Uno sguardo dal picco
Uh oh. Obama lancia proclami "verdi" e intanto prosegue su strade tracciate, anzi fa di più: sfrucuglia Putin.
Mentre da una parte preme come un matto per far ottenere alle case automobilistiche il tanto sospirato bailout che offra loro un po' di ossigeno, il president-elect spinge al Senato la legge che consente le fatidiche trivellazioni nei fondali artici. Sì, proprio quelli dove Putin aveva saggiamente piantato la bandiera russa qualche mese fa.
La bega consiste nella nuova convenzione ONU che consente di estendere i propri territori sottomarini a condizione che si dimostri il prolungamento della propria "piattaforma continentale". Gli USA vogliono ora ratificarla, entrando in concorrenza non solo coi russi ma anche con i danesi (Groenlandia), i norvegesi e i canadesi.
Secondo gli ultimi dati del USGS, i fondali artici avrebbero 90 miliardi di barili di petrolio ancora non scoperto, e 44 miliardi di barili di gas. I primi esperimenti hanno dimostrato però che trivellare nell'Artico è difficilissimo e pericoloso (ricordate cosa diceva Bakhtiari? "C'è un altro giacimento promettente, Shtokman, nel mezzo del mare di Berings, a seicento chilometri da Murmansk, e situato a seicento metri sotto il livello del mare, con icebergs che passano alla velocità di un metro al secondo. E' probabilmente il più difficile giacimento di gas del mondo. Ci vorranno almeno vent'anni... almeno. E costerà cinquanta miliardi dollari: chi pagherà questa immensa somma? Poi, ammesso che estraggano il gas, devono riuscire a portarlo a seicento chilometri di distanza.")
E allora come mai tanta fretta se le condizioni sono così proibitive? Lo ha spiegato il Ministro danese:
Nell' Artico il cambiamento climatico è una realtà, il ghiaccio si sta sciogliendo e si stanno aprendo vie di trasporto e risorse naturali un tempo inaccessibili.
Che bello. C'è il riscaldamento globale, potremo bruciare tanto altro petrolio.
non so come la pensiate sulla politica energetica della Clinton ops...di Obama, ma la mia idea risiede tutta in questo lapsus obamiano.
fra poco è nataleeee, ci puoi stare dentro anche te ... jump
non ce la fai?
torna indietro e riprova ... jump
è la jump, una gran bella macchina
è la jump, i consumi che vorresti
è la jump, ci puoi stare dentro
oppure, che ne pensi della jump?
... cazzo, gli interni. senti litrozzo, qui bisogna lavorarci.
... senti singhiozzo, agli interni ci lavori te. io la jump meglio che non la veda
(litrozzo e singhiozzo stanno lavorando alla macchina del futuro. a mosca, trivellare
http://www.youtube.com/watch?v=6QbIbRxXkp0
jump ... è il litrozzo ... jump
che ne dite di questo gioco? quando ti viene il singhiozzo devi dire jump, nello stesso momento. è il litrozzo lo so, ma a me fa ridere
Quando dicevamo che gli USA devono riallinearsi si parlava di scelte come questa. La ratifica del trattato è un segnale di rientro dall'unilateralismo. La strada da fare è lunga, ma su questo punto almeno le idee della nuova amministrazione sembrano chiare.
Più che una sfida è la presa di atto di una posizione insostenibile, che poteva essere mantenuta solo al prezzo di una costanza di presenza e di azione nell'area che evidentemente non è nei piani futuri.
#17 vai al link che ho postato (11) e trovi grafici e discussioni sui cicli climatici.
SCUSATE MA ESISTONO I CICLI NELLA TEMPERATURA? NEL SENSO SPESSO SI SENTE DIRE OGGI TEMPERATURA PIU CALDA DA 100 ANNI A QUESTA PARTE.
ALLORA MI CHIEDO MA SE 100 ANNI FA FACEVA COSI CALDO E 100 ANNI FA NON C'ERA L INQUINAMENTO DI ADESSO....
NON è CHE IL RIALZO DELLA TEMPERATURA SAREBBE STATO IN OGNI CASO INEVITABILE, PROPRIO PERCHè SIAMO IN UN CICLO AL RIALZO DELLA TEMPERATURA MONDIALE, INDIPENDENTE DAL LIVELLO DELL INQUINAMENTO?
PERò CHE BEL FUSTO PUTIN.
NE CONVIENI DEBORA?
TUTTO MUSCOLI
il cambiamento di obama è solo madiatico.
se uno pensa che il nuovo presidente cambierà le cose gia da questi primi assaggi rimarra deluso, per non parlare poi della squadra di governo che sta facendo che sembra la restaurazione del potere stile congresso di vienna del 1815.
qualcuno ha letto il suo programma energetico?
sotto clean and safe energy c'è pure il nucleare e il carbone oltre le rinnovabili. non ci illudiamo troppo perciò. i padroni del mondo sono sempre gli stessi e hanno tutto l interesse che non ci sia nessun cambiamento ,anzi...
Russia , Cina ed Iran stanno armando i pirati per impedire che il greggio segua la via dell'America. Nell'Artico ci sarà una battaglia non tanto per Shtokman in se stesso , ma per impedire che il "prodotto" vada dove non serve più (USA in primis).
Da Shtokman la probabilità di un ritorno economico al momento è nulla.
Quindi ce lo si gioca come grande "future" , un enorme derivato ed una leva finanziaria su cui far girare (se è vero che costa realmente 50 mld di dollari) non meno di 40 x 9 (minimo moltiplicatore di grandezza di una leva "energetica" in questo sistemino qui che comprende le ipotetiche vendite di quel gas o petrolio e poi il PIL aggregato , etc etc) mld di Euro di carta , per un totale di 360 mld di Euro.
A questo punto , se gli USA sono fuori o si vuole che siano fuori, vista la debolezza del rublo , la Russia cercherà un appoggio prima dall'amico europeo e di quantificare quindi il future Shtokman in Euro , poi se per non far male agli USA l'Europa non si deciderà , si passerà all'altro amico cinese e ... Va beh.
Gli USA impazzirebbero del tutto.
ebbene abbiamo scoperto chi ci guadagna dallo scioglimento del pack! bene bravo bis
sulla piatt. cont. ancora ognuno fa come caxxo gli pare basta vedere la disputa decennale grecia-turchia e lì non c'è petrolio per fortuna.
@10
Se il prezzo del greggio dovesse rimanere basso tendenzialmente ancora per diverso tempo, gli investimenti nella ricerca e sfruttamento di nuovi giacimenti languirebbero e di conseguenza la curva discendente del picco diventerebbe ancora più ripida decretando la fine della civiltà dei consumi, mentre se il prezzo del greggio dovesse tornare oltre i 100 $/b, o comunque a prezzi che giustificherebbero la ripresa degli investimenti delle compagnie, questo paradigma economico affonderebbe egualmente.
Insomma, siamo in ogni caso in un vicolo cieco.
L'unica via da seguire per i Governi è quella di un atterraggio quanto più morbido possibile, quindi assolutamente decrescita energetica/economica globale o il disastro è sicuro...
Ghiacci polari e Raffreddamento
http://forum.crisis.blogosfere.it/viewtopic.php?f=8&t=42&st=0&sk=t&sd=a
il sole attualmente è in un minimo prolungato
se la tendenza continua potrebbe avviarsi un periodo freddo
i dati sul riscaldamento da CO2 sono contestati
quindi l'evoluzione del clima artico è come minimo insicura.
Quanto poi lavorare in quel clima ... per 50$ al barile NO
Mah.... io mi chiedo solo:
ma queste "notizie", con il petrolio sotto i 50 $, cui prodest??
@8
Come ho detto, non c'è identità di vedute tra climatologi nella comunità scientifica internazionale.
Tra l'altro, questa differenza tra ghiaccio vecchio e stratificato e ghiaccio fresco e sottile è oggetto di discussioni accanite tra gli scienziati.
Con questo non voglio dire che non si vada verso la riduzione della superficie dei ghiacci artici, almeno nel trend degli ultimi anni; ho semplicemente scritto che l'anomala bassa attività solare nel 2008 ed i conseguenti riposizionamenti verso il negativo di alcuni indici teleconnettivi(oceanici ed atmosferici) depongono verso un rallentamento se non un'inversione del trend di scioglimento dei ghiacci del polo nord.
Chi sperava di andare a trivellare sul posto forse dovrà aspettare per molto ancora.
E poi andare a sconvolgere l'ambiente polare per 90 miliardi stimati di barili di petrolio, col rischio di affrontare dei conflitti militari con gli altri contendenti e per appena 3 anni di produzione globale, mi sembra la classica follia umana da acqua alla gola...
@6
Allego il collegamento al NSIDC.
Il 2007 ha rappresentato uno sprofondamento terribile; il 2008 mostra un recupero di superficie ghiacciata, che ci riallinea apparentemente al trend diminutivo registrato negli ultimi vent'anni.
E' un inganno, e gli esperti lo dicono chiaramente: la superficie recuperata non è più fatta di ghiaccio vecchio, ma bensì di sottile ghiaccio stagionale.
Se potessimo graficare il volume di ghiaccio, al posto della superficie, osserveremmo una caduta tanto rapida quanto inesorabile. Al permanere di condizioni come quelle odierne, vedremo ancora molte estati simili a quella del 2007. Inframmezzate da qualche tregua.
@3
Rettifica alla mia nr.3: ovviamente volevo scrivere "e si sa quanto lo stimato sia di gran lunga superiore al reale estraibile"...
@4
Se vai al link http://www.webalice.it/m_calvitti/ puoi notare che dal 27/10 al 15/11 l'estensione dei ghiacci artici è aumentata, in particolare nel famigerato passaggio a N/O.
E' anche assodato dalla NASA che il 2008 si stia rivelando il classico anno con la più bassa percentuale di macchie solari, indice di una anomala bassa attività della nostra stella(quando doveva essere in aumento) e, secondo gli ultimi studi, responsabile di un calo corrispondente della temperatura globale del pianeta(anche se nel Mediterraneo non ce ne siamo accorti).
In più sembra che in questo periodo il vortice polare(AO negativo) voglia fare sul serio nel raffreddare l'emisfero settentrionale(complice l'indice neutro/negativo AMO, ovvero il rallentamento della Corrente del Golfo).
Insomma, se davvero il polo nord si avvia a diventare un semplice punto geografico, per quest'anno il trend va verso l'aumento dei ghiacci...
90 miliardi di barili ce li fumiamo in tre anni.
Mi chiedo se davvero questi qua pensano di aver trovato una soluzione, se davvero contano sul global warming, che nel frattempo gli alluvionerà le coste e le città (basta un metro di innalzamento del livello del mare, mica tanto) e farà talmente tanti danni da annichilire il ritorno finanziario del petrolio estratto.
Senza contare ch in un contesto di lotta/guerra per le risorse, la minaccia maggiore alle infrastutture non sono gli iceberg...
Saluti
Le foto della Nasa sono molto eloquenti: i ghiacci si stanno sciogliendo ad un ritmo addiruttura più elevato del previsto. Tra pochi anni il passaggio a nordovest sarà navigabile e di conseguenza le rotte polari diventeranno economicamente convenienti.
Priamariamente è da dimostrare in maniera incontrovertibile che i ghiacci artici siano in irreversibile riduzione, visto che su internet e tra la comunità scientifica mondiale non c'è identità di vedute.
Secondariamente, 90 miliardi di barili non ancora scoperti, ovvero stimati(e si sa quanto lo stimato sia di gran lunga inferiore al reale estraibile), ai consumi attuali globali sono, sì e no, 3 anni di produzione petrolifera globale.
Magari per i soli USA significherebbero molto di più ovviamente.
Senza contare i contrasti(forse anche armati) con le altre potenze e "potenziucole" affacciate sul mar glaciale artico che reclamano i diritti di sfruttamento artici in base alla propria piattaforma continentale.
E le altissime difficoltà tecnologiche allo sfruttamento restano tutte.
Assolutamente da condannare questa follia petrolifera da fine impero, ma non vedo assolutamente facile il suo realizzarsi. E spero non si realizzi mai.
Incrocio comunque le dita...
Su questo son preparato. La parolina magica è piattaforma continentale. Perchè sia magica, lo sanno bene i diplomatici, coloro che lavorano sui testi delle Convenzioni internazionali, e Chilingarov, scienzato armeno, eroe della Federazione russa, che comandava il minisommergibile che raggiunse, ad oltre meno 4000, le profondità del polo per piantare la bandiera della Federazione.
Tutto il resto, condizioni e costi proibitivi, redditività dei giacimenti, clima, è meno importante.
alle 12:16
ILLUSION
anche quando venne eletto clinton si pensava alla ventata di cambiamento e altre cacchiate del genere e come vice aveva un certo al gore il capo dei global warmer....NON MI PARE ABBIA FATTO GRANCHè
NON ILLUDIAMOCI QUINDI. SOLO CHIACCHERE