Uno degli esempi favoriti di chi sostiene la teoria del peak oil, è quello dei "bacteria in a petri dish". In sintesi (da The Oil Age is Over di Matt Savinar):
I batteri in un vetrino aumenteranno esponenzialmente finché non finiscono le risorse (il nutrimento), a quel punto la loro popolazione imploderà. Solo una generazione prima del crash, i batteri avranno usato metà delle risorse disponibili. Per i batteri non c'è alcun problema, finché non cominciano a morire di fame.
Leggo con un brivido che ieri è stato l'Earth Overshoot Day. Sono certa che tutti quelli che sanno perfettamente che "fino al 30 giugno lavori per pagare le tasse" non sanno invece che dal 23 settembre l'umanità terrestre comincia ad attingere alle riserve per andare avanti. Cosa persino più preoccupante delle tasse: ma non frega niente a nessuno, come per i batteri nel vetrino.
E come i batteri nel vetrino, quest'anno useremo il 140% della produzione globale del pianeta. Dal legname ai pesci al rame, stiamo spremendo la biosfera all'inverosimile, consumando le risorse di quasi un pianeta e mezzo. Ma ne abbiamo solo uno.
E' un problema di popolazione? Siamo troppi? Sicuramente. Ma se penso a tutto quello che io spreco, consumo e getto ogni giorno, rispetto ad una mia controparte somala con cinque figli, comincio a capire chi è di troppo sul pianeta.
E non è la signora somala.







1. max, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 11:35
i poveri veri non fanno rumore e col nostro fracasso industriale chi ha tempo (e voglia) di ascoltarli? via la maschera dell'ipocrisia ragazzi...
solo che adesso sono diventati un pò troppi e un human peak è da più parti invocato (borghezio già gode come un leghista) oppure si trae ispirazione dal film 2022:i sopravvissuti.
Deb hai sentito la news che proviene dall'artico ed ha come tema il fatto che il riscaldamento globale sprigiona il gas sito sul fondale marino a tal punto di far bollire l'acqua in superficie?
bufala o no se ciò è vero ci sarà l'Effetto Storegga: gli Storegga Slides furono una serie di frane sottomarine, in cui un pezzo della piattaforma continentale norvegese scivolò nel Mare di Norvegia. Le immense frane si verificarono tra il 8150 a.C. e 6000 a.C., e provocarono uno tsunami alto fino a 20 metri che attraversò il Mare del Nord abbattendosi maggiormente sulla Scozia e sulle Isole Fær Øer
2. max, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 11:39
qui l'Har-Magedon
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/fdg/200809231714325671/200809231714325671.html
3. Paolo B., Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 11:46
Fra non molto sperimenteremo in massa la fine dei batteri in un vetrino.
A quel punto saremo solo troppi sul pianeta, senza alcuna precisazione geografica, e la popolazione umana sul pianeta invertirà il trend demografico e senza alcuna possibilità di scampo(checchè ne dicano i fautori della sostenibilità alimentare e fantasiosa fino a 30 miliardi di persone)...
4. daniele.spagli, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 11:48
noto tanto buonumore oggi.
Ben che vada viene un inverno freddo a salvarci dalle scoregge... vorrà dire che creperemo di freddo invece che affogati. :-(
mettiamola così... io provo a comprare un misuratore di KWh e faccio vedere alla moglie quanto consuma per ogni attività... magari si rimette in carreggiata.
5. gian, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 11:58
@4
Se tua moglie consuma meno diventa una cattiva consumatrice, i fornitori dei servizi vengono penalizzati, l'Enel e le Utility crollano in borsa e così tutta l'economia.
Vogliamo far crescere il PIL? Dobbiamo consumare! Altro che balle!
Bello l'esempio del vetrino, molto chiaro. Mi è venuto un brivido e mi è passata anche un po' la fame.
6. mamo, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 12:09
Ma Matt Savinar ha dimenticato di far notare che i batteri nel vetrino non sono armati fino ai denti.....
7. SergioScalet, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 12:10
E' ora di far spazio nel ripostiglio e accumulare scorte.
8. daniele.spagli, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 12:10
@5 io invece ho una fame.... avessi due euro in banca mi comprerei un bel campetto.
;-)
9. Paolo B., Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 12:14
Da qualsiasi lato si veda, consumiamo troppo e siamo troppi sul pianeta e nemmeno la nostra intelligenza come specie(ho molti dubbi in proposito) servirà a sottrarci alle dure leggi della Natura...
10. Paolo B., Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 12:20
@7
Per sopperire quanto tempo ad una eventuale carestia alimentare di durata indeterminata?
Questo è un discorso prettamente statale, il singolo potrebbe fare veramente poco in tal senso.
L'emigrazione è sempre stata la migliore soluzione al problema, almeno finchè c'erano terre in cui andare.
Oggi mi sa che non sia più possibile in un mondo globalizzato...
11. Paolo Zamparutti, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 12:27
#1 il problema grosso è che, tsunami a parte, gli idrati di metano sono sospettati ad aver provocato i più intensi rispaldamenti nella storia della Terra.
per quanto riguarda la sovrapopolazione, mi pare che a rigor di logicaa colpirà laddove c'è il più elevato concentrazione di persone, e non mi pare che questo sia in Africa.
12. Omar B., Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 12:47
sovrapopolazione? a rimetterci saranno i piu poveri, che non potranno comprare cibo e acqua
cmq questo "calcolo" sull'overshoot vorrei vederlo
ad esempio proprio il petrolio ha tempi di formazione talmente lunghi da essere cosiderato giustamente non-rinnovabile sulle scale di tempo umane, quindi con il petrolio intacchiamo le "riserve" dal primo di gennaio
vorrei vedere il cibo invece
13. Luigi Lucato, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 12:48
Quando il vetrino è pieno di batteri morti
si sterilizza e viene usato per un altro esperimento.
Forse è già accaduto ma i batteri non imparano mai.
#11 Paolo Zamparutti
Colpira .... Maggior concentrazione di popolazione
e di Energia(consumi)
14. daniele.spagli, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:05
Una onorevole via d'uscita ci sarebbe... basterebbe vederla e perseguirla per tempo.
Il problema è che ci sono troppi interessi in ballo e troppi poteri coinvolti.
L'africa è grande, gli africani consumano poco... per la maggior parte dei casi basterebbe dare a queste persone terra perché possano coltivare qualcosa.
Noi occidentali invece consumiamo moltissimo e non siamo in grado di coltivarci alcunché... siamo in equilibrio su un castello di carte poco stabile, che può cadere a momenti.
Nonostante ciò noi ci impoveriremo e gli Africani (e temo anche un po di asiatici) moriranno.
Non è una bella prospettiva devo ammettere.
15. Rec, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:10
Questa è la classica curva di crescita di una popolazione microbica...ci ho fatto l'esame poco tempo fa...sob...anche qua adesso viene fuori...avessi preso un 30 sarei contento, ma non è così...un po' più basso...
P.S. ma voi fare qualcosa per rimediare alla situazione?perchè prima o poi quella curva cala ed è inesorabile...quando comincia a calare però si producono le endospore, forme specializzate per la sopravvivenza. Ma noi??
16. antonio na, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:14
Maltus versus Marx...
17. daniele.spagli, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:15
Nel frattempo noi non ce ne rendiamo conto ma... il picco arriva anche per la criminalità organizzata:
una guerra contro lo stato? più probabilmente una mossa per forzare un po la mano su altri fronti (insomma si chiede una contropartita per far tornare la calma).
Però potrebbe esserci altro: il mercato sommerso della criminalità organizzata ha investito ingenti capitali, è un'attività necessaria per riciclare il denaro sporco. Ora molto di questo denaro è stato investito nel campo immobiliare, altro probabilmente in altri campi anche produttivi... ora che il mercato si restringe si restringono gli introiti... si restringono i ritorni degli investimenti e... la corruzione costa cara.... che succederà in questo vero e proprio mercato nascosto?
Penso niente di buono... voi che dite?
18. Debora/Petrolio, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:15
Sono contenta che vi sia piaciuta la storia del vetrino. Sono stata anche buona e vi ho risparmiato il finale... che è ancora peggio!
19. Gigi, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:16
Bel post Debora: nonostante che per nostra fortuna il pianeta ha una certa capacità di creare risorse (le rinnovabili appunto), c'è un forte pericolo che la stessa fine dei batteri tocchi anche a noi. Bisogna cambiare direzione, ma mi sa che (collettivamente parlando) sarà difficile.
20. Hypnotoad, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:18
@ 13
atlantide? Mu? :)
21. antonio na, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:21
Finche' le nostre energie saranno spese in questo modo, è normale che finiamo male.
Possibili che per essere felici bisogna possedere un coso del genere? Ma fatevi una plastica al pene, piuttosto, se siete cosi' angosciati per le vostre misure...
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/09/columbus177-yacth-napoli.shtml?uuid=b76eb6f2-8a17-11dd-a3c8-efc7617055b7&DocRulesView=Libero
22. daniele.spagli, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:26
@19
[complot mode]
Ho il brutto presentimento che non sarà così difficile:
1. ridurre la maggior parte della popolazione sul lastrico, assicurandosi il loro lavoro attraverso il debito
2. ridurre debito e redditi e razionare cibo ed energia giustificando con qualche emergenza
Poi i casi sono 2... o facciamo fuori il sistema (classe politica ed economica) o chiniamo la testa e veniamo a miti consigli.
Certo ci sono anche altri scenari... ma presuppongono buon senso da parte della maggior parte della popolazione mondiale e sinceramente la vedo dura.
[/complot mode]
23. Luigi Lucato, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:28
#20 Atlantide Mu Arca di NOE Diluvio universale ecc...
sono molti i racconti antichi, e forse una radice comune ...
Il RESET è già avvenuto qualche volta?
24. Luigi Lucato, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:31
#22
Bailout is financial equivalent of the Patriot Act
http://www.iht.com/articles/2008/09/23/business/sorkin.php?pass=true
praticamente una LEGGE MARZIALE .... FINANZIARIA?
25. daniele.spagli, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:31
@23
ti sei dimenticato matrix.
;-)
Di sicuro sciagure localizzate hanno già avuto luogo... il problema è che con la globalizzazione tutto succederà IN GRANDE
26. Luigi Lucato, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:52
#25
Sono caduti tanti IMPERI, ma OGGI è il PRIMO GLOBALE
27. monica, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:57
per compensare il divario tra il ns. criterio di consumo e la signora somala dovremmo forse riconsiderare e applicare alcune forme di scambio tipiche dei paesi in crisi economica dove la gente si organizza e non attende certo le proposte del governo: tipo mi ripari il computer incambio ti faccio uno shampoo e ti taglio i capelli. Se il PIL diminuisce perchè si riduce lo scambio di denaro, le famiglie potrebbero vedersi aumentare il bilancio famigliare e magari pensare di investire in nuove fonti di energia rinnovabile creando quindi un aumento del PIL. Se diminuisco i miei consumi energetici avrò + denaro da spendere. E la ruota gira....;-)
I combustibili fossili sono un prodotto che genera una filiera di vantaggi molto corta: guadagnano i petrolieri che usano il denaro ottenuto per speculare in borsa.
28. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 13:57
Il reset c'e' stato almeno 3 volte. Ma non ce ne rendiamo conto perche' siamo portati a pensare che la nostra civilta' sia la migliore ed unica possibile... Io questo atteggiamento lo chiamo Homocentrico... non so se si comprendono le possibili ripercussioni!
Ad ogni modo... bisogna ricordarsi di 3 cose essenziali:
1) dove c'e' SOLE c'e' speranza
2) dove c'e' TERRA c'e' speranza
3) dove c'e' ACQUA c'e' speranza
Su tutto il pianeta la Speranza, se vogliamo, la possiamo ricercare solo nel deserto nelle zone desertiche... dove attualmente (praticamente) non c'e' nessuno e dove, cioe', potremo/potremmo coltivare migliaia di ettari irrigandoli con l'acqua degli oceani (che nel frattempo si saranno innalzati rendendoci il lavoro piu' facile) convogliata con grandi canali e tubature fin dove ci serve!
Il resto non conta!
29. Cristiano, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 14:22
è sufficente modificare il sistema di coltivazione, e recuperare le terre che si perdono e che si sono perse. Il Signor vallerani lo ha "inventato" 20 anni fa i cinesi lo stanno applicando su vasta scala: linkino http://www.vallerani.com/index.htm
30. Thomas, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 14:27
Siamo in troppi e questo è ormai assodato, ma se dal 23 Settembre uso le riserve vuol dire che manca oltre il 25%, siamo 7.000.000.000 uno più uno meno.
Se dovessi togliere l'eccesso e si consumasse tutti allo stesso modo ci sono 1.750.000.000 diesseri viventi in più, dico una ca.....ta?
A proposito del vetrino, ma i batteri si mangiano uno con l'altro per sopravvivere?
BY
31. mariorossi, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 14:29
per bernardo:
desalinizzandola prima ovviamente
32. paolo p., Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 14:33
Dr. Albert Bartlett - estratto da una lezione tenuta a Denver Colorado nel 2004
I batteri crescono per raddoppio. Un batterio si divide e diventa due, due si dividono e diventano quattro, 4 diventano 8, 16 e così via. Supponiamo di avere una colonia di batteri che raddoppia in numero ogni minuto. Supponiamo di ficcare uno di questi batteri in una bottiglia vuota alle 11:00 di mattina e di osservare che la bottiglia è piena alle 12:00. Questo è il nostro caso ordinario di crescita continua: abbiamo un tempo di raddoppio di un minuto e un ambiente finito che è una bottiglia.
Voglio farvi tre domande: Prima domanda: a che orario la bottiglia risulterà mezza piena? Bene, pensate che sia alle 11:59, un minuto prima delle 12:00, perché la colonia raddoppia ogni minuto.
Adesso la seconda domanda: se voi foste un batterio medio all’interno della bottiglia, in che istante vi accorgereste che state rischiando di rimanere senza spazio? Bene, vediamo che succede nella bottiglia durante gli ultimi minuti. Alle 12:00 la bottiglia è piena, un minuto prima è mezza piena, 2 minuti prima è piena per un quarto, quindi un ottavo, quindi un sedicesimo. Fatemi fare una domanda: alle 11:55, quando la bottiglia è piena solo al 3% ed il 97% è ancora spazio libero, disponibile per lo sviluppo, quanti di voi si accorgerebbero che esiste un problema?
Bene, supponiamo allora che 2 minuti prima delle 12:00, alcuni dei batteri finiscano per capire che lo spazio a disposizione si sta esaurendo, e decidano di lanciarsi alla ricerca di nuove bottiglie. Cominciano a cercare a largo della piattaforma continentale, nelle fasce protette e nell’Artico, e, siccome sono bravi, riescono a trovare tre nuove bottiglie. Questa sarebbe una scoperta incredibile, cioè avrebbero a disposizione tre volte le risorse che avevano avuto fino a quel momento. Ora avranno quattro bottiglie, mentre prima ce ne era solo una. Adesso, sicuramente, questo renderà la loro società sostenibile, non credete?
Credo che sospettiate già quale sarà la mia terza domanda: per quanto tempo può continuare la crescita a seguito di queste meravigliose scoperte? Guardiamo la tabella: alle 12:00 la bottiglia originale è piena, ne restano tre da riempire; alle 12:01, due bottiglie sono piene, ne restano due da riempire; alle 12:02 tutte e quattro le bottiglie sono piene e questa è la fine del gioco.
Questa è esattamente tutta l’aritmetica di cui avete bisogno per valutare l’assoluta contraddittorietà di certe dichiarazione degli ‘esperti’ che sentiamo alla televisione o leggiamo sui giornali e che ci vanno dicendo che possiamo continuare ad aumentare il nostro tasso di consumo dei combustibili fossili e un momento dopo aggiungono “Non preoccupatevi, saremo comunque in grado di realizzare nuove scoperte di risorse che servono a coprire questa crescita di consumi”.
33. paolo p., Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 14:40
Dr. Albert Bartlett - estratto da una lezione tenuta a Denver Colorado nel 2004 - secondo stralcio
Bill Moyers intervistò Isaac Asimov. Chiese ad Asimov: “Ma cosa accadrà all’idea della dignità della specie umana se la popolazione continuerà a crescere?” e Asimov rispose “ Andrà completamente distrutta. Di solito io uso quella che chiamo ‘la metafora del bagno’. Se due persone vivono in un appartamento, e ci sono due bagni, allora entrambi hanno la libertà dell’uso del bagno. Puoi andare al bagno ogni volta che vuoi, starci quanto ti pare, e per farci dentro quello che ti passa per la testa. E ognuno crede nella libertà dell’uso del bagno. Dovrebbe essere scritta sulla costituzione. Ma se invece ci sono venti persone nell’appartamento e due soli bagni, non ha importanza quanto ogni singola persona creda che esista la libertà di uso del bagno: semplicemente in quelle condizioni una cosa del genere non può esistere. Devi stabilire un tempo massimo per ogni persona, devi bussare alla porta, ‘Ancora non hai fatto?’, e così via”. E Asimov conclude con una delle più profonde osservazioni che io abbia mai ascoltato da anni . Egli dice “ Allo stesso modo, la democrazia non può sopravvivere alla sovrappopolazione. La dignità umana non può sopravvivere alla sovrappopolazione, La convenienza e la decenza non possono sopravvivere alla sovrappopolazione. E mano a mano che tu aggiungi più gente al mondo, il valore della vita umana non solo declina, esso scompare. Non ha più importanza se qualcuno muore, più persone ci sono, meno conta l’individuo”.
34. Paolo B., Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 15:15
@33
Io modificherei la riflessione in "la democrazia non può sopravvivere alla sovrappopolazione ed al progressivo declino delle risorse. La dignità umana...".
Per questo insisto nel dire che "fine dell'abbondanza, conseguente fine dei regimi democratici 'apparenti', avvento dei regimi totalitari"; questi ultimi durante la fase di trapasso, prima di giungere ad un nuovo paradigma economico.
Forse la nuova era dell'oro dell'umanità sopravvissuta o forse no...
35. Andrea, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 15:51
Per Paolo e la lezione di A. Bartlett:
lo stesso identico discorso (con le stesse parole) lo ha fatto l'incredibile Franco "Homer" Battaglia in un recente memorabile articolo... per dimostrare che le parole "sviluppo sostenibile" sono l'ennesima cretinata degli ambientalisti.... La conclusione era... Non può esistere uno sviluppo durevole nel tempo...
(e fin qui... è la base de "i limiti dello sviluppo"...)
L'articolo dunque concludeva che.... allora è necessario immediatamente partire con un programma di sviluppo di energia nucleare pulita, infinita, adorabile, buona, ecologica, economica....
.... per continuare con lo sviluppo NON sostenibile!
FANTASTICO
Un genio della scienza.
36. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 16:25
@31 no... non prima... perche' ti servirebbe energia ed un sistema che recuperi il vapore prodotto... Se lo fai al centro delle coltivazioni, invece, usi solo il sole e il vapore prodotto lo usi per irrigare i campi. Detta cosi' e' semplicistica la cosa... ma puo' funzionare.
Usando il vento sulle coste innalzi l'acqua per decine di metri.
Poi la trasporti con fino al punto in cui hai deciso di utilizzarla semplicemente realizzando un canale, navigabile, che all'occorrenza puo' utilizzare per il trasporto delle merci.
Al centro del deserto realizzi un grande lago con una torre di recupero al centro. Il lago lo copri con una pellicola trasparente che convoglia il vapore fino alla sommita' della torre.
Il sole riscalda l'acqua del lago... la fa evaporare... il vapore si condensa sopra la torre e vi ricade dentro. Nella caduta la si puo' utilizzare per produrre energia...
...e all'uscita, sempre per caduta (quindi senza nessuna pompa), la mandi nelle condotte che servono per l'irrigazione a goccia!
Tutto intorno ci fai i campi coltivati.
Sottoterra ci fai le case, cosi' ti ripari dal caldo (come facevano gli antichi)!
37. Aldo, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 17:54
Debora: "E' un problema di popolazione? Siamo troppi? Sicuramente. Ma se penso a tutto quello che io spreco, consumo e getto ogni giorno, rispetto ad una mia controparte somala con cinque figli, comincio a capire chi è di troppo sul pianeta."
Alcuni particolari di rilevanza non secondaria:
1. I cinque figli della mia controparte somala genereranno ulteriori cinque figli ciascuno nel giro di una ventina d'anni, ognuno dei quali genererà ulteriori cinque figli nei venti anni successivi, e così via ad infinitum, perpetuando e aggravando progressivamente il problema.
2. Il mio sovraconsumo (tutto da verificare) si esaurirà spontaneamente entro un tot di anni, variabile a seconda del mio stato di salute ma comunque piuttosto limitato (10 anni? 20? 30? 40? Sicuramente non di più). Una volta morto, consumerò molto meno della folta discendenza della quale la mia controparte somala si sarà nel frattempo resa responsabile.
3. Qualora anche uno solo di quei Somali dovesse decidere di trasferirsi in un Paese cosiddetto ricco (e riuscire a farlo), l'impatto suo e dei suoi numerosi familiari avrebbe un'impennata tale da rendere improponibile qualsiasi confronto.
In conclusione, forte delle mie scelte, non nutro alcun senso di inadeguatezza neppure di fronte ai Somali. I sensi di colpa terzomondisti non fanno parte del mio corredo psicologico.
P.S. So che è poco di moda esprimere in modo tanto diretto pensieri di questo genere, ma la crudezza è funzionale alla sintesi e alla comprensibilità. Fate la tara e addolcite a piacere.
38. Cristiano, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 18:17
Suggerirei di passare dalle lamentele preoccupate all'azione, finché prendiamo atto e restiamo una nicchia passiva non succederà molto. Il movimento di Transizione in Inghilterra sta facendo cose sorprendenti, dimostrando che si può veramente FARE qualcosa, subito, ora, con le forze disponibili. Sono già partite 100 piccole città, altre 900 ci stanno pensando, facciamo partire anche le comunità italiane. Subito.
39. daniele.spagli, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 18:29
@36
un lago coperto di pellicola trasparente, che raccoglie il vapore e lo convoglia nella torre... mi sa che non è esattamente agevole... mi spingerei a dire irrealizzabile.
Il vapore condenserebbe sulla pellicola e uscirebbe tra le giunzioni dei teli... dovresti magari usare un meccanismo simile a quei desalinizzatori fatti usando un semplice vetro inclinato e raccogliendo l'acqua in fondo, ma anche così non sono sicuro sia conveniente per grandi superfici e per le grandi quatità di acqua necessarie per irrigare.
Magari una serie di grandi tensostrutture con telature trasparenti o quasi potrebbe essere fattibile anche se non so quanto economicamente ed energeticamente conveniente
40. Pierluigi, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 18:54
butto li le mie 2 lire di pensiero: sulla scala dei millenni, sicuramente la nostra curva rassomigliera' al picco di hubbert; guardata con la lente di ingrandimento, ci saranno parecchi su e giu' di anno in anno, puo' anche darsi che in certi anni l'economia migliori e i poveri tirino un po' il fiato... per esempio, da quando e' stato eletto Berlusconi in Italia le cose vanno decisamente meglio. (sto solo trolleggiando per diletto)
41. roberto, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 20:20
leggere queste cose mi riempie di tristezza solo perche' penso ai miei figli. Cosa vedranno?
42. gio_bass, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 21:08
@ Pierluigi 40
@ Roberto 41
Davanti all'eterno, tutto questo è niente.
La fisica ha spiegato molto di ciò che è successo e succede.
Lasciamo i nostri sensi in pace, stasera.
G.
43. gamma5, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 21:16
5 somali consumano meno di un italiano medio...ma se devo venire a questo mondo per fare la vita disperante di un somalo (mortalità infantile elevatissima, malattie, istruzione zero, igene meno di zero, ecc.)che senso avrebbe la vita? meglio la quantità o la qualità? meglio esistere o vivere? se fossimo mezzo mld, tantissimi comunque rispetto le altre specie viventi, provate a pensare solo un attimo come sarebbe il nostro pianeta e la nostra civiltà.
44. gio_bass, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 21:59
Noi siamo giovani nonostante gli anni
noi siamo “partecipazione”.
Noi siamo la speranza, nonostante i tempi.
45. Alexhwoc, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 22:13
I problemi hanno sempre una soluzione. Prendi ad esempio la fame.
Se hai cibo ti sfami e hai risolto, se non lo hai muori e hai risolto lo stesso.
46. Surak 2.0, Mercoledì 24 Settembre 2008 ore 22:48
@38 Cristiano
Non lo conoscevo e quindi ho letto un po' di roba su questo movimento "Transizione" inglese. Beh..diverse banalità ed alcune bischerate che farebbero sì che andrebeb rinominato "Tranvata". A te cosa piace in particolare di quel mix di autarchia fascista (il grano nei balconi è loro "diritto d'autore") ed altre ovvietà?
@in generale
La Spagna e la Germania stanno ripensando ad il loro "buttar via" i soldi nel fotovoltaico http://qualenergia.it/view.php?id=710&contenuto=Articolo , guarda un po' proprio quando doveva essere la "salvezza".
Ciao!
47. abdo, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 00:32
Il fatto curioso e piuttosto sospetto è che tutti questi allarmismi sono iniziati da quando gli altri (cinesi, asiatici, indiani) hanno iniziato ad avere uno standard di vita decente e a consumare cibo e materie prime. Ma ci dimentichiamo tutti che l'80% o qualcosa di simile dei consumi mondiali è a scapito dell'occidente, che conta un ottavo dell'umanità circa. Non è che il problema si risolve elimimando l'occidente?
48. Alexhwoc, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 00:53
@47
non dare strane idee...
Qualcuno potrebbe prenderti sul serio. o_o
:D
49. Surak 2.0, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 01:37
@47 abdo
Basterebbe cambiare stile di vita*, ma vedo che molti preferiscono dare la colpa alla sovrappopolazione e questo è perchè se nascono meno persone gli altri (cioè loro) possono continuare a vivere grossomodo alla stessa maniera. Certo sarebbe folle non porre un limite alla popolazione ma il pianeta non è affatto sovrappopolato è solo molto disorganizzato.
*sul serio e razionalmente, non come si propaganda in certi ambienti
Ciao!
50. Luigi Lucato, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 08:32
#47 Non è che il problema si risolve elimimando l'occidente?
quoto
gia detto con parole diverse qui
http://petrolio.blogosfere.it/2008/09/razionamenti-e-cash-dal-petrolio.html#comments
post 32 e 35
l'OCCIDENTE oltre a consumare MOLTO è diventato una fonte di DEBITI FUTURI
pensa solo al sistema pensionistico,
51. Omar B., Giovedì 25 Settembre 2008 ore 08:53
@46
il fatto ha tre letture, tutte valide e per questo combinate:
-un settore non può essere "drogato" da finanziamenti pubblici all'infinito, altrimenti significa che quei finanziamenti non sono investimenti ma sprechi, e quindi dopo un po' meglio cominciare a ridurre
-il grande successo del fotovoltaico e la crescente attenzione stanno facendo andare fuori controllo le spese inizialmente preventivate, quindi meglio frenare, e , come si diceva sopra, inutile spingere un treno in corsa
-il fotovoltaico ha alcune limitazioni tecnologiche che , oltre ad una certa quota di potenza, lo rendono "pericoloso" per il sistema elettrico nazionale, quindi gli investimenti eccessivi sarebbero dannosi
52. mamo, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 08:58
MILANO (MF-DJ)--Cade il primo velo sulle cifre del virus Lehman che si e' propagato in Italia, mettendo in evidenza un conto di circa 2 mld euro. Secondo il Comitato per la salvaguardia della stabilita' finanziaria, riunitosi ieri per discutere la questione, restano comunque ancora oscure le stime sulla reale esposizione dei risparmiatori e dell'intero comparto statale. La Banca d'Italia, lo riporta MF-Milano Finanza ha, comunque, sottolineato che "l'esposizione dei primi 20 gruppi bancari italiani verso la banca d'investimento americana e' pari allo 0,5% del loro patrimonio di vigilanza" (circa 700 mln euro), e che una decina di societa' quotate, sulle 40 scrutinate dalla Consob, sarebbero esposte per una cifra pari a 120 mln euro per i derivati e a 14 mln euro per i titoli in portafoglio. Per quanto riguarda le polizze index linked, una prima sommaria ricostruzione evidenzierebbe un'esposizione di circa 1,5-2 mld euro, mentre il sistema bancario avrebbe collocato prodotti per altri 2 mld euro. A queste si aggiungono, infine, il miliardo di posizioni negative del Tesoro nei confronti di Lehman e le eventuali esposizioni nell'universo cartolarizzazioni e derivati degli enti locali. red/dar
53. mamo, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 09:15
Non ci siamo ancora......il conto da sottoscrivere globalmente dovrebbero essere sui 476 mld di euro.Fra un po diranno che anche i libretti postali erano garantiti da lehman:))))
54. Bernardo Mattiucci, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 09:25
Il problema sovrappopolazione e' delicato. Quanto e forse anche piu' del problema tenore di vita (fame, salute, cultura, ecc...) nel mondo!
Da un lato abbiamo l'evidenza che una piccola porzione della popolazione mondiale, concentrata in USA+EUROPA, consuma la stragrande maggioranza delle risorse (intese sia in termini energetici che mineralogici e produttivi).
Dall'altro abbiamo la certezza che la terra non produce risorse all'infinito e che la mancata rotazione agraria di sicuro impoverisce il terreno delle sostanze naturali. La produzione mondiale di cibo e' affidata, sin dall'inizio dello scorso secolo, ai concimi e fertilizzanti chimici... sempre piu' usati ovunque. Questo ha permesso un forte aumento della produzione mondiale, ma allo stesso tempo a vincolato la stessa all'uso del petrolio... risorse in via di esaurimento e soggetta a variazioni continue del prezzo.
Essendo la societa' moderna vincolata alle leggi del mercato e di una economia basata sullo scambio massivo di DENARO, il cibo prodotto a livello mondiale e' appannaggio solo ed esclusivamente di chi puo' pagarlo.
Molti paesi africani, inbarbariti per secoli grazie ai missionari e alle missioni umanitarie, hanno avviato una pericolosissima "dipendenza" nei confronti delle istituzioni e organizzazioni mondiali preposte al loro aiuto.
Come piu' volte anticipato, il "problema" Darfur ne e' l'esempio piu' lampante... perche' un'intero stato, il SUDAN, e' stato rivoltato dal suo stesso governo per "costringere" le organizzazioni mondiali a sfamare la popolazione sudanese senza che il governo si preoccupi di essa. E' un "ricatto" al quale, purtroppo, il mondo intero non ha saputo/voluto sottrarsi.
Il resto dell'africa non e' da meno...
....in quato e' piu' o meno generale l'evidenza nella popolazione di una sorta di "sudditanza" psicologica nei confronti degli ex-colonizzatori.... come a dire "ci avete sfruttato... ora dovete sfamarci".
Viaggiando in Africa, fuori dalle rotte turistiche, incontrando gente autoctona che non ha contatti con il resto del paese o del mondo, noti la differenza abissale tra il loro stile di vita e quello che i media ci propongono come "standard" africano!
Queste persone vivono senza dipendere dagli altri... pagando quel poco di tasse che gli viene imposto... coltivando e pascolando il bestiame e affidandosi alla clemenza della natura selvaggia per quanto concerne il loro futuro.
Chi e' costantemente in contatto con il resto del mondo, invece, "quasi" pretende uno stile di vita simil-occidentale.... gli viene inculcato nella testa dalla pubblicita'.... dal fatto che i turisti che viaggiano in Africa... PRETENDONO di vivere all'occidentale... che PAGANO qualsiasi cifra per ottenere QUALSIASI cosa... compresa una compagnia nel letto per le notti piu' fredde. Sono queste cose che stanno rovinando l'Africa e la popolazione... perche', purtroppo, la scarsa "cultura" del vivere in contatto con societa' piu' ricche, ha portato e porta continuamente le giovani ragazze (tra i 14 e i 18 anni) a prostituirsi pur di riportare qualche dollaro a casa. Oppure porta donne e uomini a spendere tutto il loro salario giornaliero o settimanale in alcolici... arrivando a cadere e dormire per strada fino a quando non arriva qualcuno e li sposta sul ciglio per evitare che vengano investiti dalle automobili.
Ad ogni modo... pensare che il problema sovrappopolazione non esiste solo perche' si e' convinti che si possa continuare a produrre cibo per 7 miliardi di persone, e' da sciocchi... perche', e questo dovreste saperlo bene, i cambiamenti climatici sono evidenti!
Le zone desertiche stanno aumentando a ritmi vertiginosi... cosi' come le zone aride... o quelle devastate da continui uragani e/o alluvioni stagionali.
Cambiare lo stile di vita e' senza dubbio un nostro DOVERE... ma bisogna comprenderne le motivazioni, accettarle e farle proprie... ed iniziare sin da subito, nelle scuole elementari, a PREDICARE uno stile di vita DIVERSO.
Ma tutto questo va a cozzare pesantemente contro l'idea che l'aumento dei consumi sia l'unica panacea di tutti i mali di una societa' dei consumi nella quali non si riesce piu' a produrre beni di consumo economicamente accessibili!
55. Paolo B., Giovedì 25 Settembre 2008 ore 09:43
@49
La colpa è soprattutto di questo assurdo paradigma economico a crescita infinita; aggiungici l'enorme massa umana sul pianeta e il destino della (in)civiltà dei consumi è segnato.
Il pianeta è sovrappopolato soprattutto per zone geografiche e di sicuro gran parte delll'Europa, e l'Italia soprattutto, scoppiano di esseri umani e si vede purtroppo.
Non so se sia nell'ordine della Natura che una specie si riproduca a dismisura provocando l'estinzione di tante altre, così come sta facendo il genere homo sapiens oggi, ma di sicuro la stessa Natura ha le opportune leggi alle quali anche la nostra specie dovrà inevitabilmente sottostare...
56. Alberto, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 10:02
Veramente a me' sembra che India, Cina, Indonesia etc coprano ben piu' della meta' della popolazione mondiale.
57. redarrow, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 10:24
io ho comprato un libro di fantascienza scritto nel 1967 e ambientato nel 2010, è della serie Urania e si chiama "Tutti a Zanzibar" e ristampato in qst giorni, lo conoscete?
parla di sovrapopolazione e di follia collettiva, l'autore ci ha preso alla lettera con 40 anni di anticipo, è un capolavoro, ve lo consiglio :-)
58. Alessandro, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 11:26
#32 Paolo P.
Molto bello, l'ho subito riportato nel mio blog citando anke l'originale ke contiene altre parti altrettanto interessanti:
Dr. Albert Bartlett: Arithmetic, Population and Energy
MAX_ALEX
isoladieden.wordpress.com
59. Debora/Petrolio, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 12:29
Ma come li fanno i conti su Milano Finanza?
"Cade il primo velo sulle cifre del virus Lehman che si e' propagato in Italia, mettendo in evidenza un conto di circa 2 mld euro"
Poi dicono: banche=2 mld, assicurazioni=2mld, poste=1 mld
A casa mia fa 5 mld!
60. mamo, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 12:39
Il motivo dello sfasamento purtroppo è bieco.Le banche comunicano che possono sottoscrivere il piano per due miliardi poichè sui restanti tre devono mettere a riserva le eventuali azioni di risarcimento danni.Nel senso che drenano 5 miliardi dai babbei(scusate il termine)che credono ancora al gatto e alla volpe ,ma poi forse tre li devono ridare a lunga scadenza a seguito delle transazioni giudiziarie.
Il problema è che se bastassero 5 mld come contributo per il gran finale della presidenza bush ci potremmo ritenere molto fortunati....
61. Luc x, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 13:30
per quanto mi riguarda l'uomo sarebbe dovuto restare un cacciatore,perche questo è il vero ruolo naturale dell'umanità.l'agricoltura , l'allevamento ci hanno portati al sedentarismo che ha portato la proprietà e il bisogno forsennato dell'uomo di difenderla perche da ciò dipende la sua vita.
dobbiamo ricordarci però che probabilmente se l'uomo non avesse sviluppato mezzi di sostentamento stabili a questo punto sarebbe già estinto,quindi la nostra e cmq una reazione naturale di sopravvivenza.(era molto meglio estinguerci quando non potevamo recare danno al pianeta ed ad altre specie,a mia opinione).
l'esempio dei batteri e molto calsante ma non stupisce, perchè di li veniamo, quello siamo , potremmo affermare che ogni individuo e formato da una moltitudine di esseri(batterici),l'umanità stessa è un unica creatura un unico organismo formato da una moltitudine di esseri(uomini), l'unico nome che mi viene in mente per descrivere tale organismo è "Virus" (non in forma negativa ma come riconoscimento e rispetto a qualsiasi forma di vita che lotta per sopravvivere fino a consumarsi e morire)
62. daniele.spagli, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 14:32
Certo è tutto molto preoccupante... certo siamo troppi e soprattutto non abbiaom uno stile di vita sostenibile ma...
Il discorso è molto semplice per quel che riguarda i batteri tanto quanto complesso è quando lo stesso ragionamento si traspone all'essere umano.
Pensate al mondo occidentale: quanti figli aveva vostro nonno? quanti vostro padre? quanti voi? quanti di voi o dei vostri coetanei non avranno mai figli?
Per la maggior parte l'incremento demografico dei paesi occidentali è dovuto a immigrazione e maggior aspettativa di vita.
Tra non molto la generazione nata anteguerra (quella della prole numerosa della civiltà contadina) arriverà "a fine mandato" e probabilmente ci sarà un calo demografico consistente.
Il problema è quasi sempre legato alla generazione di cambiamento tra una generazione con basse aspettative di vita e una con alte aspettative di vita... è insomma il problema di molte nazioni emergenti.
Tutto questo non per scleta consapevole... ma penso proprio per carateristiche psicologiche innate, che "innalzano" il desiderio di maternità e paternità in periodi di crisi (pensate al baby boom dopo l'11 settembre).
tutto questo IMHO63. Surak 2.0, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 15:24
@56 Alberto
Mi hai tolto le parole di bocca nei confronti di tutti quelli che "soprattutto l'occidente è sovrappopolato" il che indica alcune cose su cui non mi dilungo.
@ 51 Omar B.
Certo che può avere varie letture...ma tutte portano al fatto che tutta la propaganda fatta per il fotovoltaico non serviva ad altroc eh ad aumentare il PIL con i soldi pubblici (non vedo differenza tra prendere una fetta da ogni bolletta e metterci un'imposta) regalati.
@ 55 Paolo B.
Che la colpa sia del "sistema" è indubbio, ma che oggi la Terra sia sovrappopolata è assolutamente falso se davvero s'intende "cambiare sistema"...poi che molti sognino un pianeta a loro piena disposizione è un altro discorso. Magari è proprio quest'ultima cosa (in uan visione ridotta all'estremo) che fa sì che si sopravvaluti il problema della popolazione. Insomma, se sul pianeta da domani ognuno facesse un solo figlio, oggi dovrebbero fare molti meno cambiamenti visto che la popolazione per un po' si ridurrebbe e si potrebbe tenersi la villetta o il podere da riempire di pale eoliche o pannelli fotovoltaici sognando motori all'idrogeno e con giardini di 10 ettari. Se invece vogliamo essere razionali basta pensare che 7 miliardi di persone altro non sono che 700 città da 10 milioni di persone (solo in Italia abbiamo 8100 comuni) ed il cibo non manca visto che abbiamo terreno coltivato a tabacco, oppio o prodotti con cui fare vino o altri alcolici. Meglio ipotizzare che la gente smetta di fare figli che non che smetta di fumare (p.e.)? Non sono solo i "potenti" a non voler cambiare davvero. Poi con il rpogresso si stabilizzerebeb pure la popolazione visto chepochi in Occidente fanno figli se non possono mantenerli, basta portare il progresso pure altrove
Ciao!
64. Paolo B., Giovedì 25 Settembre 2008 ore 15:31
@62
E' un trend demografico che ha riguardato e riguarda l'Occidente del dopoguerra e che non farà in tempo, per ovvie ragioni di finitezza delle risorse e di paradigma economico incompatibile col sistema Terra, a riguardare le nazioni in via di sviluppo e già con enormi popolazioni.
Faremo comunque la fine dei batteri solo che, a differenza di questi, dopo saremo molti di meno...
65. ar, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 15:45
siamo la nuova isola di pasqua
66. Luc x, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 15:46
@62
queste caratteristiche "innate" fanno parte del nostro patrimonio genetico , la natura sviluppa sempre in qualsiasi forma di vita un sistema di preservazione e sopravvivenza, che esso sia conscio o inconscio il fine e sempre quello di affermare la continuità e la sopravvivenza di una specie o "essere".(ricordo che le prime forme di vita sono batteri , e noi siamo il risultato di batteri evoluti)
perchè infatti la diversità tra noi e i batteri sta solo nel punto di vista, e tutto quello che a te pare complesso risulterebbe molto semplice ad un osservatore macroscopico in grado di osservare la creatura "terra" e i batteri(o parassiti) che la abitano al microscopio.
il fatto e che come moltre altre forme di vita (microscopiche) abbiamo trovato terreno fertile dove proliferare consumando l'organismo ospite.pensa ad un pezzo di carne lasciato 1 ora a 20 gradi , i batteri su di esso si moltiplicheranno e diventeranno miliardi inquinando il pezzo di carne, il procedimento e piuttosto veloce solamente perchè i batteri vivono molto più velocemente e nel giro di un ora passano centinaia di generazioni.
adesso accelera lo scorrere del tempo dell'ummanità e prova ad osservarla da lontano guardando generazioni scorrere nel giro di pochi minuti quale sarebbe il risultato ?
il fatto che la popolazione possa cominciare a diminuire in maniera drastica o meno,(cosa che penso senza il nostro aiuta sarà improbabile e questo e quello che spaventa,cosa possiamo fare a noi stessi per sopravvivenza?tagliare la gamba in cancrena ?) e solo il risultato di una semplice equazione ,raggiunto il picco di proliferazione comincia la lenta (o veloce dipende dai punti di vista ) decadenza.
67. Luc x, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 16:18
surak(63) ha perfettamente ragione, le possibilità di gestire incremento demografico ci sono ma richiedono uno sforzo enorme.Per quanto riguarda l'indice demografico,invece, ha poca importanza dove si sviluppa maggiormente o meno , quello che importa è il consumo totalitario di tale popolazione(e i popoli "occidentali" è risaputo che sono in minor numero anzi il problema e proprio questo, consumiamo più di tutto il resto della popolazione mondiale).penso che dobbiamo smetterla con i partiti presi e cominciare a considerare umanità per quello che è cioe un unico "essere".(smettiamola di dire che i buoni son qua e i cattivi la o viceversa , e imeccanismi che ci portano ad agire sono per noi tutti uguali sono solo le situazioni ad essere diverse e quindi le reazioni risultano diverse)
nel senso pratico delle nostre vite quotidiane il punto focale per le genrazioni a noi vicine è questo periodo di cambiamento,abbiamo mezzi e inventive per cambiare l'assetto urbano e riuscire a sostenere la popolazioni con un maggior sfruttamento del territorio il problema che si parla di cambiamenti radicali e difficili da effettuare.questo comporta e comporterà disagi come in tutti i periodi di rivoluzione sociale che si ripetono ciclicamente.
l'associazione ad una forma di vita batterica naturalmente acquista valore nel fatto che garantiremo la nostra sopravvivenza ancora per un po (decine migliaia di generazione chi losa)trovando sistemi migliori per sfruttare l'ospite.
68. Bernardo Mattiucci, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 19:56
Teoricamente...
Purtroppo i discorsi dei commenti 62 e 67 sono validi solo a livello teorico. E questo perche', come ho piu' volte ripetuto, il nostro problema e' che stiamo affrontanto una serie di problemi piu' o meno legati tra loro.
Non si parla SOLO di SOVRAPPOPOLAZIONE. Ma anche e contemporaneamente di SCARSITA' DI CIBO, scarsita' di PETROLIO, scarsita' di ENERGIA, scarsita' di MEDICINALI, scarsita' di PACE e TRANQUILLITA', scarsita' di ACQUA POTABILE NEI CENTRI URBANI, scarsita' di CLIMI IDEALI, ecc... ecc...
E' questo che ci sta portando al collasso... Il fatto che non si puo' affrontare un solo problema per volta... ma bisogna affrontarli tutti!
Dite bene che non c'e' alcun problema di sovrappopolazione.... ma il problema reale, in questo caso, e' che i 7 miliardi di individui mangiano SOLO ed ESCLUSIVAMENTE perche' la produzione di cibo e' INTENSIVA, ovvero perche' vengono usati CONCIMI e FERTILIZZANTI di derivazione petrolifera... e il cibo prodotto viene TRASPORTATO da una parte all'altra del pianeta in tempi BREVI! Quando il petrolio finira', ovvero quando non sara' piu' economico estrarlo, i trasporti intercontinentali e le grandi produzioni intensive di cibo cesseranno di esistere ed entro qualche mese morira' la stragrande maggioranza della popolazione del pianeta. Ecco dov'e' il problema della sovrappopolazione... ovvero che dipende TROPPO dal PETROLIO!
Spero sia chiaro questo concetto!
Parimenti le malattie che oggi debelliamo grazie alle medicine sintetizzate in laboratorio grazie ai derivati del petrolio, in un futuro senza petrolio saranno LETALI e mieteranno altre vittime in quanto queste saranno DEBOLI a causa della mancanza di CIBO.
E per chiudere il cerchio, torneremo a livelli di IGIENE da 3° Mondo! E non essendoci abituati, ovvero non avendo gli adeguati anticorpi, una generazione intera potrebbe non bastare per salvarci il culo!
Chiaro?
69. Pierluigi, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 20:12
@68 Bernardone, d'accordo su tutto, ma il petrolino non finisce mica cosi' da un momento all'altro, sara' un processo lungo e doloroso, spalmato su decenni, e non privo di alti e bassi... a bumpy ride.
70. Surak 2.0, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 20:54
@68 Bernardo Mattiucci
I discorsi ui sono tutti a "livello teorico" (sbagliati e no) visto che contiamo lo 0,0000qualchecosa, ma cerchiamo almeno di non enfatizzare "falsi problemi" per nascondere involontariamente quelli veri. Quindi:
1) La "sovrappopolazione" in senso stretto, al momento, non esiste anche se a molti piacerebbe "stare larghi"
2) Il cibo non scarseggia (altrimenti sarebbe falso il punto 1) ma è maldistribuito e soprattutto ci sono grandi possibilità d'incremento (il discorso del tabacco o del vino, l'abbiamo già rimosso?)
3) Il petrolio scarseggia per l'uso che ne facciamo oggi, quindi non può essere un concetto valido in assoluto
4) L'energia va di pari passo al punto 3 e soprattutto al piantarla con il boicottare il nucleare sperando, di contro, che i cinesi ed indiani facciano tutti Hara-Kiri lasciandoci tutto il petrolio
5) I medicinali hanno solo un problema di brevetto
6) Pace e tranquillità vanno di pari passo ad un cambio di sistema che eviti le disuguaglianze che alcuni vogliono difendere. Tra l'altro "l'uguaglianza" non fa bene ai mercati
7) L'acqua potabile è strettamente legata all'energia oltre che all'organizzazione sociale ed urbana
Anche tutto il resto del discorso è sullo stesso tono, ma c'è il punto "medicinali sintetizzati dal petrolio"che non mi è chiaro. Quali sono e non hanno alternative?
Ciao!
71. Bernardo Mattiucci, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 21:04
certo... lo so che non finira' dalla sera alla mattina.... ....ma la sua disponibilita' dipende da una miriade di situazioni piu' o meno critiche che stanno raggiungendo tutte il loro punto di non ritorno.
Ad esempio gli operai vogliono essere pagati... e con la crisi economica lo stipendio non basta piu'... il prezzo del petrolio sale per coprire le spese... e con esso tutti gli altri prezzi. I salari non bastano piu'... le societa' iniziano a traballare perche' le spese sono elevate... e i giacimenti nel frattempo si impoveriscono e quelli nuovi sono remunerativi solo per prezzi del barile superiore ad una cifra che qualche anno fa consideravamo "assurda"!
E' un circolo vizioso che non finisce tanto presto... soprattutto per il fatto che influenza tutti gli altri settori industriali e sociali che, a loro volta, influenzano il settore petrolifero. E cosi' il cerchio si chiude e la "reazione" si autoalimenta fino a quando c'e' il petrolio. Poi il nulla!
In tutto questo autoalimentarsi verso il baratro che si spalanca davanti ai nostri occhi, proprio in fondo al vicolo cieco nel quale ci siamo cacciati, i piu' forti e prepotenti di turno iniziano a gridare sempre piu' forte "vai avanti tu... che mi vien da ridere..."!
A tal proposito, con il falso scopo di sdrammatizzare, mi viene in mente la barzelletta del disabile sul passaggio a livello...:
Un ragazzo obbligato su di una sedia a rotelle, passeggiando si accinge ad attraversare un passaggio a livello quando si ritrova incastrato con una ruota della sua sedia dentro i binari... Dopo vani sforzi per divincolarsi e, vedendo le asticelle abbassasi comincia a gridare: "casellante!! Casellante!!"... Ma nessun si vede... Il ragazzo insiste: "casellante!! Casellante!! Caaaseeeelaaaaaaaaaannnte!"... ma niente... Vede il treno avvicinarsi e allora ancora con più insistenza e a volce stridula: "casellaaante casellaaaaaaaaanteeeeeee!!" e ancora niente... Il treno ormai a pochi metri fischiando copre l'ultimo grido del ragazzo "casellante!!" quando esce dalla sua cabina il casellante del passaggio a livello ed esclama: "che C'e'??" ed il ragazzo: "senti che botto!!"
72. Bernardo Mattiucci, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 21:15
Surak, stando al tuo ragionamento non esiste neanche il problema economico che gli USA (ed anche il resto del mondo) sta vivendo... perche' in realta' ci sono centinaia di super-ricconi. Per cui il problema non e' la mancanza di Denaro ma il fatto che e' distribuito male.
A questo punto pero' mi sorge un dubbio... ma evito di porti la domanda altrimenti scoppia un putiferio.
Io parlo della realta'... tu degli ideali.
Sono 2 cose diverse.
Per i farmaci... praticamente tutti i medicinali "tradizionali" vengono sintetizzati in laboratorio per poterne produrre in quantita' industriali. Piu' o meno tutti, ad eccezione di quelli che agiscono a livello genetico, hanno un principio attivo presente in natura sul quale si basano gli studi per produrlo. Ma non sempre questi principi attivi sono facilmente estraibili a basso costo, a basso rischio ed in grandi quantita'!
Forse comunque devi rileggerti i miei precedenti 2 post... perche' sei il classico esempio di chi considera i problemi SINGOLARMENTE e non in gruppo!
73. Surak 2.0, Giovedì 25 Settembre 2008 ore 23:54
@72 Bernardo Mattiucci
Non ho la più pallida idea di come tu arrivi ad interpretare il mio discorso con l'esempio dei ricconi americani, ma non credo sia il punto.
Che la realtà faccia schifo è fuori di dubbio, ma a quanto pare abbiamo idee diverse sul "perchè".
Infine so benissimo che molti medicinali sono di "sintesi" (così come so che il mondo del farmaco è una mafia peggiore di quella classica) ma non hai rispostao alla domanda di quale sia il farmaco prodotto esclusivamente con il petrolio che non ha altri modi di produzione o alternative. Dire "finito il petrolio =finite le medicine" mi sembra parecchio ma parecchio una forzatura. Se poi anche esistesse un farmaco che si può produrre convenientemente solo dal petrolio bisognerebbe vedere quanto ne serve. Al contrario il petrolio serve a mantenere lo "stile di vita americano" che è un assurdo ma a cui molti credono di rimediare eliminando solo i suv e installando pannelli fotovoltaici...insomma delle "americanate".
I tuoi post precedenti li avevo letti e li ho riletti, ma continuo a crdere che siano sbagliati dalla "base" quindi le conseguenze che trai lo sono altrettanto
P.S. Il server del blog fa ingrullire parecchio (al "pubblica" segnala errore)
Ciao!
74. Antonio Na, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 00:04
A leggere i discorsi sembrerebbe che nel giro di pochi anni stia venendo a mancare la possibilita' di sopravvivere, come se le risorse fossero improvvisamente finite.
Il picco del petrolio ci dice che la sua produzione non pu' aumentare per sempre, non che domani finisce: un sistema basato sull'infinita crescita dei consumi e' normale che collasi: ma questo non significa che ad esso non vi sia alternative. Se usiamo l'intelligenza della nostra specie e il nosto lavoro per il nostro bene e non per accrescere questo mostro che ci sta divorando, possiamo riorganizzare la societa' non in modo naturale, ma in modo umano.
75. mamo, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 06:36
Nel vetrino ci si comincia ad alterare........
Sale la tensione tra Gli Usa e il Pakistan. Oltre allo "sfortunato malinteso" per cui l'esercito di Islamabad ha aperto il fuoco contro due elicotteri Usa sconfinati in Pakistan, lungo la frontiera c'e' stato anche uno scambio di colpi fra truppe di terra. Da una parte soldati afghani e americani e dall'altro militari pachistani si sono sparati per circa cinque minuti. Lo hanno riferito fonti del comando centrale Usa specificando che non risultano vittime o feriti da nessuna delle due parti. Stamane due elicotteri americani erano stati colpiti dalle truppe pachistane durante una missione al confine tra i due paesi asiatici. Ieri un drone (aereo senza pilota) statunitense era stato abbattuto nel Waziristan.
76. mamo, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 08:51
Previsione azzeccata di Debora:
NEW YORK/WASHINGTON, 26 settembre (Reuters) - Le autorità americane hanno annunciato ieri sera il fallimento della cassa di risparmio Washington Mutual (WM.N: Quotazione), il maggiore della storia bancaria statunitense, e ordinato il trasferimento delle attività bancarie al gruppo Jp Morgan Chase (JPM.N: Quotazione) per 1,9 miliardi di dollari.
La decisione è una delle conseguenze della decisione dei clienti di WaMu di procedere a partire dal 15 settembre scorso al ritiro dei prorpi risparmi per 16,7 miliardi, ha spiegato l'ufficio federale di controllo delle casse di risparmio che ha pronunciato il fallimento del gruppo.
Da parte sua l'Agenzia federale di garanzia dei depositi bancari ha rassicurato la clientela, dichiarando che non ci saranno conseguenza per loro e che l'attività di WaMu riprenderà regolarmente venerdì.
Solitamente l'Agenzia federale attende il venerdì per pronunciarsi su una eventuale chiusura di attività, in modo da evitare la corsa ai risparmi e avere a disposizione un intero weekend per trovare uan soluzione. Ma la fuga di notizie sulla stampa ha costretto le autorità ad accelerare la cessione.
Washington Mutual dispone di oltre 2.200 agenzie, 43.000 dipendenti, per complessivi asset di circa 307 miliardi con 188 miliardi di depositi.
77. Bernardo Mattiucci, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 08:55
@73
Surak, il discorso che fai nei miei confronti io lo faccio nei tuoi. Illudersi che 7 miliardi di persone possano continuare a vivere senza il petrolio a basso costo (tipico degli ultimi 30 anni) soltanto riorganizzandosi a livello sociale (come se questo fosse effettivamente possibile), mi sembra quasi un'assurdita'. Non dico che e' impossibile... ma e' utopistico.
Gia' per procurarsi il DIRITTO al consumo stiamo assistendo a diverse guerre in giro per il mondo...oppure per procurarsi armi e arricchirsi si stanno creando delle emergenze umanitarie in varie parti del mondo (vedi Darfur... ma non solo). Sei proprio convinto che l'uomo possa decidere di ristrutturare completamente la propria societa', a livello globale, rinunciando a tutto quanto e' stato fatto negli ultimi 30 anni?
E a tutti quegli extracomunitari che clandestinamente cercano di accedere ai paesi occidentali come glielo spieghi? Dai su... cerchiamo di essere realistici..
Gia' non ha senso discuterne e basta.... ma se lo facciamo illudendoci che gli altri quasi 7 miliardi di individui possano condividere anche solo in parte il nostro modo di vedere e' a mio avviso illusorio.
Guardando la realta' si evince quanto da me esposto sopra... per il semplice fatto che chi vuole effettivamente cambiare perche' si rende conto della reale gravita' della situazione, e' una NETTA minoranza della popolazione mondiale che, tra l'altro, da oltre mezzo secolo non vive senza il petrolio e i suoi derivati.
Parlare di riduzione di consumi e di ristrutturazione e' semplice. Pensare di farlo e' gia' piu' complesso. Diventa quasi impossibile metterlo in pratica. E te lo dice uno che ha visuto per mesi con una tenda ed un sacco a pelo!
Non e' che se oggi decidi di ridurre i tuoi consumi del 50% domani ti senti gia' meglio e continui a vivere come sempre... perche' non e' affatto cosi'.
Ed anche i nostri nonni, nell'immediato dopoguerra, anche se avevano uno stile di vita molto meno "presuntuoso" del nostro, avevano comunque bisogno di petrolio a basso costo.
E il petrolio costa un botto di soldi. Soldi che girano e sono resi disponibili dall'economia di mercato, dalla globalizzazione e dal consumismo che tanto critichiamo in questo blog.
Se togliessimo di mezzo il mercato globale, gran parte dei commerci verrebbero a mancare. E con essi i soldi in circolazione. E se i soldi non circolano non hanno lo stesso valore che hanno oggi.
Non so se sono stato chiaro!
78. Omar B., Venerdì 26 Settembre 2008 ore 09:13
nessuno può davvero prevedere cosa succederà, mi limito ad alcune considerazioni:
1)il petrolio non finirà di colpo, ma avrà un declino progressivo, visto che è inevitabile sarebbe opportuno attivarsi per vivere un declino il più lento possibile, con il risparmio energetico, al fine di evitare le pericolose conseguenze di uno stop rapido, improvviso e inatteso
2)il petrolio per fortuna non è l'unica forma di energia, carbone e nucleare sopravviveranno a lungo, le rinnovabili faranno la loro parte (sono considerate insufficieti, ma comunque in contnua crescita)
non mi metto qui a fare considerazioni su global warming o altri temi di portata troppo vast, dico solo che con le considerazioni qui sopra quello che si prospetta nel post-petrolio per l'umanità è un futuro più scomodo, ma non improvvisamente insicuroe arretrato
comunque non credo assolutamente alle seguenti affermazioni:
1) via il petrolio = via le medicine: no, alcuni principi attivi sono di sintesi petrolifera, è vero, ma si parla di quantità limitate, sostituibili con altri procedimenti chimici
2)via il petrolio = via fertilizzanti e via concimi quindi basta coltura intensiva unica via per grandi produzioni : è abbastanza dimostrato che la coltura intensiva "erode" la capacità produttiva del terreno, quindi il ritorno ad un'agricoltura più "umana" sarebbe solo auspicabile, non dimentichiamo quanto terreno agricolo è abbandonato in italia, oltre ad una maggior redditività in caso di riduzione di coltivazioni come tabacco, vite oltre che ad una riduzione dell'allevamento di bestiame da carne
3)via il petrolio = meno cibo perchè non ci può più arrivare: questa pratica è la catastrofe dei giorni d'oggi, cibo africano o sudamericano portato in europa e nord-america, cibo europeo portato in africa per "sfamare" le popolazioni locali, gente che vuole mangiare frutta primaverile in autunno e viceversa, o meglio, gente che non sa neanche più cosa sia il concetto di "frutto di stagione",inoltre non dimentichiamo che in paesi come l'italia si butta metà del cibo, e con quello stesso cibo buttato dalla sola italia si sfamerebbe l'intera africa
79. Aldo, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 09:28
Surak, quali sono le tue origini? Da dove vieni? Dove vivi? Chiedo, perché credo che la risposta (generica, per la carità, la mia non è un'indagine di polizia!) possa aiutarmi a capire il tuo punto di vista. Punto di vista che, l'avrai capito, al momento non condivido.
80. Andrea, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 09:34
Ma nessuno di voi ha letto "i nuovi limiti dello sviluppo"? I discorsi sono un po' più complicati di cosi!
81. Aldo, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 09:35
Omar: "non dimentichiamo quanto terreno agricolo è abbandonato in italia"
Non dimentichiamo che si tratta di terreni marginali a bassissima produttività e collocati in zone "instabili". Sicuramente su quei terreni l'agricoltura meccanizzata è impraticabile, a meno che si intenda distruggere entro una manciata d'annate terreni già precari per loro natura. Inoltre, quei terreni [fortunatamente] abbandonati servono a ristabilire l'equilibrio tra aree ferocemente antropizzate e aree naturali, equilibrio che in Italia è fortemente sbilanciato a danno delle aree naturali (non fatevi ingannare dalle colorazioni usate sulle mappe, né da quel che appare nelle viste da satellite: il verde che vedete da lontano può cambiare parecchio aspetto quando ci camminate dentro).
Ho l'impressione che su tanti argomenti anche su questo blog ci si nutra di luoghi comuni e di "sentito dire". Per la carità, è umano e sicuramente in qualche misura lo faccio anch'io (mica sono un marziano!), ma cerchiamo di controllarci e conservare un minimo di spirito d'osservazione.
82. Bernardo Mattiucci, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 09:53
Gia'... accettare il fatto che un problema esiste e' gia' di per se un grande problema da risolvere. E i discorsi di Surak e Omar dimostrano che e' facile rendersi conto che il problema esiste ma non altrettanto accettarlo. Quello che dite e' parzialmente vero, per carita', ma forse dimenticate le proporzioni. Non si sta parlando di un medicinale prodotto occasionalmente, si parla di tonnellate e tonnellate di medicinali da produrre giornalmente in condizioni pero' rese critiche dalla scarsita' di altre risorse. Che vi siano in natura i principi attivi sui quali si basano le medicine l'ho detto anche io... ma da qui a dire che si potranno sintetizzare medicinali con altri procedimenti chimici quando la chimica a livello industriale fa largo uso dei derivati petroliferi... beh... ce ne vuole. Non e' la qualita' che deve spaventarci... sia chiaro... ma la QUANTITA'. E analogamente... quando parlo di scarsita' di cibo, intendo dire che non se ne produrra' piu' a sufficienza. Cavolo... gia' qualche mese fa la FAO e l'ONU hanno dichiarato che non ci sono CEREALI a sufficienza per combattere, QUEST'ANNO, la fame nel mondo... e non siamo ancora in emergenza cronica mondiale... La scarsita' di cereali e' dovuta principalmente ai cambiamenti climatici e all'aumento del costo del petrolio. Figuriamoci tra qualche anno quando il prezzo del petrolio diverra' proibitivo e molte aziende non potranno permetterselo per alimentare i loro mezzi meccanici... e quando, soprattutto, non sara' possibile trasportare in pochi giorni CENTINAIA DI TONNELLATE DI CEREALI dal sud america all'europa! Cioe'... vi rendete conto o no del contesto del problema di cui stiamo parlando? Concludo (per ora :D ) riportando l'ennesima osservazione sul mio paese visto dalla finestra di casa mia. Quando ero bambino vedevo quasi ovunque campi di grano. Oggi vedo solo case! La gente e' aumentata e la produzione locale e' diminuita. Pensate veramente che il mio paese possa ritenersi potenzialmente autosufficiente? Io dico di no!
83. paolo zamparutti, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 10:19
il buon Einstein ce l'ha spiegato ampiamente decenni fa
e=M
e per M possiamo identificare tutto, ovviamente
m = cibo
m = economia
m = trasporti
m = sanità
con una stabilizzazione di E che l'unamità ha a disposizione e che per limiti geologici non potrà salire, anche tutto il resto si stabilizzerà. E' questione FISICA.
e se la popolazione andrà in overshooting continuando ad aumentare per anni, è palese che tutto quanto elencato sopra andrà suddiviso su un maggior numero di persone
e quando arriverà il momento in cui l'energià calerà, tutto il restò calerà
migliore distribuzione del cibo e delle ricchezze? con meno energia una delle prime cose ad essere compromessa saranno i trasporti, dunque la distribuzione in ogni sua accezione, saranno ancora più difficili di ora.
84. Paolo B., Venerdì 26 Settembre 2008 ore 10:37
Mi sembra di capire che alcuni pensino che l'agricoltura post petrolio sia in grado di nutrire 7 miliardi di persone e più.
Questo assunto è tutto da dimostrare e non sarebbe male riflettere sul fatto che prima dell'avvento dei pesticidi, diserbanti e fertilizzanti chimici(da metano) nei campi coltivati, la popolazione mondiale non raggiungeva i 2 miliardi di individui.
Per quanto riguarda l'impiego di carbone ed energia nucleare, il primo ci porterebbe solo tanti problemi in più di salute, inquinamento e clima, la seconda ha tempi di realizzazione lunghi e disponibilità di uranio(ai livelli di consumo attuale beninteso) di circa 20 anni e insolubili problemi di scorie da smaltire. L'unica strada razionale e percorribile è l'energia rinnovabile.
Che il petrolio non finirà di botto è certo, che si possa continuare col dogma della crescita infinita dopo di esso è un'utopia, che sempre dopo seguano altri "picchi", tra cui quello della popolazione globale, è praticamente certo.
Che la civiltà terrestre debba tornare indietro socialmente e tecnologicamente in un contesto di imbarbarimento globale o trovare un nuovo tipo di paradigma economico/energetico/agricolo che assicuri una sopravvivenza dignitosa(a misura d'uomo) alle persone, dipenderà principalmente da come si muoveranno i Governi oggi e nel prossimo futuro. I singoli poco o nulla potrebbero fare in tal senso.
In ogni caso, questo tipo di civiltà terrestre è al capolinea.
Crescita e sviluppo sono parole che nel medio futuro non avranno più significato.
La sola speranza per una decorosa sopravvivenza dell'umanità negli anni a venire è unicamente identificabile in quattro parole: economia a stato stazionario
85. Alessandro, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 10:44
Ci risiamo, soliti discorsi al peggio.
Sapete come la penso ma ve lo ridico.
La fine del petrolio non sarà la fine della civiltà umana.
La civiltà umana si trasforma ed evolve da migliaia di anni e nel complesso non è mai tornata indietro xkè ha sempre trovato il modo di risolvere i suoi problemi.
Il problema oggi non è il petrolio o la mancanza di energia, questi sono aspetti relativi, il problema principale è l'aumento della popolazione.
L'esempio del vetrino è lampante.
Aumenta la popolazione, aumentano le necessarie risorse x mantenerla in vita e in salute e in felicità etc etc.
Da ciò l'esaurimento delle risorse di un pianeta finito o meglio di una biosfera limitata secondo gli attuali paradigmi.
Ma la civiltà umana trova sempre la soluzione, finora è stato così e non si capisce xkè non debba esserlo anke domani.
In effetti il problema è pensarci oggi, ma la soluzione può arrivare anke tra 10 anni.
Fatte queste premesse vorrei solo porre all'attenzione quali potrebbero essere delle semplici soluzioni x guadagnare tempo e/ sostituire il paradigma fondamentale.
Soluzioni talmente banali ke già da anni sono in atto anke se nessuno vuol vedere.
In edilizia esiste il concetto di casa passiva ed ecologica.
Sono case ke possono essere realizzate anke a consumo 0 ovvero senza rikiedere energia dall'esterno, totalmente autosufficienti, traendo energia principalmente dal sole e riducendo le perdite a valori minimi.
Le principali realizzazioni sono nei paesi nordici dove notoriamente il sole non brilla.
Non so se rendo.
Inoltre le case passive non sono al massimo grado di autosufficienza, la realizzazione di condomini sembra essere di gran lunga + efficente.
I costi oggi sono paragonabili all'edilizia classica, si parla di solo un 10% in + come investimento x la costruzione ke cmq si recupera in breve tempo considerando ke un edificio se ben mantenuto può durare decenni e decenni.
Uso di fonti solari è già legge in Italia come integrazione, così come da almeno 20 anni si sono inserite norme x l'isolamento degli edifici sempre + stringenti.
Ma da questo alla casa passiva c'è ancora molto da legiferare.
L'altro grande problema moderno è la mobilità.
Non si risolve aumentando i mezzi in circolazione ma si potrebbe intanto obbligare in 20 anni, come il Conto Energia, a trasformare a livello planetario la auto di nuova produzione in elettrike.
Ogni anno il 5% della produzione delle case automobilistike deve essere elettrico e il costo spalmato sul 100% della produzione. Un pò come oggi ke molte case vendono auto Diesel allo stesso prezzo del benzina o con alimentazione già integrata a GPL o Metano. Basta farla legge e valida x tutte le case, basterebbe anke cominciare dall'Europa, tutti gli altri sarebbero costretti ad adeguarsi.
Sviluppare inoltre ferrovie e tram elettrici e ridurre l'uso dell'auto incrementando quello delle bici elettrike.
Anke la filosofia dell'urbanizzazione deve cambiare.
Ricordo ke Atlanta negli USA è una città di cui si narra ke un pedone nel centro città non esce mai all'aperto xkè tutti i percorsi sono al coperto o al kiuso.
Non so se è vero o è solo leggenda, ma cmq scrivere leggi ke impongano diversi e + comodi criteri di costruzione degli edifici nelle città potrebbero essere i podromi della loro ricostruzione nei decenni in modo + vivibile ed ecosostenibile.
L'alimentazione umana deve diventare meno ricca e + sana e salutare e anke qui si può legiferare in merito, inoltre si potrebbero cominciare a sperimentare le Vertical House, ripristinare le terre perse.
Vorrei ricordare ke l'uomo ha coltivato anke sulle Ande e in ogni luogo dove vi fosse acqua disponibile x irrigare a prescindere dalla difficoltà creando soluzione come i terrazzamenti ke hanno millenni di storia e altro ancora.
L'acqua sul pianeta Terra non manca, è il suo sfruttamento e la sua distribuzione ke crea i problemi, oltre al suo inquinamento.
Inoltre i mari sono la distesa + ampia ke esiste sul pianeta e una sua gestione ottimale potrebbe integrare l'alimentazione umana molto di + di quanto faccia oggi, dove invece viene inquinato e distrutto quotidianamente.
Potrei continuare x ore a scrivere di quante soluzioni sono solo oggi a portata di mano x poter tranquillamente far vivere al livello occidentale tutta la popolazione terrestre, tanto ke a quel punto la sovrappopolazione non sarebbe + un problema visto ke le civiltà occidentali non crescono + da tempo e se non fosse x l'immigrazione il saldo sarebbe già negativo.
Come ho avuto occasione di scrivere sul mio blog: l'intelligenza è nulla senza saggezza; ed oggi forse vediamo l'intelligenza ma non la saggezza ke è in noi ma ciò non toglie ke possiamo farcela.
Colonizzare il mare potrebbe portare ad ulteriore aumento della popolazione come il progetto di SeaSteading o l'Isola di Eden.
Concordo sullo scetticismo su queste classi politike moderne, sul paradigma del capitalismo e consumismo etc etc.
Non x nulla il progetto dell'Isola di Eden è anke politico e il fine è quello di una nova micronazione con un governo così nuovo da essere vecchio di oltre 2000 anni, rivisto e aggiornato.
Ritengo ke sarà solo questione di tempo e adattamento, così come oggi è il capitalismo il sistema vincente sul pianeta, domani sarà probabilmente una sua rivisitazione molto + in kiave socialista. I sistemi cambiano in base alle circostanze.
Una delle maggiori prerogative umane non è l'intelligenza ma la sua capacità di adattamento all'ambiente ed è stata questa qualità ke ha fatto dell'uomo la prima specie del pianeta, l'intelligenza è stata solo di supporto, quando saggia ;)
MAX_ALEX
isoladieden.wordpress.com
86. giuseppe, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 10:45
Un po' di speranza...
http://www.energia.in/Protocollo-di-Kyoto/Un-progetto-straordinario-per-far-rinascere-il-Sahara-2.php87. Paolo B., Venerdì 26 Settembre 2008 ore 11:02
@85
"Potrei continuare x ore a scrivere di quante soluzioni sono solo oggi a portata di mano x poter tranquillamente far vivere al livello occidentale tutta la popolazione terrestre"
Quanto genuino(e ingenuo) idealismo...
88. marco, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 11:12
Ma come si fa ad essere ottimisti se molte persone non riescono a fare a meno dell'aereo per andare da Milano a Roma?
Come si fa a dipingere una tragedia il fallimento di una compagnia aerea regionale? Il futuro sarà in pochi voli europei e intercontinentali; per brevi tratte il treno o a piedi o stai dove sei e usi il telelavoro?
Come si fa ad essere ottimisti se usiamo ancora il denaro per comprare il cibo? Ce lo deve dire Paulson che ormai non funziona più così?
COme possiamo pensare di essere ottimisti se una hostess dice"io non sono paragonabile ad un professore io faccio sicurezza di volo?!?!" (e quindi devo essere pagata di più!)
Come facciamo a pensare ad essere ottimisti se, a parte qualche blog, nessuno non dico agisce ma prende coscienza con tutta l'inerzia che ciò comporta?
Aiutatemi ad essere ottimista. Grazie.
89. Omar B., Venerdì 26 Settembre 2008 ore 11:33
io ho sottolineato che non posso sapere, e nessuno può saperlo, di come andrà il futuro davvero
dopotutto come dice alessandro l'uomo ha continuato a progredire, io aggiungo che l'ha fatto con alti e bassi, quindi dopo una forte crescita ci stà una stagione di crisi, ma ricordate che in questi anni petroliferi passati, e in quelli futuri che restano, un progresso tecnologico c'è stato e quello non sparirà con il petrolio
quello che davvero voi non volete capire (dico così perchè quando lo si dice a me mi irrito e lo dico anche io allora) è:
-la produzione petrolifera calerà in modo graduale, non improvviso, non siete certo voi che m'avete illuminato su quanto sia importante il petrolio per i 7 miliardi di esseri umani, ma se davvero una Terra de-petrolificata non fosse in grado di sostenere piu di 2-3 miliardi di esseri umani questa riduzione sarebbe certamente dolorosa, ma progressiva, sarebbe un nuovo adattamento della nostra specie
-molto di quanto il petrolio ci da è davvero necessario e/o insostituibile? l'enorme disponibilità di energia ha fatto si che sul mercato alimentare fosse conveniente che lo stessa mela prodotta nella mia valle o agli antipodi, in nuova zelanda, abbiano su per giù lo stesso prezzo ... di più, ha fatto anche si che nella mia valle una coltivazione come quella della mela abbia occupato il 99% dei terreni facilmente coltivabili, prendendo il posto di molte altre coltivazioni più importanti per l'alimentazione.. di più, ha fatto si che convenga mantenere le vacche ferme in una stalla, alimentate con foraggio della pianura, lasciando quello locale a marcire nei prati, o peggio arso in molti roghi... di più, ha fatto si che esista l'allevamento da carne, mentre un tempo si crescevano le vacche per il latte e il macellaio veniva solo per i maschietti e le vacche ormai imporduttive... di più, il famoso letame, concime naturale, possibile fonte di gas naturale, spesso è "smaltito" come un rifiuto speciale, perchè puzza e nessuno vuole occuparsene e soprattutto non vuole vederlo in giro.. di più, buttiamo nei casonetti metà del cibo che compriamo... di più, il cibo che effettivamente mangiamo è comunque troppo..... di più, facciamo venire legna da ardere da chissà dove, perchè costa meno che andare nel bosco, o ancor meglio usare scarti agricoli che qualche contadino brucia direttamente nel campo, o ancor meglio che usare tutto quanto fa bio-massa per produrre gas... di più, ormai avere l'orto sotto casa è da accattoni (forse esagero, ma non troppo ), meglio il piazzale asfaltato per l'auto, più una parte lastricata in pietra, il fontanone e un pezzo di giardino da tenere belllo tosato e liscio rigorosamente con il tosaerba
mi fermo qui, solo un'altra cosa: secondo voi in cina,india e dintorni, metà della popolazione mondiale, quanto petrolio consuma, di cosa vive? e soprattutto, avete idea di come vivono?
90. Bernardo Mattiucci, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 11:35
@85
si continua a parlare a livello teorico e ideale.
Per attuare tutti questi cambiamenti di cui parli o accenni, e' necessaria una rivoluzione culturale a livello mondiale che sradichi diversi secoli di vita basata sul denaro.
Il fatto che nei paesi occidentali la natalita' non sia elevata non e' una prova del fatto che non c'e' una emergenza popolazione. Anzi... La crescita annuale e' di diverse centinaia di migliaia di individui l'anno. Individui che nascono e crescono in paesi che non hanno, al momento, nessuna o scarse capacita' produttive e che vengono a premere contro le frontiere occidentali per potersi sfamare.
Il problema... chiavatevelo nella testa... e' MONDIALE e non LOCALE come invece continuate ad analizzarlo voi.
E' a livello mondiale che esiste il problema ed e' sempre a livello mondiale che bisogna affrontarlo e risolverlo.
Dire che l'Argentina e' autosufficiente come l'Australia e la Russia... non basta per dire che tutto il mondo puo' essere autosufficiente... perche' l'Italia non lo e' affatto... e non lo era neanche 50 anni fa se proprio dobbiamo dirla tutta.
Altre nazionieuropee non lo sono mai state e non lo saranno per tutta una serie di problemi.
E quelle poche nazioni che potevano essere autosufficienti e rappresentare la nostra potenziale salvezza per quanto concerne la produzione agricola, vedi Ucraina, Ungheria e Romania, hanno subito GRAVI DANNI dalla siccita' prima e dall'alluvione dopo tanto da IMPORRE uno STOP TOTALE alle ESPORTAZIONI per almeno 2 anni!
E questo si e' ripetuto anche in altre zone del pianeta!
91. Bernardo Mattiucci, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 11:47
@88 Marco, sii ottimista che per fortuna questo week-end c'e' la Formula 1 a Singapore dove hanno installato 1500 proiettori per illuminare a giorno una gara che viene corsa di notte (sarebbe stato piu' interessante illuminare a notte una gara che si corre di giorno... ma vabbe'... :D)
@89 Omar, prova a pensare alla reazione che hanno tutti quegli individui che si vedrebbero costretti a rinunciare al "progresso" tipico dei paesi occidentali. Io il coraggio di andare da loro e dirgli che non potranno permettersi la playstation 3 o la Xbox-360 perche' altrimenti consumano troppo non ce l'ho. Come non ho il coraggio di pensare a cosa accadrebbe se verrebbero vietate per sempre TUTTE le trasferte di calcio anche solo nel nostro paese.
Infatti non nego che di alternative e/o soluzioni ce ne siano a vagonate... ma il problema e' metterle in pratica in un contesto altamente squilibrato e irritato, leggasi instabile socio-politicamente, come quello dei pesi (soprattutto) occidentali!
92. ste, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 11:52
@90
"Il problema... chiavatevelo nella testa..."
è una cosa bondage...?
93. Bernardo Mattiucci, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 11:56
assolutamente no... il temine dialettare "chiavatelo nella capa" (mettitelo in testa) e' totalmente slegato da altri significati.
Diciamo piu' che altro che "vi consiglio caldamente di tener ben presente il fatto che..." possa essere una traduzione piu' che azzeccata del significato originale che volevo dare alla parola.
Mi scuso per il dialetto!
94. Luc x, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 12:13
ovviamente parlavo in maniera teorica per quello che riguarda un futuro lontano scontato(come i batteri nel vetrino).
a livello pratico i mezzi ci sono e come dice paolo(87) si puo stare ore a descriverli(es:una torre agricola può sfamare 50k persone ed essere costruita direttamente in città).naturalmente si puo stare ore anche a descrivere le difficoltà di attuazione di tali mezzi.(per questo forse paolo parla di idealismo)
come gia detto tutti i periodi di cambiamento portano un malessere radicale temporaneo.(dal quale di solito si risale)
il decadimento che porta all'estinzione e cmq lento lentissimo,basti pensare all'uomo di neanthertal ha cominciato ad estinguersi 50mila anni fa per culminare l'estinzione in un processo che è durato30-40mila anni.(e non venitemi a dire che per noi e diverso che oggi son finite le risorse , anche per loro erano finete le risorse per i mezzi e il fabbisogno di cui necessitavano)si può parlare di cambiamento(il fatto che questo cambiamento sia "apocalittico"per le generazioni di mezzo non si discute) ma non certo di fine
95. Surak 2.0, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 12:53
@79 Aldo
Sono della provincia di Firenze.
Le mie origini? Etrusche ;-)
Mi sembra che si sia aperta una discussione tra "catastrofisti" e "possibilisti". Dato che sono della seconda "squadra", mi sembra che gli argomenti di questa siano più oggettivi e diventa faticoso discutere con chi dipinge il "picco" come una fine istantanea del petrolio. Certo magari i possibilisti devono fare affidamento sul buonsenso della classe politica mondiale per cui occorrerà parecchia ma parecchia...ma parecchia fortuna, ciò però non toglie che le possibilità di continuare a vivere _diversamente_ ma sempre a livelli di modernità ci sono e sono pure sostanziose. Il che non vuol dire che, con un effetto domino, una prossima guerra in Medioriente non ci porti all'autodistruzione atomica. Questo però fa parte della visione dei catastrofisti...visione che più è diffusa e più porta in quella direzione. Certo..più tardi si inizierà a razionalizzare le società e le economie e più sarà difficile fare le cose bene, ma nel frattempo (nel nostro piccolo) cerchiamo di razionalizzare almeno le informazioni e le idee.
Ciao!
96. Bernardo Mattiucci, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 13:04
@95
Surak, il confine apparente tra "catastrofisti" e "possibilisti" e' molto meno reale di quanto tu possa credere.
Il "possibilista" parte dal presupposto, piu' o meno condivisibile, che l'umanita' HA qualche possibilita' di sopravvivenza SE ATTUA dei cambiamenti piu' o meno radicali nel suo stile di vita.
Il "catastrofista" parte dal presupposto, piu' omeno condivisibile, che l'umanita' NON HA alcuna possibilita' di sopravvivena SE NON ATTUA dei cambiamenti piu' o meno radicali nel suo stile di vita.
Considerando che le due visioni sono assolutamente equivalenti, l'unica differenza tra le due e' da ricercare nella "fiducia" che si ripone nella volonta' degli esseri umani di attuare, VOLONTARIAMENTE (quindi senza nessuna costrizione), i cambiamenti di cui si ha l'assoluta necessita'!
Detto questo... io sono convinto che lavare la testa all'asino e' fatica sprecata e ci si rimette tempo e sapone. Certo... non e' la stessa cosa per tutti gli asini... ma in generale e' cosi'!
Considerando inoltre il fatto che il futuro non sara' piu' come l'attuale presente, una piu' o meno forte (e drastica) riduzione degli esseri umani non potra' che giovare al futuro della nostra razza!
(questo e' almeno il mio pensiero)
97. Aldo, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 13:20
Grazie Surak.
98. Aldo, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 13:27
"[...] sarebbe un nuovo adattamento della nostra specie [...]"
Nella fattispecie l'ha scritto Omar, ma è una frase ricorrente che merita una precisazione. Ordunque...
...l'adattamento di una specie avviene per selezione attuatua sugli individui e la selezione è sempre un processo intrinsecamente doloroso. L'errore di fondo commesso da chi usa frasi del tipo riportato è quello di confondere la specie con gli individui e, in maggiore dettaglio, la specie con *se stesso*. Quando si parla di adattamento (con tutto quello che l'adattamento comporta) occorrerebbe invece tenere ben presente che le probabilità d'essere tra coloro che subiscono gli effetti negativi della selezione sono maggiori di quelle d'essere tra coloro che li superano. Senza dimenticare che anche il superamento di una selezione non è necessariamente un processo dei più gratificanti.
Personalmente preferisco soffermarmi sull'individuo (e l'individuo che conosco meglio sono io stesso), lasciando stare i discorsi sulla specie che, a mio modo di vedere, ha molti dei tratti di un'entità astratta. Ritengo sia un modo come un altro per tenere i piedi per terra il più possibile.
99. Omar B., Venerdì 26 Settembre 2008 ore 14:08
aldo, io parlavo di specie e non di individui
invece, a proposito di possibilisti e catastrofisti non è vero che siano posizioni equivalenti, io almeno per quello che mi riguarda vedo che manca sempre il riferimento ai cambiamenti che l'uomo si vedrà costretto a fare
100. Bernardo Mattiucci, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 14:40
Omar
- i possibilisti pensano a come sara' la vita "futura"...
- i catastrofisti penano a come NON SARA' in futuro la vita attuale.
Mettila come ti pare ma la realta', almeno per quanto mi riguarda, e' questa.
Io non dico che moriremo tutti quanti e che qualunque possibile azione e' inutile perche' ormai l'apocalisse e' vicina... pentitevi finche' siete in tempo e magari versate i vostri soldi a mo' di espiazione delle vostre colpe su un conto in banca in svizzera che casualmente e' intestato al sottoscritto....
.....dico "solo" che la stragrande maggioranza della popolazione del pianeta Terra non avra' le capacita' di adattamento e accettazione della realta' necessarie per poter continuare a vivere in un mondo con uno stile di vita totalmente differente da quello attuale. E' una considerazione a medio termine e non a breve. Nell'immediato... ovvero qualche mese o qualche anno... ci sembrera' che non stia accadendo null'altro che la solita solfa di eventi piu' o meno eclatanti che verranno riportati in 10 modi diversi sulle 5 reti televisive del nostro paese. Ma tra una decina di anni, ripensando agli ultimi 10 anni trascorsi, ci accorgeremo dell'enorme cambiamento cui siamo stati ignari spettatori/autori.
Gia' oggi, per chi ha 30/40 anni, i cambiamenti nelle nostre campagne sono enormi e alle volte sconvolgenti. Figuriamoci tra qualche anno!
Qualche possibilita' c'e'... ovvio... ma scordiamoci che ci salveremo tutti e 7 i miliardi attuali perche' non sara' possibile... ne dal punto di vista statistico, ne da quello storico, ne da qualsiasi altro punto di vista "reale"!
101. Aldo, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 19:05
Bernardo: "Gia' oggi, per chi ha 30/40 anni, i cambiamenti nelle nostre campagne sono enormi e alle volte sconvolgenti. Figuriamoci tra qualche anno!"
Infatti ho 44 anni e non riconosco già più il mondo che mi circonda come il "mio" mondo, quello nel quale sono cresciuto. Il cambiamento, portato avanti alla velocità attuale, tritura le nostre esistenze peggio d'un trinciastoppie, e non credo di dire una sciocchezza dicendo che accelererà ulteriormente. Il che mi dà i bruciori di stomaco: meglio che vada a mangiarmi quel piatto di polenta ai formaggi che sta cuocendo sul fornello, in cucina.
102. Alessandro, Venerdì 26 Settembre 2008 ore 19:37
L'uomo ha diversi difetti.
Finkè la fiamma non arriva a lambire la sua pella, la trova bella, affascinante ... calda ... come poesia.
Poi quando si scotta .. reagisce, ma non cambia idea ... e da quel momento in poi starà attento a non scottarsi ancora ;)
Il tempo non è maturo, ancora non siamo scottati ma la fiamma è prox alla pelle ... a breve vedremo la reazione.
Io amo avere fiducia e nutro speranza.
MAX_ALEX
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