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Nov 0824

Zimbabwe, addio.

Pubblicato da Debora Billi alle 11:38 in Geopolitica


Cosa significa quando un Paese chiude il Parlamento per "mancanza di fondi"? E quando sono già stati chiusi ospedali e scuole perché non c'è acqua, energia elettrica, denaro per andare avanti? Non c'è acqua da bere perché mancano persino i fondi per comprare le materie prime chimiche per la potabilizzazione, spiega il Guardian.

Questo ed altro succede nello Zimbabwe, una Paese che sta precipitando nell'abisso ormai da un paio d'anni. E pensare che 10 anni fa riusciva a produrre tanto grano da sfamare tutta l'Africa: che ironia, vero? Certo, la colpa è di quel pazzoide di Mugabe, ma la popolazione comincia ad aver sempre meno paura di lui e dei banditi di cui si circonda. 

Qualsiasi prodotto ha costi altissimi: medici ed infermieri non si recano al lavoro perché i trasporti sono troppo dispendiosi, manca il denaro per mettere benzina nelle ambulanze (la benzina è peraltro carente), le quali per questo non possono circolare; anche il servizio telefonico non funziona. Così Wikipedia. I cittadini  contano sulle rimesse degli oltre 7 milioni di concittadini all'estero e su un fiorente mercato nero di merci che arrivano nonostante tutto nel Paese. Certo, con un'inflazione al "13,2 miliardi%" al mese non c'è poi troppo da sperperare. 

Uno scenario alla Mad Max insomma, che lascerebbe presumere l'abbandono al saccheggio e alla violenza da parte della popolazione. Invece, no: gli abitanti della ex-Rhodesia devono aver un limite di tolleranza davvero molto alto. A quanto riferisce chi si trova da quelle parti, attendono tempi migliori senza sgozzarsi a vicenda. I sindacati riescono a mantenere l'unione tribale, consapevoli che qualsiasi violenza consentirebbe a Mugabe di esercitare la sua politica del "divide et impera" sulle diverse fazioni. Il Presidente, nel frattempo, non vuole ostacoli e rifiuta l'ingresso nel Paese a Carter, Kofi Annan e la moglie di Mandela. Avrà un briciolo di vergogna?

 

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Commenti

1. Antonello, Lunedì 24 Novembre 2008 ore 14:01

Certo che gli inglesi hanno sempre mostrato un certo interesse per Mugabe:

"Nel 1984 gli fu conferita la laurea honoris causa dall'università di Edimburgo, Mugabe ebbe anche numerosi altri riconoscimenti accademici alcuni dei quali sono in fase di ritiro. Nel 1994 venne nominato Knight Commander dell'Order of the British Empire (KBE) ... Nel 1979 i britannici sostituirono il regime rhodesiano con un governo coloniale guidato da Lord Soames, governatore britannico. Poco tempo dopo ebbero luogo le elezioni parlamentari per la repubblica dello Zimbabwe; contrariamente alle aspettative che davano come favorito Joshua Nkomo, Robert Mugabe, il 4 marzo 1980, vinse le elezioni e divenne Primo Ministro..."

http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Mugabe

2. luca, Lunedì 24 Novembre 2008 ore 14:05

mi sembra di vedere il futuro dell'italia .. privatizzazione dell'acqua .. delle scuole .. degli ospedali .. .ecc... con l'eccezione che il parlamento non chiude..

3. Paolo B., Lunedì 24 Novembre 2008 ore 15:27

"I cittadini  contano sulle rimesse degli oltre 7 milioni di concittadini all'estero "

Mi chiedo se la popolazione nello Zimbabwe, senza tali rimesse, continuerebbe a sonnecchiare.

Nel nostro paese, in un contesto di recessione globale, è ovvio che rimesse dei nostri connazionali all'estero non ce ne sarebbero ed è difficile dire cosa potrebbe accadere all'ordine pubblico in tali condizioni.

Penso che il mercato nero potrebbe essere l'unico calmieratore sociale in parte, ma comunque sarebbe, per la gente comune, un quotidiano difficile e spesso violento...

4. Aldo, Lunedì 24 Novembre 2008 ore 22:27

Post: "gli abitanti della ex-Rhodesia devono aver un limite di tolleranza davvero molto alto [ecc.]"

Questa frase mi riporta alla mente l'assunto di fondo di "Tutti a Zanzibar", di John Brunner. Ma quella è fantascienza. In realtà, credo che la paciosità degli abitanti dello Zimbabwe sia tutta da verificare.

5. redarrow, Lunedì 24 Novembre 2008 ore 22:38

Aldo... mi hai rubato il commento... appena letto l'articolo ho pensato a quel romanzo ;-)

6. Alessandro, Lunedì 24 Novembre 2008 ore 23:33

Fare entrare l 'UN significa anche l' arrivo di quei grandi benefattori del FMI e della BM. Ma credo che adesso abbiano altro a cui pensare...

7. Vito, Martedì 25 Novembre 2008 ore 00:08

guardate questo sito sulla svalutazione della moneta dello Zimbabwe:

 http://humorland.wordmess.net/20081025/what-the-real-crisis-is-like/

8. Cataldo, Martedì 25 Novembre 2008 ore 09:50

OT (poco ot ormai:)
Sempre peggio: l'analisi dell'andamento del LIBOR e dell' Euribor invece di tranqullizzare, visti i valori scesi, inquieta. La relazione morbosa  con i rendimenti dei buoni del tesoro USA e gli artifizi utilizzati per edulcorare i tassi reali sono veramente allarmanti. I provvedimenti utilizzati fino ad ora stanno aggravando la crisi, invece di contenerla, prolungando l'agonia del sistema bancario senza una via di uscita credibile.

PS

Fa piacere che su repubblica affari e finanza di ieri si sia dato spazio al problema delle pensioni USA, i baby boomers che arrivano alla soglia della pensione erano un problema ben prima della crisi attuale, come abbiamo ricordato più volte, ma ora è una voragine spaventosa.
Solo alcuni anni fa, quando mi si chiedeva un parere sui fondi pensione privati, li prospettavo come una forma terminale di esproprio del capitale dei lavoratori, la derisione del dinosauro statalista era garantita....

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