'incontro del Bilderberg in corso in Virginia: http://www.effedieffe.com/content/view/3486/164/

Nella lista c’è Flemming Rose: è il giornalista danese, direttore culturale del quotidiano Jyllands-Posten, che ha pubblicato le vignette insultanti su Maometto. L’hanno invitato per istruirlo su qualche nuova provocazione, onde far schizzare il barile a 200, come deciso nei precedenti Bilderberg?
31
08 Giu 2008
alle 16:46

YAPaolo

@30

Facciamo il punto. Nel 2007 la produzione è cresciuta, ma è stata costantemente inferiore al consumo, che è cresciuto di più. Questo fattore viene genericamente indicato dal mainstream (*) come "domanda crescente dai paesi emergenti, soprattutto Cina e India". Altro fattore canonico: dollaro debole. Altri fattori scarsamente rilevanti:

 - il petrolio non è infinito e quello a basso costo (di estrazione e raffinazione) ce lo stiamo già finendo;

 - il mercato delle materie prime ha offerto rifugio sicuro e profittevole a quegli investitori/speculatori che sono andati sotto con i subprime, o che non si fidano più del mercato azionario, temendo l'annunciata recessione(**). Questo genera una domanda fittizia di beni come il petrolio (ma anche riso, acciaio, gomma naturale ... TUTTO) che equivale ad un' altra Cina, una Cina di carta, che non consuma materialmente quello che compra, ma ne fa salire il prezzo come se lo facesse.

(*) Chiamo mainstream il mainstream, ma ho notato che da più parti lo si chiama popular press.

(**) Gli operatori di mercato che temono la recessione, finiscono per accelerarne l'avvento. Quello che si è visto venerdì non ha bisogno dell'esperto, per essere spiegato: chi ha venduto azioni ha reinvestito all'istante in futures petroliferi. Questo fa pensare a tanti uccelli sui fili del telefono: Trichet ha battuto le mani abbastanza forte da spaventarne un paio, e gli altri si sono accodati strillando. 

30
08 Giu 2008
alle 15:50

Sandro kensan

Chiedo lumi agli esperti: In diversi articoli compreso quello citato da Debora si parla di produzione piatta dal 2005 e pari a 86 milioni di barili al giorno. Tempo fa avevo fatto una ricerca ed era risultato che la produzione era aumentata a 87Mb/d, si tratta di una differenza rilevante e pari a 2 Mb/d, dove sta l'incongruenza? Ci sono diverse linee di pensiero sui numeri?

29
08 Giu 2008
alle 15:06

Michele

@22 e @26

La statistica probabilmente deriva dal calcolo delle potenziali superfici coltivabili del pianeta, senza però tener conto dei collegati problemi energetici, ambientali, di rifiuti, ecc. E? una follia, e pensare che sono cattolico...

D'altra parte, anche se per assurdo la stima fosse vera, se arrivassimo ai 36 miliardi, poi che cosa facciamo? diciamo che la terra  ne può sostenere 72? e poi 148?

Con i cattolici tradizionalisti (che sono vincenti in questo momento nella Chiesa), e molti protestanti, che sono contro la contraccezione e qualsiasi seria politica di controllo delle nascite, e con gli islamici fondamentalisti, che sono tantissimi e che stanno cercando di conquistare il mondo con l'arma demografica, stiamo messi bene...

Purtroppo, quando inizieranno le carestie vere, i primi a rimetterci saranno i poveri, strumenti spesso inconsapevoli di tutte queste politiche. 

28
08 Giu 2008
alle 15:04

YAPaolo

@22

Yes we can!!!  Un miliardo de americani e 35 de schiavi ...

27
08 Giu 2008
alle 15:02

Aldo

@ Pinnettu [#22]

 Questa volta sarò lapidario: CRIMINALI!

26
08 Giu 2008
alle 14:53

francesco G

@22 i media sono arrivati propio in basso, vorrei tanto sapere da dove viene una simile notizia...(per corretezza voglio vedere se esistono basi scentifiche prima di darmi al più completo scetticismo), certo se fossimo dei cyborg alimentati dalla fusione fredda forse è possibile.....servirebbero un centinaio di kili di deuterio al giorno per "sfamare" la cyber-popolazione... scusate ma non ho resistito una notizia del genere è non ho parole...sulla propaganda messa in atto dal governo più o meno direttamente... alla fine spero solo che non si finisca in rivolte (però più passa il tempo  più nè sono convinto ); a parte gli scherzi sei sicuro di non aver capito male? o semplicemnte è il giornalista ad aver sparato dei numeri sbagliati.

25
08 Giu 2008
alle 14:47

Debora/Petrolio

mamo, ti condivido decisamente. Anch'io credo che la soluzione sarà la guerra, a cui la gente si sottopone più supinamente che al madmax generale. Inoltre dà modo di controllare la popolazione interna militarmente.

(Ma ci sei sul forum? C'è bisogno della tua acuta ironia... ;-)) 

24
08 Giu 2008
alle 13:19

luca

oggi i soliti paese hanno chiesto ai paesi produttori di aumentare la produzione ...

23
08 Giu 2008
alle 13:15

luca

Scoperto un piano segreto per tenere l’Iraq sotto il controllo Usa

 

Bush vuole 50 basi militari, il controllo dello spazio aereo e l’immunità dalle leggi per tutti i soldati ed i contractor americani. Un accordo segreto negoziato a Baghdad permetterebbe all'esercito americano di continuare ad occupare l'Iraq per un tempo indefinito, a prescindere dal risultato delle elezioni presidenziali di novembre.

22
08 Giu 2008
alle 12:44

Pinnettu

OT. Appena sentito su Rai uno con tanto di sovraimpressione a tutto schermo (penso si tratti della trasmissione che fa da contorno alla messa) :

"Il pianeta puo tranquillamente sfamare 36 miliardi di persone." L'attuale crisi è solo un problema di speculazione, distribuzione, bla bla bla!!!

Con 36 miliardi di persone a loro dire potrebbe giusto esserci qualche problema legato ai rifiuti.

Mah!!!!

21
08 Giu 2008
alle 11:54

Cataldo

Il link del Mogambo Guru
Almeno metereologicamente  la low-born mist e la nuvolaglia si è dissolta ed è uscito il sole. Un saluto 

20
08 Giu 2008
alle 11:50

Cataldo

-OT- la Poesia non ci salverà, pero aiuta

"At length corruption, like a general flood,
Did deluge all, and avarice creeping on,
Spread, like a low-born mist, and hid the sun."

Il mitico Mogambo Guru, che è più raffinato di quello che sembra, squarcia il velo delle stupidate e affronta i nodi.  Parlando di una headline di Bloomberg dice
 "Federal Reserve Board Vice Chairman Donald Kohn raised the possibility of giving Wall Street securities firms permanent access to loans from the central bank, as long as regulators tighten oversight of the companies." Hahahaha! Oversight of an incestuous ménage a trois relationship like Wall Street, government and the Fed?  Be ha funzionato bene per la bolla immobiliare, rimarca,  e continua No one paid any attention to my rude laughing and asking Mr. Kohn in a loud voice, "Are you some kind of idiot that you think we would go along with this engraved invitation to commit fraud and market manipulation?"

Be in effetti è come affidare le pecore ai lupi, per dirla evangelicamente :)

(...) Free money forever! Hahaha! This is insane!
We're freaking doomed!

Poi ci dice qualcosa sui sussidi ai grandi proprietari. 

19
08 Giu 2008
alle 11:43

mamo

Secondo me è una questione di autostima collettiva.Una situazione di guerra serve a giustificare i licenziamenti di massa ed i razionamenti.Psicologicamente la guerra si suppone che un giorno finisca ,quando invece la fine del petrolio lascia ben poco spazio alla speranza.Se a un bambino gli dici che non deve mangiare la marmellata solitamente fa i capricci ,se invece gli dici che è finita  lui aspetta che la ricompri e forse se ne dimentica.Secondo me è meno impattante che un leader politico dica che siamo in guerra piuttosto che imporre dei sacrifici che nessuno tanto è disposto a fare.Se la benzina costa 3 euro al litro, si lascia sempre una speranza frustrante di riuscirla a pagare ad un costo che,razionalmente,non si riesce a supportare.Se invece non c'è, ti limiti ad imprecare contro gli iraniani oppure contro gli americani.

La guerra mette un freno ai tuoi appettiti ed è un ostacolo oggettivamente superiore alle tue forze individuali ,ti rassegni al fallimento individuale e la tua autostima fa meno danni alla collettività.In pratica il sempre valido "mal comune mezzo gaudio".

18
08 Giu 2008
alle 11:24

Michele

Estratto dal commento di Scalfari di oggi su Repubblica:

 "La conferenza della Fao ha documentato questa situazione preoccupante ma si è conclusa con un "flop" totale: nessuna strategia, nessun programma, nessun provvedimento. Tutti contro tutti, ballando sul crinale di un abisso energetico, alimentare, climatico, sociale, demografico. Nessuna "leadership". Barbara Spinelli ha descritto l'"impasse" mondiale che si sta verificando dopo la vittoria del cosiddetto "pensiero unico" in un articolo sulla Stampa di due giorni fa. Una voce nel deserto. Per tutti gli altri "i fondamentali" sono solidi, perciò è inutile preoccuparsi. A me sembrano matti."

Anche Scalfari si sta rendendo conto della situazione e lo scrive, sia pur diluendolo entro il suo solito lungo commento della domenica.

17
08 Giu 2008
alle 11:15

Cataldo

#15 perdonate la refusione più grave del solito (vedere il pericolo guerra)

16
08 Giu 2008
alle 11:13

Cataldo

@zeitgeist #10

Non credo che  aiuti, lanciare affermazioni apodittiche come questa al #10

15
08 Giu 2008
alle 11:08

Cataldo

Al momento la "guerra" come attacco condotto unilaterlamente dagli USA o da Israele non mi sembra possibile.
Come scritto anche nei mesi passati, abbiamo sempre cercato di vedere il guerra nella sua concretezza logistica, per capirne l'attualità, oltre le pantomime mediatiche.
Nei fatti non si è mai cristallizzata una congiuntura di guerra.
La flotta USA non offre alcuna sponda a questa escalation verbale, anche se sappiamo che ormai puo essere attivata in pochissime settimane.
La possibilità di un attacco unilaterale Israeliano prevede un tale sconquasso che non viene voglia di approfondire, la sua immanenza o meno, nella realtà allucinata, del mediterraneo 2008.
Per il resto la possibilità di False Flag, o altre porcherie è sempre presente.  Pasticci di intelligence italiani sono stati serviti alla corte dell'imperatore nel passato, dagli stessi figuranti di oggi, e sappiamo come è andata a finire... bisogna vigilare.

14
08 Giu 2008
alle 08:30

Wiking78

Io penso che ci sono tanti arabi e in particolar modo tanti mussulmani in europa... ci conviene un escalation a questi livelli? Meglio che Israele guardi in faccia alla realtà: la pace si fa col nemico.

13
08 Giu 2008
alle 03:35

Barney

Crude Oil

$138.54 10.75 8.41%

21:32 PM EDT - 2008.06.07

 

150 a luglio mi sembra piu' che realistico

12
08 Giu 2008
alle 01:44

kurdt

Beh,zeitgeist,ci si deve meravigliare della mancanza di spirito di sopravvivenza di quest' "uomo".

Una volta,quando esistevano le armi bianche e basta,nessuno assaliva senza una forte motivazione,era troppa la tensione emotiva,troppo il pericolo di rimanere uccisi.
Poi a poco a poco abbiamo allontanato la fattualità della morte dalle sue meccaniche,et voilà--abbiamo la guerra chirurgica,il "colpisci e terrorizza",basa premere un bottone ed intere città possono essere spazzate via.
Abbiamo separato l'atto dalla conseguenza,una schizzofrenia politica.

11
08 Giu 2008
alle 01:42

Debora/Petrolio

Fare la guerra all'Iran significa solo creare un post-peak fittizio e ad effetto immediato, con tutte le conseguenze del caso. Benzina a 10 dollari (5 euro al litro), economia distrutta, gente per le strade a fare casino.

Non riesco in alcun modo a scorgere dove sia la convenienza di chicchessia in uno scenario del genere. Per questo credo poco a questa famosa guerra, e penso che le dichiarazioni di Bush e Israele siano più che altro mosse astute... verso magari la Cina?

Ci vorrebbe Cataldo. ;-) 

10
08 Giu 2008
alle 01:32

zeitgeist

Ma se si arriva a far strage di 3000 cittadini del proprio paese, di cosa altro ci si deve meravigliare?

9
07 Giu 2008
alle 21:40

ioxcaso

Finchè abbaiano non morderanno....

(e comunque, si, è un folle: "si rincresce" che i servizi segreti abbiano sbagliato sulle armi di distruzione di massa in Iraq.. Mah!)

 

8
07 Giu 2008
alle 21:07

kurdt

A tapro:Secondo me non hanno abbastanza truppe da schierare in caso di eventuale guerra,e poi cosa fa,fa una guerra a fine mandato in lascito alla prossima amministrazione?
ok,hai ragione,quello e' pazzo,non posso immaginare cosa farebbe.

7
07 Giu 2008
alle 20:59

tapro

http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=82516 è un folle, qualcuno lo fermi

6
07 Giu 2008
alle 20:46

tapro

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=7461&sez=HOME_NELMONDO&npl=&desc_sez=

Sono solo le solite minacce o fanno sul serio con l'Iran secondo voi? 

5
07 Giu 2008
alle 20:45

tapro

Sono solo le solite minacce o fanno sul serio con l'Iran stavolta, secondo voi?

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=7461&sez=HOME_NELMONDO&npl=&desc_sez=

4
07 Giu 2008
alle 20:03

kurdt

wow,consolante,tutto ciò e' veramente consolante.hai proprio ragione debora,il gatto e' fuori dal sacco,e purtroppo dentro il sacco ci siamo noi,ora.

3
07 Giu 2008
alle 17:56

guizzo

Io capisco che le esportazioni OPEC fino al 21 giugno sono solo per l'Asianel senso che tutta la produzione esportata dell'anno fino al 21 giugno è ormai il consumo dell'Asia (cioè più della metà).

Un po' come le tasse: che lavoriamo per pagarle fino al ? 21 giugno di ogni anno, e poi finalmente lavoriamo per noi stessi..finchè ci riusciremo :D

Non è così, Debora?

2
07 Giu 2008
alle 17:29

Gabriele

Io, ai nuovi arrivati, per capire il motivo di quello che sta succedendo e cosa ci aspetta, consiglierei anche di leggere l'interessantissimo articolo di U.Bardi (a cui vanno i miei complimenti): "Energia, materie prime e ambiente: il manifesto di aspo-Italia" pubblicato il 29 dicembre 2007 sul portale di aspo Italia, all'indirizzo: http://www.aspoitalia.it/index.php

e magari cercarsi qualcosa in rete sugli studi del "Club di Roma"!!! Sono argomenti un'po' tecnici, ma meglio di ogni altra cosa spiegano il prossimo futuro.

Saluti

Gabriele 

 

1
07 Giu 2008
alle 16:57

Francesco Bondi

Tutta l'esportazione OPEC in Asia?

Ma quindi anche anche il Venezuela e la Nigeria? O forse volevano dire l'export del medio oriente?

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