Uno sguardo dal picco

Il Generale Petraeus conclude:
"...E se aguzzate molto bene la vista, questo grafico vi mostra la luce alla fine del tunnel."
#96
il dubbio lentamente si insinua, il mondo sta cambiando le certezze cambiano
bisogna insistere, con costanza ma senza arrivare allo scontro
e cominciando a prospettare delle soluzioni
molte volte
"ancora con queste idee? stai tranquillo non succederà niente, ci sono troppi interessi......"
e solo un tentativo di proteggersi da un cambiamento che si sa in corso
gocce d'acqua in un laghetto (e per laghetto intendo la famiglia).
cominciamo a salvare questo laghetto
devo allontanarmi mi faccio sentire nel pomeriggio
Sensazionale: Il picco prima causa di divorzio? ;-)
@95 Lucato
E' vero, ma il problema, come scrisse tempo fa Debora, è che siamo gocce d'acqua in un laghetto (e per laghetto intendo la famiglia).
La sera torni a casa carico di idee per prepararti al post-peak, idee su come imparare a coltivare, trovare qualcuno che ti insegni ad allevare animali.......inizi a parlare trovando lo spunto dal telegiornale......e tutto si interrompe con: "ancora con queste idee? stai tranquillo non succederà niente, ci sono troppi interessi......"
Vai a letto triste molto triste e aspetti aspetti, sapendo che sarai uno dei primi ad essere travolto...coscente del fatto che ciò accadrà a te
By
#94
@90 - Giorgiopprovo quello che dici se fossi egoista, ma ho una figlia di due anni........
appunto si deve inventare e costruire un nuovo futuro
purtroppo non possiamo aspettare che altri lo inventino per noi.
@90 - Giorgio
Approvo quello che dici se fossi egoista, ma ho una figlia di due anni........
OPS...quelli che fanno gli spettatori e attendono soluzioni ... dall'alto .. fanno una brutta fine.
#91 Non abbiamo più le risorse
terreni ecc... del Rinascimento.
come ho già scritto qui
http://crisis.blogosfere.it/2008/07/segni-di-cambiamento.html#comments
Nessuno ... si rende conto che bisogna ricostruire Tutto, e molti modelli del passato semplicemente con valgono nel contesto in cui ci troviamo.Comunque bisogna inventare il futuro
non esiste la luce in fondo al tunnel
bisogna ancora scavare per uscire all'aria aperta
e si deve scavare adesso.
Sta crollando un mondo ma bisogna costruire quello nuovo
quelli che fanno attendono soluzioni ... dall'alto .. fanno una brutta fine.
@87 volendo ci si potrebbe fermare per es. al Rinascimento… ma allora eravamo mezzo miliardo, ora ci avviamo ai 7. Rinascimento fratto 14!
Il ricordo di ciò che ho vissuto non lo può cancellare neanche il picco.
E' dentro di me e basta.
E tanto mi basta.
#87
L'uso di plastica e petrolio e stato esteso a ogni cosa visto il basso prezzo
ma alcune cose sono spstituibili con legno ceramica vetro...
quello che non sarà più possibile è il consumismo
e lo spreco pwerchè le cose avranno un altro valore.
Aldo, non ti preoccupare. Abbiamo tante di quelle cianfrusaglie ammucchiate da bastare per generazioni, facendone un uso molto parco e conservativo. ;-)
Certo, probabilmente ci sarà prima una carenza di bisturi di acciaio tedesco che di calzini da tennis!
Quasi tutto ciò che circonda e usiamo quotidianamente ha delle parti plastiche o deriva dal petrolio..Dall'elettrodomestico all'apparecchio elettronico.. Dallo spazzolino da denti agli strumenti medici e potrei andare avanti per parecchio.. Perciò pensate ad un mondo senza di essa.. torneremmo immediatamente all'età della pietra.. Qualcuno ha pensato come sostituirla?
..sono più preoccupato di come riuscirò ad ascoltare musica che di come farò a fare il pieno alla macchina.....
Anche io sto godendo:
ne ho abbastanza di ciò che vedo, spera che ciò che vedo cambi.
Se ciò non è possibile cambierò io.
Fosse solo il pieno della propria auto il problema, caro luigi...
Grazie Cataldo !
No ma ho fatto il pieno ieri
Stai godendo Luigi?
Il petrolio sta ripartendo
su http://www.forexpf.ru/_quote_show_/java/
sia Brent che Light oltre 127
@ Monica #70
E un abbozzo di portafoglio orientato al "dopo picco" si compone di derivati petroliferi, di titoli di stato, e di azioni di società che dovrebbero essere agevolate. Per darti un'idea oggi il futures qui consigliato vale più o meno 118 sul mercato, il documento è del 2007, chi ha seguito i consigli è andato bene*. Chissa cosa consiglia oggi :)
*ovvero ha in mano un potenziale guadagno che si concretizza solo quando si vende.
@73 il nanefrottolo continua a dimostrarsi un buffone
dove hai trovato i dettagli del piano?
@ Alessio
conosco conosco, la bella Marmilla!!
certo l'idea di vedere pale eoliche sulla Giara mi dava un po di angoscia....... ;(
In Marmilla, con i dovuti distinguo, vale quello che vale per gran parte della Sardegna: non utilizzare l'eolico e il solare e da pazzi insensati. Auguri per l'iniziativa, saprai già dovrai andare "controvento" :D
A me Spinetta piacque quando disse che "per salvare Alitalia ci vuole un esorcista". Naturalmente suscitò la reazione indignata dei cialtroni di casa nostra, proprio come quando Ryanair... :-)
Thomas ha scritto:
"Qui andiamo oltre: ne costruiamo altre, oltre le esistenti. Popolari e non!! Ma poi non vuoi passare per le decine di capannoni che stanno costruendo nella Zona Industriale! E tutti quelli finiti e sono parecchi, sono vuoti al 95%! Dove sta il guadagno a costrutire e non affittare/vendere?"
Non ricordo se l'avevo già segnalato, ma mentre ero in vacanza ho sentito a Radio France la notizia dello scoppio della bolla immobiliare spagnola. Lo scoppio vero, non più i tanti, troppi: "Al lupo! Al lupo!" ascoltati negli ultimi anni. Il notiziario parlava di due milioni (due milioni!) di appartamenti rimasti invenduti e di un Paese alle prese con una pseudo-economia di carta straccia e sull'orlo di una crisi di nervi. Le case popolari, invece, hanno più vantaggi: (1) vanno a ruba, in ogni senso; (2) sono una sinecura per le banche, cui solitamente vengono magnanimamente ceduti in comodato d'uso i terreni nonché una cresta sugli affitti a canone agevolato, e così non rischiano di ritrovarsi sul groppo migliaia di appartamenti di illustri sconosciuti falliti insolventi, e (3) rappresentano una medaglietta in più per i "politici" che mostrano di "fare qualcosa" per l'economia. Secondo me il difetto è precisamente nel concetto di "economia", che oggi viene scambiato disinvoltamente con quello di "finanza" o anche "gioco d'azzardo" (vedi la storia degli swap, una pestlienza che ha contagiato e infestato pressoché tutti i municipi, Roma e Milano incluse). Gli economisti dovrebbero fare un passo indietro o, meglio ancora, togliersi dalle palle, che la loro celebrità è andata ben oltre i 15 minuti previsti da Warhol.
Non ti abbattere Deepspace,
ricordiamoci che alitalia ha una maledizione e che ,secondo me, spinetta e i suoi mandanti sono stati fortunati ad uscire fuori dal tavolo di gioco in tempo.
Sarò sintentico :
-il piano Intesa-San Paolo commissionato da Berlusconi prevede 5000 esuberi, fusione con AirOne ( L'indebitamento dell'operatore aereo chietino è tuttavia molto alto, anche se cifre certe per ora non esistono. AirOne, infatti, non è quotata in borsa e non ha quindi l'obbligo di pubblicare bilanci. Anche il volume dei passeggeri trasportati non risulta soddisfacente in riferimento agli altri operatori aerei europei, riuscendo a riempire a malapena il 50% dei voli. L'aumento del numero di passeggeri è dovuto unicamente al numero di voli, e non ad una maggiore produttività. Almeno seguendo i canoni dell'economia di mercato) 700 MILIONI di euro cash E I DEBITI VENGONO TRASLATI ALLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI CIOE' A NOI . Il debito di Alitalia è di 1,15 MILIARDI DI EURO.
- il piano Spinetta constava di 2100 esuberi la cui casa integrzione sarebbe stata pagata per l'80% da Airfrance e il 20% dallo stato, e già l'Anpac era pronta a preferire il fallimento, concambio delle Azioni Alitalia , si accorpava tutto il debito di Alitalia e saremo diventati la più grossa compagnia del mondo.
MA Berlusconi non voleva perdere quel gigantesco parcheggio per amici e lecchini che è l' Alitalia, e ci ha servito questo piano BELLO BELLO BELLO.
Se i sindacati non fanno tutto quel casino che hanno fatto con Prodi, è sinonimo che siamo nel fascismo più becero!
DIMENTICAVO : COMPLIMENTI ANCORA PER CHI HA VOTATO QUESTO GOVERNO !!!
Elapeppa:
Le scorte strategiche di greggio hanno evidenziato una contrazione su base settimanale pari a 100 mila barili scendendo a quota 295,2 milioni di barili. Calano anche le scorte di benzine, -3,5 mln di barili a 213,6 mln, mentre quelle di distillati hanno registrato un aumento di 2,4 mln a 130,5 milioni di barili.
@68
Qui andiamo oltre: ne costruiamo altre, oltre le esistenti. Popolari e non!! Ma poi non vuoi passare per le decine di capannoni che stanno costruendo nella Zona Industriale !!!
E tutti quelli finiti e sono parecchi, sono vuoti al 95%!!!!
Dove C...O sta il guadagno a costrutire e non affittare/vendere ????????????
non sono una trop manager finanziaria e quindi chiedo se q.no di voi ha il tempo e la voglia di spiegarmi i numeri a PAG. 30 di questo documento PDF :
www.commodityday.it/presentazioni2007/Lawford_commodityday_2007.pdf
ciao!
@65:
:) :) :)
Da queste parti si sono inventati il business del futuro: abbattere le case popolari e ricostruirle.
Non vi dico i frizzi e lazzi... :-)
Comprano tanti aerei per sostituire quelli vecchi che consumano troppo con altri nuovi che consumano meno.
In gergo, "affare di Maria Calzetta"...
Pensate se fallisce la boeing o la lockeed martin,tutti gli impiegati a casa ,tutti i progettisti disoccupati che si vanno vendendo nero i brevetti segreti ai russi o ai cinesi.Solo rimettere in piedi la filiera di produzione prende anni e anni.E poi i pezzi di ricambio per i veivoli militari?
Mi sembra che toto abbia opzionato una trentina di airbus:)))
@64
In pratica è come disegnare una porta aperta davanti al muro in fondo alla via?
In un ottica di depressione globale ,le banche sostengono i produttori di aeroplani e tutto l'indotto relativo.Se falliscono le società del ramo aereonautico o dei metalli (mittal per esempio), risulta essere difficilissimo se non impossibile ricostruirle da zero.Compagnie aeree come alitalia e airone ,allo stato,stanno diventando solo un veicolo di debito pubblico per sostenere le industrie aereonautiche.In pratica con le nostre tasse non sosteniamo alitalia in sè ,ma l'industria aereonautica.
@56 .. mi pare che siano gli arabi che hanno ordinato tutti quegli aerei .. chissà perchè..
E ancora ma di ieri mi era sfuggita:
All’indomani della strepitosa trimestrale di U.S. Steel (X), il leader mondiale dell’acciaio ArcelorMittal (MT) ha riportato profitti piu’ che raddoppiati rispetto allo scorso anno ed annunciato un outlook incoraggiante per il terzo trimestre.
@58
Appunto, chissà se sarà vera in acquisto di aerei "de facto".
Comunque solo andando a scartabellare i bilanci dell'azienda in questione potrei accertarmi che quello che scrive l'ANSA è vero.
Per ovvio principio bisognerebbe prendere per buono tutto quello che ci dicono i media ma noi sappiamo che non è proprio così, no?
Eccone un'altro:
Lazard(Banca d'investimento guidata da Bruce Wasserstein), archivia il trimestre con una crescita del 5% degli utili a 64,6 milioni di dollari. Un risultato oltre le attese degli analisti.
@56
non trovo niente di strano.
è la "domanda" che continua a crescere.
la batosta arriverà con il calo dell'offerta
@57
E' vera ma bisogna vedere quanti di questi contratti di carta si tramutetanno in aerei
@56
Che bella notizia, basta prenderla per vera...
si si, qui c'è troppo pessimismo, utili sempre sopra le attese ed ora leggo:
(ANSA) - PARIGI, 30 LUG - Eads, casa madre di Airbus, ha chiuso il semestre con un utile netto balzato del 332% a 403 milioni di euro. Il profitto operativo e' salito del 223% a 1,15 miliardi per un fatturato in aumento dell'8% a 19,7 miliardi nonostante l'impatto negativo sui suoi conti del costo dei ritardi nella consegne dell'A380 per 715 milioni. Eads si attende ordini per Airbus di 850 apparecchi e 470 consegne. Nel primo semestre ha consegnato 245 aerei contro i 231 del 2007.
ecoalfabeta fa un post in tema di prezzo del greggio e relative previsioni...
da cui ci vede tra l'altro come il prezzo in euro sia salito meno che quello in dollari, ma noi lo sapevamo già... :)
(vecchia polemica, l'euro ci ha protetti o no? io continuo a dire si)
@52: non sono stupito del fallimento del WTO, con la crisi che avanza il protezionismo alza la testa (il liberismo a senso unico...)
rimani con le antenne alzate, e facci sapere
che peso potrebbe avere una eventuale crisi turka, scatenata dlla sentenza costituzionale attesa per venerdì, sui mercati? se i militari riprendono il contolleo della situaione, per garantire la laicità dello stato, le cose potrebbero mettersi maluccio da quelle parti
@46: piacerebbe sapere anche a me se vale la pena leggerlo
OT -Fallimento del WTO
Il fallimento dei negoziati sugli scambi internazionali ha offerto un feticcio adeguato, incarna le trasformazioni che stanno avvenendo sui mercati internazionali. La crisi energetica è un motore dei cambiamenti, anche la finanza, alla base, è condizionata dai flussi derivanti dai costi energetici.
Mentre la falce della disoccupazione miete i campi sconvolti da InflaZIlla, come sarà evidente a tutti a ottobre-novembre, sarà opportuno uno sguardo aggiornato agli indici relativi ai trasporti internazionali.
In campo finanziario la variabile elettorale inquina ogni considerazione, con il dollaro che sale "sulla parola", in un sussulto che sappiamo ambiguo. Ormai ha più di un anno la documentazione che avevamo discusso sull'evoluzione della crisi dei mutui, l'impatto reale, incrociato con le procedure di fallimento, era previsto per i promissimi mesi 2008. Nel caso specifico non ci possono essere particolari fraintendimenti, in quanto sono contratti con date scritte, lo sapevano tutti, ma qualcuno si è sgolato a dire che il peggio è dietro le spalle.
Qualcuno pensa e scrive che con la crisi diminuirà la pressione inflazionistica, il governo si preoccupa di bloccare e reprimere tenacemente le entrate del lavoro dipendente, con lo stesso scopo. Queste posizioni sono indifendibili e criminali, l'inflazione è costruita a tavolino, quando si pompano di miliardi i buchi delle banche. Se l'aggregato monetario cresce, a dismisura, l'inflazione è nelle cose, non si puo pensare di estirparla affamando i lavoratori e gli indigenti.
La realtà è che l'inflazione è una tassa, che spreme i consumatori per incrementare le differenze sociali.
@Alessio
Molto probabilmetne il kite-gen non ci porterà ai (ne)fasti attuali, ma personalmente mi basterebbe che desse energia per la luce, i fornelli e le stufe elettriche. Per il resto, di avere la città piena di neon, le luci stroboscopiche delle discoteche con i Mw di volume non me ne può fregare di meno.
A me preoccupa molto il panorama italiano, perchè più di altri paesi abbiamo cementificato ovunque.. e dopo? Come sosterremo le periferie delle grandi città? Anzi, come sosterremo le città? Ai tempi di Mussolini si coltivava nelle aiuole e si faceva la fame ed eravamo venti milioni. Ora che siamo quasi triplicati?
Ti auguro tutta la fortuna possibile per la tua iniziativa, e complimenti!
@PaoloB:
Già film molto strano, è il primo nick che mi è venuto in mente.
Beh, grazie per il complimento.. ne avevo bisogno perchè a vedere gli altri comportarsi come se niente fosse (mi viene in mente l'analogia coi passeggeri del Titanic) qualche volta mi chiedo se non sono io che mi preoccupo troppo.. Il mio orgoglio vorrebbe un giorno potergli dire "ve l'avevo detto", ma il mio istinto di conservazione no! ;)
Figurati, benvenga: la Klein è il nostro futuro ministro delle comunicazioni (il presidente della repubblica sarà Alex Zanotelli, ma non dirlo a nessuno)... :-)
Ehmm..scusate la lunghezza:)
Gli accordi di Big Oil in Iraq sono la più grande rapina della storia
Quelli che hanno invaso il Paese dovrebbero pagare miliardi di risarcimenti, non utilizzare la guerra come un motivo per saccheggiare la sua principale ricchezza
di Naomi Klein
Comment is Free - The Guardian, 4 luglio 2008
Non appena il petrolio ha superato i 140 dollari al barile, anche i più rabbiosi conduttori di destra hanno dovuto dimostrare la loro credibilità populista dedicando una parte di ogni trasmissione ad attaccare violentemente Big Oil [termine con cui negli Usa vengono definite le grosse multinazionali del petrolio NdT]. Qualcuno si è spinto fino a invitarmi a partecipare a una chiacchierata amichevole su un nuovo insidioso fenomeno: il “capitalismo dei disastri”. Solitamente va bene – fino a prova contraria.
Per esempio, il conduttore radiofonico Jerry Doyle, un “conservatore indipendente”, e io stavamo chiacchierando amabilmente sulle squallide compagnie assicurative e sui politici inetti, quando è successo questo: “Credo di avere un modo rapido per abbattere i prezzi”, ha annunciato Doyle. “Abbiamo investito 650 miliardi di dollari per liberare un Paese di 25 milioni di persone, non dovremmo pretendere che ci diano il petrolio? Dovrebbero esserci autocisterne su autocisterne, in fila una dietro l’altra nel Lincoln Tunnel, il puzzolente Lincoln Tunnel, all’ora di punta, con biglietti di ringraziamento da parte del governo iracheno.. Perché non ci prendiamo il petrolio e basta? Ci abbiamo investito liberando un Paese. Posso risolvere il problema dell’abbassamento del prezzo della benzina in dieci giorni, non in dieci anni”.
Naturalmente c’erano un paio di problemi rispetto al piano di Doyle. Il primo era che stava descrivendo la più grande rapina nella storia mondiale. Il secondo riguardava il fatto che Doyle era in ritardo. “Noi” stiamo già rapinando il petrolio dell’Iraq, o comunque siamo sul punto di farlo.
È iniziata con l’annuncio di contratti di servizio senza gara d’appalto per ExxonMobil, Chevron, Shell, BP, e Total (devono ancora essere firmati ma le cose procedono). Pagare le multinazionali per la loro expertise tecnica non è in sé una cosa insolita: quello che è strano è che contratti di questo tipo, quasi sempre, vanno a compagnie di servizi petroliferi – non alle major del petrolio, il cui lavoro è esplorare, produrre, e possedere la ricchezza derivante dal carbone. I contratti hanno un senso solo nel contesto delle informazioni secondo le quali le major del petrolio avrebbero insistito sul diritto di opzione per i successivi contratti distribuiti per gestire e produrre i giacimenti petroliferi iracheni. In altre parole, altre compagnie saranno libere di fare un’offerta per questi futuri contratti, ma saranno queste compagnie a vincere.
Una settimana dopo che gli accordi senza gara d’appalto erano stati annunciati, il mondo ha intravisto per la prima volta il vero premio. Dopo anni di forti pressioni dietro le quinte, l’Iraq sta ufficialmente spalancando sei dei suoi principali giacimenti, che costituiscono la metà delle sue riserve conosciute, agli investitori stranieri. Secondo il ministro iracheno del Petrolio, i contratti a lungo termine verranno firmati entro un anno. Anche se apparentemente sotto il controllo dell’Iraq National Oil Company, le corporation straniere manterranno il 75% del valore dei contratti, lasciando solo il 25% ai loro partner iracheni.
Questo tipo di rapporto è senza precedenti nei Paesi arabi e persiani ricchi di petrolio, dove l’aver raggiunto il controllo di maggioranza da parte dello Stato sul petrolio è stata la vittoria che ha caratterizzato le lotte contro il colonialismo. Secondo Greg Muttitt, un esperto petrolifero che vive a Londra, il presupposto finora era che le multinazionali straniere sarebbero state fatte entrare per sfruttare nuovi giacimenti in Iraq - non per acquisire il controllo di quelli che sono già in produzione, e che quindi richiedono un supporto tecnico minimo. “La politica era sempre di assegnare questi giacimenti all’Iraq National Oil Company”, mi ha detto. “Questa è una completa inversione di tendenza rispetto a quella politica, che dà all’INOC un mero 25% invece del 100% previsto”.
Allora cosa rende possibili tali schifosi accordi in Iraq, che ha già sofferto tanto? Paradossalmente, è la sofferenza dell’Iraq - la sua crisi senza fine – la giustificazione che sta alla base di un accordo che minaccia di prosciugare le casse dello Stato iracheno della sua principale fonte di entrate. La logica è la seguente: l’industria petrolifera irachena ha bisogno di expertise straniera, in quanto anni di sanzioni punitive l’hanno privata di nuove tecnologie, mentre l’invasione e la violenza che continua l’hanno ulteriormente degradata. E l’Iraq ha bisogno di iniziare con urgenza a produrre più petrolio. Perché? Di nuovo a causa della guerra. Il Paese è a pezzi, e i miliardi distribuiti con i contratti senza gara d’appalto a imprese occidentali non sono riusciti a ricostruirlo.
Ed è qui che entrano in gioco i nuovi contratti: porteranno più soldi, ma l’Iraq è diventato un posto talmente pericoloso che le major petrolifere devono essere invogliate ad assumersi il rischio di investire. Così, l’invasione dell’Iraq crea precisamente l’argomentazione per il suo successivo saccheggio.
Molti degli architetti della guerra in Iraq non si prendono neanche più la briga di negare che il petrolio è stato una delle principali motivazioni dell’invasione. A “To the Point”, un programma della National Public Radio Usa, Fadhil Chalabi, uno dei principali consulenti iracheni dell’amministrazione Bush nel periodo che ha preceduto l’invasione, di recente ha definito la guerra “una mossa strategica da parte degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito per avere una presenza militare nel Golfo al fine di garantire gli approvvigionamenti [di petrolio] in futuro”. Chalabi, che è stato sottosegretario al Petrolio, e ha incontrato le major petrolifere prima dell’invasione, lo ha definito “un obiettivo primario”.
Invadere Paesi per impadronirsi delle loro risorse naturali è illegale secondo le Convenzioni di Ginevra. Questo significa che il compito immane di ricostruire le infrastrutture irachene – comprese quelle petrolifere - è responsabilità finanziaria di coloro che hanno invaso l’Iraq. Dovrebbero essere costretti a pagare risarcimenti, proprio come il regime di Saddam Hussein ha pagato 9 miliardi di dollari al Kuwait come risarcimento per l’invasione del 1990. Invece l’Iraq è costretto a vendere il 75% del suo patrimonio nazionale per pagare i conti della sua stessa invasione e occupazione illegale.
Forse anche questo è un buon motivo per dire che in iraq sta andando bene?
forse la pazienza delle major si stava esaurendo,da qui il cambio di strategia,meno uscite dalle caserme vuol dire meno bersagli,per quello ci sono gli iraqeni che comunque non fanno notizia.
X Alberto
Mi riferivo al benzina 3 cilindri 64 CV ...il diesel non l'ho mai contemplato perchè faccio 11k km all'anno
Manuale di sopravvivenza alla fine del petrolio di Albert K. Bates edito in Italia da Aam Terranuova secondo voi può aiutare?
@bore
Eh eh, fuocherello, ci sei andato molto vicino. Siamo in zona. Sicuramente conoscerai il potenziale eolico che ha la Marmilla, ed in generale la parte occidentale della Sardegna:). Ciao.
Parlando di tunnel, dopo Starbucks e le sue cafetterie, adesso tocca pure ai ristoranti
USA: BENNINGAN'S E STEAK & ALE CHIUDONO, CHIESTA BANCAROTTA di ANSA - (ANSA) - NEW YORK, 29 LUG - Le catene di ristoranti Bennigan's e Steak & Ale chiudono i battenti e chiedono la bancarotta protetta. Secondo alcune indiscrezioni ai titolari dei 300 punti vendita diffusi in tutti gli Stati Uniti sarebbe stato comunicato di non aprire oggi solo ieri sera, anche vista e considerata la mancanza di risorse per pagare i migliaia di dipendenti impiegati a livello nazionale. Leah Templeton, portavoce della società, ha spiegato che ad avanzare la richiesta di bancarotta protetta sono i marchi Steak & Ale, Bennigan's e Tavern. Questo, comunque, non significa che tutti i punti vendita abbiano avanzato la richiesta, visto che alcuni di questi operano in franchisees. I marchi di ristoranti Ponderosa e Bonanza, che operano sotto la Metromedia Steakhouses Company, non hanno compilato la richiesta. (ANSA).
@ alessio
vento di maestrale... altopiano.....
parli della giara di gesturi :) ?
C'è un bellissimo racconto di Durrenmatt che s'intitola proprio «Il tunnel» e che è tutta una metafora, o se volete "profezia", di come sarebbe evoluto il corso della storia dell'attuale società. Qui la versione integrale: http://www.alepalma67.com/tunnel.htm
@39 ti consiglio anche un AK47 per difendere la marmellata. A me se mi mportano via il miele, son dolori... :-)
Oggi è passato un emendamento del PD sulle fonti rinnovabili che puzza di fregatura...
http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/economia/conti-pubblici-78/conti-pubblici-78/conti-pubblici-78.html
qualcuno sa qualcosa dei "combustibili sintetici" di cui si parla...non mi paiono propiamente "fonti rinnovabili"...
Il picco ormai sta arrivando...
penso che ormai il miglior investimento e una bella scorta alimentare di almeno 6-12 mesetti meglio di pasta e marmellate.. di base e poi scatolette di verdura e frutta a lunga conservazione dopo la prima botta si vedrà cosa succederà intanto si incomincia a vedere l'esercito per strada.....
speriamo bene
@ Paolo B
Veramente ho detto che per gli USA va "meno rovinosamente" e che il "successo" al momento è per la strategia iraniana.
E' risalito il dollaro, ma soprattutto i consumatori hanno ripreso fiducia e i cinesi stanno petando collettivamente per spazzare via lo smog in vista dell'8 agosto p.v. Ciò indubbiamente porta una ventata di ottimismo sui mercati e un calo della domanda di greggio, naturalmente senza considerare le fluttuazioni bearish dell'indice Snorx.
Adesso il petrolio è sceso a 121 $ al barile... voi che dite? forse questo aspetto della speculazione in effetti pesava parecchio.
@Zardok
Anche io ripongo molte speranze sul Kite-Gen, tuttavia io penso a queste soluzioni soltanto come un modo per attutire il colpo di un'eventuale futura crisi energetica e del sistema come lo conosciamo oggi. Per quanto riguarda le eventuali proteste, sono fiducioso, la zona in cui dovrebbero essere installate le pale, sono lontane dal paese, e da gli altri paesi circostanti, inoltre la zona risulta piuttosto "nascosta". Poi certo, innanzitutto bisognerebbe utilizzare le pale eoliche nelle zone industriali dismesse.
@Ale
Non so quanto tempo ci vorrebbe per poter riutilizzare a scopi agricoli degli spazi precedentemente sottoposti alla cementificazione, e al probabile inquinamento delle falde. Tuttavia, è bene cominciare a rivedere sin da subito l'agricoltura, cercando di portarla avanti con metodi sostenibili(ad esempio, in alcune zone che soffrono la siccità, facendo dei pozzi per il recupero dell'acqua piovana[anche per i consumi domestici]ed utilizzando tecniche di irrigazione "a goccia"]. Purtroppo molte amministrazioni continuano a spendere i soldini in improbabili sagre...bah...
I cavalli e i buoi trainano in coppia e pure i cilindri devono stare appaiati, meglio 4 più piccoli o 2 più grossi... io ne ho tre su una tedeschissima Opel Agila e agli stop col minimo sembra di ballare la samba.
Oppure qualche talebano comunista del blog vuole insinuare che i tedeschi non sanno fare le macchine o che peggio, ci hanno venduto ciarpame per 50 anni e adesso tirano fuori il coniglio dal cappello per le utlime goccie di benzina?
@ 30
il vero problema è quanta terra...
faccio un esempio (noi in famiglia ne abbiamo circa 2 ha):
senza esagerare su quella superficie, adibita a pascolo ci potrei tenere un paio di cavalli!!!! o poche mucche....
Insomma anche di terra ne servirebbe parecchia. E' anche vero che -se gli eventi andranno come tutti qui pensiamo- parecchi spazi "industriali" credo torneranno all'agricoltura...
nuovo guasto nucleare in francia.. ma è prorpio un vizio.. :)
@14
Zardoz(intrigante quel film con Connery e la Rampling), il dilemma non si pone perchè sono loro a non aver capito un c...o! Tu almeno hai usato il ragionamento e quindi l'intelligenza che madre natura ti ha dato, ciò che non si può dire dei tuoi "decerebrati" colleghi...
@18
Eh si, purtroppo l'oro non aiuterà molto ma sempre meglio di niente soprattutto ora che le banche stanno cadendo come birilli.. ;)
Giustissima l'idea del terreno ma il problema è avere i soldi per comprarlo (fortunanto chi ce l'ha di famiglia)
Complimenti per il tuo impegno nelle energie alternative, ma preparati a combattare contro chi ti dirà "fanno rumore" "rovinano il paesaggio" etc. Io però vorrei vedere sta gente quando accendere la luce del gabinetto gli costerà 10 euro se troveranno ancora brutte le pale eoliche :P
Personalmente ho molte aspettative per il Kite-Gen.. che Dio ce la mandi buona e con tanto vento!
@23
Cataldo, hai un modo così lucido, tecnico e freddo di descrivere eventi drammatici e sanguinosi come l'invasione americana dell'Irak, da farla apparire un'asettica operazione militare coronata da successo.
"Successo" teorico tutto da vedere nei prossimi eventi...
@9 10 … ecco lo sapevo, ora non ci dormo più la notte :) Secondo me anche i refusi, da un certo punto di vista, sono un derivato del petrolio…
Ah.. ovviamente accelero piano, sono i transitori a distruggere la media.. una volta a velocita', marcia piu alta possibile e guida molto attenta per evitare tutti i transitori. La media e' quella.. disponibile a mandare una foto del cruscotto.. :)
Ah.. ovviamente accelero piano, sono i transitori a distruggere la media.. una volta a velocita', marcia piu alta possibile e guida molto attenta per evitare tutti i transitori. La media e' quella.. disponibile a mandare una foto del cruscotto.. :)
@rec...
io ho un 4 Cilindri 1.9 Tdi da 150 Cv (Vw) e faccio la stessa media. O_O
Anzi.. il mio computer di bordo segna 5.4 lt/100 Km di media sulla lunga distanza... e non e' che vado piano.@ riccardo again
no, umile e modesto perito meccanico..
@ Paolo B
La situazione irachena sta andando meno rovinosamente per gli USA, i principali elementi che hanno permesso questo risultato sono nell'ordine
1) Collaborazione con l'Iran per impedire l'espansionismo sciita-iracheno, che non è cosi filo iraniano come si vuol far credere.
2) Rinnovato ruolo di "garanzia" dei sauditi verso frange dell'estabilshemt sunnita
3) Riduzione delle attività di attacco aereo con sorvegliaza affidata ai meno costosi droni
4) effetti cumulativi degli omicidi operato in questi anni dalle bande paramilitari, uniti all'emigrazione forzata
5)progressiva mappatura del territorio e miglioramento delle postazioni difensive e logistiche
Questi mi sembrano i punti chiave che sono emersi negli ultimi mesi in Iraq . Sono basi fragili, ma che hanno influito sulla realtà operativa molto più dell'aumento delle truppe, dato anche che il numero di pattugliamenti e missioni è drasticamente diminuito, con le forze locali sempre più attive.
La credibilità delle posizioni iraniane risulta aumentata da questo "successo", visto che invece di utilizzare una tattica che portasse a più morti americani ha giocato sull'opposto, d'altra parte l'obiettivo era di pesare in un momento elettorale e sembra che i risultati siano positivi.
@ riccardo
l'unico, l'inimitabile, l'inconfondibile, l'imprescindibile, l'inalienabile beppe grillo
;-)
@ rec 19
< Sto entrando in un'ottica post-peak? >
decisamente! ;-)
@17: uale beppe? grazie (ing meccanico, nevvero?)
@5: dieci e lode!
X Ste
Si quello che dici è vero, però io ho un 3 cilindri Volks e ti posso assicurare che è veramente ben fatto. Ha un volano che equilibra tutte le vibrazioni, fa i 18 km/l e ha tanta coppia ai bassi regimi. Ho provato anche quello della Opel, ma non ha equilibratura e vibra tantissimo, poi è molto fiacco.
Sto entrando in un'ottica post-peak?
@Zardok
Non so se la scelta di rifugiarsi nell'oro sia la migliore. Forse è meglio investire, se si puo', in qualche appezzamento di terreno, e cercare di recuperare le conoscenze agricole e naturali che spesso abbiamo perduto. Io quando sento alcune persone che si lamentano del prezzo crescente dei generi alimentari e della carne, provo a spiegargli che in qualche modo c'entra anche il petrolio, ma non sono molto convinti, anzi mi è capitato anche di sentire qualche ottimista che mi ha risposto sorridendomi " ma non preoccuparti, in fondo un litro di benzina, escluse le tasse, costa un po' di piu' dell'acqua minerale" '_'.....Comunque vorrei anche io fare qualcosa, mi sa che con i miei amici "scenderemo in campo"(ihihi) alle prossimi elezioni comunali del mio paesino: è un borgo sovrastato da un altipiano, ed è una zona battuta durante tutto l'anno da forti venti, sopratutto il maestrale. Sarebbe il posto ideale per l'installazione di pale eoliche. Vedremo.
OT
oibò! chi è che ha fatto tutta sta propaganda sul blog di beppe, in risposta al post più votato di ieri?
sono citati anche i blog petrolio e crisis...
;-)
@12
il 3 cilindri in linea è la struttura meno azzeccata per un motore a scoppio.
non si bilanciano nè le forze alterne di 1°ordine, nè di 2° ordine
non credo sia una questione di "tendenza", bensì del bisogno di adattare una linea di produzione (quella dei 6V, appunto) alle nuove esigenze di economia...
smaller is better
Per la crisi energetica in Kirghizistan questo inverno più della metà delle scuole rimarranno chiuse [fonte cityfm di Mosca]
dal 25 dicembre al 1°febbraio 1117 alunni rimarranno a casa per mancanza di energia elettrica, si compenserà nei mesi estivi.
L'altro giorno ho detto ai miei colleghi che avrei acquistato un pò d'oro vista la situazione nera.
Dopo avermi guardato in tralice come a dire "povero scemo", gli ho spiegato la situazione futura in caso di picco. Mi hanno detto che mi preoccupo troppo e quel che sarà sarà, che tanto dell'oro non me ne farò nulla se finisce il mondo.
Un altro mi ha risposto che i soldi è meglio spenderli e godersi la vita.
Io non credo che abbiano ben capito la situazione, ma ora mi domando: sbaglio io a cercare un seppur piccolo tamponamento per il breve futuro, o piuttosto sono loro che non hanno capito un c.zzo?
Vi prego risolvetemi questo dilemma! ;-)
@Luca
Ah si?!?!
Come? AI rigori? E chi e quando si fischia la fine della partita?
I 3 cilindri sono già presenti su modelli del gruppo Volkswagen, Opel, Toyota, Peugeot e Citroen da tempo. Si stanno solo "conformando" ad una tendenza di mercato. Cmq mai avuto Ford; bene così
vabbè su... qualche errore di battitura ci può stare. Parliamo di cose serie: anche in VIETNAM gli americani erano sicuri di vincere.
a me piace piu "vietato fumere"
@ Palomar
aggiungerei nel mazzo anche:
non "vietato fumere", ma "vietato fumare".
ma il senso è chiaro cmq tranqi...
@2 per la cronaca: 1.245.538 morti iracheni a causa dell'invasione USA (www.justforeignpolicy.org)
Errata corrige del precedente mio messaggio:
- non "Airfrance", ma "Air France"
- una virgola tra "Parigi" e "dopo"
- non "spiegargli", ma "spiegarle"
- …
http://www.autoblog.it/post/15031/ford-da-sei-a-tre-cilindri-ecco-leffetto-della-crisi
ford .. da 6 a 3 cilindri
@2 .. gli usa in iraq stanno vincendo .. :)
Ho fatto un giretto in un aeroporto alla ricerca di scritte: cartellini, cartelli e cartelloni. Ci sono fondamentalmente due tipi di messaggi che la civiltà dei consumi ci invia: da un lato i divieti, dal classico "vietato fumere" al "vietato l'accesso al personale non autorizzato" ai più gentili "si prega di non appoggiarsi": come il "non toccare" che ti insegnano fin da subito, praticamente "vietato vivere". Dall'altro lato ci sono solo messaggi che stimolano la propensione al consumo, da quelli delle banche ai noti autonoleggiatori Hertz e Avis. Ma il più perverso di tutti gli headline reperiti l'ho trovato in un cartellone Airfrance: «Lasciati viziare nella nostra business class». Mi chiedo se tra qualche anno, con la crisi che già s'accumula sulle piastrelle sporche d'un air terminal più spento che mai, ci si renderà conto di come l'attuale cultura abbia rubato la vita agli esseri umani, cominciando dai consumatori. Li osservo, mi aggiro tra loro: sembra che nessuno li abbia informati al riguardo. Arriva la mia parente da Parigi dopo un viaggio di ventimila chilometri: vive ancora dentro al sogno borghese della rappresentazione disneylandiana della vita, secondo copione dettato dallo star-system. Proverò più tardi a spiegargli che tutto cambierà, ma a cambiare è solo il discorso appena iniziato. Di certi argomenti non si parla. Dovrei saperlo: "vietato dire la verità".
byebye Starbucks
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601103&sid=al6pKGtkBVGs&refer=news
Ma non sta andando meglio la situazione USA nel pantano irakeno secondo le dichiarazioni di Petraeus???
come sa metterci di buon'umore Debora... ;-)
alle 19:01
Giorgio
@ 94 e 94
Anch'io ho un figlio di 4 anni e un'altra in arrivo.
Quello che volevo dire è che, almeno i ricordi della propria esistenza, positivi e negativi che siano, resteranno sempre con me.
Cerco di essere positivo ogni tanto.
Anche oggi un collega al lavoro mi ha detto, visto che sbirciavo the oil drum, "ancora con questo petrolio, smettila. Quando finirà andremo a piedi e basta!".
Come vorrei pensarla come lui....