Uno sguardo dal picco
Tremonti parte lancia in resta e decide di far partecipe l'intero continente europeo delle sue mirabolanti idee. L'ultima delle quali riguarda proprio il petrolio: usare l'articolo 81 del Trattato istitutivo della Comunità europea che autorizza l'intervento in caso di manovre speculative per manipolare il mercato. Lo scopo sarebbe appunto quello di stroncare finalmente questa attività di speculazione che ci ha portato alla benzina a 1,54€, per rivederla, urrà, a prezzi "normali".
La reazione dei nostri concittadini d'oltreconfine è stata nei termini di "uh... beh... ahem... vedremo", come accade spesso con le bizzarre proposte Tremontiane, ma è indubbio che in tutto il continente, come un sol uomo, per quanto riguarda il prezzo del petrolio si dia la colpa al cattivo speculatore finanziario col sigaro e la Porsche.
Ma forse non tutti sanno che Paese che vai usanza che trovi. Negli Stati Uniti, su giornali, TV, forum di esperti o casalinghe, di speculazione non si fa menzione alcuna. In USA, i colpevoli del barile a 145$ sono solo e soltanto gli sceicchi. Proprio così: intere autorevoli trasmissioni di economia si occupano degli avidi arabi col fazzolettone che chiudono i rubinetti (d'oro) per farci soffrire e arricchirsi ancora di più. Fa ridere, vero? A noi suona come una cretinata.
Chissà poi come suonerà cretina ad americani ed europei la spiegazione che viene data in pasto al popolo mediorientale e del petrolifero Golfo: colà, la versione ufficiale recita che le cause dei prezzi alle stelle sono il dollaro debole, le liti con l'Iran e persino l'etanolo.
A vederla così, globale, come dalle Fasce di Van Allen insomma, si conferma proprio come in realtà nessuno abbia la più pallida idea della situazione. E il peak oil? I fondamentali? In quale parte del mondo vanno di moda? Nessuna, per il momento. Si ripongono speranze nel governo antartico...
cosa ne pensate della posizione di krugman riguardo alle speculazioni?
tranquilli, che hanno dato il via alla costruzione di 1000 centrali nucleari! se ho capito bene, numeri che fanno girare la testa, direbbe l'ingegner cane...
Anche alla trasmissione Salvadanaio su Radio24 stanno parlano del Prezzo del petrolio come effetto della speculazione....
beh, per una volta ero d'accordo con Berlusconi, sulla proposta di aumentare i margini sull'aquisto (sic) dei futures... secondo me un bel 15-20% di diminuzione del prezzo sul breve termine avrebbe fruttato....certo non risolve il problema ma gli mette una toppa per un po'.... comunque al G8 l'hanno bocciato...
...oppure Paul Krugman, stimato economista
http://www.repubblica.it/supplementi/af/2008/07/07/copertina/001kinowa.html
@67
Ma gli state anche a rispondere?E' un provocatore
Sarà o Maugeri o Tabarelli o addirittura Scaroni.
Lasciatelo perdere
@67
Abbastanza esaustivo se si ha la pazienza di leggere e capire ...
troll da 4 soldi....
Ed aggiungo all' Alberto che scrive che facciamo gli errori di ortografia.
I punti interrogativi? Se non metti l' interrogativo dopo il " non è possibile",il tono diviene affermativo.Roba da terza elementare.
Se calano la produzione per far salire i prezzi, come mai non lo hanno fatto anche 5 anni fa?
10 anni fa?
20 anni fa?
30 anni fa?
50 anni fa?
(E io che sto anche a rispondere...)
@67
se non fossi così precipitoso, ti saresti preso la briga di leggere qua e là per il blog.
avresti capito che si è abbondantemente parlato di:
- speculazione
- scorte
- teoria del picco di hubbert
quest'ultima, è la base di questo blog. non è un invenzione di Debora.
ad essere sinceri, anche tu fai un po' pena
@67
Se la tua è un ironia allora la prendo con un sorriso, se invece dici sul serio ti invito solo a fare qualche riflessione:
In questo Blog tutte le altre possibili spiegazioni ai rialzi dei prezzi sono state abbondantemente considerate ed analizzate, e se ci fai caso sono anche state accettate come parziale spiegazione al caro petrolio.
Poi come tu stesso dici se è voluta la riduzione della produzione oppure se è imminente una guerra nei paesi arabi non sarà proprio perchè a monte di tutto il petrolio sta cominciando a dare segni di esaurimento?.
Rileggiti il mio post @42 rivolto a Mario.
Se poi facciamo così pena non sei mica obbligato a leggere e a scrivere su questo blog.
@67
Non mi pare che alcuno abbia mai affermato che il petrolio finisca domani. Qui si parla di picco della produzione petrolifera. Cioe' che la produzione non puo' piu' aumentare ulteriormente e che poi diminuirà.
Chi ti manda, Blondet?
P.s. L'Alberto di oggi e' un altro rispetto a me' che scrivo ogni tanto.. :)
x Alberto,
allora ci dici dove dovrebbero essere queste fantasmagoriche riserve?
Cara Debora Brilli, solo Tu hai capito la Verità. Solo tu hai la Scienza infusa. Ormai non ci sono più dubbi: il Messia ha parlato: il petrolio sta per finire: lo ha detto Debora. IPSE DIXIT.
Altre ipotesi non vengono neppure prese in considerazione. Non è possibile, per esempio, che la produzione sia calata per far salire i prezzi. Non è possibile che tutti si affrettino a fare scorte perché è imminente l’ennesima guerra in Medio Oriente.
No, per te tutto questo non ha senso. Per te c’è una sola, unica certezza: il petrolio è finito. E lo ripeti fino alla noia dalle pagine del tuo blog. Sostenuta da qualche decina di ragazzotti che si credono tutti degli esperti e scrivono commenti pieni di errori di ortografia.
Francamente, mi fate un po’ pena.
La colpa è della speculazione.....non so più se ridere o piangere
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200807articoli/34543girata.asp
E gli otto "grandi" chiedono un aumento di produzione di petrolio...
sono come quei bambini che chiedono la Ferrari a babbo natale, e piangono, piangono...
@54: bene bene, i nodi stanno venendo al pettine, come qualsiai persona di buonsenso avrebbe potuto prevedere!
(il fatto che blondet partli del baltic dry index è una prova inconfutabile che legge petrolio - solo noi e gli armatori baltici sappiamo cos'è, brava debby, un altro lettore eccellente!)
@61
Non è che è una bufala, il problema di fondo è che di petrolio in questo modo ma quanto vuoi che si riesca ad estarre?.
Scusate l'intrusione, ma secondo voi questa notizia del 14 giugno 2008 è una bufala colossale oppure ha un suo fondo di verità, ma mancano i numeri per realizzarla su scala nazionale e globale?
Da quanto ho capito si tratterebbe (uso il condizionale) di un modo di produrre un tipo di petrolio rinnovabile a partire da batteri geneticamente modificati:
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/environment/article4133668.ece
sul 24 ore di venerdi' scorso bell'articolo sulla crisi dellabenzina negli stati poveri americani. Sullo stesso riquadro il portavoce dell'opec dichiara che esistono ancora riserve per 7 mila miliardi di barili...............dove? e' unerrore di stampa?
@54 bellissima sta frase del tuo articolo: "La mostruosa festa olimpica di Pechino rischia di essere il canto del cigno del boom cinese". mercato azionario cinese giu' del 56% dal picco di 6 mesi fa. "Overshoot". Non vedo l'ora di leggermi il libro.
Per inciso, mi chiedo dov'erano solo un anno fa quelle mezze cartucce di amministratori locali che hanno firmato concessioni a raffica per nuovi parcheggi sotterranei. Strano che il Colosseo sia stato risparmiato: a Milano, per non deludere il fratello di una assessora, hanno autorizzato un parcheggio a dieci metri dalla basilica romanica di S. Ambrogio, il che è come dire autorizzare un parcheggio in piazza San Pietro, poiché il cuore della cristianità milanese non è il Duomo bensì, appunto, S. Ambrogio. Chiusa parentesi.
A me Tremonti non meraviglia, come non mi meravigliano Brunetta, Sacconi, Scaroni, Berlusconi e perfino Veltroni con quel suo cauto calarsi sperando che la piena passi in fretta. E non mi meravigliano perché (anche nella lista ASPO) è stato ripetuto più volte che chi è causa di un problema non può esserne contemporaneamente la soluzione. E' facile governare finché c'è petrolio, rame e onice per scolpire le vasche da bagno dei nuovi ricchi russi. Ci riesce anche il mio portinaio, a governare così. Secondo me, tutto quello che sono in grado di fare quelli di Aspen, adesso, è sperare di svegliarsi domani e accorgersi che è stato solo un brutto sogno. Invece, ciccia.
poll di CNBC: il 60% dei lettori crede che il petrolio tornera' a 100$, il 20% a 200 e il 20% che si manterra' a 140 per un po'.
Il wishful thinking e' potente.
Intanto oggi il petrolio ha preso una bella botta, meno 5 dollari dal picco...devo dire che moneyweek.com l'aveva previsto, sono molto in gamba quelli di moneyweek. Comunque vedo un 132 come bottom e poi si riparte a 150. La volatilita' va creata artificialmente per aumentare gli introiti degli speculatori.
Tutti i picchi di materie prime verranno superati, grazie ai giacimenti presenti su Titano e al Lucifer Project.
...aspettare (poco) per credere.
A proposito di auto ,la Fiat comincia la cassa integrazione per tutti gli stabilimenti italiani.Fonte sole24ore online.
@48
L'abbattimento delle torri gemelle (che anche io non credo certo essere opera di signori barbuti dell'Afganistan), aveva lo scopo di fornire una giustificazione mediatica alle guerre successive, finalizzate al controllo delle risorse energetiche mediorientali. Esempio lampante di come i processi storici siano determinati da fattori economici.
p.s. Perche' dovrei farmi prete?
@35
Mi scuso per il tono, ma sentirsi dare dell'ingenuo in maniera gratuita non e' simpatico. Anche se a farlo e' una graziosa fanciulla (non mi ero accorto che fosse un'esponente del gentil sesso).
Quanto a Marx, è ovvio che non conosceva il peak oil, ma se fosse qui tra noi, ne starebbe di certo discutendo. Come affermò prima di morire, egli non era marxista!
Marx non ha inventato nulla, ha semplicemente applicato per primo alla storia e alla politica il metodo scientifico. E con lui i pochi che hanno seguito la sua impostazione, tra cui la Sinistra Comunista, il cui massimo esponente fu l'ing. Bordiga, fondatore del PCI ma dopo pochi anni espulso da Togliatti e Gramsci, in quanto non allineato su posizione filo-sovietiche.
L'articolo riportato (del 2000) evidenzia come il capitale segua leggi impersonali, che vanno ben oltre la volonta' di singoli individui, fossero anche gli uomini piu' "potenti" della terra, che non possono far altro che spianare la strada al capitale quando serve, ma non prolungare piu' di tanto la sua agonia.
ecco un recente allarme lanciato al proposito
http://business.timesonline.co.uk/tol/business/industry_sectors/natural_resources/article4193017.ece
#37 thomas
ti metto i link in due messaggi distinti altrimenti debora mi censura xD (scherzo)
http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2007/09/il-picco-del-fosforo.html
@antonio
mi scoccia battere ancora con sta storia del WTC ma quando tiri giù 400 piani di acciaio e incolpi dei misogini afgani Pitagora non c'entra una sega.
fatti prete antò
@fausto
Sicuramente il fatto che vengano impiegati mezzi pesanti per spostare una sola persona non e' molto furbo. Tra l'altro le ibride di tipo parallelo hanno dimostrato, se abbinate ad un motore TDI di piccola dimensione, di poter spuntare medie di 30km/litro. Una ibrida seriale, penso che possa fare meglio.Diminuendo i pesi penso che i 50km/litro non siano utopici. Ma ovviamente le case seguono la scia del pubblico... se la richiesta sono dei trattori da 3000kg, quello le case producono.Tra parentesi, l'autolaghi oggi contava i suoi bei 30 km di serpentone a passo d'uomo.
@44 ho fatto anche io questa domanda e la risposta è : "sì, caliamo in europa e negli states, ma cresciamo altrove più di quanto perdiamo nei paesi occidentali..."
Certo che in questo modo è come schiacciare sull'acceleratore verso il disastro... (ambientale, economico, energetico, ecc...)
@44 non per fare l'avvocato del diavolo, ma il -13% su base annua si riferisce all'Italia... il 2007, per esempio, la toyota ha aumentato il numero di auto vendute del 6% nel mondo e nel 2008 ci sono segnali di un aumento più o meno comparabile con quello del 2007...
@ Mario
A dire il vero, il comparto auto si sta già avvitando in una spirale pericolosa: pochi giorni fa i giornali riportavano il tonfo improvviso (e per noi prevedibile) del settore. Un meno 13% su base annua o giù di lì, se ricordo bene.
Nessuno si può porre il problema nell'industria automobilistica: l'auto ha senso fin quando esistono carburanti liquidi, catrami e cementi a bassissimo costo. Finita questa manna, di sicuro non ci permetteremo più di usare 1300 kg di ferro e plastica per spostare 75 kg di carne.
Mi viene il sospetto che, dopo decenni di esperimenti falliti ed abbandonati, l'industria automobilista sia almeno vagamente cosciente del proprio inesorabile destino: l'impossibilità di riconvertirsi a diversi modelli energetici.
@40 inizia per T e finisce per yota...
sì, ha già capito che il futuro è nel forte abbattimento dei consumi, ma crede almeno nel plateau quasi infinito (almeno a quanto ho capito)
@41 so bene che lo sviluppo orizzontale è finito, mi meraviglia che pensino in quel modo.
@42 d'accordo con te... e ripeto e sottolineo, quello che più mi impressiona, non è il peak-oil per il quale tutto sommato abbattendo fortemente i consumi delle auto (e secondo me hanno già la tecnologia, solo che ce la dispensano un pò come gli upgrade informatici... goccia a goccia) farebbe sopravvivere questi colossi per almeno altri 50anni, magari ridimensionate, ma vivrebbero lo stesso. Quello che più mi impressiona è il picco delle materie prime... lo vedo poco assorbibile quello...
@37
Non bisogna essere ne matematici, geologi o ingegneri (che pure io sono), il concetto lo capiscono anche persone con cui io lavoro che hanno solo la terza media: se tu consumi una risorsa finita prima o poi verrà il momento in cui finisce, questo è INEVITABILE.
Il tuo amico se è vero che è in buona fede lo è perchè sono stati i suoi superiori a mentirgli, oppure davvero hanno l'invenzione da premio nobel nescosta nel cassetto, ma negare il problema del petrolio significa negare l'evidenza.
@ Mario Serino
Lo sviluppo orizzontale è finito, ovunque, un sistema predatorio è inattuale. Non si puo pretendere che questa convinzione si formi nella testa di una tigre, questa pensera a ghermire altre prede, o a cambiare strategia di caccia.
Se l'azienda di cui parli (inizia per T...?) è quella che penso io, ha già capito diversi anni fa dove si andava a parare, tanto è vero che è l'unica con un know-how di un decennio sulle auto ibride, anche se, come dici tu, rientra più nella sfera del marketing che nella riduzione dei consumi.
@ Paolo Zamparutti
Siamo completamente daccordo, anche se non ho la cultura e non mi do il tempo per capire a fondo il problema analizzando tutte le sue componenti. Sarebbe un lavoro adatto alla CIA probabilmente… Quello che dici sulla crescita continua del sistema credo prenda forma concreta e di facile interpretazione nell’attualle credit crunch, nel sistema “a debito” che sta tirando un elastico fino al punto di rottura. Lo stesso aspetto lo si puo` trovare nei titoli di alcuni articoli del sole online, dove viene denunciato il continuo indebitamento delle famiglie italiane. Il vivere oltre alla misura sostenibile e` stato sbandierato quasi come leva essenziale, sia per le aziende che per le famiglie: se come base teorica poteva andare bene, la realta` evidenzia come l’esasperazione porti alla crisi del sistema.
@ Antonio na
Io non sono assolutamente daccordo con l’impostazione dell’articolo, che segue lo storicismo di Marx: parla di inevitabilita`, di scontro “necessario”. Bene, e` lo stesso errore di “inevitabilita` storica” che ha portato alla morte della dottrina comunista appena nata. Consiglio letture di Popper in materia, soprattutto una sua intervista da parte di un giornalista italiano di cui non ricordo il nome (ed. Feltrinelli).@4
Autotrasportatori:
Io ho sentito parlare alla radio di uno stanziamento di ca. 600 milioni di € non meglio precisato...
probabilmente un po' di fumo negli occhi per prendere tempo...
Rispondo alle varie persone riguardo il mio post @13
Innanzitutto posso dire che la persona con cui ho parlato è assolutamente in buona fede e per il rapporto che abbiamo mi direbbe il contrario di quello che pensa. Io credo fermamente che crede che la crisi sia ciclica. Inoltre la sua azienda è nota per aver sempre cercato di re-impiegare gli esuberi, cercando di non licenziare gli operai, anche nei momenti di crisi, forse perchè la concezione di azienda in estremo oriente viene vista in modo molto diverso rispetto all'europa od agli united states.
Il ruolo di questa persona ed anche quello dei suoi colleghi manager più vicini è tutto improntato al futuro, non al presente, pertanto sono quei settori commerciali che più subiscono le pianificazioni a 10-20anni.
La stessa persona mi dice chiaramente che nè i carburanti biologici nè tantomeno l'idrogeno possono rappresentare una soluzione e che su questi aspetti, come sull'auto ibrida la sua azienda ci punta solo per una questione commerciale e non per una visione futura che rimarrà legata ai combustibili fossili per molto tempo.
La cosa che più mi impressiona è la scarsa sensibilità non tanto verso il peak-oil (sul quale un minimo di coscienza c'è, anche se pensano che il plateau può durare 50-100 anni), ma sul picco delle materie prime...
Credo sia una cosa comunque interessante e da approfondire.
Possibile che grandi aziende di questo tipo, se quello che vedo dai grafici è vero, andranno a schiantarsi contro un muro dopo il 2010-2012 ? Sono cose che mi spiazzano, da una parte faccio fatica a credere che siano rincretiniti, dall'altra i grafici parlano chiaro...
@32: lo stanno preparando!
giangianna, io sono d'accordo con antonio, il capitalismo è autocefalo, abbiamo creato un mostro, l'ha capito persino tremonti... e non mi sento ingenuo per questo
Antonio in questo blog le donne sono sacre, ce ne sono cosi' poche...e poi una donna non si picchia neanche con un fiore.
Il tuo articolo riporta fonti un po' datate... Marx sara' stato anche un genio, ma come faceva a prevedere il Peak Oil? Non sono riuscito a leggerlo tutto, con tutta la buona volonta'.. non e' che ci puoi fare un sunto in 4 parole?
@32 nel senso dell'esplosivo? pronti.....
#26
picco del fosforo?
delucidazioni?
By
@30 .. a porta aporta manca il plastico :)
.......non era per niente OT :-)
OT dal TG1 economia: l'aumento del prezzo del petrolio non è colpa delle speculazioni (tanto è vero che un buon 50% dei traders scommettono sul ribasso, se fosse solo speculazione aumenterebbero le scorte, cosa che non succede), principalmente è dovuto alla scarsità dell'offerta rispetto ad una crescente domanda. L'unico modo di affrontare il problema è ridurre i consumi.
Ma dài....ci sono arrivati!
Manca Porta a Porta e il quadro è completo.
@ 13
proviamo a metterci nella testa di un dirigente. Se dovesse "finire" il petrolio, soprattutto per una ditta che fabbrica automobili, non ci sarebbe più speranza. Farebbero la fine dei dinosauri. Se anche si paventasse la possibilità di un esaurimento delle risorse mondiali di petrolio, le alternative sarebbero le seguenti:
1 - investire fiumi e fiumi di soldi per cercare di prevenire un evento, che se dovesse verificarsi, porterebbe comunque alla chiusura dell'azienda.
2 - trascurare completamente la possibilità che questo evento si verifichi. Così non si butteranno via soldi, non si perderanno fette di mercato e si continuerà a guadagnare al massimo delle proprie possibilità fino all'avvento di tale evento, se dovesse verificarsi. Inoltre se l'evento dovesse verificarsi la crisi colpirebbe in maniera eguale tutte le industrie del settore e quindi e tutti si troverebbero nella stessa situazione.
E' un po' come dire: tutti sappiamo che un giorno dovremo inevitabilmente morire ma nella consapevolezza che tale evento è appunto inevitabile, ignoriamo completamente tale evento continuiamo a comportarci come se fossimo immortali, tanto qualsiasi cosa facciamo non possiamo appunto evitarlo.
@ Antonio na
A volte lo penso pure io. Il sistema capitalistico globale è diventato talmente grande che difficilmente può essere controllato da pochi individui. Un "mostro" che vive di vita propria che va per la sua strada.
Antonio, se ti fossi degnato di leggere il mio nome avresti scritto "se ti fossi degnata" e non "degnato". se vuoi ti recito a memoria il Capitale, se vuoi. Questo non toglie la mia invidia (e mica è un'insulto) per la tua ingenuità. Ciao
#andreauk
il problema è ben più vasto del picco petrolifero.
è il sistema inteso come sviluppo continuo che sta andando il "tilt", come straprevisto dal club di roma di inizio anni '70.
fra pochi anni ci sarà il picco del fosforo, che nel mondo è ancor più essenziale del petrolio.... e il picco dell'acqua "fossile"... e chissà quanti ancora.
il guaio sta nel aver perseguito uno sviluppo per certi aspetti esponenziale, in un ambiente finito... i nodi stanno venendo al pettine. Il icco petrolifero è solo una faccia, una delle tante, del problema che sta "montando".
@13
Ma davvero pensi che una verità cosi scottante la vadano a dire a te?, è chiaro che negano. L'unica possibilità è che abbiano già inventato qualcosa di alternativo al petrolio, ed aspettano solo il momento buono per farlo uscire fuori dal cassetto, però questa è solo una speranza.
Le crisi economiche ed i boom economici è normale che si alternino, fa parte della legge dell'economia, quello che non fa parte dell'economia è l'esaurimento planetario delle risorse, a tale crisi non può esserci una ripresa, l'unica possibilità era colonizzare lo spazio per potere andare a prendere li nuove risorse. Se lo avessimo fatto adesso parlare di estrarre il metano su Titano o di coltivare asparagi su Marte non sarebbero suonate come barzellette, ma visto che così non è stato adesso rischiamo di implodere su noi stessi.
beh meglio di così..dopo berlusca e tremonti che cercano di bloccare la speculazione,ora ci si mette pure in aiuto il nostro ''amicone''...
Eni contro il caro-vita: Scaroni, 200 mln per venire incontro alle famiglie italiane
Finanzaonline.com - 7.7.08/11:33
Il caro vita morde troppo. Ed Eni ha deciso di fare un passo avanti per venire incontro ai consumatori. La società di San Donato metterà a disposizione delle famiglie italiane circa 200 milioni di euro. Lo ha annunciato lo stesso a.d. del gruppo Paolo Scaroni a margine di un convegno tenutosi questa mattina a Milano. "A fronte di questi pesanti aggravi per il consumatore ho deciso di proporre al consiglio di amministrazione di aderire con un contributo volontario di 200 milioni al fondo di solidarietà istituito dal decreto legge del 25 giugno 2008 che contiene la manovra
@20
Se ti fossi degnato di leggere i concetti esposti nell'articolo linkato e magari ne avessi compreso la centesima parte, avresti evitato di fare questo commentostupido.
I segnali sono di una crisi ben piu` grande, soprattutto perche` non si vedono i presupposti di un ritorno ad una situazione “normale”. E` gia` una particolarita` che il prezzo del petrolio si alzi in contemporanea ad una perdita di valore del dollaro (o sbaglio?). Siamo daccordo anche sul fatto che dopo un periodo di recessione (o simili) la “ripresa” non potra` avere basi come in passato. Continuo a pensare alla situazione UK, descritta benissimo in un documento postato qui sul blog poco tempo fa: dovremo riconvertire interi settori economici ad una situazione radicalmente diversa, qui si dovranno abituare ad un Trade Balance che ha perso la fonte di guadagno maggiore, mentre continuano ad importare beni di consumo.
Ma in quanti credono davvero in una tendenza “a picco” della fase di discesa nella funzione di Hubbert? E quanti invece vedono una fase “a scalini” come una possibilita` di riconversione di tali economie? Certo la politica (in UK come in Italia) non aiuta, ma non mi aspetto -per quanto ignorante sia in materia- un crollo enorme, come qualcuno qui a volte implicitamente spera o pensa inevitabile.@13 intendo dire che oggi i segnali sembrano ben più gravi di quelli di una normale crisi ciclica
Antonio, Antonio, beato te che vedi il mondo rosa e fiori, il mal enon esiste, e il capitalismo segue leggi matematiche (ah sì, creare denaro dal nulla me la chiami legge matematica? Interessante)... ah, come invidio l'ingenuità...
beh io non so bene chi regge i fili del mondo, penso solo che quando hanno deciso di tirare gli le torri gemelle per poter mettere le mani su Irak e Afghanistan non hanno mica guardato in faccia dirigenti e non dirigenti, hanno ammazzato tutti senza tanti complimenti. Dai cui deduco che anche ad alti livelli non conoscono i veri piani.
Al Pentagono no, li' c'erano i vertici militari e non potevano mica ammazzarli, infatti hanno colpito una parte dell'edificio praticamente disabitata.
@13 Io non credo che il tuo amico sia in malafede, ma penso che sia una delle tante persone abituate a vedere l'andamento dell'economia mondiale a cicli, quindi la crisi odierna per loro rientra in un fisiologico "basso" a cui seguirà immancabilmente un "alto" e tutto tornerà normale. Quanto alle multinazionali che pianificano, quante multinazionali avevano previsto che questa crisi sarebbe stata così pesante (GM, per citarne una a caso)?
Voi partite dal presupposto che vi sia qualcuno che tiene i fili del mondo: il Bildelberd, la massoneria, i banchieri, gli alieni ecc. ecc..
In realta' il capitalismo segue leggi matematiche ben precise e se ne frega degli uomini, siano anche essi a capo di una multinazionale.
http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/17/autonomizzazione.htm@ Pierluigi e Mario Serino
L'argomento è sicuramente interessante. La mia opinione è che cambieranno tutti i loro piani, a breve, quando la fase della disoccupazione seguirà quella dell'inflazione. Mentre l'estate scorsa si faceva a gara a vedere il profilo di InFlazilla emergere dalle acque, adesso la crisi veste i panni della mietitrice, e la vediamo arrotare l'attrezzo: taglierà posti di lavoro in tutti i settori.
Per il backup mi associo, ho sviluppato un "silver bullett" per il backup di rete, non vado avanti per non spammare con messaggi pubblicitari :)
Mario, questo e' un topic interessantissimo, potresti postarlo sul forum di Crisis? La mia teoria e' che le persone con cui riusciamo a parlare noi sono comuni mortali; quelli che stanno nella stanza dei bottoni e che sanno perfettamente come stanno le cose non verranno mai a dirlo a nessun comune mortale, anche se dirigente etc. Per cui le aziende hanno un piano vero e un piano ufficiale, e i due non hanno nulla in comune.
ma quale mancanza di info! Tremonti da buon amico del Bildergerg la verità la conosce e l'ha sentita e risentita a iosa...picco o non picco. Non è lui quello che parla dei grandi manovratori dell'economia mondiale? degli illuminati? del ponte di comando che tutto vede?
siamo noi che al solito votiamo sta gentuzza inutile
OT (ma nemmeno troppo)
Domenica ho parlato con una persona a me molto cara, di cui ho enorme stima e so che le sue parole sono pesate e sincere.
Ho parlato di peak-oil e più in generale di picco delle materie prime (per me più pesante che il picco del petrolio).
Questa persona è un dirigente di una multinazionale (non italiana) importantissima del settore autoveicoli (e non solo).
Siccome sono "famosi" perchè pianificano a 10-20anni le loro strategie aziendali, gli ho chiesto cosa pensa dei temi caldi dell'energia.
Non è apparso affatto preoccupato, secondo lui la crisi è ciclica e non importante, è convinto che il prezzo del petrolio si stabilizzerà, magari un pò più in alto
e che questo significherà che i consumatori saranno costretti a concentrare più soldi sull'energia/mobilità a scapito di altre cose ben più futili.
Insomma, non ci sono piani emergenziali per il futuro. Se le teorie qui esposte, in cui credo, sono valide, una multinazionale come quella dovrebbe essere in codice rosso, cercando di pianificare il futuro per non trovarsi con il sedere per terra.
Cosa c'è che non va ? (la metto lì come provocazione, credo che sia importante metterci sempre in discussione, per capire meglio gli scenari attuali e futuri)
Grazie per le risposte.
Saluti e complimenti per il blog !
beh la trader e io eravamo d'accordo almeno su una cosa, che il mercato azionario andra' a picco. Lei dice per via del credit crunch, io doco per l'esaurimento dei combustibili fossili - di cui il credit crunch e' solo un corollario.
un messaggio all'umanita' che legge il blog, sperando di salvare qualcuno dalla catastrofe incombente. Ieri mi si e' rotto l'hard disk del portatile. CORRETE SUBITO A FARE UN BACKUP DEI VOSTRI DATI!!!
http://www.abcsmallbiz.com/funny/yesterday.html
@marco. Ce' sempre un errore di fondo nella valutazione della durata di un giacimento. 52 miliardi di barili... poco meno di due anni di consumi se fosse solo lui a sopperire alla produzione mondiale. Cosa che oggi per lo meno non e' vera. Andrebbe ad affiancarsi alla produzione attuale. Detto questo, puntare sulle rinnovabili, fissione IV gen. a torio e dare una bella valanga di soldi a ITER, dato che tokamak ha gia' dato dimostrazione che la cosa funziona.
@7
Per il trader il consiglio è quello di dormire di più. Pozzi in Brasile?In Artico e in Antartico lo scomparso Bahktiari, citando le riserve di Campbell, nella sua audizione al governo australiano nel 2006 fornisce 52 miliardi di barili.....poco meno di due anni di consumi
Deborah, forse mi sono perso qualche post ma il libro di Maugeri l'hai finito di leggere? I tuoi commenti? Mi mandi il collegamento se hai già scritto qualche cosa a riguardo?Perchè non voglio comprarlo... E' già ricco abbastanza (e per il suo lavoro non se lo merita affatto!)
Grazie.
@8
Io non credo che sia così, invece.
L'obbiettivo è sempre quello di guadagnare il più possibile subito. Aspettare che il prezzo salga ancora comporta un rischio, che non vale la pena di correre visto che i prezzi sono già molto alti.
Tenere il petrolio da parte sembrerebbe una buona politica, ma si è visto tante volte volte che i consigli di amministrazione non seguono le norme del buon senso, ma quelle del profitto.
@7
Il problema di fondo rimane quello che sappiamo tutti, però è anche vera una cosa: se una risorsa molto richiesta sta per finire potrebbe essere una buona strategia, per chi al produce, centellinarla in modo che il prezzo salga e rimanga un po più di tempo a disposizione prima di finirla del tutto, mi sembra plausibile.
ieri discutevo con una trader professionista, una che si alza tutte le mattine alle 5.30 per ascoltare tutte le trasmissioni di finanza... mi dice "io sono della teoria cospirativa"... pensando che si riferisse all'11 settembre mi faccio tutto orecchie... "in realta'" - dice - "il pianeta e' pieno di petrolio, in Brasile, nell'Artico, ovunque, ma lo tengono nascosco per far salire i prezzi".
Io non seguo le trasmissioni di finanza, e dormo fino alle 8, ma deduco che questo e' il mantra recitato ovunque....
Il ragazzo chiama al telefono la ragazza per uscire, ma lei si è stfufata di lui ma non ha il coraggio di dirglielo, ecco l'elenco delle scuse classiche:
Oggi ho il mal di testa....
Stasera mio padre non mi fa uscire...
Oggi devo andare a prendere una parente alla stazione...
Domani ho un interrogazione e devo studiare...
Ho già un altro impegno con una mia amica...
Ma non era più semplice dire: "MI SONO STUFATA DI TE" ?
Ecco, col petrolio adesso è la stessa cosa: gli speculatori, gli sceicchi, le congiunture economiche, il dollaro debole, nessun governo ha ancora il coraggio di dire:
"IL PETROLIO STA FINENDO"
armi di distruzione di massa in arabia saudita ??? :):):)
OT
per caso qualcuno sa cosa hanno ottenuto i camionisti per revocare lo scipero?
No, non fa ridere affatto. Gli americani preparano la popolazione alle guerre prossime venture, creando un nemico, o meglio una icona che lo rappresenti. L'avido arabo col fazzolettone è l'equivalente dell'ebreo avido col naso grosso della propaganda nazista. Anche dalle altre parti si fa propaganda, ovviamente (da noi al momento l'icona del nemico è lo zingaro che ruba i bambini, si sa che a noi piace prendercela solo con i più deboli), ma negli USA si sono raggiunti livelli incomparabili di perfezione nella propaganda mediatica.
visto che ancora nn c'è nessuno..andatevi a leggere il Frankfurter Allgemeine,fà,secondo me,un' analisi delle cause profonda,anche se nn cita il picco.
P.S. ho tradotto la pag con il programma di google nn so il tedesco:))
forse è meglio far finta di niente,mi ricordano tra tutti gli struzzi..
alle 19:33
fausto
Beccatevi questa perla di Tremonti:
http://www.agi.it/news/notizie/200807081557-cro-rt11137-art.html
Sappiamo bene tutti che diminuita disponibilità di greggio=> alta inflazione=> incremento del costo del denaro=> difficoltà di accesso ai finanziamenti ed incremento del costo industriale degli edifici=> immediata esplosione della bolla immobiliare.
Qualcuno può spiegargli questa banale sequenza di eventi? Come possiamo dirglielo che le crisi finanziarie sono un derivato di quella energetica?
Sorry per il link: ho la connessione in avaria, mettetelo voi nella barra