Uno sguardo dal picco
Certe volte penso che mi sono cacciata in un casino, tentando di analizzare i trend petroliferi in un momento così complicato di ups and downs. Ogni giorno se ne sente una nuova, che contraddice una qualche minima certezza che avevamo raggiunto il giorno precedente. Ma in fin dei conti, è divertente: stiamo vivendo la storia e non sempre siamo tenuti a mantenere il ruolo di nostradamus.
Abbiamo appena finito di dire che la domanda è in flessione, che ci tocca riportare il contrario. Gli è che siamo etnocentrici, e guardiamo solo il nostro orticello euroamericano. Mentre infatti qui i consumi calano, lasciando presumere una diminuzione della domanda, scopriamo che è vero il contrario: qualche formichina previdente approfitta del basso prezzo del barile per rimpinguare in fretta le proprie riserve strategiche. Mi metterei in castigo, per non averci pensato.
La formichina è ovviamente la Cina, che come riporta il sempre ottimo Tom Whipple ha improvvisamente aumentato le importazioni di ben 2 milioni di barili al giorno. Il consumo di petrolio cinese è cresciuto dell'8,8% su base annua, ma secondo il Dow Jones Newswire a settembre ci sono state importazioni record con una crescita di addirittura il 46% rispetto al settembre 2007.
A dimostrazione che la domanda di petrolio è davvero incomprimibile, e quando qualcuno "rinuncia" c'è sempre qualcun altro che approfitta.
con le auto elettriche!
stai a vedere che sono più avanti di quanto crediamo
(sto scherzando!)
@ 23 Angelo
Quoto
Infatti mi devono ancora spiegare come credono di risolvere il problema petrolio costruendo centrali nucleari. Al limite risolvono per un pò il problema gas......
la resa fiscale dello stato... è la stessa dei nostri comuni che lottizzano a mitraglia per avere i bilanci a posto?
In India intanto, dove le riserve hanno appena iniziato a farle e le importazioni sono aumentate a due cifre, avvio contrastato per le nuove mega-raffinerie, alle prese con la fase finanziaria.
In conseguenza ecco una "pezza a colore" .
E da qui che parte lo sfruttamento distruttivo del territorio, dalla resa fiscale dello stato travestita da "agevolazioni allo sviluppo".
Petrolio ed energia elettrica non li ha accostati per caso il Governo? Per strombazzare il rilancio della energia nucleare quando c'è stato il picco... del prezzo, beninteso ;-)
Ebbene il petrolio serve per il 60% al trasporto, l'ottanta per cento di questo alle autovetture o mezzi pesanti... Chi dovrebbero sovvenzionare sennò?
@ Angelo
Se la produzione si dimezzasse in qualche anno sarebbe un ecatombe :-)
Quanto all'uso che se ne fà mi pare che la fetta più grossa venga usata per la produzione di carburanti. Non capisco il riferimento agli oli combustibili che stanno diventando marginali nella produzione di elettrica.
Io ho sempre pensato che la prima vittima del calo della produzione sarà il sistema dei trasporti e dell'autotrazione in generale.
un'altra volta sovvenzioni per l'auto....?? e basta! siamo alle solite da decenni! ci si lamenta del prezzo del petrolio, dell'inquinamento, dell'inadeguatezza tecnologica, etc etc e si sovvenziona l'auto....ma che investano le aziende, e se lo Stato vuole aiutare qualche settore, faccia come in Germania che ha tecnologia "verde" efficiente ed efficace, e la vende in tutto il mondo! anche nel settore dei trasporti basta vedere cosa fa la Deutsche Bahn..... http://bedaromano.blog.ilsole24ore.com/2008/10/deutsche-bahn-s.html
Ma vi siete mai chiesti a che cosa serve il petrolio? Secondo voi, qual è l'uso principale che se ne fa? Se la produzione di petrolio si dimezzasse in qualche anno, che cosa noteremmo?Consideriamo un solo dato, volutamente occultato: gli olii combustibili concorrono in Italia a circa il 10% della produzione di energia elettrica. Circa il 48% viene da gas naturale, 12% da carbone, il resto da altre fonti (soprattutto idroelettrico).
@13
come se l'italiano oggi avesse bisogno urgente di una lavastoviglie e di una panda, ma dai...
non sia mai di alzare gli stipendi percaritàdidiooo
Post azzeccatissimo, Debbie
Il nostro provincialismo di ritorno ci sarà fatale. Abbiamo dimenticato Marco Polo e la Repubblica di Venezia per andare a osannare Paris Hilton che fa shopping a Milano. Mal cercato non è mai troppo, si dice in maremma
La tempesta finanziaria e il petrolio a 147$ potrebbero essere collegati.Magari qualche scienziato pazzo ha provato a vedere che succede portando il prezzo a 147 e ha grippato il motore:))))
La tempesta finanziaria e il prezzo a 147$ ci hanno fatto perdere di vista i fondamentali. Da un pò di tempo non guardiamo più i numeri che sono quelli con i quali alla fine si fanno i conti. E i numeri continuano a dire che:
- per ogni nuovo barile scoperto se ne consumano almeno 4.
- nel 2006 e 2007 la domanda è stata superiore all’offerta.
- nel 2008 la produzione fa segnare 85,778 ml b/g contro 84,408 del 2007.
- le stime sulla domanda continuano a prevedere un leggero rialzo rispetto ai 85,810 ml b/g del 2007.
- la popolazione mondiale continua ad aumentare di 60-70 milioni di individui che in qualche modo aumenteranno i consumi.
- L’OPEC ogni tanto decide di tagliare o aumentare le sue quote ma alla fine la quantità che estrae è completamente diversa da quanto stabilito.
Per il momento quindi non possiamo dire ne che ci sia stato il picco (aspettiamo almeno cosa succede nei prossimi due anni), ne che ci sia stato un crollo della domanda (aspettiamo il 2009 per dirlo).
Mettere in ombra il picco gridando a un, per il momento presunto, crollo della domanda è molto rischioso. Così facendo rischiamo di trovarcelo davanti ancora più impreparati di quanto già non lo siamo.
I paesi OPEC cominciano a preoccuparsi sul serio:
L'agenzia iraniana Irna, citando alcuni esperti del settore energetico, ha suonato la carica lanciando oggi l'ipotesi che il prezzo del barile possa scendere sotto i 40 dollari. «Ridurre la produzione giornalieria di un milione di barili - scrive l'Ilna citando fonti dell'Opec - non è sufficiente per fermare il crollo dei prezzi». L'agenzia iraniana sostiene che l'Opec intenda ridurre la produzione durante il prossimo vertice straordinario del 24 ottobre a Vienna per bloccare il prezzo del barile intorno agli 80 dollari.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/10/Opec-Iran-Libia-petrolio.shtml?uuid=2beee980-9ec6-11dd-bc4b-69f2eaa91f4f&DocRulesView=Libero
non in tema, lo so, ma tanto per tornare alla cronaca nera:
... Il governo sta pensando a incentivi per la rottamazione di auto ed elettrodomestici. Lo ha reso noto il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola. «C’è una valutazione da parte del governo,e la sta seguendo il presidente del Consiglio insieme ai diversi ministri interessati, per far sì che si possa far ripartire il mercato delle auto, che è fermo in tutta Europa, e quello degli elettrodomestici, anch’esso fermo». Secondo Scajola «lo scopo è mettere insieme due esigenze: da un lato ridurre le emissioni nell’atmosfera e l’assorbimento di energia e nel contempo aiutare lo sviluppo industriale di tutti questi settori in difficoltà
http://petrolio.blogosfere.it/2008/10/e-i-cinesi-pensano-alle-riserve-strategiche.html#comments
l'oscena crescita economica del popolo cinese ci travolgerà tutti restando intesi che i suoi contadini sono 500 ml e pure messi male.
certo non sono loro a far uso di tutto sto petrolio e manco quelli che solo adesso possono permettersi una casa e un'auto.
restano a succhiare petrolio circa 200/300 ml di confuciani che ci faranno le scarpe molto presto; a ben guardare è lo stesso numero di abit. degli States solo un pò più umili e ricchi.
in definitiva loro producono e consumano, stop! noi consumiamo e basta ma fino a quando?
Hu Jintao ha visto il proprio padre deportato da Mao e credo sappia cosa vuol dire sofferenza e miseria.
più che altro oggi vedo doppio, stai a vedere
debora, non per spaccare il capello in quattro, che come ti ho detto non vedo oltre il mio naso, ma il periodo di riferimento non è settembre (o sto leggendo qualcos'altro)
...China imported 31.28 million tons of oil products in the first nine months of this year, up 16.5% on the corresponding period of 2007, the data showed.
anche questo mi sembra interessante:
in particolare dove dice
China Petroleum and Chemical Corp (Sinopec) and PetroChina have been importing large amounts of diesel since November last year to support refining margins due to tax rebates on imported refined products, and to avoid shortages during the Olympics, but it is thought that imports have not reflected end demand. Diesel imports reached a high of 960,000 tons in June, but most of the imported fuel went into stockpiles rather than being sold to end users
un salutone dalla terra di angie (la canzone te la mando un'altra volta ...)
debora, non per spaccare il capello in quattro, che come ti ho detto non vedo oltre il mio naso, ma il periodo di riferimento non è settembre
...China imported 31.28 million tons of oil products in the first nine months of this year, up 16.5% on the corresponding period of 2007, the data showed.
anche questo mi sembra interessante:
in particolare dove dice
China Petroleum and Chemical Corp (Sinopec) and PetroChina have been importing large amounts of diesel since November last year to support refining margins due to tax rebates on imported refined products, and to avoid shortages during the Olympics, but it is thought that imports have not reflected end demand. Diesel imports reached a high of 960,000 tons in June, but most of the imported fuel went into stockpiles rather than being sold to end users
un salutone dalla terra di angie (la canzone te la mando un'altra volta ...)
L'aumento delle importazioni di prodotti raffinati è aumentato del 16% in settembre, come da link...
;-)
E poi cosa altro di meglio potrebbero acquistare i cinesi per disfarsi di tutta carta straccia ($$$) di cui dispongono? Almeno il petrolio è un bene reale a prova di svalutazione e soprattutto nessuno te lo può "stampare" creandolo dal nulla!!! Oh oh, mi dicono che la FED si sta attrezzando anche per questo...
@1
non c'è poi da sorprendersi... la Cina, ultimo baluardo del comunismo, ha in realtà un'oligarchia ricchissima e un popolo molto povero (anche se pure il popolo sta migliorando la sua condizione).
Una simile concentrazione economica vuol dire una autonomia ed una capacità di resistenza eccezionale nei periodi di crisi, lo stesso evidentemente non può dirsi degli USA, dove sbalzi simili hanno ripercussioni tali sulla popolazione da essere destabilizzanti.
Tutto giusto, solo una piccola annotazione. così a naso, che oltre non vedo, l'aumento di importazioni di crude oil non ti dice se la cina ha anche aumentato o aumenterà il consumo interno di prodotti raffinati. Oltre al petrolio destinato alle riserve strategiche, guarderei infatti la capacità di raffinazione e l'esportazione/importazione di raffinati: una parte del crude potrebbe benissimo transitare dalla cina per uscirne dopo essere stato processato (in teoria, un paese potrebbe essere un fenomenale importatore di crude oil ed essere un moderato consumatore dei suoi derivati). Per dire, il consumo di benzina in cina era calato del 5,6% agosto su giugno, articolo riportato da net oil exports ... allo stesso modo, per ipotesi, che so, il calo statunitense compensato dall'aumento cinese potrebbe anche voler dire che negli stati uniti viene processato meno crude oil mentre il consumo interno di derivati è rimasto stabile grazie ai cinesi che glielo raffinano e rispediscono indietro. Insomma, i dati di importazione/esportazione del petrolio vanno affiancati da quelli relativi ai derivati o si mascherano a vicenda
Tutto giusto, solo una piccola annotazione. così a naso, che oltre non vedo, l'aumento di importazioni di crude oil non ti dice se la cina ha anche aumentato o aumenterà il consumo interno di prodotti raffinati. Oltre al petrolio destinato alle riserve strategiche, guarderei infatti la capacità di raffinazione e l'esportazione/importazione di raffinati: una parte del crude potrebbe benissimo transitare dalla cina per uscirne dopo essere stato processato (in teoria, un paese potrebbe essere un fenomenale importatore di crude oil ed essere un moderato consumatore dei suoi derivati). Per dire, il consumo di benzina in cina era calato del 5,6% agosto su giugno, articolo riportato da net oil exports ... allo stesso modo, per ipotesi, che so, il calo statunitense compensato dall'aumento cinese potrebbe anche voler dire che negli stati uniti viene processato meno crude oil mentre il consumo interno di derivati è rimasto stabile grazie ai cinesi che glielo raffinano e rispediscono indietro. Insomma, i dati di importazione/esportazione del petrolio vanno affiancati da quelli relativi ai derivati o si mascherano a vicenda
nostradamas, non nostradamus!
non riesco a capire dove lo emttano, i cinesi, due milioni di barili al giorno. riuscite a darmi qualche info-lonk su come sono fatte fisicamente queste riserve strategiche? ri rabboccano vecchi pozzi? e con che rendimento funziona il gioco? grazie mille
Al benchetto dellla globalizzazione il convitato di pietra si chiama PETROLIO. Nei mesi scorsi abbiamo assistito ad un lungo braccio di ferro tra USA e Cina al fine di piegare una economia o l'altra. Gli USA credevano che pagando a 150 il petrolio i cinesi sarebbero stati costretti a rivalutare lo yuan sul dollaro, e di coseguenza avrebbero diminuito le esportazioni manifatturiere. (Cercavano di mettere in ginocchio quella economia come avevano fatto con l'URSS nella guerra fredda). Oggi possiamo dire che l'economia Cinese non è stata scalfita minimamente dalla crisi, anzi, ha incrementato quote di mercato. Essa è capace di pagare il petrolio sempre x+ rispetto a USA o UE. E questo con l'accordo tacito dei Paesi Arabi, che così, riescono ad esportare a prezzo alto anche con una recessione evidente nel mondo Occidentale. Lo scenario appare così drammatico per la vecchia Europa, assetata di energia e materie prime.
Non vedo soluzioni, se non un cambio di paradigma.
A
Al benchetto dellla globalizzazione il convitato di pietra si chiama PETROLIO. Nei mesi scorsi abbiamo assistito ad un lungo braccio di ferro tra USA e Cina al fine di piegare una economia o l'altra. Gli USA credevano che pagando a 150 il petrolio i cinesi sarebbero stati costretti a rivalutare lo yuan sul dollaro, e di coseguenza avrebbero diminuito le esportazioni manifatturiere. (Cercavano di mettere in ginocchio quella economia come avevano fatto con l'URSS nella guerra fredda). Oggi possiamo dire che l'economia Cinese non è stata scalfita minimamente dalla crisi, anzi, ha incrementato quote di mercato. Essa è capace di pagare il petrolio sempre x+ rispetto a USA o UE. E questo con l'accordo tacito dei Paesi Arabi, che così, riescono ad esportare a prezzo alto anche con una recessione evidente nel mondo Occidentale. Lo scenario appare così drammatico per la vecchia Europa, assetata di energia e materie prime.
Non vedo soluzioni, se non un cambio di paradigma.
A
alle 15:09
silviu'
Da comeDonchisciotte dove è stato postato, riporto un commento di Reza, iraniano ben informato:
"Tutti servono ma nessuno è indispensabile".
Vi offro qualche curiosità sul mercato del petrolio e del gas, in un momento di crisi per un cliente importante come l'occidente. Dice il vice ministro del petrolio irniano:
"per l'anno in corso (finisce il 21marzo 2009)abbiamo calcolato(per la finanziaria dell'anno in corso) il prezzo del petrolio a 40 dollari al barile quindi, l'abbassamento momentaneo del prezzo a circa 70 dollari non ci spiazza. Cè poi il fatto che i contratti di fornitura vanno di tre mesi a tre mesi quindi, noi stiamo fornendo i contratti stipulati a 123 dollari in questo momento ed ancora non abbiamo venduto niente a 70 dollari."
Aggiunge il vice ministro; "abbiamo già tagliato la produzione del cartello Opec di un milione di barili al giorno e abbiamo accordato il taglio graduale di altri due milioni per rendere stabile il prezzo."
Nelfratempo, aggiunge sempre il vice ministro; "è in corso a Tehran la riunione tra noi , la Russia ed il Qatar, per stabilire una politica comune per il mercato del gas. Ci stiamo lavorando su un meccaniso unico di produzione, trasporto ed esportazione attraverso la creazione di un Centro di Ricerca e di Sviluppo di cui, il centrale tecnico sarà a Tehran, il centrale per marketing sarà a Mosca ed il centro dell'esportazione sarà in Qatar."
Per il vice ministro; "molto probabilmente, la domanda di molti paesi occidentali, sia per il petrolio che per il gas, diminuirà drasticamente causa crisi in corso in quesi paesi, ma la domanda del mercato non diminiusce poiché il fabbisogno di altri paesi è in netta crescità."
I neretti sono miei :-)