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IEA: "Who? Me?"

Giovedì 30 Ottobre 2008, 10:50 in Peak Oil di

La IEA trabocca di indignazione e smentisce vigorosamente il Financial Times.

L'articolo è basato su una precedente versione (del World Energy Outlook) di parecchi mesi fa, che è stata successivamente rivista e aggiornata. I numeri nell'articolo possono essere fuorvianti e non dovrebbero essere citati o considerati come dati ufficiali IEA.

A questo punto partono le teorie. Su TOD , dove la sanno lunga, ipotizzano che qualche burocrate dell'IEA abbia fatto arrivare alla stampa tali notizie in anteprima, oppure che uno degli analisti, stufo di vedere i propri studi manipolati e "addolciti" (IEA è sempre piuttosto ottimistica), abbia cercato di far trapelare la realtà dei fatti. 

Si pensa anche che si sia atteso l'ultimo minuto per diffondere la versione hard, in modo da mettere l'agenzia in difficoltà, costringendola a smentire a pochi giorni dalla presentazione del report che a questo punto dovrà necessariamente essere meno annacquato del solito.

D'altronde, si riporta una presentazione IEA del giugno di quest'anno in cui si ipotizza un declino del 5% (a pag.23), quindi l'aggiornamento non si discosta poi molto da precedenti valutazioni comunque pessimistiche. Sembra quasi che la IEA tenda a nascondere al grande pubblico conclusioni che vengono invece fornite ad un ristretto gruppo di addetti ai lavori.

Aspettiamo il 12 di novembre, per vedere gli sbianchettamenti...

 

 

32
32 commenti
32
31 Ott 2008
alle 13:13

Fr@ncesco

secondo me la decrescita è già in corso.

Io, rispetto a qualche anno fa, spendo e consumo molto meno, e mi sto ingegnando per consumare ancora meno.

Vedo però che anche molti miei conoscenti, a poco a poco, stanno facendo lo stesso. Forse loro lo fanno solo per soldi, però alla fine il risultato non cambia.

 

31
31 Ott 2008
alle 12:01

GIANNI

Ma dai ragazzi vi siete dimenticati qualche tempo fa dello sciopero degli autotrasportatori ? Qualche giorno di sciopero ed e' stato il caos, code ai distributori , supermercati in qualche caso semivuoti . Nel caso di una crisi ,certa, moltiplichiamo per mille e avremo una situazione attendibile e vi sembra che LA GENTE sia preparata a cio'?Chi si prende la responsabilita' di un tale annuncio se i dati non sono incontestabili e evidentissimi? Meglio un vita da struzzo che tornare indietro di cento anni. Saluti

30
31 Ott 2008
alle 11:23

Hypno

cuba

29
31 Ott 2008
alle 10:26

Paolo B.

@28

Già me lo immagino Berlusconi che lancia il messaggio a reti unificate sulla RAI e sulla sua Mediaset in prima serata a tutti i telespettatori italiani, dicendo che causa "congiuntura economica internazionale"(figuriamoci se parlerebbe di picco) è necessario risparmiare sui consumi energetici, sull'uso dell'automobile, sugli acquisti superflui, il tutto cercando di indorare quanto più possibile la pillola ma ovviamente dicendo anche agli attoniti telespettatori  che saranno introdotti DL straordinari sul razionamento dei carburanti, sulla riduzione degli orari d'ufficio e di fabbrica e dei negozi, sulla forte disincentivazione fiscale di climatizzatori, lavastoviglie e sui consumi elevati di gas, energia elettrica, ecc, ecc.

A questo epilogo purtroppo arriveremo quando i reali effetti del picco saranno conclamati, perchè questa ignobile classe politica a suo tempo non ha fatto niente per preparare il paese in modo indolore alla inevitabile decrescita.

Ma c'è qualche nazione sviluppata su questo pianeta che si sta effettivamente preparando alla grande scarsità??? 

28
31 Ott 2008
alle 09:48

Andrea

@17 hai pienamente ragione in teoria!

in pratica... chi dovrebbe informare? chi trae vantaggio dalla situazione? chi ci guadagna? chi ha il potere e non lo molla? Chi ha sempre detto il contrario e ha sempre sostenuto la crescita e il PIL? Chi ha sempre minacciato la perdita di posti di lavoro? Chi "non posso pensare ad un mondo diverso da quello attuale"? Chi "non si può dire sempre no!"?

Cosa può dire? "dai, ci siamo sbagliati, ora bisogna tirare la cinghia, essere più sobri, il PIL non è poi cosi importante,  è più importante l'ambiente..." quanti voti prenderebbe? Lo dimostrano i fatti attuali!

Per certe cose ci vuole CONDIVISIONE ASSOLUTA.

e la gente? è cosi disposta a rinunciare tranquillamente alle comodità, al condizionatore, all'auto potente, ai viaggi, allo shopping? Solo perchè gli si dice che altrimenti è il collasso? Quando per 50 anni gli si è detto il contrario? 

Qualcuno si, non LA GENTE. La gente vota quello che gli promette ricchezza, non sobrietà.  La gente crede agli oroscopi e agli economisti, non alla scienza e ai filosofi, figuriamoci ai catastrofisti. Ci sarà sempre qualche negazionista che vanifica una visione in fondo non naturale delle cose. Certe cose si capiranno solo dopo...

E le soluzioni? sarebbero condivise? Non si riesce a far passare che è meglio il riciclaggio dell'inceneritore... figurati a far passare teorie catastrofiste.

 

27
31 Ott 2008
alle 09:43

Barclay

un possibile modo per effettuare una transizione morbida dall'economia del petrolio a quella senza potrebbe essere questa.....   http://ioelatransizione.wordpress.com/

...speriamo in bene...... 

26
31 Ott 2008
alle 09:38

mamo

 http://en.wikipedia.org/wiki/Dianne_Wilkerson c'è un piccolo riassunto della storia. Comunque i giornali americani (a parte quelli locali di boston) ne hanno parlato pochissimo. I repubblicani hanno fatto  comunque un spot elettorale sulla faccenda in chiave anti obama.

25
31 Ott 2008
alle 09:25

ste

@23

please, hai qualche link?

24
31 Ott 2008
alle 09:17

Bernardo Mattiucci

Quoto i commenti #17, 17, 19 e 20!

Io lo ripeto da tempo che le cose stanno un tantinello peggio di come vengono "disegnate". E ripeto soprattuto che fino a quando non verranno presi in considerazione i problemi per la loro TOTALITA' e non singolrmente, non vedremo mai il quadro completo della situazione con tutti i problemi annessi e connessi. E di conseguenza non riusciremo mai a capire cosa dobbiamo fare, come, quando e perche'!

E' verissimo poi anche il fatto che siamo nati e cresciuti in un contesto nel quale tutto l'essenziale era a portata di mano. Chi piu' e chi meno si e' adattato a questo mondo, sviluppando capacita' piu' o meno utili in futuro.

Io sono uno di quelli che ha sempre amato l'avventura... ma posso garantirvi che sono comunque terrorizzato dal fattore ALIMENTARE.
Per me quello del CIBO e' un problema serio che viene spesso sottovalutato perche' c'e' ancora abbondaza di cibo nei negozi e nei grandi magazzini (magari una parte e' marcio, rietichettato, fatto con scarti industriali con l'aggiunta di escrementi e quant'altro!). Ma c'e' da dire anche che non siamo ancora entrati nel VIVO del problema!

Il fondo non e' stato ancora toccato...
....quindi abbiamo ancora un po di tempo per prepararci ad attutire il colpo!

23
30 Ott 2008
alle 19:45

mamo

Io sparo l'ultimo complotto.Il 28 ottobre  in usa hanno arrestato la senatrice democratica nera dianne wilkerson.L' fbi le stava dietro da oltre un anno e l'hanno arrestata con i soldi in mano(altro che l'immunita italiana).Già cominciano a circolare voci sui blog americani su presunti versamenti a obama....

22
30 Ott 2008
alle 19:27

Pierluigi

@20 beh io ho assistito a Cuba il declino, in tre anni si e' passati da un reddito procapite equivalente a 300 dollari a uno equivalente a 30. Il processo e' stato dolorisissimo, e ha di molto intaccato la tradizionale solidarieta' cubana, la gente e' diventata molto meno ospitale e generosa; con tutto questo, si sono adattati, anche se io non riuscirei a vivere nemmeno una giornata da cubano, impazzirei, troppi problemi, ogni cosa diventa un problema...eppure ci arriveremo anche noi, l'Italia fra 20 anni sara' una nuova Cuba o quasi.

21
30 Ott 2008
alle 19:27

ioxcaso

Quoto pienamente @ 17 !!

20
30 Ott 2008
alle 18:19

Filippo

La gente non si rende minimamente conto a cosa sta andando incontro.Vive "sognando" il suv tedesco,e il telefonino del momento.Credo fermamente che se il declino sarà cosi rapido come previsto,assisteremo alla totale distruzione della civiltà odierna.Noi tutti, io compreso siamo stati addomesticati a vivere nel benessere e nel consumismo e quando la musica cambierà saranno problemi veri...

19
30 Ott 2008
alle 17:22

Luigi Lucato

#17 Paolo B.

questa classe politica ... vive alla giornata ....

come moltissime persone

indipendentemente dalla IEA i segnali di cambiamento ci sono tutti

ma molti tendono solo a guardare il loro piccolo mondo

pensando di essere immuni da quello che accade

poi quando succede si cerca un colpevole.

 

18
30 Ott 2008
alle 16:11

max

IEA (oh yeah!) ovvero come sparare cazzate e sperare che qualcuno ci creda.

IEA (oh yeah!) ovvero dire tutto ed il contrario di tutto. Se uno di voi ha mai letto la grande scacchiera di Z. Brzezinski capirà quanto è credibile quest'organo composto da baciapile.

17
30 Ott 2008
alle 16:06

Paolo B.

@14

Ben detto! Anch'io credo che se la gente fosse onestamente informata, e nel modo più chiaro possibile, su quello che comporta il picco sul quotidiano( e soprattutto prima che avvenga), tutti bene o male si indirizzerebbero verso uno stile di vita più sobrio.

Sopravvivere decentemente alla fine dell'era del petrolio ed al trapasso verso un nuovo paradigma economica si può, ma con questa classe politica(non solo italiana) sarà un disastro...

16
30 Ott 2008
alle 15:59

Paolo B.

@13

A gino, il picco non è legato solo a motivi di esaurimento geologico del petrolio(che è la motivazione principale dello stesso picco) ma anche a mancanza di investimenti(causa prezzo troppo basso) per sfruttare nuovi giacimenti o costruire nuove raffinerie e alla riduzione delle quote OPEC per rifornire i propri mercati interni o cercare di far risalire il prezzo.

In ultima analisi l'estrema volatilità del prezzo del greggio è un'ulteriore conferma del declino petrolifero. Aspetta il dopo elezioni USA e poi vedrai che montagne russe!

Troppi commensali alla tavola petrolifera hanno innescato il peak oil.

Da quanto tempo leggi Petrolio? 

15
30 Ott 2008
alle 15:29

ste

@12 mamo

schiumo dal ridere!! :-D

14
30 Ott 2008
alle 15:27

Fabio80s

Io vado controcorrente e penso che se la notizia del picco fosse diffusa e spiegata con competenza, la gente non cadrebbe nel panico. Sarebbe un duro colpo ma penso che la reazione potrebbe anche essere assolutamente positiva, verso uno stile di vita realmente più sobrio. Sarebbe soprattutto l'opportunità per le persone di uscire dalla prigione dorata del consumismo, di accorgersi di essere migliori di quello che pensiamo di essere e di metterci alla prova. Purtroppo una notizia del picco ben formulata e onesta non credo possa arrivare. I politici nostri e altrui non sono capaci di pensare cose intelligenti.

13
30 Ott 2008
alle 15:19

gino

ma ancora che insistete con questa diminuzione di produzione, questo è voluto perchè il prezzo scende troppo= meno consumi e per sostenere i prezzi occorre ridurre l'offerta, non vedete che i prezzi dei combustibili stanno crollando, altro che picco!!

12
30 Ott 2008
alle 15:11

mamo

Ma comunque l'Italia è uno dei paesi meglio attrezzati per affrontare la sfida della depletion.Problemi semmai potranno averli paesi con una sistema industriale poco sviluppato come la germania,oppure paesi ad alto tasso di corruzione come gli scandinavi ,i paesi privi di materie prime come gli usa e la russia o con un costo del lavoro poco competitivo come l'india e la cina.

Tra l'altro il nostro debito pubblico è uno dei più piccoli al mondo quindi abbiamo una marcia in più anche come sistema bancario!

Tra l'altro controlliamo pure i governi degli altri paesi.Per esempio in francia comanda la mamma di carla bruni che è italiana ed in spagna comanda l'amante di zapatero che è un frocione marpione di riccione.

11
30 Ott 2008
alle 14:28

tulkas

Comunque la mettano, al 9,1% nel 2015 sarà prodotto annualmente il 50% del petrolio rispetto al 2008.

Se un calo complessivo del 20% è sufficiente per far collassare la nostra civiltà come la conosciamo ora, questo avverrà su scenari 9%-4% tra il 2010 e il 2014: dai 2 ai 5 anni.

Ierisera ho dato -papale papale- la notizia ad una trasmissione di attualità di una TV locale: ci sono stati quei 5" di silenzio conclusi con un "buonasera". Il conduttore e i vari presidenti delle municipalizzate GAS/ACQUA presenti sono perfettamente consapevoli della situazione, è lo stesso silenzio che è sceso quando un radioascoltatore ha chiesto a dicembre 2007 su radio 24: "ma la BCE da dove li prende tutti questi miliardi che inietta sul mercato?".

E' da quando facevo il cecchino che non provavo più questo brivido!

10
30 Ott 2008
alle 14:20

Francesco Bondi

Francamente quel -9% annuo di produzione mi sembra una gran vaccata, forse sparato là per creare un polverone. Sarebbe un dimezzamento in poco più di 7 anni...

9
30 Ott 2008
alle 14:09

Andrea

@8

La gente non sa nemmeno cos'è il picco. Ma se si cominciasse a parlarne davvero, sarebbe un disastro totale di panico, penso. A volte non sapere è meglio. Anzi, nel 2009 ci sarà la ripresa, state tranquilli!

Per quanto riguarda le privazioni, beh, ovviamente qualcuno ne soffrirà più di qualcun'altro!

 

8
30 Ott 2008
alle 13:48

Paolo B.

@3

Andrea, ma tu credi veramente che la stragrande maggioranza della gente abbia una minima idea di cosa comporti il picco petrolifero nel quotidiano?

Finchè non sperimenteremo direttamente e tutti(almeno i ceti non ricchi) le privazioni conseguenti alla fine di questo paradigma economico, non si muoverà una foglia.

Credimi...

7
30 Ott 2008
alle 13:43

Paolo B.

@4

Probabilmente scioperi e disagi sociali precederanno la crisi conclamata. Poi se, come è prevedibile, mancasse il cibo(causa picco) alla gente vedresti le insurrezioni popolari spuntare come funghi.

Che non porterebbero a nulla è evidente, ma le pance mezze vuote di massa rendono rabbioso e irragionevole il popolo...

 

6
30 Ott 2008
alle 13:33

Pierluigi

ribadisco umilmente che per me sono tutti giochi mediatici per spingere il petrolio al rialzo. Datemi del'anti-cospirazionista, ma e' la borsa valori che fa girare il mondo dell'informazione. Se arriva a 78 sulla spinta del rate cut, di indebolimento del dollaro e di queste voci sui declini di produzione, e poi piomba a 55 sull'eccesso di scorte e demand destruction e recessione, avevo ragione io :o), senno' ancora una volta ho dimostrato di non capire niente.

5
30 Ott 2008
alle 13:22

ste

nelle piazze argentine 7 anni fa non rideva nessuno....

4
30 Ott 2008
alle 12:42

denis

@3 chissà se bastano il petrolio e le materie prime che abbiamo per costruire 8.800 centrali nucleari :-) per non parlare poi dell'uranio...

Piccola osservazioni: con tutto il rispetto per tutti, quando leggo "insurrezioni popolari" mi viene un po' da ridere :) Mi immagino la gente coi forconi in strada fra paglia e fieno! Forse potremmo parlare di "scioperi", "disagi"...

E anche "anarchia" è una parola grossa, su :-)

Penso che alla eventuale notizia del picco, ci sarebbero più suicidi che insurrezioni...

 

3
30 Ott 2008
alle 12:27

Andrea

Ovviamente nessuno confermerà mai che il picco è raggiunto. Su non chiediamo troppo... Fosse così, succederebbe un macello. E' meglio l'ignoranza.

Dopo il collasso, tutti diranno "io l'avevano detto".

La soluzione giusta è quella di Berlusconi: poichè l'energia nucleare è circa il 5% dell'energia primaria mondiale, costruiamo: 20*440 = 8.800 centrali nucleari, e siamo a posto!!!

 

2
30 Ott 2008
alle 12:19

Bernardo Mattiucci

I dati sono realmente fuorvianti per un semplice motivo: la quantita' di petrolio estraibile annualmente da un giacimento, dipendono essenzialmente dalle seguenti 3 variabili:

- quantita' di petrolio disponibile

- velocita' di estrazione

- durata di estrazione

Devo specificare ovviamente la terza variabile... ovvero... non e' che se ipotizziamo un totale di 100 unita' estraibili in 10 anni... al 5° anno abbiamo ancora 50 unita' da estrarre... perche' la quantita' totale del petrolio estraibile e'da considerare come una curva discendente con una inclinazione dipendente dalla velocita' di estrazione.
Indicativamente pensiamo che se estraiamo sempre 10 unita' l'anno... al 1° anno di estrazione abbiamo 100, al secondo non abbiamo 90... ma qualcosa meno. al terzo avremo poco piu' di 75... al quarto meno di 60 ecc... ecc... Piu' aumentiamo la velocita'... e meno petrolio TOTALE possiamo estrarre dal giacimento.

Ne consegue che... se per il 2008-2009 il calo produttivo e' dell'ordine del 9.3%... per il periodo 2009-2010 non sara' ancora 9.3%... ma potrebbe essere 15%. E nel successivo periodo, 2010-2011, potrebbe superare il 20-25%!

Quindi, come non dobbiamo considerare la produzione una linea retta... anche la deplection non va considerata come tale... ma dipendente da tanti fattori altamente complessi!

 

Ad ogni modo... in Libia gli scarti della raffinazione del petrolio... e i vari fangi piu' o meno oleaosi, sono stati "insabbiati" per anni in varie zone del paese... scavando profonde buche e seppellendo questi rifiuti "speciali" sotto la sabbia. Da qualche tempo, squadre esperte di operai, stanno riportando alla luce quanto rimasto sotto quelle sabbie infuocate!

 

1
30 Ott 2008
alle 11:43

Paolo B.

"Sembra quasi che la IEA tenda a nascondere al grande pubblico conclusioni che vengono invece fornite ad un ristretto gruppo di addetti ai lavori".

Togli il "sembra quasi" perchè è evidente che al grande pubblico bue si voglia nascondere l'amara realtà.

A che scopo se poi quest'ultima diventerà a breve evidente nella sua drammaticità a tutti?

Se non oggi, domani le insurrezioni popolari ci sarebbero comunque.

Ottimisticamente vorrei credere che si nasconda la realtà alla gente per far sì che i Governi possano pianificare tranquillamente le politiche coerenti di decrescita energetico/economica per attenuare la crisi, ma realisticamente non credo proprio a questa eventualità...

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