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Perforazioni offshore USA: forse niente, e forse mai.

Giovedì 19 Giugno 2008, 15:44 in Risorse di

Qualcuno cerca notizie sulla richiesta di Bush al Congresso, per togliere la moratoria sulle perforazioni offshore nelle coste statunitensi.

Ecco qualche informazione, ovviamente non esaustiva.

Chiariamo subito che non si sa se ci sia qualcosa. Le prospezioni sismiche possono dire se c'è un giacimento, ma finché non si spendono miliardi per andare a vedere non si sa se è pieno di acqua salata e basta. E i miliardi andranno spesi: le coste USA di Atlantico e Pacifico sono assolutamente carenti per quanto riguarda infrastrutture petrolifere, va costruito tutto ex-novo... e con quel che costano oggi le materie prime. Inoltre, già si sa che i giacimenti saranno comunque più piccoli di quelli nel Golfo del Messico.

Ma anche ammesso che tutto ciò si faccia, e persino che il petrolio ci sia, parla il governo stesso degli Stati Uniti per bocca dell'EIA:

Le proiezioni relative all'OCS (offshore costiero) indicano che l'accesso alle regioni del Pacifico, Atlantico e Golfo orientale non avrà un impatto significativo sulla produzione interna di petrolio e gas prima del 2030

In sostanza, Bush sta battagliando col Congresso, finendo su tutti i giornali e facendo discutere l'America intera, per un progetto che influirà sui prezzi del petrolio tra ventidue anni. Come si vede anche dal grafico EIA (di molto ottimistico comunque). 

La conclusione è sempre la stessa. I politici, in tutto il mondo, devono mostrare all'elettorato furibondo che stanno facendo qualcosa di concreto. Anche se concreto poi non è.

L'alternativa? Dire la verità, e buonanotte.

 

41
41 commenti
41
23 Giu 2008
alle 17:25

Andrea UK

In Cronache Marziane (libro dell’autore di Faranheit 451, non ricordo il nomeeee!!!) c’e` un bellissimo esempio di colonizzazione del pianeta rosso.

Viene mandato un gruppo di terrestri per una spedizione durante la Quinta guerra mondiale (che sta definitivamente devastando la Terra) che scopre insediamenti di un’antica civilta`; si cerca di scoprire qualcosa di questa civilta` che ha lasciato Marte in uno stato inabitabile, privato di tutte le risorse utili: viene trovato un sito di esplorazione spaziale e, con lo studio approfondito di queste antiche apparecchiature, si scopre che questa civilta` e` riuscita a scappare da Marte per un pianeta verde, pieno di acqua e aria, perfettamente compatibile con le necessita` umane….

Un solo problema…. quel pianeta era….

40
21 Giu 2008
alle 13:31

tyler

ANSA: Da batteri monocellulari "petrolio" rinnovabile

39
21 Giu 2008
alle 12:44

luigi

Il problema delle operazioni petrolifere, loro impatto ambientale, intolleranza o meno delle popolazioni coinvolte è una questione che mi tocca un nervo sensibile, ci ho passato la vita lavorativa.

Solo una osservazione: non mi sembrano note aree di divieto della ricerca petrolifera in Paesi produttori, solo, chissà perchè, nei Paesi OCSE e consumatori.  Mi si dirà che non vuol dire niente, in effetti chi ha la casa bella ben diffcilmente la cambierebbe alla pari con chi ha una casa brutta, a me però fa venire in mente il discorso che facevano i miei vecchi colleghi d'ufficio, che dicevano che l'ecologia è una cosa per i ricchi.

I divieti petroliferi sono cose tagliate con l'accetta, nella grandissima parte dei casi senza una corretta e scientifica conoscenza delle reali situazioni e solo in base a motivazioni politiche (peggio ancora poi se si passa alle azioni legali e ai giudizi dei tribunali).

Quanto all'importanza come quantità di queste risorse in cassaforte, il discorso sarebbe lungo, diffcile farlo fuori con poche righe.

Insomma sono un po' scettico, ma la globalizzazione sta cambiando tante cose, tempo una decina d'anni, su questi argomenti i giudizi della "opinione pubblica" saranno completamente diversi. 

 

 

 

 

38
20 Giu 2008
alle 22:16

Pierluigi

uei Sinceramente, ho firmato la petizione online... l'Abruzzo e' una terra talmente bella da mettersi a piangere dalla commozione.... io l'ho girato tutto in bicicletta, ricordo i cavalli selvaggi liberi al pascolo e le belle ragazze, molto più belle che le valdostane...

37
20 Giu 2008
alle 18:46

SinceraMente

Ciao a tutti cari amici, Vi leggo da molto e mi complimento innanzitutto con Debora e poi con tutti i commentatori.

Vorrei segnalarVi il nostro sito in cui sono ritortati i motivi della nostra grave preoccupazione per il futuro della nostra regione - vorrebbero farla diventare una gruviera  PETROLIZZANDOLA....( parlo della regione VERDE D'EUROPA, QUELLA IN CUI VI SONO + PARCHI E RISERVE ....... vediamo chi indovina ).

www.comitatonaturaverde.it

OGGI una speranza, un inizio, ( lo vado proponendo da anni ma pare che interessi solo il petrolio ) prego voglio rendervene partecipi:

http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=15862

che ne pensate???????

grazie e a presto !

36
20 Giu 2008
alle 18:31

Debora/Petrolio

listening, quel "tagliare la roba" è bellissimo! E forse non ti sei accorto... che stai parafrasando Bush!

:D

35
20 Giu 2008
alle 18:25

riccardo

@ listening: potresti tradurre in italiano? :)

34
20 Giu 2008
alle 17:25

Aldo

AndreaX [#26]: "[...] trasferire una parte in eccesso di popolazione su Marte [...]"

Andrea, controllati e tieni i piedi per terra. Hai idea di che quantità stai prendendo in considerazione? Già sarebbe difficile trasferire quantità simili da una parte all'altra del mondo, figurati mandarli su Marte.

Volendo fare l'ottimista, immagina Marte anche solo così inospitale come il Sahara (in effetti è MOLTO più inospitale, perché nel deserto se non altro c'è l'aria): pensi davvero che potremmo anche solo trasferire in treno qualche miliardata di persone in un deserto e renderlo abitabile? Ora pensa a trasferire quelle miliardate di persone su un altro pianeta (senz'aria) con delle astronavi... ecco... ci sei quasi.

Anche a me piace la fantascienza, ma solo a livello di intrattenimento o, al limite, di speculazione quasi onirica. La realtà rimane un'altra cosa.

33
20 Giu 2008
alle 16:08

listening

a proposito, il tentativo del golpista di instaurare un assetto postfascista è naufragato a bruxelles, una fretta tipica che non ha tenuto conto del drizzone irlandese diretto al convertito blair. non abbassare la guardia però, l'alleanza dei sarko e dei veltroni, tra gli altri, la santa alleanza parlamentarista di destra e sinistra tira adesso un sospiro di sollievo ma ha lo stesso obiettivo del piduista.

mi verrebe da dire, uno che si chiama veltroni chiama la piazza ad autunno: vergognati e ricordati di quelli che vestono di nero

 

32
20 Giu 2008
alle 15:39

listening

infatti, non è la fase del declino produttivo, è un plateau che può durare ancora un pò anche a seconda di come tagli la roba (heavy crude, bioetanolo, megaprogetti difficilissimi, qualsiasi cosa copra la naturale depletion). è invece ancora la fase in cui uno dopo l'altro diventano importatori netti (tipici indonesia, uk) o dall'altra parte aumentano il consumo interno tra l'altro mentre gli arrivano dollaretti. westexas lo scriveva anni fa, il tema centrale è la località delle relazioni di importazione/esportazione e staniford che il declino una volta superato il picco non è comunque veloce. la combinazione di questi due fattori, se non viene considerata, procrastina le azioni di mitigazione: il prezzo è al più uno stimolo, quelli colti direbbero un significante, è sul significato che alcuni vanno un pò più a fondo e altri, sicuramente non westexas, non vail, staniford hanno difficoltà a vedere

31
20 Giu 2008
alle 15:15

Paolo B.

@29

Un occhio allo stato dei propri giacimenti(pericolosamente declinanti o prossimi al declino) e uno alle richieste(in aumento) dei propri mercati interni e allora la risposta logica alle pressioni dei paesi consumatori è "illogico chiedere l'aumento della produzione petrolifera".

Altro che drogati, devono pararsi il c...o, no?

30
20 Giu 2008
alle 14:49

listening

saranno pure drogati ma hanno ragione: un aumento della produzione stimola una ripresa del consumo; come OPEC, se speri anche tu che i prezzi calino perchè ti stanno sfondando  i  ... un giorno sì un giorno no con questa storia, aumentare la produzione è il falso segnale. oh, tieniti il wti a 140 e dammi un altro pò di mescalina ...

29
20 Giu 2008
alle 14:34

mamo

Petrolio: Opec, "Illogico chiedere aumento produzione"

20 giu 14:11 Economia

ALGERI - "Illogico e irrazionale" chiedere all'Opec di aumentare la produzione di petrolio per far diminuire il prezzo. Lo ha detto il presidente dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, Chakib Khelil. (Agr)

Prima dicono che aumentano ,poi non aumentano...ma perchè fanno cosi?Drogati!

28
20 Giu 2008
alle 13:15

listening

consiglio la lettura del sito di jeff vail (che contribuisce occasionalmente anche a the oil drum), che contiene alcune perle

 ... Recession is an aggregate decrease in economic activity. It means less opportunity overall. Reallocation, on the other hand, is not an aggregate decrease, but rather a shifting of who gets the benefit and who gets burned. It means the same--or even greater--opportunity, but in different places and in different manner than in the past

... I don't think that actual economic activity will decline until actual energy availability declines (something that might not be too far off). Until that begins to happen--when we're just facing increasing prices, but not yet declining availability--we will instead see reallocation.

secondo me fotografa quello che è avvenuto in germania in questi anni, dove tra l'altro si sta facendo strada l'idea di politiche locali che obbligano i proprietari di case a diminuire l'utilizzo di olio combustibile (o gas): la città di marburgo vara in questi giorni un piano in questo senso; i proprietari di nuove costruzioni saranno obbligati a installare impianti termosolari e l'obbligo viene esteso ad ogni richiesta di risanamento di abitazioni già esistenti. l'obiettivo è di un impianto termosolare su ogni tetto di marburgo. ma anche a livello personale si può fare qualcosa per non rimanere bruciati e riallocare i costi); dove vivo e grazie all'aiuto di un coinquilino architetto e alla decisione della parte di casa che abita nel sottotetto abbiamo portato il proprietario a ricontrollare questa estate finestre e coibentazione con la minaccia di una diminuzione dell'affitto il prossimo inverno, cioè trasferendo i costi su di lui

27
20 Giu 2008
alle 12:49

listening

per guizzo: se leggo bene le tabelle, i dati BP pubblicati martedì dicono altro (con quantità espresse in milioni di tonnellate); la germania ha diminuito il consumo interno di un 9% secco 2007 su 2006 (la svizzera addirittura del 9,9%): i tedeschi non si sono fermati, vanno ancora come un treno, c'è un problema di inflazione dei prezzi alimentari e ovviamente della benzina, dell'olio da riscaldamento eccetera (che coinvolge sostanzialemte i bassi redditi e come dice jeff vail brucia qualcuno ma non tutti). ora, prima di chiamare una recessione mondiale bisogna vedere quanta tolleranza ha ancora l'economia tedesca per sopportare un ulteriore massiccia contrazione della domanda. peraltro, la sofferenza vera l'hai dove la domanda continua a crescere insieme ai prezzi, vale a dire in asia

26
20 Giu 2008
alle 12:22

AndreaX

@2

Tu ci scherzi, se avessimo avviato alcuni anni fa la colonizzazione dello spazio l'alternativa poteva anche essere presa seriamente.

Si potevano costruire basi lunari da cui estrarre minerali (magari anche uranio) da inviare sulla terra, trasferire una parte in eccesso di popolazione su Marte e così via, invece anzichè evolverci e fare il salto definitivo verso il fututro abbiamo ripiegato su noi stessi e adesso ci troviamo alle porte di un nuovo medioevo. 

25
20 Giu 2008
alle 12:15

max

@Deb

sei troppo forte!!!

24
20 Giu 2008
alle 12:00

Debora/Petrolio

max,

"troppo colti questi guerriglieri del Mend, che abbiano un master in geopolitica energetica?"

No, è che anche loro leggono Petrolio! :D (Lo so, mi sto montando la testa...) 

23
20 Giu 2008
alle 11:40

mamo

A Napoli arrivaranno 300 psicologi per aiutare la popolazione a comprendere le problematiche della raccolta differenziata( fonte il sole 24 online).

22
20 Giu 2008
alle 11:19

paolo p.

LA REALTA' SI FA STRADA DA SE'

Al via i lavori del progetto "Archimede"

 

...come insegna la storia (in questo caso turca), si può discutere per un pò, ma bisogna alla fine essere realisti. 

 

Quando l’Assemblea Nazionale ancora una volta scagliò fulmini contro il traditore Whad Eddin e chiese la sua deposizione, il Ghasi si alzò improvvisamente e propose in tutta innocenza che assieme a questa detronizzazione si procedesse a separare il sultanato dal califfato, a sopprimere il sultanato e a “ scegliere quale califfo, per il tramite della Grande Assemblea Nazionale turca, quel membro della dinastia che fosse migliore per sapere e per carattere”.

Il parlamento rimase senza parola. Per ciascun Maomettano la proposta del Ghasi era senza senso. Il califfo è signore secolare in misura assai maggiore che il sultano; degradarlo al punto di farne un prete pareva cosa impossibile.

I delegati della Grande Assemblea Nazionale ammisero apertamente di non intendere lo scabroso problema che il Ghasi aveva posto. Che cosa fa un parlamento che non intende un certo problema? Passa l’affare ad una commissione; questa commissione che doveva scoprire la maniera di separare i fratelli siamesi califfato e sultanato, in modo che in seguito all’operazione solamente uno di essi, il sultanato, morisse, fu costituita dai migliori conoscitori del diritto canonico. Ma anche la commissione non seppe che pesci pigliare, nè più nè meno che il parlamento. Essa sfogliò tutti i libri della legge, le sette raccolte dei detti autentici del profeta e tutti i commentari possibili, ma un fondamento per la separazione del sultanato dal califfato nella legge religiosa non lo potè trovare. Ed ecco che il Ghasi si alzò in mezzo all’assemblea dei dotti del diritto islamico e in tono didattico e categorico così parlò:

“La sovranità, signori, non viene trasferita, ma conquistata. Un tempo la conquistò la casa Osman, ora la conquista la nazione. Se la commissione proponesse all’Assemblea Nazionale di riconoscere formalmente questo dato di fatto, sarebbe questa, secondo il mio parere, una cosa molto utile. Se ciò non accadesse, allora la realtà si farebbe strada tuttavia nel modo necessario. Ma allora è possibile, egregi signori, che io debba tagliare qualche testa”.

Il vecchio sapiente che aveva la presidenza guardò il Ghasi con occhi accorti e stanchi e rispose molto cortesemente: “Noi ringraziamo per la spiegazione. Ora noi vediamo il problema sotto una luce tutta diversa”.

21
20 Giu 2008
alle 10:57

kzpaul

Intanto su Repubblica annunciano fatturati record !!!
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/economia/industria-produzione/crescita-fatturato/crescita-fatturato.html

qui in Italia siamo in controtendenza sempre !!! nel bene e nel male

20
20 Giu 2008
alle 10:51

Paolo B.

Grazie per il post Debora.

Penso che prima o poi qualche pezzo da novanta della politica avrà il coraggio di dire ai propri connazionali come stanno realmente le cose.

In fondo è normale fare il lavaggio del cervello alla gente con i media di regime per cui faranno lo stesso per renderla cosciente sul picco del petrolio e che sarà arrivata l'ora di rimboccarsi le maniche conducendo uno stile di vita opposto al consumismo di massa.

Detto così sembra semplice ma io mi chiedo che ne sarà della relativa tranquillità sociale e di ordine pubblico quando i probabili centinaia di milioni di fuoriusciti dal mercato del lavoro occidentale, i classici licenziati causa crisi globale(ed io non mi ritengo affatto al riparo), "reclameranno" occupazione e salari per sopravvivere. Possiamo aggiungerci anche i pensionati se, come è probabile, molti Stati non saranno in grado di onorare il pagamento dei vitalizi.

Mica i Governi potranno dare la tessera alimentare a tutti loro, come ha intenzione di fare il Berlusca con i pensionati al minimo oggi.

La vedo nera gente, molto nera...

19
20 Giu 2008
alle 10:46

max

Attenzione notizia bollente:

i ribelli del Mend stamane hanno compiuto un attacco storico alla Shell e questa volta non per rapire inermi lavoratori bensì (tenetevi forti) per diminuire la produzione -la produzione!- a loro dire troppo elevata.

troppo colti questi guerriglieri del Mend, che abbiano un master in geopolitica energetica?

o un padrino il cui nome inizia per P e finisce per echino?

18
20 Giu 2008
alle 10:29

antonio na

L'idea che la gran parte dell'energia sia utilizzata per scopi dis-umani  e che il picco del petrolio mette semplicemente fine alla crescita del PIL (e non alla vita degli esseri umani) è cosi' difficile da accettare?

 

17
20 Giu 2008
alle 01:45

OnionRing

il giorno in cui il dollaro collasso'... inchiesta della tivvu' olandese che immagina uno scenario fanta-finanziario di collasso del biglietto verde e sue conseguenze sui mercati internazionali, con interviste a importanti finanzieri internazionali (Peter Schiff di EuroPacific, il chief economist Asia della Morgan Stanley, il presidente di ING e altri ancora). notare che il filmato fu realizzato nel 2005 quando l'euro stava a solo 1.25 sul dollaro, e il punto di rottura era immaginato allora, tre anni fa, a quota 1.75... non siamo molto lontani... http://www.youtube.com/watch?v=AuPgdZeAFjA

16
20 Giu 2008
alle 01:28

listening

debora, scrivi ... 'va costruito tutto ex-novo... e con quel che costano oggi le materie prime. Inoltre, già si sa che i giacimenti saranno comunque più piccoli di quelli nel Golfo del Messico'

il problema degli orizzonti che recedono (1) e dello sfruttamento dei giacimenti più promettenti in prima linea (2). lo stress di costi crescenti agisce come l'orizzonte che recede di fronte al vascello sfatto dalle tempeste in acque sempre più difficili e povere, e ti sei incuneato in un doppio problema (non va costruito tutto ex novo, comunque, dettaglio ...). 

tra l'altro non c'è sfascio: da qualche parte ti stava arrivando, diciamo, liquidità. si instaura successivamente un meccanismo per cui la contrazione della domanda ti abbassa la pressione. questo sta avvenendo in europa 

15
20 Giu 2008
alle 01:16

guizzo

Vicini al picco e comandati dalla domanda:

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_102058319.html 

Basta che la prospettiva di una diminuzione dei consumi (o solo di un rallentamento della crescita) della Cina si materializzi - giusto perchè il prezzo della benzina imposto si avvicina un po' al livello reale - ecco che le tensioni sul prezzo del petrolio si allentano. il mercato perchè funzioni deve essere libero. Una volta succedeva con gli USA in recessione..ora che i BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) insieme consumano di più, se non si fermano loro, il prezzo continua a salire. Gli americani non capiscono più cosa succede e si beccano raddoppio della benzina e deprezzamento del $ senza sapere più esattamente cosa fare come una volta quando facevano il bello e il cattivo tempo. Ottima come sempre Debora al #14: una distruzione della domanda, una recessione mondiale, riadeguerà la domanda alla nuova offerta più bassa ad un prezzo più basso. Ma fino a quando? il problema del dopo picco è che l'offerta sarà sempre più bassa, e l'economia come la conosciamo sarà sempre meno produttiva, con un impoverimento generalizzato per tutti.

Una piccola  precisazione se mi è permesso:  le domande di beni non sono tutte uguali. il  fatto che la domanda di petrolio sia tendenzialmente anelastica è una legge di mercato. Esprime il fatto che le preferenze dei consumatori sono per non diminuire la quantità acquistata di un bene anche se ne aumenta il prezzo, perchè reputano quel bene indispensabile. Fino ad un certo punto ;) 

14
19 Giu 2008
alle 23:40

Debora/Petrolio

stefano,

la domanda di petrolio è notoriamente anelastica. Ovvero, essendo materia prima indispensabile, non ubbidisce in toto alle leggi del mercato: la domanda scende, sì, ma non più di un tot. Questo perché, se si può fare a meno di andare in automobile, non si può fare a meno di fertilizzare i campi; se si può fare a meno delle bottiglie di PET, non si può fare a meno di consegnare cibo ai supermercati.

Di conseguenza, a fronte di un prezzo in salita, la domanda scenderà ma solo fino a un certo punto: arrivati a quel punto, i prezzi ricominceranno a salire. Dopo di ciò si può solo immaginare cosa accadrà, nessuno lo sa. Si presume una "distruzione della domanda" nelle cose fondamentali, ovvero lo sfascio dell'economia come la conosciamo. A quel punto, che il prezzo scenda o salga avrà importanza relativa.

13
19 Giu 2008
alle 22:00

Pierluigi

@12 torneremo a fare come Mozart che girava l'Europa in carrozza. Ad Aosta ci sta ancora l'albergo della posta con la piazza dove arrivavano le diligenze e attaccavano i cavalli. Infatti ci hanno fatto il ristorante "il cavallino bianco".Se non l'avete ancora vista, andate a visitare Aosta, e' un piccolo gioiello, tantissimi resti romani e medievali. Pero' la vita vi e' noiosa.

@10 ue stefano ti segnalo anche il forum di Crisis, dove troverai anche questa profezia sul petrolio. Ubi maior, minor cessat. 

12
19 Giu 2008
alle 21:49

gamma5

Nella voliera molti canarini sono già morti, altri lo stanno.

http://www.ansa.it/infrastrutturetrasporti/notizie/rubriche/traspaereo/20080619142434676107.html

11
19 Giu 2008
alle 21:27

mamo

Da domani in cina i carburanti + 18%.

10
19 Giu 2008
alle 20:42

stefano

grazie Pierluigi ;)

 

9
19 Giu 2008
alle 20:35

Pierluigi

@8 ue ste, benvenuto. la seconda che hai detto.

8
19 Giu 2008
alle 20:05

stefano

ringraziando Debora e tutti gli altri per le preziose informazioni volevo però capire una cosa..scusate tanto l'ignoranza ma nonostante abbia imparato tantissimo in un mese di blog sul picco e problemi relativi non mi è chiara una cosa: il prezzo attuale di benzina e derivati del petrolio è al massimo storico; ho imparato che domanda e offerta in questo ambito non seguono le regole dell'economia 'normale', ma non mi è ben chiaro cosa accadrà da ora in poi.

Ho letto che è molto probabile che il prezzo scenda progressivamente per attestarsi su valori simili a qualche mese fa ma ho anche letto che il prezzo continuerà a salire, sia pur leggermente..aprendo un panorama di 'crisi' a lungo raggio..con progressiva e forzata diminuzione dell'utilizzio di petrolio e derivati..

vi chiedo quale sia allora il panorama più probabile.

grazie:)

stefano 

7
19 Giu 2008
alle 19:54

Carlo Fusco

In una notizia correlata, Bloomberg riporta l'annuncio di  McCain che lui affronterà la crisi energetica raddoppiando il numero dei reattori nucleari (100 in più) entro il 2030.

6
19 Giu 2008
alle 18:58

Fabio

quando .. -_-'

5
19 Giu 2008
alle 18:55

Fabio

eheh quanto leggo queste notizie,sono sempre piu' convinto del picco!...

4
19 Giu 2008
alle 17:52

riccardo

@2 non scherzarci troppo, sulla faccenda di titano, che qualcuno ti può prendere sul serio

a proposito di importazioni usa in calo, dice radio24 che è in netto calo anche il trasporto via mare cina -> usa causa il fatto che imprese usa ricominciano a trovare più conveniente produrre in casa (prove tecniche di autarchia?) secondo milanofinanza invece in famoso baltic dry index dice che va tutto bene.

(il fatto che un giornalista di milanofinanza cita il B.D.Y. tra l'altro dimostra in maniera inequivocabile che legge petrolio.blogosfere, siamo gli unici al mondo a parlare di queste amenità)

cataldo, come vanno le costole? scommetto che te ne stavi sulla linea dell'area piccola e ripensavi ai grafici da estrapolare dagli ultimi dati del census.go... quando un attaccante avversario (più interessato al risultato dell aprtita in corso che all'EROEI degli scisti bituminosi canadesi) ti è piombato addosso

3
19 Giu 2008
alle 17:39

Cataldo

Il petrolio in più, ottenuto a prezzo altissimo per le risorse ambientali, va visto nell'ottica di quali saranno i consumi, a quella data. In percentuale, quello che oggi ci sembra una goccia nel mare, potrebbe avere un significato diverso nel futuro. Sul fatto se abbia un senso economico, alla luce delle immobilizzazioni richieste e della distruzione operante di risorse, penso che ci siano pochi dubbi.

Prove tecniche di "Decoupling" ??  Se pensiamo alle importazioni in calo dagli USA questa precisazione vale doppio.
A presto

2
19 Giu 2008
alle 16:21

paolo zamparutti

antartico, atlantico, a quando lo sfruttamento di titano? (lo sapevate che ha più idrocarburi della la terra? :D:D )

se uno ha dubbi sull'approssimarsi del picco, è sufficiente aver notizia di queste proposte per toglierseli

1
19 Giu 2008
alle 16:10

Debora/Petrolio

Paolo B., questo post è per te.

Qui facciamo "informazione on demand"! :D 

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