Uno sguardo dal picco
E così, l'OPEC annuncia un meeting straordinario. Senza fretta: il 18 Novembre, tra oltre un mese, ad elezioni avvenute e stagione fredda inoltrata. Non sembrano imparanoiati come i banchieri centrali e i G8, bontà loro.
Comunque, tutto lascia prevedere che ci sarà un taglio di produzione: forse gli ormai tradizionali 500 mila barili al giorno che vanno e vengono da anni. Il prezzo è troppo basso, ed oltre a tentare di sostenerlo si approfitta per risparmiare greggio lasciandolo sottoterra, invece di darlo via in cambio di... dollari. Almeno questo è ciò che auspicano i "falchi" dell'OPEC, ovvero Iran, Venezuela e Libia, mentre i sauditi sono orientati a non infierire ulteriormente sulle economie occidentali.
Non dimentichiamo inoltre il convitato di pietra: pur non essendo nell'OPEC, la Russia rischia di rimetterci (per la seconda volta...) l'osso del collo con un simile calo di prezzo.
E il picco? Ne parla Richard Heinberg, giornalista americano che se ne occupa da anni, in un articolo dal significativo titolo: "Dite addio al peak oil". Forse perché è ormai fuori moda? Niente affatto.
Ora che il mercato mondiale del credito sta subendo l'equivalente di un arresto cardiaco, si può con ragionevole sicurezza affermare che il picco della produzione petrolifera è dietro di noi. Con la domanda in declino (per via della recessione), l'OPEC taglierà la produzione. Con i capitali d'investimento scomparsi, le compagnie petrolifere avranno difficoltà a finanziare nuovi progetti.
In una prospettiva più lunga, il declino energetico sarà il fattore determinante nel destino della nostra civiltà, non una crisi monetaria o del debito.
L'unica scelta per i governanti è tra rivolgere tutti gli sforzi collettivi verso la costruzione di nuove infrastrutture per il futuro a bassa energia, oppure dirigerli nel vano tentativo di salvare le banche e perdendo quella che è forse l'ultima opportunità di salvare l'economia industriale.
Insomma, Richard sta chiamando, come molti politici d'altronde, un New Deal per salvare l'economia e la popolazione dalla fame. Ma a differenza dei suddetti politici, propone uno sforzo sulle infrastrutture che hanno una ricaduta sui consumi energetici e le risorse: no alle autostrade, si agli acquedotti ad esempio.
Tale idea serpeggia nei "sottoboschi eretici" anche da noi. Ne riparleremo.
Mi piacerebbe leggere un'analisi di Huxley riferita al mondo che stiamo vivendo - aveva l'occhio lungo, costui. Purtroppo è morto per cui, ultimamente, gli risulta piuttosto difficile scrivere.
@36
a me sembra che la gente si renda conto della situazione,si rende anche conto che le uniche vie d'uscita sono la guerra (o tra di noi o contro quelli che manovrano questa situazione ) o la morte.
molti quindi scelgono di ''bruciare subito invece che spegnersi lentamente''.questa sera andate per locali e discoteche e sicuramente non li troverete vuoti.
PS qualcuno ironicamente disse che se fosse stato bloccato il prelievo in contanti sarebbe intevenuta la mala organizzata visto che sarebbero calati drasticamente spaccio e prostituzione.
@ 22
In effetti le gambe di Paris Hilton lasciano parecchio a desiderare.
Le ossa delle ginocchia prominenti.
Ma anche noi, onestamente,
comperiamo quello che non ci serve.
Viaggiamo, ci muoviamo verso posti dove non è necessario andare.
Mangiamo più di quel che serve.
Ci confrontiamo su cose di poca importanza.
Siamo poco sinceri.
Tendiamo a parlare male della gente.
Siamo frivoli.
Vediamo la pagliuzza nell’occhio altrui.
Siamo bugiardi.
Misuriamo con il denaro il nostro successo.
Siamo dipendenti da sostanze che alterano la nostra percezione della realtà.
Consumiamo troppe risorse.
Ci riproduciamo in maniera esponenziale.
Adoriamo il denaro, pianifichiamo la nostra vita in funzione di esso.
Riteniamo che il bene comune sia di scarsa importanza.
Poniamo scarsa attenzione verso tutto ciò che è ubicato oltre il cancello della propria casa.
Diamo troppa importanza all’aspetto esteriore.
Diamo alle auto più importanza di quanto esse dovrebbero avere.
Diamo al colore della pelle più importanza di quanto esso meriti.
Ci schieriamo sempre a fianco del più forte.
Speriamo nel fatturato.
Cerchiamo il successo con ogni mezzo, anche illegale.
Produciamo troppi rifiuti.
Siamo edonisti.
Abbiamo una scarsa profondità di pensiero.
Vediamo il fallimento altrui con gioia.
Siamo poco istruiti.
Speriamo nel fatturato.
http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/paris-ginocchio/2.html
piu la crisi va su, piu vi è demand destruction che abbassa giu il petrolio.
e non si ferma qua.
quando la crisi passerà nell'economia "reale", migliaia di industre chiuderanno con conseguente risparmio di carburanti fossili credo.
sto cominciando a pensare ai 50$ come una possibilità reale... 65 come una certezza....
Petrolio a 77 dollari .... e la benzina e' ancora ad 1.4......
Qui e' capace che di questo passo ce lo ritroviamo a 50 dollari e paghiamo la benzina il doppio.
qualcuno mi spiega il portentoso recupero dell'america in 35 minuti?
OT
articolo devastante sull ENI (e repsol)
http://www.ft.com/cms/s/0/215e812c-4de2-11dd-820e-000077b07658.html?nclick_check=1
In effetti, esprimere il prezzo in dollari/barile non è sempre immediatamente chiaro, per via delle fluttuazioni anche consistenti del cambio. Perché non prendere l'abitudine di usare come riferimento gli euro/barile? Quando il petrolio ha raggiunto i 147 $/b, a quanti euro corrispondevano? Oggi che siamo a circa 80 $/b, a quanti euro stiamo? In questo modo sarebbe più chiara la reale entità del ribasso **per le nostre tasche**, e anche la legittima perplessità di Luca [#16] potrebbe trovare un parziale chiarimento. Che ne dite?
Frega il prossimo tuo sempre come fosse il penultimo che imbrogli. Vedrai che la cosa andrà avanti oltre le tue iniziali aspettative. Alla fine il botto non mancherà, ma non ti preoccupare, di tempo ancora ne manca un po' per arrivarci.
Siamo sicuri di essere arrivati alla fine delle fregature?
@26
Sto uccellino porta sempre più sfiga... ;)
attenzione : messaggio pessimista per Max : ( E' probabile che non ci siano le elezioni americane il 4/11. Me l'ha detto lo stesso uccellino che mi parla maliziosamente delle pensioni e di tutto il resto che insomma sta accadendo ma non dirlo in giro e se puoi fai meglio i conticini )
80$
@21
Aspettiamo il dopo elezioni USA e poi potremo riparlare di picco e prezzo del petrolio(che scende man mano col perdurare della tempesta finanziaria)...
parliamo piuttosto delle ginaocchia di paris holton, che sulle foto pubblicate oggi fanno veramente schifo!
Qui c'è il finimondo nei mercati finanziari e ancora discutiamo di peak oil e prezzo del petrolio? E' come se con il Titanic mezzo affondato si discutesse ancora dell'iceberg.
Ahò Aldo, che vuoi? Facendo pronostici possiamo tutti azzeccarci al 50%. Devo azzittarmi per questo?
Ok. Da domani qui si parla del look di Britney Spears. Un altro blog bites the dust, viva la leggerezza...
b-boni che il petrolio salirà.
sto racimolando monete per acquistare azioni saipem ed erg avendo già quelle eni...se i miei conti tornano dopo l'obama-day diventerò ricco!!!
robin hood tax?
# " c'è qualcuno che sta per pagare laute colazioni a decine di persone. Scommetteva che avremmo visto presto il barile di nuovo a 80 dollari.
Io sto già pregustando brioscine calde e ciambelle alla crema."
Azzo dici tu !
82al barile .. ma la benzina non cala... si fottino...
(ANSA) - ROMA, 10 OTT - Morgan Stanley ha smentito presunte difficoltà operative sul mercato del petrolio, precisando che continua regolarmente a fare trading con le controparti. Lo ha detto un portavoce della banca statunitense a Londra, Carlos Mellville, come riporta Bloomberg. In precedenza il Wall Street Journal aveva riferito che alcune compagnie petrolifere hanno emesso comunicazioni interne nelle quali viene ordinato ai propri intermediari di cessare l' attività con Morgan Stanley. Ieri alla borsa di New York ed anche oggi in Europa il titolo della banca è stato sotto pressione anche in relazione alla mancata ufficializzazione per ora dell' accordo che prevede l' entrata nel capitale del gruppo finanziario giapponese Mitsubishi. (ANSA).
@12
Mi sembra che sia venuta a mancare la condizione buisiness as usual.
#12 l'articolo diceva: ...Appuntamento a 140?
mi pare che il max sia stato 147 e rotti? quindi azzo dici??
Abbi almeno il coraggio di stare zitta cara Debora! http://petrolio.blogosfere.it/2008/05/130.html
@9
Stai tranquillo che quelli li fanno saltare fuori subito... ;)
"Tale idea serpeggia nei "sottoboschi eretici" anche da noi"
La qual cosa significa che prima o poi serpeggierà anche nei boschi che contano.
Sperando non quando sarà troppo tardi...
ci vogliono soldi anche per la guerra... ;-)
@4
Il fatto che non ci sia un Roosevelt in giro mi sembra più un vantaggio che una perdita... :P
Una riduzione intenzionale delle estrazioni (ovvero una loro diluizione nel tempo) non mi sembra il male peggiore. Dopo tutto, a occhio, verrebbe da dire che potrebbe essere un modo per rendere il declino meno "ripido". Un modo per costringere i finti sordi a ripensare alle proprie strategie. O no? Certo, c'è il rischio [concreto] che quei finti sordi si incazzino più del dovuto e, anziché mettere la testa a partito, decidano di passare a metodi basati sulla... ehm... fisicità spicciola (leggi: aggressione militare).
@4
Obama rulezzzzz :D
In Italia... boh... un papa nero???
Io continuo a pensare che questo grafico descriva molto bene la situazione attuale: http://www.theoildrum.com/files/oilprice-7.jpg
si un new deal è invocato da più parti ma c'è un piccolo problema: chi fa la parte di roosevelt?
in italia: draghi? geronzi? fassino? carfagna & carlucci?
in usa: bush? cheney? rice? wolfowitz?
la verità è che, per dirla alla berlusconi, non vedo nessun van basten in panchina.
io sono un'inguaribile ottimista, mi paicerebbe avere una stima di:
calo dei guadagni di certi parassit, perchè magari per qualche giorno hanno fatto festa, ma la realtà è che tutti stiamo bloccando i consumi, stiamo dirigendoci verso il necessario e per di più a basso prezzo...
calo delle emissioni di co2 e tutto il resto
polverizzazione dei progetti per il futuro petrolifero con perforazioni costose e al limite dell'impossibile, con crollo delle previsioni per le emissioni future
ragazzi, sono stati gli anni della pancia piena e delle prediche al vento, adesso tocca ai duri e bisognerà dimostrare di esserlo!
Secondo me legge petrolio e crisis!
Richard Heinberg è un grande, fra gli autori ed i commentatori sul picco del petrolio, è quello che apprezzo di più.
e ha straragione ovviamente nel suo commento, questa crisi finanziaria, lungi dall'allontanare la data del picco, è invece quanto di peggio potesse accadere per il picco ed in particolare per il post-picco
alle 10:09
Cataldo
OT - Un bellissimo articolo di sapienza indiana, sulle conseguenze della guerra nel Caucaso e una chiosa sugli avvenimenti nordici in Iceland. C'è anche un aggiornamento interessante, sulle rotte future dell'energia.
Kashagan puzzle
Nazarbayev hinted Astana would use the Russian-controlled Caspian Pipeline Consortium (CPC) to carry Kazakh crude from the Kashagan deposit in 2012-2013 to the Russian terminal on the Black Sea. Nurlan Balagimbayev, adviser to Nazarbayev, said on Thursday that Kazakhstan is interested in buying an additional 13.7% of stakes belonging to both BP and Oman in the CPC, in which Russia holds 24% besides Chevron, Shell and ExxonMobil.
Rice would have utilized her visit in Astana to check out Kashagan. Kazakhstan and a group of Western oil companies led by Italy's Eni are due to finalize details on Kashagan's future by October 25. A new operating company is expected to be formed and individual companies - Eni, Shell, ConocoPhillips, Japan's Inpex Holdings and Kazkhstan's KazMunaiGas - are likely to control different aspects of the operation such as production or shipping. (...) We are happy about that", he said at a function launching a section of the ESPO between Talakan and Taishet. The Taishet-Talakan section of the ESPO line was completed in September, while the remaining stretch to Skovorodino, near the Chinese border, is scheduled to be completed by end-2009.
Della serie: comprate Eni, cosi la aiutiamo a portare il petrolio in Cina, ha ragione il Mogambo Guru
We Are Freaky Doomed