Uno sguardo dal picco
Due Bloomberg:
- Declino OPEC dello 0,6 per cento in Agosto, dovuto a calo principalmente della produzione Iraq e Arabia Saudita (e qui sta la notizia...). L'Iran aumenta. Tutti i dati qui.
- Ricomincia il declino della produzione russa, come annunciato già sei mesi fa dal Ministro delle Risorse russo. L'inesorabile legge di Hubbert si dimostra ancora una volta corretta: il picco è avvenuto nel lontano 1989, e malgrado gli exploit degli anni scorsi (produzione in salita dal 1998) non viene più superato.
Salve a tutti. Ero scomparso un po' per motivi lavorativi e vedo solo ora come è andata avanti la discussione. Scrivo questo commento solo per dire che non mi sono affatto sentito sbeffeggiato, anzi mi ha fatto piacere vedere che anche chi non la pensava come me mi ha risposto in maniera educata e rispettosa.
il debito procapite che gli americani hanno da sempre è esageratissimo e si sapeva che prima o poi avrebbe creato dei problemi, hanno scaricato sulla spalle del mondo parte di quel problema, i petrolieri si sono difesi come potevano, i paesi come l'italia poveri di materie prime e abituati ad esportare sono quelli che ci hanno rimesso di piu, ovvio.
il dollaro vale almeno quanto l'euro, e lo sappiamo tutti, dire quanto continuerà questa debolezza è difficile dirlo adesso, perchè non si sa di preciso quanto possa essere grosso il buco delle case regalate e in quanto tempo possa essere smaltito visto che l'economia americana non è così in forte ripresa.
Quando il prezzo delle case si sarà veramente stabilizzato sarà il segnale di una soluzione del problema, perchè è quello che ha causato tutto
@molto profano
se il dollaro si rafforza il petrolio scende!!(evviva acqua calda)
la domanda dovrebbe essere, riuscirà il dollaro ad attestarsi sul l'euro?
cerchiamo di analizzare i fatti.
che il dollaro si sarebbe rafforzato in vista delle elezioni lo si sapeva,bush dice continuamente di credere in un dollaro forte,naturalmente questo implica una politica di rafforzamento, succede però che l'economia USA è alle cozze e non perde il vizio di sfruttare inniezioni di liquidità per arginare i collassi.
abbiamo visto la risposta della BCE alla nazionalizzaione di F&F(evento epocale), infatti mentre gli USA continuano a stampare soldi la BCE ha bruciato 30miliardi di euro (per arginare inflazione).
per quanto tempo riuscirà il dollaro a rafforzarsi ?
@58
come avevo scritto 2 giorni fa era improbabile che non diminuissero produzione( anche se una dimuzione simbolica), infatti ero molto piu stupito quando ieri si parlava di non apportare tagli.
io penso piuttosto che si siano stabilite due soglie .come abbiamo visto 150dollari al barile hanno un impatto devastante(pensate quanto ha pesato su l'inflazione cinese l'alto costo di materie prime,vi ricordo che noi importiamo l'inflazione cinese comprando i loro prodotti)per motivi ovvi.d'altro canto scendere sotto i 100dollari al barile porterebbe meno soldi nelle casse dei petrolieri, che stanno investendo tutto in sviluppo e ricerca, in oltre si frenerebbe la spinta al "demand destruction" e allo sviluppo di energie alternative.
penso quindi che una discesa del prezzo non controllata (a breve termine) , potrebbe portare ad un estendersi ed aggravarsi della crisi (a medio termine).
@molto profano
quindi tutti gli sforzi internazionali per accaparrarsi nuove o vecchie fonti di energia è solo speculazione ?
io credo che la geopolitica attuale confermi la necissità per tutti(vstutti)di accreditarsi le risorse necessarie per lo sviluppo,come dire una prova del 9?
Ok in sostanza, sono d'accordo con quello che dice Phito, cmq vorrei dire a chi mi da del troll che io guardo solo la realtà. Non mi interessa niente la teoria del picco. Il picco lo potete analizzare fin che volete, ma il prezzo del petrolio è tutta un'altra cosa, il prezzo del petrolio lo si decide a livello politico.
Ma cosa credete si è tutti nella stessa barca alla fine Petrolieri e capitalisti americani, hanno gli stessi interessi. Se non c'è economia non c'è consumo e ricchezza per nessuno.
Oggi hanno tagliato?? è un gran brutto segno!
L'Opec quando il prezzo scendeva sotto i 15 dollari era immobile non era capace di agire unitariamente ognuno aveva il suo problema e lasciavano che la cosa si svolgesse come si doveva svolgere, stessa cosa quando saliva, i governanti occidentali chiedevano aumenti di produzione e loro stavano a guardare e se adesso sono riusciti a mettersi d'accordo significa che la situazione non è così rosea.
CIOE' se l'OPEC agisce quasi d'urgenza per arginare il crollo un motivo ci sarà, se fosse un trader non vedrei la cosa come molto confortante se fossi dentro con il petrolio, coglierei l'occasione per alleggere almeno la posizione sicuramente, Ok io non so un cazzo, ma vedrete che se il dollaro si rafforza ancora sull'euro, non ci sarà verso di tagli alla produzione il petrolio andrà ben sotto i 100 dollari penso tranquillamente sugli 80, ma non è che le cose cambieranno perchè con il dollaro che aumenta i petrolieri sono in parte compensati cin il loro investimenti in petrodollari che aumentano.
quindi alla fine siamo sempre lì, ripeto il prezzo del petrolio non è così esageratamente elevato, quindi dire che c'è penuria di petrolio è una grande balla, se ci fosse veramente una penuria i prezzi sarebbero inimaginabili roba che porterebbe tranquillamente il prezzo di benzina dai 3,5 a 5 euro al litro.
Siamo ben lontani da questa ipotesi,in condizioni di economia già affossata, va da sè che non ci sarà trippa per gatti per surriscaldare i prezzi del carburante. svegliatevi ciao!
Mah, il problema principale, secondo me, risiede nel voler vedere effetti puntuali o di breve termine (quali il prezzo del barile di oggi, o degli ultimi sei mesi) come effetto diretto generato da forzanti decennali (quali il picco del petrolio).
Stiamo confondendo le scale temporali, ragazzi.
Se parlate di peak oil, per favore prendete le curve di produzione e di prezzo decennali, e lasciate perdere le scale temporali più brevi.
Inferendo le tendenze sui grafici decennali, è chiaro che fra 5 anni dovremmo essere con produzioni più basse e prezzi più alti di oggi, fermo restaqndo che le condizioni del sistema siano più o meno le stesse.
PURTROPPO, queste condizioni di quasi stabilità de quadro internazionale stanno cedendo, e quindi il futuro diventa imprevedibile. Pregate che qualche McCain non vada al governo USA, per esempio. Oppure che l'attuale recessione USA non commuti in depressione, altrimenti dovremo buttere tutte le nostre previsioni nel cestino della carta straccia e ricostruire da capo.
Come dice giustamente Bardi, bisogna fare scenario planning, e poi adattare a questi scenari le nostre previsioni.
E queste previsioni sono solo probabilisticamente indicative.
Saluti
Non mi pare che il molto profano abbia denigrato la teoria del picco, semplicemente dice che la faccenda é troppo complessa per poter essere interpretata solo leggendo la curva di produzione di una risorsa. A prescindere da quanto importante sia la risorsa.
Quasi banale insomma.
@ 62
In che senso?
ma che è successo? qualcuno ha aperto le gabbie dei trolls?
il commento era rivolto a ''molto profano''
secondo me,hai fatto tanti esempi anche giusti ma che,direttamente,hanno poco a che fare per denigrare la teoria del picco.
ahem, molto_profano, l'OPEC ha deciso a sorpresa di tagliare l'estrazione di 520 KB/d.
Nella vasca da bagno stavo meditando com'e' buffa la vita: quando il petrolio saliva inarrestabilmente, i ribassisti stavano belli zitti. Adesso, DOPO un crollo del 30%, vengono fuori a dirci che il Peak-Oil e' una balla e le quotazioni del greggio sono esclusivamente frutto di speculazioni finanziarie. Esattamente come previsto dal cassandro Ugo Bardi http://aspoitalia.blogspot.com/2008/01/previsioni-per-il-2008.html
"I prezzi potrebbero aumentare ben oltre i 100 dollari al barile, ma continueranno ad essere estremamente volatili. Non ci sarebbe nemmeno da stupirsi di un crollo temporaneo, al che tutti diranno che la crisi del petrolio era solo una bufala. Per un po'. "
Per cui, se hanno sbagliato i rialzisti puri e duri, pure i ribassisti dell'ultima ora mi lasciano molto perplesso.Comunque, globalmente, continua a diminure la mia fiducia nell'umanità, tranne in pochi personaggi tipo Heinberg e Bardi che ammiro e rispetto per l'imparzialità e il rigore scientifico.
Mi devo ripetere, proprio perchè mi diverte un sacco infastidire, svegliatevi ragazzi, all' OPEC si sono accorti evidentemente che hanno tirato la corda fin anche troppo.
A chi dice che la stima di domanda appare in crescita, sì, può essere, ma dico ancora svegliatevi,
a parte che le componenti sono così tante e variabili che quelle previsioni sono tutte con molti "SE ALLORA, SE SE" basta che un parametro cambi e la previsione a cascata va a farsi friggere...
poi non penserete mica che chi tratta nelle borse mondiali aspetti di vedere il calo di consumi prima di decidere che direzione dare ai propri investimenti eh?
ergo quando ci sarà il crollo dei prezzi, non credo sia questo che si sta verificando da un giorno a sta parte, ma è solo un piccolo segno, ci sarà una discesa dei prezzi continua e non ci sarà verso a calare la produzione. Come è salito all'improvviso così succederà che scende.
L'ascesa dl prezzo del petrolio ha avuto uno scatto rispetto un grafico ventennale o trentennale, e non potete dirmi che improvvisamente si sono accorti che non c'è più petrolio per tutti. La verità è che tanta gente comincia a consumare ok ma lo può fare in maniera graduale, è chiaro che vi è stata per vari motivi una speculazione finanziaria.
Mi da fastidio questo blog in cui tutti sono lì che soffiano perché il petrolio salga di quotazione tanto è telefonato "ah ah ah", investimento da vecchiette eh, cosa credete, quelli bravi e dico bravi a fortunati, sapranno gadagnarci e parecchio anche al ribasso.
Svegliatevi svegliatevi svegliatevi, perchè quando succederà ci sarà il panic selling, ve lo ripeto quando il prezzo delle case USA comincerà a stabilizzarsi ecco quelli sarà il segnale per la grande vendita al ribasso,
Il rialzo del prezzo del petrolio per me è chiaro che è stato prodotto da dinamiche che riguardano la pura finanza. Non dimentichiamoci lo sconquasso del dollaro e quindi la corsa al petrolio è avvenuta per via della bolla speculativa nel settore real estate e Greenspan era da anni che diceva attenti che nel settore immobiliare si sta creando una grande bolla speculativa, purtroppo anche se lo sapeva non ha fatto nulla, quindi anche quello è uno che predica bene e poi pochi fatti.
Vi consiglio si di fidarvi dei vostri buoni studi ma non credeteci poi così tanto.
Alla fine il petrolio è sempre lo stesso e anche i consumi, il petrolio è tantissimo ma viene usato come arma politica, credetemi è tutta politica questa, se si volesse di petrolio ne avremmo anche fin troppo. Se i paesi opec hanno deciso che non si deve tagliare la produzione è solo per una scelta politica. Alla fine chi decide tutto sono ancora gli americani, il prezzo del petrolio alto è stato un pasticcio, effetto della bolla speculativa sull'immobiliare, alla fine però non raccontiamoci barzellette, a me pare che il prezzo attuale dei carburanti IN EURO non sia così elevato, dato che tutti ci accorgiamo che un euro non vale più una cippa, allora se 1 euro vale come mille lire ok è come se la benzina costasse meno di 1500 lire di una volta, ma se tutto fosse stato convertito pure le pensioni delle vecchiette allora la benizna non sarebbe così cara a 1500 lire il litro no?? Capite dove voglio andare a parare?? In pratica come fa il dollaro a valere così poco che l'euro non vale un emerito C. che non ci compri niente visto che un chilo di mele costano 2 euro?
allora che vuol dire che se il petrolio non vale una sega significa che una massa immensa di ricchezza (ossia tutti quelli che avevano investito dall'estero in dollari, fra questi ci sono anche i petrolieri eh) si è volatilizzata.
In buona sostanza il mondo, l'europa e anche noi italiani stiamo pagando le case che hanno regalato via in USA.
ECCO PERCHE: il prezzo del petrolio calerà di certo quando il mercato immobiliare Usa si sarà stabilizzato, non ci sarà più motivo di investire così tanto in materie prime, perchè tutto sarà più equilibrato. Lasciate perdere la domanda ed offerta di petrolio. NON C'ENTRA. tutta politica fidatevi.
a questo punto viene da chiedersi , perchè scaricare sulle spalle dei contribuenti un simile rischio?
il nostro sistema finanziario e molto intrecciato, i bond di F&F sono stati ceduti in tutto il mondo anche per coprire crediti, persine le banche centrali ne hanno acquistati molti, la cina per esempio(la più grande creditrice americana) ne possiede molte, ma la cosa avrebbe interessato per esempio anche alcuni comuni italiani questo per farvi capire quanto sarebbe stata diffusa la crisi se si fosse lasciato fallire il "gigante" dei mutui.
per scongiurare una crisi internazionale immediata si è pensato bene di rischiare tutto, e intanto F&F hanno perso l'80% solo nella giornata di ieri, gli azionisti sono scappati col timore che una conduzione statale li avrebbe penalizzati.
@54
c'è solo un precedente da poter analizzare , e bisogna tornare indietro nel tempo alla grande depressione del 1929, il rischio effettivamente e quello di compiere gli stessi errori di all'ora,che hanno rafforzato la più grande crisi del ventesimo secolo durata per 10 anni e sfociata nella seconda guerra mondiale.
insomma, mi sembra di capire che si tratta di un finto salvataggio.
in realtà è l'ennesimo gioco d'azzardo, il definitivo "o la và, o la spacca", l'ultimo elettroshock, che può resuscitare il paziente, oppure ucciderlo definitivamente...
confermate?
@27 30
cercherò di spiegarvelo semplicemente.
fennie &freddie hanno un bilancio negativo di 14 miliardi di dollari(bisogna considerare che era gia venuto fuori in passato di falso in bilancio quindi ci si aspetta che anche questo sia falsato)ma quello che rende l'operazione eclatante la piu enorme mai portata a termine è il fatto che f&F fanno da garante a 5.200miliardi di dollari , praticamente si e nazionalizzato un rischio di insolvenze del 58% del debito pubblico americano.
capite bene il rischio di dublicare il debito pubblico con una sola operazione(e quello americano e gia il piu alto del mondo)
@ Pierluigi ".....ormai tutti sono d'accordo nel dire che c'e' una extraproduzione di petrolio per il 2009?...."
Infatti parlavo di domanda che, comunque, è sempre in crescita. Poi certo potrebbe anche essere che la produzione torni nuovamente sopra la domanda. Ma se questo sucederà, la differenza tra domanda e offerta sarà comunque minima. Aspettiamo ancora qualche mese quando ci saranno i dati complessivi del 2008.
bah ci sono tante persone pagate apposta per creare "hype", isteria, nei mercati, in modo da spingerli ad estremi e permettere agli speculatori di guadagnare di piu sulla volatilita'.
intanto e' appena entrato in produzione Khursaniya, un progettuzzo in Saudi da 500mila barili al giorno; anche per questo si prevede una prima meta' del 2009 con abbondante petrolio sul mercato.
Per me la cosa da ricordare di questo periodo saranno soprattutto gli "esperti", personaggi la cui linea guida rimane indefessamente quel laissez faire, cardine della cosiddetta Scuola di Chicago e pliastro del disastro attuale: lascia fare, non intervenire, il mercato è in grado di autoregolarsi. Questi squallidi personaggi, con la stessa noncuranza con cui fino a tre mesi fa annunciavano sfracelli e barili di petrolio a prezzi da Tiffany, oggi "prevedono" un "consistente calo di prezzo del greggio". Secondo me dovrebbe essere previsto il reato di "hanno la faccia come il culo" e una pena adeguata. Passatemi il francesismo, oggi mi sento soave ;-))
C'è già chi sfrutta la situazione per fare un po' di soldi:
http://preparatialpeggio.it/index.php
@43
beh guarda caso i fondamentali sul petrolio sono circa 112, che sta nel mezzo tra il max e il min del gioco al rialzo e al ribasso.
bisogna considerare che i petrolieri stanno guadagnando molto e non possono far scendere prezzo sotto 100dollari , hanno bisogno di maggior ricavi da investire in trivelazzioni estreme e in ricerca di nuovi pozzi.
io non credo possa scendere sotto 100 dollari che ormai rappresenta una soglia e anche per questo (credo) che domani annunceranno un lieve calo nella produzione sostenuto da un altro calo a dicembre per il prossimo incontro in programma(scende produzione piuttosto che prezzo altrimenti sarebbero folli)
il calo di domanda va sempre visto nell'ambito di un calo di incremento di domanda,non è un calo effettivo sul consumo dell'anno precedente.una radicale diminuzione della domanda costituirebbe di per se una crisi molto grave.
@46
anchio ho sentito dire che pensano di tagliare produzione , ma dovrebbe essere un lieve taglio dopo la riunione del 9 settembre , ce ne sarà un altro piu ampio il 17 dicembre, ma cmq secondo gli analisti questi tagli faranno rialsare il prezzo che cmq no npuo scendere sotto 100 dollari.
fonti bloomberg specialisti materie prime.
ma com'e' che invece TOD riporta http://www.theoildrum.com/node/4505 c'e ormai tutti sono d'accordo nel dire che c'e' una extraproduzione di petrolio per il 2009? A giudicare dall'andamento dei merecati direi che le prospettive sono quelle: declino dei prezzi da oversupply...
@ Pierluigi
Solo su una cosa non concordo: la questione della domanda.
Sarò noioso, ma continuo a ripetere che i dati sulla domanda mondiale per il 2008 sono ampiamente superiori al dato del 2007. Per il momento non c'è nessun calo della domanda, ma solo una diminuzione del rateo di crescita.
@ "...svegliatevi amici...."
Quanto mi irritano questi inviti a "svegliarsi"....
comunque un crollo simile al petrolio ce l'hanno avuto un po' tutte le altre commodities negli ultimi mesi; il grano da 11 a 7.5; l'argento da 21 a 12; lo zucchero da 17 a 12.... da una situazione superspeculativa al rialzo si e' passati rapidissimamente ad una al ribasso. C'e' chi dice che c'e' ancora da buttare un 20%, fino a 85$; io non so, so solo che prima delle elezioni USA non ci sara' di sicuro nessun capovolgimento di fronte.
beh indubbiamente a breve termine le cose stanno andando come dice "molto profano", la domanda si fa sempre piu modesta e nuove produzioni vengono messe online, il che sta facendo leggermente lievitare la produzione mondiale. Quanto questo trend ribassista possa durare prima del prossimo shock, e' un dibattito che accalora tutti. Chi dice che per fine anno si avra' un drammatico ribaltamento di fronte, chi dice che il greggio si assestera' sotto i 100 per un paio d'anni... comunque e' solo questione di tempo prima che ci ritroviamo di nuovo con un oil shock per le mani, il trend e' all'esaurimento delle risorse "facili" e bisogna andare a prenderle in posti sempre piu costosi.
@ 39
Nel frattempo, tra alti e bassi(ipotetici) di consumo, la quantità globale di petrolio convenzionale continua a diminuire.
La cuccagna prima o poi finirà per tutti perchè la maggioranza delle risorse minerarie(e non) globali ha imboccato ormai la strada del declino a fronte di un paradigma economico che obbliga miliardi e miliardi di esseri umani a consumare quelle risorse in modo forsennato.
Il punto di non ritorno(quel momento temporale oltre il quale non è più possibile attenuare gli effetti del crollo di questa (in)civiltà dei consumi)) è già superato o forse siamo lì, lì per farlo.
I sistemi a risorse finite, di cui fa parte il nostro pianeta, non lasciano scampo a civiltà tecnologiche sul modello di quella umana odierna, è nell'ordine delle cose.
Anche un "profano" in materia, con la semplice logica è in grado di immaginare questa conclusione, no? :-)...
caro molto profano, a parte che l'invito a svegliarsi puoi rivolgerlo simpaticamente al tuo amministratore condominiale :)
potresti forse approfondire le tue conoscenze in tema, per esempio, di EROIE su wikipedia o qui su petrolio.... poi ne riparliamo, se ti va. buon lavoro!
Scusate eh ma non pensate che prima o poi con il crollo dell'economia mondiale e la crisi ormai nota possa crollare all'improvviso anche il consumo di greggio, vuoi per il crollo della produzione e vuoi per un improvviso atteggiamento "risparmioso o parsimonioso" della gente che tornerebbe a ragionare sull'opportunità di risparmiare su un bene che fino a 5 anni fa ci dicevano e ripetevano che ce n'era sempre di più, che le tecniche di estrazione erano migliorare ecc.
Poi non dimenticate che a questi prezzi risulta conveniente tiraralo fuori anche dalla siberia o anche da marte. cioe voglio dire dall'antartide. Non lo tirerarnno fuori probabilmente perche quando si accorgeranno che il petrolio continua a scendere per via del crollo delle economie saranno occupati a fare scendere la produzione per non far crollare i prezzi, ma ad un certo punto alcuni paesi emergenti diranno che se calano ancora moriranno di fame e così via.
Svegliatevi amici che è ora i mercati non possono sempre salire o scendere, dire che manca il petrolio quando tutti sanno che ne consumiamo sprechiamo troppo è semplificativo, il probelma è più complesso.
Le compagnie ci guadagnano troppo e pure gli sceicchi, non può non finire questa cuccagna è nell'ordine delle cose. Quando il prezzo delle case in USA si stabilizzarà assisteremo anche al crollo improvviso del prezzo del petrolio, e poi magari seguira una crisi di 10 anni chi lo può dire,,,
@ 27: inflazione, inflazione e ancora inflazione!
32# infatti l'aspo studia di fatto ogni giacimento esistente per fare una previsione attendibile del picco di produzione.
Molto improtante sono ad esempio le notizie trapelate da fonti saudite riguardanti il super giacimento di ghawar, che stanno confermando le voci circolanti da tempo sulle previsioni della produzione del"papè" di tutti i giacimenti.
le previsioni riguardanti il picco perolifero, sono spaventosamente complesse. Ma non per questo non attendibili, laddove provengono da fonti indipendenti quali appunto l'aspo.
ANSA) - ROMA, 8 SET - Il salvataggio delle agenzie Fannie Mae e Freddie Mac fara' scattare le procedure di default per i titolari di derivati sul rischio. In una comunicazione ai propri membri l'ISDA, International Swaps and Derivatives Association, annuncia che verranno liquidate le posizioni, in tutto 1,47 trilioni di dollari. Tredici fra i maggiori operatori sui credit-default swaps si sono detti d'accordo nel ritenere che il salvataggio da parte del Tesoro Usa rappresenti a tutti gli effetti un dissesto.
@32
Però in questo modo si giustifica tutto: il picco è il punto più alto di produzione raggiunto ed è chiaro che esisterà sempre per una fonte non infinita.
Se vuoi possiamo parlare dei falsi picchi come quello del petrolio degli anni 70... è chiaro che l'andamento della produzione può essere influenzato da una serie di considerazioni.
ciò non toglie niente alla teoria, ma certo non è una bibbia per prevedere con esattezza quanto petrolio produrremo tra 2 anni... ne tra 2 mesi ne tra 20 anni.
@33: si crea ricchezza (liquidità) per evitare che il sistema, con una falla, crolli. La ricchezza è ottenuta "diluendo" la ricchezza esistenze (il circolante attuale). E' come se avessero prelevato qualche cent da ogni dollaro in giro, e l'avessero usato per ripianare i debiti. Sul momento non te ne accorgi, dopo un po' sì.
Cataldo ci spieghi cosa succede con questa iniezione per salvare Fannie e Freddi?
In parole semplici.....
ma ragazzi,. che centrano gli sbeffeggiamenti? qui semplicemente si fanno notare fatti importanti: il caso russo è molto studiato in quanto rappresenta un evidente caso di successo del modello Hubbert.
è irrilevante che il profilo assomigli alla campana ideale ubbertiana. Essa rappresenta il caso "ideale", poi è evidente che fatti storici quale il crollo russo ne inluenzano il profilo.
cioè che conta della curva di hubbert è altro, e per esempio un fatto importante è che NONOSTANTE i miglioramenti tecnologici, NONOSTANTW le incessanti ricerche, il picco dell 2007/8 NON ha raggiunto il picco precedente alla dissolutzione sovietica.
teoria di Hubbert confermata.
@29
mi è sempre rimasto difficile capire quale ricchezza ci possa essere in un pochetto di metallo sbrilluccicante.
:-)
200 miliardi di dollari a cento dollari al barile sono 2 miliardi di barili.
2 miliardi di barili diviso 365 sono 5,4 milioni di barili al giorno.
Alla fine basterebbe dimezzare le entrate petrolifere dell'arabia saudita per un anno e qualche mese.
@ 27
Che ci ritroveremo con un mucchio di carta straccia procapite al posto dei nostri risparmi da qui a pochi anni. Mica solo in USA stampano denaro a gogò.
Investire in oro fisico diventa sempre più urgente...
@25
Crisi finita? Ma se nazionalizzando i due giganti dai piedi d'argilla gli USA, patria del neoliberismo, hanno mandato al diavolo il libero mercato? 200 miliardi di dollari, visto l'astronomico debito pubblico, le folli spese militari e la recessione in atto, non sono noccioline.
Mi sa che è iniziato il crollo di questo folle paradigma economico, io almeno la vedo così.
E con la ripresa della risalita del prezzo del greggio dopo le elezioni a stelle strisce, sarà ancora più evidente...
Su Crysis c'è un bel post a riguardo di Freddie e Fannie. In particolare è interessante il concetto secondo cui i dollari, se mancano, vengono stampati. Questo concetto, anche se non capisco nulla di economia, mi sembra assurdo... è la soluzione a cui penserebbe un bambino; ma in pratica quali conseguenze avrà?
Crisi finita, gli USA nazionalizzano Freddie e Fannie, e le borse spiccano il volo. Visto? Bastava tanto poco...alla fine le cose si aggiustano.
La vera "notizia" (il resto è rumore di fondo) è:
L'Iran aumenta.
C'è un vecchio post di Deborah, un'intervista-testamento...
Quoto fausto (18)
La curva di Hubbert all'inizio è stata studiata per cercare di prevedere la produzione annua di petrolio di un singolo pozzo e basta. La curva che risulta dalla somma di tante curve di Hubbert di tanti pozzi NON è una curva di Hubbert, anche se in molti (ma non in tutti) casi c'è una certa somiglianza. In questo senso ha ragione Zeder a lamentarsi.
sinceramente non credo che zeder abbia bisogno di leggersi i limiti dello sviluppo, mi pare che anzi ci potrebbe insegnare qualcosa (e non solo per il fatto che riesce a sciropparsi gli articoli di TOD - se anzi ci vuole fare un riassuntino in italiano me lo leggo volentieri)
mi pare che in tanti, me compreso, gli abbiamo risposto picche più che altro perchè ha peccato di lesa maestà... se posso permttermi però di fare un riassunto zeder al #15 si è spiegato meglio, e col #16 di medo io considero ricomposta la discussione.
non sono impazzito, mi spiacerebbe che uno sveglio come lui smettese di frequentarci perchè in molti lo abbiamo sbeffeggiato!
Zeder, leggiti "Limits to growth". E' online e gratis, versione PDF del libro uscito nel 1972. Parla della crescita esponenziale del consumo di risorse finite ;-)
OT crisi dei mutui (scusate ma ho trovato la news solo in francese per ora):
IL TESORO AMERICANO HA DECISO PER LA "TUTELA" FREDDIE MAC E FANNIE MAEWASHINGTON, 7 sept 2008 (AFP) - Le Trésor américain a annoncé dimanche une mise sous tutelle gouvernementale des organismes de refinancement hypothécaire Freddie Mac et Fannie Mae, le temps que celle-ci restructurent leurs finances mises à mal par la crise du crédit et de l’immobilier.
la vicepresidentessa Usa trivellerà il suo stato per dare respiro all'economia Usa ormai morente. ma ciò che mi domando è: siamo proprio certi che l'Alaska abbia poi tutto sto petrolio? sfogliando il mio Brzezinski '97 nutro seri dubbi...
Avete notato che la Russia ha vissuto un rallentamento della produzione negli anni '80, conclusosi con l'esplosione dell'Unione Sovietica. Poi la ripresa che ha portato al secondo "picco", quello odierno.
Osservate bene: è come se l'andamento della produzione fosse la somma di due curve a campana indipendenti, e molto ben disegnate.
Esiste un motivo: la prima curva (delineata dal primo picco) rappresenta una certa popolazione di giacimenti, sfruttati con un certo tipo di tecniche (piuttosto primitive); la seconda curva deriva da una popolazione di giacimenti non del tutto sovrapponibile alla prima (causa nuove esplorazioni), sfruttata con tecniche assolutamente più moderne (perforazione orizzontale, iniezione d'acqua o di gas, e via discorrendo).
Direi che la curva seguita dai russi sia anomala non nel fatto che contraddice le tesi del vecchio Hubbert, quanto piuttosto nel fatto che deriva dalla somma di due eventi abbastanza slegati tra loro. L'anomalia deriva dal fatto che raggruppiamo i dati secondo confini politici che non rispettano l'unitarietà o la frammentazione delle effettive regioni estrattive presenti.
Il petrolio scende ma aumentano le bad news dal mondo del trasporto aereo...
Mentre 5 giorni fa falliva (da un giorno all'altro!) un'altra low-cost (la ZOOM, trovate notizia su Timesonline del 29 agosto 2008) ed aldilà degli annunci irrazionali di nuovi aerei ordinati e nuovi aeroporti in costruzione ovunque in Europa e nel mondo, la IATA (Associazione Internazionale del Trasporto Aereo) nel suo rapporto del 3 settembre 2008 prevede un'annata nera 2008/2009 con perdite di almeno 5 miliardi di dollari nel settore aereo. Si prospettano anche molti fallimenti, vista la salute aziendale precaria di molte compagnie.
“The situation remains bleak. The toxic combination of high oil prices and falling demand continues to poison the industry’s profitability. We expect losses of US$5.2 billion this year,” said Giovanni Bisignani, IATA’s Director General and CEO.
Link al comunicato:
Ok, liberiamoci dal "feticcio" di Hubbert e dalla teoria a campana. Sostanzialmente resta il fatto che ad oggi si stanno costruendo nel mondo 700 cargo da 180mila tonnellate l'uno, che andranno quasi a raddoppiare la capacità di trasporto merci mondiale attuale (ed un cargo ha una vita media di 25 anni). E che vanno a carburante classico.
Questa gente progetta e costruisce questi arnesi SENZA considerare l'esauribilità della risorsa, ma preparando i budget con una previsione di prezzo dei materiali di costruzione e solo secondariamente esiste una stima pergli armatori legata ai prezzi futuri del greggio, etc.
La società VINCI in Francia, primo consulente pubblic per trasporto pubblico e privato, sta facendo espropriare terreni un po' ovunque grazie alle "dichiarazioni di pubblica utilità" per costruire nuovi pezzi di autostrade o intere nuove autostrade. E sia i preventivi per il bitume, sia le previsioni di traffico, sono ancora con un barile al 2007 a 30$ e al 2008 a 35$. Non sono balle, ho in famiglia uno dei consulenti che per altro è sconcertato dalla "teoria del picco" che ne' lui ne' i colleghi hanno mai consideratoe che pero' ora ritengono attendibile piu che le stime di prezzo di questo o quell'ente finanziario...
Aldilà delle teoria, è ora di sospendere (e subito) tutti i progetti mondiali che si basano sull'aumento delle vetture circolanti nei prossimi anni. Per risparmiare risorse al fine della manutenzione del già esistente. Dovrebbe essere una battaglia da intraprendere subito, sistemare le vecchie strade, i ponti o i tunnel ebbene potrebbe portare più forza-lavoro ed utili anche rispetto al costuire "cose nuove". Evidentemente siamo evolutissimi ma non intelligentissimi...
Penso che conveniamo tutti che il petrolio sottoterra esiste in quantità limitata, con un tasso di rinnovamento trascurabile. Così come c'è stato un momento del passato in cui la sua estrazione era nulla, ci sarà un momento nel futuro in cui sarà di nuovo nulla, quando non ne sarà più rimasto da estrarre (o non lo si vorrà più estrarre, per migliori alternative). Pertanto deve esistere un massimo nell'estrazione, un "picco". Questa è una banale evidenza matematica negata solo da gente accecata dai dogmi di qualche ideologia o religione.
Hubbert però non dice questo, che sarebbe alquanto scontato: costruisce un modello ben preciso del profilo di estrazione del petrolio, con una curva a campana. Da quello che mi pare di ricordare (gli esperti di Hubbert confermeranno o smentiranno), la costruisce prima empiricamente, poi la spiega teoricamente, con idee provenienti prevalentemente dalla teoria economica e dalla geologia.
Questo modello ben preciso permette addirittura di prevedere quando avverrà il picco in un territorio, cosa che effettivamente è riuscito a fare con la produzione Texana.
Solo che il modello costruito da Hubbert richiede precise condizioni. Le più rilevanti potrebbero essere: una condizione di libero mercato quasi perfetto; la mancanza di innovazioni tecnologiche di rilievo. Ma ce ne sono anche altre, basti pensare al caso dell'Alaska e agli effetti di piccole modifiche nella normativa fiscale...
Insomma: è un modello, abbastanza grezzo e con forti limiti, che a volte funziona, a volte NO. Anche la sua versione sfumata, (una volta raggiunto il picco, la produzione continuerà a declinare), ha le sue eccezioni. Una molto evidente è proprio il caso dell'Unione Sovietica, in cui il picco è stato raggiunto nel 1989, ma poi la produzione ha ricominciato a risalire.
Un modello vale tanto quanto permette di prevedere un evento futuro. Se non lo prevede, non ha funzionato.
Non vedo la necessità di sforzarsi a vedere profilo a campana laddove NON C'E'. In Russia il profilo a campana NON C'E'.
Io posso anche condividere molte idee con chi scrive e commenta su questo blog. Idee sulla limitatezza delle risorse, sullo spreco insensato di queste che si fa, sui limiti della crescita, sulla necessità di trovare nuove strade per questa società. Che il modello di Hubbert funzioni o meno, non inficia queste teorie, e non nega il fatto che prima o poi un picco ci sarà. Ma non sarebbe il caso di provare a liberarsi da qualche feticcio?
in altre parole le perturbazioni possono far variare anche sensibilmente la quantità di estrazione in certi periodi, ma non possono far variare di una virgola la quantità di petrolio che sta sottoterra!
Be', anche la curva dei consumi mondiali non segue un percorso esattamente a campana: basta guardare come cambia in corrispondenza degli anni '70.
Anche gli anni '40, con i loro demenziali e luttuosi eventi bellici diffusi, hanno determinato scostamenti significativi in un sacco di andamenti che, in assenza delle guerre, sarebbero stati decisamente più lineari.
Per quel che riesco ad pensare, le "perturbazioni" sono fisiologiche e non inficiano la regola generale, che si adatta sempre alla realtà con un certo grado di elasticità. Nella mia ignoranza, mi sembra tutto tanto ovvio!
Io direi più semplicemente che la curva a campana rappresenta il potenziale di sfruttamento di una fonte esauribile.
Coincide con la curva reale di estrazione quando il giacimento viene sfruttato al massimo, quando questo non avviene la curva reale può assumere una forma diversa, fermo restando il principio che l'area sottesa alla curva (il materiale estratto in totale) deve essere uguale.
Come dice giustamente Paolo al commento #8, il secondo picco della produzione Russa è stato solo il raggiungimento del potenziale massimo di estrazione e la salita della curva è stata tanto più ripida quanto numerosi sono stati i "progetti" avviati per la trivellazione. Congiungi pure, Zeder, i due picchi (il primo, il massimo della funzione, con il secondo) e avrai la campana di Hubbert. La teoria di Hubbert non ha bisogno di considerare instabilità politica, recessioni, ecc. perchè è soltanto una funzione che descrive l'andamento del consumo di una risorsa. E guerre o economia o politica non hanno certo il potere per violare questa legge naturale che la curva descrive.
Zeder,
dimmi un solo paese che ha già piccato da anni che tende a risalire sensibilmente anche dopo tanti anni.
Zeder, anche senza campana (per le ragioni gia' citate) il punto principale mi sembra sia rispettato.
Una volta raggiunto il picco massimo, oltre non si va. Anzi la produzione annuale tende a diminuire in modo piu' che costante...
Hubbert ci dice che, una volta iniziato il declino, esso è irreversibile.
E' ovvio che nel caso che si tagli la produzione, l'andamento non è più a campana, ma ciò non toglie nulla.
la produzione russa non ha raggiunto i valoru del picco precedente, ed una volta raggiutno il suo pieno attuale potenziale, riprende necessariamente a calare.
Non dimentichiamo che la curva finale che vediamo è data dalla somma di tante diverse curve di Hubbert di tanti pozzi. Quindi mi pare evidente che sommando tutto alla fine ci possano essere delle deformazioni.
Almunia è poi intervenuto sulla fluttuazione dei prezzi petroliferi. Il recente calo del valore dell'oro nero, ha detto, è la prova, "la pistola fumante" che dietro ai passati rialzi, ci sono state manovre finanziarie, molte delle quali "erano pura speculazione". "C'è bisogno di più trasparenza sulle riserve", ha proseguito Almunia, che ha aggiunto che il tema verrà affrontato al vertice dell'Ecofin settimana prossima.
In ogni caso, tenuto conto dei livelli comunque elevati del greggio, che rimane sopra i 100 dollari al barile, "quello che dovremmo fare è essere più efficienti, consumare meno energia per unità di prodotto - ha concluso Almunia - anche se questo non è abbastanza per il breve termine".
Ti potrei far notare che il crollo della produzione ha preceduto il crollo dell'URSS, ma non è questo il punto (per chi fosse incuriosito, comunque segnalo una interessante discussione nata a seguito di un post su TOD che trovate qui: http://www.theoildrum.com/node/4366 ).
Il fatto è che il caso Russo è comunque un esempio di quei casi in cui la teoria di Hubbert NON funziona.
Infatti, come teoria, non considera instabilità politica, recessioni economiche con crollo della domanda, nuovi sistemi di perforazione, evoluzione delle tecnologie, situazioni non di libero mercato e controllo statale della produzione, modifiche di normative ambientali/fiscali e tante altre cosucce...
Quando questi fattori diventano rilevanti, la curva a campana assume altre profili.
E non mi pare il caso di vederla laddove, semplicemente, non c'è.
Cara Deborah, seguo il tuo blog da tempo, anche se raramente scrivo qualche commento, e ho (quasi) sempre trovato i tuoi post interessanti e stimolanti.
Però questo non lo riesco proprio a capire.
La storia delle produzione russa dimostra che la "legge" di Hubbert non è poi tanto inesorabile. Anzi, è proprio un caso evidente dei forti limiti di questa teoria, almeno nella sua forma originaria.
Se tu riesci a vederci una curva a campana, complimenti. Io proprio non ci riesco...
non c'è problema .. la Sarah Palin costruira un oleodotto in nome di xxx e trivelleràa tutta l'alaska :):):)
Sono veramente imbecilli:
L'unica vera concessione McCain l'ha fatta all'industria del petrolio, promettendo di dare immediatamente il via libera alle trivellazioni al largo delle coste degli Stati Uniti per trovare nuovi pozzi. Una mossa dettata più dai sondaggi che dalle lobby: il senatore dell'Arizona sa che la maggioranza degli americani vive la benzina a quattro dollari al gallone come la peggiore delle sciagure e spera che nuovi pozzi possano abbassare i prezzi e rendere il Paese autonomo dal petrolio mediorientale.
Non appena ha annunciato le sue intenzioni la platea è esplosa in un'ovazione liberatoria ed è partito il coro "Drill, baby, drill" (Trivella, baby, trivella), vero leit motiv di tutta la Convention. I delegati dell'Alaska addirittura indossavano il caschetto bianco degli operai delle piattaforme petrolifere e incitavano a perforare anche le riserve naturali del loro Stato. La nuova guerra americana è quella dell'energia e "l'uomo di pace" McCain ha deciso che il nuovo fronte sarà sotto il mare. E che le elezioni alla fine saranno un referendum che si terrà alle pompe di benzina.
alle 12:20
Gubelkian
Credo sia troppo semplicistico ricondurre il calo della produzione russa soltanto alla Campana di Hubbert, che beninteso credo sia un modello corretto per interpretare il depauramento delle risorse fossili, penso piuttosto che la Russia sconti ancora un deficit infrastutturale nella industria petrolifera mai sanato dai tempi della caduta dell'Unione Sovietica.
Dal 1989 infatti la produzione russa è crollata miseramente e poi è andata risalendo grosso modo fino ad ora più tamponando che risolvendo definitivamente i problemi dell'industria petrolifera russa. Credo infatti che i russi per semplice avidità stiano sprecando moltissime delle loro risorse rinunciando a costosi investimenti che potrebbero aumentare il loro output e il loro tasso d'estrazione.