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Servizio smentita bufale: "Un miliardo di barili in futures".

Martedì 10 Giugno 2008, 00:00 in Esperti di

Ogni tanto qui tocca fare servizio pubblico e smentire qualche bufala che circola vertiginosamente in Rete.

Quella di oggi è da far tremare le vene dei polsi, visto che è stata ospitata da Repubblica, il Sole24Ore e il Giornale e rilanciata con entusiasmo per ogni dove. Eccola:

Ma il vistoso scollamento tra le Borse e il mercato fisico – in un giorno al Nymex viene scambiato in media un miliardo di barili contro una produzione mondiale di 85 milioni - testimonia che l'attuale modello di contrattazioni è da cambiare.

Gli articolisti ed i loro emuli concludono immancabilmente che ciò dimostra come il mercato sia gonfiato e il prezzo del petrolio sia frutto di mera speculazione.

Ahinoi, è imbarazzante ma hanno sbagliato i conti. Il miliardo di barili (meno di due settimane di consumi mondiali, comunque) è relativo a tutti i contratti con scadenza da qui al 2016, mentre i contratti a scadenza luglio 2008 movimentano poco più di 100 milioni di barili. Altro che ondata speculativa!

Lo svelatore della bufala è un economista intervenuto a Radio24. Ma quello che stupisce è la velocità con cui tale toppa sia stata propagata, rilanciata, presa a modello a destra e a manca. C'è un'affannosa corsa a dimostrare che il prezzo del petrolio è mero frutto di speculazioni, forse per tranquillizzare e tranquillizzarci: passata la tempesta, tutto tornerà come prima.

Business As Usual, appunto. 

(Grazie a Terenzio per la segnalazione) 

80
80 commenti
80
11 Giu 2008
alle 20:19

YAPaolo

@78 ho detto che te pàgano?

@79 leggi meglio: se mai la dicesse il TG2 la direbbe così

79
11 Giu 2008
alle 19:50

tap

@65,  se i grandi investitori hanno deciso di puntare sui futures dei beni primari non devi concludere che il prezzo è gonfiato dalla speculazione ma devi chiederti *perchè* hanno deciso di investire proprio lì. Per guadagnare sul clima di insicurezza di questi anni? Bene, *perchè* c'è questo clima d'insicurezza? Se c'è davvero, non è "giusto", fisiologico, naturale, (e quindi non meritevole di alcuna politica d'intervento) che il prezzo delle materie prime aumenti? Forse il sentimento d'insicurezza mondiale è una malpercezione dei popoli?

E la "grandezza" degli investitori non è oltretutto indice della capacità di accedere ed elaborare informazioni corrette sui prezzi? (non lasciatevi ingannare dal fatto che vogliono fare i propri interessi! E' proprio questo il bello del meccanismo di mercato: che riesce a imbrigliare l'interesse individuale!). Non dovremmo invece "ringraziarli", e ringraziare l'esistenza del mercato dei futures (un giocattolo più unico che raro), che ci obbliga ORA a guardare al futuro?

In un 'ottica positiva, la conclusione è questa: i governi smantelleranno a breve i mercati finanziari, a cominciare da quello dei futures. Quando esattamente? Semplicemente quando a tutti apparirà chiaro che la quantità di petrolio estratto non potrà che scendere.

 

@75 YAPaolo: il mutuo è un'istituzione, non è ammissibile impostare un ragionamento economico partendo dalla cosiddetta "crisi dei mutui sub-prime". Ovviamente va endogenizzata. Se hai qualche idea...

78
11 Giu 2008
alle 12:58

Debora/Petrolio

YABasta, si la cupola dei rettiliani mi paga milioni per disinformare la gente. Che te devo dì? Pensa quello che te pare.

Ti ricordo comunque che su questo blog tutti sono liberi di esprimere opinioni diverse e contrarie senza per questo dover infamare il prossimo. Trova altri argomenti, vedi un po'.

77
11 Giu 2008
alle 11:49

Cataldo

@YAPaolo

Non credo abbia alcun riferimento reale la critica di scorrettezza, cosi come nel testo che hai postato non vedo nulla che possa contraddire quanto detto nei miei di precisazione. L'andamento del prezzo, lo ripeto fino alla noia, è solo uno dei parametri di crisi. Se vuoi avere un quadro di informazione completo puoi trovare molto nell'archivio del blog. Sei libero di pensare che sia tutta una bolla, che sia colpa dei subprime, o che sia la speculazione, io non lo penso affatto ed ho sempre documentato le mie affermazioni, cosa che agevola la discussione. Ormail l'export land model è nelle teste pensanti del pianeta, nulla sarà più come prima, e questo è un elemento "geologico" :)

PS La tua critica non tiene conto, ovviamente, del fatto che sulla fuga dal dollaro e sulle spinte inflattive abbiamo parlato ad nauseam, nei mesi passati, e che l'analisi degli acquisti operati da  "mani forti" nel mercato delle materie prime ci ha aperto gli occhi su tante cose negli ultimi anni.

76
11 Giu 2008
alle 10:44

Ste

ecche è! è in corso un ammutinamento nel blog..?

;-)

75
11 Giu 2008
alle 10:17

YAPaolo

@Cataldo

Ho citato petrolio e riso come materie prime deboli, la cui produzione è afflitta da problemi strutturali ( crescita della domanda dai paesi emergenti, infrastrutture obsolete ) e cause contingenti (geopolitiche per il petrolio, metereologiche per il riso). I prezzi di entrambe se ne andavano tranquilli all'insù fino all'anno scorso, poi c'è stato un cambio di marcia, ma non è che i problemi strutturali si fossero aggravati di botto nel 2007, tanto da giustificare il pauroso cambio di pendenza nel grafico del prezzo. La caduta verticale del dollaro è cominciata nel 2002, si è presa un caffè nel 2005 ed è ripresa inesorabile nel 2006. Nel 2007 ha raddoppiato il ritmo: cos'è sta fuga dal dollaro già debolissimo, dove sono scappati tutti? Allora diciamola come dovrebbe dirla il TG2: la crisi dei mutui subprime ha ulteriormente indebolito il dollaro, ha mandato fuori controllo i prezzi del petrolio e delle altre materie prime, sta causando un'inflazione paurosa che miete vittime nei paesi più poveri e impensierisce i più ricchi ...

Vista così, la cosa prende una brutta piega per il peakoiler a la Debora Billi: vogliono farci credere che la crisi è passeggera quando invece è tutta geologica, quindi permanente. Strillare affermazioni di questo tipo in questo momento vuol dire distorcere un'informazione già distorta di suo, e farlo con la spocchia da gabibbo moralista, che pizzica le bufale dove gli fa comodo, è anche scorretto nei confronti di chi crede di doversi informare e non di essere informato, e per questo si rivolge al web anzichè al mainstream, con la speranza che il primo non cominci a deteriorarsi utilizzando bovinamente le tecniche imbonitorie del secondo. Ho detto.

 

74
11 Giu 2008
alle 10:09

guizzo

Nessuno ha mai pensato che la speculazione è funzionale al mercato e ai consumatori? Pensando che il prezzo di un bene salirà in futuro, lo compra nella speranza di rivenderlo ad un prezzo più alto. Se tutti la pensano così, il prezzo sale..se la maggior parte la pensa in maniera opposta, lo speculatore si brucia le dita..

Detto questo, l'effetto utile è che aumenta vertiginosamente il prezzo prima che il bene diventi scarso veramente, sensibilizza il consumo, che cerca alternative, ove possibile, prima che ci sia carenza, stimola la produzione a produrre di più perchè si guadagna di più..ergo aumenta la quantità prodotta e consumata.

Tutto questo sarebbe bellissimo (anche la c.d. speculazione), se non fosse che la produzione petrolifera non potrà aumentare, come tutti ben sappiamo, se non marginalmente e in maniera insufficiente. Anzi calerà. Ci resta l'unico effetto positivo: ci sarà più gente che realizza l'esistenza del peack oil prima che sia finito tutto, e forse ci sveglieremo per tempo..Viva la speculazione..

73
11 Giu 2008
alle 09:30

Cataldo

@ Pierluigi

Hai letto bene come finisce l'articolo che hai postato ;)

72
11 Giu 2008
alle 09:16

paolo c

@9........credi che ci siano soluzioni dietro l'angolo???????????? Che baasti organizzare qualche bel convegno???

71
11 Giu 2008
alle 09:12

Cataldo

OT -rassegna stampa-

Il Ricci di Repubblica, nel grigiore dei suoi colleghi, era stato segnalato per essere tra i meno ovvi, ora rilancia e pubblica un articolo sul mitico Kite Gen. Fa progressi .. 

70
11 Giu 2008
alle 09:12

paolo c

Scaroni sei un MITO................dove avra' studiato per sparare cosi' tante balle??????????????????????? 

69
11 Giu 2008
alle 08:53

Cataldo

@YAPaolo

Della crisi finanziaria ne parlo poco perchè mi sono sfogato ampiamente proprio l'anno scorso di questi tempi, poi ci sono molti contributi che, agevolmente, data la natura della materia in esame, ne hanno delineato grosso modo la tempistica, il resto è fuffa del momento, con affermazioni tipo "la crisi è alle nostre spalle" che si vede che è tradotta perchè in italiano suona un pò inquietante più che l'opposto; frasi pronunciate in pieno falso ideologico, mentre il differenziale tra LIBOR  e buoni del tesoro a 3 mesi schizza ai massimi storici ...

68
11 Giu 2008
alle 08:44

Cataldo

@ Alessio

Il problema dell'incremento in valore assoluto dei prodotti commerciati nelle "borse" non è significativo, l'elemento patologico è il tasso di espansione più recente.

Infatti, se si rapportasse solo la somma totale che hai riportato, ai numeri fantastiliardari della finanza ad esempio, la speculazione sulle materie prime sembrerebbe roba da ladri di polli :) 

67
11 Giu 2008
alle 08:36

Cataldo

@ YAPaolo

Non ho detto che è ininfluente, ho detto che, al momento, è minima, anche se ci sono segnali di una crescita del margine, ma questo si deriva da una visione differente, che non le cifre decontestualizzate sul montante dei contratti futures in essere.

Se hai seguito le discussioni negli ultimi mesi, avrai sicuramente visto che l'interpretazione del prezzo monetario è solo uno degli elementi utili a capire la ragione di scambio del petrolio, e forse nemmeno il principale, tanto per estremizzare la faccenda, stavolta metto in off  la funzione di autocontrollo "servizio pubblico" e dico la mia tout court :) il prezzo espresso in moneta è, di per se, una informazione ambigua dal punto di vista economico, da solo non dice nulla di concreto. 

Abbiamo dimostrato ampiamente che il primo picco del prezzo del petrolio, in termini reali, è stato nel 2005, prima ancora dei 18 mesi che citi. Abbiamo anche mostrato che è a partire da allora che è iniziata la "distruzione di domanda" in USA, con l'inversione di tendenza nei consumi (guarda caso). Nominalmente allora era tutto tranquillo, in apparenza. La caduta verticale del dollaro ha poi reso visibile l'aumento di prezzo, che, sempre in termini reali, ha superato i valori del 2005 solo da due o tre mesi. In tutto questo la speculazione non centra nulla. Per il futuro i pericoli sono stati individuati, gia da tempo si sa qual'è il rischio speculazione, in questo mi sono riferito a fonti interne al mercato tradizionale dei futures, questa fiducia è stata ripagata, nel senso che per questa via si comprende la differenza tra il ruolo dei "futures" del mercato "tradizionale" e i tentativi di innestare pratiche mutuate dai mercati della finanza derivata. Puo darsi che non si riesca ad arginare le spinte distruttive da Wall Street, ma ancora non siamo ad un punto di non ritorno.

Sull'interpretazione del prezzo monetario abbiamo fatto anche esercizi predittivi, giusto per far vedere che non abbiamo l'anello al naso, o per lo meno non è cosi ingombrante, da non farci vedere almeno ad un palmo dal medesimo. 

66
11 Giu 2008
alle 08:14

Pierluigi

@63

interessante queste slides di Simmons. Fino a qualche anno fa Simmons era il classico profeta nel deserto, adesso lo prendono un pò più sul serio.

Incidentalmente ogni tanto - davvero ho del buon tempo - mi diverto a googlare "peak oil" per contare i risultati, da quando ho cominciato un anno fa sono quasi quadriplicati... il gatto è uscito dal sacco. Penso che fra poco "peak oil" diventerà una espressione comune come "il comunismo è morto" nel 1991.... mi sono permesso di storpiare una vecchia vignetta di Vauro, speriamo non si arrabbi.

@58 scusa Cataldo, non vorrei che l'espressione "parlare come un libro stampato" suonasse offensiva, la usava Huckleberry Finn riferendosi a Tom Sawyer, che rispetto a lui era un bambino di grande
cultura.

65
11 Giu 2008
alle 03:59

Alessio

@64

Mi sembra eccessivo addebitare l'aumento dei prezzi dei generi alimentari soltanto ai "fondamentali" elencati da te. Non bisogna scordarsi della speculazione, che avviene principalmente a Chicago, dove risiede la Borsa delle materie prime agricole, e dove vengono stabiliti i prezzi di tutti i prodotti agricoli del mondo(sopratutto cereali); i grandi investitori hanno deciso di puntare sui "futures" che riguardavano sopratutto prodotti di prima necessita': il valore commerciale dei prodotti quotati nelle borse è passato dai 10 miliardi del 2000 ai 175 miliardi del 2008, la Cargill(una delle otto multinazionali che controllano il commercio dei cereali mondiali) è passata dai 553 milioni di profitto del primo trimestre del 2007 a 1.03 miliardi di dollari nel rimo trimestre del 2008. E questo è successo nonostante l'ultimo rapporto della Fao abbia pronosticato delle prospettive di produzione agricola favorevoli per il 2008-2009. A questo drammatico quadro bisogna aggiungere poi le politiche agricole/finanziarie imposte ai molti paesi del cosidetto terzo mondo, che spesso privilegiano l'esportazione di prodotti "funzionali" alle economie occidentali, a discapito della produzione locale. Questo dovrebbe far pensare quando poi si sente parlare di migrazioni bibliche, piuttosto che inventarsi curiose teorie, secondo cui le migrazioni sarebbero programmate da "cattivissimi massoni". Poi per finire non bisogna dimenticare la questo dei biocarburanti: un dato eloquente per tutti, gli Stati Uniti lo scorso hanno hanno utilizzato per i biocarburanti 138 milioni di tonnellate di mais, che equivale ad un terzo della loro produzione complessiva. Molto probabilmente compenseranno questa quota di cereali sottrati all'allevamento e all'industria degli hamburger con la "requisizione" di terre dei campesinos del centro e sud america, ed eccoci di nuovo a parlare di migrazioni, è un circolo vizioso, non tanto dovuto ai cattivissimi massoni che programmano tutto in una stanza, ma dalla struttura economica. Ho scritto questa cosa perchè in alcuni post precedenti si faceva semplicemente riferimento allo spauracchio delle migrazioni, sopratutto nell'ottica di una crisi energetico-economica di grandi dimensioni, ma, a mio avviso, omettendo le molteplici cause strutturali che le determinano. Notte :-)

64
11 Giu 2008
alle 02:37

YAPaolo

@61

Parliamo un po' di riso? Così definiamo meglio la bolla ... Partiamo dalla fine: il prezzo del riso è aumentato del 120% da settembre 2007 ad oggi. Sui media più disparati si trovano i motivi, si tratta dei famosi fondamentali: cattiva stagione, infrastrutture obsolete, la solita domandaccia dei paesi emergenti che cresce ... Tutto questo mi ricorda qualcosina ...

Conclusione: se i fondamentali di una materia prima non sono più che buoni ... PUM ... spacciata ... compro compro compro compro compro compro compro compro compro compro. Notte ...

63
11 Giu 2008
alle 01:38

ioxcaso

Scusate, ma lo conoscevate questo:

www.lifebatt.com/peakoil.pdf

 

62
11 Giu 2008
alle 01:37

Topogigio

L'avete visto Scaroni stasera al TG3 delle 19.00?...

61
11 Giu 2008
alle 00:35

tapro

La speculazione farà salire ancora il prezzo del petrolio, la bolla scoppierà, poi salirà di nuovo per altre speculazioni......... ma tutto questo è di scarsa importanza: la geologia e la crescita demografica dettano legge.

60
11 Giu 2008
alle 00:08

Alessio

@59

A proposito dei mutui sub-prime e della crisi finanziaria che ne deriva, ho trovato molto interessante il libro "il grando mutuo" di Nino Galloni.

59
10 Giu 2008
alle 23:34

YAPaolo

Quindi è ufficiale: questo blog reputa la speculazione ininfluente sul prezzo del petrolio. E' una questione di fondamentali. Debora o Cataldo, potrebbero spiegare questo fatto: dal 2004 a tutto il 2006, il prezzo è oscillato (crescendo) tra i 40 e 70, con la solita regolarità stagionale, tranne il picco dell'estate 2006 (guerra in libano) subito rientrato in vista dell'inverno ... Nel 2007 e nei primi sei mesi di quest'anno non ha fatto altro che crescere. Cari amici che minimizzate il ruolo della finanza, mi dite cos'è successo di tanto eclatante nei fondamentali in questi ultimi diciotto mesi? A me viene in mente qualche fatto che forse ai più risulta meno fondamentale ad esempio una certa crisi dei mutui subprime ...

58
10 Giu 2008
alle 21:59

Pierluigi

ue Cataldo, mah, tu parli come un libro stampato e io so a malapena leggere e scrivere per quanto riguarda i mercati, però questi http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601081&refer=australia&sid=aq9xxwsBzf6k

riportano cifre abbastanza eloquenti. Poi, che il picco sia già avvenuto e il supply-demand stia diventando sempre più tight, per me è vero come il sole e non ci piove assolutamente.

Ah il declino del petrolio del mare del Nord penso che sia alla base del progressivo indebolimento della moneta britannica... interessante come dietro tutto il vivere ed agire umano ci sia, alla fine della fiera, l'energia...forse anche dietro all'amore ci sono dei fenomeni ricollegabili alla massimizzazione di qualche forma di energia...

Io ho una teoria come al solito folle, cioè che dietro il crollo del Nasdaq nel 2001 ci sia stata la scoperta che i giacimenti di petrolio del Mar Caspio, fino ad allora ritenuti una nuova Arabia Saudita, si sono rivelati invece una emerita sola... beh comunque mi aspetto che ben presto i mercati azionari andranno a picco, una volta che ci sarà maggior coscienza del Peak Oil. Staremo a vedere. E ne vedremo delle belle - o delle brutte, a seconda del punto di vista. 

 

57
10 Giu 2008
alle 20:21

Cataldo

Per chi lo avesse perso al drum c'è questo node
con un grafico,  vendicativo delle fanfaluche dei finti economisti,  con una fantastica correlazione negativa, un colpo ad effetto, nel concreto post di Mearns. Altro che speculazione, questi tassi di declino segnano i fondamentali dell'offerta.

56
10 Giu 2008
alle 20:02

Cataldo

@tap #49

Indagare la sostituibilità significa infatti muoversi nei giochi di potere del mondo reale.
ben detto. 

55
10 Giu 2008
alle 19:29

Cataldo

@Pierluigi

Per sua natura il mercato dei futures non può ospitare "fiumi" di denaro. L'entità complessiva di questi fiumi diventano miserabili rigagnoli paragonati, ad esempio, ai mercati della finanza "derivata".  Il rischio speculazione è fotografato da dati ben precisi, chi vuole puo ravanare nei vecchi post o sul forum. In sostanza il pericolo è dato dall'azione dei grandi fondi, che aggiungono un flottante pericoloso, e potenzialmente destabilizzante. La proiezione del tasso di crescita di questo flottante urge una riconsiderazione su come rapportarli ai "futures".  L'impatto di questa speculazione, sul prezzo dei prodotti bruciati dai consumatori finali, è tutto da dimostrare, al momento. A mio avviso si tratta di roba modesta, a sensazione  è molto inferiore allo scarto tra l'inflazione ufficiale e quella reale del prezzo - numerario. Il blog mal si presta a queste discussioni, in quanto urge ripetere alcune considerazioni di base, come il fatto che il petrolio che viene sbandierato dai media, è solo una parte minima di quello che viene effettivamente venduto e comprato. Gli scarti tra i differenti tipi di petrolio, sono in fase di allargamento, per dire qualcosa di semi-nuovo, indice più concreto di un margine "speculativo" in fieri, molto  più che dei numeri lanciati a forfait. Per via diverse, queste informazioni, fanno ritenere che il ruolo della speculazione sia sopravvalutato, al momento.

54
10 Giu 2008
alle 19:29

OnionRing

cito: "Se uno segue CNBC non puo' non accorgersi di come il flusso di notizie sul petrolio sia chiaramente manipolato: una settimana tutte notizie in un senso, l'altra settimana tutte le notizie nell'altro.... sembra fatto apposta per creare volatilita' e permettere agli speculatori di massimizzare i loro guadagni."

 tranquillo che gli anchor di CNBC sono tutti heavily stocked on gold, oil and commodities, poi vanno in tivvu' a raccomandare 'buy financials, buy stocks, buy low sell high'. se... il peggio' sui mercati azionari addaveni' ancora. 

oggi l'oro quasi -3%, piccolo rally del $$, che e', gia' una piccola scuotitura di tappeto? tanto mejo, mo' compro... 

53
10 Giu 2008
alle 19:24

mamo

 

Caro Gasolio-morti due camionisti travolti durante i picchetti.

Due episodi, in Portogallo e in Spagna, durante la protesta contro l'aumento del carburante.
Entrambi investiti mentre cercavano di impedire il transito a due furgoni.

E quando arriva a 200 $ che succede?

51
10 Giu 2008
alle 17:19

Ste

provo io

50
10 Giu 2008
alle 17:12

Simone M

tap il link non funziona

49
10 Giu 2008
alle 16:27

tap

@6 Beh, io sono uno di quelli: sul concetto economico di "sostituibilità", leggetevi il confronto di opinioni sul post

http://realismoenergetico.blogspot.com/2007/08/sul-peak-oil.html 

 

48
10 Giu 2008
alle 16:25

riccardo

"Sulle previsioni del prezzo del petrolio mi sono sbagliato tante volte"  una volta tanto che siamo tutti d'accordo con lui!

"Per me anche il prezzo di oggi credo non sia realistico" vorrà dire che stasera faccio 35 litri di super all'agip e la pago 35 euro, tanto il loro capo ha detto che il prezzo non è realistico!

 

47
10 Giu 2008
alle 16:21

tap

Il sistema di mercato telematici dei derivati tipo Nymex costituiscono sistemi di mercato perfetti per antonomasia, sono meccanismi costruiti per agevolare la speculazione, speculazione che nel medio-lungo termine porta *sempre* benefici in termini di price-discovering. Le speculazioni basate su fondamentali errati si sgonfiano nel breve periodo e non sono motivo di preoccupazione perchè per definizione non toccano i fondamentali del sistema economico. Ovvero: è logicamente impossibile che la "speculazione" di cui si parla possa far crollare l'economia reale. Il mercato dei derivati E' SEMPRE COLLEGATO ALL'ECONOMIA REALE e dovrebbe essere sempre incoraggiato perchè si tratta in ultima analisi di una tecnologia informativa di allocazione delle risorse altamente efficiente.

Il pezzo del sole24ore è una perla, per chi s'intende un minimo di economia provoca un godimento acuto percepire la sofferenza della classe imprenditoriale-industriale destinata ad estinguersi. Ahha, assaporate questi momenti, gente!

46
10 Giu 2008
alle 16:19

Pierluigi

mah, io mi sono sempre chiesto, adesso che il mercato immobiliare ha raggiunto un plateau - anzi un picco da cui sta gia scendendo - in quale attivita' la speculazione riciclera' il suo denaro? E mi sembra che il mercato delle energie - e in genere delle commodities - si presti bene. E infatti negli ultimi anni FIUMI di denaro si sono riversati in questo mercato. Poi visto anche che Wall Street e' ormai cotta, tanti tirano fuori il denaro dallo stock per metterlo in commodities. Non mi stupirei se molto di questo denaro fosse riciclato dal mercato della droga (vedi l'ottimo saggio sulla droga "Crossing the Rubicon" di Michael Ruppert). Se qualcuno mi puo' smentire/confermare con dei dati sarei grato, io le sparo li' ma non ho nessuna fonte da citare.
Sono un peakoilista convintissimo, pero' CREDO che dietro il raddoppio del prezzo in un anno ci siano ANCHE delle grosse manovre di speculazione finanziara. Se uno segue CNBC non puo' non accorgersi di come il flusso di notizie sul petrolio sia chiaramente manipolato: una settimana tutte notizie in un senso, l'altra settimana tutte le notizie nell'altro.... sembra fatto apposta per creare volatilita' e permettere agli speculatori di massimizzare i loro guadagni.

45
10 Giu 2008
alle 16:17

Ste

"Mi auguro che i consumatori, soprattutto quelli piu' sfrenati e penso agli Stati Uniti, riducano la domanda, in modo da generare un eccesso di offerta sul mercato che faccia diminuire il prezzo" 

bè, questa è carina, dai...

come dire: "per combattere la fame in africa, mi auguro che nel resto del mondo la gente si metta a dieta, così mangiamo meno ma mangiamo tutti...."

però implicitamente ammette il picco...

bravo scarò, dai che se ti applichi forse ce la fai

44
10 Giu 2008
alle 15:58

mamo

Petrolio: Scaroni, previsioni Miller non realistiche

ROMA (MF-DJ)--"Sulle previsioni del prezzo del petrolio mi sono sbagliato tante volte. Per me anche il prezzo di oggi credo non sia realistico". Cosi' ha risposto nel corso di una conferenza stampa l'a.d. di Eni Paolo Scaroni, a proposito delle dichiarazioni del numero uno di Gazprom Aleksei Miller che ha parlato di un prezzo del petrolio di 250 usd al barile entro fine anno.

"Mi auguro che i consumatori, soprattutto quelli piu' sfrenati e penso agli Stati Uniti, riducano la domanda, in modo da generare un eccesso di offerta sul mercato che faccia diminuire il prezzo", ha osservato il manager".

Secondo voi fà ridere o fà piangere?:))))

43
10 Giu 2008
alle 15:36

Bakhtiari was right

complimenti a Debora per la spiegazione sulla speculazione.

42
10 Giu 2008
alle 15:33

Bakhtiari was right

here we go guys...............250 in sight  e  recessione brutale in vista.........

41
10 Giu 2008
alle 15:21

marco

@6

Secondo me la verità non sta mai nel mezzo.

O di qua o di là. Le leggi della termodinamica sfortunatamente per noi sono leggi e valgono ora e sempre.

40
10 Giu 2008
alle 15:19

Fran

E intanto tra una balla e l'altra... 138$ (+3$ rispetto a ieri).

39
10 Giu 2008
alle 15:17

paolo zamparutti

# Cataldo: infatti, avevo tempo fa correlazionato l'andamento dei metalli e del petrolio, la correlazione era totalmente persa a partire da febbraio............

38
10 Giu 2008
alle 15:17

Cataldo

@riccardo

Era un plurale e basta, nel senso che ci sono stati più interventi e discussioni che hanno cercato di far luce sul problema. Come "entità" sono  unitario, per quanto di grande massa :) Per il resto mi auguro che sia utile per voi come lo è  per me, questo impantamento nel petrolio. 

37
10 Giu 2008
alle 15:08

Ste

@ riccardo

certo che esista una parte di speculazione

ma siamo in plateau da ca. 3 anni, a fronte di una richiesta sempre più alta. assistiamo già da mesi alle suppliche affinchè l'opec aumenti la produzione

ergo

siamo già entrati nella realtà "geologica" del problema

36
10 Giu 2008
alle 15:06

Cataldo

Tanto per ribadire che la speculazione è affare complesso, perchè qualcuno non ci spiega perchè i metalli quotati LME future trades sono ora spinti al ribasso, rispetto gli altri ? La speculazione era salita a bordo, poi i prezzi sono scesi, il cammino in discesa è continuato, anche mentre i non* quotati sono saliti di prezzo di nuovo, e di molto. Non si spiega solo dicendo che i fondi si sono gettati sul petrolio, cosa che è pure avvenuta, c'è dell'altro. Mentre siamo in attesa di avere un quadro sintetizzabile del dibattito in corso al congresso sulla "regolamentazione", mi viene da urlare tipo Mogambo Guru: le nuove facilitazioni di credito della FED, diligentemente riportate, guarda caso arrivano poco prima delle notizie dalla Lheman. Una pezza a colore, direbbero i nostri vecchi. Vediamo come continua l'arlecchinata delle banche di New York.

35
10 Giu 2008
alle 15:05

TZ

io son convinto che se nn fosse per la speculazione sarebbe a 100-110 massimo ora come ora

hanno perso il mercato immobiliare da l'anno scorso,ovvio che tutte le banche son sulle materie prime purtroppo

34
10 Giu 2008
alle 14:53

riccardo

@30 ste: d'accordissimo che, sul medio-lungo periodo, sarà detrminante la realtà "geologica" del picco ed il conseguente scontro epocale tra il paradigma della crecita ad libitum e la finitezza del nostro sistema-mondo,

ma nel breve periodo mi pare evidente che la speculazione sta facendo sentire il suo peso.

@cataldo: usi il plurale maiestatis per rendere più impersonali le tue osservazioni o perchè non sei una persona fisica ma piuttosto un'identità collettiva? che ne so, un luther blisset rintanato nei nostri temibilissimi servizi segreti impegnato a diffondere alla collettività i risultati di analisi economico-geopolitiche-strategiche altrimenti destinate a rimanere appannaggio delle élite? in ogni caso grazie :) 

33
10 Giu 2008
alle 14:47

Angel guitar

@11

ti consigio di leggere il libro di Massimo Fini "Denaro sterco del demonio" dove anticipa la fine del denaro

32
10 Giu 2008
alle 14:28

Cataldo

Abbiamo fatto tanto, nello spirito di "servizio pubblico", per dare un volto alla speculazione. La semplificazione disinformativa non va certo per il sottile, specie se il tema è di per se complesso, come lo status dei mercati dei futures. Il numero, tondo tondo, un miliardo,  è evocativo, ma come si riflette nella percezione di ognuno ? Come minimo si dovrebbe accompagnare ad un termine di paragone, tipo che gli USA, al massimo storico, sono andati vicino a consumare 4 miliardi di barili in un singolo anno, questo per la dimensione volumetrica. Trattandosi di "futures" anche la declinazione del tempo è indispensabile, saltare il passaggio è doloso.
Qualche mese fa, quando si era ormai chiarito che il concetto di "peak oil" si sarebbe manifestato urbi et orbi, era chiaro che ci sarebbe stato da arginare il blob della disnformazione sistemica. Questo accade, in parte,  per un riflesso pavloviano, nel tentativo di mantenere la pulizia mentale necessaria a comprendere i problemi.

31
10 Giu 2008
alle 14:21

Ste

OT x Debora

ma perchè ogni tanto viene fuori "undefined" dopo il mio nick...?

30
10 Giu 2008
alle 14:17

Ste

@21 e seguenti

 o, ragà! non dimentichiamo che il picco è un problema geologico.

mercati drogati, sgambetti all'asia, e via dicendo non c'entrano una mazza.

abbiamo sotto gli occhi la dimostrazione che la teoria di Hubbert (ancora una volta) è corretta

 pane al pane, vino al vino

piuttosto, credo che quei discorsi lì da fantapolitica siano veramentente "perversioni" catastrofiste...

;-)

29
10 Giu 2008
alle 13:19

Debora/Petrolio

Aggiornamento: la bufala è ancora spacciata dalla radio stamattina.

Solo che miliardi di barili sono diventati DUE.

Sigh. 

28
10 Giu 2008
alle 12:59

Paolo Zamparutti

gazprom (la russia ha raggiunto il picco nel 2007): il prezzo del petrolio raggiungerà i 250$ nell'immediato futuro

 

http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20602099&sid=aa7eib1Kuv4w&refer=energy

27
10 Giu 2008
alle 12:36

riccardo

@26 stanno trivellando anche nei giardini delle ville dei divi ad holliwood!

in sostanza resta da vedere se quello che viene fuori "grattando il fondo del barile" viene sprecato nel B.A.U. oppure se sapremo approfittare del tempo rimasto (e degli alti costi dell'energia, il miglior incentivo al risparmi ed alle alternative!) per improntare il soft landing, la transizione dolce, la decrescita felice.

riguardo la produzione italiana, mi pare interessante che la regione basilicata, ad esempio, riesca a guadagnare dall'estrazione un bel pò (mi si obietterà che non si tiene conto delle esternalità... ma voglio essere ottimista!) ma in basilicata non soffrono di NIMBY? come fanno a fare i pozzi? li cammuffano da palme?

26
10 Giu 2008
alle 12:26

Tello.

@ 17. E' vero. Una goccia nel mare.  Però le previsioni sull'upstreaming mondiale sono tante goccie...  Il buon Bush, ha recentemente rimosso alcuni vincoli ambientali che impedivano le trivellazioni in alaska.  Il risultato (sempre da fonte Assomineraria):

"Secondo Meador, le attività petrolifere continueranno ai livelli elevati del 2007. Nel 2008 si perforeranno 104.000 pozzi in tutto il mondo (la metà negli Stati Uniti), contro 102.000 nel 2007. L’aumento di 2.000 pozzi è tutto dovuto agli Stati Uniti che dovrebbero registrare un incremento del 7%.Interessante il dato dei gruppi sismici impiegati, un parametro per vedere il livello dell’Esplorazione nel mondo.Nel 2008 saranno in attività 300 Gruppi sismici a livello mondiale, contro i 200 degli anni precedenti."Credo anche io di essere sul picco.  Ma come scrive Alessandro ed altri la discesa non sarà rovinosa.  Patiremo qualche dolorosa rinuncia fino a che, si spera, la tecnologia non ci regalerà una nuova forma di energia.
25
10 Giu 2008
alle 12:24

Mindchance

@21 --------ma voi, che trattate il problema da tempo, non avete mai pensato che l'aumento del barile è "semplicemente" un modo per frenare lo sviluppo di cina e india? ---

Gli europei forse sì che hanno tassazioni pari a circa 2/3 del prezzo della benzina, ma gli USA no.

 

Credo che la tattica degli USA sia stata quella di far crollare il dollaro per ridurre l'enorme deficit, risollevare l'export (dollaro basso=più esportazioni) e farci pagare a noi Europei il conto in termini di crisii economica per la forte rivalutazione dell'euro....ma...ma

non hanno fatto i conti con il prezzo del petrolio, se fosse rimasto stabile la cosa sarebbe riuscita, ma il prezzo è cresciuto straordinariamente e ha fatto fallire la loro tattica, perchè per produrre e movimentare merci ci vuole energia e questa costa molto di più di quanto si guadagna dalla loro esportazione.

Previsioni? Crisi dei consumi, crisi economica generale, alla fine anche un breve ribasso del prezzo del petrolio,ma la tendenza sarà a crescere.  Se prendiamo come riferimento quello che accaddecon la crisi petrolifera  fine anni '70 e nei primi anni'80 il consumo crollò per 3-4 anni di circa il 20% per poi riprendere con vigore.

Ma oggi  è impensabile un simile calo perchè i servizi essenziali (inelastici) per far girare il mondo (agricoltura, trasporti, riscaldamento...) sono cresciuti esponenzialmente, mi attendo perciò un calo dei consumi non superiore al 10% che compenserà il calo di produzione per circa 5 anni. E arriviamo circa al 2012.

(saranno contenti i patiti di Nostradamus, Maya e veggenti vari..)

Poi...il territorio è sconosciuto.

 

P.S.

La pianta di pomodoro che cresce sul mio terrazzo è infestata da enormi bruchi che in una notte mi hanno mangiato un bel po' di foglie. La mia vendetta è stata terribile: li ho affogati in un recipiente con i residui del cambio olio della mia auto che avevo usato per lubrificare le guide delle tapparelle. 

 

 

 

24
10 Giu 2008
alle 12:12

Pablo77

@ 21

Da occidentale posso solo sperare che la spinta del prezzo diventi così forte da far crollare le barriere dei sussidi che proteggono le economie emergenti... solo in quel caso finalmente la pressione della domanda allenterà la morsa e guadagneremo tempo per la transizione.

Certo, il risultato sarà una recessione formidabile, ma con ritmi di consumo allentati e le locomotive grippate le soluzioni tampone convenzionali ai problemi economici potranno ancora avere un qualche tipo di valore, ed i sistemi di logistica e supporto mondiali potranno ancora reggere. Per un pò.

Ma non sarà così facile. La resistenza dei governi a passare l'aumento di prezzo alla popolazione sarà fortissima. Un piccolo aumento di prezzo in paesi sensibili (Cina, India, Indonesia), con vasta popolazione e sistemi di supporto e controllo fragili, provocherà feroci disordini dalle conseguenze imprevedibili. Quale governo vorrebbe rischiare la propria estinzione sull'onda di una immensa sommossa popolare?

23
10 Giu 2008
alle 11:54

Alessandro

Siamo sul picco, direi ke non ci siano molti dubbi.
Magari domani fanno un 100 barili in + e alzano e aggiornano il tetto del Peak Oil ma sicuramente stiamo navigando sul Plateau del Peak Oil.

L'attuale situazione di prezzi sostenuti è sicuramente positiva x costringerci a pensare ad alternative ma occorreranno ancora altri anni prima ke si sia formata nell'opinione pubblica mondiale una kiara evidenza dei problemi e i Governi siano costretti governare il cambiamento, almeno a mio modo di vedere.
Alcuni cmq già ce l'hanno come la Germania appunto.
Il cambiamento è già in essere, i primi sono già partiti.
Altri seguiranno.

Ribadisco il concetto, ci attendono tempi duri, ma anke un nuovo futuro ed è questo x me motivo di fiducia e speranza.
Poi vabbè, Apophis nel 2036 ci farà fuori tutti, pazienza :)

MAX_ALEX
isoladieden.wordpress.com

22
10 Giu 2008
alle 11:44

Paolo B.

@20

Noi come singoli possiamo fare ben poco se non ci sono iniziative a livello di Stati.

A parte risparmiare individualmente, diffondere la "buona novella" tra i miscredenti(col rischio di essere presi per pazzi o derisi), darci alla coltivazione(chi può), che altro potremmo fare?

Certo è che scrivendo su questo blog almeno informiamo(chi è di mente aperta ovviamente) tanta gente che lo visita...

21
10 Giu 2008
alle 11:40

lucass

 @ tutti

ma voi, che trattate il problema da tempo, non avete mai pensato che l'aumento del barile è "semplicemente" un modo per frenare lo sviluppo di cina e india? Noi occidentali riusciremo nel''immediato futuro a "sopportare" un prezzo al barile anche fino a 200 Dollari, con sicure rinunce, si sa. Ma Cina e India avranno una brusca frenata allo sviluppo, che se dovesse continuare con questi ritmi, oltre ai danni ambientali metterebbe in ginocchio tutte le economie occidentali. Sicuramente il barile a 200 dollari provocherà crisi economiche nei nostri paesi occidentali nel breve termine. Ma sicuramente crisi molto più limitate rispetto allo spettro di cina e india capitali economiche della produzione e del consumismo. Insomma, aumentare il prezzo alla produzione, con varie scuse, è l'ultima spiaggia dei paesi occidentali per frenare la crescita oriantale con tutto quello che ne conseguirebbe.. Forse questo che stiamo vivendo e pagando, tutto sommato è il male minore.

20
10 Giu 2008
alle 11:22

ioxcaso

@ 6: Ti quoto, magari con le aggiunte  @ 9 e 13 :-)

Comunque sia, secondo me, il punto cruciale è COSA SI FA, una volta che si è SUL "Picco"!

Certo che a vedere (e a leggere, anche qui) le primissime reazioni all'"eventualità" del Picco... mica c'è da stare tanto allegri! :-(

 

19
10 Giu 2008
alle 11:14

Paolo B.

@16 18

Più dipendenti di così dai combustibili fossili non è possibile.

Gli effetti della loro depletion, visto il generale lassismo dei Governi, saranno drammatici...

18
10 Giu 2008
alle 11:11

Antonello

 @16. paolo zamparutti

"più ne siamo dipendenti e peggiori saranno gli effetti della fase discendente della produzione"

Ti quoto. E' come quando hai di fronte un malato terminale; magari esistono cure che gli possono aumentare di qualche mese la vita ma che producono come effetti collaterali sofferenze sempre più atroci, e allora cosa si sceglie?

17
10 Giu 2008
alle 10:44

riccardo

@4: tello, non so se assomineraria sia davvero così contenta di quei dati, rimane una goccia nel mare! vanno bene gli aumenti percentuali, ma "quasi niente più qualche percento fa sempre quasi niente" dice il saggio. augh

16
10 Giu 2008
alle 10:36

paolo zamparutti

@ lavoratore autonomo.

io no, spero nel picco al più presto.

più tardi arriva e peggio è, perchè più aumenta la produzione petrolifera e più ne siamo dipendenti

più ne siamo dipendenti e peggiori saranno gli effetti della fase discendente della produzione

se il picco fosse stato negli anni '70. il rientro non sarebbe statocosì traumatico

se il picco sarà da previsione nel 2010, il rientro sarà pesantissimo.

 

se il picco sarà nel 2030 con 110 milioni di produzione di barili al giorno, una popolazione di 9 miliardi di persone, la fase post picco sarebbe apocalittica.

in sostanza, più alto è il numero di barili prodotti, più ne siamo dipendenti..............

15
10 Giu 2008
alle 10:34

Paolo B.

@6

Qui nessuno spera nella catastrofe tranne qualcuno che non riesce più a mettere i piedi per terra.

Però permettimi di dirti che, perchè cambi davvero qualcosa, occorre qualche evento traumatico; del resto la storia umana ce lo insegna, i grandi cambiamenti non sono mai avvenuti in modo pacifico e tranquillo.

In fondo le elite al comando stanno lavorando alla grande perchè accada proprio questo, no'

14
10 Giu 2008
alle 10:32

paolo zamparutti

sta ansia nel sparare numeri su riserve, sulla speculazione fa riflettere.

 

fino a un po di tempo fa pensavo che i principali economisti e politici ignorassero il peak oil, questa ansia disinformativa mette in luce il contrario.

mi ricorda vagamente quanto succedeva negli anni '80 per i presidenti russi.

divorati dal cancro, richiusi in qualche ospedale, le loro assenze venivano giustificate per un raffreddore......

 

13
10 Giu 2008
alle 10:30

Alessandro

@6 Lavoratore autonomo

Tranquillo non sei il solo a pensarla così :)
Ankio un tempo ero catastrofista (mi sa già dal millennio scorso) poi vedendo ke gli anni passano e le cose si muovono mi son reso conto ke la transizione post petrolio o meglio post energie fossili sia possibile e non sia affatto catastrofica.
E' solo questione di tempi e nervi saldi, se i tempi improvvisamente portano le urgenze energetike o altre troppo in fretta e/o saltano i nervi allora il futuro potrebbe diventare impredicibile, ma finora non c'è traccia di accelerazione dei problemi anzi sembra di scorgere il valore opposto (analisi personale macroscopica dagli anni 90 del secolo scorso a oggi).
Aumenteranno ovviamente i disagi e sicuramente ci sarà una depressione economico/finanziaria mondiale ma anke qui è necessario fare distinzioni, ritengo ke come europei siamo i + fortunati ad affrontare le cose x tanti motivi, non ultimo la ns storia ke ci ha già visto protagonisti di eventi mondiali e siamo ancora qua sempre + progrediti, piango invero x i popoli + poveri del pianeta, loro si ke pagheranno duramente questa transizione.
Sole e Terra sono fonti inesauribili (in kiave umana) di energia e ci sono paesi come la Germania ke ci credono e io credo nella tenacia e lungimiranza dei tedesschi ke cmq non sono i soli a crederci.
Essere catastrofisti è la cosa + facile, essere propositivi e organizzarsi x creare un futuro diverso e, x il mio giudizio: migliore, invece è arte molto + difficile e dispendiosa di energie intellettuali quindi poco attraente e poco praticata.
Poi io sono un pò "sui generis" ma ke ci volete fà, forse a 45 anni si comincia ad invecchiare e diventare stranini :)

MAX_ALEX
isoladieden.wordpress.com

12
10 Giu 2008
alle 10:22

max

@ forse la Total pensa di trovarlo nella Fossa delle Marianne, sul pack artico tra gli orsacchiotti, sotto la capanna di qualche maomao amàzzone, su marte...ecco da dove deriva l'ottimismo!

11
10 Giu 2008
alle 10:21
10
10 Giu 2008
alle 10:10

paolo p.

NYMEX

Light Sweet Crude Oil

6/9/2008 Session.

Numero totale contratti (mensili)

1.427.022

Numero barili (1000 barili x contratto)

1.427.022.000

Produzione mensile mondiale

84.000.000 x 30 = 2.520.000.000

Rapporto Commercio/Produzione

1,4/2,5 =  56,63%

di cui il  65,48% in scadenza entro i prossimi 7 mesi.

Mi sembra un mercato buono: perchè il Sole24Ore si lamenta di un mercato che funziona?  

9
10 Giu 2008
alle 10:03

Paolo C.

@6 Se il valore del petrolio manterrà i valori attuali nessun imprenditore e politico agirà, semplicemente si adatteranno ai nuovi costi e la vità scorrerà come prima. Se il prezzo sale invece c'e' un chiaro indicatore che bisogna intervenire e anche velocemente per trovare delle soluzioni. Le informazioni sulle riserve e sulle previsioni c'erano già da anni ma visto che il prezzo saliva nessuno ha mosso un dito.

8
10 Giu 2008
alle 09:58

Antonello

Visto che siamo in tema di bufale, leggetevi questo (della serie: non è vero che piove, cade solo acqua dal cielo...)

USA: BERNANKE, IL PEGGIO DELLA CRISI E' PASSATO

(AGI) - Washington, 9giu.- - Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha detto che, nonostante il brusco aumento della disoccupazione, i rischi che hanno provocato negli Stati Uniti la crisi economica hanno cominciato ad attenuarsi. In un discorso a Chatham, nel Massachussetts, Berananke ha detto che, nonostante sia "probabile" che l'attivita' economica sia rimasta ancora debole nel trimestre da aprile a giugno, "il rischio che l'economia entri in una sostanziale spirale negativa sembra essere diminuito" nelle ultime settimane. Secondo gli ultimi dati,il tasso di disoccupazione Usa e' passato dal 5% in aprile al 5,5% a maggio, il che costituisce il piu' brusco aumento negli ultimi vent'anni; e tali cifre hanno fatto aumentare i timori che gli Usa possano essere gia' entrati in recessione. Tuttavia, il presidente della Fed ritiene che ci siano altri fattori i grado di neutralizzare la fase negativa che ancora incontra l'economia statunitense (tra questi, gli effetti di stimolo della politica monetaria e fiscale, l'attenuarsi della crisi ipotecaria, la crescita delle richieste d'esportazione).

7
10 Giu 2008
alle 09:47

YAPaolo

E brava, ci mancava Striscia il picco ... Glielo consegni tu il Tapiro d'oro nero?

;O) 

6
10 Giu 2008
alle 09:46

Lavoratore autonomo

Io credo che la verità stia nel mezzo, magari un po' più dalla parte vostra...

Storia del picco a parte (nessuno di noi può sapere la verità), è appurato che vi sono problemi strutturali, do domanda che supera l'offerta e di EROI, ma è anche vero che su queste basi si sta giocando una forte speculazione; è sufficiente guardare qualche grafico e fare un giro su qualche forum finanziario per rendersene conto.

La cosa che mi sta più antipatica di questo blog è che tutti  sperano nella catastrofe, io invece spero che il prezzo del petrolio si mantenga sui valori attuali e che questo sia sufficiente a far capire a tutti (imprenditori e politici per primi) che sia ormai necessario sviluppare (non trovare, perché ci sono già) seriamente fonti energetiche alternative, in particolare rinnovabili, nonché ridurre gli sprechi.

 

5
10 Giu 2008
alle 09:42

diego

Debora, pensa che sull'espresso di qualche settimana fa ho trovato la pubblicità della Total che diceva più o meno "nel mondo c'è ancora tanto petrolio da scoprire, e noi stiamo investendo in questo". ABERRANTE!!

4
10 Giu 2008
alle 09:37

Tello.

A proposito di bufale, allego le previsioni sull'upstream italiano in base alle quali si dimostrerebbe che l'Italia ha piccato sul metano ma è ancora in fase di crescita sugli idrocarburi, con addirittura nuove "scoperte" di giacimenti".  Si tratta, certo, di piccolissime quantità.  Però se fosse vero potrebbe ritenersi che lo stesso stia accadendo in altri territori.

L’upstream in ItaliaLa produzione nazionale di gas e di olio è stata presentata da Giordano Serena, Presidente del Settore Idrocarburi e Geotermia di Assomineraria. È proseguito il declino della produzione italiana di gas, pari nel 2007 a 9,5 miliardi di metri cubi all’anno, contro i 10,9 miliardi del 2006 e i 20,4 miliardi di metri cubi nel 1995, quando è cominciata la flessione.La produzione di olio è stata nel 2007 di 125.000 b/g, contro 115.000 b/g del 2006 e gli 80.000 b/g del 2001, con un incremento dovuto all’entrata in produzione dei giacimenti della Val d’Agri, che hanno anche compensato il declino dei vecchi campi.Nel 2011 entrerà in produzione il giacimento petrolifero di Tempa Rossa, in Basilicata, che darà un nuovo impulso alla produzione petrolifera italiana.Le riserve di idrocarburi al 31 dicembre 2007 sono: – Gas: 146 miliardi di metri cubi di “residue recuperabili” e 120-200 miliardi di metri cubi di “potenziali”. – Olio: 640 milioni di barili di “residue recuperabili” e tra 400 milioni e un miliardo di barili di “potenziali”. A prezzi stimati intorno a 100 $/b sitratta di:– una ricchezza recuperabile valutabile in circa 12 miliardi di euro per il gas e 45 miliardi di euro per l’olio,– una ricchezza potenziale valutabile in 10-16 miliardi di euro per il gas e 40-100 miliardi di euro per l’olio.Nel 2008 gli investimenti nell’upstream italiano saranno di 880 milioni di euro, contro i 560 milioni di euro del 2006. Si conferma così anche in Italia l’inversione di tendenza positiva negli investimenti per la ricerca, già manifestatasi a livello mondiale dal 2001. Prima di allora infatti gli investimenti erano stabili e in qualche anno decrescenti.Il 2006 ha registrato 9 scoperte di giacimenti di olio e gas, un record dal1999. Contro le due del 2005, un aumento che è il frutto delle maggiori attività esplorative compiute in Italia.Si prevedono rilievi sismici (2D e 3D)per 450 km, la perforazione di 19 pozzi esplorativi e di 22 pozzi di coltivazione e sviluppo.Saranno installate 8 nuove strutture di produzione. Mentre sono previsti 66 fra work over, side track e chiusure.Serena ha presentato le seguenti conclusioni sull’upstream italiano degli idrocarburi:– le fonti primarie come gli idrocarburi saranno decisive in Europa ancora per alcuni decenni, secondo la previsione del Libro Verde dell’Unione Europea del marzo 2006.Anche l’Italia deve rispondere con un Piano Energetico a questa previsione;– l’attività di Esplorazione in Italia ha segnato una certa ripresa, con la perforazione di 11 pozzi nel 2007;– la produzione di gas è in calo, mentre quella di olio è incrementata dalla produzione della Basilicata, con ulteriori buone prospettive a medio termine per lo sviluppo di Tempa Rossa;– l’attrattiva del mercato del gas ha prodotto negli ultimi tre anni un’inversione di tendenza, con un incremento delle società new entry in Italia.
3
10 Giu 2008
alle 09:28

riccardo

avevo sentito ieri sul tg del miliardo di barili speculati ogni giorno, detto da un editorialista del sole24ore con una faccia di una tristezza incredibile... (avessero intervistato beppe caravita!)

beh, che dire, in cuor mio aspettavo un post in tema, ed eccolo qui. grazie

a quanto ho capito io quindi il miliardo di barili scambiati c'è effettivamente, ma riguarda tutti i futures per i barili "fisici" che saranno venduti da qui al 2016.

quindi è fuorviante confrontare il miliardo con gli 86 milioni, ma solo fino ad un certo punto, perchè i futures con scadenza 2016 nei prossimi otto anni saranno girati e rigirati non so quante volte.  se sbaglio vi prego di correggermi!

ma supergiulio tremonti adesso con la sua robin hood tax ci salverà dal famigerato mercatismo!

2
10 Giu 2008
alle 09:15

luca

aumentate la produzione .. dicono i nostri governi ... :)

1
10 Giu 2008
alle 07:47

frank galvagno

Bravi Debbi e Terenzio.

 Da far girare tra gli "speculazionisti"

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