Nessuno meglio di loro è in grado di analizzare, quasi parola per parola, il clamoroso World Energy Outlook dell'IEA uscito due giorni fa.
E subito ne riscontrano l'assoluta novità, invitando l'autore ad iscriversi a The Oil Drum dato il suo linguaggio da "peakoiler":
Il sistema energetico mondiale è ad un crocevia. Le tendenze attuali nell'offerta e nel consumo di energia sono palesemente insostenibili, sia da un punto di vista ambientale che economico che sociale. Ma ciò può, e deve, cambiare; c'è ancora tempo per cambiare direzione. (...) Ciò di cui c'è bisogno è nulla di meno di una rivoluzione energetica. Questo World Energy Outlook dimostra come si possa realizzare attraverso politiche decisive e a quali costi. Descrive anche le conseguenze del fallimento.
Parole IEA, ed effettivamente c'è da sbalordire. Gli esperti di TOD procedono ad un esame del report che si svolgerà in diverse "puntate" nelle prossime settimane, che vi consiglio di seguire se conoscete l'inglese.






1. Phitio, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 13:37
Sembra che il rapporto uscito quest'anno sia schizofrenico, una sorta di Jekill e Hide. Da una parte, affermazioni pesantissime e addirittura forse improprie (come la citazione a casaccio degli scenari IPCC di riscaldamento globale), dall'altra vengono presentate proiezioni abbastanza rassicuranti di produzione petrolifera in progressiva crescita nonostante la fortissima depletion (che secondo quelli di TOD sarebbe pure quella eccessiva come magnitudo). Premesso che vengano fatti investimenti assolutamente colossali a dir poco.
Che, dati i tempi, è come dire di accendere un falo' all'aperto nel bel mezzo di un diluvio con alluvione.
NOn ci sono i soldi per fare quello che si dovrebbe (in teoria) fare. Inoltre, quelli di TOD hanno fatto capire chiaro e tondo che nel modello IEA la crescita economica è data per scontata, quasi che le economie crescessero indipendentemente dal fatto che abbiano o meno l'energia per girare. QUesta non è solo cattiva modellizzazione, è proprio un modello inutile.
Puo' rappresentare la realtà solo per una coincidenza, ma di sicuro non rappresenta il futuro.
Saluti
2. gozzovillo, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 14:07
ci attende un lungo periodo di recessione e crisi economica e nel frattempo si fanno interventi di risparmio energetico e interventi per produrre energia elettrica dal nucleare dal gas ,dal carbone ed altre. quando l economia sarà pronta per ripartire i consumi di petrolio e quindi la domanda di petrolio saranno decisamente minori. la risorsa petrolio da scarsa diventera abbondante.
3. Cristiano, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 14:21
Probabilmente hanno dovuto fare i salti mortali per infilare i dati reali all'interno di una visione relativamente ottimistica del futuro.
Per fare questo credo siano stati necessari molti "artifici" (come fare finta in alcuni casi che crisi finanziaria e recessione non esistano).
In sostanza però i dati della produzione sono molto preoccupanti, le prospettive di investimenti per la mitigazione sembrano gravemente compromesse dalla scarsità di risorse.
Una coperta corta insomma, molto corta, sarà interessante vedere nei prossimi giorni come su TOD proseguiranno analisi e valutazioni. Spero che anche ASPO Italia ci dia qualche sua lettura appena analizzato il rapporto.
Penso anche che fornire notizie in qualche misura rassicuranti, pur all'interno di un quadro di criticità, sia stato ritenuto necessario. In questo momento basta poco per dare il colpo di grazia al sistema finanziario, le borse ondeggiano spaventosamente ad ogni sussurro...
4. FERODO, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 14:25
@2 per gozzovillo decisamente interessante questa ipotesi non ci avevo mai pensato.
quindi potrebbe essere che quando ci sarà una ripresa economica la domanda di petrolio potrebbe addirittura essere minore perchè sono stati fatti interventi di razionalizzazione e diversificazione dell uso dell energia, giusto?
vedremo, ma senza un prezzo alto delle fonti fossili vedo le energie rinnovabili in grossa difficoltà.
CIAO A TUTTI
5. max, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 14:41
i tg italioti continuano a dire che l'economia italiana è salva, che la crisi non ci tocca e che possiamo vivere tranquilli salvo poi scoprire che siamo in recessione alle spalle di paesi che un tempo chiamavamo dell'Est (poveracci insomma, gentuzza del volgo moldavo).
come stanno le cose? aspettano che crolli banca intesa per avvertirci che c'è un traghetto pronto a salpare destinazione Spagna?
@4
parente di Frodo?
6. Debora/Petrolio, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 15:04
No, parente di anodo (no pun intended).
:D
7. paolo zamparutti, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 15:11
# max ma hai scritto per scherzo "spagna"?
per quanto riguarda il report, quello che mi sconvolge è che si data per scontata l'entrata in produzione di nuovo petrolio per quantitativi mostruosi.
in pratica si da per scontato che verrà scoperto tantissimo petrolio e che le riserve siano davvero quelle dichiarate dai paesi produttori (contrariamente a quanto sostengono i peak oiler, con tutta la questione riguardante la sovrastima delle riserve sopratutto dei paesi opec)
in sostanza abbiamo da un lato un report che, analizzando i pozzi singolarmente, offre uno scenario di "depeletion" ancora più severo delle analisi aspo, dall'altro si prospetta un mondo dei balocchi per quanto riguarda il petrolio che verrà scoperto e delle riserve.
In tal senso è tremendamente sospetta la citazione sugli scenari ipcc!
anche perchè, se andate a vedere tali scenari, il vero responsabile nel futuro per l'incremento della c02 in atmosfera nn sarà il petrolio, ma il carbone...........
insomma, la citazione dell'ipcc mi sembra un specie di messaggio fra le righe, idea personale ovviamente
8. paolo zamparutti, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 15:20
per quanto riguarda il mio post precedente:
"si da", non "si data" ovviamente
9. Phitio, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 15:42
Già, ci sarebbe davvero da chiedersi se alla IEA credano davvero che in Arabia Saudita ci siano ancora tutti quei miliardi di barili che dicono di avere, e soprattutto che la produzione potrà mai risalire sopra i 12.5 Mb/d.
10. Paolo B., Venerdì 14 Novembre 2008 ore 16:04
Per me, come ho già sostenuto in una precedente mia mail, la IEA ha cercato di dare il classico colpo al cerchio e poi alla botte, facendo un pastrocchio unico nello scrivere delle cose(rispecchianti il pensiero ASPO) e poi contraddicendole subito dopo.
Realistiche(catastrofistiche in pratica) per chi deve intendere ed eventualmente agire(sic!) ed addolcite per il grande pubblico ed i giornali che lo disinformano.
O vi aspettavate che scrivessero chiaro e tondo che questa (in)civiltà dei consumi, così come è impostata, è al capolinea?
11. smigol, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 20:24
e decrescita felice sia. consumeremo sempre meno petrolio , al posto del petrolio useremo gas carbone nucleare e rinnovabili
12. ioxcaso, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 20:27
"Mentre le fluttuazioni del mercato potrebbero portare a temporanee cadute dei prezzi, sta diventando sempre più chiaro che l'era del petrolio a buon mercato è finita. ..... Indirizzare il mondo verso un sistema energetico pulito, intelligente e più competitivo, è alla portata di tutti i governi.... Il tempo sta finendo ed è giunto il momento di agire, ora e subito."
(ultimo paragrafo della sintesi WEO2008 versione in italiano, la sottolineatura è mia)
Scusa Paolo ma... cos'è che non ti è "chiaro e tondo"??? ;-)
Piuttosto io continuo a chiedermi: ma possibile che il "mondo normale" non si è accorto di niente???
Cioè, che cavolo devono fare, i manifesti murali con su scritto: O ci diamo na mossa o la pacchia è finita x sempre!
13. venusiano, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 22:21
si salve a tutti è ovvio che il petrolio è abbondante e il report lo conferma. su marte hanno scoperto il piu grosso giacimento di petrolio dell universo
14. listening, Venerdì 14 Novembre 2008 ore 23:00
a me è piaciuto anche l'articolo di hall. provo a riassumere e rielaborare così: alcune stime fatte dalla IEA sarebbero irrilevanti per la discussione intorno al peakoil (i 106 milioni di barili al giorno al 2030, l'aumento della domanda, eccetera). infatti siamo vicini al confine oltre il quale l'energia contenuta in un barile di petrolio equivale a quella investita per produrlo; raggiunto quel punto, la produzione verrebbe cannibalizzata nel processo upstream di scoperta, sviluppo e messa in opera di produzione 'nuova'.
... tra l'altro, questo suggerisce che lottare contro l'erosione della base produttiva finisce per sottrarre più petrolio o più energia equivalente ad altre attività che non assecondarla.
http://eroi.theoildrum.com/node/4762
p.s. Recent work in our lab suggests that when you divide the energy produced by the energy used by oil and gas industries (data is available for only a few countries such as the US and UK) that these industries use about 17 MegaJoules (MJ) per dollar spent in 2006. This is the energy intensity per dollar spent for seeking and producing oil. This compares to about 14 MJ per dollar for heavy construction and about 8-9 MJ per dollar as a societal average, so it seems to be in the right ballpark. If we assume 5 percent inflation since 2006 we might expect there to be used about 16 MJ per dollar spent by the oil and gas industries in 2008. So if it takes Saudi Arabia $55 to produce a barrel then $55 times 16 MJ/$ equals about 880 MJ required per barrel. For Venezuela, which requires $90 a barrel, this number would be 1440 MJ required per barrel. Since a barrel of oil contains about 6164 MJ of energy, the EROI would be about 7:1 for Saudi Arabia to 4.3 for Venezuela or Iran.15. tangorosso, Sabato 15 Novembre 2008 ore 00:00
In generale la cosa che mi ha colpito è la quantità di condizionali quando si parla delle riserve future di petrolio, sulle quali, mi sembra che arranchino non poco, mettendoci tutte, dico tutte, le opzioni possibili. Poi le due righine sul nucleare che tradotte possono più o meno suonare così: l'atomo non è la soluzione.
16. paolo c, Sabato 15 Novembre 2008 ore 00:38
non appena si uscira' da questa violentissima crisi il petrolio spikera' di brutto.....fra 1 o 2 anni..............
ancora peggio di prima........perche' almeno prima gli investimenti si facevano a occhi chiusi, oggi no.
Aspettiamo una ripresina........e ne vedremo delle belle........
17. M.Persico, Sabato 15 Novembre 2008 ore 08:24
@2 interventi per produrre energia elettrica dal nucleare dal gas ,dal carbone ed altre.
guarda che gia' lo fanno, per il ciclo elettrico il petrolio non viene piu' usato.
18. max, Sabato 15 Novembre 2008 ore 10:55
@ signor Zamparutti dico sul serio, mica pizza e fichi! esempio:se ti trovassi alla fine degli anni ottanta in jugoslavia (pre-frantumazione) non credi che salperesti destinazione ovunque? la vedo così e il paragone coi balcani è verosimile.
Deb la crociata contro i consumi sfrenati è partita, l'ipotesi nucleare avanza in + paesi e i barili pieni zeppi di petrolio ben presto vegeteranno a dubai.
19. marziano, Sabato 15 Novembre 2008 ore 12:23
leggendo il commento di venusiano mi son ricordato di una notizia di qualche tempo fa
www.nasa.gov/mission_pages/cassini/media/cassini-20080213.html
certo che per andarlo a prendere li il prezzo dovrebbe essere almeno 1000$ al barile
20. brindellone, Sabato 15 Novembre 2008 ore 12:31
E’ certamente vero che il greggio esistente nel sottosuolo è una quantità finita. Ma giova ricordare due fatti: da un lato, gran parte del pianeta resta inesplorato, e molti giacimenti noti non sono sfruttati; dall’altro, se e quando il petrolio effettivamente scarseggerà, il suo prezzo continuerà a salire, dando un vantaggio competitivo alle altre fonti e incentivando la ricerca di alternative oggi ignote. E’ assai probabile che queste emergeranno ben prima che l’oro nero stia veramente esaurendosi, e quindi – in senso economico – si può dire che esso è virtualmente infinito.
21. io so di non sapere, Sabato 15 Novembre 2008 ore 12:37
scusate l ignoranza senza confini: nelle teorie del peak oil si contemplano l'introduzione di nuovi metodi per produrre energia e l introduzione di macchinari piu efficienti?
22. porchetta e ciclamino, Sabato 15 Novembre 2008 ore 12:49
numerosi Paesi hanno avuto più di un picco, il che significa non solo che non seguono una curva
Uno dei più gravi errori logici dei teorici del picco petrolifero è la convinzione che lea campana, ma che il picco non si verifica quando metà delle risorse sono esaurite.
scoperte e la produzione petrolifera dipendano dalla geologia e null’altro. Se ciò fosse
vero, allora le leggi della geologia che governano la distribuzione dei campi petroliferi
consentirebbero le sequenze di scoperte con equazioni che consentano di predire le
scoperte future.
23. listening, Sabato 15 Novembre 2008 ore 13:19
da seguire anche i commenti al pezzo di hall, qui una citazione da archiviare:
... To make things even more complicated, the ever increasing decline rate will make EROEI fall (a lot) faster, if we try staying even. (In case we don't try that, but instead go with the decline in production that matches the decline rate, the fall in EROEI will be a lot less steep.)
p.s. oggi si riapprezzano gli stereolab
http://www.youtube.com/watch?v=BkpXoM0D-Pk
24. max, Sabato 15 Novembre 2008 ore 14:38
http://www.corriere.it/economia/speciali/2008/energia/index_86169f54-b1b6-11dd-a7b7-00144f02aabc.shtml
25. gio_bass, Sabato 15 Novembre 2008 ore 17:36
Grande listening!
26. ioxcaso, Sabato 15 Novembre 2008 ore 18:14
@ 22:
premesso che la geologia NON è una scienza esatta, quello che dici nell'ultimo tuo periodo, già avviene: semplificando molto, non con "equazioni", ma andando a cercare in giro per il mondo le condizioni geo-strutturali che possono far presumere l'esistenza di un giacimento.
27. max, Sabato 15 Novembre 2008 ore 21:20
I prezzi stellari di quest’anno non sono dovuti alla crescita di Cina e India dixit corsera nel link da me indicato
28. Simone, Domenica 16 Novembre 2008 ore 17:42
[OFF TOPIC] per Debora
Perché non metti una pagina dove chiunque può lasciare delle segnalazioni di siti/notizie/...?
Ad es. iovolevo segnalarti questo sito:
http://www.powertotheposter.org/
29. monica, Domenica 16 Novembre 2008 ore 18:44
OT. mi si sta fondendo il cervello, sto cercando un dato: se da tot. tonnellate di greggio dopo raffinazione ottengo diciamo il 15% di scarto (Tar), quante tonnellate di Tar devo buttare in un impianto IGCC per avere qualche megawatt di energia elettrica?
30. paolo zamparutti, Domenica 16 Novembre 2008 ore 21:55
@ max
grazie per il signore xD
intendo dire che dire, me ne vado in spagna per andarmene dall'italia è un ottimo esempio di "cadere dalla padella alla brace".
ammetto di non imbraccarci molto, visto che alcuni mesi fa pensavo che l'islanda fosse il paese migliore per fuggire...........
ma rimane il fatto che con un'economia esplosa grazie ad una gigantesca speculazione edilizia, la spagna affronterà problemi grandissimi, non inferiori a quelli italiani
31. Franz, Lunedì 17 Novembre 2008 ore 19:58
Brava Debora. Ottimo Post.
Fra pochi anni (scommetto: pochi anni) anche la IEA ammetterà che le sue previsioni sulla produzione futura di oil sono un "dream book". E' solo quello che ASPO e TOD dicono da anni.
Saluti