Uno sguardo dal picco
Presentato mezz'ora fa a Londra il tanto atteso World Energy Outlook dell'IEA, di cui avevamo riportato anticipazioni (poi smentite) qualche giorno fa.
Aggiorno tra poco con i commenti degli esperti.
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Beh, pare che la smentita non meritasse tanto impegno e tanta indignazione: resta confermato il fatto che è richiesto un aumento della capacità produttiva di 30 milioni di barili per il 2015. E in presenza di una depletion consistente:
I risultati di un'analisi senza precedenti, realizzata giacimento per giacimento, sulla produzione storica di 800 giacimenti, indica che il declino crescerà significativamente nel lungo termine,da una media di 6,7% di oggi a 8,6% nel 2030.
E sono parole dell'IEA, quelle che sostengono che il mondo avrà bisogno dell'equivalente di 4 Arabie Saudite solo per mantenere i livelli attuali di consumo. A me personalmente fa impressione, veder sostenere dalla massima autorità mondiale quello che sento da anni dagli esperti "carbonari" dell'Aspo.
Il report IEA sostiene però anche che le stime delle riserve sono sufficienti per il mondo al corrente livello di consumo per oltre 40 anni. Sembra un'affermazione rassicurante, ma contraddice il resto: l'IEA sta affermando che manterremo la produzione attuale, a 85 milioni di barili al giorno, fino al 2050? Perché un conto è dire che ce ne è abbastanza, un conto è dire che se ne produrrà abbastanza: qualcuno fatica a comprenderlo, ma non è assolutamente la stessa cosa. E l'IEA dovrebbe spiegarlo, anziché "buttarla in caciara" in questo modo... perché sappiamo quale sarà la frase che alla fine i giornali riporteranno: "Petrolio: tranquilli, ce n'è fino al 2050!"
Update: surreale l'articolo di Repubblica. Occhiello: "La domanda cresce malgrado la recessione, servono investimenti o sarà caos ambientale." Qualcuno sa spiegarmi cosa diamine c'entra il "caos ambientale" con la domanda che cresce e la necessità di investimenti? Leggete l'articolo: è un guazzabuglio incomprensibile dove si ripetono dieci volte frasi come "gas serra" "problemi climatici" che non c'entrano un cavolo con la questione petrolifera. Quando leggo queste robe mi chiedo: sono i giornalisti che non sanno una mazza di energia e la collegano automaticamente ai problemi ambientali per mera abitudine, oppure è una prassi secondo cui è meglio spaventare la gente col problema "minore"? Non lo saprò mai.
dietrologia....... per dietrologia intendo qualcosa che arriva dopo un certo avvenimento. qui ancora nn è avvenuto niente . quindi al massimo potremo chiamare le mie ,visioni di un paranoico!
magari però , quando nn sapranno come levare le gambe dal conflittto in iran(produttore di greggio n?) nn ci veniamo a raccontare che tutto è dovuto ha avuto inizio da una mancata precedenza ad uno semaforo
@46
tu odi la dietrologia........
bene ....siamo in democrazia.
quindi mio dirai che le torri le ha buttate giù bin laden
che siamo in irak per portate la democrazia
che alitalia la vogliamo regalare ai soliti cugini di campagnia perchè si sono "sacrificati" pur di nn cederla al nemico francese
che, menomale nn ci sono i soldi ma altrimenti, avremmo costruito il ponte sullo stretto con "solo" 10 miliardi di euro perchè il nostro premier ha tanto a cuore la sicilia e nn sopporta più di vederla isolata....
continuo????
@7
Il documentario "L' oro nero della terra" su History channel è in replica stasera alle 23 (13/11/2008) e alle 13:20 il 16/11.
no , dico che il picco può essere strumentalizzato da persone abili e pronte a tutto per il potere che da sempre detengono.
@45
lettura forzosa, sostanzialmente dici che il picco è un invenzione per prendersi il petrolio a forza
io odio la dietrologia, ma lo capite che è un ragionamento infantile? ogni cosa accada (parlo a livello globale, non faccenduole di paese) c'è qualcuno dietro, poi si parla di quel qualcuno e c'è qualcuno dietro, tutto ciò sono le scatole cinesi della logica
interruzione di fornitura! forse è proprio ciò che chi muove il mercato vuole. adesso viviamo una situazione di odio generato da invidia per i paesi produttori. vediamo gli arabi (ancha se rappresentano solo una parte dei produttori la massa tende ad associare l'immagine di petrolio al tipo con il cencio in testa e baffi alla lando buzzanca) viver esistenze dorate grazie solo al fatto di abitare una terra invece di un'altra. l'odio generato da invidia è maligno e provoca grandi danni.
ma nn ha niente a che vedere con cosa potrebbe autorizzare un odio nato dal supruso di pochi uomini che chiudono i rubinetti del benessere a l'intera popolazione mondiale.
un'immagine del genere ,in mano a chi ha tiralto le fila del mondo negli ultimi 20 anni può fare da passepartout per qualsiasi progetto.
compreso un bell' esproprio travestito da gesto di robin hood
oggi il petrolio è quotato a 55$
qualcuno sa qual'è la quota psicologica per la gran parte dei produttori? 50? 40? 30? 20? 10?
il rapporto parlava di serio rischio di interruzione di fornitura
Non per difendere laRepubblica, ma c'è da dire che almeno è stato uno dei pochi, pochissimi, giornali italiani, che bene o male ha parlato del Rapporto.
Io mi sarei aspettato ben più clamore sui mass media per un Rapporto sull'Energia che termina con le parole:
"il tempo sta finendo ed è giunto il momento di agire, ora e subito"... o che nei passi più ottimistici somiglia ad un libro dei sogni... Mah!!!@41
giusto, certo il rapporto si soffermava anche su questioni climatiche, e repubblica le ha riportate, ma ha riportato solo quelle
che del resto sono quelle dell'ipcc, la novità-bomba è l'ammissione della depletion, affiancata alla constatazione che il mondo vuole sempre più energia
Paolo, questo report è piuttosto clamoroso per chi si prende la briga di leggerne le parti salienti, oltretutto ampiamente riportate dalla stampa mondiale in modo semplice e comprensibile anche per un giornalista magari a digiuno della faccenda.
Nell'articolo di Repubblica invece non si sottolinea nulla di quel che l'Outlook dice di sostanzioso, mentre ci si sofferma su dettagli che, seppur importanti come il clima, non hanno in questo caso confronto come rilevanza.
E' come se (per invertire i termini) quando è successo l'uragano Katrina, ci fossimo messi a parlare dei consumi di benzina invece che del problema climatico.
Faccio seguito al mio post @35
The oil drum ha appena iniziato a commentare l'outlook IEA 2008 e ha messo proprio come grafico di apertura proprio quello a cui mi riferivo:
http://www.theoildrum.com/node/4735
Consiglio di seguire il post dell'Oil Drum, penso che sarà molto interessante.
Saluti
Io mi chido con che coraggio parlino di crescita costante fino al 2030. Sono bastati pochi mesi di prezzo del petrolio alto per fal saltare l'industria dell'auto e delle compagnie aeree. Forse pensano che tutti questi aiuti di stato a banche e imprese siano soldi stampati dal nulla (e probabilmente lo sono) ma vanno pagati a qualcuno. Semplicemente pernsare questa crisi sia uguale a quella della new economy e prevedere una ripresa dopo 1-2 anni è stupido o/e in malafede.
Questa piccola crisi economica ci ha dimostrato che senza energia a basso costo il sistema SALTA. Non esiste consumismo senza energia a basso costo. Salta la vendita e salta la produzione. A chi venderanno i cinesi e gli indiani poi? Venderanno tra di loro i nostri stupidi gadget energivori? Per già adesso sono in apnea di risorse figuratevi tra un pò.
Comunque se la situazione e questa ben venga che le cattive potenze cinesi e indiane vengano 'termovalorizzate' a suon di ogive Plutoniche a stelle e strisce. Mi godrò il magnifico spettacolo pirotecnico commentato a reti unificate dal FIDO-FEDE sperando che la publicità dei materassi di Mastrota non cada nel momento clou: il lampo.
vorrei volentieri scrivere sul report ma sono gonfio; poi gli ho promesso che domani lavoro ... cosa mi è passato per le cervella? poi, ragazze, lo so che vi sembra strano, ma c'è una regola: questa non è un cazzo di famiglia, quindi non sporcate. va bene, jamiroquai
Mah.... penso che se siamo di fronte ad un prezzo, per cosi dire, "politico" alla lunga qualcuno dovrà comunque pagare la differenza. Altrimenti le oil company lavoreranno in perdita, considerando che questi prezzi non sono molto lontani dai costi di estrazione.
In ogni caso il picco, che sia il prossimo anno o fra 10 anni, se ne infischierà altamente della finanza e della politica.
Se il prezzo rimarrà basso anche in presenza di un calo progressivo della produzione, questo non cambia il fato che di greggio ce ne sarà sempre meno, percui se non sarà il prezzo a regolare i consumi, sarà sicuramente qualcos'altro. Forse il razionamento.
Come dice Luigi...il picco è innazitutto un problema GEOLOGICO
#29 tale "guruntio" dice : "signori e signori il prezzo del petrolio rimarra stabile e non lo vedremo sopra i 150 prima di 20/30 anni.cosi è deciso.la seduta è tolta."
E' una ipotesi a cui non avevo mai pensato eppure pare sia quello che sta accadendo. Ovvio che questo congelare il prezzo equivale ad un razionamento. Se poi significa tagliare il periferico a favore delle città e dei centri di produzione (industriale) , questo è da vedere...
Tuttavia ci farei un pensierino alla riflessione di Guruntio... Gli altri che dicono?
Debora
Sei stata ottimista. IEA prevede ben 6 Arabie Saudite per mantenere la produzione a livello attuale: vedi a pagina 8 di http://www.iea.org/weo/key_graphs_08/WEO_2008_Key_Graphs.pdf
Il grafico dice tutto. Per il futuro prossimo, di produzione certa di oil si ha solo l'area blu (campi attualmente in produzione) e l'area gialla (NGL).
Della produzione da campi futuri da sviluppare, da trovare, di oil alternativo si può solo speculare. E l'IEA specula proponendo interventi da fantastilioni di dollari per ottenere queste ulteriori produzioni.
Insomma, il grafico dell'IEA, a guardarlo bene, sembra quasi il grafico di produzione previsto dall'ASPO (solo un po' più ottimistico).
Saluti
Per chi servisse mi è stata seganalata una sintesi in italiano:
http://www.worldenergyoutlook.org/docs/weo2008/WEO2008_es_italian.pdf
@32
Caro Paolo, provo io senza pretendere ovviamente di sostituirmi alla padrona di casa con un esempio
Se in seguito ad una violenta epidemia di qualche virus che causa prima un acutissimo raffreddore e poi una polmonite virulenta tale da uccidere la maggior parte di anziani e bambini, l'articolista si concentrasse sull'enorme consumo di fazzoletti di carta tu che cosa penseresti?
Secondo me siamo a questo punto....The paramount issue è il peak oil, dopo, subito dopo il clima.
Saluti
Cara Debora, ho letto l'articolo che hai segnalato di Repubblica, perchè sostieni in maniera così veemente che fa confusione ? A me non sembra più di tanto.
Certo esagera un po i toni del catastrofismo climatico, come a lasciare intendere "hai visto governo, che uscendo dal 20-20-20, ci porti verso la rovina" ?
Così ovviamente non è, non facciamoci più importanti di quelli che siamo, purtuttavia mi preme sottolineare che i legami fra estrazioni petrolifere e CO2 clima-alterante ci sono eccome. Da dove viene forse tutta questa CO2 che se in eccesso porta ai rischi climatici, se non dalla combustione delle fonti fossili ?
Non è questione di procedure tecnologiche pulite oppure no, la combustione produce CO2 e basta, inevitabile, pertanto chi "crede" che ciò sia un problema deve credere anche che un aumento della produzione (ovvero incrementare i consumi attuali) possa comportare un peggioramento ulteriore del clima.
Non ci vedo niente di scandaloso, ho sentito molto ma MOLTO di peggio, vedi Franco Battaglia, Stagnaro, e altri personaggi simili.
Mi risponderesti Debora per favore ?
Paolo Marani
MIZ - Cesena
tutta speculazione il vero prezzo è intorno a 60/70 $ ovvero ad un prezzo a cui non conviene investire nelle energie rinnovabili.
forse conviene mantenere questo prezzo per bloccare lo sviluppo di energie rinnovabili.
e chi ha investito salta ......
poi il prezzo potrà risalire.
tutto questo non riguarda la disponibilità
GEOLOGICA di Petrolio.
la domanda globale di petrolio è sostanzialmente stabile, mentre il prezzo del petrolio è dimezzato.
tutta speculazione il vero prezzo è intorno a 60/70 $ ovvero ad un prezzo a cui non conviene investire nelle energie rinnovabili.
signori e signori il prezzo del petrolio rimarra stabile e non lo vedremo sopra i 150 prima di 20/30 anni.cosi è deciso.la seduta è tolta.
la vi rendete conto che il prezzo del petrolio è tutto manipolato . tutti i modelli sul picco del petrolio sono belli ma non tengono conto di altri fattori non meramente numerici.(ovvero quelli decisivi)
è in buona compagnia tutti i modelli di finanza sono una rappresentazione della realtà ma a fini pratici servono a poco e rappresentano poco la realtà.
@ Pennello
La mia impressione è che in qualche modo in questo momento il prezzo sia totalmente scorrelato dai fondamentali. Probabilmente per alcuni mesi, forse un anno, si riesce ad andare avanti in questa maniera, poi per forza di cose il prezzo si dovrà rialineare alla realtà. I fondamentali, non mi pare suggeriscano una situazione completamente diversa da quella di qualche mese fà. Si.....è vero che la domanda dei paesi OCSE è caduta sensibilmente ma quella globale non sembra aver subito un grosso ridimensionamento. Ne consegue che il problema della produzione che fatica a star dietro alla domanda è ancora realtà.
Staremo a vedre nei prossimi mesi.
comunque come al solito si sottovalutano gli interventi di efficienza energetica.cosa succederebbe se invece di romperci la testa su che fonte energetica dobbiamo usare per produrre energia, ci concentrassimo sul risparmio ed efficienza in modo da usarne di meno di energia?
improvvisamente cio che è scarso diventa abbondante.
cina ed india hanno impianti industriali scassati ed inquinanti, cosa succederebbe se tutta la cina ed india e il mondo occidentale diventassero piu efficienti ,consumando meno petrolio?
ne piu ne meno quello che è successo nello shock petrolifero anni 70.
grazie e scusa per la domanda trita e ritrita. però nn mi torna lo stesso, siamo all'interno di un mercato mondiale, anche ammettendo un calo della richiesta in occidente, ci sono tre miliardi di persone in oriente che, al tasso di crescita "controllato" del 10% annuo , si apprestano a consumare ancha per quelle nazioni che a breve torneranno alle caverne (noi compresi). la mia domanda è più riferita a capire se ci sia dietro un disegno dei soliti noti per frenare il prezzo o addirittura farlocalare ancora per costringere i paesi produttori a gesti estremi , che porterebbro naturalmente a ritorsioni internazionali.
...l'era del petrolio a buon mercato è finita...
...il tempo sta finendo ed è giunto il momento di agire, ora e subito...
http://www.worldenergyoutlook.org/docs/weo2008/WEO2008_es_italian.pdf
(world energy outlook 2008, sintesi, pag 18)
...quasi quasi svengo... :-P
Bye, Ret.
x debora
l'articolo di repubblica è confuso per un solo motivo: classico articolo scritto senza leggere la notizia, da giornalisti di piccolo calibro che non sanno nulla ne di economia, ne di petrolio, ne di ambiente; ovvio che ne esce fuori un colabrodo di luoghi comuni
comunque il piano energetico di obama parla di rinnovabili ,carbone e nucleare.
vorrà dire che consumeremo piu carbone al posto del petrolio e si svilupperà il nucleare e le rinnovabili.
comunque per salvare il carrozzone di gm e tutte le altre banche scassate americane di soldi ne hanno gia spesi un casino, ne rimarranno per le rinnovabili?
@20
deprimono il settore e me.
@19
domanda trita e ritrita
diciamo che nessuno ha mai risposto per bene, in ogni caso il pterolio non è a wall street, con la fila di compratori fuori
il prezzo dipende si da domanda/offerta, ma non in modo semplicistico, dipende anche dalle prospettive del settore, inoltre c'è la componente speculativa, e il fatto che molte banche a corto di denaro vendevano titoli petroliferi (un po' come dire che il prezzo scende perchè scende il prezzo del prezzo...)
meccanismi particolari, che comunque deprimono il settore
permettete una domanda da un totale profano..... ma perchè, se ormai è ufficiale che andiamo verso l'esaurimento a grandi falcate, il prezzo crolla?
omar, allora di pazzi ce ne sono molti in giro
alcuni in posizioni chiave
purtroppo
intanto la borsa, in rimbalzo per ore, è di nuovo in negativo
correlazioni?
Nel report iea battono parecchio sul fatto che bisogna rivolgersi al "low carbon" e nello stesso tempo ridurre le emissioni di gas serra.Sembra come il famoso articolo sul FT che anticipava il rapporto quando hanno scritto comicamente che non bisognava dare retta alle teorie sul picco del petrolio perche´il problema riguarda semplicemente la produzione che sta´declinando..
ho trovato anche questo
parla di dramma inquinamento, depletion, aumento della domanda
mi sembrano temi in contrasto, e chi ha scritto l'articolo mi pare confuso, molto confuso
certo è vero che sostituendo il petrolio con "barili-equivalenti" in carbone o peggio legnaci sarebbe uno scenario in cui i fatti citati si verificano, ma per fortuna il petrolio non è facilmente rimpiazzabile a meno di forti investimenti e alti costi
e solo un pazzo investirebbe nel carbone anzichè nel solare, nell'eolico,nel geotermico
Aldilà della fregnaccia dei "40 anni ai consumi attuali" (chiunque abbia una minima conoscenza della dinamica estrattiva di un giacimento capisce che la frase non ha alcun senso) fanno impressione le stime sulla depletion.
6,7% !!!!!!!!!!!!!!!! E' più del tasso di depletion del Mare del Nord, la cui produzione è in caduta verticale.
Se questi valori dovessero essere quelli giusti, mi pare davvero impossibile scongiurare un collasso economico. Fino ad ora la stessa ASPO, mi pare, ha sempre parlato di valori non superiori al 4%.
Ieri sera ero in un negozio che, causa illuminazione oggetti, aveva l'aria condizionata accesa...
Per Paolo B., è la solita discussione, non si può urlare al mondo che andrà peggio... non porta voti.
una crisi petrolifera oggi sarebbe la cosa migliore
sarebbe una depletion lenta e naturale,meno traumatica, salvifica per l'ambiente
l'uomo si adeguerebbe
se invece si tira dritto poi la depletion sarebbe rapidissima, e traumatica
a leggere l'iea mi torna in mente il ceo di shell che un anno fa (o due? ) diceva che dal 2015 la produzione globale di petrolio non sarebbe stata sufficiente a soddisfare la domanda.
Mi sta venendo il dubbio che parlasse della domanda nei paesi occidentali e basta
scusate la punteggiatura :)
@6
"Voglio vedere quale compagnia petrolifera si prenderebbe la briga ora di investire i "sudati risparmi" ottenuti quando il petrolio era a 150$"
Proprio per questo il picco è sempre più vicino(se non già alle nostre spalle). La mancanza di investimenti nella ricerca di nuovi giacimenti petroliferi è "picco" conclamato.
@2
Credi davvero che la gente farebbe un macello se sapesse la verità? Tirerebbe avanti alla meno peggio, ovvero sprecando come sempre(tranne i pochi virtuosi) fino a quando sarà possibile vivere all'occidentale; sempre che qualche classe politica "illuminata" in qualche parte del mondo lo permetta.
Dopo...beh, dopo forse farebbe il macello ma per non arrivare a nulla...
Con una differenza tra domanda ed offerta del 10% almeno entro 4-5 anni il prezzo è destinato a QUADRUPLICARE stabilmente, l'altra sera su History Channel hanno mandato in onda il documentario: L'Oro nero della Terra" con interviste a Deffeyes, Legget, Campbell e ad un 92 enne pensionato che ha lavorato tutta la vita con Hubbert... Guardate la replica se potete. Il messaggio era chiarissimo: "il Petrolio a buon mercato è F-I-N-I-T-O... Do you understand? Il rally porterà a breve il prezzo a 200 $ per poi fare COLLASSARE DEFINITIVAMENTE l'economia globale con guerre conseguenti. Il prezzo dello scorso luglio è stato solo la "prova generale" di panico sui mercati. Dopo il 20 gennaio (presa del potere ufficiale di Obama si replica!!! Buona Fortuna ragazzi...
Al momento il WTI è tranquillo sotto i 60$, i consumi calano e l'OPEC tra un po annuncerà altri tagli.
Voglio vedere quale compagnia petrolifera si prenderà la briga di investire i "sudati risparmi" ottenuti quando il petrolio era a 150$
Ecco cosa dice il corsera online.....
ROMA - Si rischia un aumento di 6 gradi nella temperatura terrestre se si mantengono le prospettive di crescita nella domanda di energia. Sono urgentissime le iniziative politiche necessarie per smorzare la crescita delle emissioni dei gas serra. L'allarme e' stato lanciato dal direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia (Iea), Nobuo Tanaka, presentando oggi il rapporto annuale sulle prospettive del settore. Anche tenendo conto di nuovi interventi politici per il contenimento della domanda, l'Agenzia prevede che sulla media del 2006-2030 il fabbisogno globale di energia cresca dell'1,6 per cento ogni anno. La domanda globale di petrolio, dagli 85 milioni di barili al giorno di oggi salira' a 106 milioni di barile nel 2030. Crescera' sempre piu' il peso dei nuovi giganti dell'economia: da sole, Cina e India provocheranno, secondo la Iea, piu' della meta' della crescita della domanda globale di energia. (Agr)
riconosceremo il picco del petrolio solo molti anni dopo che si sarà verificato
fino ad allora si dirà che mancano gli investimenti
non penso che si sorvolerà tanto sulla cosa... quanto ho letto mi da l'impressione che l'IEA implori investimenti
da un lato minaccia il crollo della produzione,dall'altra mette sul piatto una cifra - 40 anni- di medio termine, abbastanza lunga da far sperare alla classe produttiva attuale di attuare il solito "tiriamo avanti" lasciando l'eredità scomoda alle generazioni future, insomma una cifra che dice "investire in petrolio conviene"
Ovviamente Paolo B. Credo che se il messaggio fosse stato "la festa è finita, andate in pace", sarebbe successo un macello, altro che questa crisi.
Insomma, è evidente che l'IEA ha lanciato un messaggio preciso e realistico a coloro che devono intendere(ovvero quello che sostiene ASPO da tempo) ed un'altro fumoso e molto edulcorato per il grande pubblico(il popolo bue ovviamente) con il quale i giornali di parte ci andranno a nozze ovviamente...fino a quando gli effetti devastanti del picco sul quotidiano di tutti noi si sentiranno realmente.
alle 14:31
Omar B.
per dietrologia intendo presupporre sempre la presenza di una regia occulta per gli accadimenti mondiali, regia potentissima, capace di ogni cosa, anche contro le più banali leggi dell'economia, della fisica, della medicina ....
esempi:1) qualcuno vedeva una regia dietro all'affossamento del titolo unicredit in ottobre, beh, fare una cosa del genere in silenzio è impossibile, ci vogliono soldi, tantissimi soldi, e coordinare in silenzio un sacco di gente ... beh, penso che se esistesse qualcuno di così potente avrebbe usato tutte queste risorse per arricchirsi e non le avrebbe bruciate per affossare un titolo in borsa
2)twin towers: l'ipotesi governativa è demenziale, capisco l'odio per l'amministrazione bush, ma pensare che siano così imbecilli da cimentarsi in un'operazione che poi sarebbe stata smascherata nel giro di qualche anno ( o meno) ..... allora perchè hanno ammesso che saddam non aveva armi di distruzione di massa? perchè non riescono a togliersi dai guai in irak o afghanistan? perchè mccain non ha vinto le elezioni o bush non ha cambiato la legge sul limite dei due mandati?
il resto... le guerre le si giustifica sempre con qualcosa di nobile, bush l'ha fatto in irak, clinton in serbia.... succede da milllenni (pensi che giulio cesare convincesse i legionari a combattere facendogli vedere la cartina?)
le privatizzazioni sono da sempre piene di se e ma,non solo in italia, la soluzione francese piaceva a taluni e quella italiana ad altri, a noi comuni cittadini non ne viene nulla in ogni caso
il ponte... non si farà mai