Uno sguardo dal picco
Clima natalizio, in questo centro commerciale di San Diego in California. Specialmente grazie all'invasione di decine di ciclisti che hanno fatto una bella Critical Mass in mezzo ai negozi!
(Questa è per te, rotafixa...)
Anche noi abbiamo fatto una critical mass 'sui generis' al centro commerciale. Ma le abbiamo prese :-(
Ma in fondo anche chi parla con gaudio del basso prezzo dell'olio e delle previsioni sbagliate dei soliti catastrofisti, percepisce le cose come stanno e col cavolo che entra in un concessionario! Le chiacchere sono a zero, dacchè sono al mondo ('75)la benzina a basso prezzo ha sempre portato un aumento dei chilometri percorsi, delle auto nuove e dei motori energivori. Allora forza! O sostenitori della mobilità privata, feticisti della carrozzeria lucida e splendente, dell'oggetto più desiderato del secolo passato, come potete rimanere inermi di fronte al crollo del vostro mito? State dando ragione ai vostri peggior nemici, quelli che vorrebbero vedervi barcollare su una bici per andare al lavoro, portare i vostri figli su un marsupio ed inserirsi dentro un bus o un treno affinchè si salvaguardi, secondo loro, la nostra salute e quella del pianeta. Cosa provate passando davanti al vostro concessionario? Sono ancora tutte lì le vostre amate, lucide e curate, pronte a darvi la vostra felicità, la vostra sicurezza, la vostra temerarietà nello sfrecciare protetti e corazzati da mille sistemi tecnologici, la vostra mobilità statica, le vostre belle ciambelle di ciccia. Beh quale che sia il motivo per il quale non entrate più una cosa è certa, ed è una cosa positiva, ora siete consapevoli del fatto che non sarà anche questo il secolo dell'auomobile.
Ah dimenticavo, ricordi lo TSUNAMI di 2 anni fa giusto il 26 dicembre? (non ti preoccupare non ho guardano nessun servizio alla TV me lo ricodo di mio)
Beh è un po' come allora, le acque si ritirano e i "furbi" dicono "Oh che bello c'è la Bassa Marea" e vanno verso la spiaggia dove prima c'era il mare , va tutto bene finchè non arriva l'ONDATA; siamo esattamente in quella fase; le acque si stanno ritirando e va tutto bene....
@Fabio,
quello di patetico sono i ragionamenti delle persone come te; se veramente i luminari avessero azzeccato l cifra dei 200$ a fine anno saremmo tutti messi meglio di adesso; ora comincia a chiederti il perchè.
Tu fai parte di quelli che godono del prezzo a 39$ al barile ma non sanno che è peggio che non se fosse a 200$.
Comunque comprati pure il suv 5.800 V8 tanto la benzina tra poco te le regaleranno.
Ne riparliamo tra 6 mesi e poi vediamo chi sarnno i patetici....
Se consideri il picco del petrolio semplicemente legato al valore nominale con cui viene valutato nel mercato
Invece i luminari ,che infestavano Petrolio quest'estate, dicendo che alla fine di quest'anno avrebbe raggiunto i 200$ e profetizzavano "il grande annuncio" da lì a poco avevano ragione, vero? Ora che è basso tutti ad arrampicarsi sugli specchi.. Patetici
OT: piccolo reportage del TIME, Detroit cade a pezzi
http://www.time.com/time/photogallery/0,29307,1864272,00.html
@max
il bene non scarseggia sul mercato semplicemente perché la domanda va giú... ma questo non vuol dire che la quantitá estraibile sia stabile. Siccome, nonostante il pianeta terra sia grande, è di dimensioni non infinite, il picco è un fatto (a meno che tu non pensi che il petrolio si genera da solo in pochi anni sotto terra, posizione rispettabile ma non mi sembra la tua). Per cui la domanda è: in che posizione rispetto al picco siamo? Se ti fai questa domanda capisci anche che il consumo va giú le percezioni e prezzi cambiano... ma quando finisce, finisce...
@max
Non si puo' prendere un dato, come il prezzo di un bene, e decontestualizzarlo da tutto quello che gli gira attorno:=). Non ti sorge il dubbio che, per via del rallentamento delle attività economiche ci sia stata una flessione della domanda del petrolio, e quindi un ribasso della sua quotazione nei mercati internazionali? Altrimenti si rischia di scambiare le cause con gli effetti. Qua si rischia di cadere, almeno in una prima fase, in una situazione di deflazione. Ricordati che Hubbert era un geologo, e quindi sapeva benissimo che il valore nominale delle quotazioni del petrolio non basta semplicemente a spiegare la sua disponibilità. Inoltre è errato definire semplicemente la "fine del petrolio", come se in un giorno x, improvvisamente, terminasse il petrolio. E' piu' giusto, secondo me, valutare la sua disponibilità, tenendo presente i ritmi di crescita e di consumo delle economie mondiali, e considerare anche quanto costa, dal punto di vista energetico, estrarre tale risorsa. Magari arriverà il giorno in cui, nonostante ci sia ancora petrolio(facciamo in siberia), non converrà piu' estrarlo perchè per ogni barile di petrolio prelevato si consumerà l'equivalente energetico di un barile. Ciao Max, buon natale, volemose bene:=).
@alessio
buone feste anche a te; penso che se un bene scarseggia il suo valore schizza e comprarlo è difficile, viceversa se il prezzo è basso significa che c'è ne a iosa. Non occorre Brunetta per questi concetti base. Ci hanno campato secoli e secoli certi economisti tipo J.B.Colbert. Mica pizza e fichi.
ergo, qui qualcuno bara: o dobbiamo cambiare i manuali di economia nelle università o chi blatera di picco è un bugiardo. omettono di dirci che è finito il petrolio di facile estrazione ma lassù in siberia a -50° ne troverai quanto ne vuoi, stanne certo.
secondo questa logica l'iraq vale una guerra. la siberia no.
@Omar
Invece la crisi è nata proprio dalla finanza, e piu' in generale dall'evoluzione del capitale industriale in capitale finanziario(ma questo è un fenomeno di lunga durata). C'è un eccesso di mezzi monetari nel mercato(si parla di un valore nominale di tali valori nominanali pari a venti volte il reale prodotto interno lordo mondiale), ed una carenza di reddito reale(liquidità monetaria)in ampi strati della società. Si puo' capire quindi che negli ultimi 20-30 anni i consumi sono stati sostenuti col debito, anche per via della delocalizzazione di molti settori produttivi. Tuttavia cio' non esclude il tema della finitezza delle risorse, ed il tema della pressione delle attività umane su tutta una serie di risorse, compreso il petrolio. Buone feste:=).
@ Max
Se consideri il picco del petrolio semplicemente legato al valore nominale con cui viene valutato nel mercato, mi sa che non hai capito molto la questione del picco. Lo stesso vale per le considerazioni di stampo moralistico sui consumi degli italiani. Detto cio', auguro anche a te buone feste:=).
OT
sul gas
http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id={09DB94E5-849E-4516-98E4-63C312D3D1DB}
AVVISO
1)con un barile prossimo ai 2 dollari, a chi parla ancora di fine del petrolio darò una legnata sulle chiappe come coi bambini discoli.
2)a chi parla invece di povertà italiana, fine del mese, sud in declino, etc darò invece due legnate perchè in giro vedo solo gente con roba griffata, porsche boxer, suv bmw, iphone al figlio di 8 mesi, psp a mò di caramelle.
sono stufo di sentire parlare di povertà quando il popolo bue spende e spande.
auguri a tutti.
@2
confondere il picco con l'esaurimento toglie molta credibilità all'articolo
resta vero che la crisi non è nata dalla finanza, neanche secondo me, da decenni la borsa per i più è un luogo oscuro e illogico e il "dagli all'untore" la rende il capro espiatorio di tutti i mali
semplicmente in tempo di boom la borsa anticipa la crescita e permette di moltiplicarla, in tempi di crisi anticipa la crisi e la ingigantisce, accelerandola
grazie del pensiero, apprezzo molto.
ricordatevi di comprare ancora meno del solito, in questo periodo.
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23071
andatevi a leggere questa interessante chiave di lettura della crisi
alle 22:12
riccardo
@17
grandi!
un abbraccio