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Hirsch: "Peakoilers, adesso zitti". Siete d'accordo?

Domenica 16 Novembre 2008, 23:17 in Esperti, Peak Oil di

Alla comunità del peak oil.

Il mondo è al centro della più severa crisi finanziaria della nostra vita. Il danno economico subìto finora è già considerevole e noi dobbiamo ancora vederne il fondo o una svolta. In questo contesto, io suggerisco che la comunità del peak oil minimizzi i suoi sforzi nel risvegliare il mondo sui pericoli a breve termine della produzione petrolifera. La motivazione è semplice: minimizzando i nostri sforzi a breve termine, non getteremo benzina su un fuoco che sta già bruciando a tutta forza.

Siamo tutti consapevoli di quanto i nostri governi e imprese siano disorientati in questo momento. I nostri leaders, futuri leaders, e intellettuali stanno cercando vie d'uscita al caos. Il pubblico è in un tranquillo panic mode, quelli che se la cavavano bene, ora se la cavano meno bene, e le loro possibilità di azione sono limitate. Quelli che hanno perso il lavoro e/o la casa sono disperati. Gli affari e i mercati sono in caduta libera. Se la consapevolezza del peak oil e delle sue disastrose implicazioni finanziarie dovesse aggiungersi all'attuale mix di problemi, il trauma sarebbe impensabile.

Come molti di voi, ho dedicato i miei sforzi recenti a risvegliare il pubblico e i governi agli imminenti orrori del peak oil. Per quanto questo risveglio sia necessario, continuare a spingere in questo senso forse non è nell'interesse di tutti. Molti possono essere tentati di sfidare il recente IEA World Energy Outlook. Anch'io sono tra quelli che si considerano molto delusi. Ma spingere su ciò può portare più danni che benefici.

Continuate con i vostri studi e riflessioni, perché aiutare il mondo a comprendere i pericoli del peak oil è doveroso. Ma nei prossimi mesi, mantenere un basso profilo è il compito più importante. 

Questa è una lettera di Robert Hirsch (nella foto alla conferenza Aspo di Pisa nel 2006), uno dei più importanti esperti di questioni energetiche al mondo, a chi fa informazione sul peak oil pubblicata sul Wall Street Journal.

Mi sento indegnamente chiamata in causa, e prima di seguire il suo consiglio, chiudere il blog e dedicarmi momentaneamente al giardinaggio per mantenere un "basso profilo", vorrei fare qualche osservazione.

La lettera, mi scuso per il cattivo francese, mi pare proprio una scemata. Non capisco quale sia il punto: non dobbiamo disturbare, perché ci sono problemi più grossi? Poco carino da parte di Hirsch fare classifiche tra i problemi, specialmente piazzando secondi quelli di cui si occupa da anni. Non dobbiamo causare un trauma ar cittadino? Ma come, se fino all'altro ieri gli gridavamo in faccia il ritorno al Medioevo e l'apocalisse nel tentativo di utilmente terrorizzarlo! Non dobbiamo confondere i già confusi leader mondiali? Se devono (sperabilmente) prendere provvedimenti è meglio che conoscano bene il quadro della situazione... tante volte gli saltasse in mente di basare il New Deal sulla mobilità privata o che so io. E poi, è deluso dal report IEA? Ma se è la prima volta che dice qualcosa di sensato!

Insomma, se la consapevolezza del peak oil e delle sue disastrose implicazioni finanziarie dovesse aggiungersi all'attuale mix di problemi, magari verrebbe qualche buona idea per cominciare a risolverli, direi io.

Ho come il sospetto che Hirsch desiderasse dire qualcos'altro, e non l'abbia fatto. Le sue giustificazioni nel consigliare la discrezione sono davvero tirate per i capelli, e il personaggio non è certo uno sciocco. Perché Hirsch invita con tanta insistenza al silenzio? I commenti sono aperti.

Anche per te, Robert.

 

51
51 commenti
51
25 Nov 2008
alle 10:15

nicola giacobbe

perchè secondo me si rende conto che se il petrolio torna a 147,sarà la catastrofe "vera" dell'economia e del mondo nel suo complesso.. dalla foto vedo che avrà sui 60 anni, secondo me vuole godersi in pace la vecchiaia ;-)

Ho cercato di trovare altre motivazioni e mi sono letto tutti i commenti ma non ho trovato 'spiegazioni'  migliori di quella data da redarrow. Dovremmo avere il peakoil sempre presente in ogni nostra azione, se non altro per la futura sopravvivenza della nostra civilta'.

50
18 Nov 2008
alle 17:51

Luigi Lucato

http://mercatoliberonews.blogspot.com/2008/11/crisi-brasile-maggi-soia-e-allarme-per.html

cominciano i problemi per l'agricoltura.

49 # Secondo me, il modello più vicino a questa crisi è la carestia Irlandese dovuta al morbo delle patate. Sostituite le patate  con il petrolio, e avete uno specchio molto preciso di cosa intendo.

problema ... non si può emigrare in America

siamo messi peggio, il pianeta è finito.

49
18 Nov 2008
alle 17:44

Phitio

Chiamiamo allora la nuova crisi Rex-flazione.

In un contesto recessivo per l'economia(o depressivo, in questo casa avemmo Dex-flazione) abbiamo un effetto tagliola, sarebbe a dire che  il costo assoluto (qualunque sia) delle merci e il valore assoluto (qualunque sia) dei guadagni tenderanno divergere a velocità doppia rispetto ad una normale stagflazione.

Questo vuol dire semplicemente che possiamo tranquillamente triplicare i danni, economici e sociali, di una normale depressione. 

Prendiamo ad esempio una fattoria con autoconsumo, che normalmente sarebbe abbastanza al riparo anche da una deflazione. Ebbene, i costi enegetici per le colture inciderebbero pesantemente, lo stesso. La produzione agricola stessa, in tutto il mondo, dovrà diminuire, nel momento stesso in cui il potere di acquisto crollerà.

Ciò significa milioni di affamati nei paesi sviluppati, milioni di morti nei paesi meno sviluppati. In quelli sottosviluppati i milioni di morti ci sono già.

Secondo me, il modello più vicino a questa crisi è la carestia Irlandese dovuta al morbo delle patate. Sostituite le patate  con il petrolio, e avete uno specchio molto preciso di cosa intendo.

Saluti

48
18 Nov 2008
alle 15:44

Luigi Lucato

OTTIMISTI O REALISTI DI FRONTE ALLA CRISI?

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=641463

Certamente sono per il REALISMO, l'ottimismo deve nascere dai fatti, non dalle favole raccontate.

non sono per smorzase i toni ma per, analizzare la situazione reale e trovare soluzioni.

mi sembra che ci sia una tendenza in corso a costruire ottimismo di facciata , questo non cambia i fatti li nasconde.

dal mio punto di vista le varie crisi sono tutte interlacciate e figlie una dell'altra

peak energia (oil ecc...)

peak alimenti (agricoltura e clima) 

peak popolazione

crisi economica ... non si risolve con soluzioni solo economico/monetarie....è lo specchio delle altre ... quindi ritengo necessario continuare

con l'informazione.

 

47
18 Nov 2008
alle 15:33

Luigi Lucato

o questa di Beppe , e tutte quelle in argomento che seguono

http://blogs.it/0100206/2008/11/03.html#a8423

 

46
18 Nov 2008
alle 15:31

Luigi Lucato

Visto che ieri ho fatto un po di caos con i link, troppi, riposto in parteritengo più valida un adiscussione globale crisi energia clima come questa di Euan Mearns in The Oil Drum: Europe

http://www.theoildrum.com/node/4712

45
18 Nov 2008
alle 11:37

Alessio

Sdrammatizziamo un po' lo scenario presente e futuro:=)

http://www.youtube.com/watch?v=ouEMN_N6Yrw

44
18 Nov 2008
alle 09:10

Cataldo

@tangorosso

Mi chiedo come sia possibile scindere i problemi, come se fossero isole non comunicanti.

Questa discussione, su come affrontare tatticamente l'approccio mediatico, con un silenziamento del tema per non creare panico, ha un odore inconfondibile di aria fritta, se non peggio.

Nella migliore delle ipotesi ha una contraddizione logica, in quanto afferma implicitamente che i destinatari di questa comunicazione sarebbero comunque al di sotto della soglia critica necessaria a comprenderla.

Poiche stimo che l'intelligenza del personaggio arrivi almeno all'assimilazione dei meccanismi aristotelici di formulazione del discorso, evidentemente i suoi scopi sono diversi da quelli enunciati, una comunicazione obliqua che non mi sembra positiva. 

43
18 Nov 2008
alle 02:33

medo

#42

Fino alla nausea vorrei che si usasse un poco di logica in più. Richard Duncan (Teoria della Gola di Olduvai) prevede attorno al 2012 black-out ricorrenti e durevoli in tutto il globo e lo prevede da circa un decennio. A causa della diminuità capacità di generare elettricità , in calo dal 1979 a livello mondiale.

Ergo , usando la logica , PRIMA che quel "punto morto" arrivi dovrebbero succedere altre cose , una è il picco del petrolio che lui prevedeva tra 2005 e 2008 , l'altra è un evento maggiore tipo uno tsunami finanziario , conseguente all'aumentare dello spread tra capitali esistenti di carta e realtà di materie prime ed energia sempre più scarse che portano ad uno sconquasso monetario e del credito.

Vedere della speranza in tutto questo è molto provante , ma ci tocca. E' un obbligo morale ed umano darsi da fare per migliorare le cose , dalle piccole fino su su dove possiamo... 

42
18 Nov 2008
alle 01:39

tangorosso

Direi che di fronte all'evidenza del picco il suo principale problema e quello di evitare che la crisi finanziaria si saldi a quella energetica. Immaginate cosa potrebbe succedere se alla fine di un periodo di recessione si entri una fase di scarsità energetica (vera o virtuale non fa differenza). Buon senso vorrebbe che per affrontare la crisi energetica si possiedano degli strumenti economici e finanziari in buono stato per affrontarla.

41
17 Nov 2008
alle 22:13

sakito

dire che il mercato del petrolio è governato dalle leggi di domanda è offerta mi sembra una barzelletta.

40
17 Nov 2008
alle 21:44

Tello.

La risposta credo sia semplice.

Copio ed incollo da un forum di discussioni geostrategiche:

"Problema: "cosa succede quando un bene primario indispensabile (petrolio/gas) e governato della leggi della domanda/offerta, inizia a scarseggiare in un momento di bassa domanda e in piena recessione?". 

Risposta:  nessuno lo sa, non è mai capitato!

Quello che inizia a spaventate in certe (avvedute) cancellerie occidentali è questo scenario che mai si è verificato prima.

... porterebbe il sistema economico mondiale prossimo ad un blocco "cardanico" ad avere una situazione paradossale la somma di inflazione da costo energetico alla delfazione dei consumi che è la strada maestra per una nuova forma di Crisi a cui non è stata data ancore un nome.
Lo studio della stagflazione può solo in parte essere di aiuto. 
Non abbiamo precedenti storici a cui richiamarsi e la crisi del 1929 non è assolutamente da prendere come parametro di riferimento.
..."
39
17 Nov 2008
alle 21:11

max

@38

hai detto ciò che ha sostenuto Sartori, come puoi leggere nel post 17.

 

38
17 Nov 2008
alle 18:39

non ci credo

In altre parole il picco del petrolio è una truffa per creare penuria artificiale e per spedire i prezzi in alto. Nel frattempo, tecnologie alternative del combustibile che sono state in giro per decadi sono soppresse intenzionalmente con ribassi stile ultimi mesi (da 150 a 52).

 

37
17 Nov 2008
alle 18:06

Filippo

Il più grande pregio che una persona possa avere è la coerenza.Sembra che questo signore non ne abbia molta.Quando si crede fermamente in una cosa, oltretutto cosi importante come la fine del petrolio,bisogna portarla avanti nel bene e nel male.Nascondere la testa sotto la sabbia per non gettare benzina sul fuoco?Questa è ipocrisia pura.Alla gente serve una "svegliata" dal mondo dei sogni.Prima o poi tutti noi dovremo fare i conti con l'amara verità!!Il pianeta terra ci stà presentando il conto,e rimandare non servirà a nulla...

Debora sono con Te!

36
17 Nov 2008
alle 18:00

Debora/Petrolio

... e che Enki ti migliori, max!

:D

35
17 Nov 2008
alle 17:45

rosalucsemburg

non lo som ma mi ha colpito molto la considerazione di sartori. Dopotutto, finchè le energie rinnovabili non sono convenienti NON verranno sviluppate, quindi il prezzo alto del petrolio in questo senso è un fattore altamente positivo.

34
17 Nov 2008
alle 17:35

vil

shhhhh, bono Aldo.

33
17 Nov 2008
alle 17:24

Aldo

Provocatoriamente, sono d'accordo con Hirsh. Hirsh, accantoniamo il problema dell'ormai raggiunto picco della produzione petrolifera e dedichiamoci al (purtroppo) non ancora raggiunto picco della popolazione in Italia come a livello globale. QUELLO è IL problema che dovrebbe far tremare i polsi. QUELLO va sbattuto in faccia alla gente con una chiarezza abbagliante.

32
17 Nov 2008
alle 17:23

max

@31

non con una Cindia in continua crescita, facciamo 25 che è meglio. ma ripeto, è sartori che lo dice non nostradamus

@ Deb

visto che hai tirato in ballo gli annunaki pseudosumeri ti mando un bacio in fronte (ovviamente sumerico).

31
17 Nov 2008
alle 17:09

Astroganga

 @17 1) il petrolio estraibile a costi accettabili è quantificabile in 1.200 miliadi di barili, poi ite missa est.

Corrispondono a circa 40 anni con il consumo attuale. Mi sembrano un po tantini....

30
17 Nov 2008
alle 16:39

vil

sulla tv usa parlano apertamente di peak oil i vari national geographic e simili.

29
17 Nov 2008
alle 16:37

luigi

Ma, secondo me, non è basso profilo nel senso di "state zitti", lo è nel senso di "dedicate le vostre risorse a problemi più gravi".  Leggendo il suo curriculum, sembra il classico advisor bipartisan (industria/governo), amante della ricerca delle soluzione ai problemi di difficile gestione, qualunque siano, nel campo dell'energia.  Si vede che ne ha trovati ultimamente di parecchio critici.

28
17 Nov 2008
alle 15:50

roberto

Perché Hirsch invita con tanta insistenza al silenzio?

Perchè sa benissimo che in questo momento la Cina sta ricostituendo le proprie riserve petrolifere duramente intaccate dalle olimpiadi, con l'intenzione di non usarle subito, ma di impiegarle in seguito come ausilio per i nuovi investimenti in infrastrutture. E sa anche che con un flusso di contratti derivati sull'oil pari al 25% di quello rilevabile al picco, basterebbe pochissimo per ottenere oscillazioni esagerate del prezzo.

Se ci fosse la consapevolezza di una errata valutazione dei consumi unita ad una generica crisi mediorientale/russa, assisteremmo a uno short squeezing senza precedenti del prezzo dell'oil. da 50$ a 100$ in 2 gg tanto per capirci.

Fateci caso, ma i piu' grossi investimenti del piano cinese sono in infrastrutture di trasporto ferroviario.

Il futuro è nero. come il carbone.

 

27
17 Nov 2008
alle 14:44

Debora/Petrolio

#15

#19

Le ipotesi che a me paiono più plausibili. 

Ma anche che sia un rosacroce rettiliano posseduto dagli annunnaki non è male!

:D

26
17 Nov 2008
alle 14:32

Fabio80s

Ad una prima lettura il consiglio di Hirsch mi sembrava fatto in buona fede, perchè è moderato, usa toni saggi, fa leva sul buon senso. Purtroppo questa è solo apparenza, è la solita strategia, a modo di vedere, usata per cercare di convincere le persone a smettere di lottare in quello in cui credono "per il bene della società". Se avesse solo voluto invitare i peak oilers più esagitati a moderare i toni, avrebbe potuto riferirsi direttamente a loro. No, detto è solo un danno!

25
17 Nov 2008
alle 14:25

Coqui

Secondo me bisogna interpellare due voci autorevoli: Bjorn Lomborg e Antonio Gaspari.

:-)

24
17 Nov 2008
alle 14:22

Cristiano

Credo che semplicemente si renda conto che siamo in piedi sull'orlo di un precipizio finanziario ed economico pauroso, basta una spintina minuscola per passare a una condizione di panico diffuso e in quel caso il sistema salterebbe.

Se il sistema salta, anche parlare di cambiamenti, soluzioni, mitigazione, nuovi modelli, diventa davvero difficile.

Immagino che abbia in mente questo.

23
17 Nov 2008
alle 14:14

massimo

Assurdità per assurdità..mettiamo caso che sia stato "preso da parte" e gli sia stato consigliato caldamente di accantonare  la teoria del picco,almeno in questo momento, perchè in caso contrario...questa fantasiosa teoria giustificherebbe l'assurdità di "essere stato deluso dal rapporto IEA"che a ben guardare,anche se fra le righe, ammette per la prima volta il picco,assurdità che io vedo come un segnale che lui ci manda per dire che in fondo dobbiamo continuare su questa strada..ma tutto è plausibile!

Ma quello che dobbiamo chiederci,noi,in quel caso come ci saremmo comportati?avremmo cercato di mandare un segnale,come è forse quello che lui ci ha inviato?ma!....

22
17 Nov 2008
alle 13:52

warren buffet

il piu grande investitore di tutti i tempi investe nel petrolio e continua ad investire. pure lui non sa nulla del picco del petrolio?

 http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=aYGaJoQivPSs&refer=home

21
17 Nov 2008
alle 13:43

saddam

quella in iraq cos'è? appena gli u.s.a. , se ne vanno dall'iraq il petrolio va a 20 $

 

20
17 Nov 2008
alle 13:10

Frank Galvagno

Concordo con Lego

Probabilmente non abbiamo ancora visto niente, e meno la gente sa, più una guerra può essere giustificata con motivazioni-fantoccio

 

19
17 Nov 2008
alle 12:53

Lego

Dico una bestialità, ma è la prima cosa che mi è passata per la testa leggendo il testo riportato da Debora.

E se temesse una imminente guerra per il petrolio?

le masse ignare del peak oil, a cui viene però detto che di petrolio ne abbiamo a iosa, non capirebbero una guerra di questo tipo, ma se invece le masse sono a conoscenza del picco...come si comporterebbero?

L'ho detto, è una bestialità, però...

L.

18
17 Nov 2008
alle 12:47

min

pure lui un rosacroce?

17
17 Nov 2008
alle 12:40

max

vi invito a fare attenzione su quanto detto stamane dall'illustre politologo giovanni sartori:

1) il petrolio estraibile a costi accettabili è quantificabile in 1.200 miliadi di barili, poi ite missa est

2) con la scusa del petrolio a 50 dollari addio fonti rinnov. ed ecco svelato l'arcano della discesa del prezzo.

3) idrogeno, chi l'ha visto? essendo l'idrogeno un derivato del gas si riproporrà la questione del peak gas come per il peak oil.

dovè la ragione? è un pazzo sartori o un illuminato?

16
17 Nov 2008
alle 12:39

ho 3 lauree ma sono ignorante

se fosse tutto una finta per far arricchire i petrolieri? piu scarseggia il petrolio è piu i petrolieri incassano.

chi sono i padroni del mondo?chi ha in mano il flusso di informazioni?chi ha interesse che il petrolio sia considerato una risorsa scarsa?

chi è che ha portato il petrolio a 150 per poi riportarlo a 60 nel giro di pochi giorni, nonostante la domanda di petrolio sia rimasta stabile?

come mai la domanda di petrolio è salita dell'1% mentre il prezzo è esploso verso l'alto raddoppiando?

come mai abbiamo in testa che la domanda di petrolio è esplosa al rialzo perchè  tirata da cina e india quando le statistiche non confermano quasto dato?

 

15
17 Nov 2008
alle 12:37

felis

Molto celato.. ma non potrebbe essere un invito a non enfatizzare il problema perché porterebbe ad un consumo irrazionale, istintivo e convulso delle poche risorse rimaste? In fondo meglio avere il petrolio a 50$ per un po', così molti progetti di sfruttamento verranno accontonati e ci saranno maggiori risorse fra qualche anno (mentre i costi delle materie prime e dell'energia caleranno poco o nulla, credo).

14
17 Nov 2008
alle 12:21

Dubium sapientiae initium

Perché Hirsch invita con tanta insistenza al silenzio?

Che sia un Rosacroce?

13
17 Nov 2008
alle 12:19

peaker

è un super esperto, di energia ne sa, magari ha capito che il peak oil non regge piu

12
17 Nov 2008
alle 12:18

fracappio

Ma la gente, specie gli italiani, bisogna che subiscano il trauma, un bello shock con perdita di tutto, sennò quando si ripigliano questi lobotomizzati dalla TV???

11
17 Nov 2008
alle 12:15

caronkio

secondo voi il prezzo del petrolio è schizzato a 150 $ per via delle teorie del picco del petrolio...??

come mai allora oggi è sotto i 60 $?

 http://www.corriere.it/economia/speciali/2008/energia/index_86169f54-b1b6-11dd-a7b7-00144f02aabc.shtml

 

 

10
17 Nov 2008
alle 11:54

Lopo

Ricordo male o Hirsch deluse un po' all'ASPO-5 di San Rossore perché, nonostante le attese per la figura e per la sua presentazione sulla mitigazione del peak oil, in pratica portò dei calcoli sulle spese da sostenere per mantenere il BAU automobilistico in piedi? (cfr. il commento di Rob Hopkins)

Forse non c'è da fare dietrologia su questa sua uscita, semplicemente vede le urgenze collegate al picco in un modo, a mio parere, piuttosto limitato, come qualcosa a cui rispondere cercando di mantenere un tenore di vita che "qualcuno" ha definito non negoziabile. Ecco che se il tenore di vita fa a farsi friggere per altre cause (cosa peraltro non vera, la crisi attuale è una faccia del problema complessivo a cui partecipa anche il picco), va prima di tutto ripristinato, e poi si pensi a come mantenerlo.

9
17 Nov 2008
alle 11:09

Paolo Marani

Azzardo una ipotesi ?

I governi mondiali si sono segretamente messi daccordo per fondare un nuovo accordo mondiale basato sull'oscurantismo!

Ovviamente lo fanno per noi, per salvaguardare la coesione sociale di fronte a sommosse irrazionali insostenibili, qualora la gente potesse all'improvviso svegliarsi e capire che il nostro mondo è fatto essenzialmente di cartone.

Quando arriverà la vera crisi, si tirerà a campare, mitigando l'evidenza con nuove promesse, per tenere buono il popolo bue.

Quando si entra in guerra, servono messaggi rassicuranti, gente consapevole che si sta scadendo nella pazzia collettiva non è utile al sistema, e danneggia irreparabilmente il potere consolidato.

Dall'era dell'informazione all'era dell'ignoranza, questo è il messaggio. 

8
17 Nov 2008
alle 10:06

redarrow

perchè secondo me si rende conto che se il petrolio torna a 147, sarà la catastrofe "vera" dell'economia e del mondo nel suo complesso.. dalla foto vedo che avrà sui 60 anni, secondo me vuole godersi in pace la vecchiaia ;-)

7
17 Nov 2008
alle 09:55

Pierluigi

ipotesi paperoniana: perchè ha visto il suo fondo pensionistico - investito in fondi azionari - dimezzarsi negli ultimi tre mesi e invita a non fare l'onda.

6
17 Nov 2008
alle 09:50

ste

ipotesi complottista:

è sotto minaccia

 

5
17 Nov 2008
alle 09:25

Bernardo Mattiucci

Perché Hirsch invita con tanta insistenza al silenzio?

Semplice... per ottenere l'effetto contrario!

Semplice ed efficace!

4
17 Nov 2008
alle 08:18

paolo zamparutti

il bello è che per affrontare la crisi in modo costruttivo, bisognerebbe tenere ben a mente il picco del petrolio.

ho il timore che questa crisi sia dannosa nei termini di ricerca sulle fonti rinnovabili, o comunque slegate agli idrocarburi.

 

3
17 Nov 2008
alle 05:01

Pierluigi

I nostri leaders, futuri leaders, e intellettuali stanno cercando vie d'uscita al caos.

per me uno che dice una belinata del genere già si è etichettato da solo per essere un Bruno Vespa del Peak Oil.

2
17 Nov 2008
alle 00:27

Gino36

Credo che ioxcaso abbia colto nel segno.

Con tutti gli altri problemi che ci sono in giro, alla gente comune importa ancora meno (se mai gliene è importato) del peakoil. Anzi credo che per la maggiorparte il calo dei prezzi significhi che il problema non esiste ne mai è esistito.

Queste dichiarazioni le interpreto come una "resa" temporanea, pensando che tanto parlare di peakoil ora sarebbe nel migliore dei casi ignorato.

1
17 Nov 2008
alle 00:15

ioxcaso

Secondo me vuol dire: visto e assodato in tutti i modi possibili che al "popolo bue" non gli frega una benemerita cippa del peak-oil ma inizia a preoccuparsi solo quando vede il prezzo della benza salire a dismisura, e considerando che con la recessione nn vedremo più, per un bel pezzo, l'oil oltre i 100$, allora tanto vale prendersi una bella pausa... magari occupandosi di temi più "sociali".....  :-)

A parte questa mia ingenua interpretazione, condivido pienamente con Te le perplessità e i dubbi... 

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