Uno sguardo dal picco
Non siamo gli unici, checché ne dica la stampa, a sopportare un prezzo della benzina totalmente slegato da quello del barile (al momento a 93$). Stupirà forse qualcuno apprendere che in USA è la stessa cosa, il prezzo non è praticamente sceso di una virgola da quando il barile era a 150. Potete immaginare quanto gli automobilisti colà siano infuriati.
Ma in questi giorni, al prezzo stellare di quasi 4$ al gallone si aggiunge il rischio che si finisca addirittura ai razionamenti. L'uragano Ike non è stato affatto generoso col sistema petrolifero americano, specialmente quello downstream: tutti i principali porti di scarico sono fuori uso, e così le raffinerie del Texas e molti oleodotti.
Si comincia seriamente a parlare di possibili razionamenti agli utenti finali, basati sulla disponibilità di prodotti raffinati e non per questioni di prezzo.
Tutto ciò suona davvero assurdo a tutti noi. Uragani, mancanza di raffinati, ipotesi di razionamenti, e malgrado ciò il prezzo del barile continua a scendere? Qualche malalingua ipotizza che scende, e scenderà ancora, per un ovvio motivo: c'è bisogno di cash sui mercati, visto quel che sta succedendo. E chi ne ha bisogno, vende futures, assets, azioni petrolifere per realizzare in fretta e bene.
Possibile?
Beh comunque una certa correzione sul prezzo dei carburanti negli USA c'è stato!
http://tonto.eia.doe.gov/oog/info/gdu/gasdiesel.asp
Notate invece la brusca inversione della benziana dopo il passagio di Ike!
Non mi sembra che ci sia molto di eclatante nel prezzo del petrolio, con questa recessione in corso il valore del barile è ben dentro l'ipotesi di interregno che doveva seguire la correzzione, cose che si scrivevano quando era ad un passo da 150. Se vediamo bene il quadro è anomalo solo apparentemente. Non ci sono navi da guerra nel golfo, e questo gia si porta via una quota speculativa di rischio, le maggiori economie sono in recessione spinta (lo scenario peggiore tra quanti predetti un anno addietro) il dollaro è in un momentpo di sussulto, a mio avviso sono gli ultimi fremiti della cartaccia verde che da novembre potrebbe farci vedere cose inedite. In altri termini le quote di vendite alla disperata sicuramente ci sono, ma non sembrano particolarmente determinanti. Sui distillati ricordiamo solo che le raffinerie hanno lavorato per mesi a margini miserabili ed è normale che adesso ci facciano una bella cresta, anche perchè potrebbe essere messo tutto in crisi in pochi giorni dal collasso del biglietto verde, che è solo procrastinato. Spero di articolare meglio il discorso nei prossimi giorni, ed intanto vado ad aggiornare il quadro terra terra di import ed export, per vedere il polso del moribondo.
Vabbè che questo è un blog sul peak oil, ma cerchiamo di essere meno egocentrici. Non siamo l'ombelico del mondo (anche se il peak oil potrebbe diventare il problema tra qualche anno).
Non c'è nessuna losca manovra. Semplicemente, il sistema finanziario globale è stato per troppo tempo senza controlli, e con un costo del denaro troppo basso. Ciò ha favorito comportamenti lucrosi a breve, ma che hanno portato alla tempesta attuale, peraltro da molti largamente prevista. La tigre, però, si cavalca sino all'ultimo, sperando di riuscire a tirarsi indietro quando si volta per sbranarti. Lehman e altri non ci sono riusciti.
Che la crisi abbia effetti anche sul prezzo del petrolio e sugli investimenti necessari per trovarne altro, o per sviluppare fonti alternative è vero, e non tanto per la caduta del prezzo, ma per la stretta sul credito. Ma questo è solo uno dei tanti effetti collaterali, come la recessione in arrivo.
Per il resto credo che abbia ragione Draghi: il sistema è in grado di superare la crisi, con l'aiuto generoso delle banche centrali. Chiaramente, non senza danni anche gravi.
FANTA POLITICA ECONOMICA:
Secondo me ci hanno messo le mani i cinesi:
...La Cina ha una potenza economica incredibile, in grado di falsare il mercato se vuole, e abbastanza pochi scrupoli da usarla per raggiungere i propri obiettivi.
La Cina è certo stata una dei responsabili dell'escalation delle materie prime, ed ha un mercato interno potenziale, in grado di fare a meno del mercato USA.
L'america dei finanzieri e delle banche potrebbe aver provato a giocare con soldi fittizzi in mercati e con numeri più grandi del ragionevole, per poi trovarsi a corto nel momento cruciale.
Tenete presente che una gran quantità di dollari era piovuta sui mercati immobiliari asiatici, in vista di una crescita esponenziale del mercato... questi drogato da mutui a tassi bassissimi offriva grandissime prospettive ma i mercati asiatici non erano pronti (tenete presente che in un mercato dove i finanziamenti per piccoli acquisti sono praticamente inesistenti sono fioccati un sacco di opportunità per l'acquisto immobiliare a tassi convenientissimi, tenete anche presente che chi non ha una casa non ha problema a dormire da qualche parente in concentrazioni per noi inimmaginabili e che il clima spesso permette di poter dormire addirittura all'aperto) ritrovandosi probabilmente con una quantità di insoluti ingestibile.
Così i cinesi potrebbero essere riusciti (più o meno involontariamente) a trasformare una manovra volta a tenere in schiavitù larghe parti della loro popolazione, in un boomerang che ha messo in ginocchio il gigante americano.
insomma gli schiavisti che rischiano di diventare essi stessi schiavi degli ex schiavi.
FINE DELLE FARNETICAZIONI
Chissà però che impatto ha avuto una simile potenza come quella Cinese immessa in un mercato economico fino ad allora praticamente chiuso.
#34 Debora
con il crollo del prezzo la ricerca di petrolio DIFFICILE
Barsile , Artico ecc.. Kazakista ...diventa non economica
cala la produzione e rimane in mano ai SOLITI
Ma il prezzo basso ha anche messo in crisi le banche e tutti quelli che speculavano ancora su un rialzo
piu o meno come i mutui subprime per le case
mandando allo scoperto chi ha speculato sul rialzo
quindi il colpo che doveva colpire i produttori DIFFICILI si è RIBALTATO anche sulle BANCHE
Questo sembrerebbe un errore se volevo tenere in piedi il PAESE più RICCO
ma se non mi importa nulla dei varii paesi ma solo del controllo delle risorse e delle ricchezze
con un colpo solo mantengo il controllo delle risorse
ESTRAIBILI impedendo la crescita di nuovi concorrenti
e le ridistribuisco su paesi con manodopera e industrie NUOVE DELOCALIZZATE
Le Multinazionali mantengono il controllo di PRODUZIONE e CONSUMO in un nuovo mercato che gli pone meno regole
e che possono gestire per i minori consumi con le minori RISORSE RIMASTE
Se mi sono spiegato male intervengo dopo le 20
Luigi
Non ciò capito niente, puoi articolare Luigi? :-)
Scaroni qualche mese fa aveva predetto il petrolio sui 60 dollari
http://petrolio.blogosfere.it/2008/04/untapped-arabia-dal-2009-basta-esplorazioni.html
fortuna oppure sapeva già tutto???
lorenzo_c
#23 Paolo Zamparutti
per i paesi produttori il ribasso atuale è catastrofico, tenendo conto degli enormi investimenti in essere per acquisire nuova produzione.
#25 mamo
Al momento del pagamento dei futures le banche d´affari si sono trovate sul mercato petrolio reale a prezzo di realizzo.Da notare che i russi ,al contrario dell´opec ,non si sono lamentati del ribasso.
Tesi Complotto
Che sia in corso una bella GUERRA ECONOMICA?
Crollo del prezzo per tagliare la ricerca
ma contraccolpo ai futures e alle banche
Se devo ridurre i consumi ( picchi varii delle risorse)
il modo migliore è tagliare le gambe a chi consuma di più
e non è più un buon pagatore
ci sono tanti nuovi schiavi che lavorano bene a poco prezzo
Tanto le multinazionali riamgono tali.
che COMPLOTTISTA che SONO
Si, in effetti cambia solo il metodo di riscossione delle cambiali internazionali.Gli ebrei fanno girare le mazzette sotto banco,poi filmano i politicanti che le prendono e passano i dossier all´oppositore politico del momento.I russi invece ti mandano a casa lo spetsnaz a chiarificare....
se gazprom va a picco tutta la russia va nel caos, e l'europa sta al freddo
Secondo me ,si tratta di disinformazione per evitare che le terze,quarte file bancarie passino a putino.E´vero comunque che il sistema finanziario russo e´sempre stato un perfetto colabrodo,ma da qui alla bancarotta di gazprom o chi per lei ce ne passa.
@27
Non per niente il nostro presidente del consiglio è molto amico di Putin.
Ora passi per Alitalia, ma mi chiedo come un gigante dell'energia possa rischiare la bancarotta. Qualche piccolo dubbio mi sovviene... e dubito fortemente dipenda dagli ultimi ribassi, mi ricorda tanto Telecom & c.
ANSA) MOSCA, 16 SET - Il gigante russo del gas e del petrolio, Gazprom, rischia il tracollo finanziario per debiti, secondo due esponenti dell'opposizione.L'ex vicepremier Boris Nemtsov, gia' capo dell'Unione delle forze di destra (Sps), e l'ex viceministro dell'Energia Vladimir Milov scrivono in un rapporto ripreso dal quotidiano 'Nezavisimaia Gazeta' che i debiti di Gazprom sarebbero saliti dai 13,5 miliardi di dollari del 2000 ai 61,6 del 2007, col rischio di bancarotta.
qui si parla di un forte ribasso delle previsioni sui consumi, specie in USA. insomma il prezzo basso perchè caleranno i consumi, e quindi cala anche l'investimento sui petroliferi.
http://www.elpais.com/articulo/economia/petroleo/baja/88/dolares/rebaja/previsiones/OPEP/elpepueco/20080916elpepueco_4/Tes
un misto di realtà e finanza, direi
Tesi complottista.
Quando i futures di carta hanno raggiunto quasi 150 $ ,putino mette sul mercato qualche bilione di barili tenuto nascosto in pozzi in finta depletion.Al momento del pagamento dei futures le banche d´affari si sono trovate sul mercato petrolio reale a prezzo di realizzo.Da notare che i russi ,al contrario dell´opec ,non si sono lamentati del ribasso.
Ovviamente i russi hanno giocato al ribasso e adesso vanno pagati.Ucraina+georgia e qualche isola mista?
I geni della finanza di leman & affini hanno dimostrato tutta la loro inutilita´e adesso ,come succede sempre negli usa,sono on the road.
secondo me è come chi gioca... non per niente si dice giocare in borsa.
Ti sei abituato male... hai un tenore di vita superiore a quanto ti puoi permettere e ad un certo punto una giocata ti tradisce, allora giochi una cifra leggermente superiore a prima in un altro campo: l'oro è sempre stato un bene rifugio, il petrolio "picca", il cibo scarseggia.
Tutti si precipitano li e il prezzo lievita eccessivamente, finché qualcosa succede... arriva la fine del mese e vanno chiusi i bilanci, il padrone di casa vuole l'affitto... si cerca di realizzare ma a quel punto siamo in troppi a vendere: non tutti vogliono farsi la catenina d'oro ne vogliono andare in ferie per forza a consumar benzina... il prezzo scende, prima poco poi precipita preso dal panico.
Allora se possiamo prendiamo tutti i soldi (anche quelli che non abbiamo) e li buttiamo in un altro mercato che pensiamo sarà redditizio a breve e dia delle garanzie... così pure quello gonfia gonfia e... esplode.
Prima o poi la calma ritorna, ma qui i pesci che boccheggiano sono tanti: mi sa che prima devono schiattare un po di pesci ancora.
Chissà quanto deve scendere ancora il petrolio rima che qualcuno ricominci a comprare.... probabilmente verso i 70-75 o poco di più, prima dell'inizio della salita ripida. :-)
per i paesi produttori il ribasso atuale è catastrofico, tenendo conto degli enormi investimenti in essere per acquisire nuova produzione.
mi pare scontata qualche mossa per sostenere i prezzi, certo a complicare le cose ci si mettono le elezioni politiche statunitensi con conseguenti pressioni.
saranno mesi molto complicati.
Come ha detto Stefano, negli USA molte raffinerie e oleodotti sono chiusi, e per quel che ne so stiamo inviando dall'Europa molte petroliere cariche di raffinati per sopperire alle carenze negli USA.
Ciò porta a un aumento della domanda anomalo in Europa, che contrasta la diminuzione del prezzo del greggio. E' per questo motivo che la benzina non cala.
A me che piace sempre essere informato ed avere le idee chiare sulle cose mi pesa tantissimo ammetterlo ma...
NON CI STO A CAPIRE PIU' NIENTE!
E' arrivato il momento di fare incetta di titoli petroliferi! :-D
@18
Quando la barca dondola fa le onde grosse.... evidentemente un po di speculazione, un po di crisi ecc. ecc.
Secondo me il mercato (tutto, dal petrolio, all'oro, alle materie prime ecc.) è in questo momento totalmente preso dal panico e slegato dalla realtà... qualunque questa sia.
Finché non ritorna un po di quiete non è dato sapere in quale mercato si rifugerà il denaro, reale o virtuale che sia, rimasto sul mercato e quindi quale settore farà schizzare in alto e poi crollare nuovamente... sempreché qualcuno accetti ancora la moneta come base di scambio. ;-)
Insomma, lasciando stare le divagazioni sul prezzo della benzina alla pompa... qualcuno qui ha un'idea, supportata da dati oggettivi, del perchè il prezzo del petrolio continua a calare??
Avevano ragione quelli che dicevano: tutta speculazione?
@14 .. tant ola benzian costa uguale :):):)):)
Petrolio a 89 dollari.... a questo punto lo rivoglio a 60 dollari, cosi' giusto per rendere il tutto paradossale .
Beh... in effetti a qualcuno quegli 85 milioni di barili al giorno poi li devi vendere, ed oggi di soldi ce ne sono sempre meno. ;-)
Da un lato però me li immagino questi investitori.... prima tutti sul mercato immobiliare... poi tutti a cercar riparo nel petrolio... ed ora a gambe all'aria.
Come va il mercato dell'oro? ;-)
Troppi soldi sul mercato, troppo pochi scrupoli ed un branco di pecore che si muove insieme su una nave precaria: quanto ci mette a capovolgersi?
Il prossimo mercato? quello che ci fa tanta paura? quelli degli alimentari non deperibili?
So soltanto che in questo momento il petrolio costa 89$ al barile, presto ce lo ritroveremo a 10$ al barile di questo passo.
@12
purtroppo anche quel grafico è opinabile: ho messo su una spesa fissa ipotizzata ed ho utilizzato un coeficente di normalizzazione per confrontare l'andamento del prezzo della benzina con quello del petrolio.
Comunque sia c'è pure il grafico dei valori assoluti, e abbiamo la fortuna che togliendo accise ed iva sulle accise andamento di euro al barile di petrolio ed euro al litro di benzina sono abbastanza vicini: purtroppo il voler raffrontarepere e cavoli non ci aiuta molto. ;-)
bravo daniele #6
ottimo lavoro. la matematica non è un opinione
comunque per chi vuol capire dati e fonti del grafico può dare un'occhiata qui.
Per gli altri grafici e per la tabelle dei dati (sia pure un po confusionari) può consultarli nei link del grafico andando sulle linguette in alto: si tratta di un foglio di calcolo di google. ;-)
Se ricordate bene il prezzo dei carburanti è rimasto abbastanza ingessato(sarebbe interessante scoprirne il motivo) quando la quotazione del greggio ha imboccato la salita esponenziale; almeno nella fase iniziale ed oltre.
Dopo, benzina e gasolio(soprattutto) hanno cominciato a salire di prezzo. E' probabile, a mio avviso, che adesso ci sia da recuperare quella "staticità" iniziale(profitti mancati dei petrolieri) e per questo fare acquisti alle stazioni di servizio oggi è ancora un salasso(non che fosse meglio prima).
Di solito ai forti ribassi di un titolo(quindi anche quelli petroliferi) o della borsa non segue un forte rimbalzo tecnico?
@7
Marco, io credo che più che il prezzo proibitivo sarà il razionamento del petrolio(operato dai Governi per forza di cose o, peggio, dalla sua finitezza) il fattore scatenante della decrescita...
@8 quel grafico l'ho fatto io. ;-)
il confronto è fatto depurando costi fissi documentati (accise, Iva sulle accise e quota gestore) ed ipotizzati... se vuoi puoi vederti i dati e gli altri grafici che indicano come è fatta l'analisi.
In particolare la grossa discesa del petrolio in dollari ha avuto un impatto inferiore sull'euro per via del suo deprezzamento... ciò non toglie che l'adeguamento è più lento, ma se analizzi l'andamento annuale puoi notare come l'adeguamento lento o le smussature dei picchi avviene anche in salita.
Comunque un confronto più realistico dovrebbe essere fatto con il platt invece che con il prezzo del petrolio.
@6
Quel grafico non è veritiero, guardatelo con attenzione: annotate i valori di picco del greggio e dei carburanti e poi confrontateli con quelli alla fine poco più avanti.
Ebbene i valori dei carburanti dovrebbero essere più alti, perchè dal momento in cui il greggio toccò quota 147 al barile ad ora il carburante alla pompa è diminuito poco o niente.
Spero, sto scherzanzo!, che il prezzo al barile salga di nuovo visto le pernacchie dei miei amici nei miei confronti dovuto a idiscorsi sul picco nei mesi scorsi.
Ovviamente il picco esiste eccome ma questo brusco calo, tende purtroppo ad allontanare pericolosamente tutti dal vero "paramount issue" con il rischio di ritardare sempre di più i possibili ammortizzatori (decrescita popolazione, rinnovabili, decrescita economica, decrescita consumi, insomma decrescita!).
Il fatto comunque della necessità di reperire cash è assolutamente vera. Sul perchè rimane un enigma. Accaparramento come fossero derrate alimentari?
ANzi investire nel settore alimentare sarebbe una bella idea..O no?
forse questo link è più chiaro. :-)
in Italia ecco i dati aggiornati al 9 settembre.
Non noto un così grande scandalo anche se negli ultimi giorni il gap sembra essere aumentato (dollaro e petrolio in calo e benzina stazionaria), vedremo a breve.
Negli USA la situazione dovrebbe essere diversa... d'altra parte avevi fatto notare come probabilmente laggiù ci fosse una specie di prezzo falsato della benzina nei periodi di forte incremento... staranno recuperando?
@3
infatti...
siamo al paradosso, prevedevamo che i prezzi stellari dell'olio avrebbero portato alla crisi ed invece crolla tutto senza bisogno neanche che olio sia alle stelle... la cosa è ancora più preoccupante direi...
Proprio non pensavo che anche negli USA il carburante continui a costare tanto. Qui da noi la cosa si spiega col fatto del cambio euro dollari, ma da loro?.
Sinceramente non ci sto a capire più nulla, l'unica constatazione che posso fare è che i danni causati dal precedente rialzo del petrolio hanno messo in moto una spirale di autodistruzione che adesso neanche il suo ribasso riesce più ad arrestare.
Però ripeto: qui da noi la cosa si spiega ma gli americani dovrebbero stare una favola adesso coi carburanti, loro li pagano direttamente i dollari.
Invece no, boh....
"tutti i principali porti di scarico sono fuori uso, e così le raffinerie del Texas e molti oleodotti."
In queste condizioni appare più che ovvio che il prezzo dei prodotti raffinati sia in salita vista la scarsa produzione delle raffinerie, mentre il prezzo del greggio scende a causa della minor richiesta di greggio da parte delle raffinerie stesse. E' la legge della domanda e dell'offerta!!
alle 10:18
luigi
Finalmente un post interessante, grazie Debora.
Io che la Gazprom possa crollare proprio non ci credo, anzi sarebbe il caso di comprare un po' d'azioni.