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Automobili. Basta con l'accanimento terapeutico.

Giovedì 20 Novembre 2008, 12:43 in Current Affairs di

Se deve morire, che muoia. Se deve sopravvivere, che lo faccia come può. Il mercato automobilistico è al capolinea e non possiamo accollarci anche questo. I portabandiera del turbocapitalismo se ne facciano una ragione: i prodotti vanno e vengono, i mercati si saturano, e la sovrapproduzione non dobbiamo più cacciarcela in gola a forza col ricatto occupazionale.

Nella foto, un oceano di vetture (perlopiù straniere) che giacciono invendute su un piazzale in California. Obama vuole fare un altro bailout: una montagna di soldi alle case automobilistiche per evitare che tutto il Paese si accartocci su se stesso definitivamente. Che si accomodi, Obama: è libero di spendere come vuole i soldi dei suoi contribuenti.

Noi, invece, abbiamo già dato. E lo sa pure Marchionne, che gli italiani non ingoierebbero tanto volentieri l'ennesima sovvenzione alle industrie (decotte) di stufe a motore. In fin dei conti, la crisi colpisce tutti e allora perché non al distretto delle scarpe nelle Marche? O a quello della sedia a Udine? "O tutti o nessuno!" declamano, consapevoli che gli americani temono la concorrenza europea in caso di chiusura della GM. Stiamo freschi, se dobbiamo correre appresso a Obama: di industrie automobilistiche ne abbiamo a decine in EU, e Bruxelles deve "salvare" dieci milioni di posti di lavoro. Al momento, pare che la soluzione da capra e cavoli sia quella di "aiuti di tutela", ovvero incoraggiare graziosamente i produttori ad adottare nuove tecnologie di risparmio energetico. Chissà che risultati fenomenali.

Certo, se le industrie cacciassero una parte dei grassi utili degli ultimi anni magari qualcosa si potrebbe fare. Una riconversione industriale degna di questo nome, magari. Dopo un sostanzioso shrinking, produrre auto elettriche, retrofit, oppure tanti bei trattori per i cinesi che tornano ai campi. Persino Mao approverebbe.

 

24
24 commenti
24
21 Nov 2008
alle 09:58

petroliere

vedo che si continua a dare la colpa di tutto ai petrolieri come se fossero i "deus ex machina" globali.

@ 14: secondo te cosa guadagnano le oil companies dal petrolio a 50$/bbl ? l'intero settore petrolifero cresce o recede col prezzo del petrolio, a prescindere spesso dalla "bravura" dei singoli operatori. Inoltre, cosa pensi che importi alle oil companies con utili da decini di miliardi di dollari dell'intero settore delle rinnovabili ?? (se non che alcune di loro, vedi BP e Shell, hanno comunque posizioni di leadership pure nel fotovoltaico)

Vedo molto più una responsabilità politica degli Stati nel voler continuare a tenere in piedi un'industria (automobilistica) che ha dimostrato di non avere la flessibilità per reggere ai cambiamenti di domanda e offerta. E le automobili, come noto, non si mangiano...

Comunque, l'uomo non ha smesso di usare le pietre perchè sono finite le pietre, e ugualmente sarà per il petrolio.

23
20 Nov 2008
alle 21:52

Aldo

C'è qualcosa di losco in questa storia degli aiuti di Stato. Aiuto per aiuto, preferirei sentir parlare di statalizzazione. Tramite confisca, of course (a parziale rimborso di quanto già speso in "aiuti" pregressi).

22
20 Nov 2008
alle 19:48

soleluna

@21 a proposito  leggi nexus di Buchanan. o ubiquità

due libri spettacolari e illuminanti.

21
20 Nov 2008
alle 19:32

Lorenzo

C'e' una cosa molto curiosa che noto...

Qui si menzionano Icebergfinanza...Benetazzo...tutti soggetti che seguo unitamente a questo blog senza che ci sia alcun legame precostituito...

Interessante che i nostri comuni interessi ci portino nei medesimi luoghi (figurati).

20
20 Nov 2008
alle 18:52

listening

retaggio, mi riferivo allo 'sberleffo serio' a GM (un'offerta di acquisto per alcuni stabilimenti e un centro di ricerca opel da parte di un'azienda che ... ne ha fatto un breve post beppe caravita ieri, in italiano). detto questo si riascoltano due vecchi classici, tanto per tenersi in forma e dirsi arrivederci

http://www.youtube.com/watch?v=XuOeqCVevPI

http://www.youtube.com/watch?v=CdaTZFpZRNA 

 

 

19
20 Nov 2008
alle 18:23

Bernardo Mattiucci

prima commento... poi vi leggo...:

il problema e' serio perche' la chiusura degli stabilimenti automobilistici crea disoccupazione sia in modo DIRETTO che INDIRETTO. Lasciare che questi stabilimenti vengano chiusi e basta e', secondo me, sbagliato. Si creano disoccupati che vanno ad aumentare l'entropia (fortemente instabile) dell'intero sistema. La gente si ritroverebbe piu' o meno dall'oggi al domani senza lavoro.

Ma il problema serio e' l'indotto creato dalle case automobilistiche.... che creerebbe molti piu' danni perche' sparsi su un territorio piu' vasto!

Ma e' anche vero che aiutare le case a produrre veicoli... o meglio a non chiudere.... non e' un grosso aiuti. In Gran Bretagna, dove fanno le MINI, hanno chiuso degli stabilimenti perche' non sanno piu' dove mettere le macchine... che restano invendute nei parcheggi!

Quindi... aiuti si... ma le macchine devono costare molto meno... cosi' vengono vendute.

Oppure, meglio, riconversione delle industrie verso produzioni di pannelli fotovoltaici o veicoli elettrici!

Oppure ancora, anzi meglio, rilanciare il settore agricolo!

18
20 Nov 2008
alle 18:13

ci ciu lin

 speriamo che la cina non faccia la fine del giappone .

negli anni 80 sembrava impossibile che il giappone entrasse in crisi .

17
20 Nov 2008
alle 18:05

subble clore

anche se la cina ne risentira' di questa crisi la sua economia non crollera' come quella del moribondo occidente, la crescita del suo pil manterra' sempre un enorme divario con il nostro anche se dovesse calare di molto.......se noi siamo in recessione e' perche' buona parte delle nostre risorse economiche( capitali e industrie) sono state trasferite in cina e negli altri paesi emergenti per effetto della globalizzazione selvaggia

16
20 Nov 2008
alle 17:03

Andrea.de

Il post non fa una piega, a parte il fatto che l'economia é drogata da tempo, non dai bailout degli ultimi mesi. Mi accodo quindi alle preoccupazioni di chi ha paura di un tracollo spaventoso se le case automobilistiche fossero abbandonate a se stesse: mi accodo nel senso che non so, che non riesco a capire cosa sarebbe meglio fare. 

http://www.slate.com/id/2204582/

 

14
20 Nov 2008
alle 16:36

scacco matto

signori e signore se l industria automobilistica dovesse chiudere e i governi non la dovessero sostenere sarebbe la catastrofe piu totale.

milioni di disoccupati  considerando anche l indotto.

entreremmo nella recessione piu mostruosa della storia che travolgerebbe tutti i settori pure quelli sani e promettenti , come l industria delle rinnovabili.

sarebbe un effetto domino devastante in un momento gia difficilissimo.

 

sarebbe come dare un colpo terrificante ad un moribondo.

purtroppo è come essere in continuazione sotto scacco , quando devi perforza fare certe mosse se non vuoi perdere definitivamente la partita .

purtroppo questa mossa sottrarrà risorse importanti per il cambiamento .

 ma chi è che non vuole il cambiamento?

petrolieri e case automobilistiche, sono loro che comandano ,sono loro che hanno portato il petrolio a 50 $(affossando le rinnovabili) e sono loro che soppravvivono e succhiano risorse agli stati, obbligando gli stati  a dargli soldi, perchè altrimenti il costo del fallimento sarebbe piu devastante.

 

avere milioni di disoccupati improvvisamente, per uno stato, sarebbe un costo impossibile, ci sarebbe il rischio di una guerra civile e disordini sociali.

 

i padroni del mondo ,ci tengono sotto scacco , obbligandoci a dargli i nostri soldi

 

13
20 Nov 2008
alle 16:35

gabriele

@ tulkas

 L'ingorgo di Mestre è il prodotto dell'idiozia al potere.

A Mestre tutti si devono fermare a pagare il pedaggio,solo per proseguire sull'autostrada,non per uscire dall'autostrada come in tutti gli altri caselli.Perchè? perchè cambia il gestore dell'autostrada.Nulla,tecnicamente,impedirebbe di pagare all'uscita e redistribuire i pedaggi fra i due gestori,passando da Mestre senza fermarsi.

Soluzione a costo zero.Troppo facile? Mi sfugge qualcosa?

12
20 Nov 2008
alle 16:32

ste

@11

come non detto: ora va...

11
20 Nov 2008
alle 16:31

ste

@10

not found...

9
20 Nov 2008
alle 15:20

ioxcaso

Mi accodo anche io ai ringraziamenti e complimenti per questo tuo post. E hai ragione ancora quando dici che, anche senza leggere libri vari, siamo in parecchi ad essere arrivati alle stesse conclusioni.

Per conto mio rilancio riprendendo lo slogan che stanno usando gli studenti nelle loro manifestazioni contro i tagli all'Istruzione: NOI QUESTA CRISI NON LA PAGHIAMO!

8
20 Nov 2008
alle 15:19

Paolo B.

Più che l'auto è il concetto di "status symbol/auto" duro a morire nella mentalità popolare. Fino a quando in un certo periodo del futuro(nemmeno tanto lontano) la mobilità privata quotidiana, almeno come la intendiamo oggi, sarà diventata l'ultimo dei pensieri per le persone.

Debora, per adesso, credi davvero che se il nostro grazioso governicchio decidesse di aiutare a colpi di centinaia di milioni di euro(nostri) la decotta industria automobilistica il popolo scenderebbe in piazza a gridare il proprio dissenso?

Campa cavallo!

Per ora le lobby automobilistiche possono contare ancora sul fascino che su tanti(fessi) la quattroruote esercita ancora e, soprattutto, sulla loro forza in Parlamento. E sulle montagne di denaro che i Governi ci ricavano tassando all'inverosimile carburanti e tutto ciò che è motorizzato ed a quattro ruote.

L'epopea della motorizzazione di massa comunque terminerà inevitabilmente per i motivi che conosciamo e non ci sarà alcun tipo di pannicello caldo statale(sovvenzioni dei contribuenti) che potrà prolungarla per molto tempo ancora.

Almeno respireremo aria meno inquinata e le nostre orecchie saranno meno bombardate dal frastuono del traffico...

7
20 Nov 2008
alle 14:41

dario

Auto ad energia solare, case ad energia solare, eolico, recupero dei rifiuti e trasformazione in materie prime, ritorno alla campagna.

 Le soluzioni alternative alla crisi ci sono tutte, la riconversione dell'economia è possibile, è solo che abbiamo al potere gente  di 70 anni (Berlusconi) che noncapisce la differenza traun solare e un fotovoltaico.

 

Ciao

6
20 Nov 2008
alle 14:41

Archimede

x Omar: guarda che è almeno da 4 anni che GM è uno zombie economico... non ci sarebbe nulla da preoccuparsi nel fatto che chiuda. Il preoccupante è che l'hanno tenuta in piedi artificialmente fino adesso...

5
20 Nov 2008
alle 14:38

Archimede

x Omar: guarda che è almeno da 4 anni che GM è uno zombie economico... non ci sarebbe nulla da preoccuparsi nel fatto che chiuda. Il preoccupante è che l'hanno tenuta in piedi artificialmente fino adesso...

4
20 Nov 2008
alle 14:27

Debora/Petrolio

tulkas, non li ho letti i libri di Benetazzo! Ma siamo in parecchi ad essere arrivati alle stesse conclusioni mi sa...

3
20 Nov 2008
alle 14:21

tulkas

Brava Debora. Vedo che hai letto i libri del Benetazzo!

Comunque brava, condivido. Mi piacerebbe invece che parlassimo della merce DENARO e della sua nazionalizzazione!

I guai in cui ci troviamo sono il risultato evidente della privatizzazione della creazione del denaro: perchè le banche possono creare denaro e le altre imprese no?

Quello che il magnagatti etichetta come turbocapitalismo è semplicemente il parto del fatto che le banche hanno potuto stampare denaro interbancario (CARTA) denominandolo in € ($;Yen, ...): SIAMO IN QUESTA SITUAZIONE PERCHE' LO SVILUPPO AVUTO IN QUESTI ANNI NON CI DOVEVA ESSERE, IN QUANTO NON C'E' ABBASTANZA DENARO VERO IN CIRCOLO.

Si preso oggi VALORE a prestito dal VALORE che noi attribuiamo agli oggetti OGGI e/o dal loro MAGGIORE valore atteso nel futuro.

In questo ci azzecchi: molta parte della produzione di beni di largo consumo è stata venduta ieri con il valore futuro dei nostri beni (tra cui anche gli stipendi); con cosa potremmo mai pagare tale produzione di beni in eccesso?

Lo sai che il leggendario passante di MESTE è un'opera INUTILE?

Gli ingorghi nella tangenziale di mestre oramai non ci sono quasi più! Da alcune settimane ci molti meno camion che arrivano da EST e non riescono più a saturare lo svincolo con l'A27, ma i cartelloni elettronici continuano a segnalare delle inesistenti code.

2
20 Nov 2008
alle 14:17

Omar B.

per tanti motivi, spesso sconosciuti ai più, senza industria dell'auto non c'è industria, se chiude gm il contraccolpo per i settori dell'acciaio, dell'elettronica, della chimica sarebbe fortissimo, con altre chiusure a catena

se chiude gm comincio a preoccuparmi davvero

 

1
20 Nov 2008
alle 14:00

luigi

Grazie, perfettamente centrato.  Il problema di disfarsi delle auto è anche che i nostri governanti le vedono come mezzo privilegiato ed insostituibile per tassare a mani basse.  Nelle città poi è una gara a chi ha più idee, inutili o dannose, tanto meglio.  Esempio l'Ecopass a Milano, vantaggi nel contenimento del traffico, zero, miglioramento dell'aria, zero, garantito però anche l'anno prossimo per rimpinguare le casse.

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