Uno sguardo dal picco

Beh, prima o poi doveva succedere. Qualcuno doveva pur dirlo.
Il primo a farlo è un giornale della provincia americana:
Gli USA mandano circa 2 miliardi al giorno all'estero per acquistare petrolio e prodotti da nazioni che non condividono i nostri valori. Ciò è ridicolo, e deve cambiare.
La fifa del crack opera miracoli. Teniamoci i soldi, e aridatece le industrie. Perché mettere il nostro destino in mani altrui? (La mia domanda è: perché non ve ne siete accorti prima?). Prosegue infatti l'articolo:
Molte categorie di prodotti, principalmente computer ed elettronica, sono fabbricate esclusivamente all'estero, rimettendo la nostra sicurezza nazionale alle buone intenzioni degli altri.
La soluzione proposta sono i dazi e l'autonomia energetica, e si conclude sostenendo che in tale eventualità molti business si affretterebbero a fare ritorno nella madrepatria, finita la convenienza della globalizzazione.
Non voglio discutere della bontà di queste opinioni. Quello che mi colpisce, è come si rinneghi in tutta fretta la globalizzazione fino a ieri sbandierata, e si invochi una specie di New Deal basato sul rientro delle imprese dall'estero per tamponare la crisi e la disperazione delle classi lavoratrici.
Scommettiamo che tali proposte usciranno presto dalla gazzetta di Fredericksburg, e cominceranno a risuonare presso più prestigiose stanze?
(La foto è di Vil)
Ci sono 3 cose che e' bene approfondire anche solo per qualche istante... giusto il tempo di un caffe'...
A) molto imprenditori nel settore edile hanno costruito strutture abitative solo perche' c'era la possibilita' di ricevere i finanziamenti dalle banche. Conosco persone che continuano a costruire case senza spenderci neanche un euro.... case per le quali percepiscono parcelle molto onerose... ma per le quali i soldi sono usciti dagli acquirenti che le hanno comprate sulla carta, e dalle banche che hanno garantito per gli acquirenti.
B) La ristrutturazione dei vecchi edifici e' una pratica che DEVE essere abolita. Il Cemento armato, se fatto bene, ha una vita di 50/100 anni. Non di piu'! Le case in pietra possono durare anche di piu'... volendo anche 1000 anni... ma vanno curate con COSTANZA e il loro utilizzo deve restare quello per le quali sono state realizzate. Non va sottovalutato poi il discorso delle strade e del traffico locale... che in molti casi mette a rischio crollo interi quartieri. Ma a quanto pare questo discorso esula dalle menti della gente. Ristrutturare uno stabile d'epoca e' cosa buona e giusta... salvo poi dover ricorrere ai vigili del fuoco e ai "cassamortari" (Coroner) per estrarre dalle macerie dello stesso le persone che vi risiedevano. E il tutto per qualche futile motivo! Quante volte e' gia' successo? Quante altre volte e' successo che in zone MAI abitate sono state costruite case con strutture precarie solo perche' la gente non aveva la possibilita' di realizzare costose strutture in cemento armato? Quante le case abusive realizzate in italia solo perche' il piano regolatore non lo prevedeva? La soluzione a tutto questo potrebbe essere qualcosa simile all'idea di Surak!
C) Abitare i borghi rurali credo sia la cosa piu' bella ed emozionante che una coppia di neo-sposi possa fare o desiderare. Ma il problema e' che nei borghi rurali molto difficilmente c'e' lavoro... e quasi sempre non ci sono quei servizi offerti dalla societa'. Se la coppia di sposi sceglie il borgo rurale quasi sicuramente non e' di quelle che amano la frenetica vita sociale di una metropoli piu' o meno vivace. Quindi si puo' asserire con elevata sicurezza che non sono amanti del consumo/commercio sfrenato. E questo e' il motivo della mancanza di agevolazioni in tal senso!
Datemi un "motivo di guadagno" (ovvero di che vivere) ed un borgo e mi ci trasferisco subito!
@35 Coqui
1) In italiano significa?
2) Mi sa che mi sopravvaluti...e non sono neanchè tanto "ragazzo" ;-). Non mi è chiaro perchè la butti su un discorso prettamente economico, che io ho toccato di sfuggita, quando l'ipotesi proposta era più un esempio di "modello di sviluppo globale sostenibile" mantenendo alti (se non superiori) livelli tecnologici. Meglio il mio "piano regolatore" o quello di Bombay?
3) Sarà che non sono di Milano, ma io quando parlo di grattacieli parlo di varie cose e in questo caso mi sembra di essere stato piuttosto chiaro. Preferisci che usi il termine "palazzoni" visto che in realtà quello di cui parlo non sono proprio quello che s'intende, tipicamente, per "grattacieli"?
4) Che ci sia tanto di costruito superfluo è noto e purtroppo negli ultimi decenni si è pure continuato a costruire, però faccio notare che una razionalizzazione delle città (o meglio, il costruirle dal nulla in punti strategici) alla fine comporta enormi risparmi sia di materie prime che di servizi che di tante altre cose. Poi non si parla di "da un giorno all'altro" ma di alcuni decenni (pure la gente va ricivilizzata) per cui ci sarebbe il tempo per alcune costruzioni di andare in malora e si suppone che non siano ristrutturate (quindi invece d'impiegare tot ore di lavoro per risistemare una casa, le impieghi per costruire un piano del "palazzone"). Insomma..il danno è stato fatto, ma non credo sia utile continuare a insistere spendendo altri soldi perchè ormai ce ne abbiamo spesi già tanti. Poi chi vorrà rimanere nelle classiche città, potrà avere un intero condominio tutto per se, se rimanesse vuoto, con 2 soldi...ma basta che sia chiaro che non potrà pretendere di avere un ospedale a 300 metri come avverrebbe per i residenti dei "palazzoni". Saranno scelte individuali.
5) Le zone fiorite di Milano non so come siano (ci sono stato poche volte e non ne ricordo), io però parlo di come potrebbero essere e l'ho anche mostrato in quel semplice disegno proposto. Dato che nell'ipotesi i palazzi sono di 250 m e gli spazi fra di essi sono di ugual misura, la superficie fiorita (a naso) dovrebbe essere equivalente ad un quadrato della stessa misura (sebbene sia a croce). Il grosso della gente a piedi passerebbe sotto di essi, ed i prati pubblici avrebbero protezioni che ne preservino l'erba dall'eventuale calpestio. Nelle zone fiorite il passaggio sarebbe vietato. Non mi puoi paragonare questi i parchi pubblici che ci sono da noi, visto che ce ne sono una miriade ma nessuno che li curi. Meglio quindi concentrarli e la loro cura "procapite" sarebbe irrisoria. Si torna lì..non sottovalutiamo l'efficienza dell'economia di scala.
In altro posto dici di ripopolare i vecchi borghi mandando le giovani coppie (magari al "confino"?)...prima di tutto già oggi nessuno gli impedisce di fare ciò, ma se non lo fanno è perchè nonostante costerebbero alla collettività enormi risorse materiali ed economiche non avrebbero lo stesso una qualità di servizi paragonabile ad un centro urbano. A quanto pare sei un esperto (o almeno te ne intendi) di economia quindi dovresti sapere di cosa parlo.
Ciao!
Conqui, che in Lombardia siete troppi lo so da me... e considerando anche il fatto che di quei 9 milioni che siete, solo un 50% ha la patente... il numero di veicoli totale e' decisamente alto! Troppo alto! E infatti a Milano c'e' sempre il problema del parcheggio!
Ma il concetto alla base di questa pura disquisizione tra me, surak e voi altri riguardante la possibile struttura di un nuovo agglomerato urbano, non e' per cercare di "ficcare" piu' gente possibile nelle attuali aree urbane del nostro ex bel-paese... ma piu' semplicemente cercare un modo per convertire e ricreare aree urbane VIVIBILI da affiancare a zone AGRICOLE di notevoli dimensioni. Tieni presente e ricordatelo bene... che in Italia sono pochissime le aree AGRICOLE veramente sfruttabili per la produzione di cibo. La maggior parte delle citta' ha uno sviluppo orizzontale spesso privo di qualsiasi progetto o piano regolatore. Semplicemente si lascia che il cittadino decida dove e come costruire e poi si cerca di adattare la citta' a quel che c'e'... senza preoccuparsi della effettiva "bontà" delle costruzioni ivi presenti.
In generale il cittadino e' portato a costruire casa dove ha la terra... oppure a comprare un terreno dove poterci costruire una casa. Non pensa alle caratteristiche storico-geologiche della zona... e all'utilita' intrinseca di quella zona... perche', semplicemente, si vive da INDIVIDUALISTI in una societa' priva di logica.
In futuro, invece, ci dovranno essere REGOLE certe e da tutti rispettate.. perche' l'utilita' del terreno agricolo e' di vitale importanza.
Non ci sara' il petrolio a massimizzare la produzione agricola dell'argentina che poi viene trasferita in europa grazie a veloci navi cargo e camion e quant'altro. Quello che produci localmente sara' l'unica fonte di cibo SICURA per la popolazione nel raggio di qualche centinaio di chilometri. Per cui molte aree andranno recuperate e ritrasformate in zone agricole.
Io sono convinto che il futuro debba necessariamente essere cosi'... e se vogliamo vivere in gruppo, all'interno di una societa', godendo del confort e del benessere che la tecnologia ci ha consegnato negli ultimi 20 anni, dobbiamo necessariamente ripensare le nostre citta' e svilupparle in modo da massimizzare gli aspetti positivi e minimizzare quelli negativi! E questo sempre e comunque!
Bernardo, la "produzione industriale" segue un'idea. Niente idea, niente produzione industriale.
Il core business di un'azienda di successo è solitamente in mano a otto, dieci persone al massimo: il resto è rete vendita sacrificabile.
L'onanismo grattacielista che ha flagellato l'Italia in tempi di vacche grasse (fortunatamente agli sgoccioli) non cancella l'amara verità: l'iPod è stato inventato in California da un pugno di ingegneri, non a Milano e neppure nel cetriolone di Bancaintesa a Torino.
In Italia, i grattacieli, sono solo un tentativo di virilizzare ciò che è femminile per eccellenza: la città, accogliente, materna, protettiva; e proprio in quanto cazzi, o vengono mosci, come quello di Libeskind a Milano, oppure sfottò dichiarati, come il cetriolone di Foster a Londra.
Ma da queste parti è più importante pensare a come ridurre l'impatto antropico invitando le giovani coppie a ripopolare borghi in abbandono o, addirittura, cambiare regione: in Lombardia siamo nove milioni, il doppio della Norvegia, troppi. E metterci tutti uno sopra l'altro non cambia la sostanza del problema. Siamo comunque nove milioni di anime e sette milioni e mezzo di veicoli.
Il difetto è nel manico, voglio dire...
Surak,
(1) la rendita urbana non è un fattore della produzione;
(2) puoi concentrare fino a settemila persone per kmq (come è Milano) e avere comunque una bilancia commerciale fortemente negativa finanche a livello di quartiere. Il perché non sto a spiegartelo, sei un ragazzo sveglio;
(3) quando si parla di grattacieli a Milano si parla di (a) residenziale di lusso oppure (b) concentrazioni di potere economico ad altro titolo (mafiosi, vallette, parassiti, calciatori, banchieri, assicuratori). E tornaimo al punto (1): gli abitanti dei grattacieli non sono un fattore della produzione, senza contare che i Comuni, da queste speculazioni, incassano oneri infimi, le briciole, come nel caso del pestilneziale recupero dei sottotetti, fatto esteticamente perlopiù a cazzo di cane e senza dotare la città di maggiori servizi per soddisfare la domanda dei nuovi topi di soffitta;
(4) a Milano sono circa centomila i vani vuoti, non c'è alcuna necessità di costruire alcunché e ciò che è stato costruito "in verticale" negli ultimi trent'anni è quasi interamente sfitto: le aziende abbandonano il grattacielo e puntao su più modesti insediamenti di basso livello in seconda o terza periferia;
(5) "le zone fiorite" fra i grattacieli sono aiuolette esangui, giardinetti condominiali o lager di alberi come Central Park, stracci di natura di nessuna utilità neppure ai fini del raffrescamento dell'isola di calore metropolitana.
Ciò detto, se mi rispondi cerca di essere ficcante, perché il mio tempo E' un fattore della produzione!
Saluti.
@29 Bernardo Mattiucci
Solo alcuni chiarimenti
Io propongo il modello "base" poi è chiaro che nessuno imporrebbe niente a nessuno, ma è solo per semplicità.
In pratica il concetto di "interrate" deriverebbe dal fatto che tranne le fondamenta, che sarebbero scavate, il resto sarebbe costruito "a cielo aperto", poi ricoperto uno strato per volta, per ottenere un rialzo del terreno usando la terra degli scavi delle fondamenta. I grattacieli quindi sorgerebbero da x metri* rispetto al terreno circostante e da questo rialzo, in alcuni punti, si vedrebbero i tunnel dei treni o delle auto elettriche o delle piste ciclabili. I grattacieli spunterebbero quindi dal verde che poi sarebbe il tetto dei percorsi e strutture interrati.
Qui avevo messo uno schema di come sarebbe apparsa la città vista dall'alto in uno schema molto semplice:
http://img364.imageshack.us/my.php?image=cittidealevulcano2qh1.jpg
Sono 100 palazzi, quindi con circa 10 mila abitanti l'uno (9792**), fanno 1 milione su una superficie di (2,5 x 2,5=)6,25 km
Tra i quattro grattacieli ci sarebbe una zona fiorita.
In blu scuro è indicata dove sarebbe una zona "non abitativa" con tutto quello che può voler indicare, non molto alta.
Sotto la zona blu le industrie non pericolose, sotto le zone fiorite (quindi dove non ci dovrebbe essere nessuno) quelle che presentano rischi minimi.
In celeste (sbavato) i percorsi pedonali.
In fucsia (o quel che è) i grattacieli.
Non mi pare proprio l'inferno che altri dipingono ;-)
In pratica il gruppo di 4 attorno alla zona fiorita sarebbe un "modulo" (circa 40 mila persone) con i propri servizi, industrie, gli ospedali, etc. Ovviamente senza pretendere eccessi. Se ad altri piace ne possono essere costruiti altri attorno fino al necessario senza che ai primi cambi qualcosa (trannè ovviamente che "aperta campagna" in alcuni casi si sposta
di x km). Ah, dimenticavo...i grattacieli sarebbero "cubici" sia per garantire la stabilità che costi minori ed altre cose e pure lì grazie ad accorgimenti vari la cosa non sarebbe così "infernale".
Vien da se che in zona pianeggiante o spianata, il tutto è più semplice, ma poi ogni "gruppo" potrebbe decidere diversamente
*boh, 15-20 metri circa
**Volete sapere anche i nomi? ;-)
@32 Cataldo
Arcologia? Grazie, ho imparato una parola nuova. Cavoli ero un arcologo e nessuno di quelli che conosco me l'aveva mai detto ;-)
Per quanto riguarda "gli spazi limitati" nessuno si sogna di ipotizzare una cosa del genere. Non devi pensare ad un sottomarino ma ad una nave da crociera con "cabine" di 90 mq+90 di stanza giardino (indicativamente). Difficile soffrire di caustrofobia o di malessere esistenziale per quello. Tra l'altro nessuno costringerebbe nessuno, ma solo credo che se la politica puntasse ad una roba del genere, la maggioranza della gente vorrebbe viverci una volta vista la realizzazione ed i vantaggi. Per gli altri ci sarebbero sempre le vecchie città ridotte però alle dimensioni medievali (con il tempo) per il calo di abitanti.
@in generale
Tornando in tema, viene da se che una buona diffusione di queste città (o su concetti simili) farebbe calare molto il consumo di petrolio, poichè occorrerebbe sì molta energia elettrica, ma quella ha più fonti possibili
Ciao!
Il mandato di cattura di cui parlavo al 31 era quello contro Bin Laden, che ancora non sortisce malgrado lo si cerchi diuturnamente da anni.
@ Surak
Il romanzo è sempre un romanzo, in questo caso era un voler sottolineare gli aspetti psicologici della vita in una unita come quella da te descritta. Il tema è affascinante, la visione della arcologia è una di quelle che prendono, ma la realtà umana è complessa, e la vita in spazi delimitati crea inevitabili frizioni con componenti profonde dell'essere che è facile sottovalutare.
@ Riccardo
Seguo da tempi non sospetti il fenomeno Al Quaeda ed i suoi derivati, per dirne una il primo ad emettere un mandato di cattura internazionale, con le relative prove a supporto, e stato Gheddafi, ed erano i primi 90, ovviamente il Colonnello se è stato al potere tutto questo tempo è perchè non rimane con il cerino in mano .... Per questo ritengo la costruzione definita versione ufficiale una tragica bugia. Sono anche convinto che non ci vorra moltissimo tempo a vederla sgretolarsi come le torri. La vicenda dell'11/9 è molto complessa e non voglio martoriare il blog con un OT di vaste proporzioni. I documenti di Polidoro ed Attivissimo, malgrado forse in buona fede, mi hanno solo aiutato a vedere le incongruenze sotto una luce diversa ;)
riccardo... come posso non accorgermene visto che sono allergico a tali malattie infettive di tipo paranoico-psicologico?
:P
ste... chi e' quel "tranne uno"? :P
Ad ogni modo...
Proviamo a fare un'analisi della "casa" classica... del "grattacielo" e di un "agglomerato" come quello proposto da Surak.
Quali sono le "zone" che restano invariate?
prinipalmente 2:
zona NOTTE: camera da letto, bagno, ripostiglio
zona GIORNO: sala da pranzo, salotto, ufficio, balconcino e bagno di servizio
Tutto il resto verrebbe centralizzato, aumentanone l'efficienza, diminuendone gli sprechi e i rifiuti e ottimizzando il tutto in spazi e strutture differenti per "concetto".
Questo potrebbe essere il futuro.
A tutto questo discorso, che non lede affatto la liberta privata dei singoli cittadini, vanno aggiunti un ferreo rispetto per la natura ed un rigoroso rispetto per gli standard di sicurezza... possibilmente cercando di sostituire la LOGICA all'ENERGIA!
Un'ascensore che sale puo' essere azionto da un motore... certo... ma anche da un'ascensore che scende... O comunque in quest'ultimo caso lo "sforzo" del motore e' di gran lunga inferiore.
Il riscaldamento puo' essere centralizzato... ovvero la struttura puo' essere energeticamente "passiva", e sfruttar il sole e il vento per riscaldare/rinfresare/areare gli ambienti. Senza che i singoli condomini debbano preoccuparsi della caldaia a gas, della bolletta individuale o quant'altro!
Il resto sara' storia!
@24
condivido la visione "futuristica" di Surak per quanto riguarda i grattacieli... meglio se considerati "agglomerati urbani a sviluppo verticale", aggiungendo che non e' necessario e obbligatorio decidere si creare in pianura e basta.
Ad esempio sarebbe piu' logico costruire contro le pendici delle montagne e delle colline, cosi' da avere un solido appoggio naturale e liberare le pianure quanto piu' possibile.
La produzione industriale, per quanto mi riguarda, puo' anche essere sotterranea o relegata a zone non produttive dal punto di vista agricolo.
Per i trasporti... beh... dimenticatevi comunque quelli privati... che non hanno senso.
Il lavoro da casa andrebbe incentivato... e comunque spostarsi per 50/100 km al giorno ha meno senso che avere le prostitute nelle strade.
Posso capire le trasferte... uno si trasferisce a 200 km di distanza (o oltre) per il turno di lavoro... poi torna a casa e si riposa per 3 o 4 giorni. Questo si... ma spararsi 100 km al giorno... tutti i giorni... dovendo sopportare anche 3 ore di raccordo o tangeziale al giorno... beh... no grazie!
Per quanto riguarda la riqualificazione delle aree... si potrebbe cominciare dalle cave, sia fronte-montagna che quelle a "cratere" tipiche delle miniere a cielo aperto di oro e diamanti.
I terrazzamenti sarebbero perfetti per ospitare villette a schiera con camminamenti, scale, scivoli e quant'altro rigorosamente percorribili a piedi. Ne gioverebbero la salute e la tranquillita'!
Ricordatevi che la maggior parte delle malattie, di qualsiasi tipo, oggi presenti a livello mondiale, derivano in maggior misura dallo stress e dal poco riposo... spesso fatto anche in modo sbagliato. Un ritorno alla natura e a ritmi lenti... non farebbe che bene a tutti!
@25
secondo me esistono 2 strategie di base... pur con tutte le sfaccettature possibili.... per uscire dalla crisi:
# tornare indietro ad un periodo pre-globalizzazione, puntando quindi sull'autosufficienza alimentare e industriale.. e limitando quanto piu' possibile gli scambi a livello mondiale
# creare un governo unico a livello planetario e cercare di risolvere i problemi a liello globale e non di singolo stato.
Teoricamente la soluzione migliore sarebbe un mix delle due... ovvero singoli governi che si alleano insieme per decidere strategie comuni per risolvere i problemi che affliggono l'umanita' a livello mondiale. Ma problemi religiosi, politici, economici e territoriali impediscono, di fatto, la risoluzione di qualsiasi problema a livello mondiale!
cataldo, che ne dici di, per esempio, "11/9 la cospirazione impossibile" (a cura di Massimo Polidoro del CICAP)?
ommamma, speriamo che bernardo non si accorga che ho nominato il CICAP... :)
caro surak, la tua è appunto una visione. tra l'altro bellissima e per molti aspetti augurabile. chissà che riusciamo ad avvicinarci!
so che adesso vanno di moda i grattacceli ecologici, ma non so, non mi convoincono molto... ce ne sono in giro con ottimi valori di LEED (per esempio)
mi fa pensare ai primi edfici con facciata vetrata a doppia pelle, sembravano fantastici e risparmiosi, poi in molti casi i proprietari si sono pentiti per le bollette salate!
truffolo, guarda che qui di autarchici nostalgici non ce n'è mica.
siamo tutti "brava gente" (tranne uno...)
La soluzione è dazi ed autarchia? Splendido, è esattamente ciò che ci vuole propinare il nostro grande economista capo Tremonti.
Ma per favore!
Attenti a buttarvi, pur con le migliori intenzioni, verso soluzioni apparentemente giuste ma in realtà orrende. Rileggete il commento n. 8, che condivido in pieno, e ricordate che, storicamente, dazi e autarchia = guerra.
Insomma, siamo qui a discutere, ad avere consapevolezza, grazie a una roba intrinsecamente globale come Internet, e sognamo ancora di rinchiuderci nella nostra "piccola patria"?
(Con ciò non dico che non bisogna anche limitare l'import export inutile, centrare di più i consumi sulla produzione locale, ecc, ecc. Dico che non bisogna confondere ciò con la soluzione reazionaria dazi+autarchia, che è la tipica boiata pazzesca di una detsra che alimenta il terrore)
@20 daniele.spagli
Come detto ho una visione un po' più "complessa" della cosa e ci vorrebbero molte ore a spiegare il tutto, ma i punti che tu citi li ho già considerati e trovato "soluzioni" (le mie, poi altri avranno le loro). Intanto è chiaro che una nuova filosofia di città richiederebbe una nuova (ri) civilizzazione, cioè la gente dovrebbe perdere un sacco di brutte abitudini (auto privata, lavori inutili, etc) ma in cambio avrebbe diversi vantaggi. I grattacieli potrebbero essere la zona "abitativa", mentre le poche industrie necessarie potrebbero essere "interrate" (non sotteranee) al centro di ogni gruppo di 4 grattacieli (il tutto creà un "modulo"). Sempre a livello, o sfalsato, delle industrie potrebbero passare auto elettriche automatiche e treni superveloci. Come vedi la mobilità sarebbe assicurata mentre i motivi per spostarsi sarebbero rari. Nessuno poi dice che tutti devono andare a lavoro alla stessa ora, anzi. Tra l'altro costruendo da 0 ed in scala, possiamo mettere fibra ottica ad ogni appartamento facendo sì che il telelavoro diventi una realtà concreta, pratica ed a basso costo. Immagina "sportelli" pubblici fatti di videochiamata...quanti "statali" in meno per le strade? Poi per aumentare il pil e la qualità della vita potremmo sempre dividere le settimane in otto giorni lavorativi di 9 ore di cui 4 di riposo e 4 di lavoro, così metà sarebbe "libera" e metà "occupata" idem per la scuola in modo tale che la gente abbia più tempo per la famiglia (non so quanti lo desiderino, però).
Il cibo? Dici che è meglio portarsi le sporte della spesa per km oppure usare cucine centralizzate che senza "rifiuti" di contenitori etc, ti facciano salire da un montacarichi un pasto completo come ordinato? Anche qui considera i risparmi di tempo, di materiali, energia e costi che si possono ottenere e quanti "lavori" inutili in meno (che sarebbero riassorbiti dal secondo turno settimanale nei lavori utili). Bon, qui mi fermo perchè già mi sembra che il concetto sia chiaro anche se le soluzioni possono essere diverse, ma l'importante è usare buonsenso e fantasia
@21 riccardo
Perchè devo considerare "normale" una cosa per cui, ovviamente, andrebbe fatto di tutto per essere impedita? Ridurre i consumi elettrici per evitare i blackout fa parte del costruire "razionalmente" ma anche razionalmente ci saranno sistemi di sicurezza ed alternative. Un impianto di emergenza può aver senso in un grattacielo di 10 mila persone, mentre diverso sarebbe uno in 2500 appartamenti da 4 persone. Tra l'altro nella mia "ipotesi" buona parte della "climatizzazione" sarebbe "naturale"poichè si possono applicare (adattati) i principi delle case "passive" ma con vantaggi enormi data la scala di cui parliamo a costi irrisori procapite. Te magari hai in mente il classico grattacielo di uffici stile "america rampante", io invece penso più ad un grattacielo con appartamenti e giardini interni. Nota bene che non c'è nulla di fantascientico...non più di un palazzo di 30 piani (34 se di 120 metri).
@22 Cataldo
Il bello dei romanzi è che sono come i proverbi, trovi quello che dice una cosa e quello che dice l'esatto contriario. E poi li chiamano "saggezza popolare"...io direi più che la saggezza sta nel sapere scegliere quello giusto al momento giusto.
Ciao!
Nel wtc lavoravano ogni giorno oltre 50.000 persone alle quali fornire aria condizionata,luce,acqua calda,corrente per i pc e le macchine.L'ipotesi di qualche reattorino non è da scartare anche perchè spiegherebbe anche il primo attentato del 1993.
Poi tutti quelli che sono morti mentre lavoravano a raccogliere i detriti.....
Agli amanti dei grattacielo consiglio "Condominium" di Ballard.
@ Mamo
Forse non erano reattoti tascabili :) ma qualcosa ha bruciato per settimane a ground zero, non era kerosene, ci sono le immagini dallo spazio, e l'analisi spettroscopica, a questo si unisce il video con lo stato dei materiali fusi, e le relative temperature: la fisica e la chimica non hanno versioni "ufficiali" che possano sostituirle.
surak, non ho le competenze per risponderti in maniera approfondita, ma vorrei farti provare a vivere una settimana a topolinia con l'energia elettrica fornita a singhiozzo (che ne so, per esempio un'ora si ed una no) e poi un'altra settimana al 45° piano a manhattan con la stessa fornitura energetica.
ascensore? acqua? condizionamento? stufa a legna? ...
@19
surak... uno non vive e lavora nel grattacielo senza mai spostarsi: i grossi vantaggi che puoi avere in termini di economie di scala poi li ripaghi in termini di logistica, perché cibo e cose vanno fatte arrivare in questi luoghi... al lavoro ci devi andare spostandoti... e far spostare un grande numero di persone alla stessa ora è un bagno di sangue.
Ci sono vantaggi e sbantaggi in entrambe le soluzioni, la realtà è che l'uomo non è una macchina ed ha fabbisogni sociali e psicologici.
Nuovi modi di vivere ed abitare possono essere proposti, ma devono poi scontrarsi con la realtà dei fatti e la fisicità delle persone.
Ripeto... non esiste una ricetta valida tout court... esistono territori e strutture sociali che si prestano maggiormente ad una soluzione o ad un'altra: personalmente non avrei paura a sperimentare ma so che sperimentare significa commettere errori, correggerli e riproporli in maniera corretta ecc. nel campo dell'architettura gli errori sono molto costosi e difficilmente gestibili.
@ 6 riccardo
Che vuol dire "energivori"? Ma soprattutto...quale tipo di grattacielo? Tu dici che avere i servizi a 3 o 4 km sia più conveniente che non averli a "pianoterra"..o meglio ancora direttamente in casa grazie a strutture convenienti per economie di scala?
@ 9 Debora
E lo so..il "modello americano" (detto anche "Topolinia") ha colpito molti e devo dire che neanchè a me dispiacerebbe...ma solo per il fine settimana, perchè per il resto del tempo vorrei la massima efficienza ed il massimo servizio possibile a minor costo possibile. Questo lo ottieni con le economie di scala. Costo sia monetario, che energetico, che di tempo.
Di grattacieli belli ce ne sono tantissimi (anche se io ho concetti diversi dal classico "obelisco") e tirare fuori il Corviale è ingannatorio poichè lì c'è stato un problema di "sociologia" oltre che uan sicura voglia di far fallire il progetto. Credi che all'industria del mattone non convengano tante casette che non pochi palazzi con poca "superficie" esposta? Aggià...i palazzinari sono quelli dei "palazzoni" mica quelli della copertura di cemento per kmq di villette. A cui poi devi aggiungere servizi, strade, allacci, parcheggi, lavoro....
Ciao!
La soluzione proposta sono i dazi e l'autonomia energetica.... ma di quella alimentare non ci pensa nessuno? Con l'aumento del costo dei trasporti sarà il caso di essere autonomi sopprattutto per quanto riguarda il cibo!
@12
Mi sa che Blondet abbia perso parecchi lettori(me compreso) con la mossa di far pagare l'accesso al suo giornale.
Necessità sua immagino ma doveva aspettarselo...
@12
devo ammettere che la tua versione è più credibile di quella ufficiale. ò_ò
Il lato "Cinese" dell'equazione è di più difficle lettura, molti stanno intonando il de prufundis per il "decoupling" guardando gli indici di borsa, ma questo tipo di analisi non dice molto, la borsa in Cina non ha il ruolo di wall street in USA, c'è molto da verificare, prima di dare per spacciato l'"affrancamento" dell'economia asiatica più dinamica dai destini occidentali ...
Il mito del "ritorno dell'industria" è tale, non si possono invertire gli eventi, ma si possono guidare per il futuro. Che lo stato dell'industria in USA e nell'occidente in genere, sia ad un livello comatoso lo si era visto bene con l'analisi dell'import ed export di alcuni mesi fa, le esportazioni non decollano nemmeno quando il dollaro è sullo zerbino di casa stremato.
Inoltre, e qui siamo al controintuitivo, lo smantellamento della base industriale ha provocato una modifica sostanziale alla inelastica domanda per il petrolio, irrigendola ulteriormente. Con prezzi alti, recessioni, crisi, uragani, le importazioni dovrebbero crollare, invece no, scendono con garbo pian piano, segno che i consumi legati allo stile di vita dei singoli, più che l'industria, guidano la domanda, confermando quella che un paio di anni addietro era solo una sensazione. Si spera quindi che non si vedano scendere troppo altrimenti le esportazioni non stanno andando da nessuna parte, e la ridefinizione degli stili di vita sarebbe irreversibile e repentina. Il percorso virtuoso non puo nascere da proclami a sensazione sul ritorno ad un'eta dell'oro, biognerebbe aprire lo sguardo sul sistema economico e integrare un ciclo delle risorse basato su una redistribuzione meno iniqua, recuperando il ruolo fiscale dello stato, che vediamo asservito agli interessi di una minuscola elite di truffatori.
mamo, ma allora sei tu la fonte segreta bi blondet!
A proposito di grattacieli e visto che il sito di blondet costa caro ,adesso vi sollazzo io!
Il 9 settembre 2001 si verifica un grave guasto alla serie di reattori tascabili che si trovano nei sotterranei del world trade center.Trasformare new york in una nuova cernobyl semplicemente non è un opzione.Pertanto vengono fatti schiantare due aerei il lunedi successivo così da poter procedere ad una demolizione controllata che seppellisce i reattori sotto migliaia di tonnellate di detriti.A seguito del panico ingeneratosi un caccia f16 abbatte un aereo sul quale erano stati fatti salire due arabi drogati.A seguito del rimorso il pilota si va a suicidare sull'edificio pentagonale dei suoi datori di lavoro.
@9 Debbi: Grattacieli:
Infatti Manhattan è un vero schifo, tanto pessimo ke un certo Bin Laden non ne poteva + di vedello e ha cercato di fallo fuori :D
C'è modo e modo, c'è mondo e mondo ...
MAX_ALEX
isoladieden.wordpress.com
sappiamo tutti che UNA soluzione proponibile e riproducibile tout court non esiste... esistono soluzioni ponderate a problemi che sono diversi a seconda del territorio, della cultura ecc.
Le Corbusier, carico di fiducia sulla tecnologia e con approccio scientifico ma poco sociologico, con le sue megastrutture ci ha provato molti anni fa e queste strutture hanno dimostrato i loro limiti... ciò non vuol necessariamente dire che la soluzione è errata a prescindere, ne chela soluzione è l'opposto tipo le casette unifamiliari dell'edilizia di regime nazista.
Ogni territorio ha soluzioni ottimali, ogni persona ha esigenze personali... è un percorso duro e dispendioso ma necessario: le scorciatoie non funzionano quasi mai.
surak, ecco una piccola opinione sui grattacieli... ;-)
Questa mossa (come già l'incentivo del cotone di qualche anno fa) lederà a tutti quei paesi in via di sviluppo la cui economia fragilissima vive delle esportazioni in USA.
E a pagarne, come sempre, la povera gente.
p.s.: le foto di vil sono eccezzionali...
ci si legge in maniera crudamente vera il declino del nostro modo
amen!
i grattaceli saranno anche in grado di addensare tanta gente in poco spazio, ma sono estremamente energivori e quindi "fragili"
non vi pare?
Ce ne saranno parecchie altre di zone industriali dismesse non appena il crash finanziario impatterà anche il disastrato "BelPaese"... La Marcegaglia ieri sera si è ben preoccupata di dire che non devono mancare i fidi bancari alle industrie,altrimenti la produzione andrà a picco... Si stanno mettendo le mani avanti per il primo CADAVERE ECCELLENTE nostrano? ... UNICREDIT...?
troppo tardi ormai ... la frittata è fatta ..
de benedetti è andato in svizzera .. dicendo che l'italia non conta + nulla ..
dopo che ha distrutto lìolivetti...
Vero, i grattacieli sarebbero il miglior modo abitativo per arginare l'espansione tentacolare delle città e quindi preservare tanta campagna e terreni coltivabili.
Però forse è ormai tardi per ripensare le nostre città in questo senso visto che la crisi incombe e le priorità saranno altre...
@1 Coqui
Magari facevi meglio ad utilizzare le tue energie in qualcosa di più utile. Che c'entrano i grattacieli con le industrie? Cioè...non c'è un legame diretto. Qui da me intanto sono sorte "cattedrali nel deserto" di "zone industriali" nel nulla* oppure hanno trasformato dei ruderi in "musei industriali" con costi enormi sia da parte dei proprietari che pubblici..poi ai proprietari davano in cambio la possibilità di costruire villette a schiera su villette a schiera e rigiravano i loro costi sulla gente comune (insomma, il cittadino pagava due volte o più). Va da se che le tecnologie cambiano e che dove ieri ti occorreva 100 mila mq di fabbricato, oggi te ne occorrono 10 mila(in realtà non è sempre vero poichè i nostri "grandi" imprenditori non distinguono una macchina _moderna_ da una semplicemente _nuova_). Ovviamente a parità di produzione. Dato che la domanda spesso è stabile, se una cresce da un'altra parte chiude ed alla fine un Paese moderno ha sempre meno "area industriale". Preferivi che ci costruissero villette o parchi? A Milano, non so..ma qui da me se fai 1 km ti trovi in campo aperto...eppure continuano a costruire parchi a tema o musei fantasiosi (tra l'altro che aprono 1 volta all'anno). Il punto è il "grattacielo"?
Il grattacielo, senza megalomanie inutili, è il miglior modo di occupare uno spazio. Calcola che con costruzioni di 120 metri potresti mettere tutti gli italiani in una superficie di 300 km2 (una Milano e mezzo..di cui metà a verde) ...hai voglia dopo a superfici "industriali". Ovviamente questo è una assurdo che serve solo a rendere chiaro il concetto
*con incentivi su incentivi perchè qualcuno ci andasse...riempiendo poi le strade di camion in aggiunta ai vecchi trattori o api dei contadini locali. In periodo di vendemmia vedi "cortei" chilometrici che manco al funerale del Papa ci sono per colpa di uno o due trattori o camion
Ciao!
Non hai idea di quante energie ho sprecato, anni fa, nei forum milanesi per convincere i miei concittadini ubriachi di grandeoperismo veterofascista che i grattacieli NON sono un fattore della produzione, e che invece di "riqualificare" le aree industriali dismesse era meglio tenere in vita le fabbriche.
Prima o poi i nodi vengono al pettine, diceva la nonna buonanima.
alle 00:27
medo
Nessuna civiltà prima di quella del dopoguerra ha costruito case senza che nessuno le abbia chieste. E questo è stato fatto al solo scopo di mantenere, in definitiva, elevato il potenziale di potere a disposizione da parte dello stato-banca-industria. In un momento in cui la moneta non rispecchiava più nulla, l'hanno via via legata al petrolio e poi alle case. Ora entrambi i modelli hanno fallito, il primo perchè ha portato a consumi folli ovunque, il secondo perchè ha portato il totale delle case a valere più di tutti gli stipendi che gli abitanti potevano costruire.
Il fatto è che gli sconquassi monetari, sempre, portano alla guerra, nuovo ordine e nuovo equilibrio. Anche al ribasso.
Ma a cosa si lega la moneta ora che anche il sistema-valore della casa si è rivelato inadeguato alla indegna voglia di saturare tutto dell'uomo?
Boh. Bel casino. Grazie America.