Uno sguardo dal picco
Un paio di mesi fa, mio marito tutto contento mi disse: "Ehi! Il petrolio è sceso a 95! Stavolta compriamolo! Quando risale facciamo i soldi!"
Confesso che negli ultimi 4 anni ho sempre azzeccato salite e discese del prezzo del barile, ma non ho mai investito un centesimo. Non sono il tipo da intrallazzi finanziari. Stavolta, però, ho risposto così: "Lascia stare. Non ho la più pallida idea di come andrà nelle prossime settimane. Può succedere di tutto." In maniera molto elementare, avevo intuito che se il prezzo poteva scendere di 50 dollari nel giro di due mesi, a quel punto tutto era possibile, anche che finisse quotato in pizze di fango del Camerun.
E appunto, ci siamo quasi. La Merryl Lynch ha appena predetto che il barile potrebbe agevolmente finire a 25$ entro breve, dichiarando che questa non è una Recessione ma la Grande Depressione II. Cinque mesi fa il Financial Times annunciava invece il probabile imminente arrivo dei 500$ al barile. No, non sono l'unica a non capirci più niente.
Qualcuno ritiene, limitandosi a guardare il prezzo, che il problema peakoil sia finito. Uhmmm. 40$ al barile rendono impossibile l'estrazione petrolifera in molteplici giacimenti, dalle sabbie canadesi all'artico a moltissimi offshore. Semplicemente, non conviene più: e la produzione calerà. Magari non ce ne importerà nulla, perché non avremo più il becco di un quattrino e di petrolio se ne consumerà la metà, chissà... ma la produzione calerà, che a noi importi o meno. Passando il picco per sempre.
E non è escluso che il prezzo risalga vertiginosamente, l'anno prossimo. La questione è ormai completamente fuori controllo. Preghiamo perché non accada: già sarà abbastanza dura così...
wow!! ho avuto tempo di leggere solo pochi commenti e sono contento di vedere la passione e la competenza di tante persone.
Purtroppo in azienda ci hanno oscurato quasi tutti i siti e mi leggerò i commenti un pò per volta ;-)
Molto umilmente, vorrei solo ricordare che a fine anni 90 il petrolio era a circa 20 $/bbl e 6 mesi fa...beh sappiamo tutti a quanto era. Le banche d'affari poi fanno a gara a chi cerca di fare argute analisi sul prezzo futuro, sempre basandosi però su quello che avviene oggi. Peccato che il prezzo del petrolio ha un andamento a gobbe di cammello....
Ha ragione Debora, difficilissimo intuire quello che succederà.
Un segnale però è arrivato: i libici che investono gli enormi proventi petroliferi nelle azioni Eni...
Vedo che per te l'unica cosa che conta realmente su questo mondo e' il denaro... che io, ma non solo, chiamo Dio Denaro.
Per te tutto si riduce ad una semplice equazione nella quale il denaro e' l'elemento fondante e nella quale si deve avere soltanto un bilancio economico positivo per poter andare avanti.
Evidentemente la tua presenza su questo blog e sul gemello Crisis e' recente e non ti sei letto gli interventi e i post arretrati... oppure salti i commenti di chi cerca di farti capire come stanno realmente le cose.
Parli di costi del nucleare come se questi si limitassero alla sola costruzione dello stesso... quando invece ci sono stipendio di centinaia di persone, manutenzioni ordinarie e straordinarie, modifiche ai piani regolatori, smaltimento dei rifiuti e delle scorie, acquisto della materia prima, realizzazione dell'infrastruttura elettrica (rete del Gestore Nazionale) per poter supportare la prod. elettrica della centrale, controllo e adeguamento del traffico aereo, sorveglianza, ecc... ecc... ecc...
Sono tutti costi per una centrale nucleare che non pareggeranno mai una bolletta elettrica e non permetteranno all'italia, comunque, di rendersi INDIPENDENTE dal punto di vista elettrico, dal resto d'Europa. Se il problema fosse costruire UNA sola centrale nucleare, forse potrei anche accettarla come idea. Ma per renderi "autosufficienti", se non erro ne dovremmo costruire una ventina. Per cui tutto andrebbe moltiplicato per 20 (circa). Credo diventi decisamente ostico e tremendamente costoso come progetto... specialmente per il fatto che, comunque, non eviterebbe il "vuoto" produttivo di almeno 5 anni tra la fine dell'era del petrolio e la successiva!
Ti dico altre 2 cose...:
1) La francia non e' autosufficciente al 100%. In Europa credo che non ci siano stati realmente autosufficienti dal punto di vista elettrico. Almeno per quanto riguarda il nucleare. E devi considerare che le centrali nucleari francesi tra non molti anni andranno fermate! Ed anche iniziano subito a costruirne altre, quelle nuove entrerebbero in funzione solo dopo alcuni anni dallo stop delle precedenti. Cosa accadra' in quegli anni?
2) qquesta info e' OT e rientra nell'argomento "catastrofista". Secondo i risultati, molto recenti, di studi approfonditi riguardanti l'ultima era glaciale, effettuati da diversi istituti di ricerca e universita' anche tedesche, e' emerso che in realta' l'era glaciale che e' finita intorno al 13.000 a.C. e' "avvenuta" NON in centinaia o migliaia di anni, a IN UN SOLO ANNO! Gli studi non sono ancora terminati ma hanno evidenziato che la velocita' con la quale e' scesa la temperatura media sull'intero emisfero boreale (il nostro) e' stata di decine di volte piu' veloce di quanto fino ad oggi si pensava (e studiava)!
Con questo voglio dire... che non puoi partire con l'idea che tanto non accadra' nulla di particolarmente grave nei prossimi 15 anni, che tanto di petrolio ne avremo ancora per almeno 50 anni ai ritmi attuali, e che quindi ci sono tutti i presupposti per ostruire tutte le cetrali nucleari che vogliamo.... perche' sono presupposti SBAGLIATI o NON PROPRIAMENTE rispondenti al vero!
Il petrolio e' una risorsa che ha impiegato miliardi di anni per crearsi. La disponibilita' EFFETTIVA e' solo stimata, non calcolata con precisione. E si sa per certo che negli anni '80 (quando di preciso saranno altri a dirlo), la quantita' di petrolio STIMATO dai singoli stati E' STATO AUMENTATO DALLA SERA ALLA MATTINA PER MERI INTERESSI ECONOMICI. E che quindi la DISPONIBILITA' EFFETTIVA di petrolio per i vari stati produttori, OPEC e NON, va presa con le molle in quanto potrebbe essere sballata.
Sappiamo anche, e questo la dice lunga sull'effettiva disponibilita' di petrolio, che il "crude oil" venduto OGGI dal primo produttore mondiale di oro nero, ovvero l'Arabia Saudita, NON CORRISPONDE, in quanto a qualita', a quello venduto dallo stesso stato anche solo qualche anno fa... ma corrisponde, non si sa bene perche', a quello estratto dall'IRAQ prima della guerra (pardon, esportazione da parte degli USA della Democrazia).
Il Mare del Nord prima, il giacimento gigante Cantarel (messico) poi... per continuare con l'Arabia Saudita e vari altri stati del mondo, hanno subito un declino che fino a qualche mese prima che accadesse, nessuno avrebbe scommesso essere possibile. Eppure c'e' stato!
Per cui, visto che le risorse sono LIMITATE per loro natura (in quanto il pianeta Terra e' un Sistema CHIUSO e FINITO), nei prossimi anni dovremmo deciderci a rivedere PESANTEMENTE il nostro stile di vita, "paradigma", cambiandolo alla radice e mettendo da parte quel vile DIO DENARO che ci sta portando alla rovina!
Pensare che 7 miliardi di persone possano riuscire a convivere TUTTI con lo stesso identico tenore di vita, su un pianeta nel quale appena 800 milioni di persone hanno consumato, forse, l'80% delle risorse disponibili in meno di 100 anni di sviluppo, non e' PRATICAMENTE e TEORICAMENTE fattibile. Neanche se calassero Cristo e tutti gli Angeli del Paradiso.
Come ho piu' volte detto... l'unico modo per vivere su questo pianeta, TUTTI con lo stesso stile di vita, era quello di colonizzare lo SPAZIO, sfruttarne le enormi risorse minerarie IVI PRESENTI, sviluppare tecnologie REALMENTE ECOLOGICHE e spostare nello SPAZIO e su altri corpi celesti (in primis la Luna) TUTTE le produzioni industriali inquinanti e/o "di base" (quelle cio' che richiedono come materia prima le risorse minerarie).
Ma purtroppo e' stato "deciso" che bisognava restare sulla Terra, cosi' da poter controllare meglio tutti quanti ed evitare che qualcuno, piu' furbo o intelligente che sia, potesse avere il sopravvento su tutti gli altri..... e questo e' il risultato!
Concludo, e mi scuso per l'ennesimo post chilometrico, che AD OGGI l'unica cosa SENSATA da fare e' PREPARARE LA POPOLAZIONE AL GRANDE BOTTO FINALE. Cioe'... non abbiamo ancora toccato il fondo. Solo alcuni, i primi della fila, sono caduti nel burrone, il resto del mondo sta li' li' per cadere... aggrappandosi piu' alla sperana che ad altro. Ma dietro di loro c'e' una massa di 7 miliardi di persone che spingono per arrivare anche loro ai primi posti. E se ne fregano altamente che altri prima di loro sono caduti in quel burrone camuffato da "STILE DI VITA (occidentale/americano) NON NEGOZIABILE"!
E come dice sempre piu' spesso mio padre... prima di risalire bisogna NECESSARIAMENTE toccare il fondo. E restarci per qualche tempo. Poi, forse, si potra' risalire. Non prima!!!
Beh, ogni anno diamo ai francesi per l'acquisto dell'energia elettrica l'equivalente del costo di un reattore nucleare. Per avere energia prodotta a pochi chilometri dal confine .. Se avessimo avuto una politica un pò più lungimirante avremo una bilancia dei pagamenti (alla quale ti riferisci) in attivo anzichè spendere 30 miliardi l'anno!
E' vero che consumiamo più energia di quella che siamo in grado di produrre e molto di più di quella di cui disponiamo. Anche se estendiamo i confini di "casa nostra" all'europa (che ha anche senso), il gas che importiamo dalla Russia ed il petrolio che ci arriva dal resto del mondo è superiore a quello che riusciamo a produrre. Però sai, fintantochè abbiamo dei vantaggi competitivi che ci permettono di vendere agli altri prodotti ad alto valore aggiunto (cioè che ci costano poco e che vendiamo a molto) alla fine tutto si regge abbastanza in piedi. Il problema vero è che negli ultimi 30 anni ci hanno copiato di tutto, e non sarà facile continuare questo giochetto e pagare la bolletta energetica come prima (e lo stiamo già vedendo, la mancanza di crescita degli ultimi 10 anni è anche questo). Perciò ripeto quanto detto nel mio primo post... Costruiamo ora, col petrolio ancora a buon mercato, ciò che ci servirà per produrre energia a buon mercato dopo ed a risparmiare diventando ancora più efficienti (treni bisarche, metropolitane, pannelli termici, qualche pala di più, ecc.)
Leonardo, continui a guardare solo un lato della medagli e non il suo rovescio!
USA = 12.156 kwh/anno = Sono autosufficienti dal punto di vista energetico (parl di produzione)? SI!
ITALIA = 5.366 kwh/anno = Sono autosufficienti dal punto di vista energetico (parl di produzione)? NO!
Questa a casa mia e' una differenza enorme. Gli USA dovranno diminuire certamente il loro consumo perche' non potranno continuare a lungo una produzione energetica adeguata.
Ma noi dobbiamo diminuirlo perche' non possiamo continuare a comprare all'infinito energia elettrica da altri stati che, contemporaneamente, vorranno "evolversi" e raggiungere il nostro stesso stile di vita!
Ancora una volta dimentichi una parte fondamentale nei tuoi discorsi!
Infatti la questione fondamentale non e' "se consumo troppo o poco" ma "quanto riesco a produrre"?
E questo stesso discrso andrebbe allargato anche ad altri ambiti e settori come il petrolio... il cibo.... gli oggetti "inutili" del consumusmo ecc...
....ed anche nella vita di tutti i giorni per quanto riguarda il denaro. Quindi non "quanto posso spendere".... ma "quanto riesco a guadagnare"!
@Bernardo
"E invece con l'ingegno si potrebbero ridurre drasticamente i consumi di ogni cosa.... e migliorare la vita di tutti noi". Mi stuzzichi su un punto chiave! Non sono mica tanto d'accordo, sai. Hai la lavastoviglie ed una famiglia con bambini? Ti si è mai rotta? Hai mai lavato a mano per 2 settimane piatti, ecc? Hai mai provato a fare a meno della lavatrice? Hai mai provato a rimanere sommerso dai panni da lavare e asciugare d'inverno quando fuori non finisce mai di piovere. Se l'energia ci permette di fare in modo automatico cose che altrimenti ci assorbirebbero una percentuale significativa del nostro tempo, allora ben venga. Quello che faccio grazie alle cose che gli elettrodomestici fanno per me è a maggior valore aggiunto ed alla fine crea più benessere. Questo è un punto chiave. Con questo non voglio dire che occorre sprecare, ne che non si debba tenere presente che il consumo di energia ad oggi porta ad un impatto sull'ambiente (domani potrebbe essere diverso, magari non ancora in questo secolo) e quindi progettare autoveicoli risparmiosi, ma il nostro benessere (non voglio dire spreco, voglio dire cibo che non manca, istruzione per i nostri figli, tempo libero, sanità, aspettative di vita, ecc) dipende strettamente anche dall'energia disponibile. No energia, no party!
Pensiamo da quanto poco siamo su questo pianeta noi umani, pensiamo da quanto poco abbiamo imparato ad usare l'energia ancora, pensiamo quante decine se non centinaia di migliaia di anni possiamo ancora svilupparci su questo pianeta (se non ci autodistruggiamo). All'inizio del secolo un genio capì che la massa era energia e si poteva trasformare. La strada sarà lunga, ma tutti quei soldi spesi al CERN serviranno anche a qualcosa? E' vero che il fattore tempo è chiave, che quella massa enorme di persone nel terzo mondo, non si lascierà morire di fame senza protestare e se non sviluppiamo alternative al petrolio, quelli si inca**eranno. E' vero che un po di energia alternativa è sacrosanta, ma per favore non castriamoci la vita e lo sviluppo delle generazioni future pretendendo di consumare max 300wh a testa! Ti linko un sito dove trovi un confronto tra i Paesi sul consumo procapite.
http://www.censo.it/pdf/TAB_consumi_elettrici_pro_capite.pdf
L'Italia ha il valore più basso dell'occidente (5366 kwh/anno) che è 10 volte il consumo medio di un africano. Gli USA 12.156. Gli Usa di sicuro dovranno diminuirlo, ma non mi dire che l'Italiano dovrebbe imparare a consumare quanto un africano e non si sa per cosa, scusa. Bene lampadine elettroniche, bene elettrodomestici in classe A, ma non chiedetemi di non usare gli elettrodomestici. Prima faccio di tutto per procurarmi l'energia che gli serve.
Guarda, provo a rispiegarti velocemente qual'e' il problema reale e quale DEVE essere la strada da seguire...
A) il problema reale non e' il cosa fare o come o quando o dove o perche'... ma il CHI fa che cosa. Siamo umani. Gente che perde molto facilmente il lume della ragione. Che vive convinto che quello che lo circonda e' il migliore dei mondi possibili. Gente che parla di riduzione del tenore di vita ma sempre riferendosi ad altri. Gente che vorrebbe, cioe', che fossero sempre e solo "gli altri" a rinunciare a qualcosa e non se stessi. Siamo umani... quindi... persone che se gli togli il boccone una volta FORSE non ti dicono niente. Ma se glielo togli gia' una seconda volta... potrebbe essere utile studiare preventivamente una "via d'uscita"! E' questo cio' che devi analizzare. E il perche' viene alla fine del discorso...
B) abbiamo sviluppato delle capacita' e delle tecnologie sorprendendi per produrre energia elettrica ovunque e da qualsiasi cosa. O quasi. Ma ahime'... questo non e' cio' che ci serve. Non serve e non servira' mai a niente produrre energia elettrica in sempre maggiori quantita'.... quello di cui abbiamo bisogno e' la CAPACITA' di sfruttarne quanta meno possibile per fare cio' che voglimo. Fino a qualche decina di anni fa nelle case trovavi un'allacciamento da 1.5 Kwatt e la gente ci viveva. Nella nostra epoca trovi i 3 Kwatt... ma sempre piu' famiglie chiedono 4.5 o addirittura 6 Kwatt... perche' altrimenti non ci stanno con i consumi. Gli elettrodomestici sono aumentati in numero e consumo specifico... e in generale si progettano i circuiti elettrici ed elettronici per funzionare e basta... senza guardare ai consumi degli stessi. Guardati Apollo 13... e capirai cosa intendo. Durante quella missione spaziale la produzione di energia elettrica a bordo diminuisce drasticamente. Nonostante questo la capsula e' tornata sana e salva sulla Terra. Noi questo, gia' nelle nostre case, non potremmo mai farlo. prova a vivere in una casa con soli 500 watt/ora di energia elettrica. Vedrai che e' impossibile! Fino a qualche decennio fa non solo era possibile... ma era quasi la norma! Per quanto riguarda i trasporti... beh... potrei dimostrarti (purtroppo solo a parole) che l'energia elettria e' il sistema piu' "ecologico" ma anche il piu' semplice. Si progetta un qualcosa, ad esempio un treno. Si decide che deve trasportare "tot" tonnellate di merce e ci si mette un motore elettrico. Se il treno non ce la fa si mette un motore elettrico piu' grosso. Semplice e pulito. Non fa una piega (nonostante l'enorme semplificazione). E invece con l'ingegno si potrebbero ridurre drasticamente i consumi di ogni cosa.... e migliorare la vita di tutti noi.
Come ti ho gia' detto prima... quello che dici potrebbe anche funzionare... ma c'e' il problema del "tempo", che non abbiamo piu'... e quello di cui sopra ai punti A e B. La psiche umana fara' brutti scherzi e vedrai che il 2009 finira' con una situazione economico-sociale DEVASTATA in diverse parti del mondo.
La CINA e' una polveriera... come gli USA, l'INDIA e diverse altre zone del pianeta. Europa compresa.
In USA ci sono stati oltre 530.000 licenziamente IN UN SOLO MESE. E presto ne vedremo molti altri per via della crisi dell'auto.
In Cina sappiamo che moltissime aziende stanno chiudendo. Ma la gente non restera' a gurdare per sempre... perche' vuole mangiare. Alcuni tornano nelle campagne. Ma c'e' tantissima gente che non ha altro che un piccolo appartamento e quello che considera un lavoro. Se l'economia continua a rallentare, come fara' sicuramente, vedrai che ci saranno problemi di ordine pubblico. Noi qui non ce ne rendiamo conto ma la situazione e' molto grave e peggiorera' ancora quando la gente, presto, iniziera' a non mangiare piu'!
Grazie dei commenti garbati, apprezzo il tono. Il discorso è complesso è vero, la mia può essere una semplificazione grossolana che tiene conto solo di alcuni aspetti, ma però attenzione sono quelli che faranno da determinante (cioè il prezzo del petrolio, l'equilibrio tra domanda e offerta, la disponibilità di chi il petrolio già ce l'ha ad investire o meno).
Sui 5 miliardi che premono, aimè, mi spiace dirlo se di petrolio ce ne sarà sempre meno, la loro condizione non migliorerà di molto. Io non credo che avremo mai 1,3 miliardi di cinesi + 900 milioni di indiani con le auto americane. Le auto come le abbiamo conosciute noi saranno di pochi. Perchè ... alla fine noi consumiamo ed abbiamo le auto nonostante il prezzo della benzina sia fatto solo di tasse, mentre in Cina le tasse sono zero e vi assicuro che di auto al di fuori di Shangai, Pechino e qualche altro centro ne vedete poche (ci sono stato) perchè comunque là guadagnano tra 1/30 e 1/10 di quello che guadagnamo noi. L'africa poi non si risolleverà mai più.
Sul nucleare capisco tutte le perplessità, sono innamorato delle fonti alternative, ma conosco la fisica molto bene e so che non si può pensare di mandare i treni con le alternative o per semplificare pretendere di far andare la lavastoviglie con una pila! Reattori veloci sono già stati costruiti in Francia (chiuso poi per ragioni politiche), in UK ed altri Paesi. Al momento è l'India che ci sta lavorando utilizzando però anche il Torio (le cui riserve sono tre volte quelle dell'uranio), Sud Corea ,Cina e ultimamente una accordo tra Giappone e Francia.
Di tutto quello che ho letto sull'argomento picco, il lavoro di Hirsch rimane secondo me il più valido e costruttivo. Non si nega l'esistenza del picco, anzi si parte dall'idea che prima o poi questo avverrà e si ragiona su come mitigare le conseguenze e superare quei 20-30 anni che la riduzione progressiva del petrolio renderà terribili e di transizione. Di picchi del prezzo ne vedremo molti altri, ma ... sopravviveremo
Leonardo M mi sembra il solito individuo che si costringe ad essere ottimista e per dimostrare che bisogna essere ottimisti analizza solo UNO o DUE delle decine di aspetti diversi del problema/crisi in questione.
Il discorso fatto non fa una piega... se non fosse che:
1) il petrolio serve ANCHE a produrre CIBO e MEDICINALI in quantita' industriali e a costi estremamente contenuti.
2) i reattori autofertilizzanti SONO solo PROGETTI e per renderli REALI hanno bisogno di sperimentazioni e test di decine di anni. La loro entrata in funzione non avverrebbe prima dei 15 o 20 anni.
3) per i trasporti su ROTAIA concordo pienamete. Ma chi glielo dice a quelli della Val di Susa che protestano contro la TAV che andrebbe fatta dalle loro parti mentre se ne stanno zitti zitti contro l'iper-inquinante polo chimico (se non erro) che c'e' piu' a valle?
insomma.... capisco che il mio modo di esporre i problemi e', forse, un tantinello "esagerato" nei toni. Ma proprio non vi riesce di capire che c'e' un BUCO di almeno 5/10 anni durante il quale l'umanita' OCCIDENTALE non avra' a sufficienza CIBO, MEDICINALI, ENERGIA ELETTRICA, TRASPORTI ECONOMICI, ACQUA POTABILE, SICUREZZA?!?!?!?!?
Il problema ci sara' e raggiungera' il suo picco massimo tra 2 o 3 anni... non tra 20 o 30!
@ Leonardo M
Credo ci siano due variabili, di cui forse non hai tenuto conto, che a mio avviso può sconvolgere tutte le previsioni sulla domanda/offerta di energia.
La prima è che i 2/3 della popolazione mondiale ha standard di vita neppure lontanamente assimilabili ai nostri e di conseguenza tenderà a migliorarli.
La seconda è che ogni anno alla suddetta popolazione mondiale si aggiungono circa 70 milioni di anime e se, solo questi, consumassero quanto consumiamo noi, non ci sarebbe nessun nuovo giacimento che tenga.....ci sarebbe semplicemente uno scollamento fra domanda ed offerta "geologicamente" impossibile da bilanciare.
Gli eccessi della società dei consumi mi sembra che per la maggior parte di chi interviene qui siano una delle principali cause dell’incipiente (?) recessione e per altro sono d’accordo.
Scenario uno: gang di sbandati prostrati dalla disoccupazione e da fallimenti su grande scala si avventano al saccheggio non tanto dei supermercati, difesi da guardie giurate armate fino ai denti, ma di beni comuni rintracciabili in quella che un tempo era la società del benessere e si poteva permettere lampioni nelle strade, ferrovie con comandi in fili di rame, biciclette da prelevare direttamente in strada, ecc. Le merci rastrellate nottetempo sono scambiate in mercati illegali, che le forze dell'ordine non riescono a debellare. La repressione di questo microbanditismo crea disordine nelle strade, generando uno stato di insicurezza, che non fa che peggiorare le cose. Scenario due: la riduzione dei consumi porta a ridisegnare gran parte delle attività industriale e dei servizi. Scompaiono molte aziende, ma altra si ingrossano o se ne creano. Il personale in esubero è in buona parte ricollocato, sopravvivono meno compagnie aeree, meno case automobilistiche, meno agenzie di pubblicità, meno pizzerie e fastfood. Rimangono molti edifici liberi nelle città, la gente emigra verso le campagne con altri stili di vita, le città dismesse non sono ricettacolo di sbandati, piuttosto “ghost town” nelle quali si esercitano piccole attività artigianali di completamento e scambio con quelle che si svolgono nelle campagne.
Va da se che scenari intermedi non sono da scartare a priori.
La velocità con cui la produzione di petrolio diminuirà nei prossimi anni non è così elevata come credi e poi anche i consumi dei Paesi avanzati tenderanno a diminuire come già sta accadendo.
Per la TAV, beh chiamala alta capacità se vuoi o pensa che il trasporto veloce su ferro permette un risparmio enorme rispetto al volo aereo, poco importa. La TAV non ha vere alternative. Quello che è importante è che occorre gradualmente spostare su ferro il trasporto merci, e siccome le imposizioni al mercato non funzionano, l'unico sistema a mio parere è quello che stanno sperimentando in Francia e cioè, portare i TIR su treni bisarca speciali e farli correre ad alta velocità sulle lunghe tratte (tipo Parigi-Marsilia a 180 km/ora), rendendo "conveniente" questa soluzione rispetto all'alternativa su gomma.
Per il nucleare, la realtà è diversa. I nuovi reattori autofertilizzanti riducono ad un decimo il consumo estendendo le risorse scoperte attuali a 500 anni e non 50. Il fatto che venga utilizzato quello delle testate dismesse non è perchè ne manca, ma è perchè gli accordi lo prevedono ed inoltre questo ti fa capire chi ai tempi della guarra fredda aveva tutto l'interesse perchè l'Italia di uranio non ne producesse proprio, centrali nucleari comprese. L'uranio poi si può estrarre anche dall'acqua di mare (anche se costa molto). Inoltre paesi come l'India (dico l'India, avete capito bene) stanno lavorando su reattori a Torio invece che Uranio, di cui ne esiste con una certa abbondanza.
La nostra industria, contrariamente alla politica, fortunatamente ha anche delle punte di eccellenza capaci di questo, e la questione non è se ci vorranno 5 o 10 anni o più, essendo il nucleare una scelta strategica per il Paese.
Le scorie rimangono forse "il problema", ingigantito però ad hoc. Vengono però anche gestite normalmente in tutto il resto del mondo, perchè non ne dovremmo essere anche noi capaci? E riguardo ai relativi tempi "biblici" di decadimento per me viene fatta disinformazione, o a Hiroshima e Nagasaki ancora a distanza di 50 anni non si può camminare per le strade?
E' tutto molto affascinante ma completamente privo di fondamento quello che dici. La realta' e' decisamente differente e se uno proprio si rifiuta di vederla non e' che lo si puo' costringere.
Parli di giacimenti nuovi... che entreranno in produzione, forse, tra 15 o 20 anni. Metre entro i prossimi 5 o 10 anni cesseranno di produrre petrolio moltissimi dei giacimenti scoperti all'inizio dell'era petrolifera vera e propria! Per cui la produzione attuale diminuisce e quella futura non iniziera' che, almeno, 5 anni dopo!
Nel frattempo tu credi al nucleare... senza pensare che l'elemento principale, l'uranio, e' comunque una risorsa MOLTO limitata... piu' limitata del petrolio... e che, comunque, gia' oggi non e' sufficiente a coprire il 100% del fabbisogno mondiale. Infatti viene usato quello delle testate nucleari russe dismesse!
E dimentichi anche il problema scorie radioattive... e il fatto che, anche qui, per costruire una centrale nucleare ci vogliono almeno 10 anni in un paese "perfetto". E l'italia e' tutt'altro che perfetta!
Poi nomini le ferrovie.... certo... andrebbero fatte... ma non la TAV! Oppure, vediamo... ridurre il consumo di gasolio nelle navi e nei traghetti tra Reggio Calabria e Messina e migliorare il transito delle merci su rotaia? Ma senza ponte come si fa?
Insomma.... come vedi c'e' sempre un rovescio della medaglia!
Rovescio di cui, purtroppo, dobbiamo tener conto nei nostri discorsi!
A me la questione del petrolio sembra meno complicata. L'opec ha fatto i suoi investimenti (o meglio li ha fatti fare) tanti anni fa. Dopodichè non ha più avuto interesse ad investire e così ha fatto. Perchè investire quando ciò porta ad un aumento della produzione e quindi una diminuzione del prezzo del petrolio? La salvezza per il mondo, e la fregatura per l'OPEC, sono stati la scoperta e sfruttamento di giacimenti al di fuori del cartello, più cari, ma convenienti per chi non se ne stava già seduto sulla gallina dalle uova d'oro. E grazie a mar del Nord ecc, il mondo ha tirato un sospiro di sollievo e si è sviluppato ulteriormente. Si arriva poi ad un punto in cui la domanda comincia a "tirare" sull'offerta. Il prezzo sale e lo fa in modo esponenziale proprio a causa delle caratteristiche di scarsa elasticità al prezzo che ha il petrolio, non avendo facili prodotti sostitutivi specialmente nel trasporto. Si arriva ai picchi esagerati di pochi mesi fa, complice anche la speculazione finanziaria. Ripartono però gli investimenti e la gente non è più disposta a lasciarsi succhiare lo stipendio dai derivati di petrolio e gas e quindi riduce i suoi consumi. Quindi la domanda cala, all'offerta si aggiungono i quantitativi stoccati da banche e altri istituti speculativi che a causa della crisi finanziaria devono rientrare e quindi fare cassa, in più la speculazione (cioè l'accaparramento a fini di lucro) cessa immediatamente. Risultato uno sbomm del petrolio senza precedenti. Fin dove? Probabilmente fino a poco sopra i costi di produzione che sono differenti e che quindi ricominciano a modulare l'offerta in funzione del prezzo del petrolio. Quindi il ciclo si ripeterà, non abbiate timore. L'economia mondiale ricomincerà a "girare", secondo me molto più velocemente di quanto si creda (perchè il petrolio appunto è a meno di 40 dollari al barile quando scrivo e perchè le telecomunicazioni e globalizzazione hanno esteso la voglia di benessere a 6 miliardi di persone, che non se ne staranno li ferme scottate dai risparmi persi in borsa!). Siccome gli investimenti nelle sabbie bituminose e quanto altro nel frattempo vengono rallentate e comunque richiedono molti anni per dare frutti, la domanda ricomincia a salire finchè si scontra con un'offerta ancora plafonata ed il prezzo risale fino a rallentare nuovamente l'economia mondiale provocando un'altra recessione, e così via. La caratteristica però è che la dinamica è molto violenta perchè coinvolge tutto il mondo nello stesso momento (proprio grazie a telecomunicazioni e globalizzazione).
Poi se ci chiediamo "abbiamo superato il picco per sempre?", non darei scontata la risposta. Dipende quanto scenderà (vero) la produzione nei prossimi uno o due anni e quanti giacimenti o similiari si aggiungeranno (esempio kajakistan) prima del prossimo inevitabile picco del prezzo ( e non della produzione!).
Possiamo comunque seguire i consigli di Debora ed usare questi anni di petrolio a buon mercato per: costruire ferrovie e metropolitane (risparmio 2/3 del petrolio usato per il trasporto), costruire nucleare (scusate, ma ci credo, risparmio 3/3 del gas), rendere obbligatori i pannelli termici (risparmio 1/10 del gas), e mantenere quella cultura dell'efficienza energetica che ci contraddistingue (gli italiani sono il popolo con il minor consumo di elettricità procapite)... Fino al prossimo chock .. o picco .. del "prezzo"!
Maximo... ti dico solo una cosa...: se il sistema e' destinato allo schianto, e il nostro lo e', fino a quando lo schianto non ci sara' stato, ogni tentativo di ripresa e' ASSOLUTAMENTE vano. E' solo una enorme perdita di tempo, soldi, energie e quant'altro.
Le soluzioni sono due in questi casi: accelerare quanto piu' possibile lo schianto cosi' da anticipare anche la ripresa...
...oppure aspettare lo schianto secondo le sue tempistiche naturali preparandosi MORALMENTE alla dura ripresa!
Quello che ti sto dicendo puo' anche essere NON CONDIVISIBILE ma e' la sacrosanta verita' che sempre si e' avverata in ogni epoca e luogo... e sempre si avverera'!
Le persone come te che vivono solo di ottimismo sono quelle che non hanno il coraggio di vedere la realta' che li circonda... persone che pensano solo in positivo perche' hanno il terrore innato di vivere la negativita' di una vita diversa!
Dici di aver visto con i tuoi occhi la poverta' e la guerra. Ti hanno scosso? Io sono stato in Kenya, in una zona tra le piu' povere di quel paese... e ho visto solo RICCHEZZA! Interiore... spirituale.... naturale.... non economica come siamo abituati noi qui in occidente! Viviamo una vita impossibile da sostenere e la dobbiamo cambiare... che ci piaccia o no. Non e' possibile mettere al mondo dei figli e fregarsene altamente del loro futuro. E' un omicidio premeditato che non dobbiamo compiere.
Al giorno d'oggi, se non te ne rendi conto, la nostra vita e' avvelenata da prodotti chimici di ogni genere che infestano le nostre campagne, le nostre citta', i prodotti di cui ci cibiamo e quelli che indossiamo. Quei prodotti sono l'unica cosa che ci tiene ancora in vita... ma al contempo ci sta rovinando per sempre... con, leggi bene, MODIFICAZIONI A LIVELLO DI DNA!!!!
Le risorse che usiamo per produrre queste sostanze iniziano ad essere troppo costose e troppo difficili da estrarre e lavorare e questo sta mettendo in crisi ancora di piu' la struttura della nostra societa' che, per inciso, si reggeva su un precario equilibrio tra pochi ricchi e tanti poveri (anche se a diversi livelli).
Prima accettiamo l'idea e l'onere di ristrutturare da zero la nostra societa', prima avremo la possibilita' di regalare un mondo diverso e piu' sicuro ai nostri figli!
La speranza, benche' agonizzante, e' sempre l'ultima a morire. Ma questo non significa che bisogna tapparsi gli occhi e chiudere il naso per evitare di vedere e sentire le porcherie che ci circondano. Anzi... bisogna assolutamente far capire a tutti che siamo arrivati sull'orlo del baratro e che se da dietro continuano a spingere (leggi: pretendere di vivere all'occidentale), finiremo tutti giu' al burrone in quanto siamo legati tutti insieme da uno stesso destino (viviamo tutti sullo stesso pianeta).
Per come la vedo io, non solo dobbiamo indietreggiare... ma dobbiamo anche uscire da questo "canyon" che e' palesemente un vicolo cieco!
Siete tutti impazienti di vedere i cavalieri dell'apocalisse? ANDATE A UN MANNEGGIO!
La grande depressione , la grande crisi non si risolverà MAI! Perchè il pessimismo, la paura, la mancanza di fiducia di rinnovarsi ..tappa le ali a qualsiasi ripresa!
Non dico di questa economia ..... ma di qualunque economia immaginabile!
Invece di fare il countdown e aspettare che arrivi la fine del mondo pensate ad uscirne!
Nel bel mezzo della crisi non si vede la soluzione! Non sono un economista, non sono un cervellone, non so di M1 M2 M3, ma qualunque cosa succeda si potrà dovrà risolvere! Ed è così che dovete pensare! L'unica cosa che fa veramente paura alle persone del nostro tempo è quella di alzare il culo dalle poltrona! Ed una cosa che toccherà a tutti e qui non ci piove!
Ma non predicate la fine del mondo! Avete paura, ma su questa terra non si vive in eterno! Quando l'uomo perde la speranza, quando l'uomo perde il contatto con il suo creatore, è capace di autodistruggersi!
Io la guerra l'ho vista con i miei occhi, la povertà...di una cosasono certo, quelle persone e quelle famiglie erano sicuramente migliori della nostra società!
@13 "qualcuno mi saprebbe dire qualcosa di positivo per saipem?".
No, non posso dirti nulla di positivo.
Da uno che in Saipem ci lavora. E se potessi parlare...
Paolo B.... vedi che non sono solo? :P
Non c'è solo il petrolio a essere uscito dall' era dell'abbondanza. Come riportato più volte in passato su questo blog, il rame è diventato talmente prezioso da aver indotto un mercato nero che mette a rischio le nostre stesse infrastrutture.
Questo processo sta accellerando negli USA al punto che ha cominciato ad occuparsene la stessa FBI (senza successo).
Wired (*) riporta che i ladri di rame invogliati da un aumento del 500% del valore del rame sul mercato nero dal 2001 stanno smantellando infrastrutture dall'importanza critica senza che le forze dell' ordine riescano ad arginare il fenomeno.
Si riporta nell'articolo di interi paesi rimasti senza elettricità a causa dei furti, di danni all'agricoltura riportato in Arizona di decine di milioni di dollari. Anche se il rame adesso sta scendendo come per il petrolio, qui tutti noi sappiamo bene che come per il petrolio ritornerà a salire di prezzo (reale) quando l'economia dei mercati si si riallineerà con l'economia reale.
Questo è un problema enorme che dovremmo frontegiare se non vogliamo che nella fase depressoria che ci attende non ci cannibaliziamo le infrastrutture necessarie alla sussistenza delle nostre città.
(*) http://blog.wired.com/27bstroke6/2008/12/copper-thieves.html
il motivo di questa enorme crisi sistemica e' che la differenza tra la quanita' di beni reali trasformati in denaro (M0) e quelli "virtuali" (M3) e' aumentata troppo. C'e' troppo M3 in giro e poco M0.
Ma per quanto riguarda il prezzo del petrolio... ricordatevi che se lo si acquista con M3 e' tutto a rischio.... fuffa!
Per cui o lo si acquista con M0.... o niente!
Ed e' per questo che il prezzo e' cosi' basso... perche' al giorno d'oggi qualsiasi cifra di M3 non vale una cippa!
Il primo cavaliere è messaggero delle disgrazie a venire. Il secondo è la guerra. Il terzo la carestia e il quarto la pestilenza. Quindi, alla luce di ciò, l'apocalisse non si sta ancora realizzando, perlomeno non secondo le tappe prestabilite. Magari il secondo cavaliere è rimasto indietro e arriverà dopo il quarto. Intanto, molte tradizioni, anche pagane, parlano di uno o più inverni terribili, al freddo (niente più metano e gasolio?) e al buio (niente più elettricità?), durante i quali ovviamente ogni legame sociale e valore familiare verrà calpestato in nome della sopravvivenza.
Per quanto l'apocalisse sia stata temuta in epoche passate, questa è l'unica in cui può avvenire, perlomeno per colpa dell'uomo, poiché grazie alla globalizzazione siamo tutti sulla stessa barca.
http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=431545&idsezione=8&idsito=41&idtipo=214
Visto che eravamo in tema di banche......
@31. Paolo.
In effetti la valutazione degli indici sta tornando alla normalità. Lo scorso hanno ho messo sull'avviso degli amici sul fatto che dopo lo sboom neweconomy l'indice MIBTEL era a 14K e che negli anni intercorsi l'economia italiana era aumentata di nient, solo inflazione, quindi non c'era motivo per i corsi di borsa.
Ho cassandrato che si sarebbe velocemente tornati allo stesso livello del 2001/2002, per poi ....
depende
da cosa succede e dalle mosse degli oglioni Gx che ci dominano.
Ciao
@Cataldo.
Non sono d'accordo su una cosa, importante: che la massa monetaria nel suo complesso sia in ESPANSIONE, anzi a me pare in contrazione almeno nella parte CIRCOLANTE. Ora vedo se riesco a spiegare la mia sensazione con un elenco di fatti, spero che basti.
(1) ti è chiara la differenza tra M0 ed M3 (M2 non ho mai capito cosa fosse ... mah fa nient)? Basta guardare nel portafoglio ci trovi di tutto: le monetine di ferro (M0), le banconote (M0), il bancomat (M3), la carta di credito (M3), un assegno circolare (M3), il libretto degli assegni di CC (M3/M4).
(2) Quando fai un assegno tu emetti una carta moneta (un'obbligazione, dunque tu sei un emittente), nel senso che stampi un pezzo di carta (o usi un modulo della banca) e ci scrivi sopra un numero e ci metti/paghi il BOLLO e lo dai ad un terzo a fronte di un bene/servizio o remissione di un debito. Lo stesso fanno le banche, anche quelle centrali (solo che sull'emissione esse non pagano il bollo, siamo noi a pagare il noleggio della carta o il tasso di sconto, il TUS): le banconote NON SONO TUE sono prese a prestito dalla BCE dalle banche e per esse qualcuno sta pagando ALMENO il TUS.
(3) quando la banca ti dà un assegno circolare sta emettendo moneta (M3) interbancaria denominata in €. Questo è il motivo per cui se estingui un CC ti danno un assegno e NON i danè. Quando quell'assegno lo presenti alla tua (nuova?) banca col kzz che ti danno i soldi, lo DEVI DEPOSITARE su di un conto. Perchè? Perchè TU ti stai prendendo il rischio del sottostante titolo (solvibilità dell'emittente l'assegno), eventualmente a fronte del tuo ipotetico deposito la banca ti può ANTICIPARE il controvalore in € facendoti comunque pagare i gg di interesse scoperti sulla transazione.
(4) CHI DICE che la banca abbia IN REALTA' il denaro che stampa sui propri assegni? NESSUNO, anzi, NORMALMENTE LA BANCA NON LI HA! altrimenti non si potrebbero prestare 50 volte i propri mezzi reali (detti anche CORE TIER 1).
(5) Transazione di valore tra banche, ad esempio un pagamento di un mutuo: (a) banca B1 carica l'ipoteca sul proprio libro al valore di stima (minghia); (b) banca B1 emette assegno circolare per effettuare il rogito [contratto di mutuo nullo :-))]; (c) consegna assegno tra le parti; (d) versamento assegno sul conto della banca B2 del venditore; (e) accensione del debito tra B1 e B2 al tasso interbancario EURIBOR della moneta interbancaria M3 in cui è denominato l'assegno; (f) inizio pagamento rate del mutuo a B1 di cui capitale+euribor vanno a B2 e lo spread viene trattenuto da B1.
(6) al punto 5 avete visto transitare soldi veri ? NO. al punto (5.f) per i 10/20/30/40 anni che si paga la rata del mutuo si dà in cambio il proprio tempo che si spera sia pagato a sufficienza per poter sostenere rimborso di capitale e interessi altrimenti si perde il bene, che di fatto è proprietà della banca B1.
(7) quindi le banche hanno in bilancio assets (CASE) che sono il controvalore della carta stampata (assegni) e che sono la giustificazione della massa circolante M3. A causa del crollo dei valori degli immobili la massa circolante SI STA di fatto CONTRAENDO e bloccando (NON CIRCOLA più) poichè quando B2 riceve l'assegno di B1 smette di anticipare € al presentatatore, NON fa credito a B1 ed esige che B1 liquidi IN DENARO VERO immediatamente il controvalore degli assegni e i vecchi prestiti (sul mercao interbancario) non appena arrivano alla scadenza. M3 sparisce e tutto diventa M0.
(8) M3, che credo sia in teoria monetaria (M0)^3, viene immediatamente PREZZATA sul denaro vero M0, quindi non esiste più -di per sè- come circolante. Per questo BCE è costretta alle iniezioni di liquidità M0, perchè altrimenti cadrebbe la foglia di fico o sarebbe evidente l'ovvio: che le banche SONO INSOLVENTI avendo stampata (troppa) carta in proprio senza sottostante valore. Quindi il denaro stampato dalla BCE/FED finisce in PANCIA alle banche per il loro funzionamento a coprire retroattivamente l'inflazione/BOLLA degli ultimi 10/15 anni e NON ad alimentare nuove e future spese.
(9) se fosse come una volta che il denaro viene immesso in circolo dallo stato: allora si produrrebbe inflazione; in questo caso ci potremmo anche trovare di fronte ad una deflazione indotta dai fallimenti e deprezzamenti a spirale di case/attività &Co: il credit crunch le banche tengono in pancia il denaro perchè lo hanno già prestato negli anni precedenti.
(10) la deflazione sta arrivando anche perchè il denaro drenato dai prezzi alle stelle del petrolio è andato drammaticamente a diminuire la quantità di circolante, fenomeno aggravato dagli ignobel della BCE che hanno drenato con i tassi alti quel poco di ossigeno che ci rimaneva, aggravando la situazione di crisi. Nessuna punizione sarà mai troppo grave per trichet per gli aumenti del TUS dal 2007 in poi, neanche la sodomia seguita dalla pena capitale!
@ 7: mamo,
si, lo so bene che purtroppo sta arrivando.........
......il Natale!
c'è qui un max che ha scritto AMEN ma non ero io!
sottrazione d'identità art.666 CP
Azzo! Seguite gli indici di borsa, stanno scendendo a vista d'occhio(Milano è a -4,02)...
Intanto il secondo cavaliere dell'apocalisse marcia alla grande in USA( 533.000 posti di lavoro persi per una disoccupazione che sale al 6,7%)...
U.S. employers cut 533,000 jobs in November -- the most in 34 years -- as unemployment rate rose to 6.7 percent.CNN
Il risultato peggiore dalla crisi petrolifera del 73 e siamo appena agli antipasti freddi.
e LOL.
AMEN
Avete visto per la crisi dell’auto? Sembra che tutte le case abbiano l’auto verde in tasca, pronte a riempire di nuovo i saloni, saranno tutte esposte al Motor Show.
appunto: mi sembra un grottesco "canto del cigno"
E' tutto giusto, ma la baracca resta sempre in piedi, e la capacità del sistema di inventarsi realtà virtuali mi fa tendere a pensare che anche quando saremo nel vero mare di guai, non è che ce ne accorgeremo molto.
Avete visto per la crisi dell’auto? Sembra che tutte le case abbiano l’auto verde in tasca, pronte a riempire di nuovo i saloni, saranno tutte esposte al Motor Show.Prevedere penurie e crisi, un giorno del pane, un giorno del petrolio. ecc. mi sembra un esercizio interessante ma alla fin fine fatuo, ogni giorno sento il commento degli esperti bloomberg sull’andamento dell’indice azionario “l’acuirsi del timore della recessione globale…”Cataldo ha un modo così squisitamente tecnico e sintatticamente moderato nelle sue mail di dirci che stiamo per affogare in un mare di guai globali che, quasi, quasi, vedo il futuro rosa:-)
Quasi...
Cataldo
La tua analisi al #14 non fa una grinza, come tutte le tue profezie, d'altronde, che si adempiono puntuali
ti chiedo solo di osare un po' di più: il 2009 sarà l'anno del 1° e del 2° cavaliere, su questo non ci piove.
che ci dici del 3°? quando credi che arriverà (salvo eventi straordinari)?
#13.
Se ti puo' consolare io gestisco fondi asia e new energy per "qualche" milione di euro .... e ne capisco ancor meno di te
Li voglio proprio vedere come facevano poi ad avvelenare un grande acquedotto... ci buttavano dentro qualche politico?
#14.
Da incorniciare.
OT Terrorismo
A) Senti B dobbiamo mettere una bomba, ma di quelle grosse ...
B) NO, A, meglio della bomba, avveleniamo l'acquedotto...
Un sunto delle intercettazioni dei pericolosissimissimi terroristi arrestati pochi giorni fa, che, tranquillamente al telefonino, parlano di bombe e veleni, in un paese dove sono intercettati anche i barboncini, quasi come in USA. Come direbbe il Principe " Ma mi faccia il piacere ...."
Coincidenza l'arresto arriva dopo che a Mumbai c'è stato l'attacco terroristico più anomalo degli ultimi anni, e che con certezza assoluta, è attribuito alla solita longa manus islamico sunnita di Al Quaeda. Dopo questo arresto mi sento molto più sicuro, come credo anche voi.
Tremonti ci porterà alla fame, è un deficiente cronico:
de|fi|cièn|te
agg., s.m.
1a agg. BU insufficiente, scarso
1b agg. BU carente, mancante di qcs.: una pianta d. di luce
2a agg., s.m. TS psic., med., che, chi ha un livello di sviluppo psichico e intellettuale inferiore alla media.
ora sto meglio!
ma si non c'è da preoccuparsi . in questi anni abbiamo avuto un picco dei consumi energetici da fonti fossili. gli investimenti in efficienza energetica e la contestuale crisi economica faranno si che consumeremo molta meno energia.
prima di tornare agli attuali livelli di consumo di energia passeranno almeno 20 o 30 anni .
tra 30 anni parleremo di nuovo di imminente picco e di energie rinnovabili di fine del petrolio etc etc..
PS: il denaro sta correndo a fiumi, tanto che ci si sono affogate le banche. Peccato che IO non sia un banca e non so quanti di voi che leggete SIANO delle banche, quindi di quel denaro non vediamo un euro.
Le banche usano (stampano, negli assegni/carte di credito/bancomat) una moneta che chiama M3 e il suo tasso di riferimento è l'EURIBOR. Il denaro "vero" ($/€) è la cartamoneta o M0 e il suo tasso è il TUS.
La mancanza di fiducia tra le banche significa che le controparti NON sono affidabili, quindi come emittenti di moneta M3 sono a rischio default, ergo esigono la regolazione per denaro vero M0, da quì le famose INIEZIONI DI LIQUIDITA' per salvare il sistema!
Bene: le banche sono piene di soldi M3 (cartaccia) prestati a chi costruiva casa, valorizzata 2/3 anni fa a valori M3 virtuali che nulla hanno a che vedere con la realtà economica (M0). Quindi ecco cos'è successo: le banche centrali (PRIVATE) e non, hanno stampato denaro e prestato privatamente ai cittadini per comprare casa, invece di stamparlo per conto degli stati che possono commissionare/costruire le case senza emettere debito.
Perchè? alle banche non interessa il capitale, quello è perso per definizione, tanto non costa nulla di nulla e altrettano non vale nulla di nulla: loro vogliono GLI INTERESSI COMPOSTI ESPONENZIALI! vogliono una massa di persone e di stati ricattabili e indebitati, quindi impegnati a lavorare per ripagare un debito inesauribile.
Solo senza debito si è veramente liberi di fare le scelte che vogliamo.
Solo con una moneta priva di debito e di sconto potremo avere un commercio collegato alla realtà, ma gli stati sono veramente meno rapaci delle banche?
La crisi attuale è una crisi sistematica, che porterà alla revisione del sistema di quotazione di tuta una serie di beni. Riassumendo oltremodo
1) il prezzo del petrolio riportato nel grafico è il prezzo in dollari, la rivalutazione del dollaro è un portato diretto della crisi, dimostra come in tutto il mondo la domanda di buoni del tesoro a breve termine, bene rifugio per eccellenza della finanza, sia stata e sia ancora travolgente. I soldi delle smobilizzazioni finiscono in buoni del tesoro ed il dollaro è pompato da questo flusso. Il flusso non potrà continuare a lungo, e penso che siamo vicini alla fine di questa fase.
2) La speculazione degli Hedge funds e delle banche di investimento, aveva portato alle stelle il prezzo nell'ultima fase della salita e lo ha depresso di pari misura appena è iniziata la corsa alla liquidità. Su questo avevamo ben evidenziato come la speculazione "normale" ad un certo punto sia stata sovrastata dalla speculazione di sistema delle mani forti bancarie. Su petrolio avevamo postato, tra i pochi media, dati concreti sulla situazione speculativa reale, invece di lanciare grida generiche.
3)Il prezzo dei mercati "cartacei" quale il Nymex o il Comex, ormai sono slegati dalla realtà in modo completo. Basta vedere lo status del Comex, che vede incrementare le richieste di consegna fisica dell'oro, mentre il prezzo è tenuto basso da chi non vuole mostrare che il re dollaro è nudo. Vedremo se riusciranno a continuare la truffa che vede l'oro quotato ad 800 al Comex mentre per meno di 1000 non si trova niente su alcun mercato fisico.Il ruolo dei futures è molto importante per garantire una scoperta del prezzo funzionale, se vengono a cadere mancherà una gamba di supporto del mercato internazionale, con conseguenze negative su ogni profilo.
4) Il dollaro, cosi come in parte l'euro, sono in una fase di espansione senza precedenti della massa monetaria, tale da portare in se il nucleo di una potenziale e devastante iperinflazione. Come si concilia tutto questo con i tassi di interesse al 3 % sui bot usa pluriannuali è da vedere. Il sistema finanziario è del tutto fuori controllo, ci sono fondi pensione concepiti per un rendimento bloccato vicino al 6%, il doppio del rendimento dei bot pluriennali, come si possono armonizzare nel futuro prossimo questi limiti ? Gli scienziati dell'economia, e i media non parlano di questo punto centrale. La depressione dei tassi di interessi artificiosa operata dalla FED, nel tentativo di tenere a galla il sistema, lo sta condannando ad una fine ancora più tragica di quanto ci si poteva aspettare qualche mese addietro.
5) Da qualche mese diciamo che il secondo cavaliere dell'apocalisse economica, dopo InFlazilla, la falce nera della disoccupazione, è tra noi, per adesso InFlazilla è sott'acqua, ma sta solo crescendo lontano dagli sguardi, mentre la falce taglierà posti di lavoro a migliaia e migliaia al mese per tutto l'anno prossimo.
6) Intanto si affaccia anche, scheletrico, il terzo cavaliere, la penuria, la carestia. I prezzi artificiosamente bassi creano penuria. Il meccanismno è lento ad avviarsi, ma è ancora più lento a riprendersi. Ovvero se il prezzo di un bene è determinato "politicamente" fuori dalle logiche elementari di mercato la conseguenza primaria è l'accumulazione di scorte, o il blocco della produzione. La storia economica è piena in tutte le epoche di fenomeni di questo tipo, andrà cosi anche questa volta. Il problema è drammatico se investe anche il petrolio.Per fortuna sui prezzi degli "alimentari" si comincia a vedere un fondo alla discesa e un avvio di ripresa dei prezzi, l'unico dato positivo delle ultime settimane :).
Per chiudere la fase attuale è drogata da una serie di interventi che mirano a salvare un sistema economico che non è più in grado di allocare le risorse in modo, non dico ottimale, ma funzionale almeno alla sua sopravvivenza. La finanza ha parassitato l'economia oltre le soglie di sopravvivenza del sistema, è questa la realtà che i decisori mondiali non vogliono accettare, essendo nella loro quasi totalità dei semplici cooptati alla cornucopia mafiosa della grande finanza.
Come un sasso lanciato per aria prima o poi ricadrà a terra, cosi il dollaro prima o poi rientrerà nelle leggi della fisica, e più lungo sara il volo verso l'alto più grande sarà lo schianto quando arriverà a terra.
A quel punto il dollaro al barile conterà meno ancora di oggi, ed i contratti si faranno tutti su basi diverse, cosi come gia accade oggi per una percentuale alta della effettiva compravendita di petrolio vero.
sempre scontenti:se sale perchè sale se scende perchè scende ma chi la piglia in quel posto èl'azionista eni,saipem,tenaris,erg.
essendo azionista saipem potete immaginare il mio deretano ben arrossato!!!paziena, è natale.
cmq non prevedo miracoli e/o risalite del barile amenochè non scoppi una rivolta con le contropile in nigeria, indonesia,iran.
qualcuno mi saprebbe dire qualcosa di positivo per saipem?
@6 8
Credete davvero che l'economia possa riprendersi? Con le retribuzioni che non permettono alla gente di arrivare a fine mese e col costo della vita che, nonostante il calo del prezzo del greggio, non accenna a diminuire?
I consumi così non decollano e se anche decollassero servirebbero a tenere in piedi temporaneamente un paradigma economico declinante in modo irreversibile, dopodichè esploderebbe una nuova crisi economica peggiore di quella attuale e probabilmente l'ultima prima del crollo definitivo di tale paradigma.
E senza contare il fantasma del futuro probabilissimo razionamento dei carburanti a causa della stagnazione(per il basso prezzo del greggio) degli investimenti nella ricerca di altri giacimenti e della conseguente velocizzazione della fase post picco.
La decrescita globale è la strada obbligata da seguire, graduale e non troppo dolorosa per le masse se i Governi decidessero(con opportune politiche) di perseguirla da oggi, repentina e dolorosissima se il lassismo governativo mondiale dovesse continuare(come infatti sta accadendo).
Ovviamente il discorso vale per i popoli dei paesi sviluppati; per quelli poverissimi del terzo mondo non cambierebbe molto...
Ahiò Debora, come sei prolifica stamattina.
Sinora pochissimi hanno capito che cosa succede.
Io credo dipenda dal fatto che quasi nessuno, COMPRESI molti dei topoguru che pontificano dalle cattedre di economia, non hanno idea di cosa siano i soldi.
Quello che difetta a molti di noi, a me ha colpito come un flash quando l'ho compreso, è che NON sappiamo cos'è il DENARO.
Badate NON ho detto che non sappiamo che cosa farne, io sono bravissimo a spenderne anche a milioni (anche se non miei :), ribadisco che NON SAPPIAMO COS'E'.
Quindi: secondo voi quanto può valere una cosa che non sappiamo cos'è (il denaro, €, $, ...)? BOH!
Documentatevi sui comportamenti adottati dalle transition towns: la prima cosa che hanno predetto sarebbe successa è il collasso del sistema monetario e la rarefazione del denaro (bene è GIA' successo, a parte le kzzate che dicono) fino a non poter più usare le monete globali per il commercio.
Quindi hanno realizzato la moneta locale come risposta (sarebbe meglio che fosse per convenzione priva di interessi o a sconto FISSO/immutabile).
Ma purtroppo abbiamo perso di vista il valore della moneta come SEMPLICE merce di scambio e abbiamo finito per VALORIZZARE tutto quanto possediamo con il suo valore di scambio (VOLATILE, per natura).
PEGGIO: abbiamo l'aspettativa che tale valore di scambio rimanga costante o aumenti nel tempo ...
ERRORE STRATEGICO: brava debora non ci sei cascata, se non hai una raffineria comprare petrolio non ti serve ad una cippalippa!
"Dopotutto la gente continua ad andare al lavoro con le automobili"
O per andare a cercarlo il lavoro...
Concordo con Mamo l'osso deve ancora arrivare
@5
Lo pensavo pure io, anche perchè col prezzo così basso i consumi potrebbero riprendere e questo potrebbe accellerare il fisiologico esaurimento del petrolio. Dopotutto la gente continua ad andare al lavoro con le automobili, forse le usa di meno nel weekend ma più o meno siamo li. Però è anche vero che l'avvicinarsi dell'esaurimento dell'oro nero comporterebbe comunque un aumento di prezzo... mah in effetti non so che pesci pigliare.
x ioxcaso,
evidentemente non ti rendi ancora bene conto di quello che sta arrivando.
Se l'economia dà segni di ripresa, il prezzo del petrolio sale e probabilmente salirà sempre più vigorosamente ad ogni accenno di risalita proprio perchè si produce meno petrolio. Se l'economia continua a scendere, il prezzo basso del barile determina comunque un calo di produzione perchè gli investimenti nel settore diminuiscono. E' come un cappio attorno al collo. Se il condannato si agita, rischia solo di farlo stringere di più; se resta fermo, morirà più lentamente di asfissia ma morirà comunque. L'unico modo che ha il condannato di salvarsi è rimpicciolirsi e allentare la morsa, perchè il cappio non si può allentare. Ovvero l'unico modo che ha il mondo per salvarsi è la decrescita, intrapresa il più in fretta possibile!
confesso che ritenevo molto diffficile che il petrolio scendesse al di sotto dei 70/80 $...
1)alle grandi economie in crisi, in primis quella americana, serve un prezzo basso, altrimenti non si riprenderanno mai, vista l'importanza centrale dell'industria dell'auto, della necessità di trasporto a basso costo,etc...
2)i produttori si divideranno in due: quelli che ce la fanno a tirare avanti con prezzo basso e quelli che non ce la faranno, impensabile che si mettano d'accordo per aumentarei prezzi, obama o no gli americani sul tema sono suscettibili, quindi probabile che la prima categoria di produttori pensi di far fuori parte della concorrenza, attraendo su di se tutti gli investimenti (pagati dagli stati vista la crisi)
morale: il prezzo al 90% scenderà a livelli anni 90, la produzione mondiale calerà decisamente, e non tornerà mai più sui livelli di questi ultimi periodi
dopo tutto è meglio così
Ehhh....addirittura "preghiamo"... A quando sacrifici e offerte agli Dei? :-)
http://www.corriere.it/esteri/08_dicembre_05/pirati_visti_dal_cielo_guido_olimpio_0625e01a-c2a1-11dd-8440-00144f02aabc.shtml
Somalia, ecco i pirati visti dal cielo
La Unosat ha diffuso le immagini satellitari di alcune navi sequestrate dai corsari :):):)
In ogni caso siamo fregati. Se il petrolio cala troppo non conviene estarlo, mentre se schizza in alto manda in malora l'economia. Dal basso delle mie conoscenze economiche, potrebbe avvenire una specie di oscillazione continua. Quando cala troppo e conviene poco, salirà finché è sostenibile, poi tornerà a calare e così via. Sempre detto che qualche grande economia nazionale non vada alle ortiche, in tal caso il consumo in quel territorio crollerà e si renderà disponibile più petrolio per gli altri.
alle 20:38
Bernardo Mattiucci
Bisogna evitare di fare lo sbaglio, comune purtroppo, di ricordare che in passato il petrolio costava meno. In quel passato, l'andamento dell'economia mondiale era in aumento. C'erano risorse, le aziende stavano ancora bene, c'erano ampi margini di crescita, il debito pubblico era notevolmente inferiore, le produzioni dei varei generi alimentari e dei vari prodotti piu' o meno utili non potevano che aumentare, a Cina non era ancora una potenza economica, le risorse erano elevate e non c'era la crisi della liquidita' che imbriglia le banche e non permette scambi di denaro tra loro.
Oggi la situazione e' diversa, piu' complessa, e dannatamente spostata verso il collasso.
Le risorse sono molto piu' costose, sia perche' sta diventado sempre piu' difficile estrarle, sia perche' le banche non "anticipano" piu' i soldi per pagare fornitori ed operai. E se questi ultimi non portano i soldi a casa, non possono certo lavorare gratis e pagare le tasse o il cibo. Dove lo prendono il denaro?
Il consumo di energia in questi ultimi anni sta aumentando in modo velocissimo e non e' semplice pensare a come si vivra' un "domani".
In definitiva, il prezzo del petrolio, come ha giustamente detto qualcuno prima di me, puo' anche scendere a 1$/b, ma se io non riesco ad arrivare ad avere 1 $, difficilmente potro' acquistare petrolio!