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Maldive. Andateci ora, prima che spariscano...

Giovedì 27 Novembre 2008, 12:51 in Clima di

Una notizia di quelle sconfortanti. Pare che tra qualche decennio le Maldive non esisteranno più: alte appena un metro sul livello del mare, secondo molti studi saranno progressivamente sommerse dalle acque negli anni a venire. Un Paradiso scomparso, uno scenario catastrofico.

Scenario che viene preso molto sul serio dal nuovo Presidente maldiviano. Come in un tradizionale racconto di fantascienza, dove i terrestri devono trovare una via di fuga prima che esploda la supernova Sole, il Presidente ha annunciato la nascita di un fondo sovrano: servirà ad acquistare una nuova Patria per i maldiviani che perderanno inevitabilmente la propria. Non voglio vedere i maldiviani finire in un campo per rifugiati, ha detto.

Sono stati presi contatti con India, Sri Lanka e Australia, che paiono recettive all'idea. Se ne parlerà anche nell'imminente conferenza ONU sul clima a Poznan. C'è da augurarsi che il popolo maldiviano non finisca in qualche territorio sperduto a mò di riserva, ma una cosa è certa: le isole saranno perdute per sempre.

 

 

47
47 commenti
47
29 Nov 2008
alle 10:48

monica

...mi chiedo: esiste un limite umano di sopportazione alle infinite balle che vengono sfornate a volte fresche fresche altre trite e ritrite per giustificare gli infiniti errori commessi dalla classe politica? La crisi che si sta  spalmando sulle nostre vite non può essere compresa e risolta dai fenomeni che ci governano. Gli espertoni, dovrebbero come minimo essere informati su eventi della storia anche recente onde evitare di ripetere costantemente gli stessi errori. Se un'industria è in coma e produce qualcosa che a nessuno più interessa, basta! è inutile pompare denaro per non far perdere i vizi ad alcuni manager, una miseria agli operai per tenerli buoni 3 o 4 mesi, e poi puff all'improvviso l'industria non c'è più. (vd. British Leyland   anni 70,  ricevette 16 miliardi di dollari per evitare la chiusura, e poco dopo fallì miseramente anzichè approfittare della flebo per rinnovare la produzione, ecc.. ecc...)

per chi cerca lavoro nello stimolante e superfinanziato mondo delle energie rinnovabili....un pò di pubblicità:

SHARP, Q-CELLS, ENERCON (germania)
VESTAS (danimarca); GAMESA (spagna);
in italia: OMNIASOLARIS, XGROUP, HELIOS TECHNOLOGY, SOLSONICA, ENI ovviamente e qualcosa anche nel gruppo della simpaticissima MARCEGAGLIA:  ARENDI srl

46
28 Nov 2008
alle 22:06

Andrea.de

@41

D'accordo al 99% con quello che dici, l'unica aggiunta che mi sento di fare é che chi sbaglió a fare pronostici puó anche solo aver sbagliato delle valutazioni in piú che buona fede, anzi sono probabilmente la maggioranza. Ed é questo che rende interessante il blog.

Non sono nei dintorni di Milano, ho lavorato 6 mesi in Inghilterra e fino a maggio sono sicuramente a Monaco di Baviera. Sto iniziando a cercare informazioni sul settore rinnovabili, com'é fatta la catena, come funziona il mercato, poi lo inonderó di cv!! Soprattutto, se non quasi, fuori dall'Italia.

45
28 Nov 2008
alle 21:02

Paolo

ne riparliaamo tra qualche mese, Luigi. ;-)

44
28 Nov 2008
alle 19:54
43
28 Nov 2008
alle 19:52

Luigi Lucato

Discussione Raffreddamento su crisis

http://forum.crisis.blogosfere.it/viewtopic.php?f=8&t=42&st=0&sk=t&sd=a

42
28 Nov 2008
alle 19:50

Luigi Lucato

clima e attivita solare

le previsioni di ripartenza sono state ripetutamente corrette

 http://daltonsminima.wordpress.com/2008/10/06/imbarazzantissimi-ritrattamenti-della-nasa/

 visto che non riparte

41
28 Nov 2008
alle 16:42

petroliere

@ 40 ma anche agli altri

un sito interessante è www.forumenergia.net, c'è un link a una lista ma non va :-( . Inoltre se sei dell'area milanese c'è questo weekend la fiera Casa Energia EXPO (www.casaenergia.com/it/).

Sono d'accordo con Andrea.de, chi pronosticava il petrolio a 150-200$/bbl entro fine anno o era in malafede (i presupposti della crisi economica e della conseguente diminuzione della domanda di idrocarburi c'erano tutti già a metà anno) o non aveva fantasia e semplicemente estendeva "all'infinito" un trend di crescita del prezzo che sarebbe il sogno di coloro che vorrebbero veder finire il petrolio dopodomani.

Ma sono pure d'accordo con l'idea che sta alla base del blog: non credo alle previsioni ottimistiche che nell'ambiente dell'Oil&Gas troppo spesso circolano circa l'ammontare delle riserve ancora sfruttabili e alle grandi potenzialità di aree non ancora esplorate. Di petrolio (e soprattutto gas) se ne scoprirà e produrrà ancora per decenni, E SPERIAMO CHE SIA COSI', se non vogliamo tornare all'uso massiccio del carbone (le cui riserve sono superiori a quelle del petrolio e meglio distribuite geograficamente).

Ma rendetevi conto che gli idrocarburi sono il presupposto per lo sviluppo delle energie rinnovabili: ad es. per produrre aerogeneratori e pannelli solari (processi energy intensive), per le competenze in termini di perforazione necessarie alla geotermìa, per lo sviluppo di biocarburanti (processi di raffinazione)

Piacciono molto anche a me i concetti di produzione agricola locale, "decrescita" economica (sapete che intendo), uso (e non abuso) sostenibile dell'energia, etc. ma i tempi perchè questo torni a essere realtà (senza che il progresso umano e lo stile di vita delle persone faccia un salto all'indietro di 200 anni) sono necessariamente lunghi.

Per questo non credo nei catastrofismi, sorrido al pensiero dell'autarchia energetica (ogni casetta autosufficiente), e spingo perchè il problema energetico diventi POLITICO, come in tanti altri paesi "civili".

Solo una risposta di massa può risolvere un problema globale

40
28 Nov 2008
alle 12:16

Andrea.de

Io non sono sicuramente molto piú ottimista di voi! Mi considero piú scettico che catastrofista, credo innanzitutto che se veramente le politiche di questi mesi faranno peggiorare la recessione in depressione, e se veramente il dollaro prenderá una scossa forte, beh le carte in tavola cambieranno radicalmente.

La cosa che mi da leggermente fastidio é sostenere l'ideologia, come fa qualcuno, senza rendersi conto che la realzá é molto piú complicata di quello che si crede. Di solito chi porta avanti queste ideologie é anche chi non porta dati reali. Quindi appoggio chi sostiene che esagerare nel catastrofismo puó (non necessariamente) offuscare la vista. Pensate a chi dava per certo il petrolio a 150-200$ giá prima di natale, senza alcun fondamento, se non la tendenza dei mesi passati e gli annunci di LemBroth. La recessione era presa in considerazione solo da alcuni.

La mia critica sta tutta qui, del resto non ho idea di come puó essere il futuro: ti dico solo che lavoro (area vendite, gestione) in un'azienda di elettrodomestici, sto ripreparando il cv e tra qualche mese inonderó le caselle di posta delle aziende del settore energie rinnovabili. Quindi vedo il futuro come un mondo estremamente diverso da quello che mi ha accompagnato finora (ho 27 anni), ma non so assolutamente che direzione prenderá.  Ho solo delle speranze.

 

ps continuo a cercare invano la lista delle aziende europee del settore, non la trovo piú! se qualcuno ha dei link...

39
28 Nov 2008
alle 11:19

marco

@37

Dammi per favore qualche spunto per uscire da questa crisi.

Come vedi tu il futuro?

38
28 Nov 2008
alle 11:19

Paolo B.

@37

Forse alcuni danno l'impressione di desiderare la catastrofe e qualcuno(che "stranamente" quasi sempre non si fa più vedere o forse cambia nick; troll?) effettivamente ingenuamente la desidera davvero, ma l'ideologia prevalente qui è che sì, prima finisce l'era del petrolio e meglio sarà per l'ambiente e quindi per noi tutti, pur nell'irrinunciabile premessa di uno sviluppo a 360° delle energie rinnovabili.

E dell'agricoltura biologica specialmente.

I fatti però purtroppo vanno in direzione di un esito catastrofico finale reale e chi non li vuol vedere, addossando in più ai blogger le manie catastrofiste, vuol dire che si beve troppe panzane dell'informazione ufficiale...

37
28 Nov 2008
alle 10:59

Andrea.de

@34

Non é non capire l'ideologia, é che a volte si mischiano interessantissime discussioni su dati e idee campate piú o meno per aria su un futuro assai discutibile.

E a volte si dá l'impressione di esagerare, di sperare in una crisi dura.

Ció non toglie che sia un blog molto interessante.

36
28 Nov 2008
alle 10:59

Paolo B.

Il prolungamento dell'attuale e anomalo minimo solare non era previsto.

Gli scienziati si aspettavano una ripartenza regolare(ciclo 24) invece sono stati spiazzati da questo anno con poche macchie solari.

Adesso sembra che il sole voglia ripartire, seppure in plateale sordina, tanto è vero che i giorni privi di macchie(come oggi) continuano a vedersi spesso.

La morale? Che i meccanismi della natura e del cosmo non sempre seguono alla lettera i calcoli matematici e le teorie e osservazioni scientifiche umane...

35
28 Nov 2008
alle 10:50

Paolo

queste sono le previsioni per il prossimo ciclo solare:

http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/ssn_predict_l.gif

 

34
28 Nov 2008
alle 10:25

Paolo B.

@33

Un altro che non ha recepito l'ideologia del blog...

33
28 Nov 2008
alle 10:06

Pan

vedo che sul blog da un pò non si parla più di prezzo del petrolio, del barile a 200 $ e della fine imminente della "società occidentale", inteso come stile di vita. Vi leggo con curiosità da un anno ormai e mi sembra di notare uno strisciante masochismo che sottende ogni post e molti commenti, come se la fine "imminente" del petrolio sia una cosa augurabile e il ritorno della nostra società alla pre-industrializzazione un desiderio latente.

 

 

Quoto dalla prima all'ultima Parola. Sembra che ci godano!

32
28 Nov 2008
alle 10:02

Paolo B.

@29-30

Per questo fareste meglio ad augurarvi che il minimo solare duri nel tempo, proprio per contrastare gli effetti dell'attività antropica sul clima.

Visto che le elite globali faranno poco o nulla in direzione della sostenibilità ambientale tanto vale raccomandarci alla infinita bontà del Dio sole, che almeno continui a sonnecchiare, almeno fino a quando la crisi energetica sarà così conclamata da far crollare le emissioni di gas serra...  

31
28 Nov 2008
alle 09:28

max

vabbè il contributo antropico sul clima però non pensate che potrebbe essere un fenomeno naturale? del resto chi conosce la storia dell'isola Ferdinandea in Sicilia conosce gli scherzi della natura, cento anni in fondo al mare e poi risale per poi inabissarsi nuovamente! 

a Gaia piace giocare a su e giù

30
28 Nov 2008
alle 09:20

Cataldo

@ petroliere

Se ci hai seguito avrai capito che il "catastrofismo" è stato meno catastrofico dello sviluppo degli eventi fino ad ora. 

@ Paolo B

Da due mesi ormai è uscito in edicola il doppio dvd cn tutti gli articoli in italiano di "Le Scienze", se si vanno a rileggere gli articoli sul clima si vede bene che il contributo antropico è determinante sul riscaldamento globale recente, e questo sulla base di  previsioni fatte con i modelli e le conoscenze di 20 anni fa: un modello che si conferma nei decenni è da prendere in considerazione più di chiacchere estemporanee. 
Il futuro remoto del clima è al momento imprevedibile, stante la sua complessità, ma il futuro prossimo è ben delineato, purtroppo per i maldiviani non sarà positivo, ma anche noi avremo problemi seri, ad iniziare dalle zanzare che campano fino a dicembre, come quella che mi ha tormentato stanotte :)

@ listening

Mi sembra un bellissimo sproloquio ! La capacità di eportazione è il punto critico; in quanto al prezzo del petrolio la sua depressione è solo il segno che la crisi è peggiore anche degli scenari più negativi che abbiamo preso in considerazione negli ultimi due anni. Lo spazio del petrolio a basso costo durerà fino a quando ci saranno assetti da liquidare; gia si nota che i prezzi alimentari hanno raggiunto il "bottom" e stanno risalendo, per fortuna, altrimenti il dissesto della produzione primaria sarebbe stato enorme.
La ripresa del prezzo del petrolio testimonierà che la fase acuta degli smobilizzi è veramente terminata.

29
28 Nov 2008
alle 09:12

Paolo

@27

Sarebbe necessario un periodo ben più lungo di scarsa attività solare per innescare un consistente raffreddamento del pianeta. Tra qualche mese tutto sarà rientrato nella norma.

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_14/sole_attivita_acb7f302-99ff-11dd-a6f3-00144f02aabc.shtml

28
28 Nov 2008
alle 08:59

Marco

@19: il consiglio "andateci ora" pare ironico anche a me... ma fino ad un certo punto. il punto è che fra 50 anni, oltre al non trascurabile fatto che (probabilmente) le Maldive non ci saranno più, per noi persone normali il biglietto avrà costi (probabilmente) irraggiungibili.

Chi vivrà vedrà!

27
28 Nov 2008
alle 08:43

Paolo B.

@18

L'attività solare stenta ad andare a regime e comunque è platealmente "bassa", e se vuoi monitorarla quotidianamente impiega un po' del tuo tempo a visionare link sull'argomento, magari come questo http://www.spaceweather.com/ .

Altro che ripresa regolarmente! Se la confrontassi con quelle degli anni scorsi te ne accorgeresti immediatamente.

Di fatto il 2008 si avvia a diventare uno degli anni con meno "sunspots"(macchie solari) rispetto agli ultimi.

E sembra che a basso numero di macchie solari statisticamente corrisponda(qualche mese dopo) una diminuzione della temperatura media globale.

La PEG(piccola era glaciale), secondo gli ultimi studi, sembra sia stata fortemente correlata ai cicli minimi del sole del periodo.

@22

Giusto. Proprio perchè gran parte degli effetti dei gas serra sul clima globale sono sconosciuti l'uomo dovrebbe darsi una forte regolata al ribasso a bruciare combustibili fossili.

Io però non credo che se la darà, non in tempo utile almeno...

26
27 Nov 2008
alle 22:39

ANDREW

se andiamo avanti così le maldive ed il clima tropicale lo avremo in casa..guardate questo video sulla nuova sezione di SKY io REPORT...

http://tg24.sky.it/tg24/ioReporter/ioreporter_home.html?id=697130&pVideo=1&posVideo=0

FIUMICINO ROMA

25
27 Nov 2008
alle 22:07

luppolo

Siccome sono catastrofista, mi chiedono: “E come va con tuo figlio Luca, che sfotte sempre i catastrofisti?”. Benissimo, va. Il catastrofista vuole evitare la compagnia: il suo desiderio supremo sarebbe di essere solo, l’unico catastrofista al mondo. Ottimisti, sottovalutatori, sdrammatizzatori, sono i benvenuti: così mi inasprisco. Poi ho un argomento imbattibile. Quando Luca, o altri sfottitori, mi dicono: va bene, vedremo come andrà a finire, io rispondo che c’è un equivoco, che è già andata a finire. Che la catastrofe è già successa, e loro non vogliono accorgersene. Quanto alla supposta catastrofe ultima, va da sé che nessuno si aggirerà sulle sue ceneri, ed è difficile che il catastrofista stesso, che lo meriterebbe, abbia il tempo di dire: “Avevo ragione”. Parlo del catastrofista serio, leale, non di quelle mezze calzette che prevedono a ogni piè sospinto la fine del mondo, e si affrettano ad aggiungere: “Io non sono catastrofista, eh, però...”. Io, se mi accusano: “Allora sei un catastrofista”, annuisco energicamente: “Certo che lo sono. Altroché!” Se mi facessi il biglietto da visita, al posto di tutti quei deprimenti “ex” che mi vogliono cucire addosso, ci scriverei così: Catastrofista. Varrà per il necrologio, almeno, come gli Anziani Fiat, come gli Ammiragli in congedo: Già catastrofista.

di Adriano Sofri

24
27 Nov 2008
alle 21:23

medo

Aggiungo : di certezze , nella vita umana , non ce ne sono mai state a parte che si nasce , si soffre (anche se si è "ricchi" , ma poi ricchi di cosa ? di paura di essere poveri ?) e poi si muore.

Se qualcuno ha creduto ci fossero delle certezze, che sia maldiviano o romano beh, cazzi suoi. Ha sbagliato pianeta o non so cosa.

23
27 Nov 2008
alle 21:17

matteo

Voglio dire : nell'andare del tempo il livello del mare sulla Terra è cambiato di METRI e METRI , se loro hanno costruito case per 350mila abitanti sul bordo del mare , cioè ragazzi non è che possiamo star qui a piangere ogni coglione che ha visto un metro libero di terra e ha detto "qui mi faccio la casa".

Siuamo ragionevoli ogni tanto e usiamo il pietismo e la compassione con parsimonia. E' vero che i signori maldiviani , la più parte , è li' da secoli , tuttavia qualcuno gli dovrebbe spiegare che solo un diamante è per sempre.

22
27 Nov 2008
alle 21:04

Gianluca Urbanelli

Il clima è una macchina di una tale complessità, che va ben oltre le capacità previsionali del più potente computer sul pianeta e nessuno è in grado di prevederne esattamente i risvolti futuri...

 A maggior ragione, allora, si dovrebbe andare più cauti.
Il fatto che non si possa predire con certezza l'andamento del clima, questo non ci assicura che saremo fortunati, buttando sempre Co2 in atmosfera.

21
27 Nov 2008
alle 20:58

Aldo

Non ho nessuna intenzione di andare alle Maldive: solitamente le mie azioni sono coerenti con le mie affermazioni. Dunque, niente voli, please. Aerei a terra.

20
27 Nov 2008
alle 17:32

mamo

Il cda dell'Enel ha approvato in via definitiva l'erogazione di un contributo complessivo di 50 milioni di euro in favore del fondo speciale che alimenta la social card. "L'iniziativa", spiega una nota, "e' coerente con l'impegno del Gruppo Enel nel campo della solidarieta' sociale e del no profit e verra' realizzata attraverso Enel Cuore Onlus, lo strumento istituzionale di intervento del Gruppo per le iniziative corporate social responsibility". Il contributo verra' versato in due tranche di 25 milioni ciascuna, la cui erogazione e' prevista rispettivamente nel corso degli esercizi 2008 e 2009.


Come sono buoniiiiiii...come è umano lei signor direttore totale..

Io non capisco perchè tremonti non fa fare una bella verifica fiscale sull' operazione endesa ...altro che elemosina.

19
27 Nov 2008
alle 17:31

Surak 2.0

Prendendo sul serio il discorso dell'effetto serra creato dall'uomo comunque i maldiviani sono gli ultimi a potersi lamentare dato che   se hanno avuto una qualche attività economica è stato dovuto al turismo...turismo che creà Co2 massiccio...quindi hanno beneficiato parecchio di ciò che poi l'avrebbe colpiti.
Il consigliare "andateci ora" mi sa di ironico poichè aumenterebbe la co2 ;-)

 

18
27 Nov 2008
alle 17:17

Paolo

Il motivo per cui m'impegolo sempre più di rado in discussioni sul clima è la difficoltà nel confutare l'ignoranza, o le bufale o notizie errate e/o datate. ;-)

L'attività solare, ad esempio, ha ripreso regolarmente, con buona pace dei profeti di 'ere glaciali'.

Circa la situazione ai  poli ho un'ANSA fresca fresca: ;-)

 (ANSA) ROMA - Non ci sono più dubbi né scuse pretestuose, sono le attività umane con l'emissione di gas serra la causa diretta del riscaldamento delle regioni polari; la prima dimostrazione arriva da uno studio di ricercatori della University of East Anglia pubblicato sulla rivista Nature Geooscience.

Confrontando le variazioni di temperatura registrate nel tempo ai Poli con i risultati delle simulazioni di quattro modelli climatici che tengono conto o meno dell'attività antropica, i ricercatori hanno dimostrato per la prima volta che le variazioni di temperatura delle regioni polari non sono dovute a varazioni naturali del clima ma sono direttamente attribuibili all'azione dell'uomo.

Che le temperature polari stiano salendo e con esse, conseguentemente allo scioglimento dei ghiacci, si stia anche pericolosamente elevando il livello del mare è un dato di fatto. Ma che questo sia davvero colpa dell'uomo rimaneva da dimostrarlo in modo diretto. Guidati da Nathan Gillett lo hanno fatto in modo semplice e accurato i ricercatori britannici: gli esperti hanno prima raccolto i dati reali dell'aumento della temperatura nelle regioni polari dal 1900 ad oggi. Poi hanno confrontato questi dati con i risultati di quattro modelli climatici che rispecchiano altrettante diverse modalità di cambiamento climatico.

Alcuni di questi modelli considerano anche il contributo umano dato dalle emissioni di gas serra, gli altri invece non ne tengono conto come parametro di variabilità. Ebbene è emerso che solo il modello che include la 'mano dell'uomo' tra i fattori che determinano il cambiamento climatico produce dei risultati comparabili ai dati reali delle temperature registrate da oltre un secolo a questa parte ai Poli. E' chiaro quindi che è l'uomo, con le sue attività inquinanti, ad aver fatto salire le temperature in queste regioni.

 ----

 

17
27 Nov 2008
alle 17:12

petroliere

Per Debora

La tentazione di essere catastrofista è pericolosa perchè annebbia la vista e mette i paraocchi: si è tentati di vedere tutto attraverso il filtro delle proprie convinzioni. Pericolosa soprattutto in tempi di "ottimismo a tutti i costi", per cui chi si dimostra contro è per forza un porta jella e va isolato.

@ 8

sì ogni tanto leggo TOD ma gli articoli, seppur molto interessanti, sono anche molto lunghi e di tempo non se ne ha mai (soprattutto con una bimba in casa). La questione non è credere o no al peak oil, che è un dato di fatto, ma credere alla velocità estrema della depletion della produzione mondiale, tale da rivoluzionare i consumi mondiali di greggio in pochi anni. Non sono un geologo e non ho una conoscenza tale da poter citare cifre di riserve e produzioni a memoria, ma per fare un esempio mentre il messico  (come il mare del nord) sta vivendo un decremento di produzione sensibile altre aree (vedi angola, congo, asia centrale inclusa siberia) stanno vivendo un periodo di forte incremento produttivo e grande attività esplorativa. Ma non la voglio mettere sul dettaglio, non ne ho il tempo nè le competenze. 

@ 12

grazie per la digressione e per mantenere la discussione sul "pezzo". Vorrei risponderti sulle azioni di mitigazione: non saranno le oil companies (nonostante le intenzioni più o meno  sbandierate) a guidare la transizione verso un sistema energetico rinnovabile. Magari si limiteranno a prendere atto di una situazione e giocheranno di rimessa acquisendo società della green economy. Hanno strutture di investimento e devono soddisfare aspettative troppo diverse. Qui deve entrare la POLITICA, ovvero noi. Il Problema Energetico deve essere all'ordine del giorno di tutte le agende politiche delle economie sviluppate. NOI dobbiamo pressare i nostri rappresentati nella direzione giusta e non continuare a parlare di chi presiederà la commissione di vigilanza Rai.

Quello che voglio dire è che non si influisce sulle scelte economiche pubbliche (perchè di questo si tratta) dicendo "a breve moriremo tutti (o quasi)" (perchè di questo si tratterebbe se nel giro di 5 anni non ci fosse più benzina a livello mondiale) ma facendo capire ai nostri amici politici che se non decidono di investire per ridurre la nostra dipendenza dal petrolio non li rieleggiamo alle elezioni successive (poche altre cose capiscono i politici)

 

16
27 Nov 2008
alle 16:50

Omar B.

è un po' una vaccata quella dell'innalzamento di metri del mare

 i ghiacci artici sciogliendosi si ridurrebbero di volume, compensando molto dell'apporto di ghiacci continentali

i ghiacci antartici non si scoglieranno tanto facilmente, perlomeno non per via dell'effetto serra antropogenico,  se anche esistesse tutto il petrolio e carbone che si dice l'innalzamentodi temperatura non sarebbe sufficiente a sciogliere i ghiacci antartici continentali, che si trovano a quote  elevatissime e non al livello del mare come quelli artici

qualcuno suppone, anzi, che un aumento della temepratura porterebbe ad un maggior tasso di umidità nell'aria a livello globale, quindi più precipitazioni, e zone fredde e secche come l'antartide vedrebbero un'aumento delle precipitazioni nevose

(questo contro-bilanciamento è osservato già, la massa totale dei ghiacchi antartici è in crescita da 10 anni, e pure quelli di ghiacciai continentali a quote molto elevate)

15
27 Nov 2008
alle 16:49

Alessio

Si dovrebbe parlare anche del picco dell'acqua, della desertificazione che interessa molte aree del Sud, eppure, nel silenzio piu' assordante dei maggiori mass media nazionali, l'acqua è stata privatizzata. Ormai sono arrivato alla conclusione che nel futuro non ci sarà nessuna garanzia per nessuno.

14
27 Nov 2008
alle 16:33

Guglielmo

Per le Malvinas Argentinas negli anni '80 è stata fatta una guerra. Ora si prevede che faranno la fine dell'isola Ferdinandea. Buon pro gli faccia a tutti.

13
27 Nov 2008
alle 16:18

Paolo B.

@10

Coerente teoria, ma pur sempre teoria.

Come si sta teorizzando che l'anomalo minimo di attività solare nel 2008(e questo comprovato da misurazioni e relative cifre) potrebbe "compromettere" il trend di innalzamento della temperatura globale fino ad arrestarlo ed invertirlo temporaneamente, cosa che sta già avvenendo sia nell'emisfero boreale sia in quello australe con gli scorsi inverni  più freddi del solito(tranne che nel mediterraneo).

Tante teorie, poche certezze e catastrofismo climatico a secchiate.

L'unica certezza è che l'era del petrolio è al capolinea e con essa anche quella della produzione massiccia di gas serra(se non si passerà al carbone).

Salvo poi assistere allo scioglimento del permafrost siberiano da global warming con conseguente enorme liberazione nell'atmosfera del metano ivi intrappolato, gas ad effetto serra di molto superiore a quello della CO2...

 

 

12
27 Nov 2008
alle 16:13

listening

petroliere scrive: '... Vi leggo con curiosità da un anno ormai e mi sembra di notare uno strisciante masochismo che sottende ogni post e molti commenti, come se la fine "imminente" del petrolio sia una cosa augurabile e il ritorno della nostra società alla pre-industrializzazione un desiderio latente'.

purtroppo a parlare di 'fine del petrolio' sono spesso molti picchisti, che così offrono il fianco a denigratori interessati del peakoil (tra i quali non annovero petroliere, visto anche il tono neutro delle sue osservazioni). Al peakoiler, per come la vedo io, della 'fine del petrolio' non importa in realtà niente; la definizione di peakoil per esempio su wikipedia recita

Peak oil is the point in time when the maximum rate of global petroleum extraction is reached, after which the rate of production enters terminal decline.

Il fatto che la produzione globale possa entrare in un declino terminale non significa che il petrolio finisca da un giorno all'altro ma che, presumibilmente, le quantità estratte in un certo lasso di tempo non eguaglieranno in futuro quelle in corrispondenza del picco di produzione. Ecco perchè il picchista si preoccupa adesso quando vede intraprendere azioni che richiederanno una maggiore disponibilità di idrocarburi in futuro rispetto al presunto picco produttivo: non la fine del petrolio, ma una scarsità amplificata dall'assenza di mitigazione sono il problema. e' anche presumibile che il picco produttivo porti con se o sia preceduto da altri problemi. uno dei più dibattuti è quello della diminuzione delle esportazioni di greggio al netto dei consumi interni di un paese produttore (l'inghilterra, se non sbaglio, ha avuto localmente un picco terminale di produzione nel mare del nord senza che questo fosse preceduto da una diminuzione dei consumi interni, con il risultato che lo stesso paese si è trovato ad essere un importatore netto). D'altro canto, non solo l'assenza di mitigazione, ma anche lottare contro il picco può avere conseguenze spiacevoli: tenersi sul plateau produttivo a tutti i costi può generare false aspettative sulla sua durata, può portare ad una diminuzione dell'eroei complessiva della produzione petrolifera e quindi dell'energia netta disponibile anche alle azioni di mitigazione, può creare mostri affamati come la cina degli ultimi anni e gli stati uniti (questi ultimi importano energia e materie prime anche sotto forma di beni lavorati all'estero). Prospettare addirittura un aumento delle quantità prodotte in futuro uccide poi ogni prospettiva di mitigazione, perchè quelle nuove ipotetiche quantità (stante l'erosione inevitabile della base produttiva), andranno adesso a motivare azioni intraprese per inerzia come l'investimento nel settore automobilistico come lo conosciamo, e nell'infrastruttura relativa, o sulla sola agricoltura convenzionale, o su certe idee oramai fallite di vivere urbano. vabbè, scusa lo sproloquio petroliere ... 


 

11
27 Nov 2008
alle 15:58

Paolo

@ 10

 Teoria? ;-)

 http://www.ipcc.ch/graphics/graphics/syr/fig2-5.jpg

 

10
27 Nov 2008
alle 15:33

Paolo B.

@7

Hai ragione, "certa e pesante" è un'affermazione arbitraria da parte mia.

Effettivamente bruciando i combustibili fossili l'uomo non ha fatto altro che aumentare l'anidride carbonica nell'atmosfera dalle 270 parti per milione in era preindustriale alle quasi 390 parti per milione di oggi http://www.esrl.noaa.gov/gmd/ccgg/trends/ .

Le cifre sono queste, gli effetti sul clima globale sono ancora in gran parte teoria...

9
27 Nov 2008
alle 15:24

mamo

4)petroliere?

Ma al massimo ciai na´pompa de benzina ar prenestino o sulla a/24........

8
27 Nov 2008
alle 15:20

marco

@4

Se sai l'inglese leggi "The Oil Drum". Ma lo leggi vero?

La tua era solo una provocazione. Diciamo che non vuoi credere al peak oil. Guarda neanche io ci credevo eppure..

Tornando alle Maldive ci potranno andare gli operai di Melfi: stanno in "ferie" dal 6 Dicembre al 11 Gennaio. Correte a prenotare; tanto con il prezzo che è calato ci sarà anche un forte sconto. Hai visto come sono ottimista, Silvio?

 

 

7
27 Nov 2008
alle 15:08

ioxcaso

@ 2: quoto pienamente, tutto tranne quel "(certa e pesante)" ;-)

@ 4: petroliere, potrei essere daccordo con te, almeno sulla prima parte del tuo commento... Ma poi scrivi: "Per quanto, non lo sa nessuno, ma non sarà la nostra generazione a smettere di usare l'auto" e qua mi chiedo: ma per quale "oil company" lavori? e in che ruolo?

Sai, ci sono stime ben attendibili sul "per quanto"...

Poi ovviamente sulla "nostra generazione" dipende da quanti anni hai...

 


6
27 Nov 2008
alle 15:06

Paolo B.

@3

Appunto Andrea, se il mare dovesse alzarsi di 30 cm...

@4

Se è vero che ci leggi con curiosità da un anno, dovresti aver afferrato molto delle idee alla base di questo blog.

Evidentemente c'è solo la curiosità e non l'attenzione da parte tua( a meno che tu non sia un troll), altrimenti avresti fatto tuo il concetto che, peak oil vuol dire soprattutto prezzo del greggio estremamente variabile in positivo e in negativo e stai pur certo che bloccandosi le ricerche di nuovi giacimenti ed i relativi investimenti delle compagnie a causa del basso prezzo attuale(e quindi scarsi profitti di ritorno), la velocità del declino petrolifero globale non può che aumentare.

La nostra generazione non smetterà di usare l'auto, ma di certo saranno in tantissimi in un futuro non lontano a non potersela più permettere.

Certo, di petrolio ce n'è ancora tanto ma sempre più difficile e costoso da estrarre e tu dovresti saperlo, no?

5
27 Nov 2008
alle 14:54

Debora/Petrolio

Di numeri parliamo, ma non possiamo scassare l'anima ai lettori con numeri e grafici ogni santo giorno. Pochi dei lettori fanno gli economisti o i petrolieri.

Quanto al catastrofismo, si: siamo catastrofisti. Forse ciò ci rende meno autorevoli? Pazienza. Alla fine della civiltà occidentale stiamo comunque assistendo a quanto pare, e l'energia è una delle componenti più importanti.

4
27 Nov 2008
alle 14:50

petroliere

vedo che sul blog da un pò non si parla più di prezzo del petrolio, del barile a 200 $ e della fine imminente della "società occidentale", inteso come stile di vita. Vi leggo con curiosità da un anno ormai e mi sembra di notare uno strisciante masochismo che sottende ogni post e molti commenti, come se la fine "imminente" del petrolio sia una cosa augurabile e il ritorno della nostra società alla pre-industrializzazione un desiderio latente.

Ora che la crisi mondiale ha stravolto tutti i mercati, ha ridimensionato il ruolo della finanza e ha riportato in evidenza i fondamentali economici, si scopre che il petrolio costa di meno e in fin dei conti ce n'è ancora. Per quanto, non lo sa nessuno, ma non sarà la nostra generazione a smettere di usare l'auto.

Io sono contento che l'olio, quindi la benzina, costi meno anche se teoricamente dovrei essere uno dei pochi a preoccuparmi, visto che lavoro in una oil company. 

Se posso permettermi di dare un consiglio al Blog, è quello di essere meno catastrofisti e più analitici, parlare sui numeri e non su notizie sensazionalistiche. Altrimenti non si è più credibili nemmeno quando si ha ragione.  

3
27 Nov 2008
alle 14:42

Andrea

Forse non hai mai visto le Maldive...

Al centro sono alte 1 metro, ma se il mare si alza di 30 centimetri, dell'isola rimane il ristorante!

2
27 Nov 2008
alle 14:23

Paolo B.

Non voglio mettere in discussione il riscaldamento globale e nemmeno la corresponsabilità umana(certa e pesante) nel suo progredire, però l'affermazione data per certa da te "le isole saranno perdute per sempre " tanto certa non la si può definire.

Seppure il livello dei mari in alcune zone del globo sia salito di qualche centimetro, a causa della dilatazione dell'acqua per il riscaldamento globale, da qui a dire che le Maldive e altre isole nel mondo scompariranno per sempre è ancora da dimostrare in modo inconfutabile.

Il clima è una macchina di una tale complessità, che va ben oltre le capacità previsionali del più potente computer sul pianeta e nessuno è in grado di prevederne esattamente i risvolti futuri...

1
27 Nov 2008
alle 14:15

Andrea

già fatto...

 

Secondo me, se chiedono a Silvio, lui risolve il problema!

E se ci mandassimo invece permanentemente Berlusconi e Veltroni con i loro inceneritori, centrali nucleari, cemento...?

Ma andate alle Maldive!!!!!!!

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